martedì 8 marzo 2016

Piccole donne crescono

L'8 marzo di un anno fa, a quest'ora, la donna che ero stata fino a quel punto si stava sgretolando davanti agli occhi lucidi e stanchi di un uomo che lentamente si stava trasformando in un estraneo. Ero stata una donna comprensiva, innamorata, attenta e accomodante; avevo riposto la mia fiducia nelle mani di quell'uomo che, fino a pochi giorni prima, mi giurava amore eterno. La donna che ero stata, quindi, stava trasformandosi inconsapevolmente in un'altra, arrabbiata, incredula, disillusa, svuotata. E lo è ancora oggi.
Sono ancora un po' stanca, certamente più disillusa, ancora ferita. E non mi piace.
Sono diventata più forte? Non lo so. Lo spero. Ciò che so con certezza è che nel mio cuore, nella mia mente, non ci sarà ancora molto spazio per la fiducia. Quando qualcuno a cui tieni quasi più di te, ti delude in quel modo, non puoi tornare a provare fiducia nei confronti di qualcun altro. Sei già certa che, se si interessa a te, lo fa solo per attrazione fisica, per curiosità, per avere qualcuno al suo fianco per un po' e per andarsene, quando lo riterrà opportuno. E allora, in questo anno, ho imparato a fuggire per prima ed ho provato una sensazione di libertà che non avevo mai provato. Ho costruito le mie barriere e mi sono voltata. Ma la mente era ferma a quell'8 marzo, ancora.
Oggi mi sento ancora vuota, stanca, disillusa. Ma sono una donna. Le donne sono la forza. Non ci sono lacrime o sensi di colpa che reggono, di fronte ad una donna consapevole. 

Nessun commento: