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giovedì 2 febbraio 2017

Norvegesi - Nuova clonazione dello Zio!




Vi ricordate le Clonazioni dello Ziopiero?
Era un bel po' che non mi cimentavo, eh?
Anche perché era un bel po' che non venivano lanciate sfide.

In realtà questa volta la sfida me la sono lanciata da solo, dopo aver provato questi "Norvegesi":


Sono qualcosa di micidiale. Se riuscite a mangiarne uno solo anziché tutto il pacco, allora potrete tranquillamente dichiararvi immune da qualsiasi tipo di assuefazione. E sì, perché questi sono davvero pericolosi!

E visto che non te li regalano, e visto pure che mi piace sempre sperimentare, ho provato a rifarli a casa.
Sono semplicissimi, oltre che Buoni e Veloci da fare e possiamo usare tutti ingredienti naturali.





RICETTA

Questa volta le dosi sono "a sensazione", nel senso che vi indico una traccia ma poi fate voi a vostro piacimento. Anche gli ingredienti potete sostituirli a vostro piacimento.

Fiocchi di avena
Fiocchi di farro

Farina di farro o di grano saraceno o di segale
Farina di grano arso (una cucchiaiata)
Semi di girasole
Semi di zucca
Semi di sesamo tostati
Acqua
Sale, un pizzicotto

  • Frullate i fiocchi di avena e farro fino ad ottenere una polvere

  • Aggiungete le farine e i semi
  • Pesate il tutto ed aggiungete il 60% di acqua*
  • Impastate; se usate l'impastatrice potrebbe uscir fuori un composto sbricioloso; in questo caso rifinitelo a mano

  • Stendete l'impasto
  • Formate i Norvegesi della forma che preferite
  • Adagiateli in una teglia rivestita di carta forno

 
  • Cuocete in forno a 200° per 8 minuti
  • Girate i Norvegesi e continuate la cottura per altri 8 minuti

* nel caso durante l'impastamento vi sembri ci sia poca acqua, aggiungetene altra.

Allora, che ve ne pare? Li farete anche voi?


Ciao e alla Prossima



Lo Ziopiero

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lunedì 28 ottobre 2013

Ziopiero, ma è vero che è magica?


Roma.
Primi di agosto.
38 gradi all'ombra.
Appena tornato da Londra.
Mi prudevano le mani...troppa astinenza dai fornelli
...e troppa astinenza dai blog!!!
Capito su questo post

Come è mai possibile?!?!?!??
Un unico impasto, versato nello stampo, e poi esce fuori una torta a 3 strati di diversa consistenza?!?!?

Ci devo provare.
Subito.

E infatti...ecco che si realizza la magia:
(Fai click sulla foto per ingrandirla)


Il primo strato, quello più basso, ha una consistenza budinosa; il secondo assomiglia ad una specie di crema densa, il terzo ricorda un pandispagna.


Copio e incollo la ricetta presa dal blog di Martina

Ingredienti:
per uno stampo 20x20 


4 tuorli a temperatura ambiente
4 albumi a temperatura ambiente
150 g di zucchero semolato
1 cucchiaio d'acqua
125 g di burro
120 g di farina 00

2 cucchiaini di estratto di vaniglia liquido homemade (o i semi di 1 bacca)
un pizzico di sale
500 g di latte intero
4-5 gocce di aceto bianco (o di limone)
zucchero a velo


Preparazione:

portate il forno a 160°. Fondete il burro a bagnomaria o al microonde e fate raffreddare. Intiepidite il latte in una casseruola e mettete da parte. Montate i tuorli con lo zucchero, fino a che diventeranno gonfi, chiari e spumosi; aggiungete ora il cucchiaio di acqua e poi il burro fuso e freddo e montate ancora per un paio di minuti. Aggiungere quindi la farina setacciata e amalgamare bene il tutto. Unire quindi l'estratto di vaniglia, il sale e in ultimo il latte poco alla volta. Mescolate bene.

Montate gli albumi con le gocce di aceto (o di limone) a neve non troppo ferma. Incorporate quindi gli albumi al composto preparato precedentemente mescolando dal basso verso l'alto delicatamente (consiglio di usare una frusta per questa operazione). Imburrate uno stampo 20x20, infarinatelo e versateci il composto. Infornate per circa 60 minuti o finché a superficie sarà ben dorata e la torta si restringerà leggermente staccandosi in qualche punto dalle pareti.
Sfornate, lasciate raffreddare e riponete in frigo per 3-4 ore, dopodiché spolverate con abbondante zucchero a velo e tagliate a cubotti. 


La torta va conservata in frigo.

Opinione personale: come torta non è un granché, però è una torta rapidissima da fare e anche simpatica da presentare.

