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lunedì 28 ottobre 2013

Ziopiero, ma è vero che è magica?


Roma.
Primi di agosto.
38 gradi all'ombra.
Appena tornato da Londra.
Mi prudevano le mani...troppa astinenza dai fornelli
...e troppa astinenza dai blog!!!
Capito su questo post

Come è mai possibile?!?!?!??
Un unico impasto, versato nello stampo, e poi esce fuori una torta a 3 strati di diversa consistenza?!?!?

Ci devo provare.
Subito.

E infatti...ecco che si realizza la magia:
(Fai click sulla foto per ingrandirla)


Il primo strato, quello più basso, ha una consistenza budinosa; il secondo assomiglia ad una specie di crema densa, il terzo ricorda un pandispagna.


Copio e incollo la ricetta presa dal blog di Martina

Ingredienti:
per uno stampo 20x20 


4 tuorli a temperatura ambiente
4 albumi a temperatura ambiente
150 g di zucchero semolato
1 cucchiaio d'acqua
125 g di burro
120 g di farina 00

2 cucchiaini di estratto di vaniglia liquido homemade (o i semi di 1 bacca)
un pizzico di sale
500 g di latte intero
4-5 gocce di aceto bianco (o di limone)
zucchero a velo


Preparazione:

portate il forno a 160°. Fondete il burro a bagnomaria o al microonde e fate raffreddare. Intiepidite il latte in una casseruola e mettete da parte. Montate i tuorli con lo zucchero, fino a che diventeranno gonfi, chiari e spumosi; aggiungete ora il cucchiaio di acqua e poi il burro fuso e freddo e montate ancora per un paio di minuti. Aggiungere quindi la farina setacciata e amalgamare bene il tutto. Unire quindi l'estratto di vaniglia, il sale e in ultimo il latte poco alla volta. Mescolate bene.

Montate gli albumi con le gocce di aceto (o di limone) a neve non troppo ferma. Incorporate quindi gli albumi al composto preparato precedentemente mescolando dal basso verso l'alto delicatamente (consiglio di usare una frusta per questa operazione). Imburrate uno stampo 20x20, infarinatelo e versateci il composto. Infornate per circa 60 minuti o finché a superficie sarà ben dorata e la torta si restringerà leggermente staccandosi in qualche punto dalle pareti.
Sfornate, lasciate raffreddare e riponete in frigo per 3-4 ore, dopodiché spolverate con abbondante zucchero a velo e tagliate a cubotti. 


La torta va conservata in frigo.

Opinione personale: come torta non è un granché, però è una torta rapidissima da fare e anche simpatica da presentare.

Anche oggi vi saluto con una foto particolare. L'ho chiamata l'abbraccio timoroso.
Sì, perché quel rametto sulla destra, incantato dalla bellezza del fiore, sembra volerlo timidamente abbracciare... ma poi si ferma, come se avesse timore di sciuparlo:

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

Guardate anche le altre realizzazioni:

giovedì 18 luglio 2013

Linguine Cocomero, Feta, Intervista e ...un po' di riposo!

Siamo arrivati a fine stagione.

Quest'anno abbiamo fatto tante cose insieme... pani, pizze, primi, secondi... tantissimi dolci!!!
Incontri, conoscenze, post a 4 mani, a 6 mani e pure a 8 mani!!!

Tantissimi nuovi lettori hanno rallegrato questo blog, unendosi agli ormai veterani.

E' giunto quindi per me il momento di prendermi un po' di riposo e ricaricare le batterie. Ne ho bisogno.

Ma prima di andare in vacanza ho rilasciato una piccola intervista!

Quando Fabiola me l'ha proposto le ho subito detto di sì.

E così oggi mi trovate anche su  Ricette e Co, il blog che Fabiola cura insieme a Debora.
Qui troverete la risposta ad alcune domande che molti di voi, probabilmente, volevano già pormi.

Prima di congedarmi da voi, vi saluto con un piatto facile e simpatico, suggeritomi da Martina, dopo aver visto questa insalata melone e basilico.


Linguine Cocomero Feta e Basilico
(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Ingredienti:
Cocomero
Feta
Basilico
Pasta 
Olio

Tagliate un po' di feta a cubetti e mettetela in una padella con dell'olio. Lasciate che la feta si sciolga fino a diventare una cremina.
(Fai click sulla foto per ingrandirla)
A parte tagliate altra feta a cubetti e unitela al cocomero e al basilico:
(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Nel frattempo cuocete la pasta; scolatela al dente e saltatela nella padella, aggiungendo il contenuto della ciotola solo alla fine.

