Qualche giorno fa ho scoperto una ricetta di crema fredda che mi ha davvero incuriosita perchè va gustata fredda ma è fatta cuocendo dei cetrioli.
La ricetta proviene dal Blog de La Belle Auberge.
Ho seguito alla lettera la ricetta ma non avendo la buccia di limone non trattata ho ariomatizzato con SUMAC, la spezia rossa che profuma di limone.
INGREDIENTI
(per 4 persone)
2 cetrioli grandi
1 scalogno
poco olio evo
400g di brodo vegetale
150g di yogurt greco
qualche fogliolina di menta fresca
qualche zesta di limone non trattatoo un po' di Sumac
sale e pepe qb
PROCEDIMENTO
Sbucciate i cetrioli, tagliateli in quarti per la lunghezza e privateli dei semi. Tagliateli a pezzetti.
Tritate lo scalogno e appassitelo brevemente in poco olio.
Aggiungete i cetrioli, stufateli brevemente e sfumateli col brodo vegetale. Cuocete a fiamma bassa per 15 minuti.
Frullate con il mixer ad immersione a lame. Versate in una ciotola e intiepidite in un bagno maria di acqua fredda. Aggiungete lo yogurt e uniformate utilizzando nuovamente il mixer a lame.
Profumate con zeste di limone e foglioline di menta. Mettete in frigorifero almeno due ore prima di consumare spolverizzando con poco pepe.
Potreste decorare con qualche fettina di cetriolo essiccato.
CONSIDERAZIONI
Il gusto è unico. L'abbiamo subito adorata: più è fredda migliore e il sapore finale.
Grazie !
Questo è uno spazio in cui raccoglierò una parte del mio mondo, quello dedicato alla mia passione per la cucina, in generale.
Sarà sempre in divenire perchè sono sempre alla ricerca della variante, del meglio... di altro.
Luisa
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giovedì 5 luglio 2018
sabato 1 luglio 2017
Gazpacho di pesche con tonno e pinoli
Questa ricetta proviene dal numero di luglio 2017 del mensile Sale & Pepe.
Preparatelo diverse ore prima e ricordatevi di usare tonno crudo abbattuto.
3 pesche gialle (noci)
400g di pomodori rossi (o gialli)
1 cetriolo
1 peperone giallo
1 scalogno
4-5 cucchiai di aceto di mele
4 cucchiai diolio extravergine di oliva
sale, pepe
peperoncino piccante (Tabasco)
menta (per gazpacho e per decoro)
120g di tonno fresco trattato per il consumo a crudo (o anche di più)
40g di pinoli
PROCEDIMENTO
Utilizzate il cetriolo senza buccia.Lavate tutti gli ingredienti, puliteli e tagliateli grossolanamente. Mettete pomodori, cetriolo, peperone, pesche, scalogno, un po' di menta in un grande mixer a lame e tritate a lungo fino ad ottenere una purea. Condite con sale, pepe, tabasco, aceto di mele e olio.
Mtette in una ciotola in frigorifero per almeno 2 ore.
Tostate leggermente i pinoli in una padellina antiaderente. Tagliate a cubetti il tonno crudo.
Servite il gazpacho in ciotole monodose decorando con qualche pinolo, un po' di cubetti di tonno e qualche fogliona di menta.
CONSIDERAZIONI
Sapori davvero spettacolari. Ci siamo tutti innamorati dei profumi e delle consistenze. Se amate il tono crudo come noi vi consiglio di acquistarne un po' di più.
Preparatelo diverse ore prima e ricordatevi di usare tonno crudo abbattuto.
INGREDIENTI
Per 4 persone:3 pesche gialle (noci)
400g di pomodori rossi (o gialli)
1 cetriolo
1 peperone giallo
1 scalogno
4-5 cucchiai di aceto di mele
4 cucchiai diolio extravergine di oliva
sale, pepe
peperoncino piccante (Tabasco)
menta (per gazpacho e per decoro)
120g di tonno fresco trattato per il consumo a crudo (o anche di più)
40g di pinoli
PROCEDIMENTO
Utilizzate il cetriolo senza buccia.Lavate tutti gli ingredienti, puliteli e tagliateli grossolanamente. Mettete pomodori, cetriolo, peperone, pesche, scalogno, un po' di menta in un grande mixer a lame e tritate a lungo fino ad ottenere una purea. Condite con sale, pepe, tabasco, aceto di mele e olio.
Mtette in una ciotola in frigorifero per almeno 2 ore.
Tostate leggermente i pinoli in una padellina antiaderente. Tagliate a cubetti il tonno crudo.
Servite il gazpacho in ciotole monodose decorando con qualche pinolo, un po' di cubetti di tonno e qualche fogliona di menta.
CONSIDERAZIONI
Sapori davvero spettacolari. Ci siamo tutti innamorati dei profumi e delle consistenze. Se amate il tono crudo come noi vi consiglio di acquistarne un po' di più.
venerdì 16 giugno 2017
Crema di mais alla curcuma con fagiolini e bacon
Questa ricetta proviene dal numero di Giugno 2017 del mensile Sale & Pepe. La dose per 4 persone è abbondante. Dovrebbe essere servita tiepida ma noi l'abbiamo mangiata a temperatura ambiente: era ottima.
INGREDIENTI
4 persone
650g di mais in scatola, scolato
200g di patate tagliate a cubetti
1 cipolla bionda (rossa) tagliata finemente
1 cucchiaino di curcuma
1 litro di brodo vegetale
100g di latte intero
150g di fagiolini
2 fette di bacon
prezzemolo fresco per decorare
olio evo
sale qb
PROCEDIMENTO
Stufate la cipolla tagliata finemente, con l'olio, in una pentola. Aggiungete la curcuma poi 600g di mais, le patate sbucciate e tagliate a cubettini. Fate insaporire qualche minuto poi versate il brodo e il latte.
Cuocete la zuppa per 20 minuti.
Nel frattempo lessate i fagiolini per pochi minuti, scolateli e raffreddateli con acqua fredda. Tagliateli a pezzetti.
Rosolate a fiamma viva, in una padella antiaderente, il bacon. Tagliatelo a pezzetti.
Frullate la zuppa col mixer ad immersione fino ad ottenere una crema liscia.
Assaggiate e, se necessita, regolate di sale.
Servite in ciotole monoporzione decorando con un po' del mais avanzato e con i fagiolini, i pezzetti di bacon croccante e qualche foglia di prezzemolo.
CONSIDERAZIONI
Ci siamo dimenticati di decorare col prezzemolo ed ho usato 4 fettine sottili di pancetta toscana stagionata al posto del bacon.
Ottima, veloce. Naturalmente adatta a chi ama il sapore del mais.
INGREDIENTI
4 persone
650g di mais in scatola, scolato
200g di patate tagliate a cubetti
1 cipolla bionda (rossa) tagliata finemente
1 cucchiaino di curcuma
1 litro di brodo vegetale
100g di latte intero
150g di fagiolini
2 fette di bacon
prezzemolo fresco per decorare
olio evo
sale qb
PROCEDIMENTO
Stufate la cipolla tagliata finemente, con l'olio, in una pentola. Aggiungete la curcuma poi 600g di mais, le patate sbucciate e tagliate a cubettini. Fate insaporire qualche minuto poi versate il brodo e il latte.
Cuocete la zuppa per 20 minuti.
Nel frattempo lessate i fagiolini per pochi minuti, scolateli e raffreddateli con acqua fredda. Tagliateli a pezzetti.
Rosolate a fiamma viva, in una padella antiaderente, il bacon. Tagliatelo a pezzetti.
Frullate la zuppa col mixer ad immersione fino ad ottenere una crema liscia.
Assaggiate e, se necessita, regolate di sale.
Servite in ciotole monoporzione decorando con un po' del mais avanzato e con i fagiolini, i pezzetti di bacon croccante e qualche foglia di prezzemolo.
CONSIDERAZIONI
Ci siamo dimenticati di decorare col prezzemolo ed ho usato 4 fettine sottili di pancetta toscana stagionata al posto del bacon.
Ottima, veloce. Naturalmente adatta a chi ama il sapore del mais.
domenica 5 febbraio 2017
Zuppa Vietnamita PHO
Questa ricetta proviene dal nostro libro Cucinare Lontano: ricetta di carne n.44 a pag 48. E' una zuppa tradizionale vietnamita, che è servita come piatto unico in grande ciotole.
Vi trascrivo la ricetta ma ricordate che le dosi non possono essere precise perchè molto dipende dalla dimensione delle ciotole/porzioni.
INGREDIENTI
4 persone
BRODO
450g manzo da brodo (punta) non troppo grassa
1 osso manzo
1 cipolla grossa
zenzero fresco tagliato a pezzi: 1 pezzo della dimensione di un pollice
Aromi chiusi in una garza (o in polvere*): 5 chiodi di garofano, 2 anice stellato, pochi semi di finocchio, qualche grando di pepe (meglio di sichuan), un pezzetto cassia (cannella)
1 cucchiaio da minestra di salsa di pesce vietnamita: Nuoc Mam Kuoc o Nam Pla tailandese
sale, pepe
* 5 spezie: 1/2 cucchiaino in cui saranno mescolate anice stellato, cassia , ginger, cardamomo e pepe, tutti in polvere.
ALTRI INGREDIENTI
400g manzo crudo magro a fettine sottilissime (carpaccio)
210g/ 420g tagliatelle di riso
germogli di soia freschi
menta fresca
coriandolo fresco
cipollotti freschi
peperoncini freschi verdi e rossi piccanti
spicchi di limone
PROCEDIMENTO
Preparate un abbondante brodo cuocendo gli ingredienti per circa 2 ore. Scolate la carne e fitrate con un colino il brodo mettendo i due da parte separatamente.
Cuocete in acqua a bollore per pochi minuti le tagliatelle di riso, scolatele e tuffatele in abbondante acqua fredda. Scolatele nuovamente e tenetele da parte, in una ciotola grande.
Tagliate la carne lessata a piccoli pezzetti. Mettete il tutto in una ciotola
Tagliate la carne cruda in lunghe striscioline e mettete da parte su un ampio piatto conservando in frigorifero coperta da pellicola fino al momento che si mangerà.
In altre ciotole mettete, separatamente: i germogli, i cipollotti tagliati a rondelline, il coriandolo tagliuzzato, la menta tagliuzzata, gli spicchi di limone, i peperoncini tagliati fini.
Poc prima di servire scaldate benissimo il brodo.