Anche oggi vi saluto con una foto particolare. L'ho chiamata l'abbraccio timoroso.
Sì, perché quel rametto sulla destra, incantato dalla bellezza del fiore, sembra volerlo timidamente abbracciare... ma poi si ferma, come se avesse timore di sciuparlo:

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

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venerdì 24 maggio 2013

Una pausa con le Campagnole e...qualche ripasso sullo scatto ;)

Ma voi, la fate ancora la merenda?
Confessatelo, su!
Non vi capita mai di aver quel languorino a metà mattinata e vi assale la voglia di sgranocchiare qualcosa?
Sarà che mi alzo presto, sarà che a colazione ormai mangio poco altrimenti mi viene subito un senso di pesantezza, sarà che quel che sarà, ma io già verso le nove e mezzo ho lo stomaco che reclama.

Vabbe', in fondo è normale. Se a colazione mi faccio solo un cornetto e qualche fetta biscottata con la  marmellata è ovvio che dopo un po' mi viene fame!!! :))

Ma questa volta mi sono sorpreso da solo!

Ero a casa.
Era pomeriggio di un giorno di festa.
Fuori diluviava.
Stavo scrivendo un post con la musica "a palla" nelle orecchie quando sento salir su dallo stomaco:
"wwwuuuaarrr"
Ohibò! (vabbe, non ho detto proprio ohibò)
Fame di pomeriggio: mai successo!
Che faccio? Qui occorre rimediare, e anche subito.

Dunque dunque...una cosa leggera...come dei biscotti! 
Ecco, queste campagnole sono l'ideale.
Una cicarone di caffé e mi rimetto al lavoro.

....ma ...un attimo! Queste sono le Campagnole di Simona!!!
E non le ho ancora fotografate!!!
Prima che le finisca tutte devo rimediare subito!
Anzi, sai che ti dico?
Le fotografo proprio nello scenario in cui le sto mangiando!!!

Oddio, la luce esterna è praticamente inesistente.
E qui ho solo quella di una lampadina da 60watt.
Ok, oggi anziché col flash lavoro di cavalletto e gioco sui tempi di esposizione

Dunque...con questa luce direi di tenere aperto l'otturatore per un secondo, diaframma 5,6 e 160 ISO

Click

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Come primo scatto non è male. L'istogramma è accettabile.
Sapete che vi dico? Una foto basta e avanza! Va bene così!
Adesso mangio! Faccio merenda!

Ah, che questa regola valga bene anche per voi: non vi ostinate a scattare decine di foto sullo stesso soggetto immobile. La foto la dovete pensare prima, costruirla, ambientarla, leggere le luci, capire le ombre..e poi...click, al massimo per 2, 3 volte.

Bene, mi sembra cha abbiamo detto tutto....


Comeeee?

Ah,si! La ricetta! :))))

Ingredienti

170 g farina 00
150 g farina di riso
90 g burro
110 g zucchero
1 uovo
40 g latte
Zeste arancia (queste le ho aggiunte io)
7 g lievito per torte salate
Sale


Unite le farine e mescolatele con il burro fino ad ottenere tante bricioline.
Questa operazione, detta sabbiatura, serve ad evitare la formazione del glutine; ogni granello di farina, infatti, venendo a contatto con il burro unge le proteine del glutine (gliadina e la glutenina) e ne rallenta la coesione e quindi la formazione.

Fatta la sabbiatura si aggiunge lo zucchero e poi tutto il resto, fino ad ottenere una pasta liscia e omogenea.

A questo punto l'impasto lo si fa riposare in frigorifero almeno un'oretta.
Quindi si formano i biscotti.
Forno a 180° per 15-20 minuti, il  tempo dipende da come vi piacciono i biscotti: se preferite la friabilità alla croccantezza, allora 15' vanno bene.
Ricordatevi che i biscotti vanno sempre tirati fuori dal forno ancora morbidi e fatti freddare su una gratella ;)

A questo punto mi sembra di aver detto proprio tutto! :))

Un grazie a Simona per l'ispirazione.


Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

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giovedì 16 maggio 2013

Pandolcini alle Pere (Clonazione Bis)

Disceeee.... Zipie', che ci fai oggi?

No, guarda, oggi proprio non voglio fare niente. So stanco.

Ma scusa, il ciambellone più buono del mondo è finito stamattina, gli ultimi due Cicciccci te li sei sbafati a cena ieri sera, mica vorrai che domani a colazione ci mangiamo i biscotti di Banderas? Piuttosto sto a digiuno!

Ma quale Banderas e quale digiuno!!! 
Lo sai che anche a colazione bisogna mangiar sempre qualcosa, no?
Dai, fammece penza' 'mpochetto....anzi famme accenne er piccì!

Stump....zzzzzz.....prrr prrrr.....

♫ ♪ Tadadan dan dan ♫ ♪


(che poi sarebbero, nell'ordine, il rumore del pulsante del pc, il disco fisso che parte, il disco esterno che arranca,  la musica di quando si apre windows, una delle musiche più ascoltate e contemporaneamente più odiate del ventunesimo secolo!)

ticche-tacche ticche-tacche... Click

Apri cartella.
Si ma quale?

Cose da cucinare (che domande!)

La cartella contiene 13.457 files.

mmmmm.... Il solo pensiero di fare una selezione mi stronca.

Facciamo così: guardo solo le ultime 10 inserite in lista.

Questa no, questa neanche....mmmmm Pandolce alla pere.

Dunque da dove l'ho presa? Ah, si! Da Gambetto. Che poi a sua volta l'ha presa da Nannibis

A occhio mi sembra pure rapida da fare...Quindi schiaffiamoci subito l'etichetta Buoni e Veloci e vediamo cosa serve...
Le pere le ho, il resto manco a dirlo. Ok! Facciamo partire il cronometro? Via!

Ingredienti

300 g pere decana o rosse, senza buccia e senza torsoli
225 g zucchero
120 g latte
80 g burro fuso
1 uovo
Zeste di limone
275 g farina (200 00 e 75 saraceno)
1 bustina di lievito per torte salate
Pizzico di sale


Frullate le pere con metà dello zucchero.
Impastate i rimanenti ingredienti mescolando tutto in un ciotolone (questa volta ho deciso di infrangere la regola che prevede di mischiare prima separatamente i liquidi e le polveri e poi unire tutto insieme, onestamente non ne vedevo il vantaggio!)
Poi mettete  l'impasto in una teglia imburrata o in stampini di silicone (come ho fatto io, da cui il nome)
Stooop!
Totale: 7 minuti, di cui 5 solo per le pesate e sbucciare le pere. Dai, ci si puo' stare, no?

Ora forno a 180° fino a cottura (classica prova stecchino). E domani mattina, a colazione....

(Fai click sull'immagine per ingrandirla)


Ma insomma, avete visto quant'è facile? E pure quant'è veloce?

E adesso vi dico pure un'altra cosa: sono ottimi!!!!!

D'altra parte sia Nannibis sia Gambetto sono sempre stati una garanzia per me!
Clonateli subito (i pandolcini, mica Nanni e Gambetto, che avete capito!!! :D :D :D)

Ora vi saluto, che questi so' da inzuppo!!!

(Fai click sull'immagine per ingrandirla)


Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

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lunedì 15 aprile 2013

Pane in "Staffetta"


Tamara, Piero, Sandra, se ci siete battete un colpo!!!!

Finiva più o meno così il post di Michela di qualche tempo fa.

Era una fine impegnativa, almeno per noi tre.

Un po' come quei quei film che alla fine non finiscono nel vero senso della parola, ma piuttosto ti fanno capire che da li a qualche mese ci sarà il seguito. Avete presente, no?

Solo che in questo caso era previsto un cambio di regista, e pure di produttore.
Una sorta di staffetta, insomma.

E di certo non potevo lasciar cadere il testimone!

Tamara l'ha fatto praticamente subito.
Io ho aspettato un paio di giorni prima di farlo ma poi, come al solito, ci ho messo molto di più a pubblicarlo.

E si! D'altra parte volevo pubblicare prima il kugelhupf, e poi questi trancetti di fragole e anche i cannoli alla crema. Insomma, mica potevi tenermi tutti 'sti ceci in bocca!!! :D :D :D

Ma alla fine.....
(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Questo pane è fantastico, merito anche delle farine particolarmente buone che, come sono solito ripete, sono FON-DA-MEN-TA-LI!

Ecco le dosi per 2 stampi da plume cake:

480 g farina sette effe (mulino marino)
300 g farina di farro bianca
30 g zucchero
18 g sale
7 g lievito di birra
480 g latte
145 g burro

Impastate fino ad incordatura, inserendo il burro per ultimo e a piccole dosi in modo che l'impasto no nperda l'incordatura.
Fate raddoppiare in una ciotola unta d’olio e coperta.
Quindi date una piega a tre, la stessa che si da nella preparazione della sfoglia, e lasciate riposare l'impasto ancora 45’.

Dividere poi l’impasto in due e fare 2 filoncini, che andranno divisi ancora in due e intrecciati, riposti negli stampi oliati e oliati a loro volta in superficie.

Lievitare fino al raddoppio, anche qual cosina di più.

Forno a 190° coperti per la prima mezzora, poi altri 20 minuti circa, ma voi controllate sempre la cottura.

A questo punto altro non mi rimane che passare il testimone...
(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Vediamo un po' chi potrebbe continuare la staffetta....Un nome a caso...

Nanni????

:))))))


Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

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mercoledì 10 aprile 2013

Cornetti Integrali al Miele

Confessate: quando entrate in un blog di cucina qual è la prima cosa che notate?

Di sicuro come è impostato.
Poi se è facilmente navigabile.
L'aspetto dei piatti.
Magari la qualità delle fotografie.


Un giorno capito nel blog di Simona e vengo subito attratto dalle sue foto e dalle sue meticolose descrizioni passo passo.

Così, complici anche le recenti vacanze di Pasqua, inizio a navigare un po' e ci trovo questi cornetti integrali al miele.

Leggo ricetta e procedimento e, visto che era sabato e non avevo programmi per il pomeriggio mi son detto: quasi quasi....

Scorro rapidamente la lista degli ingredienti certo che avrei avuto tutto in casa: manitoba, latte, uova, zucchero di canna, burro..ok. Lievito di birra (ahahahaaah, quello non manca mai), miele di castagno (OK), farina integrale (aho, e certo che quella non mi manca, con tutti i panini integrali che faccio!), farina di farro integrale: bingo!!! Ho anche quella!!!!
(giusto un pazzo come me poteva avere la farina di farro integrale in casa! ahahahaah)

Ok, ci siamo.
Rileggo meglio dosi e procedimento, scrivo a Simona e le dico:
Simo', guarda che la cambio, eh? Sia alcune dosi, sia il procedimento.
Ok, Pie'. Vai tranquillo!

E così mi metto subito al lavoro:

Prima di tutto predispongo nelle varie ciotoline tutti gli ingredienti e gli attrezzi che mi serviranno.
Mmmmmm..... Adoro la "mise en place".
Certo richiede un po' di tempo, ma poi è bello avere davanti a se tutto pronto, già dosato...


Ingredienti (in rosso le mie varianti):

300 g manitoba
100 g integrale
100 g farro integrale
150 g latte (io 220 g)
25 g lievito di birra (io 8 g)
2 uova
45 g zucchero di canna (io 50 g)
2 Cucchiai di miele di castagno (io mooooolto abbondanti)
9 g sale
100 g burro

Vaniglia (omessa)

Prepariamoci un lievitino con
150 g di manitoba, 75 g di latte, il lievito e 15 g di zucchero.
Impastiamo, copriamo con della farina e lasciamo lievitare fino a quando l'impasto crescnedo inizia a formare delle crepe sulla farina.

Qui vorrei fare subito una precisazione: ho letto da alcune parti che il lievitino viene lasciato anche 12 ore prima di essere riutilizzato: niente di più scorretto! Prima di tutto perché con queste dosi (5% di lievito rispetto alla farina) l'impasto è pronto all'uso gia dopo 45'; secondo perché dopo un po' l'impasto tende ad inacidire, pregiudicando il sapore finale.

Una volta pronto il lievitino, iniziate ad impastare gli altri ingredienti tranne il burro, fino ad incordare.

A questo punto unite il burro ammorbidito, un pezzettino per volta in modo che non si perda l'incoratura.

Lasciate l'impasto in una ciotola capiente (deve raddoppiare) e copritelo con un piatto.

Quindi infarinate leggermente il tavolo di lavoro e il matterello, stendete l'impasto fino ad ottenenere un rettangolo alto almeno 20 cm e tagliatelo formando dei triangoli isosceli con la base lunga 6-8 cm.

Staccateli dal piano e tirateli leggermente prendendoli con una mano dalla base e con l'altra dalla punta.

Formate ora i cornetti arrotolando dalla base e poneteli a lievitare sulla piastra ricoperta con la carta da forno, avendo cura di posizionare la punta del triangolo poggiata sulla piastra (altrimenti rischiate che in cottura vi si alzi!)

A questo punto lasciate lievitare fino almeno il raddoppio, spennellate con rosso d'uovo sbattuto con un cucchiaio di latte e infornate a 200° per i primi 10 minuti, per poi abbassare la temperatura a 180° fino a cottura avvenuta.

Lasciateli freddare su una gratella e....

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
 Fateci colazione, come ho fatto io.

Per giunta, se mi avete seguito, avrete pure capito che questa è stata per me la mia colazione di Pasqua, altro che uova sode e coratella!!! :D :D :D

Inzuppati nel cappuccino o in un bibitone di caffé americano rendono al massimo!

(Fai click sulla foto per ingrandirla)


Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

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giovedì 14 marzo 2013

Crostata di Visciole: la clonazione e... due paroline sugli assaggi


Chi mi conosce sa bene che non amo i dolci venduti nelle pasticcerie romane.
Il motivo? Semplice. Sono solo belli. E a volte neanche belli.

Disceeee... Ma il sapore? Non senti che sapore hanno?

Si, certo che lo sento. Ed è proprio quello il problema: il sapore è sempre lo stesso, come se fosse prodotto in serie. Serie B, a volte Serie C.
Niente a che fare con i sapori veri, genuini, ai quali, ahimé, ci siamo disabituati.
O verso i quali, forse, non siamo mai stati educati.

Certo, lo riconosco: addestrare il palato non è cosa facile, specialmente in un sistema dove si gusta con gli occhi e si assapora con la pancia, nel vero senso della parola.