Impiattate e servite:
(Fai click sulla foto per ingrandirla)

 Piccolo collage del tutto:


Un forte abbraccio a tutti voi e ...

Ci rivediamo a settembre, con nuove pubblicazioni!!!!

Lo Ziopiero

p.s. ai commenti cercherò comunque di rispondere, magari non proprio subito come sono solito fare.


Guardate anche le altre realizzazioni:

lunedì 8 aprile 2013

Crocchette di Pollo

Quante volte ci facciamo la punta al cervello per decidere cosa preparare da mangiare?

Questo non mi va
Quest'altro l'ho fatto da l'altro giorno
Questo è buono ma ci vuole troppo tempo
....

Eppure di scelte già solo in questo mio blog ce ne sarebbero infinite, tra primi, secondi o preparazioni varie potrei campare di rendita. Per non parlare poi dei dolci...

Però... diciamocelo: noi vogliamo sempre fare qualcosa di diverso, che non abbiamo ancora provato. E non necessariamente impegnativo o spettacolare. Anzi! A volte abbiamo proprio bisogno di qualcosa di semplice, facile da preparare e...diciamocelo ancora, anche gustoso!

Avevo letto di queste crocchette sia da Martina (che le ha proposte fritte) sia da Michela (che le ha cotte in forno): potevo non farle, visto che Martina e Michela sono spesso mie muse ispiratrici? Gnoooo!!! :))

Così, visto che avevo pure un bel pezzo di pollo da consumare, non ho esitato un secondo di più!

Ingredienti

1 petto di pollo intero, disossato
2 uova
Pangrattato
Corn flakes
Sale
Olio EVO


Sbattete le uova in una ciotola, aggiungetevi il sale e tuffateci i pezzi di pollo tagliati a cubetti
In un altra ciotola sbriciolate i corn flakes e unitevi il pangrattato ...e se volete un pangrattato d'eccezione, fatelo aromatico (Miché, con questo link fanno 10€ :D :D :D)

Ripassate i cubetti nel pangrattato, stendeteli in una teglia bel oleata.
Cuocete a 180°, avendo cura di girarli di tanto in tanto.
A doratura completa saranno pronti:
(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Volendo potete guarnirli con una salsa di vostra invenzione:
(Fai click sulla foto per ingrandirla)
o con la più classica delle maionesi

Ovviamente questo piatto, vista la sua bontà e la sua velocità di esecuzione, entra di diritto nelle ricette Buoni e Veloci


Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

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lunedì 14 gennaio 2013

Panbrioche senza impasto by Martina


Sono sempre un po' scettico quando leggo "senza impasto" e non sempre sono convinto che in mancanza di tale trattamento si possano ottenere dei risultati apprezzabili.

Ma quando si tratta di Martina vado sempre sul sicuro. Lei di impasti ci capisce. E lo ha più volte dimostrato.

E così non ho esitato neanche 5 minuti quando ho letto la sua ricetta di panbrioches senza impasto.

Diciamo piuttosto che ho esitato quasi due mesi prima di pubblicare la mia versione! :D :D :D

(Fai click sulla foto per ingrandirla)


Mica per altro, ma non sempre pubblico immediatamente a ridosso della realizzazione e sono sicuro che capita così anche a voi.
Ci sono dei periodi in cui nella lista delle bozze arrivo anche a 20 post in attesa di essere pubblicati se non addirittura di esser scritti...in pratica c'è solo il titolo a ricordarmi che devo mettermi all'opera.

Così è stato per questo post!

Poi, rivedendo questa foto della fetta, ho avuto un botto di nostalgia e son partito a scrivere!

(Fai click sulla foto per ingrandirla)


Ecco le dosi di Martina (in rosso le mie varianti):

250 g di farina manitoba
100 g di burro fuso freddo
75 g di acqua a temperatura ambiente
(ho usato il latte)
2 uova medie a temperatura ambiente
60 g di miele chiaro di acacia (ne ho usati 50 di arancio)
20 g di zucchero (ne ho usati 60)
buccia grattugiata di mezza arancia
buccia grattugiata di mezzo limone (ho messo solo arancia)

2 cucchiai di liquore all'arancia
Semi di vaniglia
2 g di sale
(ne ho usati 4)
3 g di lievito di birra secco (10 g di lievito fresco sciolto nel latte)


Poi, per decorare:
uovo sbattuto con una noce di burro fuso freddo
granella di nocciole
zuccherini



Passiamo al procedimento, leggermente modificato.