Distribuite sul fondo di ciascuna ciotola le tagliatelle di riso e la carne lessata a pezzettini. Versate abbondante brodo caldissimo e servite agli ospiti.
Ciascun dovrà aggiungere a questa base per prima la carne cruda poi tutti gli altri ingredienti (nelle ciotoline: germogli di soia freschi, menta fresca, coriandolo fresco, cipollotti freschi, peperoncini freschi verdi e rossi piccanti)
completando con una spruzzata di limone fresco.
I commensali potranno consumare una seconda ciotola di zuppa, semplicemenete riempiedo un'alatra volat partendo dal brodo sempre caldissimo.
La temperatura del brodo sono importantissimi perchè permettono la cottura al momento del secondo tipo di carne, quella cruda.
Ricordate che il vero protagonista di questo piatto è il brodo e il suo sapore aromatizzato.
CONSIDERAZIONI
Fate attenzione alla piccantezza dei peperoncini: aggiunti al brodo aumentano la piccantezza rispetto a come sarebbero mangiati in purezza.
La dose di tagliatelle di riso è molto indicativa perchè dipende molto anche dalla dimensione delle ciotole che userete: in ogni caso il rapporto con il resto degli ingredienti non deve esagerato: 1/3 massimo della capienza della ciotola vuota.
Abbondate con la preparazione del brodo: se ve ne avanza potete sempre surgelarlo in barattoli di vetro con chiusar a vite ma se scarseggia l'ntera preparazione ne perderà.
Vi trascrivo la ricetta ma ricordate che le dosi non possono essere precise perchè molto dipende dalla dimensione delle ciotole/porzioni.
INGREDIENTI
4 persone
BRODO
450g manzo da brodo (punta) non troppo grassa
1 osso manzo
1 cipolla grossa
zenzero fresco tagliato a pezzi: 1 pezzo della dimensione di un pollice
Aromi chiusi in una garza (o in polvere*): 5 chiodi di garofano, 2 anice stellato, pochi semi di finocchio, qualche grando di pepe (meglio di sichuan), un pezzetto cassia (cannella)
1 cucchiaio da minestra di salsa di pesce vietnamita: Nuoc Mam Kuoc o Nam Pla tailandese
sale, pepe
* 5 spezie: 1/2 cucchiaino in cui saranno mescolate anice stellato, cassia , ginger, cardamomo e pepe, tutti in polvere.
ALTRI INGREDIENTI
400g manzo crudo magro a fettine sottilissime (carpaccio)
210g/ 420g tagliatelle di riso
germogli di soia freschi
menta fresca
coriandolo fresco
cipollotti freschi
peperoncini freschi verdi e rossi piccanti
spicchi di limone
PROCEDIMENTO
Preparate un abbondante brodo cuocendo gli ingredienti per circa 2 ore. Scolate la carne e fitrate con un colino il brodo mettendo i due da parte separatamente.
Cuocete in acqua a bollore per pochi minuti le tagliatelle di riso, scolatele e tuffatele in abbondante acqua fredda. Scolatele nuovamente e tenetele da parte, in una ciotola grande.
Tagliate la carne lessata a piccoli pezzetti. Mettete il tutto in una ciotola
Tagliate la carne cruda in lunghe striscioline e mettete da parte su un ampio piatto conservando in frigorifero coperta da pellicola fino al momento che si mangerà.
In altre ciotole mettete, separatamente: i germogli, i cipollotti tagliati a rondelline, il coriandolo tagliuzzato, la menta tagliuzzata, gli spicchi di limone, i peperoncini tagliati fini.
Poc prima di servire scaldate benissimo il brodo.
Distribuite sul fondo di ciascuna ciotola le tagliatelle di riso e la carne lessata a pezzettini. Versate abbondante brodo caldissimo e servite agli ospiti.
Ciascun dovrà aggiungere a questa base per prima la carne cruda poi tutti gli altri ingredienti (nelle ciotoline: germogli di soia freschi, menta fresca, coriandolo fresco, cipollotti freschi, peperoncini freschi verdi e rossi piccanti)
completando con una spruzzata di limone fresco.
I commensali potranno consumare una seconda ciotola di zuppa, semplicemenete riempiedo un'alatra volat partendo dal brodo sempre caldissimo.
La temperatura del brodo sono importantissimi perchè permettono la cottura al momento del secondo tipo di carne, quella cruda.
Ricordate che il vero protagonista di questo piatto è il brodo e il suo sapore aromatizzato.
CONSIDERAZIONI
Fate attenzione alla piccantezza dei peperoncini: aggiunti al brodo aumentano la piccantezza rispetto a come sarebbero mangiati in purezza.
La dose di tagliatelle di riso è molto indicativa perchè dipende molto anche dalla dimensione delle ciotole che userete: in ogni caso il rapporto con il resto degli ingredienti non deve esagerato: 1/3 massimo della capienza della ciotola vuota.
Abbondate con la preparazione del brodo: se ve ne avanza potete sempre surgelarlo in barattoli di vetro con chiusar a vite ma se scarseggia l'ntera preparazione ne perderà.
sabato 19 novembre 2016
Minestra di cavolfiore
Eccovi un'altra ricetta dal libro La cucina nordica di Magnus Nilsson.
La densità di questa minestra è a vostro piacere: io ho preferito non allungarla troppo e raggiungere la consistenza di una mousse.
INGREDIENTI
4 persone
800g cavolfiore mondato a cimette
acqua di cottura salata qb
latte qb
burro qb
200g panna da montare
sale, pepe qb
bacon fritto (decoro)
PROCEDIMENTO
Se vi piace esaltare il sapore del cavolfiore, prima di cuocerlo in acqua salata, saltatelo in padella con un po' di burro, fino a quando le cimette si coloriranno leggermente.
Cuocete in abbondante acqua salata i pezzetti di cavolfiore per 9 minuti poi scolateli mantenendo da parte l'acqua di cottura.
Metteteli in un grande mixer a lame e frullate a bassa velocità per 10 minuti aggiungendo dopo un po' solo un mestolino di acqua di cottura.
Scaldate a fiamma bassa senza raggiungere il bollore.
Poco prima di servire aggiungete la panna semimontata, mantenendo caldo il composto sempre senza raggiungere il bollore.
Servite in monoporzioni decorando con pezzetti di pancetta fritta.
CONSIDERAZIONI
Nella ricetta originaria potete lessare semplicemente il cavolfiore ma ricordatevi di non stracuocerlo perché diventerà tropo dolce, cattivo.
Potete non aggiungere la panna e neanche la pancetta: nella tradizione di Svezia e Norvegia esiste anche la ricetta semplice.
Io non amo molto il cavolfiore ma questa ricetta me lo ha fatto riscoprire e rivalutare.
Provate!
CONSIDERAZIONI 2
Ho rifatto la ricetta seguendo lo stesso procedimento ma aggiugendo solo latte prima di frullare al mixer a lame per 10 minuti. Il latte aggiunto era fino ad ottenre una consistenza densa.
A seguito ho aggiunto altro brodo di cottura salato e frullato poco col mixer a lame solo per mescolare e rendere la crema uniforme.
Ho proseguito la preparazione passando il tutto al colino e ho scaldato solo poco prima di servire aggiungendo a fiamma spenta la panna montata.
La consistenza leggermente più lenta ha reso perfetta la crema. Non ha perso nulla neanche nel sapore.
La densità di questa minestra è a vostro piacere: io ho preferito non allungarla troppo e raggiungere la consistenza di una mousse.
INGREDIENTI
4 persone
800g cavolfiore mondato a cimette
acqua di cottura salata qb
latte qb
burro qb
200g panna da montare
sale, pepe qb
bacon fritto (decoro)
PROCEDIMENTO
Se vi piace esaltare il sapore del cavolfiore, prima di cuocerlo in acqua salata, saltatelo in padella con un po' di burro, fino a quando le cimette si coloriranno leggermente.
Cuocete in abbondante acqua salata i pezzetti di cavolfiore per 9 minuti poi scolateli mantenendo da parte l'acqua di cottura.
Metteteli in un grande mixer a lame e frullate a bassa velocità per 10 minuti aggiungendo dopo un po' solo un mestolino di acqua di cottura.
Passate al colino la crema ottenuta, mettetela in una pentola e aggiungete il latte che volete per la consistenza desiderata.
Scaldate a fiamma bassa senza raggiungere il bollore.
Poco prima di servire aggiungete la panna semimontata, mantenendo caldo il composto sempre senza raggiungere il bollore.
Servite in monoporzioni decorando con pezzetti di pancetta fritta.
CONSIDERAZIONI
Nella ricetta originaria potete lessare semplicemente il cavolfiore ma ricordatevi di non stracuocerlo perché diventerà tropo dolce, cattivo.
Potete non aggiungere la panna e neanche la pancetta: nella tradizione di Svezia e Norvegia esiste anche la ricetta semplice.
Io non amo molto il cavolfiore ma questa ricetta me lo ha fatto riscoprire e rivalutare.
Provate!
CONSIDERAZIONI 2
Ho rifatto la ricetta seguendo lo stesso procedimento ma aggiugendo solo latte prima di frullare al mixer a lame per 10 minuti. Il latte aggiunto era fino ad ottenre una consistenza densa.
A seguito ho aggiunto altro brodo di cottura salato e frullato poco col mixer a lame solo per mescolare e rendere la crema uniforme.
Ho proseguito la preparazione passando il tutto al colino e ho scaldato solo poco prima di servire aggiungendo a fiamma spenta la panna montata.
La consistenza leggermente più lenta ha reso perfetta la crema. Non ha perso nulla neanche nel sapore.
venerdì 19 agosto 2016
Crema di pomodorini gialli con speck croccante
Solo da poco tempo ho assaggiato i miei primi pomodori colorati, non rossi canonici.
Eccovi un modo eccellente e veloce per mangiare e valorizzare i piccoli pomodorini gialli.
Io ho preparato un antipasto per 4 persone ma se volete aumentando la dose potrà essere una zuppa.
INGREDIENTI
(4 persone)
500g pomodorini gialli piccoli
1/2 cipolla rossa (o 1 scalogno piccolo)
200g brodo vegetale
4 fette sottili speck (o cubetti di mozzarella di bufala)
timo fresco
olio evo
PROCEDIMENTO
Tagliate grossolanamente i pomodorini.
Saltate brevemente in padella con poco olio la cipolla taglata a fettine sottili.
Aggiungete i pomodorini e poco dopo il brodo vegetale. Cucete a fiamma viva per 15 minuti fino a quando i pomodorini saranno ammorbiditi.
In una padella antiaderente cuocete le fette di speck rendendole croccanti.
Frullate col mixer ad immersione i pomodori con il loro liquido. Versate il tutto in ciotole monoporzioni condendo con un filo di olio, un po' di timo fresco e lo speck rotto grossolanamente a pezzetti.
CONSIDERAZIONI
Il sapore dei pomodorini gialli è particolare, leggermente più asprigno di quelli classici rossi.
Se durante la cottura dei pomodorini il composto risulterà troppo asciutto aggiungete ancora un po' di brodo vegetale.
La crema è ottima calda, tiepida ma anche fredda.
Lo speck completa in contrasto sia per sapore/sapidità sia come consistenza.
Nello stesso modo potete sostituire lo speck con cubetti di mozzarella di bufala fresca ottenendo una variante che completa/contrasta.
Eccovi un modo eccellente e veloce per mangiare e valorizzare i piccoli pomodorini gialli.
Io ho preparato un antipasto per 4 persone ma se volete aumentando la dose potrà essere una zuppa.
INGREDIENTI
(4 persone)
500g pomodorini gialli piccoli
1/2 cipolla rossa (o 1 scalogno piccolo)
200g brodo vegetale
4 fette sottili speck (o cubetti di mozzarella di bufala)
timo fresco
olio evo
PROCEDIMENTO
Tagliate grossolanamente i pomodorini.
Saltate brevemente in padella con poco olio la cipolla taglata a fettine sottili.
Aggiungete i pomodorini e poco dopo il brodo vegetale. Cucete a fiamma viva per 15 minuti fino a quando i pomodorini saranno ammorbiditi.
In una padella antiaderente cuocete le fette di speck rendendole croccanti.
Frullate col mixer ad immersione i pomodori con il loro liquido. Versate il tutto in ciotole monoporzioni condendo con un filo di olio, un po' di timo fresco e lo speck rotto grossolanamente a pezzetti.
CONSIDERAZIONI
Il sapore dei pomodorini gialli è particolare, leggermente più asprigno di quelli classici rossi.
Se durante la cottura dei pomodorini il composto risulterà troppo asciutto aggiungete ancora un po' di brodo vegetale.
La crema è ottima calda, tiepida ma anche fredda.
Lo speck completa in contrasto sia per sapore/sapidità sia come consistenza.
Nello stesso modo potete sostituire lo speck con cubetti di mozzarella di bufala fresca ottenendo una variante che completa/contrasta.
giovedì 26 maggio 2016
Zuppa di lenticchie nere di Leonforte
Qualche giorno fa mi hanno regalato delle lenticchie nere siciliane. Cercando on line ho trovato un'ottima ricetta di zuppa sul blog di Fiordifrolla.
Vi trascrivo le info e la ricetta, a seguire le mie modifiche e considerazioni.
Le lenticchie nere di Leonforte venivano coltivate negli anni ’50 in alcuni comuni della provincia di Enna e, come spesso accade purtroppo, furono abbandonate in favore di cultivar più produttive e resistenti, rischiando l’estinzione. La coltivazione è stata poi ripresa all’inizio del duemila, tra mille difficoltà soprattutto derivanti dal fatto che tutte le operazioni dalla semina fino alla raccolta e alla pulitura sono manuali, e da allora si sta tentando di reintrodurla ottenendo ottimi risultati. Si tratta di un prodotto di elevata qualità, che contiene una quantità maggiore di proteine e fibre a fronte di un numero inferiore di grassi. Queste lenticchie hanno un gusto pieno, ma nello stesso tempo delicato, e sono anche molto pratiche perché, come quelle di Ustica, non necessitano di ammollo. Insomma sono un prodotto davvero eccellente.
Zuppa di lenticchie nere di Leonforte e bietole
INGREDIENTI
2 persone
300 g di lenticchie nere di Leonforte
1 cipolla media
1 spicchio d’aglio rosso di Nubia
1 peperoncino
1 litro d’acqua calda (circa)
1 cucchiaino di scorza grattugiata di limone
1 pizzico di cumino
40 g di bietoline
prezzemolo fresco
olio extravergine di oliva
sale, pepe
PROCEDIMENTO
In una casseruola fai scaldare l’olio insieme alla cipolla tritata. Fai soffriggere a fuoco moderato fino a quando sarà diventata trasparente, quindi aggiungi le lenticchie, ben sciacquate sotto l’acqua corrente e scolate, il cumino e la scorza di limone, mescola ed unisci l’acqua calda. Copri e fai cuocere dolcemente per circa 45 minuti – 1 ora o comunque fino a quando le lenticchie saranno cotte, aggiungendo altra acqua durante la cottura se necessario.
Trasferisci un mestolo o due (a seconda della consistenza che vuoi ottenere) di zuppa nel boccale del frullatore e azionalo fino ad ottenere una crema densa. Aggiungila poi al resto della zuppa in modo da renderla più cremosa. Regola di sale e di pepe, unisci il prezzemolo tritato e mescola con cura. Nel frattempo in una padella fai insaporire l’olio con l’aglio e il peperoncino per alcuni minuti, quindi aggiungi le bietoline tagliate a listarelle e cuoci per altri due minuti. Versa la zuppa nei piatti individuali, e servi subito, completando con le bietoline appena cotte e un giro di olio di oliva.
Zuppa di lenticchie nere di Leonforte e rape verdi di LUVI
INGREDIENTI
lenticchie nere di Leonforte
2 cipolla media rosse
2 spicchi d’aglio
1 peperoncino
acqua calda
1 cucchiaino di scorza grattugiata di limone o Sumac
cumino in polvere
rape verdi (1 mazzetto di foglie)
prezzemolo fresco
olio extravergine di oliva
sale, pepe
PROCEDIMENTO
Ho lavato, cambiando un paio di volte l'acqua alle lenticchie.
Ho seguito la ricetta ma non sapendo quanto sarebbero cresciute in cottura le lenticchie ne ho cucinato una quantità grande.
Per questo ho utilizzato due cipolle, due spicchi d'aglio e aggiunto cumino e Sumac un po' all'inizio e un po' a fine cottura.
Ho cotto le lenticchie per 45 minuti poi ho aggiustato di spezie, sale e pepe.
Seguendo la ricetta ho frullato una parte delle lenticchie e le ho aggiunte alle altre con la parte liquida.
Ho saltato in padella con l'olio ben caldo 1 peperoncino aperto a metà con l'aglio e un bel pugnetto di foglie di rape tagliate a striscioline.
Le ho poi aggiunte alla zuppa e ho servito decorando con prezzemolo fresco e olio extravergine di oliva.
CONSIDERAZIONI
Io non amo le lenticchie ma queste sono speciali, hanno un sapore personale ma sono delicate.
Si abbinano perfettamente con le spezie, il sapore di limone e il gusto leggero ferroso delle rape verdi.
Vi consiglio di cucinare una zuppa bella abbondante, andrà a ruba e se ne avanzerà potete sempre surgelarla.
Non avendo limoni freschi non trattati l ho sostituiti con il Sumac, spezia rossa libanese che profuma di limone.
Vi trascrivo le info e la ricetta, a seguire le mie modifiche e considerazioni.
Le lenticchie nere di Leonforte venivano coltivate negli anni ’50 in alcuni comuni della provincia di Enna e, come spesso accade purtroppo, furono abbandonate in favore di cultivar più produttive e resistenti, rischiando l’estinzione. La coltivazione è stata poi ripresa all’inizio del duemila, tra mille difficoltà soprattutto derivanti dal fatto che tutte le operazioni dalla semina fino alla raccolta e alla pulitura sono manuali, e da allora si sta tentando di reintrodurla ottenendo ottimi risultati. Si tratta di un prodotto di elevata qualità, che contiene una quantità maggiore di proteine e fibre a fronte di un numero inferiore di grassi. Queste lenticchie hanno un gusto pieno, ma nello stesso tempo delicato, e sono anche molto pratiche perché, come quelle di Ustica, non necessitano di ammollo. Insomma sono un prodotto davvero eccellente.
Zuppa di lenticchie nere di Leonforte e bietole
INGREDIENTI
2 persone
300 g di lenticchie nere di Leonforte
1 cipolla media
1 spicchio d’aglio rosso di Nubia
1 peperoncino
1 litro d’acqua calda (circa)
1 cucchiaino di scorza grattugiata di limone
1 pizzico di cumino
40 g di bietoline
prezzemolo fresco
olio extravergine di oliva
sale, pepe
PROCEDIMENTO
In una casseruola fai scaldare l’olio insieme alla cipolla tritata. Fai soffriggere a fuoco moderato fino a quando sarà diventata trasparente, quindi aggiungi le lenticchie, ben sciacquate sotto l’acqua corrente e scolate, il cumino e la scorza di limone, mescola ed unisci l’acqua calda. Copri e fai cuocere dolcemente per circa 45 minuti – 1 ora o comunque fino a quando le lenticchie saranno cotte, aggiungendo altra acqua durante la cottura se necessario.
Trasferisci un mestolo o due (a seconda della consistenza che vuoi ottenere) di zuppa nel boccale del frullatore e azionalo fino ad ottenere una crema densa. Aggiungila poi al resto della zuppa in modo da renderla più cremosa. Regola di sale e di pepe, unisci il prezzemolo tritato e mescola con cura. Nel frattempo in una padella fai insaporire l’olio con l’aglio e il peperoncino per alcuni minuti, quindi aggiungi le bietoline tagliate a listarelle e cuoci per altri due minuti. Versa la zuppa nei piatti individuali, e servi subito, completando con le bietoline appena cotte e un giro di olio di oliva.
INGREDIENTI
lenticchie nere di Leonforte
2 cipolla media rosse
2 spicchi d’aglio
1 peperoncino
acqua calda
1 cucchiaino di scorza grattugiata di limone o Sumac
cumino in polvere
rape verdi (1 mazzetto di foglie)
prezzemolo fresco
olio extravergine di oliva
sale, pepe
PROCEDIMENTO
Ho lavato, cambiando un paio di volte l'acqua alle lenticchie.
Ho seguito la ricetta ma non sapendo quanto sarebbero cresciute in cottura le lenticchie ne ho cucinato una quantità grande.
Per questo ho utilizzato due cipolle, due spicchi d'aglio e aggiunto cumino e Sumac un po' all'inizio e un po' a fine cottura.
Ho cotto le lenticchie per 45 minuti poi ho aggiustato di spezie, sale e pepe.
Seguendo la ricetta ho frullato una parte delle lenticchie e le ho aggiunte alle altre con la parte liquida.
Ho saltato in padella con l'olio ben caldo 1 peperoncino aperto a metà con l'aglio e un bel pugnetto di foglie di rape tagliate a striscioline.
Le ho poi aggiunte alla zuppa e ho servito decorando con prezzemolo fresco e olio extravergine di oliva.
CONSIDERAZIONI
Io non amo le lenticchie ma queste sono speciali, hanno un sapore personale ma sono delicate.
Si abbinano perfettamente con le spezie, il sapore di limone e il gusto leggero ferroso delle rape verdi.
Vi consiglio di cucinare una zuppa bella abbondante, andrà a ruba e se ne avanzerà potete sempre surgelarla.
Non avendo limoni freschi non trattati l ho sostituiti con il Sumac, spezia rossa libanese che profuma di limone.
lunedì 20 luglio 2015
Crema fredda di cannellini con verdure e pane croccante
Ho ritrovato questa ricetta sfogliando un vecchio numero della rivista La Cucina Italiana, Luglio 2005.
In origine questa ricetta nasce come aperitivo a bicchiere ma io rovo che sia ottima anche come piatto unico: servito in un piatto fondo o in una ciotola da zuppa.
Le dosi non erano molto precise così vi trascriverò prima quelle della ricetta poi quelle mie.
INGREDIENTI
4 persone
2 scatole cannellini
pane
cipollotto
erba cipollina
basilico
12 pomodorini
olio evo
sale
verdure 200g: peperone, carota, melanzana, zucchina
°°°°°
INGREDIENTI LUVI
3-4 persone
500g cannellini lessati in solo acqua
acqua di cottura dei cannellini
1 fetta pane
1 scalogno piccolo o 1 cipollotto
erba cipollina
basilico
12 pomodorini
olio evo
sale (solo per le melanzane)
1 cucchiaino raso di brodo vegetale in polvere
verdure in pari volume: 1/4 peperone, 1 carota, 2 fette melanzana, 1 zucchina
PROCEDIMENTO
Se utilizzate fagioli secchi (come ho fatto io), la sera prima metteteli a bagno in acqua. La mattina cuoceteli in solo acqua abbondante per circa un'ora. Spegnete la fiamma e lasciateli nella loro acqua.
Preparate le verdure tagliandole tutte a cubettini piccoli. Salate abbondantemente solo i cubetti di melanzane.
Tritate lo scalogno. Tagliate a cubetti la fetta di pane. Tagliate i pomodorini in quarti.
I pomodorini e erba cipollina e basilico non dovranno essere cotti. Se userete il cipollotto anche questo non dovrà essere cotto mentre lo scalogno si.
Scolate i fagioli e metteteli in una ciotola, conditeli con il brodo vegetale in polvere e aggiungete 200/220g di acqua di cottura dei cannellini e frullateli col mixer a lame fino ad ottenere una crema liscia.
Tale crema dovrà non essere troppo densa: raffreddando si rassoderà ulteriormenete.
Raffreddate la crema a bagno maria e mettetela in frigorifero sigillandola con la pellicola.
Mettete a raffreddare in frigorifero anche l'eventuale acqua di cottura avanzata.
Poco prima di servire scaldate bene una ampia padella antiaderente. Versate un po' di olio d'oliva e rosolate i cubetti di pane.
Appena coloriti metteteli da parte e procedete con le verdure, aggiungendo poco olio e rosolando pochi minuti a fiamma viva iniziando con le melanzane.
Dopo qualche minuto aggiungete lo scalogno e tutte le altre verdure esclusi i pomodori. Rosolate non più di 5 minuti e spegnete la fiamma. Versate il tutto in una ciotola fredda e unite l'erba cipollina e le foglie di basilico tagliate finemente.
Togliete dal frigorifero la crema di cannellini e se si sarà addensata troppo, raffreddando, aggiungete un altro po' dell'acqua di cottura fredda oppure semplicemente acqua fredda. Mescolate.
Servite la crema fredda in porzioni individuali: sul fondo di una scodella o una ciotola da zuppa, ciascun commensale personalmente aggiungerà la mini dadolata profumata, di verdure, il pane croccante e gli spicchietti di pomodori freschi e, se vuole, un filo di olio extravergine di oliva.
CONSIDERAZIONI
Le verdure a cubetti non dovranno stracuocere. Sicuramente se partirete dai fagioli secchi, questa crema fredda ne acquisterà in delicatezza ma anche la velocità va considerata soprattutto se partirete dai fagioli in scatola. In quel caso dovrete capire se utilizzare il liquido presente nella scatola o solo dell'acqua fredda.
Ho volontariamente omesso il sale come condimento delle verdure perchè se le verdure sono saporite, come dovrebbe essere in estate, non ne hanno bisogno.
Lo stesso vale per la cottura dei cannellini, fatta in acqua semplice per esaltare al massimo il sapore delicato di questo tipo di fagiolo.
Purtroppo non avevo melanzane nere ma solo screziate e purtroppo queste ultime sono meno saporite delle nere. Nell'insieme, alla fine il loro sapore si sentiva poco.
Che altro dire: a noi è piaciuta molto perchè la crema pur mantenendo il sapore delicato dei cannellini esalta ciascun sapore delle altre verdure. Il tutto si completa con la freschezza dei pomodori con erba cipollina e basilico e il croccante dei cubetti di pane saltati con l'olio.
In origine questa ricetta nasce come aperitivo a bicchiere ma io rovo che sia ottima anche come piatto unico: servito in un piatto fondo o in una ciotola da zuppa.
Le dosi non erano molto precise così vi trascriverò prima quelle della ricetta poi quelle mie.
4 persone
2 scatole cannellini
pane
cipollotto
erba cipollina
basilico
12 pomodorini
olio evo
sale
verdure 200g: peperone, carota, melanzana, zucchina
°°°°°
INGREDIENTI LUVI
3-4 persone
500g cannellini lessati in solo acqua
acqua di cottura dei cannellini
1 fetta pane
1 scalogno piccolo o 1 cipollotto
erba cipollina
basilico
12 pomodorini
olio evo
sale (solo per le melanzane)
1 cucchiaino raso di brodo vegetale in polvere
verdure in pari volume: 1/4 peperone, 1 carota, 2 fette melanzana, 1 zucchina
PROCEDIMENTO
Se utilizzate fagioli secchi (come ho fatto io), la sera prima metteteli a bagno in acqua. La mattina cuoceteli in solo acqua abbondante per circa un'ora. Spegnete la fiamma e lasciateli nella loro acqua.
Preparate le verdure tagliandole tutte a cubettini piccoli. Salate abbondantemente solo i cubetti di melanzane.
Tritate lo scalogno. Tagliate a cubetti la fetta di pane. Tagliate i pomodorini in quarti.
Scolate i fagioli e metteteli in una ciotola, conditeli con il brodo vegetale in polvere e aggiungete 200/220g di acqua di cottura dei cannellini e frullateli col mixer a lame fino ad ottenere una crema liscia.
Tale crema dovrà non essere troppo densa: raffreddando si rassoderà ulteriormenete.
Raffreddate la crema a bagno maria e mettetela in frigorifero sigillandola con la pellicola.
Mettete a raffreddare in frigorifero anche l'eventuale acqua di cottura avanzata.
Poco prima di servire scaldate bene una ampia padella antiaderente. Versate un po' di olio d'oliva e rosolate i cubetti di pane.
Dopo qualche minuto aggiungete lo scalogno e tutte le altre verdure esclusi i pomodori. Rosolate non più di 5 minuti e spegnete la fiamma. Versate il tutto in una ciotola fredda e unite l'erba cipollina e le foglie di basilico tagliate finemente.
Togliete dal frigorifero la crema di cannellini e se si sarà addensata troppo, raffreddando, aggiungete un altro po' dell'acqua di cottura fredda oppure semplicemente acqua fredda. Mescolate.
Servite la crema fredda in porzioni individuali: sul fondo di una scodella o una ciotola da zuppa, ciascun commensale personalmente aggiungerà la mini dadolata profumata, di verdure, il pane croccante e gli spicchietti di pomodori freschi e, se vuole, un filo di olio extravergine di oliva.
Le verdure a cubetti non dovranno stracuocere. Sicuramente se partirete dai fagioli secchi, questa crema fredda ne acquisterà in delicatezza ma anche la velocità va considerata soprattutto se partirete dai fagioli in scatola. In quel caso dovrete capire se utilizzare il liquido presente nella scatola o solo dell'acqua fredda.
Ho volontariamente omesso il sale come condimento delle verdure perchè se le verdure sono saporite, come dovrebbe essere in estate, non ne hanno bisogno.
Lo stesso vale per la cottura dei cannellini, fatta in acqua semplice per esaltare al massimo il sapore delicato di questo tipo di fagiolo.
Purtroppo non avevo melanzane nere ma solo screziate e purtroppo queste ultime sono meno saporite delle nere. Nell'insieme, alla fine il loro sapore si sentiva poco.
Che altro dire: a noi è piaciuta molto perchè la crema pur mantenendo il sapore delicato dei cannellini esalta ciascun sapore delle altre verdure. Il tutto si completa con la freschezza dei pomodori con erba cipollina e basilico e il croccante dei cubetti di pane saltati con l'olio.
mercoledì 8 luglio 2015
Gazpacho verde
Questa è una zuppa estiva fredda : la ricetta proviene dal numero di giugno/luglio 2015 di Jamie magazine italia.
INGREDIENTI
6 persone = 2litri composto
1 fetta di pane
500g piselli freschi (surgelati scongelati)
2 spicchi aglio (1 solo)
1 cetriolo sbucciato e tagliato grossolanamente
2 avocadi maturi
50g foglioline piselli o germogli anche per guarnire (valeriana)
2 peperoncini verdi (1/4 peperone rosso dolce)
le foglie di 1 mazzetto di menta (2 rametti di menta)
le foglie di 1 mazzetto di prezzemolo (poco prezzemolo tritato)
600g brodo vegetale freddo o acqua
2 cucchia aceto di mele*
PER SERVIRE
yogurt naturale (yogurt greco)
olio
sale
pane con la crosta (cubetti pane tostato)
PROCEDIMENTO
In un grande bricco con lame mettere il pane spezzettato con il brodo vegetale. Dopo qualche minuto quando si sarà ammollato aggiungete tutti gli altri ingredienti: i piselli surgelati scongelati, 1 spicchio aglio, il cetriolo sbucciato e tagliato grossolanamente, i 2 avocadi maturi sbucciati, privati del nocciolo e tagliati, le foglie di valeriana, il 1/4 di peperone rosso dolce tagliato,
la menta, il prezzemolo.
Otterrete una crema densa, assaggiate e aggiugete 2 cucchia di aceto di mele ed eventualmente aggiustate di sale.
Mettete in frigorifero coperto da pellicola per almento una mezz'ora, meglio una mezza giornata.
Servite accompagnando con yogurt condito con poco sale e olio e crostini di pane.
CONSIDERAZIONI
Ho messo non troppa menta e prezzemolo perché sono aromatiche di carattere e volevo che si sentissero tutte le sfumature delle verdure poresenti.
Ho usato piselli surgelati scongelati e non cotti (come indicato nella ricetta in alternativa ai freschi appena scottai in un po' del brodo vegetale).
Non avendo foglioline di piselli o altri germogli ho usato sia come ingrediente sia come decoro l'insalatina valeriana. Allo stesso modo non avendo peperoncini verdi non piccanti li ho sostituiti con un po' di peperone rosso dolce.
Il risultato è stata una crema fresca, profumata, densa. A noi è piaciuta molto ma se volete potete diluirla con poca acqua fredda poco prima di servirla.
6 persone = 2litri composto
1 fetta di pane
500g piselli freschi (surgelati scongelati)
2 spicchi aglio (1 solo)
1 cetriolo sbucciato e tagliato grossolanamente
2 avocadi maturi
50g foglioline piselli o germogli anche per guarnire (valeriana)
2 peperoncini verdi (1/4 peperone rosso dolce)
le foglie di 1 mazzetto di menta (2 rametti di menta)
le foglie di 1 mazzetto di prezzemolo (poco prezzemolo tritato)
600g brodo vegetale freddo o acqua
2 cucchia aceto di mele*
PER SERVIRE
yogurt naturale (yogurt greco)
olio
sale
pane con la crosta (cubetti pane tostato)
PROCEDIMENTO
In un grande bricco con lame mettere il pane spezzettato con il brodo vegetale. Dopo qualche minuto quando si sarà ammollato aggiungete tutti gli altri ingredienti: i piselli surgelati scongelati, 1 spicchio aglio, il cetriolo sbucciato e tagliato grossolanamente, i 2 avocadi maturi sbucciati, privati del nocciolo e tagliati, le foglie di valeriana, il 1/4 di peperone rosso dolce tagliato,
la menta, il prezzemolo.
Otterrete una crema densa, assaggiate e aggiugete 2 cucchia di aceto di mele ed eventualmente aggiustate di sale.
Mettete in frigorifero coperto da pellicola per almento una mezz'ora, meglio una mezza giornata.
Servite accompagnando con yogurt condito con poco sale e olio e crostini di pane.
CONSIDERAZIONI
Ho messo non troppa menta e prezzemolo perché sono aromatiche di carattere e volevo che si sentissero tutte le sfumature delle verdure poresenti.
Ho usato piselli surgelati scongelati e non cotti (come indicato nella ricetta in alternativa ai freschi appena scottai in un po' del brodo vegetale).
Non avendo foglioline di piselli o altri germogli ho usato sia come ingrediente sia come decoro l'insalatina valeriana. Allo stesso modo non avendo peperoncini verdi non piccanti li ho sostituiti con un po' di peperone rosso dolce.
Il risultato è stata una crema fresca, profumata, densa. A noi è piaciuta molto ma se volete potete diluirla con poca acqua fredda poco prima di servirla.
sabato 24 gennaio 2015
Gamberi con finocchi e patate
Anche questa ricetta proviene dal numero di Gennaio 2015 della rivista italiana di cucina di Jamie Oliver.
Purtroppo ho un appunto negativo sulla ricetta pubblicata sotto il titolo di "Gamberi con finocchio e insalata di patate": titolo, foto e ingredienti non erano precisi. Seguendo al ricetta la dose degli ingredienti sarebbero stati eccessivi (4 finocchi e 6 porri?!).
Forse anche la dose dei liquidi era errata? Nel caso fosse una vera insalata di gamberi, finocchi e patate allora provate a leggere le mie CONSIDERAZIONI 2.
Il risultato è una crema di verdure non una insalata (come scritto nel titolo e visibile sulla foto). Detto questo l'idea era ottima e ho così modificato leggermente le dosi e gli ingredienti ed il risultato è stato ottimo.
CREMA DI VERDURE E GAMBERI
INGREDIENTI
(4 persone)
800g brodo di vegetale (brodo di pesce)
100g vino bianco secco
2 patate medie
1 finocchio
1 porro medio
1 carota
200g panna fesca
1/2 cucchiaino curcuma (zafferano)
600g code di gamberi crudi (da pulire)
barbe del finocchio (erba cipollina)
pepe rosso e 4 spicchi di limone (per decorare)
PROCEDIMENTO
In una pentola portate a bollore il brodo con il vino bianco.
Pulite e tagliate a cubetti le patate e il finocchio, tagliate a rondelle il porro (anche una parte del verde). Versate il tutto nella pentola.
Cuocete per 12 minuti. Frullate con un mixer a immersione.
(*)Sbucciate e tagliate a cubettini piccoli la carota.
Pulite i gamberi togliendo la parte esterna, tagliando sulla schiena solo per estrarre il filino nero.
Versate nella crema di patate e finocchio la panna e mezzo cucchiaino di curcuma.
Sobbollite per 5 minuti poi aggiungete le code di gambero continuando la cottura, a fiamma bassissima, per altri 5 minuti.
Servite subito decorando con la barba del finocchio a pezzetti,qualche grano di pepe rosso e una fettina di limone (che spremerete al momento a vostro piacimento).
CONSIDERAZIONI
crema di verdure e gamberi
Come anticipato la foto della rivista mostrava una zuppa di verdura densa e a pezzettoni guarnita col finocchietto mentre la ricetta (che ho seguito alla lettera) descriveva una crema di verdure.
Ho utlizzato brodo di verdure e non di pesce: nel caso avessi avuto il secondo il piatto finale sarebbe stato leggermente più ricco nel sapore. Per lo stesso motivo ho sostituito lo zafferano con della curcuma.
Il mio risultato è stato ottimo e giusto nelle cosistenze: cremosità della base, croccantezza dei pezzettini di carote e dei grani di pepe rosso (che ho aggiunto io), morbidezza delle code di gambero appena scottate.
zuppa di verdure e gamberi
Penso sia ottima anche una alternativa dove il mixer a lame triti più grossolanamente le verdure nel liquido. Ricordate che la dose è abbondate per 4 persone.
CONSIDERAZIONI 2
Nel caso voleste provare a fare una insalata di gamberi, patate, finocchi e porri diminuite drasticamente la parte liquida mantenendo la proporzione tra brodo e vino bianco.
Tagliate a cubettini simili le tre verdure e procedete alla cottura in padella seguendo i soliti tempi indicati.
Non usate il mixer ad immersione.
Procedete poi come nella ricetta principaledal punto (*) considerando la dadolata come fosse la crema.
Ora dovrò riprovare anche io.
Purtroppo ho un appunto negativo sulla ricetta pubblicata sotto il titolo di "Gamberi con finocchio e insalata di patate": titolo, foto e ingredienti non erano precisi. Seguendo al ricetta la dose degli ingredienti sarebbero stati eccessivi (4 finocchi e 6 porri?!).
Forse anche la dose dei liquidi era errata? Nel caso fosse una vera insalata di gamberi, finocchi e patate allora provate a leggere le mie CONSIDERAZIONI 2.
Il risultato è una crema di verdure non una insalata (come scritto nel titolo e visibile sulla foto). Detto questo l'idea era ottima e ho così modificato leggermente le dosi e gli ingredienti ed il risultato è stato ottimo.
INGREDIENTI
(4 persone)
800g brodo di vegetale (brodo di pesce)
100g vino bianco secco
2 patate medie
1 finocchio
1 porro medio
1 carota
200g panna fesca
1/2 cucchiaino curcuma (zafferano)
600g code di gamberi crudi (da pulire)
barbe del finocchio (erba cipollina)
pepe rosso e 4 spicchi di limone (per decorare)
PROCEDIMENTO
In una pentola portate a bollore il brodo con il vino bianco.
Pulite e tagliate a cubetti le patate e il finocchio, tagliate a rondelle il porro (anche una parte del verde). Versate il tutto nella pentola.
Cuocete per 12 minuti. Frullate con un mixer a immersione.
(*)Sbucciate e tagliate a cubettini piccoli la carota.
Pulite i gamberi togliendo la parte esterna, tagliando sulla schiena solo per estrarre il filino nero.
Versate nella crema di patate e finocchio la panna e mezzo cucchiaino di curcuma.
Sobbollite per 5 minuti poi aggiungete le code di gambero continuando la cottura, a fiamma bassissima, per altri 5 minuti.
Servite subito decorando con la barba del finocchio a pezzetti,qualche grano di pepe rosso e una fettina di limone (che spremerete al momento a vostro piacimento).
CONSIDERAZIONI
crema di verdure e gamberi
Come anticipato la foto della rivista mostrava una zuppa di verdura densa e a pezzettoni guarnita col finocchietto mentre la ricetta (che ho seguito alla lettera) descriveva una crema di verdure.
Ho utlizzato brodo di verdure e non di pesce: nel caso avessi avuto il secondo il piatto finale sarebbe stato leggermente più ricco nel sapore. Per lo stesso motivo ho sostituito lo zafferano con della curcuma.
Il mio risultato è stato ottimo e giusto nelle cosistenze: cremosità della base, croccantezza dei pezzettini di carote e dei grani di pepe rosso (che ho aggiunto io), morbidezza delle code di gambero appena scottate.
zuppa di verdure e gamberi
Penso sia ottima anche una alternativa dove il mixer a lame triti più grossolanamente le verdure nel liquido. Ricordate che la dose è abbondate per 4 persone.
CONSIDERAZIONI 2
Nel caso voleste provare a fare una insalata di gamberi, patate, finocchi e porri diminuite drasticamente la parte liquida mantenendo la proporzione tra brodo e vino bianco.
Tagliate a cubettini simili le tre verdure e procedete alla cottura in padella seguendo i soliti tempi indicati.
Non usate il mixer ad immersione.
Procedete poi come nella ricetta principaledal punto (*) considerando la dadolata come fosse la crema.
Ora dovrò riprovare anche io.
mercoledì 27 agosto 2014
Zuppa con noodles, vegetariana alla giapponese
Tempo fa mio fratello Gregorio, mi ha portato da Parigi, dove vive da anni con la famiglia, un po' di prodotti giapponesi, tra cui tre confezioni grandi di noodle, per zuppe o soba.
Ieri con mia figlia Clara abbiamo utilizzato il tipo più sottile per fare una zuppa calda vegetariana.
Un modo veloce è quello di utilizzare per il brodo giapponese le bustine monoporzione che si trovano in commercio.
INGREDIENTI
2 persone
125g noodle (non di riso)
1/2 carota
1/2 zucchina
1 scalogno piccolo (o cipollotto)
1 fagiolino taccola
qualche pisello surgelato
1 foglia insalata o radicchio o spinacini freschi
1/2 spicchio aglio
poco zenzero fresco
1 fungo shitake ammollato la mattina presto o la sera prima
salsa di soia
olio di sesamo
2 bustine brodo giapponese*
500/600g acqua*
PROCEDIMENTO
Tagliare finemente tutte le verdure e saltatele a fiamma viva, brevemente con poco olio di semi in un wok o una padella antiaderente. Salate con poca salsa di soia.
Cuocete i noodle come fosse pasta italiana ma una volta scolata raffreddatela subito con abbondate acqua fredda.
Mettete da parte i noodle freddi scolati da parte.
Preparate il brodo giapponese portando a bollore l'acqua e versando semplicemente il contenuto delle bustine.
Mettete in ciascuna ciotola (grande) prima i noodle, poi le verdure e infine versate il brodo caldissimo.
Servite con solo i bastoncini senza cucchiai come da usanza giapponese.
CONSIDERAZIONI
Potete usare l'acqua di ammollo dei funghi, filtrata ed eventualmente allungata, come liquido per il brodo.
*La pasta giapponese ha tempi di cottura diversi. Quella che ho utilizzato era cotta dopo 10 minuti.
Se utilizzate il cipollotto fresco usatelo senza cuocerlo basterà il contatto con il brodo caldissimo.
Che dire di più, ottimo e veloce, per chi ama i sapori orientali.
CONSIDERAZIONI 2
Abbiamo rifatto questa zuppa ma utilizzando un formato diverso di pasta: la soba. Fermo restando i 60g di pasta a persona è variato il tempo di cottura: 5 minuti.
Stessa procedura.
soba
verdure saltate
soba lessata in acqua saltata e raffreddata con acqua
dopo aver messo prima la soba poi le verdure poco prima di servire ho versato sopra, il brodo caldissimo
domenica 20 luglio 2014
Vellutata di mais, avocado, yogurt e lime con nachos
Una zuppa estiva da un inserto di un allegato di Repubblica.
INGREDIENTI
(4 persone)
6 pannocchie intere lessate (o 500g mais in barattolo, 2 barattoli grandi)
1 avocado maturo
1 lime, il succo
un ciuffo di prezzemolo
1 vasetto di yogurt bianco (1 yogurt greco)
olio evo
sale, pepe qb
NACHOS*
PROCEDIMENTO
Lavate i chicchi di mais e metteteli in una pentola con 1 dl di acqua, frullateli con un mixer ad immersione, fino ad ottenere un composto leggermente granuloso.
Aggiungete ancora 2 bicchieri di acqua, sale, pepe e il prezzemolo tritato.
Cuocete per 5 minuti, mescolando ogni tanto.
Nel frattempo pulite l'avocado, mettetelo in un bricco con il succo del lime e frullatelo con il mixer ad immersione a lame.
Mescolate la crema di avocado con loyogurt e aggiungete il tutto alla vellutata di mais ormai tiepida.
Servite cospargendo con poca scoza di liome e un filo d'olio accompagnando con dei nachos.
*NACHOS
Se volete fare i nachos fatti in casa è possibile farli velocemente seguendo una mia ricetta già pubblicata. La cottura può esssere fatta in forno o fritta. La cosa importante è che le sfoglie siano sottili.
Nel mio caso io li ho cotti in forno e lasciati raffreddare.
Vi trascrivo la ricetta.
INGREDIENTI
(10 tortillas o 60 chips)
160g farina forte o Manitoba
80g farina mais fioretto
120g acqua calda
2g sale
30g olio mais
PROCEDIMENTO
Impastate tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto morbido ma con una propria consistenza.
Dividete l'impasto in porzioni di ugual peso e formate 10 palline.
Stendete, su un ripiano d legno, aiutandovi col mattarello i dischetti, sottili, poi aiutatevi con le mani allargandoli e rendendoli ancora più sottili.
Con un coltello molto tagliente tagliate ciascun disco prima a metà poi ancora in modo da formare 6 spicchi uguali per ogni tortillas.
Scaldate bene l'olio e friggete a fuoco alto, girando i nachos con una pinza.
Saranno pronti in pochi minuti.
Metteteli su un foglio di carta assorbente e spolverate con sale e paprika.
Se volete cuocerli in forno, prima di tagliare le tortillas spennellate con poco olio su entrambi i lati, posizionatele sulle teglie (senza nulla) tagliatele a spicchi e infornatele a 200°C per pochi minuti finchè colorano.
CONSIDERAZIONI
Il sapore e la consistenza di questa vellutata è davvero veloce da fare e particolare. Profumata e saporita si completa con i nachos croccanti.
INGREDIENTI
(4 persone)
6 pannocchie intere lessate (o 500g mais in barattolo, 2 barattoli grandi)
1 avocado maturo
1 lime, il succo
un ciuffo di prezzemolo
1 vasetto di yogurt bianco (1 yogurt greco)
olio evo
sale, pepe qb
NACHOS*
PROCEDIMENTO
Lavate i chicchi di mais e metteteli in una pentola con 1 dl di acqua, frullateli con un mixer ad immersione, fino ad ottenere un composto leggermente granuloso.
Aggiungete ancora 2 bicchieri di acqua, sale, pepe e il prezzemolo tritato.
Cuocete per 5 minuti, mescolando ogni tanto.
Nel frattempo pulite l'avocado, mettetelo in un bricco con il succo del lime e frullatelo con il mixer ad immersione a lame.
Mescolate la crema di avocado con loyogurt e aggiungete il tutto alla vellutata di mais ormai tiepida.
Servite cospargendo con poca scoza di liome e un filo d'olio accompagnando con dei nachos.
*NACHOS
Se volete fare i nachos fatti in casa è possibile farli velocemente seguendo una mia ricetta già pubblicata. La cottura può esssere fatta in forno o fritta. La cosa importante è che le sfoglie siano sottili.
Nel mio caso io li ho cotti in forno e lasciati raffreddare.
Vi trascrivo la ricetta.
INGREDIENTI
(10 tortillas o 60 chips)
160g farina forte o Manitoba
80g farina mais fioretto
120g acqua calda
2g sale
30g olio mais
PROCEDIMENTO
Impastate tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto morbido ma con una propria consistenza.
Dividete l'impasto in porzioni di ugual peso e formate 10 palline.
Stendete, su un ripiano d legno, aiutandovi col mattarello i dischetti, sottili, poi aiutatevi con le mani allargandoli e rendendoli ancora più sottili.
Con un coltello molto tagliente tagliate ciascun disco prima a metà poi ancora in modo da formare 6 spicchi uguali per ogni tortillas.
Scaldate bene l'olio e friggete a fuoco alto, girando i nachos con una pinza.
Saranno pronti in pochi minuti.
Metteteli su un foglio di carta assorbente e spolverate con sale e paprika.
Se volete cuocerli in forno, prima di tagliare le tortillas spennellate con poco olio su entrambi i lati, posizionatele sulle teglie (senza nulla) tagliatele a spicchi e infornatele a 200°C per pochi minuti finchè colorano.
CONSIDERAZIONI
Il sapore e la consistenza di questa vellutata è davvero veloce da fare e particolare. Profumata e saporita si completa con i nachos croccanti.
sabato 5 luglio 2014
Crema estiva fredda di carote e curry
Ancora dal numero di giugno 2001 della rivista La Cucina Italiana. Veloce, semplice e profumata.
INGREDIENTI
(4 persone)
300g carote pulite
500g brodo vegetale
curry
80g porro
60g cous cous fine
olio evo
sale
50g yogurt bianco
PROCEDIMENTO
Rosolate brevemente in poco olio le carote tagliate a rondelline. Versate il brodo caldo e aggiungete sale e curry.
Cuocete per 20 minuti poi frullate benissimo con il mixer a lame ad immersione.
Mettete a raffreddare sigillato con la pellicola in frigorifero fino al momento di servire.
Fate rinvenire il cous cous fine con pari peso di acqua caldissima, mescolandolo di tanto in tanto.
Poco prima di impiattare, tagliate a filini il porro e salatatelo brevemente in una ampia padella antiadrente con il cous cous, un po' di sale e curry.
Servite la crema fredda decorando con il cous cous e qualche fiocchetto di yogurt bianco.
CONSIDERAZIONI
Calcolando bene i tempi di raffreddamento della base di crema di carote, anche questa crema estiva non è assolutamente impegnativa. Vi regalerà profumi, colori e consistenze uniche.
E' importante utilizzare una buona miscela di curry, profumata, fresca e piccante. Proprio perchè ogni curry è diverso è impossibile darvi le dosi: utilizzatene poca poi al massimo aggiungetene ancora a fine cottura.
Anche per quanto riguarda il cous cous la dose di liquido per farlo rinvenire può variare, partite da pari peso della semola ed eventualmente dopo una decina di minuti se è tutto assorbito e il cous cous è ancora duretto, aggiugetene ancora un po'.
Davvero originali gli scambi di consistenza dalla carota delicata ai filini di porro e i granellini di cous cous quasi croccanti.
Le gocce di yogurt bianco, che ciascun commensale deve mescolare completano e arricchiscono ulteriormente un piatto davvero semplice ma sublime.
mercoledì 2 luglio 2014
Crema estiva fredda di fagioli e orzo
Ancora una crema fredda dal solito numero di giugno 2001 della rivista La Cucina Italiana. Ho colto l'occasione anche di provare una nuova "caccavella" appena acquistata: il contenitore della ditta spagnola lékué per la cottura dei cereali al microonde.
Le dosi della ricetta partivano da fagioli cannellini freschi: io li avevo secchi e quindi li ho messi in ammollo la sera prima, pesandoli da secchi e sapendo che sarebbero stai abbondanti.
INGREDIENTI
(4 persone)
300g cannellini freschi (300g secchi che diventano il doppio dopo l'ammollo)
120g orzo lesso (120g prima di cuocerlo)
1 cipolla (rossa)
1 spicchio aglio ( piccolo)
trito aromatico: prezzemolo, erba cipollina, dragoncello (solo prezzemolo)
olio evo
sale, pepe qb
PROCEDIMENTO
Se usate fagili cannellini secchi metteteli a bagno la sera prima in abbondante acqua.
