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mercoledì 4 gennaio 2017

Mustazzòli Salentini! (e non)


Lo confesso: i mostaccioli non mi erano mai piaciuti un granché fino a quando un giorno ho visto e riprodotto quelli di Tamara.

E poi?
Avete presente la scena della Signorina Silvani quando, dopo una vita che aveva dato buca al ragionier Fantozzi, esce dalla camera d'albergo dopo averci finalmente passato la notte insieme?

Ecco, lo stesso dicasi per me: KEMMESOPERZZZZOOOOOO!!!!!!

:))))))

Effetivamente questi Mustazzòli Salentini sono superlativi!



Non soffermatevi sull'aspetto estetico perché così devon essere: brutti e crepati!
Soffermatevi piuttosto sull'aspetto gustativo (e per farlo dovrete farli!): fantastici!

D'altra parte, basta leggere gli ingredienti per immaginare.



RICETTA
(presa da qui con qualche minimo cambiamento, ma solo per mancanza di ingredienti, e dimezzata nelle dosi)

Per i biscotti
500g di farina per biscotti
250g di mandorle sbriciolate
100g di zucchero
100g di miele
125g di olio extravergine d'oliva
100g di latte
 40g di cacao setacciato di ottima qualità
 40g di amaretto
   2 uova
 4-5g di cannella finemente polverizzata
   1 bustina di lievito per torte salate
 2 pizzichi di sale
 succo e zeste di un'arancia 
  • Impastate tutti gli ingredienti (io ho messo tutto nella planetaria, senza troppi complimenti)

  • Avvolgete l'impasto nella pellicola per alimenti
  • Riponete in frigo per almeno un'ora

  • Formate quindi i biscotti (palline o rombi o entrambe le forme, come preferite)


  • Cuocete per 20' a 180°

  • Fate freddare su una gratella
  • "Nasprate" (vedi dopo)
Naspro (lu gileppu)

500g di zucchero 
 40g di cacao setacciato
100g di acqua
 1/2 cucchiaino di caffé in polvere (anche uno va bene, eh?)
  • Mescolate le polveri
  • Scaldate l'acqua
  • Versatela a filo nelle polveri mescolando energicamente in modo da non far formare grumi
  • Portate tutto sul fuoco,a fiamma alta
  • Mescolate sempre fino ad ebollizione

  • Portate la fiamma al minimo
  • "Nasprate", cioè immergete i mustazzòli nel naspro (un po' per volta, non tutti insieme!)
  • Rotolateli dentro e poi metteteli a scolare sulla carta forno
 A questo punto i Mustazzòli Salentini sono pronti, brutti, crepati, ma buoni!!!



Se invece volete ottenere una copertura più tradizionale, procedete così:
  • Sciogliete del cioccolato fondente (io ho usato uno al 70%)
  • Disponete i mustazzòli su una gratella
  • Fatevi colare sopra il cioccolato caldo
  • Rifinite con il dorso di un cucchiaino prima che il cioccolato inizi a solidificarsi.

Che altro aggiungere?
Qualche dettaglio?

Be', per i dettagli e, soprattutto, per la storia dei mustazzòli vi rimando al post di Tamara.
Leggetevelo, che merita (come sempre!).

Ciao e alla Prossima


 
Lo Ziopiero
Guardate anche le altre realizzazioni:

venerdì 29 aprile 2016

Fruttoni Leccesi

Piero, tu che hai origini leccesi, li conosci i "Fruttoni"?

I Fruttoni?!?!? E che sono?!?!?

I Fruttoni sono una specie di Pasticciotti, ma si differenziano da questi ultimi per un ripieno diverso e una copertura di cioccolato:


E come sarebbe il ripieno?

Be', ci sono almeno un paio di versioni, anche se molto simili tra loro.
Prima di tutto c'è della marmellata  di cotogne o anche di pere, quindi uno strato sbriciolato di pasta di mandorle o di crema di pasta di mandorle.


La frolla, invece, è la stessa del Pasticciotto.

Da quando Tamara mi ha reso edotto di quest'ennesima leccornia salentina, non ci ho dormito fino a quando non l'ho realizzata!!!

Poi, come sempre capita, ci ho messo quasi un anno a pubblicare!!!!

Ho optato per la versione con la pasta di mandorle sbriciolata, mi ispirava di più.



RICETTA

Ingredienti per la frolla:
500 g di farina 00
220 g di zucchero
220 g di strutto
1 uovo

1 tuorlo  
Un cucchiaino di lievito
Un pizzico di sale
Scorza di limone grattugiata


Ingredienti per il ripieno di mandorle sbriciolate
300 g di mandorle pelate
200 g zucchero
Mezzo bicchiere di liquore all'amaretto o simile
  • Tostate leggermente le mandorle
  • Tritatele insieme allo zucchero
  • Aggiungete il liquore
Ingredienti per il ripieno di crema mandorle
300 g di mandorle pelate
200 g zucchero
4 uova
Cannella
  • Montate gli albumi a neve ferma 
  • Tostate leggermente le mandorle
  • Tritatele insieme allo zucchero
  • Aggiungete la cannella
  • Mescolate con i tuorli
  • Unite il tutto agli albumi
Altri ingredienti:
Marmellata di cotogne o di pere
250 g di cioccolato fondente
  • Rivestite gli stampini con la frolla
  • Farciteli con uno strato di marmellata e poi uno strato di pasta di mandorle (sbriciolata o crema). 
  • Coprite con altra pasta frolla.



  • Infornate a 180° fino a cottura
Per la copertura al cioccolato:
  • Sciogliete il cioccolato
  • Lasciate leggermente rassodare fino a farlo diventare molto denso
  • Colatelo sui fruttoni
Al contrario del suo Pasticciotto, il fruttone va gustato freddo.


Tamara, ma se un giorno verrò dalle parti tue quante cose mi farai mangiare...?  :))))

Ciao e alla Prossima.




Lo Ziopiero

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martedì 28 luglio 2015

Rustici Leccesi..."Foretecapu"



Rustico Leccese Foretecapu!


Foretecapu!

Comeeeeeee?????

FO-RE-TE-CA-PUUUU !

Azzipie'? Ma che vordì? Cioooosai che so' gnurante e pure si parlo romano er latino nullo so!

Ma nooooo!!! Non è latino...

Vabbè, er greco antico

...e non è neanche greco!!!

Oddio...visto che è un termine salentino qualcosa con la Grecia potrebbe anche avere a che fare, avente presente il Griko, l'enclave linguistica salentina?

Il fatto è che, Griko o non Griko, questi Rustici Leccesi sono qualcosa di fenomenale, straordinario, qualcosa che ti fa andare fuori di testa, appunto!

Rustico Leccese Foretecapu!


La fonte, neanche a dirlo, è LEI, Leccese DOC, la svalvolata del web, la mia SoScia di Panettoni

Piero, possibile mai che un quasi leccese come te non conosca i rustici leccesi? 

Così, non appena li ha pubblicati, ecco che subito li ho replicati.

E questa volta non ho cambiato di una virgola la ricetta!!!
(Incredibile, eh?)

RICETTA

ingredienti per 5/6 rustici

500 g pasta sfoglia (rigorosamente fatta in casa!!!!)
250 g di besciamella
125 g di mozzarella
4/5 pomodori pelati
1 uovo
sale, pepe, olio, origano


Ingredienti per la besciamella:

210 g di latte
  20 g di farina
  20 g di burro

sale, noce moscata, pepe nero, ma tanto!!!

Prima di tutto:
Fate la besciamella.
Comeee? Non sapete come si fa? Allora leggetevi questo post.
Poi mettetela in frigo per un paio d'ore, che come vedremo ci servirà bella compatta.

Nel frattempo:
  • Tagliate i pomodori pelati e conditeli con olio, sale e origano.
  • Tagliate poi la mozzarella a dadini piccoli
  • Fate asciugare la mozzarella
  • Stendete la pasta sfoglia (ripeto: rigorosamente fatta in casa altrimenti perdereste il 50% della bontà dei rustici)
  • Coppate 5 dischi da 12 cm e 5 dischi da 10 cm
  • Ora, con un abile gioco di equilibrismo, mettete al centro dei dischi da 10 cm un bel po' di besciamella, poi la mozzarella, e poi i pomodori pelati (volendo potete aggiungere altra besciamella)
  • Pepate, in abbondanza!
  • Chiudete i rustici con i dischi da 12 cm
  • Saldate per bene con le dita
  • Coppateci sopra (non saprei quale sarebbe il termine tecnico corretto, ma voi guardate la foto e capirete!)
Preparazione Rustico Leccese

  • Disponete i rustici sopra una teglia
  • Spennellate con uovo sbattuto
  • Infornate a 200° per circa mezzora (io al mio forno ho messo la funzione "ventilato", Tamara al suo ha usato la funzione "statico", ma i forni non sono tutti uguali)

Attenzione: Il rustico va mangiato caldissimo!!! E la Mozzarella DEVE filare!!!!

Rustici Leccesi Foretecapu!

Tamara, indubbiamente anche mostrando ogni attenzione nell'esecuzione, sicuramente questi rustici non sono venuti belli come i tuoi...però... Quanto so bbbbboni!!!!!!






Amici lettori, con questo post chiudo la stagione.
Mi prendo un lungo periodo di riposo.

Nelle prossime settimane continuerò, come da mia abitudine, a rispondere a tutti i vostri commenti, anche se non sempre sarò tempestivo.

Ci rivediamo a settembre con i resoconti di viaggi e... tante nuove ricette dello Ziopiero!


Ciao e... BUONE VACANZE A TUTTI!!!

Lo Ziopiero

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lunedì 11 maggio 2015

Friselle, anzi... Frisèddhe!!!



 Frisèddhe


De susu, de sutta, ssuppate, risciuncate....

Azzipie', ma come parli?!?!?!?


...an chinu, cucchie cucchie,  mpitruddhate, mpiscuttàte...

Azzipie', ma che te prende?

...capase, còcchia, chianca, spunzate, ruzzulisciare....

Aho!!! Ma te voi fa' capi'?!?!?!?!


...Caro mio, qui c'è poco da capi' se nel sangue non hai un po' di Salento!

Ma scusa, nun eri romano de Roma? Hai pure scritto 'na cifra de post!

...

Be', sì, è vero: sono nato e cresciuto a Roma e adoro la mia città, come scritto e descritto più volte.

Ma metà del mio sangue è Salentino. Mia madre era di Lecce, così come i suoi genitori, tutti i suoi nonni....i nonni dei nonni....qualcosa nel sangue ce l'avrò pure, nooo? :)))))

Ma purtroppo tutta questa gente non c'è più, così quando ho voglia di Salentinità mi rivolgo alla mia socia di panettoni che è un'altra salentina DOC, DOP, e pure DOS (Denominazione d'Origine Salentina!)
Sbircio nel suo blog di svalvolate e faccio qualcuno dei suoi piatti, come pasticciotti, pittùle, pucce leccesi, torta pasticiotta, ciciri e tria...

E così ho fatto per le friselle! 
Anzi Frisèddhe, alla leccese!!!

Certo ho dovuto torturare Tamara telematicamente insistendo affinché mi onorasse di una sua ricetta DOC, DOP e pure DOS!
E lei, puntualmente, me l'ha data, anzi l'ha pure pubblicata!

DiSceeee...ma l'ha pubblicata quasi un anno fa!

È vero! Ci ho messo una quaresima prima di pubblicare anche io queste friselle, ma alla fine...