Prendete un contenitore grande richiudibile ermeticamente.
Versatevi il latte e scioglietevi dentro il lievito fresco.
Aggiungete farina, uova,burro fuso, miele, zucchero, aromi e iniziate a mescore con una forchetta.
Infine aggiungete il sale e finite di mescolare fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo.
Chiudete il contenitore e lasciare riposare una mezzoretta.
Trasferire poi il contenitore in frigo nel ripiano più freddo e lasciarlo maturare 24 ore.
Attenzione, il composto non deve lievitare!

Una volta tirato fuori dal frigo il contenitore mettete l'impasto sul piano di lavoro ben infarinato.
spolverate anche un po' di farina sopra l'impasto e fate le pieghe al centro (note come di secondo tipo).
 
Dividete poi l'impasto in 4 pezzi uguali e formate dei panini rotondi (Martina descrive molto bene questo passaggio).

Sistemate i panini in fila in uno stampo da plumcake imburrato ma non infarinato.

Adesso fate lievitare per bene fin quando l'impasto raggiungerà quasi il bordo dello stampo, tenendolo comunque sempre coperto.

Spennellate con un uovo mischiato a del burro fuso, spargete granella di nocciole e zuccherini e infornate per 20 minuti (prova stecchino) a 180°.

Vi assicuro che anche in questo caso questa ricetta ho fatto prima a farla che a descriverla!

Che dite, la mettiamo tra insieme agli altri Buoni e Veloci?
Ma si, dai. In fondo se togliamo il riposo in frigo il tutto ci porta via 15 minuti al massimo del nostro tempo!


E adesso, come ogni bella storia, vi lascio con un gran finale:

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
...con il barattolo di Nutellina quando ancora era semi pieno...


Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

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giovedì 22 novembre 2012

Una gita a Bologna (e non solo)!

Ziopiero? Ma davvero vieni a Bologna???

Certo! E' un anno che lo dico, ma questa volta è vero! Ho anche acquistato i biglietti del treno, quelli a tariffa stracciatissima non rimborsabile!

Bene. Allora ci si vede!

...e sai pure cosa mi devi protare, veroooo?!?!?!?!!!

Avete capito, si, con chi parlavo?

Ma con lei! Martina

Ma andiamo con ordine...

Era tanto tempo che volevo tornare a Bologna e visitarla con tutta calma, e così ho approfittato del ponte del 2 novembre per godermela con calma.

Bologna è una città meravigliosa, ricca di storia, di cultura, di cibo, di belle persone. Una città che ti mette allegria! E così è stato, comlpici anche 3 giornate meravigliose, comprese tra due periodi di piogge e temporali; ho potuto gustarmi e rigustarmi la città in lungo e in largo, rivisto vecchi amici e scattato qualche fotografia. Questa volta poche, ma per me significative.

Inizierei con questa, scattata all'interno dell'Archiginnasio.

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Fatto costruire da papa Pio IV in poco più di un anno (fu consegnato nel 1563) durante uno dei periodi di maggior splendore di Bologna, fu per anni sede dell'Università (lo Studium) della città fino alla costruzione di quella attuale (1803).

Spettacolare il suo interno, a cominciare dal cortile, a doppio ordine di logge. Pensate che effetto poteva avere  poter dire: "Ho studiato all'Archiginnasio"!

Altra caratteristiche praticamente unica è la presenza di un numero illimitato di stemmi sui muri, rappresentanti araldi di professori che qui vi hanno insegnato.

Al primo piano si trova il cosiddetto Teatro Anatomico, una stanza a forma di anfiteatro, costruita completamente in legno d'abete, con al centro un tavolo di marmo, dedicata allo studio dei ...cadaveri!

Se volete vedere come è fatto, guardate pure qui (la foto è senza cadaveri, non vi preoccupate)

Ma quello che più mi ha colpito dell'Archiginnasio è la sua posizione volutamente "tattica".

Pare infatti che venne fatto costruire a fianco della Basilica di San Petronio, in fase di ristrutturazione, per impedirne l'espansione inizialmente progettata, che l'avrebbe portata ad essere la più grande basilica cristiana, alla faccia di San Pietro (non il Santo, la Basilica)!!!
All'epoca, infatti, Bologna stava in un certo senso usurpando a Roma il primato della città cristiana per eccellenza, in quanto molti cristiani la preferivano come luogo di pellegrinaggio. 

Sta di fatto che con l'Archiginnasio a fianco, San Petronio si è vista privata del suo transetto (rimasto disegnato solo sulla carta) e anche della possibilità di allungarsi fino a 224 metri, perdendo l'ambìto primato.

Immancabili poi le svariate camminate in Piazza Maggiore, con diverse entrate e uscite da San Petronio, il cui esterno era impacchettato per restauro e quindi non ho poluto fotografare. Peccato perché avrei voluto ammirare la sua splendida facciata incompiuta, con la parte inferiore di marmo e quella superiore in laterizio. Così come non ho potuto ammirare neanche la Porta Magna, il capolavoro di Jacopo della Quercia.

In compenso, però, ho trovato ispirazione facendo questa foto al Palazzo Comunale (o d'Accursio), proprio nel momento in cui i merli delle torre lasciavano netta la propria ombra sulla facciata.

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Suggestiva, no?

Ma a proposito, che fine ha fatto Martina???


Veroooo!!!! Quasi mi dimenticavo di richiamarla per fissare il luogo dell'appuntamento!!!

zzzz - zzzz - zzzzz (questo nuovo cellulare non fa più pippo-pippo-ppi quando faccio li numero, ma mi vibra tutto in mano come tocco lo schermo...mah)

Martyyyy, dove ci vediamoooo?
(domande banale, a Bologna ci si vede sempre e tutti nello stesso posto, ma è sempre meglio esser precisi)

Ziopiero, ci vediamo sotto il "pisello" del Gigante!

!!! 

Ora per chi non lo sapesse a Bologna  per Gigante si intende la Statua del Nettuno.
Il resto... penso sia chiaro a tutti, non c'è bisogno di link!!!

Così ecco che mi avvicino al Gigante...solo che...

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Insomma, capisco che è soprannominato Gigante, ma più che altro pensavo di attribuire il suo nickname al fatto che la statua fosse enorme, non al suo... vabbe', avete capito, no? :D :D :D

Comunque, ligeo e puntuale, aggiro la statua per prender posto sotto il "pisello" e un po' timidamente rialzo lo sguardo:

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Ooooohhhh, ma cosa è successo????? ma dove è finito quel coso enorme????
Mica si sarà ritirato???? :O :O :O

Vabbe', ho capito. E' uno dei tanti scherzi che i nostri artisti hanno fatto lasciando, come dire, la loro firma, un po' come le immagini subliminali che i fumettisti della nostra epoca inseriscono dentro i cartoni animati!

Con Martina abbiamo fatto una lunga passeggiata tra le vie del centro, entrando in tutti i negozi di carabattole, discutendo di lieviti, cioccolatini e di ricette!

Poi, come per incanto, è comparso un pacchettino (ricordate la promessa di cui sopra?).

Come sempre in questi casi mi commuovo! E sì, perché guardate cosa mi ha portato e, soprattutto, con che cura li ha confezionati!!!

(Fai click sulla foto per ingrandirla)


Quel "coso" a forma di filoncino altro non è che la Pinza Bolognese, poi c'è il suo dado granualre vegetale fatto in casa e, per finire, la Martinella!!!! (anche se lei preferisce chiamarla Nutellina)

Zioooo! Poi mi devi dire cosa ne pensi, eh? Però promettimi di esser sincero!!

eheheheh, chi mi conosce bene sa che non solo sono sincero, ma anche terribilmente esigente! Non a caso vengo chiamato (scherzosamente) "Il Temutissimo" !!!!
(oddio, mica tanto scherzosamente! :D :D :D).

Bene! Vi devo subito dire che la "nipotina" ha superato l'esame a pienissimi voti!
In particolare la sua Martinella (a me piace chiamarla così!) non ha nulla da invidiare alla mia Ziopierella! Brava, davvero! :)))

D'altra parte è un po' che la tenevo d'occhio con i suoi lievitati e, vi dico, ottenere certi risultati come questa colomba o  questo panettone, non è da tutti.;)


OK! La lunghezza del post mi impone uno stop, anche se di cose da raccontare ne avrei decine, compresa una puntatina a Ferrara. Magari più avanti, in un altro post.

A Bologna prima o poi ci tornerò, mi piace troppo.
Ah, a proposito:

zzzz - zzzzzz - zzzzzzzz

Marty, il prossimo appuntamente dove me lo darai???

...be', possiamo fare sotto le "tette"

...eheheh, questa volta non arrivo impreparato. So bene di quali tette parla!!!

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

:))))


Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero


venerdì 4 marzo 2011

Attenti a quei due! - Pane alla Crema

Ve li ricordate?
Oddio, se qualcuno risponde di no è la volta buona che mi sento vecchio!!!!
Ma per quelli che hanno la mia età la serie "Attenti a quei due" ha segnato l'infanzia!

Una volta le serie di telefilm erano 3-4 al massimo nell'arco di un'intera stagione.
Era inevitabile che ti ci affezionavi.
E poi venivamo trasmessi senza interruzioni pubblicitarie (come i film del lunedì, ricordate anche quelli?).

La pubblicità, poi, era una trasmissione unica, insuperabile, con tanto di programmazione e di titolo: Carosello.
Ci si sedeva davanti alla TV apposta per vedere Jocondor o i bimbi che saltavano sul lettone...bidibodibu, ta-ta-ta-ta', bidibudibu...erano dei veri e proprio sketch (ora nello stesso intervallo di tempo ti propinano 20 spot da 10 secondi!!!) e poi... tutti a nanna, contenti, appagati!!! :))

I canali della TV erano 2, si due!!! Avete capito bene. D-U-E!!!
E se iniziava un programma sull'altro canale appariva il triangolino bianco lampeggiante che ti avvisava. Poi si faceva la conta per chi si doveva alzare per cambiare canale.
Frasi del tipo "ninooooo, dov'è il telecomnadoooo?!?!?" non facevano ancora parte del nostro lessico e i tavolini del soggiorno erano carichi di libri e non di innumerevoli scatolette nere di plastica, pieni di tasti numerici, che vibrano, si illuminano, si accendono o ti cantano la marsigliese sul più bello!

E le ricette, vi ricordate dove si tenevano conservate? Prima in un quaderno ricco di appunti, poi si passava all'agenda (con 365 fogli a disposizione, 66 se l'anno era bisestile!);  rigorosamente unta dentro e fuori, stracarica di fogli strappati da riviste e incollati o graffettati dentro che per trovare dove avevi scritto le dosi della frolla dovevi scorrere tutte le ricette.

....eeeeehhhhh, mi sa che tanti di voi queste cose neanche le hanno vissute...

Ma da dove avevo cominciato? A si! "Attenti a quei due"!
Ma oggi non vi volevo parlare di Tony Curtis e Roger Moore, ma di un'altra coppia: Martina e Nannibis!
Fermi, fermi, che avete capito! Non sono una coppia di fatto, o, come si diceva meglio una volta, non "stanno insieme". Li ho semplicemente uniti io attraverso le loro interpretazioni di questa una ricetta:

Il Pane alla Crema

(Fare click sulla foto per ingrandirla)

Ma come?!?!? Un pane alla crema?
Si, si! Alla crema!!!
D'altra parte, se ci pensate, in un panino dolce lo zucchero ci va, il latte poi lo ammorbidisce e le uova intensificano il sapore...ma latte, zucchero e uova, unite alla farina, altro non sono che gli ingredienti della crema, e allora qualcuno (non mi chiedete chi) si è detto: ma se la crema la si fa prima e poi la si unisce all'impasto?

Ecco! Giusto! Vedete com'è semplice evolvere una base della panificazione?


Nanni ha seguito Martina, cambiando qualcosa nel procedimento.
Io ho seguito Nanni, togliendo solo un altro pochino di lievito.

Adesso Chi vuole seguire me?

Le ricette le potete trovare nei link che ho messo sui loro nomi; qui vi riporto solo le foto dell'interno:
(Fare click sulla foto per ingrandirla)
...giusto per darvi un'idea di come è venuto....e per darvene un'altra di come utilizzarlo vi ripropongo questa foto:
(Fare click sulla foto per ingrandirla)
La marmellata è questa, ve la ricordate?

Se poi volete vedere lo Zioipero che fa la Crema Pasticcera, allora guardatevi questo filmato


Grazie e alla Prossima

Lo Ziopiero


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