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lunedì 24 ottobre 2016

Crostata Caramello Salato e Cioccolato (by Ernst Knam)

"Piero, ho fatto una torta fantastica! La devi fare pure tu!"

"Tam è una vita che non faccio torte, qui stanno tutti a dieta!"

"Piero, ma questa la devi fare! È strepitosissima! Figurati se non trovi qualcuno che se la mangi!"

"Vabbè, ma di che si tratta?"

"Hai presente Rnst Knm, quello della Foresta Nera?"

"Chiiiiii???!?!?!"

"Rnst Knm, l'uomo senza vocali"

"Ma chi, quello del cioccolato?  Quello con gli occhiali vezzosi?"

"Sì, Sì, proprio lui!!! Guarda la torta è semplicissima. Ti mando una mail con le dosi minimaliste. Falla, però, eh?"

Dopo qualche ora...



"TAM, io l'ho fatta! Avevi ragione!! Oltre ad essere facile è pure strabuona!!!"

"Piero, ora però aspetti che prima pubblico io, ok?"

"Ooooooocchei"

...e così passarono 3 mesi prima che LEI pubblicasse, e poi un altro mese prima che mi decidessi a scrivere questo post, nonostante avessi messo in anteprima la foto da illo tempore!

Vabbè, sapete come vanno a finire queste cose, no? :))))

Per chi non l'avesse letta da Tam, ripubblico qui:

RICETTA
Fedelmente presa da qui

Ingredienti per torta di 20 (26) cm

Pasta frolla al cacao

200 (340) g di farina
125 (210) g di burro
125 (210) g di zucchero semolato
  55   (90) g di uova, circa 1 (1 e 1/2)
  40   (70) g di cacao amaro in polvere di ottima qualità
    5     (8) g di lievito in polvere non vanigliato
    2     (3) g di sale

1/2  bacca di vaniglia
  • Ammorbidite il burro e impastatelo con lo zucchero e i semi della vaniglia
  • Aggiungete lentamente le uova e la farina, il cacao, il lievito e il sale
  • Appena la farina si sarà incorporata, smettete di impastare
  • Con l'impasto ottenuto formate una palla e avvolgetela nella pellicola per alimenti
  • Fatela riposare in frigo per almeno 3 ore
  • Stendete quindi la frolla creando un disco delle dimensioni che avete scelto e adagiatela nella tortiera
  • Copritela con la carta forno e versavevi dentro dei legumi secchi
  • Con la frolla formate una lunga striscia alta 3 cm da far aderire al bordo del disco
  • Infornate a 175° fino a cottura (circa 20-25 minuti)

Mou salato

100 (170) g di zucchero semolato
100 (170) g di panna fresca
  90 (150) g di burro
    2     (3) g di sale
  • In un pentolino, scaldate lo zucchero senza toccarlo e lasciatelo caramellare (qui il procedimento)
  • A parte scaldate la panna.
  • Quando il caramello sarà di un bel colore bruno, unite la panna un po' per volta continuando a mescolare fino a quando sarà tutto amalgamato in un composto molto cremoso (Mou)
  • Togliete il pentolino dal fuoco
  • Incorporate il burro precedentemente ammorbidito e il sale.


Ganache al cioccolato

180 (280) g di cioccolato fondente 70% (guardate qui se volete farne una buona scorta)
150 (230) g di panna fresca liquida
  • Mettete la panna in un pentolino e portate a bollore
  • Unite il cioccolato tritato
  • Mescolate bene con una frusta per farlo sciogliere.

Preparazione torta
  • Una volta che la frolla è cotta, riempitela con il mou appena fatto e ponete il tutto in congelatore per circa un ora.
  • Quindi versatevi la ganache intiepidita
  • Frigorifero per freddarla
Gustatevi una fetta...


 Post mail:

"A Pie', mi raccomando le decorazioni!!! Magari con i rimasugli della frolla. Inventati tu qualche forma strana..."

"Aho, io ci ho fatto 'sti biscottini, e tu?  :))))"





Ciao e alla Prossima

(SLURP!)






Lo Ziopiero

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lunedì 3 giugno 2013

Quel Brutto Pasticciotto dello Ziopiero

Tamara Tamara...


Quando mi parlasti dei pasticciotti leccesi quasi non ci volevo credere...

"si mangia tiepido... e si gode :)))))))" 

Concludesti così il commento...

E che sarà mai?!?!? Possibile che un pasticciotto abbia poteri così afrodisiaci?!?!?!

Neeeeeaaaaa, dai, magari ha voluto esagerare., così per giocare un po'.

Mah...lasciai cadere lì la questione.

Intanto nel mio "salotto virtuale" iniziarono a girare  primi pasticciotti leccesi.

Prima Emmettì, poi Tamara stessa, infine anche Maya ha fatto i suoi.... 

...e a me come al solito rimanevano solo le briciole, anche se virtuali, tra i cuscini del divano.

Poi giorni fa mi era giusto avanzata tantissima crema da queste Danesi.

Disceeeee, ma non potevi regolarti meglio?

Ma scusa? Uno mica può fare 8 cucchiaini di crema solo per spalmarle sulle Danesi, no?
Una volta che la fai, ne fai una dose normale!

Peraltro era una crema da forno

...uuuhhhmmmmmm da forno, eh?


In quel mentre mi si accende una lampadina: Tamara!

Cioè, più che accendermi una lampadina mi arrivano contemporaneamente 4 notifiche di suoi commenti in svariati post!!!

Porca miseria!!!! Ma quella non si sta mai ferma! Altro che morso della tarantola!

Ecco, adesso sai che faccio?