Frisèddhe
Eccole!

Le Friselle di Tamara, anzi le Frisèddhe!


Ricetta:
200 g licoli rinfrescato
600 g di farina di grano salentino *
200 g di farro integrale
100 g di grano saraceno
600 g di acqua
  25 g di sale


 * come ci ricorda Tamara, il grano salentino non si trova facilmente fuori dal Salento, per cui si può usare, in alternativa, uno dei  seguenti sfarinati di grano duro: farina di grano duro, semolato, semola integrale, semola non rimacinata, semola rimacinata.

Guarda caso avevo il grano salentino e avevo anche dell'ottima farina di orzo, per cui alla fine ho fatto un mix: 200g grano salentino e 400g di  farina di orzo.
  • Impastate tutto insieme, fino ad incordatura
  • Fate lievitare fino al raddoppio
  • Porzionate in pezzi da 130g circa
  • Fate dei filoncini lunghi 20 cm circa e chiusi ad anello, a formare una ciambella, ops, una frisella, ma col buco più piccolo
  • Mettete le friselle a lievitare, cucchie cucchie, come dice Tamara, cioè vicine vicine, frapponendo tra di esse della carta da forno
  • Fate lievitare fino al raddoppio
  • Cuocetele a 180 gradi per 15/20 minuti circa
Le friselle, anzi frisèddhe, le tireremo fuori dal forno quando saranno cotte ma ancora morbide.

A questo punto si tagliano a metà (tipo panino) e si sistemano su una griglia e rimesse subito in forno a 160° a biscottare per circa un'ora.



DiSceeeee.....E come si mangiano?

Semplice!
Prima di tutto occorre "sponzarle"
Certo, per poterlo fare come si deve occorrerebbe lo "sponzafriselle", anzi lo spunzafrisèddhe!

???????

Trattasi di un piatto fondo sormontato da un piatto a forma di mezzaluna, con dei buchi:

Spunzafrisèddhe
Prima si mettono a bagno le frise nel piatto di sotto (de sutta) e poia scolare nel piatto di sopra (de supra)

Spunzafrisèddhe

In mancanza di spunzafrisèddhe potete tranquillamente ammolarle nell'acqua.
Il tempo di ammollo dipende da quanto sono dure o, meglio, da che tipo di farina avete utilizzato.

Dopo averle ammollate, si spreme sopra un pomodorino...



Solo uno?
Ma noooooooooo!!! Quanti ne volete!!!!



E si continuano a condire a piacere.
A me piacciono con mozzarella di bufala e basilico e soprattuto... tanto olio, ovviamente pugliese!!!!

Frisèddhe
Si conservano a lungo nelle buste trasparenti per alimenti.

Tutto chiaro adesso?

De susu, de sutta, ssuppate, risciuncate....

Come? Non afferrate il significato di alcune parole...?

...an chinu, cucchie cucchie,  mpitruddhate, mpiscuttàte...

Allora andatevi a leggere tutte le spiegazioni (e non solo) che ci ha regalato Tamara.

Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero


...capase, còcchia, chianca, spunzate, ruzzulisciare....





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martedì 9 dicembre 2014

Torta PasticciotTAM (DiSceee....)

DiSceee..... ma non si chiamava torta pasticciotto?

Sì! Ma lo sai, no? A me piace cambiar nome alle cose...

DiSceee.... ma non capisco? Perché pasticciotTAM? Che è latina?
Pasticciotta, pasticciotae, pasticciotae; pasticcioTAM, pasticciotta, pasticciotta!

Ommammamia! Come devo fare io con questo...?

La Torta PasticciotTAM la chiamo così perché la ricetta l'ho presa dalla ZiaTam, che me ne ha tanto parlato e che poi finalmente ha pubblicato in occasione del primo compleanno del blog-svalvolato.

E mai nome fu così appropriato! :)))

È una torta tipica leccese, sorella maggiore del arcinoto pasticciotto dal quale si differenzia solo per la forma.
Lui è piccolo, modello pasticcino (qui lo potete vedere nel suo stampino originale).
Lei, invece, è una bella bestia...

(Fai click sul collage per ingrandirlo)

Questa torta è concettualmente facile, e anche abbastanza veloce da fare.

DiSceeee.... perché concettualmente?
(Aho, ma sta ancora qui?)

Concettualmente perché parte dai concetti di base della pasticceria, come la Crema Pasticcera e la Pasta Frolla.

E poi perché a mio avviso questa torta è un po' come l'arte concettuale: più che sul godimento estetico (di fatto la torta esteticamente non è bella, diSciamocelo), si basa sul pensiero...

DiSceeee.... sur penZiero?!?!?!? Azzzipie', ma che stai addi'? Mica li penZieri se magneno!

Abbbellodezzio, tu non poi capi'!
(sic...che mi tocca sopportare....)

Questa torta l'avevo nei miei pensieri da tantissimo tempo, ma sapete com'è, no?
Rimanda oggi, posticipa domani...alla fine...

Alla fine l'ho fatta!!!!!

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Tamara, che diSci?
Può andare?
:))))

Ricetta

Come dicevo fare questa torta non è particolarmente difficile, tanto è vero che l'ho inserita tra le cose buone e veloci.

Basta preparare una frolla, che per questa torta deve essere rigorosamente con lo strutto, e una crema (rigorosamente ricca); poi si aggiungono le amarene eeeee.... voilà! La torta è pronta per essere formata e infornata!
E poi mangiata.

Ingredienti per uno stampo da 26 cm

Frolla allo strutto
450 g di farina 00 
50 g di fecola di patate o maizena
220 g zucchero
220 g strutto
1 uovo intero
2 tuorli (conservate gli albumi)

1  pizzico di sale
1 cucchiaino di lievito o di bicarbonato
zeste grattugiate di mezzo limone

  • Setacciate farina e lievito
  • Impastate con lo strutto fino ad ottenere la cosiddetta "sabbiatura"
  • Aggiungete lo zucchero 
  • Continuate ad impastare
  • Aggiungete infine il resto degli ingredienti
  • Impastate fino ad ottenere una palla bella copatta
  • Avvolgere la palla nella pellicola trasparente
  • Riponete in frigorifero per almeno un'ora

Crema Pasticcera

1 litro di latte
250 g zucchero
80 g maizena
10 tuorli medi
Scorza di mezzo limone
semi di una bacca di vaniglia

Vi devo spiegare come fare la crema....?
Non credo, ma se volete sapere come farla con il metodo usato da Montersino andate a vedere questo mio post, nel quale troverete anche una ricetta di crema adatta per le cotture al forno.


e in più
Amarene scioroppate

Preparazione

Per prima cosa predisponetevi la teglia, che per questa torta dovrà essere con i bordi alti.
Poi, se volete esser sicuri di sformare la torta senza grossi danni, suggerisco di ritagliarvi delle strisce di carta forno e di sistemarle a croce dentro la teglia, in modo che le estremità fuoriescano dai bordi:

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
In questa maniera, al momento di sformarla, sarà sufficiente tirare contemporaneamente le estremità delle strisce.
OK?
OK!

Ora prendete la palla di frolla dal frigorifero.
Staccatene circa due terzi e iniziate ad ammorbidirla con le mani.
Per capire meglio come procedere vi riporto qui un filmato che feci diversi anni fa, può sempre tornare utile ;)
(mi scuso in anticipo per le braccia pelose! :D :D :D)




Una volta sistemata la frolla nello stampo, bucherellate la superficie con una forchetta, versatevi dentro la crema, distrubuite sulla superficie amarene a sufficienza e poi... affondatele!!!

(Fai click sul collage per ingrandirlo)

Stendete poi la rimanente frolla (il metodo ormai lo conoscete, no?).
Coprite poi la torta sigillando i bordi con i rebbi di una forchetta
Bucherellate la superficie e spennallatela con gli albumi sbattuti.

Tutto chiaro?

(Fai click sul collage per ingrandirlo)

Ora, considerando che la torta va gustata rigorosamente calda e che la sua cottura richiede circa 40 minuti, se dai vostri calcoli scoprite di essere in anticipo con i tempi, potete tranquillamente parcheggiarla in frigorifero aspettando l'ora X.

Infornate la torta un'ora prima di servirla ad una temperatura di 180° se forno statico o 160° se ventilato.

Socia, la tua PasticcioTAM ora l'ho fatta...
Adesso tocca a te con la mia Guadeloupe...
Quando la fai?
Quando la fai?
Quando la fai?

:))))))


BaSci

(Fai click sulla foto per ingrandirla)


Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

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martedì 21 ottobre 2014

Pittuliamo col licoli?


Pittuliamo?

Pittukeeeee?????

Pìttuliamo! Da pìttule! Fare le pìttule. Pìttulare.
Io pìttulo, tu pìttuli, egli o ella pìttula...

Ok, Ok! Ho capito! 

Noi pìttuliamo, voi pìttulate, essi o loro pìttulano.

Vabbe', vabbe'.....ma ked'è? È robbba che se magna? E come se fa?

Le pìttule sono delle piccole palline di pasta lievitata, farcite a piacere (o anche non farcite) e poi fritte; sono tipiche della cucina pugliese, leccese in particolare.

Per me le pìttule rappresentano un ricordo d'infanzia ben preciso: mia nonna era proprio leccese e ogni volta che l'andavo a trovare a Natale mi faceva trovare tante di quelle pìttule...
Aaaahhhh, Nonna!  Nonna mia! Grande pìttulatrice!

Poi, per tradizione, ha continuato a pìttulare anche mia zia, che tutt'ora a Natale pìttula a tutto spiano.
Altra grande pìttulatrice!

Farle non è difficile.
Tutto sta nella tecnica di impittulamento!

Io impìttulo, tu impìttuli, egli o ella impìttula...
Noi impìttuliamo, voi impìttulate, essi o loro impìttulano!

(da qui in poi l'accento lo tolgo, tanto ormai avete capito come si pronuncia, veroooo?)

DiSceeee....ma uno deve per forza aspettare Natale per pittuliare...???

Ma noooo!!! Uno al massimo può aspettare il Natale per fare l'albero!

Ma come i Panettoni, i Torroni e i Pandori, anche le Pittule uno se le può fare quando vuole!!!

Soprattutto dopo aver visto il post pittulato a 4 mani dalle due svalvolate Silvia e Tamara!

Mi era infatti presa una voglia pazza di pittule!
E di pittulare.
...O forse si dice pittuliare?
Insomma di fare le pittule.

E fu così che pittuliai ad ottobre! (che bello il passato remoto!)

E pittula che ti rimpittula ecco che cosa venne fuori!

(Fai click sull'immagine per ingrandirla)

E mentre pittuliavo (bello pure l'indicativo imperfetto) ho anche pensato: "Goditi queste pittule, Ziopiero, che chissà poi quando pittulerai (futuro) ancora!!!

DiSceeeeee....noi pittuleremmo pure (condizionale), ma la ricetta delle pittule con il licoli ce la vuoi dare o no?!?!?!?

:)))))

Ecccola!

Prefermento
50 g licoli
200 g farina manitoba
200 g acqua

Impasto
Tutto il prefermento
250 farina 0
150 g acqua
12 g sale
20 g olio evo

  • Fate il prefermento frullando insieme i tre ingredienti
  • Lasciate fermentare per qualche ora (dalle 6 alle 10 ore, a seconda di quando vorrete pittuliare)
  • Aggiungete gli altri ingredienti, puttuliate, cioè volevo dire mescolate e lasciate lievitare per qualche ora, fino al raddoppio.

