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mercoledì 16 aprile 2014

Puccia Leccese


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Mia nonna era di Lecce
Mia mamma era di Lecce
Le due sorelle di mia mamma sono di Lecce

Vabbe', io sono nato a cresicuto a Roma, ma è naturale che dentro le mie vene scorra del sangue leccese e quindi mi sento molto salentino anche io, no?


Lu Salentu....
Lu sule...
Lu mare...
Lu ientu...

Cita un vecchio adagio...
Il sole, il mare, il vento....quando pronuncio queste parole mi sembra di sentire gli effetti nelle orecchie...sulla pelle...

Ma il Salento non è solo sole, mare e vento; è anche una terra ricchissima, di tradizioni, di cultura, di cucina (appunto!)

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A volte penso che non dedico mai abbastanza spazio alla cucina salentina.

Sì, ok ho fatto Ciciri e Tria e poi i Porcedruzzi e poi i Pasticciotti

Ma un pane leccese, tipicamente leccese, ancora non l'avevo ancora fatto!

E parlando di pane leccese, cosa c'è di più leccese della Puccia?

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Per chi non la conoscesse la puccia è un pane molto soffice, impastato con un mix di farine di grano duro e tenero e con olive nere "celline" (tipiche salentine).

E' un pane che i contadini consumavano durante il lavoro nei campi, per non perder tempo.

E ora vi dico anche una prima curiosità che caratterizza la puccia: la vigilia dell'Immacolata (l'8 dicembre) la puccia diventa il pasto principale poichè la tradizione vuole che in questo giorno si digiuni e si mangi al più una puccia, velocemente, per poi partecipare ai vari, interminabili, riti religiosi.

Negli anni la sua diffusione si è ovviamente estesa e oggi la si trova spesso, in versioni rielaborate, anche nelle paninoteche e nei fast food.

Ma questo pane non è fatto per chi non ha tempo.
Non è un pane da consumarsi velocemente.

Questo pane va gustato, piano piano, morso dopo morso, mollica dopo crosta, crosta dopo mollica.
Questo pane va assaporato lentamente.
Questo pane va goduto.

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Ma veniamo alla ricetta; non avendo mai fatto le pucce, ho pensato bene di rivolgermi direttamente ad una leccese DOC, DOP, POP e pure un po' TOC! :))))

Chi meglio di lei, la più svalvolata del web?


Ricetta
Dosi per circa 12 pucce:

Prefermento
150 g di acqua
150g di farina manitoba
40 g di lievito naturale (licoli o pasta madre) o 2 g di lievito di birra 

  • Impastate e lasciate fermentare per 12 ore circa (potete farlo la mattina presto e la sera prima di andare a dormire)

Impasto
Prefermento
100 g farina manitoba
400 g di farina di grano duro (dona alle pucce un sapore rustico)
100 g di semola rimacinata di grano duro (ammorbidisce un poco le pucce)
420 g acqua
14 g sale
2 cucchiai di olio evo
Tante olive col nocciolo, preferibilmente tipo leccese, qualità Celline
  • Impastate fino a incordatura
  • Lasciate riposare l'impasto per un'oretta
  • Formate le pucce seguendo questa tecnica
  • Lasciar lievitare fino al raddoppio
  • Infornare a 240° per i primi 10 minuti
  • Portare la temperatura a 220° per altri 10-15'
  • Continuare a 200° fino a cottura (il tempo lo decidete voi)

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Il colore che vedete all'interno è dato da un po' d'acqua delle olive.
Devo dirvi che è un colore che non mi dispiace.
Ovviamente potete farle venire molto più bianche, facendo sgocciolare per bene le olive ;) 

Le pucce possono essere gustate in vario modo.
Questa volta ve le propongo con un abbinamento particolarmente gustoso:

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Pomodorini secchi soleggiati e una caciotta toscana semistagionata.

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Vi assicuro una vera delizia! :)))

E con questa vi saluto.

Ciao e alla pr...

Azzzipieee' ?!?!? Ma la seconda curiosità?!?!?

....aho, ma a te nun sfugge niente, eh?

Allora: forse non tutti sanno che a Caprarica di Lecce ogni anno verso la fine di luglio si tiene la "Festa Te La Uliata", termine con cui si identifica prorio la puccia con le olive nere!

E durante queste serate - udite udite - si può partecipare alla "Gara dello Sputo del Nocciolo" che consiste nello sputare il più lontano possibile il nocciolo delle piccole olive nere!!!

Ora provate a chiudere gli occhi e immaginatevi i suoni che accompagnano questo tipo di competizione...contornati poi dalle risate e le urla di approvazione (o disapprovazione!)

Siete pronti per gareggiare?
Iniziamo gli allenamenti?

:)))

Intanto iniziate a prepararvi le pucce, ah! :))))


Ciao e alla Prossima.

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Lo Ziopiero

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giovedì 23 giugno 2011

Rigatoni Ricotta Olive e Salsa al Finocchietto

Ormai quasi tutti sapete quanto io adori la Sicilia; sia la Terra, sia le Persone, sia il Cibo.