Zicchete e Zacchete:
"Tama', dammi al volo le dosi della frolla dei pasticciotti."
Invio

Manco passa un minuto che mi arriva la risposta:

Ingredienti per la frolla:

500 g. farina 00
220 g. Zucchero
220 g. Strutto
1 Uovo

1 Tuorlo
Un cucchiaino di lievito
Un pizzico di sale
Scorza di limone grattugiata


Caspiterina! Ma che ha il cellulare incorporato nelle dita?!?!!??  :)))))

A questo punto non ho perso tempo!

Mi son messo subito all'opera: ho mescolato l'impasto della frolla e l'ho lasciato 30' nel freezer per farlo rassodare per bene.

Quindi ho steso la frolla: un po' più della metà l'ho messa nelle formine da tartellete, abbondantemente riempite di crema e  poi tappate con la frolla rimanente.

Ho spennellato con albume leggermente sbattuto (ho usato quello avanzato dal tuorlo).

Infornato a 180° fino a cottura.

Disceeee...ma scusa, non puoi dire quanti minuti?
NO! Lo capisci da solo quando sono cotti! Fìdati!

Poi mi arriva un messaggio con una raccomandazione:

Pie', il primo va mangiato caldo, anzi caldissimo...ti deve quasi bruciare la lingua (quasi, eh? non esagerare che poi non senti più nulla per 3 giorni!!!)

Oddio...confesso che sono particolarmente sensibile sulle papille gustative, per cui mi son ben guardato dal fiondarmi sul primo pasticciotto appena uscito dal forno...ma .... ma ..... ma ....

Su una cosa Tamara aveva ragione:  SI GODE!!!!!

Vi prego, fateli e ditemi se non è così!

Certo, i miei son venuti bruttini, e credo che non sia un caso che si chiamino pasticciotti.

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Ma vi posso assicurare che sono fantastici, incredibilmente fantastici!!!

...e si, anche afrodisiaci! :D :D :D 

(Fai click sulla foto per ingrandirla)


Tamara Tamara... Ce me facisti passare co 'sti pasticiotti! :D :D :D

:)))))

Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

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lunedì 6 maggio 2013

Crostata di Cioccolato alla Crema di Mandarino

Vi ricordate i Nannibis-cotti?

Nanni nel post di presentazione suggerì di usare lo stesso impasto per una crostata...

E crostata fu:

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

E' una crostata nata dalla voglia di non fare niente.

Disceee.... Ma come, non vuoi fare niente e tiri fuori questa crostata?

Ebbene si!  :)))

Sapete come vanno queste cose, no?

Arrivi alla fine della settimana che stanco, svogliato...
Personalmente in questi casi mi "impongo" di non fare nulla in cucina.

...be', per nulla io intendo limitarmi a poche cose, mi capite, no?

Per cui dopo aver replicato le farfallone con zucca e broccoli il venerdì sera (tanto si fanno in pochi minuti), sfornato l'ennesimo pane nero noci e semini il sabato mattina (devo pure fare le scarpette durante la settimana, no?), una dose doppia di CiCCiCCCì (colazioni) il sabato pomeriggio, le galettes il sabato a cena (mica penserete che stia a digiuno!), mi ero mentalmente predisposto per un assoluto riposo la domenica.
Meritato riposo. :))

Solo che...come dire...insomma...quando ho visto che alle 6.30 ero già in piedi bello arzillo, il tempo fuori non era un granché, la cucina era tutta troooppo ordinata...mi son guardato intorno un po' spaesato..le mani fremevano, la testa ronzava, gli occhi alla ricerca di qualche ispirazione...

Ecco che mi va l'occhio su 3 mandarini.... mmmmm, mi sa che questi non se li mangia nessuno...o, per lo meno, non se li mangia nessuno così come sono.

E il primo neurone parte all'attacco: crema al mandarino!

Ma posso servire solo una crema al mandarino...?
Gnooooo!
Sotto ci vuole qualcos'altro.

Dov'è finito il secondo neurone....?
Ah, eccolo! Forza mettiti al lavoro.

asdòlfkjas dòfasdlkh

Cosa?

asdfhasdòfh sdèofasdfh

Ah, si, bravo! Ora che ci penso nel congelatore ho ancora l'avanzo dell'impasto dei Nannibis-cotti al cioccolato.
E proprio Nanni suggeriva di farci una frolla...(terzo neurone)

Ok, affare fatto. Una banana ce l'ho, due kiwi pure. Abbiamo pure il sopra!!!

Vi riassumo qui per vostra comodità

Frolla al cioccolato di Nannibis

Ingredienti (dal blog di Nanni)

Farina di frumento 225 gr
Fecola (o altro amido) 75 gr
Panna 150 gr
Zucchero a velo 100 gr
Cioccolato fondente (al 64% di cacao) 300 gr
Burro 100 gr

Tritate il cioccolato
Sciogliete il burro e mettetelo nella panna portando quasi ad ebollizione.
Unite il cioccolato e mescolate per bene.
Aggiungete poi la farina e l'amido ben setacciati, quindi lo zucchero a velo.


Avvolgete nel cellophane e lasciate riposare qualche ora in frigo.

Lavoartela poi come qualsiasi frolla fino a renderla malleabile.

Stendetela e sistematela quindi in uno stampo da crostata.

Cottura in forno a 180°. Quindi spalmateci sopra la...

Crema al Mandarino

Ingredienti

3 mandarini
100 gr zucchero (80 gr se si usano clementine)
1 tuorlo
30 gr amido di riso (in alternativa amido di mais)
250 gr acqua


Questa crema a mio avviso è davvero delicata. Affrettatevi prima che finisca la stagione dei mandarini!!!

asdfhasdòfh sdèofasdfh

E questo chi è? Ah, si! Il quarto neurone! Che vuoi?

dsfgòlkartoyu aòsldkfjqopw!!!

Giusto! Dimenticavo!

Una fetta per voi:

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
:))))

Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

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giovedì 14 marzo 2013

Crostata di Visciole: la clonazione e... due paroline sugli assaggi


Chi mi conosce sa bene che non amo i dolci venduti nelle pasticcerie romane.
Il motivo? Semplice. Sono solo belli. E a volte neanche belli.

Disceeee... Ma il sapore? Non senti che sapore hanno?

Si, certo che lo sento. Ed è proprio quello il problema: il sapore è sempre lo stesso, come se fosse prodotto in serie. Serie B, a volte Serie C.
Niente a che fare con i sapori veri, genuini, ai quali, ahimé, ci siamo disabituati.
O verso i quali, forse, non siamo mai stati educati.

Certo, lo riconosco: addestrare il palato non è cosa facile, specialmente in un sistema dove si gusta con gli occhi e si assapora con la pancia, nel vero senso della parola.

Inorridisco quando sento affermazioni del tipo: "mmmm, che buono", un attimo dopo aver visto deglutire un boccone intero senza quasi neanche averlo masticato!!! E ancor peggio quando non si da voce al proprio gusto, esprimendo completa indifferenza verso il cibo che stiamo introducendo nel nostro corpo.

Il Cibo per me è una cosa sacra (e quindi lo scrivo con la C maiuscola).

E quando arriva sulle nostre tavole, o lo predisponiamo per una preparazione di un piatto o lo scegliamo in banco di mercato o, ancora meglio, lo cogliamo dall'albero...ha già una sua storia, una sua vita.

Vi siete mai immaginati che percorso ha fatto prima di arrivare fino a noi?

Il contadino che l'ha seminato, cresciuto, accudito, raccolto. L'autista che l'ha caricato, trasportato, scaricato. Il cuciniere che poi ha unito gli ingredienti, seguendo il suo estro, per poi offrircelo.

E noi che facciamo? In 2 minuti divoriamo il tutto senza rispetto, senza considerazione, accecati dalla fame (che poi me devono spiegà come facciamo ad aver fame quando di certo a noi per fortuna il Cibo non manca mai!).

Il Cibo va rispettato, considerato, apprezzato.

Cominciamo prima col guardarlo, nelle sue forme, nel suo aspetto, nel suo colore. Avete presente quanti bei colori ci sono dietro un alimento? Quante sfumature? Ci avete fatto mai caso che il nero è il colore meno frequente nei cibi (bruciature a parte!)?

Poi il Cibo va toccato, si con le mani. Niente posate. Se poi è crudo tanto meglio!

Quindi va annusato, respirato, quasi inalato.

Un po' per volta. Non un respiro, non due, ma almeno tre, affinché le narici prima si liberino da altri odori e poi entrino in contatto con quello nuovo e alla fine riescono ad annusarlo completamente, inebriandosi e lasciandosi trasportare....

E poi...aspettattiamo sempre qualche secondo prima di addentare....e quando lo mettiamo in bocca...

Il Cibo va prima schiacciato tra lingua e palato e poi masticato, masticato a lungo. 

Cerchiamo i sapori, anche se crediamo di conoscerli.
Proviamo a chiudere gli occhi e sentire le essenze, i retrogusti, i ricordi...

E questo è proprio quello che mi succede ogni volta che assaggio questa crostata di visciole

(Fai click sulla foto per ingrandirla)


E' uno dei pochi prodotti di pasticceria (anzi al momento l'UNICO!) che ancora compro a Roma.

Come sapete quando trovo un prodotto artigianale come si deve, ne rimango estasiato e ci tengo a dirlo. E a cercare di ricopiarlo.

E' successo con questi biscotti qui, il cui assaggio mi ha stupido e la cui clonazione mi ha pienamente soddisfatto al primo colpo.

Mi succede quando mangio la pizza di Bonci...la cui qualità a mio avviso è un universo al di sopra delle altre pizze che si trovano in giro e devo dire che anche in questo caso le clonazioni mi soddisfano in pieno.

E così è successo con questa crostata di visciole del forno Boccione sito nel Ghetto Ebraico.
Vi ricordate? Ne parlai qui.


Ottima, davvero. Anzi spettacolare.

A mio avviso il miglior prodotto di pasticceria che si possa acquistare a Roma e ci tengo pure a sottolineare per chi passa poco da queste parti che io di pubblicità non ne faccio: mi voglio sentir libero di dirvi che se una cosa è buona, lo è davvero.

E come per i biscotti o  per la pizza, dopo averla mangiata son subito passato alla clonazione.

ma.....

ma....

ma....

Il primo tentativo di clonazione è andato fallito!!!
E' venuta una crostata buona, ma diversa.
Decisamente diversa.

Eppure apparentemente il concetto è facile.
Frolla, visciole, ricotta, frolla.

E cos'è che non andava? Proprio lei, la frolla!

C'era qualcosa che non riuscivo a capire nella frolla della crostata comprata.
Qualcosa di particolare.
Una morbidezza, una scioglievolezza, un sapore che....

Insomma, ci dovevo riuscire. Non potevo fallire una seconda volta.

Così un giorno son tornato a comprarla col chiaro intento di ispezionarne ogni singola briciola.

E così mi sono accorto di una cosa che l'avrebbe migliorata sicuramente, perché io quel sapore lo sentivo. Era un sapore di crema, appena accennato. Come se ce ne fosse un sottile strato tra la frolla e le visciole.

Ero sicuro che ci fosse, anche se non si sente marcatamente.
E mi ero fatto l'idea che ci volesse.
Una crema da forno, ovviamente.


E ci voleva!

Ma....

ma...

ma...

Anche al secondo tentativo non ho colpito il centro del bersaglio.
Motivo? Sempre lei, la frolla maledetta!

Diceeee, ma zzipie', co tutte le frolle che fai mo non riesci a trovare come è fatta questa?

No, non ci riesco. Lo ammetto.

Ma io so capoccione! Mi ci impunto. E così ho iniziato a pensare, elugubrare, fino a farmi fumare il cervello.

Inizialmente pensavo che quella morbidezza fosse dovuta al burro, ma poi ho capito che non era così, anzi il contrario!!!!


Così mugina che ti rimugina alla fine ho provato a sconvolgere le regole e ideare una ricetta di frolla per me inedita (magari poi scopro che la conoscono metà dei lettori! :D: D: D)

...e questa volta....

...questa volta.... 

...questa volta.... 

:)))))))

Frolla per la Crostata di Visciole:

Ingredienti per uno stampo da 20 cm

200 g farina
65 g zucchero
45 g burro fuso (si fuso!)
2 tuorli
1 albume
1 cucchiaino di lievito per torte salate
Sale
Zeste di limone


Impastare tutto insieme. Se dopo un po' non si amalgama, aggiungete un goccino-ino-ino di latte.
Lasciate riposare in frigo almeno un paio d'ore.

Ripieno.

Crema da forno (dosi con 2 rossi così ne avanza un po' per le leccate golose!)

500 g ricotta di pecora schiacciata con 150 g di zucchero
350 g marmellata visciole o amarene se non trovate le visciole


Stendete la frolla e sistematela nello stampo, poi uno strato sottile di crema, poi la marmellata (se è duretta ammorbiditela sbattendola con una forchetta in una ciotola), ricotta, chiudete con altra frolla.
Spennellate poi la superficie con un ovetto sbattuto.

Forno a 180°. I tempi sono soggettivi e di solito mi regolo a occhio. Comunque credo di averla tenuta 45'.


Quando la tirerete fuori dal forno sarà imperfetta; non preoccupatevi: deve essere imperfetta!

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

La torta va gustata tiepida...
Mangiata a mozzichi, con le mani...
(Fai click sulla foto per ingrandirla)
O con la forchetta, magari comodamente seduti

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Ovviamente mai saprò se la ricetta originale del forno Boccione (che non rivelano neanche sotto tortura) è esattamente quella che ho elaborato, ma vi posso assicurare che quanto a sapore, friabilità, consistenza ed equilibri ci siamo!

Fatela, anzi clonatela!!! 

:)))

Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

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lunedì 19 settembre 2011

Frolla al Vino per la Crostata Alsaziana di Mele

Questa crostata l'avevo adocchiata qui, come variante di questa.

Mi è subito piaciuta la forma che si da alle mele, molto stuzzicante.
Inoltre c'è una crema particolare, che invoglia.
Infine c'è una frolla senza uova e al vino (!) di sicuro molto friabile e con un sapore diverso, da provare!

E allora? Che si fa?

LA SI FA!!!

Ci vuole poco, veramente poco, ma il risultato è notevole, veramente notevole!!!

..e come la si fa?

Così:

Pasta Frolla
250 gr farina
125 gr burro
75 gr zucchero
60 ml di vino bianco
1 pizzico di sale

Ripieno
500 gr di mele medie circa 6 pezzi
succo di un limone

Crema
3 uova
100 gr di zucchero
125 gr di panna
Semi di vaniglia
Zeste di limone

Copertura
Confettura di albicocche
Mandorle a lamelle

Fate la frolla e lasciatela riposare in frigo per un’ora almeno.
Nel frattempo sbucciate le mele, togliete il torsolo, tagliatele a metà, incidetele in modo da creare delle fettine, tipo le Patate di Hasselback.
Irrorartele col succo di limone.

Stendete poi la frolla e adagiatela in uno stampo da 28 cm.
Sistemateci le mele con i tagli rivolti verso l'alto

A parte sbattete leggermente le uova con le zeste di limone.
Fate sciogliere lo zucchero nella panna, insieme ai semi di vaniglia.
Unite il tutto e versatelo nello stampo.

Forno a 220° per 45 minuti circa.
A metà cottura spolverateci le mandorle a lamelle.
A fine cottura, a caldo, spennellate con la confettura di albicocche.

Servirtela tiepida....e ascoltate....dovreste sentire mugolare.....mmmmmmmmm

(Fare click sulla foto per ingrandirla)


Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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lunedì 12 settembre 2011

Crostata Ricotta e Amarene

A volte le torte nascono per caso....non programmate, e alla fine risultano pure le migliori!

Tutto iniziò per caso, o quasi.

Un week end lungo alle Terme Dei Papi, un Resort in mezzo alla campagna, un cartello tutto impolverato...una strada improbabile.

Il cartello diceva "Ricotta Fresca", diceva...
La freccia rossa indicava la destra, indicava...
La strada era sperduta, era...
Il posto te lo dovevi guadagnare, te lo...

Arrivo attraverso la campagna del viterbese, poi scendo lento giù lungo un dirupo mentre le mosche invadono l'abitacolo e mi inizano a ronzare sotto il naso, in fondo alla stradina trovo un signore perplesso (era domenica): mi guarda, anzi mi scruta...scendo lento dalla macchina, come se fossi di casa, scorgo le pecore libere al pascolo, mi stiro la schiena, annuso forte l'odore del concime misto a quello del fieno... do un'occhiata al tizio...lo aspetto.

"Mi hanno detto che fate una ricotta speciale..." dico tra il dubitativo e l'accattivante.
"Oggi nenti ricotta! Me l'hanno pijata tutta pe' nu battesimu!"

Buon segno. Se basta un battesimo per finire la scorta, vuol dire che la produzione è ridotta.

Conto a occhio le pecore...son circa cento.

"Son tutte sue?"
"E di chi devono da esse? Certo che su' le mie!"

"Ma se po' vede andu la fai sshhta ricotta?" (mi ci vedete a parlare come Nino Manfredi?)
"Vie' che te facciu vede"

L'odore del latte mi riempie da subito le narici...poi svariate forme di pecorino mi si presentano davanti agli occhi.

"Sendimpo': ma se po' assaggia' sto pecorino' ?"
"E certo che se po'!"

mmmmmmmm....
"Ma se vengo domani me la fai truva' sshhta ricotta?"
"Certo che si! Ma devi veni preshhto, sa' ?"
"Allora famo cusì: nu chilo me lo sculi, l'altro me lo lasci nel siero callo callo che me lo magno pe' colazione, vabbeee'? "


E così il giorno dopo son tornato e gli ho portato via 2 kg di ricotta, di cui uno ancora caldo caldo, immerso nel suo siero...

Sapete come va gustato, si?
Una bella fetta di pane (meglio se del giorno prima), una cucchiaiata di siero sopra e poi la ricotta...Una vera leccornia!!!
Volendo ci si puo' mettere sopra del miele, o della marmellata....a scelta.


"Si, vabbe', ma con l'altro chilo che ci hai fatto?!?!?"

Effettivamente la sera a Roma mi son ritrovato con quasi un chilo e mezzo di ricotta!!! Con una parte ci ho condito una pasta semplice semplice, con 600 grammi ci ho fatto questa:

(Fare click sulla foto per ingrandirla)

Per la frolla, come sempre, faccio questa, che per vostra comodità riporto anche qui:

225 gr farina 00
25gr fecola di patate
125 gr burro
75 gr zucchero a velo
1 uovo
1,5 gr  sale
5 gr di succo di limone
1,5 gr di lievito istantaneo
zeste grattugiate di un limone
Semi di vaniglia

(Se avete difficoltà a stenderla, potete sbirciare il filmatino che feci qui)

L'ho cotta in forno senza ripieno.
Poi ho mischiato 600 gr di ricotta con 180 gr di zucchero. Sopra ho messo 400 gr di marmellata di amarene e cotta per altri 12 minuti nel forno.

E' una ricetta semplice semplice, esaltata dal sapore intenso della ricotta unita alla marmellata ed resa stuzzichevole dalla friabilità della frolla.

Provatela e fatemi sapere, ma mi raccomando: ricotta di pecora dop romana ;)

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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mercoledì 27 aprile 2011

Crostata di Frutta

A volte si dimenticano le basi.
A volte si cerca la perfezione nelle difficoltà.
A volte si pensa che una frolla e una crema siano riduttive per una torta.
A volte si vuole strafare...
 
A volte, invece, si scopre che la vera goduria sta nella semplicità

La frolla.
Come sempre faccio questa e per vostra comodità riporto anche qui:

225 gr farina 00
25gr fecola di patate
125 gr burro
75 gr zucchero a velo
1 uovo
1,5 gr  sale 
5 gr di succo di limone
1,5 gr di lievito istantaneo
zeste grattugiate di un limone
Semi di vaniglia

Se non sapete come stenderla, potete sbirciare il filmatino che feci qui

La crema

Di creme ce ne sono un'infinità
Oggi suggerisco questa, che a mio avviso ben si sposa ;-)

400 gr. Latte
100 gr. Panna
150 gr. Tuorli (circa 6)
150 gr. zucchero semolato
18 gr. amido di mais
18 gr. amido di riso
½  baccello vaniglia

La frolla va cotta da sola.
Le crema spalmata fredda.
La torta farcitela poco prima di servirla.
Poi, fuori dal frigo, si conserva tranquillamente 24 ore. Se la mettete in frigo la frolla si ammoscia.

A questo punto penso non debbo aggiungere altro.....

Ah, no!!! Le foto!!!

La Torta
(Fare click sulla foto per ingrandirla)
La Fetta

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
La Foto (e questa la dovete ingrandire, eh)

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
Cos'altro aggiungere?

Ah, si!

Grazie e alla Prossima

Lo Ziopiero

Guardate anche le altre realizzazioni:

mercoledì 9 marzo 2011

Zio chiama Tery / Tery chiama Zio - Tarte Tatin ai Kiwi

Una delle cose più divertenti e affascinanti del blog è il ridimensionamento delle distanze reali, o forse dovrei dire delle "non distanze".

E già: qual è alla fine la distanza tra due bloggers?
Un oceano? Tre deserti? 580 km? Uno schermo? Un bit?

Chatto con Gluty come se fosse di fronte a me, ci diamo il buon giorno con l'Araba come fossimo due colleghi, oppure mi scambio mail con Zucchero ed Eliana come se vivessero sulla luna, ma in realtà siamo quasi dirimpettai!

Certo, poi capita pure l'effetto opposto, come il vedersi 7 picosecondi con Gambetto: ancora non sono realemente convinto che sia un essere umano e ogni volta che lo saluto mi viene da pensare di aver fatto "Alt+F4". Pensate, l'altro giorno Alessandra mi ha chiesto: "Ma esiste davvero?"  :)))

Poi c'è un secondo aspetto che mi affascina: l'ispirazione culinaria.
Vedi un piatto, ti piace, lo studi e dici: "lo farò!"

...poi si sa, tra il dire e il fare....però in alcuni casi tra il dire e il fare c'è di mezzo solo un piccolo ruscelletto che scorre...
Ultimamente mi è capitato spesso che intercorrono poche ore tra quando vedo una ricetta e quando poi la metto in pratica.
E' così! La mattina vedo pubblicato un bel primo o una torta, faccio subito mente locale se ho tutti gli ingredienti a casa (e lì mi rendo conto ormai di avere un rifornimeto da far invidia anche ad un supermercato), e una volta tornato dal lavoro mi metto subito all'opera!!!

Poi, quando scopri che il piatto in questione è stato prodotto proprio sulla base di una cosa che hai pubblicato tu (cioè io!), allora non si discute. Si procede e basta.

E così l'altra mattina, prima di leggere il testo del post, vedo prima questa foto e dico: ma guarda la Tery, ha fatto una tatin! Poi leggo il testo e scopro che ne ero stato l'ispiratore!!!
Poi scorro meglio tra le righe e mi dico...però, la Tery.