Il giorno successivo scolateli e cuoceteli (a bollore basso) per 50 minuti, con 600g d'acqua e una cipolla sbucciata e tagliata in quarti.
Lasciate raffreddare i fagioli nel loro liquido poi scolateli e mettete da parte il liquido e la cipolla lessata.
Versate in un un contenitore alto la parte liquida con la cipolla e 430g di fagioli lessati (la metà) e frullate il tutto con un mixer a lame ad immersione.
Se la crema non sarà abbatsanza densa aggiugete altri 100 g di fagili lessati.
Saltate e pepate e mettete a raffreddare bene in frigorifero fino al momento di servire.
Lavate l'orzo e lessatelo in acqua*, scolatelo.
Poco prima di servire fate un trito con le erbe aromatiche e l'aglio.
Scaldate in una padella antiaderente grande un po' di olio extravergine di oliva e saltateci brevemente l'orzo, salate e pepate. Un attimo prima di spegnere la fiamma spolverizzate col trito aromatico.
Versate nelle fondine la crema di cannellini aggiugendo un paio di cucchiai di orzo aromatizzato ed eventualmente un filo di olio a crudo.
* se usate il contenitore NATIVE MICROWAVE RICE & GRAIN COOKER della Lékué
... è dotato di una tabella con pesi, tempi e tipi di grani ma non era menzionato l'orzo così ho preso tempi e pesi relativi al grano aggiungendo qualche minuto in più di cottura.
Ho prima cotto per 11 minuti e mescolato ma era avanzata un po' di acqua e l'orzo non era cotto del tutto, ho quindi cotto ancora 2 minuti e ripetuto mescolatura e riposo successivo.
Era perfetto.
Lavate 120g d'orzo poi mettetelo nel contenitore e aggiungete 300ml di acqua
e chiudete col coperchio.
Cuocete a microonde a 800W per 13 minuti.
Togliete dal microonde e mescolate poi richiudete il coperchio e lasciate riposare una decinda di minuti.
CONSIDERAZIONI
L'uso del cuoci riso e grani a microonde abbrevia leggermente i tempi ma sopratutto evita l'uso di pentole o di controlli nella cottura.
Per ottenere una crema della giusta consistenza io ho utilizzato 530g di fagioli lessati e avendo un mixer a lame davvero potente non ho dovuto passare la crema per renderla vellutata.
Questa crema fredda ha fatto furore. Calcolando i tempi di ammollo, cottura e raffreddamento dei cannellini è davvero veloce.
Io non amo i fagioli ma questa crema è davvero delicata e profumata.
sabato 28 giugno 2014
Crema estiva fredda di cavolfiore con calamari
Eccovi un'altra crema fredda dalla raccolta di creme estive della rivista La Cucina Italiana, giugno 2001.
Ho seguito alla lettere la ricetta ma ho ottenuto una crema leggermente più liquida di quella fotografata nella rivista: dose perfetta per 4 con 2 mestoli grandi a persona.
INGREDIENTI
(4 persone)
800g brodo di pesce (brodo vegetale)
300g cavolfiore mondato
160g calamari puliti (400g congelati)
50g cipolla (rossa)
4 pomodori secchi sott'olio
Porto bianco per sfumare (Cognac)
sale, pepe qb
poco prezzemolo fresco
poco olio evo
PROCEDIMENTO
Soffriggete in una pentola con olio extravergine di oliva , la cipolla tagliata finemente e il cavolfiore a cimette.
Sfumate con il Porto e aggiugete il brodo di pesce.
Cuocete a fiamma viva per 20 minuti, assaggiate per aggiustare eventualmente di sale e pepe e poi frullate il tutto al mixer a lame.
Fate raffreddare completamente la crema, in frigorifero. Poco prima di servire saltate in padella , con pochissimo olio e poco prezzemolo fresco, i calamari. saranno cotti e coloriti in pochi minuti.
Servite decorando con i pomodori secchi tagliati a pezzetti e i calamari.
CONSIDERAZIONI
Non avevo brodo di pesce e mi sono accontentata di un brodo vegetale. Non avendo porto ho sfumato con un buon Cognac.
Come anticipato la mia crema non era molto densa ma i sapori erano ottimi: freschi e delicati, profumati e originali.
Probabilmente dovevo cuocere a fiamma più viva. La prossima volta aggiungerò un po' più cavolfiore oppure metterò un po' alla volta la parte liquida fino alla giusta consistenza.
Ricordate di cuocere pochissimo i calamari per mantenere la loro morbidezza e delicatezza.
Li potrete aggiungere alla crema interi come ho fatto io o tagliarli a striscioline.
Per creare una piacevole rigatura inserite (e mantenete) la punta di un grande coltello dentro a ciascun calamaro poi procedete a inciderlo su un lato (con un altro coltello) con tanti tagli paralleli profondi. in cottura si aprirà e arriccerà.
mercoledì 25 giugno 2014
Crema estiva di riso giallo con chips di melanzane
Sfogliando un vecchio numero della rivista La Cucina Italiana: giugno 2001, mi sono imbattita in un capitolo dedicato alle creme estive.
Tutte veloci e gustose: ecco la prima.
Vi trascrivo la ricetta poi a seguire le mie piccole modifiche e commenti.
INGREDIENTI
(4 persone)
600g brodo vegetale caldo*
100g riso bianco (riso originario)
una piccola cipolla rossa
1 bustina zafferano
poco vino bianco secco (per sfumare)
olio evo
sale qb
* 1 bicchiere di acqua calda a fine cottura (se la crema vi sembra troppo densa: intiepidendo inspessirà ulteriormente)
PROCEDIMENTO
Lavate il riso velocemente in acqua fredda e scolatelo.
Tagliate a fettine sottili la cipolla e imbionditela in un po' di olio extravergine di oliva. Versate il riso e mescolate finchè sarà leggermente trasparente. Sfumate con un po' di vino bianco, aggiungete il brodo caldo e lo zafferano.
Durante la cottura assaggiate ed eventualmente salate ulteriormente.
Una volta cotto frullate con il mixer ad immersione aggiungendo un altro po' di olio extravergine di oliva.
Lasciate intiepidire e servite con chips di melanzane.
CONSIDERAZIONI
Verso fine cottura ho aggiunto un bicchiere d'acqua perchè la crema era molto densa. Ho servito a temperatura ambiente e come scritto sopra la crema si era nuovamente un po' inspessita.
Le CHIPS DI MELANZANE erano semplici fettine sottilissime di melanzane tagliate a coltello e salate leggermente una mezz'ora prima di friggerle in olio di arachidi profondo.
Prima di friggerle, poche alla volta, le ho tamponate con carta assorbente per eliminare il liquidi trasudato col sale.
La dose a persona (1 mestolo grande e mezzo) di questa crema sembra poco ma sazia molto. Il profumo , sapore e colore della crema è davvero particolare e si completa con la croccantezza e amarognolo delle chips di melanzane.
Perfetta. Da rifare!
Chi di voi non ha lo zafferano potrebbe colorare la crema di riso con un pizzico di curcuma: ma ricordate che colora molto e se usata in dose eccessiva rende amara la preparazione.
sabato 25 gennaio 2014
Soba, Somen, Udon, Ramen... la pasta in Giappone
Adoro la cucina giapponese, adoro le zuppe giapponesi che si mangiano con i bastoncini o si bevono direttamente dalla tazza laccata o dalla tazzona di ceramica cercando di fare più rumore possibile.
A Pistoia è impossibile trovare in vendita pasta orientale se non quella di riso tipica della cucina cinese.
Mi sono messa così a studiare i diversi tipi giapponesi e ho deciso di provare a farle in casa sicura che il risultato sarà molto lontano dagli originali ma non cattivo.
Ma procediamo per gradi, vi trascrivo da wikipedia:
Vi anticipo che i Somen sono un formato diverso di pasta lunga sottile e chiara, di frumento.
SOBA
I soba (蕎麦?) sono un piatto della cucina giapponese consistente in sottili tagliatelle di grano saraceno, solitamente cotte e servite con varie guarnizioni e condimenti. Il piatto standard è la kake soba, ossia "soba in brodo" consistente di tagliatelle di soba bollite e servite in una tazza di brodo caldo chiamato tsuyu e fatto con dashi, mirin e salsa di soia, guarnito con fettine di negi (cipolletta). La soba Ni-hachi ("due-otto") consiste di due parti di farina di frumento e otto di farina di grano saraceno.
In Giappone le tagliatelle di soba sono servite in diversi luoghi. Sono un cibo popolare e veloce venduto sia in banchetti alle stazioni dei treni in tutto il Giappone, sia in ristoranti esclusivi e dedicati. Ai mercati è possibile acquistare tagliatelle di soba essiccate con buste di brodo istantaneo (men-tsuyu) per facilitarne la preparazione in casa. Le tagliatelle di soba più famose provengono dalla prefettura di Nagano, chiamate Shinano Soba o Shinshu soba.
La soba viene virtualmente sempre mangiata con i bastoncini e in Giappone è tradizionalmente considerato educato mangiare gli spaghetti rumorosamente (la parola giapponese per questo è tsuru-tsuru). Questo è specialmente comune con la soba calda, dato che aspirandoli rapidamente in bocca questi vengono raffreddati, cosa importante quando si mangia in fretta.
La soba fredda può essere servita con brodo tsuyu a parte o versato sopra come con la soba calda. La maniera più famosa di servire la soba fredda è la zaru soba, nella quale la soba raffreddata è servito su piatto in bamboo fatto a graticola, chiamato zaru. A volte vengono guarniti con pezzettini di nori (alga essiccata). Usando i bastoncini il commensale prende una piccola quantità di soba dal piatto e lo immerge nel tsuyu freddo prima di mangiarlo. Alle volte, prima di mangiare la soba, viene aggiunto wasabi, porro o zenzero nel tsuyu. Questo piatto è popolare nei mesi estivi.
Soba è anche la parola giapponese per il grano saraceno. Chicchi di grano saraceno arrostiti possono essere usati per produrre un te di grano chiamato sobacha, che può essere servito caldo o freddo. I baccelli di grano saraceno (sobakawa) sono usati come imbottitura per i cuscini.