Inorridisco quando sento affermazioni del tipo: "mmmm, che buono", un attimo dopo aver visto deglutire un boccone intero senza quasi neanche averlo masticato!!! E ancor peggio quando non si da voce al proprio gusto, esprimendo completa indifferenza verso il cibo che stiamo introducendo nel nostro corpo.

Il Cibo per me è una cosa sacra (e quindi lo scrivo con la C maiuscola).

E quando arriva sulle nostre tavole, o lo predisponiamo per una preparazione di un piatto o lo scegliamo in banco di mercato o, ancora meglio, lo cogliamo dall'albero...ha già una sua storia, una sua vita.

Vi siete mai immaginati che percorso ha fatto prima di arrivare fino a noi?

Il contadino che l'ha seminato, cresciuto, accudito, raccolto. L'autista che l'ha caricato, trasportato, scaricato. Il cuciniere che poi ha unito gli ingredienti, seguendo il suo estro, per poi offrircelo.

E noi che facciamo? In 2 minuti divoriamo il tutto senza rispetto, senza considerazione, accecati dalla fame (che poi me devono spiegà come facciamo ad aver fame quando di certo a noi per fortuna il Cibo non manca mai!).

Il Cibo va rispettato, considerato, apprezzato.

Cominciamo prima col guardarlo, nelle sue forme, nel suo aspetto, nel suo colore. Avete presente quanti bei colori ci sono dietro un alimento? Quante sfumature? Ci avete fatto mai caso che il nero è il colore meno frequente nei cibi (bruciature a parte!)?

Poi il Cibo va toccato, si con le mani. Niente posate. Se poi è crudo tanto meglio!

Quindi va annusato, respirato, quasi inalato.

Un po' per volta. Non un respiro, non due, ma almeno tre, affinché le narici prima si liberino da altri odori e poi entrino in contatto con quello nuovo e alla fine riescono ad annusarlo completamente, inebriandosi e lasciandosi trasportare....

E poi...aspettattiamo sempre qualche secondo prima di addentare....e quando lo mettiamo in bocca...

Il Cibo va prima schiacciato tra lingua e palato e poi masticato, masticato a lungo. 

Cerchiamo i sapori, anche se crediamo di conoscerli.
Proviamo a chiudere gli occhi e sentire le essenze, i retrogusti, i ricordi...

E questo è proprio quello che mi succede ogni volta che assaggio questa crostata di visciole

(Fai click sulla foto per ingrandirla)


E' uno dei pochi prodotti di pasticceria (anzi al momento l'UNICO!) che ancora compro a Roma.

Come sapete quando trovo un prodotto artigianale come si deve, ne rimango estasiato e ci tengo a dirlo. E a cercare di ricopiarlo.

E' successo con questi biscotti qui, il cui assaggio mi ha stupido e la cui clonazione mi ha pienamente soddisfatto al primo colpo.

Mi succede quando mangio la pizza di Bonci...la cui qualità a mio avviso è un universo al di sopra delle altre pizze che si trovano in giro e devo dire che anche in questo caso le clonazioni mi soddisfano in pieno.

E così è successo con questa crostata di visciole del forno Boccione sito nel Ghetto Ebraico.
Vi ricordate? Ne parlai qui.


Ottima, davvero. Anzi spettacolare.

A mio avviso il miglior prodotto di pasticceria che si possa acquistare a Roma e ci tengo pure a sottolineare per chi passa poco da queste parti che io di pubblicità non ne faccio: mi voglio sentir libero di dirvi che se una cosa è buona, lo è davvero.

E come per i biscotti o  per la pizza, dopo averla mangiata son subito passato alla clonazione.

ma.....

ma....

ma....

Il primo tentativo di clonazione è andato fallito!!!
E' venuta una crostata buona, ma diversa.
Decisamente diversa.

Eppure apparentemente il concetto è facile.
Frolla, visciole, ricotta, frolla.

E cos'è che non andava? Proprio lei, la frolla!

C'era qualcosa che non riuscivo a capire nella frolla della crostata comprata.
Qualcosa di particolare.
Una morbidezza, una scioglievolezza, un sapore che....

Insomma, ci dovevo riuscire. Non potevo fallire una seconda volta.

Così un giorno son tornato a comprarla col chiaro intento di ispezionarne ogni singola briciola.

E così mi sono accorto di una cosa che l'avrebbe migliorata sicuramente, perché io quel sapore lo sentivo. Era un sapore di crema, appena accennato. Come se ce ne fosse un sottile strato tra la frolla e le visciole.

Ero sicuro che ci fosse, anche se non si sente marcatamente.
E mi ero fatto l'idea che ci volesse.
Una crema da forno, ovviamente.


E ci voleva!

Ma....

ma...

ma...

Anche al secondo tentativo non ho colpito il centro del bersaglio.
Motivo? Sempre lei, la frolla maledetta!

Diceeee, ma zzipie', co tutte le frolle che fai mo non riesci a trovare come è fatta questa?

No, non ci riesco. Lo ammetto.

Ma io so capoccione! Mi ci impunto. E così ho iniziato a pensare, elugubrare, fino a farmi fumare il cervello.

Inizialmente pensavo che quella morbidezza fosse dovuta al burro, ma poi ho capito che non era così, anzi il contrario!!!!


Così mugina che ti rimugina alla fine ho provato a sconvolgere le regole e ideare una ricetta di frolla per me inedita (magari poi scopro che la conoscono metà dei lettori! :D: D: D)

...e questa volta....

...questa volta.... 

...questa volta.... 

:)))))))

Frolla per la Crostata di Visciole:

Ingredienti per uno stampo da 20 cm

200 g farina
65 g zucchero
45 g burro fuso (si fuso!)
2 tuorli
1 albume
1 cucchiaino di lievito per torte salate
Sale
Zeste di limone


Impastare tutto insieme. Se dopo un po' non si amalgama, aggiungete un goccino-ino-ino di latte.
Lasciate riposare in frigo almeno un paio d'ore.

Ripieno.

Crema da forno (dosi con 2 rossi così ne avanza un po' per le leccate golose!)

500 g ricotta di pecora schiacciata con 150 g di zucchero
350 g marmellata visciole o amarene se non trovate le visciole


Stendete la frolla e sistematela nello stampo, poi uno strato sottile di crema, poi la marmellata (se è duretta ammorbiditela sbattendola con una forchetta in una ciotola), ricotta, chiudete con altra frolla.
Spennellate poi la superficie con un ovetto sbattuto.

Forno a 180°. I tempi sono soggettivi e di solito mi regolo a occhio. Comunque credo di averla tenuta 45'.


Quando la tirerete fuori dal forno sarà imperfetta; non preoccupatevi: deve essere imperfetta!

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

La torta va gustata tiepida...
Mangiata a mozzichi, con le mani...
(Fai click sulla foto per ingrandirla)
O con la forchetta, magari comodamente seduti

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Ovviamente mai saprò se la ricetta originale del forno Boccione (che non rivelano neanche sotto tortura) è esattamente quella che ho elaborato, ma vi posso assicurare che quanto a sapore, friabilità, consistenza ed equilibri ci siamo!

Fatela, anzi clonatela!!! 

:)))

Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

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lunedì 4 marzo 2013

Gnocchi Patate e Broccoli ripieni di Taleggio

Confessate:

Quante volte vi capita di leggere una ricetta, di segnarvela tra le cose da provare e... di lasciarla lì a fermentare per giorni, settimane, mesi...

Ne ho alcune con un invecchiamento di qualche anno!!!! Che dite? Saranno ancora buone? :D :D :D

D'altra parte è inevitabile a chi, come noi, passa del tempo a sbirciare ricette.
Viene subito il complesso di Troisi, come lo chiamo io, che parlando degli scrittori diceva:
"Come faccio a leggerli tutti? Quelli sono tanti...e io sono uno solo!" :))

Però ci sono delle volte in cui capita esattamente il contrario: vedi una ricetta e la fai subito tua.

Come per esempio mi è successo con i Nannibis...Cotti al Cioccolato, oppure con questo burger di ceci e riso proposto dall'Araba

O con questi gnocchetti broccoli e patate proposti da Michela.

Lei li ha pubblicati di venerdì; io li ho fatti il sabato!
E alla fine non ho aspettato neanche tanto per pubblicarli! Un record! :)))

(Fai click sulla foto per ingrandirla)


Ora però vi devo confessare subito una cosa: come per la maionese anche con gli gnocchi il mio esordio è stato un disastro!!!!

E sapete perché?

All'epoca, per non saper né leggere né scrivere, mi rifeci ad una ricetta con delle dosi ben precise: TOT di patate lessate, TOT di farina. Risultato...TOT..ale sfacelo! :D :D :D

Appiccicosi, brutti, storti...

La verità è che le dosi per gli gnocchi non esistono!
Ci vuole l'occhio, non la bilancia!

Disceeee: e quanta farina va aggiunta?

"quanta ne prende" , come giustamente suggerisce Michela!

E così ho cercato di mettere a frutto le mie conoscenze di impasti per capire quando fermarmi, cercando di "vedere l'impasto con le mani" (da cui gli gnocchi sinestetici!  :D :D :D)

Disceee: ma come fai a capirlo?

Lo capisci, lo capisci! Fìdati!

Questi poi sono gnocchi particolari:

Prima di tutto perché oltre che con le patate sono impastati anche con i broccoli, precedentemente lessati e frullati! Qui le dosi consigliate ci sono: stesso peso di patate (lessate) e broccoli.

Il risultato, come potete vedere, è una pallotta di un verde quasi smeraldo, che vi assicuro avrei preso a mozzichi!

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Secondo perché che questi sono gnocchi ripieni!!!!