A questo punto viene la parte divertente: la "pittulatura", cioè la formatura delle pittule.
E qui ci vuole una tecnica particolare.
Mica tutti nascono impittulatori!!!

Certo se in famiglia avete già un'impittulatrice, siete avvantaggiati e nel tempo passerete da apprendista impittulatore a impittulatore junior, poi impittulatore senior fino a diventare impittulatore profeScional!

Ma dovendo partire da zero, come me del resto, allora è meglio rivolgersi a chi ha la laurea di impittulatrice ad honorem, senza aver dovuto frequentare la Facoltà di Scienze dell'Impittulamento dell'Università di Lecce.

E sì, perché Lei, l'impittulamento, ce l'ha nel sangue!!!

Tam, senza che perdo tempo, è vero che posso copiare e incollare foto e testo direttamente dal tuo post delle Pittule?!?!? :))))

(Fai click sull'immagine per ingrandirla)

"Per ricavare la forma tonda c'è una tecnica particolare, bisogna prendere l'impasto con la mano sinistra, chiuderla a pugno e far sbucare una pittulicchia dall'incavo che si forma chiudendo pollice e indice[...] Bagna la mano destra (una ciotolina piena d'acqua ti aiuterà),  stacca la pallina sbucata dalla mano sinistra e immergila subito nell'olio bollente."

Tutto chiaro?
Noooooo?
Volete vedere meglio come fare?!?!?!

E allora chiedo aiuto a Silvia , alias Esseppì, la quale si sta diplomando in "Pittule e Pizzica" e ha già superato brillantemente l'esame "Tecniche di imputtulamento 1" grazie a questo suo filmato:



E ora? È tutto chiarooooo?????

DiSceeee.....ma non ci avevi detto che vanno riempite? Come si fa a riempirle?

Per riempire le pittule basta unire all'impasto il tipo di ripieno desiderato.
Normalmente si fanno con diversi ripieni, per cui organizzatevi con un recipiente in cui metterete parte dell'impasto e nel quale mischierete via via il ripieno scelto.
Per un nuovo ripieno basterà quindi versare un altro po' di impasto nello stesso recipiente, o in uno nuovo se siete schizzinosi...ma non credo lo siate! :))))

DiSceeeee...e con cosa si possono riempire le pittule?

Per quanto riguarda i vari ripieni potete lavorare di fantasia, ma per semplicità e comodità anche qui copio-e-incollo dal post di Tamara:

"Le pittule sono buone già così, ma volendo potete farle impastando insieme del semplice origano (meglio se lo aggiungete prima della lievitazione), o alla pizzaiola (pomodoro, capperi, olive nere, origano, sale, questi non devono mancare!), e poi, facoltativamente, pomodori secchi,  alici diliscate, cipolla (che consiglio di cuocere prima), peperoncino.
- Cavolfiore:  diviso in cimette e sbollentato in acqua salata, condito con un po' d'olio evo.
- Baccalà: reidratato in acqua, sgocciolato e diviso in pezzi".



DiSceee....ma perché tutto questo impittulamento proprio oggi?!?!?

Ma come perché?!?!?!?!?

Per chi ancora non lo sapesse oggi è il primo compleanno del Blog delle Svalvolate e, ovviamente, questo post è dedicato a loro!

Emmettì, Silvia, Tamara: siete una forza della natura!!!
Se non ci foste bisognerebbe inventarvi, anche se dubito qualcuno riuscirebbe a farvi venire così folli!!!

Voi tre insieme siete impareggiabili...ma pure prese da sole siete terribbbbbili!!!!!  :))))

E adesso?
Che ne direste se pittuliaste (congiuntivo imperfetto) anche voi?

Avanti, su!

Pittulate, pittulate (imperativo presente)

:)))))

Ciao e alla Prossima.


(Fai click sulla foto per ingrandirla)



Lo Ziopiero

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