Intanto il cervello inizia a elaborare...burro? SI (ti pare) Farina? Manco a dirlo! Kiwi? Ovviamente si. Zucchero di canna, of course. Tempo (ingrediente fondamentale)....se riesco a sbrigarmi anche quello c'è!

Allora?
Tic-Tic-Tic "Tery, la sto facendo" - Invia
(vrrrr) Nuovo messaggio: "Ma come, l'ho pubblicata solo poche ore fa?"
Ari-Tic-Tic-Tic "Appunto. Io ho ispirato te. Tu hai ispirato me!" - Invia



(Fare click sulla foto per ingrandirla)
Certo qualcosina, inevitabilmente, l'ho modificata. Più che altro nel procedimento.
Per esempio ho prima infornato la teglia con i kiwi e lo zucchero per caramellare meglio la frutta, aggiungendo anche qualche fiocchetto di burro per rendere meno appiccicoso il caramello stesso.
Poi non ho messo il cioccolato, non ce lo vedevo bene con i kiwi (ma qui son gusti).
Infine non ho usato la carta da forno, né per stendere, né per cuocere.
A proposito, voi come la stendete la brisé...? ;-)

A questo punto avrei tanto voluto offrire una fetta a Tery e a tutti voi...
(Fare click sulla foto per ingrandirla)
...e ho scoperto il vero limite della rete....

Son sicuro che un giorno sarà possibile!!!
Voi dite di no? In fondo se 300 anni fa ci avessero detto che per avere un ritratto fedele non avremmo avuto bisogno di un pittore, o se 200 anni fa ci avessero detto che ci saremmo potuti parlare da una parte all'altra dell'oceano.... nessuno di noi esseri umani ci avrebbe creduto.

In attesa del teletrasporto delle torte, vi abbraccio tutti vitualmente.
(aho, e prima o poi pure sti teleabbracci li dovranno inventare, no?)
:))))

Ciao e alla prossima

Lo Ziopiero

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lunedì 7 febbraio 2011

Tarte Tatin alle Pere

Tesoro? Oggi vorrei fare una Tarte Tatin!

Avete mai provato a pronunciare dieci volte di seguito il binomio "Tarte Tatin"?

Tarte Tatin Tarte Tatin Tarte Tatin Tarte Tatin Tarte Tatin
Tarte Tatin Tarte Tatin Tarte Tatin Tarte Tatin Tarte Tatin

A me già dopo la prima volta mi si è attorcigliata la lingua su se stessa!!!
Ma come faranno i francesi?!!?
Aspetta, aspetta...ora provo a pronunciarlo alla francese:

Tahte Taten Tahte Taten Tahte Taten Tahte Taten Tahte Taten
Tahte Taten Tahte Taten Tahte Taten Tahte Taten Tahte Taten

Ma lo sapete che viene meglio?!?!?!!?!!! Ma moooolto meglio!!! Sarà mica per la erre moscia?


Ho visto su un giornale una ricetta....però non mi ha convinto e la voglio rifare a modo mio. Ho già preso gli ingredienti!
(Dopo l'exploit degli Ignudi al Gorgonzola ecco che la Signora mi riparte all'attacco...e vai!!!)

OK
(ho capito che mi sarà interdetto l'ingresso in cucina per le prossime due ore, maah... meglio così, oggi mi riposo)

Solo che son troppo curioso....
Sapete che vi dico?
Ogni tanto passo, entro in cucina, faccio finta di aver sete e con la coda dell'occhio sbircio....

Glu-Glu-Glu-Glu...
Dunque Dunque...La signora sta sbucciando le pere!
Conoscendola, farà o un dolce o un insalata.....

Passano 10 minuti, faccio finta di avere ancora sete.....ma che sta facendo? Le sta mettendo in una tortiera, così a crudo? L'avrà imburrata? Bevo, sbircio e me ne vado. Passano altri 10 minuti...

Tesorooo, come si accende regola questo forno tecnologico?

 ...aaaah andiamo bene! Ora vuole pure che le sveli la combinazione segreta!!!!
Ok, guarda (invece mi piazzo davanti così non potrà vedere....)
Si fa così (zicche e zacche e il forno gliel'ho acceso...avrò sgamato il trucco?)

Come un cretino (e preso dai sensi di colpa per aver sbirciato ancora) mi faccio fuori un altro bicchiere d'acqua (questo proprio non era necessario).

Posso consumarti il burro?
Si, certo! Adesso te lo vengo a dare 
Oddio, avrà sgamato che era una scusa per tornare a controllare? Non credo l'avrà presa come forma di gentilezza, lo sanno tutti che il burro sta in frigo!!!!
Sentite, per non sbagliare mi son fatto fuori un'altro bicchiere d'acqua (blurp!).

(e mo col matterello che mai ci farà?!?!?)
...Glu-Glu-Glu-Glu (burro, farina, carta da forno...)
Mammamia che sete che ho oggi....
(doppio blurp!).

....

Tesoro, dove sei? 
(in bagno, dove vuoi che sia!! Con tutta quell'acqua che ho ingurgitato!!!!)
Hai bisogno di meee, amoreee?
(ehehehehe)

Noooo ho fatto tutto! Volevo solo farti vedere com'è bella!!!

Che dite? Gliela do vinta?!?!?! Ma siiiii, se lo merita!!!

SACRIPANTE!!! Ma è bellissima!!!! Te la voglio subito fotografare
(oh! giuro era bela dabìvvero!!!!

Ohhh NOOO!!!! Pile scariche!!!!  :(((

Senti, però questa va mangiata tiepida, mica possiamo aspettare che si carichi la batteria della reflex!!!
...Beh, no. Tanto mica ce la mangiamo tutta adesso....



e invece poco c'è mancato!!!!
Ci credete se vi dico che l'ultima fetta l'ho salvata giusto perché ho fatto la voce grossa?

Ora però ve la dovete guardare e gustare per benino!!!

(Fare click sulla foto per ingrandirla)

Volete farla anche voi? Allora:


Per una teglia da crostata di diametro 24 cm:
1 kg circa di pere abate
40 gr zucchero
40 gr burro
100 gr parmigiano grattugiato
Sale e pepe

Per la Pasta Brisé
200 gr Farina
100 gr Burro
2 pizzichi di sale
Acqua q.b.

Iniziate a preparare l'impasto della brisé e mettelo in frigo a riposare almeno 30 minuti.

Imburrate il fondo della teglia. Mettetevi lo zucchero e sistematevi le pere tagliate a spicchi (8 per ogni pera di grandezza media) fino a coprire perfettamente il fondo, facendo in modo che la parte dove prima c'era la buccia sia a contatto con la teglia e cercando di non lasciare spazi vuoti.

Un pò di sale, il burro a fiocchetti e forno a 180°  fino a quando lo zucchero si sarà caramellato (circa una mezz'oretta).

Stendete poi la brisé in modo tale che sia già pronta per quando tirerete fuori la teglia. Le dimensioni dovranno esser tali da consentire di ripiegare la pasta verso l'interno della teglia.

Una volta tirata fuori la tarte, spolveratela con tutto il parmigiano grattugiato e condite con abbondante pepe.
Coprite il tutto con la brisé, chiudetela lungo i bordi e rimettete in forno, portando la temperatura a 200°.
Appena la brisé sarà cotta (un'altra mezz'ora circa), sfornate e rovesciate il tutto su un piatto preferibilmente tutto piano (senza bordi per capirci).
Come già detto, va gustata tiepida, quindi tenete carica la digitale!!!
:))

Visto com'è facile?
Dite di no?

...e certo, non vi ho detto il trucco principale:
Mentre la fate dovete ripetere il ritornello:

Tarte Tatin Tarte Tatin Tarte Tatin Tarte Tatin Tarte Tatin

Tarte Tatin Tarte Tatin Tarte Tatin Tarte Tatin Tarte Tatin

...e se poi volete strafare...allora ripetetelo anche in francese!!!!

Tahte Taten Tahte Taten Tahte Taten Tahte Taten Tahte Taten
Tahte Taten Tahte Taten Tahte Taten Tahte Taten Tahte Taten

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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venerdì 26 novembre 2010

Crostata Ricotta e Pere

Settimana per me intensa, anzi intensissima!

Dopo il "Tranquillo week end da paura" è stato un susseguirsi di piccoli eventi che mi hanno tenuto lontano dalla reflex, per cui avevo poco da documentarvi.

Ai fornelli ovviamente ci sono stato (devo pure mangiare, no?) ma non credo vogliate sapere dei miei gnocchi di patate conditi col ragù alla bolognese, oppure di una fiorentina con intorno delle patatine fritte da me, giusto? Son cose banali e sapete detesto pubblicare banalità...

Così ho scritto post basati molto di più sui sentimenti, come il post su Massi o quello su Ginestra, piuttosto che su ricette; ma devo dire sono stato molto più contento così.

Per chiudere la settimana vi lascio con qualcosa di facile facile, che non è sinonimo di banale, eh?

A volte, infatti, basta veramente poco per fare una torta buona, come in questo caso.

Immagino che tutti voi abbiate della frolla già pronta in freezer, che stenderemo e cuoceremo in bianco per 30 minuti a 170°.

700 gr di ricotta di pecora si comprano e li mescoleremo a 160 gr di zucchero; questo composto lo metteremo da parte.

Metteremo poi in un padellino sul fuoco 3 pere (degana o williams) tagliate e cubetti, 60 gr di zucchero, 10 gr limoncello (facoltativo), ½ succo di limone, fino a quando il liquido è quasi completamente asciugato; quindi aggiungeremo 3 gr di amido di mais, spegneremo e faremo freddare.

Uniremo poi il composto alla ricotta, verseremo il tutto nella frolla cotta e daremo altri 10 minuti di forno se ci piace cremosa, oppure faremo dorare il sopra (circa 35 minuti) se ci piace ben cotta; in questo secondo caso suggerisco di gustarla tiepida:

(Fare click sulla foto per ingrandirla)

Grazie e alla Prossima

Lo Ziopiero

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lunedì 22 novembre 2010

Tarte Cioccolatosissima....

Questa tarte è un delirio allo stato puro....

... e lo è pure se non vi piace il cioccolato!!!.

(Click per ingrandire la foto)
Ma poi, ora che ci penso, come fa a non piacervi il cioccolato?

Il cioccolato è poesia, è arte... ma anche cultura, tradizione... ma anche libidine, sesso; diciamocelo una volta tanto, senza falsi pudori!!!!

Quale altro alimento puo' racchiudere  in se tutte queste caratteristiche, apparentemente diverse, opposte, ma che irrimediabilmente poi si riuniscono in un'unica essenza?

Del cioccolato sono state scritte e riscritte miliardi di parole da milioni di persone, per cui non mi voglio perdere in ulteriori descrizioni, se non quelle strettamente legate alla ricetta.

Il resto lo lascio alla vostra fantasia...fin quando non vi deciderete a farla!!!

Vi dico solo che l'ispirazione l'ho avuta tempo fa leggendo qui, il blog di  Sandra Madame Le Pétrin, posso chiamarti così?
Io ho solo apportato - come vedrete - piccolissime varianti.


Sotto: Frolla al Cacao
180gr farina
30gr fecola di patate
150gr burro
100gr zucchero a velo
40gr cacao amaro
2 tuorli
1,5gr sale

Impastate e lasciate in frigo per almeno un'ora.
Quindi stendetela in una tortiera da 28 cm e lasciatela riposare in frigo per almeno 30 minuti.
Poi cuocete per 15-20 minuti a 170°.
Attenzione alla cottura: la frolla è di colore bruno scuro, per cui potreste rischiare di non accorgervi quando è quasi cotta. Eventualmente cuocete degli avanzi di frolla (esempio negli stampi per tartellette) vicino alla torta e controllate questi per capire a che punto è la cottura della frolla in tortiera.