Disceee: ma come ripieni?!?!?!?

Ripieni, ripienio!!!!

Disceee: ma ripieni di cosa?

Ma di taleggio!!!!

Ho preparato tanti pezzettini tagliuzzati a misura:

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Poi ho fatto i classici cilindretti all'impasto e li ho tagliati alla meno peggio e schiacciati:

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Infine li ho riempiti con una punta di taleggio ....

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

...per poi formarli per benino, con la stessa tecnica con cui si formano le palline del Danubio
(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Visto quanto sono belli? E che bel colore? :)))

Cotti quanto basta e poi conditi.

Disceeeee ma come li hai conditi?

Ma come? In omaggio alla mia musa ispiratrice non potevo che farli con Menta e Rosmarino! :D :D :D

Veloce ripassata in padella insieme al burro; impiattati con una spolverata di pecorino e...
(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Guardate che spettacolo quel tocco di taleggio semi fuso che cola dallo gnocco...

Michela, sono davvero spettacolari!
E penso pure che li rifarò a breve ;)

Grazie per la ricetta e...

A voi tutti un consiglio: FATELI!!!!

(intanto io continuo a mangiarmeli ..... :D :D :D )

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Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

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giovedì 7 febbraio 2013

Nannibis...Cotti al Cioccolato!!!

Dopo i Gamby-Scotti, è arrivato il momento di fare anche i...

NANNIBIS...COTTI!!!

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Nannibis lo conoscete tutti, non ha certo bisogno di presentazioni.
Food-blogger, Maestro Cioccolataio e, soprattutto, Amico.  

Quando ha pubblicato questi biscotti li ho praticamente fatti all'istante!
Davvero! Lui ve lo puo' confermare!

Solo che come al solito avevo (e ho) talmente tanti post in attesa di pubblicazione che alla fine rimanda qui, rimanda là siamo arrivati ad oggi!

E volete sapere la cosa divertente?

Oggi non li pubblico solo io, ma sono in buona compagnia!!!

Di chi???

Ma di LEI, Michela!

Un giorno mi chiama e mi fa:

Azzi', ma l'hai visti i biscotti al cioccolato del Nanni, anzi di Nannibis, come lo chiami tu?

A Miche', se li ho visti? Li ho pure fatti!!!

Cooome li hai fatti??? E non li hai ancora pubblicati? E come mai? Non ti son piaciuti?

Ma noooo! E' che ho sempre tante cose in attesa di pubblicazione che è tutto un manda-rimanda!

Senti ma...

Di

uhmmm....

???

Io non ci capisco niente di cioccolato, non saprei quale comprare, vorrei che tu mi consigliassi una marca.

....

Ziiiiì?

.....

Aho, ma ci sei?

Senti, Miche', qui non è questione di capire di cioccolato, ma di "saperlo".
"Capirci" e "Saperlo" per me son due cose diverse.
Ora se io ti dicessi compra questa marca liquiderei il tutto in 3 secondi e non ti aiuterei affatto. 
Secondo me te il cioccolato "lo devi sapere"...e per saperlo devi immergerti in un'esperienza sensoriale...totale, che ti avvolge e ti coinvolge, che stimola tutti i sensi, che...

Pierooooo????

(Uhmmmm, mi sa che so partito per la tangente....meglio tornare coi piedi per terra)
Scusa, Miche';  volevo dire che la marca migliore è...

No, No, NOOO! Aspetta, non me la dire, non me la dire! Ti prego, continua...

Be', sai, hai presente quando tu hai parlato degli impasti? Ecco io li ho capito che tu appartieni a quella categoria di persone che non si limita ad eseguire una ricetta, ma la vuole capire e, soprattutto, la "vuole sapere", e vuole amare quello che fa. 
In quel post tu parlavi di tatto, di gusto, di odori... Vedi, col cioccolato è la stessa cosa.

E tu dici che anche al cioccolato risponde una sensazione tattile?

Non solo, ma anche visiva se non uditiva...

....a Pie', ma me stai a pija' pe' c...?

Ahahaahha! Ma noooo! Adesso sto parlando seriamente. Se vuoi posso provare a trasmetterti a modo mio quello che ho imparato al primo corso del Nanni, qualche anno fa

Davvero????

SI SI

E quando mi dirai?

Allora ascolta, facciamo così: per prima cosa tu oggi vai al super e compri 5 tavolette diverse di cioccolato e poi ci risentiamo.

Cinque????

Si, certo. Te ne servono 3 etti, giusto? Poi te ne prendi altre 2 che non si sa mai ;)

Vabbe', ma mica mi farai mangiare tutta 'sta cioccolata.

Ma nooooo, dai. La cioccolata si degusta in minime quantità, poi con il resto ci fai quello che ti pare, anzi già saprei pure cosa farti fare...

Senti ma poi mi dici per bene come devo fare?