In particolare Stefania lo sa molto bene e prima di partire per incontrare la Gente del Fud mi si è presentata con un mega pacco contenente tante di quelle cosettine fatte con le sue manine...SLURP!!! Vi assicuro una più invitante dell'altra!!!!

Biscotti, croccante alle mandorle, croccante al sesamo, caponata, olive, olio della sua campagna ...ma in particolare c'è una cosa che ho trovato sublime: questa salsa al finocchietto selvatico.

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Ragazzi vi assicuro che una volta aperto il barattolo, un profumo inebriante mi ha avvolto....

Ho subito interrogato Stefania che mi ha descritto dosi e procedimento:




"300 gr di finocchietto selvatico
300 gr di olio extravergine di oliva
50 gr tra gherigli di noce e mandorle pelate
una manciata di pinoli
una manciata di uva passa
sale, pepe
2 foglie di basilico
una grattata di scorza di limone bio

Pulire bene il finocchietto tenendo solo le parti più tenere. Lavarlo e farlo asciugare accuratamente. Dividerlo in due parti. Sbollentare la prima parte e tenere cruda la seconda. Frullare poi tutto insieme all'olio, il basilico, le noci, la scorza grattata del limone, il sale e il pepe. Aggiungere solo alla fine i pinoli interi e l'uvetta ammorbidita. Conservare in vasetti di vetro e chiudere ermeticamente. Far bollire i vasetti per 10 minuti e poi fare raffreddare a testa in giù. In questo modo si conserverà anche  a temperatura ambiente per diverso tempo. Conservare in frigo dopo l'apertura. Per un pesto dal sapore più selvatico, utilizzare solo finocchietto crudo"


Bene! Ora se avete il finocchietto selvatico sapete come preparare questa salsa spettacolare.

...e poi?

Poi lavorate di fantasia!

Ecco, io appena son tornato da Gente del Fud, non ci ho pensato due volte e ho messo su questo piatto!

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Come si fa? Semplicissimo!

Prendete della ricotta, preferibilmente di pecora, obbligatoriamente buona:
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Lasciateci cadere sopra la salsa al finocchietto...
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...e mischiate.

Prendete poi un po' di olive; queste qua sotto le ho fatte prendere da Stefania per farle la foto! Ormai le sue sono le unghie più famose della blogsfera!!! (e anche le più fotografate!!!)
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Tagliuzzatele e mettetele da parte.

Adesso alluntagate la ricotta con un po' di acqua di cottura della pasta.
Scolate, condite e aggiungete le olive.
Fatto!

Volendo potete aggiungervi ancora qualche mandora a pezzetti, meglio se tostata.

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Allora, vi è piaciuta l'idea?

Adesso tutti a cercare il finocchietto selvatico!!!!!!

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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mercoledì 3 novembre 2010

La mia Puttanesca

Tutto cominciò da questo incontro. O meglio, dai saluti che ci siamo scambiati dopo tre giorni meravigliosi trascorsi con Sandra, Laura e Maria Letizia.

Avete presente cosa fanno le siciliane food blogger (e non solo loro) quando state per ripartire? Nooo?

Ve lo dico io: vi riempiono di delizie (e non solo culinarie...)!!!

Io lo sapevo e infatti nel viaggio di andata mi ero premunito lasciando strategicamente semi vuota una valigia... solo che man mano che andavo avanti nel mio itinerario (se siete curiosi sbirciate anche qui e qui), la valigia si andava via via riempiendo ....e non vi dico poi dopo l'incontro con Luna questo era piena!!!

Ma voi come lo trasportereste in un unica valigia l'olio insieme ai vestiti? Mai successo?
Be', io ho adottato questa soluzione:

Avete capito in cosa sono avvolti??  Ahahahah!!!
Li avete riconosciuti? Sono dei mega pannoloni!!!! Ottimi anche per questo tipo di utilizzo!!!
:D :D :D

Veniamo al piatto: l'altra sera mi era rimaste ancora una buona manciata di olive sott'olio, donatemi da Sandra.... Ho deciso di farci questa:



E' un piatto di una semplicità estrema, ma il punto forte qui lo devo dire: sono state le olive, anzi le alivi cunzati! Hanno dato un sapore incredibile, non saprei descrivervi. Sono olive cresciute in una terra ricca, sana; colte da mani paterne e donate da mani amiche. Leggetevi il  post  di Sandra, e capirete sicuramente meglio il loro valore ;-)

Di mio ho solo messo sul fuoco una padellona con delle acciughette a sciogliersi nell'olio delle olive e poi buttato una salsa di pomodoro, alzato la fiamma, aggiunto del peperoncino e coperto.
Quando l'acqua della pasta è arrivata ad ebollizione, nella padella ho messo le olive tagliuzzate.
Ho scolato i rigatoni molto al dente e li ho fatti saltare (potete vedere come fare in questo video) insieme al sugo che nel frattempo si era rappreso per bene.

Nella puttanesca normalmente aggiungo anche i capperi, ma questo sugo era talmente saporito che non ho voluto introdurre altri sapori.

Per finire vi propongo la foto con lo sfondo rosso.
Non sapevo decidermi tra le due, per cui alla fine le ho messe entrambe!


A voi quale piace di più tra le due?


Grazie e alla Prossima

Lo Ziopiero

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