In mezzo: una deliziosa Crema di Cioccolato aromatizzata all'Arancia
100 gr cioccolato fondente al 70%
75 gr burro
100 gr zucchero
24 gr amido di riso (o di mais)
scorza di una arancia grattatafinemente
Succo di un'arancia
2 uova
100 gr nocciole tostate e polverizzate finemente

Fate fondere il cioccolato a bagnomaria.
Lavorate poi il burro in pomata con lo lo zucchero fino ad ottenere un composto cremoso.
Incorporate l'amido, la scorza d'arancia e il succo.
Aggiungete quindi le uova mescolando: infine incorporate il cioccolato fuso e le nocciole polverizzate.
La crema deve essere omogenea.

A questo punto  versate la crema nella torta e continuate la cottura a a 170°C per 10 min.
L'interno rimarrà cremoso mentre sulla superficie si formerà una crosticina.
Una volta fuori dal forno fate freddare a temperatura ambiente

Sopra: Glassa a Specchio.
E' una glassa facilissima, ben diversa da quella della Setteveli
300 ml acqua
225 gr zucchero
100 gr cacao in polvere amaro
100 gr panna
4 gr di colla di pesce

Setacciate il cacao e unitelo allo zucchero. Versateci piano piano l'acqua calda ma non bollente (80° circa) in modo da ottenere una crema senza grumi. Portate quindi ad ebollizione sempre mescolando.
Aggiungente la panna precedentemente scaldata e togliete dal fuoco quando il tutto sta per bollire nuovamente.
Aggiungete la colla di pesce (precedentemente ammollata, strizzata e asciugata) e mescolate.
Lasciatela raffreddare e poi versatela sulla tarte.

Frigorifero per almeno 24 ore.

Il resto...lo lascio commentare a voi...io intanto finisco di mangiarmi l'ultima fetta rimasta....
(Click per ingrandire la foto)

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

Piesse: chissà perché tutta questa voglia di cioccolato, eh? Chissà perché....?
;-)

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venerdì 29 ottobre 2010

Tarte al Limone di Adriano

A questa Tarte ci sono particolarmente affezionato. E' una storia lunga e piena di ricordi.

Innanzi tutto è la prima Torta di Adriano che io abbia mai fatto, e che ha consacrato l'inizio di una lunga amicizia fatta di sfottò, apprendimenti, lunghe telefonate, incontri e tante altre belle cose.

La prima volta che la feci la portai subito in ufficio; ovviamente tutti apprezzarono, e una collega in particolare iniziò letteralmente a mugolare....Fu tanta la gioia e la soddisfazione che feci al volo il numero del Maestro per fargli sentire in diretta gli ultimi sospiri...(ricordi, Adria'?)

Poi un giorno la portai al compleanno di una mia carissima amica...e lei  si commosse...a mia insaputa le avevo fatto la torta che le ha ricoradato quella che le faceva sempre la sua mamma prematuramente scomparsa...da quel compleanno, ogni anno e anche più volte all'anno, gliela rifaccio e ogni volta viene sempre più buona.

Poi è la torta preferita da mia moglie. Ad ogni occasione me la chiede e ovviamente io non posso sottrarmi. E' la torta in assoluto che faccio più spesso...ormai è di casa...e forse proprio per questo non l'avevo mai pubblicata!!!

Come dice lo stesso Adriano 
"E' deliziosa e rapida, se si ha, come me, la frolla in freezer, si fa in un lampo"

Effettivamente si fa in un lampo e io, come Lui, ho sempre la Sua frolla in freezer!

Ingredienti e procedimento:
Copio la Ricetta direttamente dal Blog di Adriano. Ovviamente non l'ho MAI cambiata di una virgola.

Ingredienti:
pasta frolla 400gr
180gr uova intere (ca. 3 grandi)
125gr zucchero
100gr panna fresca
50gr succo di limone
zeste di un limone non trattato
un pizzico di sale

Rivestiamo con la frolla uno stampo da 28cm, rinforziamo il bordo e cuociamo in bianco (160 - 170°) per 10' con carta forno e riso. Togliamo questi ultimi, pennelliamo il guscio con albume e rimettiamo in forno altri 10'

Nel frattempo che la frolla cuoce, mescoliamo, senza montare, le uova con lo zucchero (polverizzato nel macinacaffè con le zeste del limone), aggiungiamo il succo di limone , il sale ed infine la panna. Battiamo leggermente il recipiente per eliminare eventuali bolle d'aria, versiamo nel guscio e rimettiamo nel forno.

Riduciamo la temperatura a 120° e lasciamo cuocere fino a che non rapprende leggermente (circa 30'). E' importante non superare il punto di cottura, se scuotendo lo stampo la crema non scorre ma è ancora tremolante, è pronta. Dovrà avere una consistenza un pò più morbida di una creme brulée.

Grazie, Maestro. Per questa e per tutte le prelibatezze che ci hai sempre generosamente regalato. Lo so, questa volta il sopra è un po' bassino, ma ho sbagliato stampo! Lo sappiamo solo io e te, ok? 
:D :D :D


....e un grazie adesso lo voglio rivolgere personalmente anche a dadamilla: 

"Zipie', ti ho portato un regalino...ma non è per te, è per la tua macchina fotografica!"
"Per la macchina fotografica?!?!?"
"Ma si, per fare le foto alle tue fette di torta!!!"

Dada, il tuo pensiero mi ha commosso. E ho inaugurato il tuo simpaticissimo piattino con la torta alla quale - come avrai intuito - sono più affezionato :))

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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