Dipende. Se tu la cioccolata la compri oggi, allora si: vuol dire che sei davvero interessata. E io ti dirò!

Azzzi', certo che sei proprio un vero "scassa birilli man"

 :D :D :D 
A Miche', tu intanto compra sto mezzo chilo de cioccolata e poi me ringrazierai, vedrai! ;)


3 ore dopo:

Driiinnnnn Driinnnn

Zioooooo! Sto al super!!! Allora c'è la Lindt al 70%, la Novi con cacao equadoregno, la... e poi anche... e qui c'è pure....

Miche', pijale tutte! E quando esci dal super mettiti comoda che ti racconto.


Ora voi tutti immagino vorrete sapere per filo e per segno cosa le ho raccontato, giusto?


Bene, andate direttamente a leggervi tutta la storia nel blog di Michela, che di sicuro lo ha descritto meglio di come avrei potuto fare io, visti i suoi precedenti!


Da parte mia posso solo aggiungere che questi biscotti, anzi questi NannibisCotti, sono strepitosi!!!

Dei veri biscotti al cioccolato che SANNO di cioccolato, e non di uovo!

D'altra parte, vista la provenienza, non poteva essere diversamente.
Per le dosi e il procedimento vi rimando alla fonte.

Per quanto invece riguarda noi...oggi mi piace salutarvi con uno scatto, visto che era da un po' che non ne pubblicavo.

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Si tratta di un cormorano

Pensate, stavo passeggiando proprio col Nanni sul Lungotevere e mentre il maestro cioccolataio fiorentino mi istruiva sulle caratteristiche organolettiche del hahao dell'Ehuador, scorgo in lontananza questo splendido esemplare, piuttusto raro da vedersi da queste parti, intento ad asciugarsi le sue ali al sole, cosa cui è costretto a fare visto che, a differenza della maggior parte dei volatili, non è in grado di produrre il grasso per rendere impermeabile il suo piumaggio.
Il tempo di montare il teleobiettivo e ....CLIK

Nanni, ricordi che emozione?

Spero di emozionare anche voi....

Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

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lunedì 17 dicembre 2012

Pancakes alle Banane dell'Araba

E così, dopo averla torturata in un memorabile post con tanto di dedica e di podio, passeggiato con lei in giro per Roma alimentando l'invidia di tutti i Babbi Natale, coccolata a cena insieme ad altri food-blogger, eccomi qui pronto a interpretare l'ennesima sua ricetta (dico sua, ma in realtà gliel'ha data il grande Rambo in persona! :D :D :D)

Vi dico subito che la prima cosa che qui mi ha colpito è stato il numero di ingredienti: 2!
Si proprio 2! 1 + 1!

E le dosi?
Semplicissime, senza bisogno neanche di ricorrere alla bilancia di precisione!

Una banana matura e due uova.

E la preparazione?
Ancor più semplice. Si schiaccia la banana, si aggiungono le uova, si mischia e... voilà!

E la cottura?
Padelino antiaderente, volendo un filino di burro o di olio, si versa il composto, tempo di farlo cuocere da un lato e poi dall'altro e la pancake è pronta!

Anzi le pancakes!

Sono talmente facili da fare che le inserisco di diritto nella mia rubrica Buoni e Veloci. E si, perché oltre ad essere veloci da fare sono pure buone!!! :)))

Inoltre la cosa sorprendente che l'Araba ci aveva già fatto notare è che queste pancakes non sanno affatto di frittata, come uno potrebbe pensare, ma neanche di uova! E' vero! Confermo! E' proprio così. Provare per credere. Anzi, pure se ci credete, provatele lo stesso!!!

Una volta fatte potete poi sbizzarrirvi nel servirvele come meglio volete: miele, scioroppo d'acero, altre banane, o con il più classico degli  accoppiamenti.

Prima una goccia...
(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Poi una colata un po' più seria....
(Fai click sulla foto per ingrandirla)
...Fino a svuotare l'intero barattolo...

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Ecco qua il risultato:
(Fai click sulla foto per ingrandirla)
L'accoppiata cioccolato banana rimane un classico e i classici vanno rispettati!
Poi, in questo caso, è una crema di cioccolato e nocciole, davvero speciale.

Coooome? Volete sapere la provenienza di questa crema specialissima?


Ma come? Non l'avete ancora capito?  Vi ricordate del mio recente viaggio a Bologna? Vi ricordate con chi mi sono incontrato? E cosa mi ha regalato?

Ora vi mostro un'altra foto che vi aiuta a ricordare:

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Avete capito? :)))

Certo in occasione di queste pancakes il barattolo di Nutellina l'ho decisamente prosciugato!
E ora? ....

Vi lascio con un'idea da sviluppare: queste pancakes sono buone da sole così come con la cioccolata, ma le vedo bene anche come base di qualche altro dolcetto più fighetto.

Chi di voi si lancia in un esperimento?


Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

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