Occasionalmente si usa soba per riferirsi alle tagliatelle in generale. A volte il ramen viene chiamato chūka soba o shina soba (entrambe le parole significano "spaghetti cinesi"). La chūka soba bollita parzialmente è usata per preparare la yakisoba. Notate che queste tagliatelle non contengono grano saraceno.
La Soba è piuttosto popolare nella città di Campo Grande (Brasile), a causa dell'influenza degli immigranti giapponesi provenienti da Okinawa. Viene mangiata nei mercati cittadini o in speciali ristoranti chiamati "sobarias".
Caldi
UDON
L'udon (饂飩?) (scritto anche come うどん) sono una varietà di noodles preparati con farina di grano, tipici della cucina giapponese.
Sono di solito serviti come zuppa di noodle in brodo caldo, possono essere cucinati in diverse maniere, utilizzando diversi tipi di brodo ed accompagnandoli con diversi tipi di contorni aggiunti alla zuppa.
La più antica descrizione della loro preparazione la si ritrova nel libro di ricette Ryori monogatari (料理物語, storie di cucina), del 1643 e in quel periodo era molto diffusa nella zona intorno Osaka e Kyoto.
Nel 1984 venne fondata la Sanuki Udon Kenkyūkai (さぬきうどん研究会), si tratta di una società in cui molti membri hanno dei rapporti molto stretti con la varie aziende produttrici di Udon, ma vi sono anche molti docenti universitari.
Ogni anno, il 2 luglio, sempre nella Prefettura di Kagawa si festeggia il giorno dell'Udon.
Il 2006 è uscito il film Udon, regia di Katsuyuki Motohiro, basato su una storia vera, che narra della crescita improvvisa della richiesta del prodotto e il ricavo economico che ne conseguì.
* RAMEN
Il ramen (ラーメン,拉麺 rāmen) IPA: ˈrä-mən è un tipico piatto giapponese (ma di origini cinesi) a base di tagliatelle di tipo cinese di frumento servite in brodo di carne e/o pesce, spesso insaporito con salsa di soia o miso e con guarnizioni in cima come maiale affettato ( チャーシュー, chāshū), alghe marine secche (海苔 nori?), kamaboko, cipolla verde e a volte mais.
Praticamente ogni località del Giappone ha la propria variante di ramen, dal ramen di tonkotsu (brodo di osso di maiale) del Kyūshū al ramen di miso dell'Hokkaidō.
Fino agli anni 1950 i ramen erano chiamati shina soba (支那そば, letteralmente "soba cinese"), ma oggi è più comune il termine chūka soba (中華そば, che significa anch'esso "farina di grano saraceno cinese") o appunto ramen (ラーメン), perché la parola "支那" (shina, che significa "Cina") è considerata da molti offensiva.
Fino al 1900, i ristoranti che servivano cucina cinese da Canton e Shanghai offrivano un piatto di semplice ramen di tagliatelle (tagliate, piuttosto che tirate a mano), un po' di guarnizioni, e un brodo insaporito con sale e ossa di maiale. Molti cinesi inoltre conducevano chioschi mobili di cibo da strada, vendendo ramen e gnocchi di gyōza ai lavoratori. Entro la metà del primo decennio del Novecento, questi chioschi usavano un tipo di corno musicale detto charumera (チャルメラ, dal portoghese charamela) per pubblicizzare la propria presenza, una pratica che alcuni venditori mantengono tuttora con altoparlanti e registrazioni trasmesse di continuo. All'inizio del periodo Shōwa, il ramen era diventato un piatto popolare quando si mangiava fuori.
Dopo la seconda guerra mondiale, si diffuse nel mercato giapponese la farina economica importata dagli Stati Uniti d'America. Nello stesso periodo, milioni di soldati giapponesi erano tornati dalla Cina e dall'Estremo oriente continentale. Molti di questi rimpatriati erano diventati pratici di cucina cinese e di conseguenza aprirono ristoranti cinesi in tutto il Giappone. Mangiare ramen, benché diffuso, era ancora un'occasione speciale che richiedeva mangiare fuori.
Nel 1958, furono inventate le tagliatelle istantanee da Momofuku Ando, il taiwanese-giapponese fondatore e presidente della Nissin Foods. Scelta come la più grande invenzione giapponese del XX secolo in un sondaggio giapponese,il ramen istantaneo permise a tutti di preparare questo piatto semplicemente aggiungendo acqua bollente.
Dagli anni 1980, il ramen è diventata un'icona culturale giapponese e fu studiata in tutto il mondo da molti punti di vista. Nello stesso tempo varietà locali di ramen ebbero successo nel mercato nazionale e potevano persino essere ordinati con i loro nomi regionali. Un museo del ramen fu aperto a Yokohama nel 1994.[2]
Le tagliatelle per il ramen sono disponibili in varie forme e lunghezze. Possono essere grosse, sottili, o perfino come dei nastri, così come dritte o arricciate.
La combinazione risultante è generalmente divisa in quattro categorie (benché varianti nuove e originali spesso rendono tale categorizzazione meno netta):
Alcuni ristoranti offrono inoltre un sistema noto come kae-dama (替え玉), con il quale clienti che hanno finito le proprie tagliatelle possono richiedere un "riempimento" (per poche centinaia di Yen aggiuntivi) da mettere nella propria zuppa rimasta.
I menù nei ristoranti ramen-ya offrono principalmente piatti di ramen, perciò non hanno molta varietà. Oltre ad esso alcuni dei piatti generalmente disponibili in tali ristoranti sono riso fritto (chiamato Chahan o Yakimeshi), Gyōza (gnocchi di pasta bolliti) e birra.
Il Ramen è diventato diffuso in Cina negli anni recenti, dove è conosciuto come rìshì lāmiàn (日式拉面, "Lamian in stile giapponese"). Catene di moda servono ramen giapponese assieme a diversi piatti giapponesi come tempura e yakitori, una cosa che sembrerebbe strana in Giappone.
Wagamama, una catena britannica di successo che serve cibo di tutta l'Asia principalmente in Europa, è famosa per la sua zuppa di tagliatelle commercializzata come ramen (ma che è abbastanza differente dal ramen in Giappone).
Ramyeon (라면) è la versione koreana del ramen, di solito nella forma di tagliatelle istantanee. Il ramyeon è un diffuso cibo pronto in Korea, e i coreani sono primi al mondo per consumo di ramen istantaneo per persona con 75 pasti all'anno. Il ramyeon coreano è famoso per essere caldo e piccante, perché la sua zuppa è tipicamente insaporita con pepe chili. Ci sono molte varietà di ramyeon coreano, come al gusto di kimchi, a quello di alghe marine e a quello di manzo. Alcuni ristoranti offrono varianti del ramyeon che contengono ulteriori ingredienti come gnocchi di pasta bolliti, tteok, formaggio, eccetera. È servito di solito con verdure, come carote e cipolle verdi, e uova in cima.
Nell'Asia centrale il piatto ha tagliatelle più spesse, è decisamente più piccante ed è noto come laghman.
Nell'America settentrionale, le tagliatelle istantanee furono importate a partire dagli anni 1970 portando il nome ramen. Pertanto il termine è usato spesso nell'America settentrionale per riferirsi alle tagliatelle istantanee. Tuttavia esistono ora molti ristoranti che sono specializzati in ramen in stile giapponese, soprattutto nelle principali aree urbane con grande domanda di cucina asiatica.
Vi si trovano nove ristoranti di ramen, e ciascuno presenta un piatto di ramen da una regione differente del Giappone. Per i visitatori che vogliono provare vari piatti di ramen, i ristoranti offrono piccole porzioni "mini-ramen". I biglietti per i pasti si comprano da macchinette venditrici automatiche di fronte a ciascun ristorante prima di entrare.
A Pistoia è impossibile trovare in vendita pasta orientale se non quella di riso tipica della cucina cinese.
Mi sono messa così a studiare i diversi tipi giapponesi e ho deciso di provare a farle in casa sicura che il risultato sarà molto lontano dagli originali ma non cattivo.
Ma procediamo per gradi, vi trascrivo da wikipedia:
Vi anticipo che i Somen sono un formato diverso di pasta lunga sottile e chiara, di frumento.
SOBA
I soba (蕎麦?) sono un piatto della cucina giapponese consistente in sottili tagliatelle di grano saraceno, solitamente cotte e servite con varie guarnizioni e condimenti. Il piatto standard è la kake soba, ossia "soba in brodo" consistente di tagliatelle di soba bollite e servite in una tazza di brodo caldo chiamato tsuyu e fatto con dashi, mirin e salsa di soia, guarnito con fettine di negi (cipolletta). La soba Ni-hachi ("due-otto") consiste di due parti di farina di frumento e otto di farina di grano saraceno.
In Giappone le tagliatelle di soba sono servite in diversi luoghi. Sono un cibo popolare e veloce venduto sia in banchetti alle stazioni dei treni in tutto il Giappone, sia in ristoranti esclusivi e dedicati. Ai mercati è possibile acquistare tagliatelle di soba essiccate con buste di brodo istantaneo (men-tsuyu) per facilitarne la preparazione in casa. Le tagliatelle di soba più famose provengono dalla prefettura di Nagano, chiamate Shinano Soba o Shinshu soba.
La soba viene virtualmente sempre mangiata con i bastoncini e in Giappone è tradizionalmente considerato educato mangiare gli spaghetti rumorosamente (la parola giapponese per questo è tsuru-tsuru). Questo è specialmente comune con la soba calda, dato che aspirandoli rapidamente in bocca questi vengono raffreddati, cosa importante quando si mangia in fretta.
La soba fredda può essere servita con brodo tsuyu a parte o versato sopra come con la soba calda. La maniera più famosa di servire la soba fredda è la zaru soba, nella quale la soba raffreddata è servito su piatto in bamboo fatto a graticola, chiamato zaru. A volte vengono guarniti con pezzettini di nori (alga essiccata). Usando i bastoncini il commensale prende una piccola quantità di soba dal piatto e lo immerge nel tsuyu freddo prima di mangiarlo. Alle volte, prima di mangiare la soba, viene aggiunto wasabi, porro o zenzero nel tsuyu. Questo piatto è popolare nei mesi estivi.
Soba è anche la parola giapponese per il grano saraceno. Chicchi di grano saraceno arrostiti possono essere usati per produrre un te di grano chiamato sobacha, che può essere servito caldo o freddo. I baccelli di grano saraceno (sobakawa) sono usati come imbottitura per i cuscini.
Occasionalmente si usa soba per riferirsi alle tagliatelle in generale. A volte il ramen viene chiamato chūka soba o shina soba (entrambe le parole significano "spaghetti cinesi"). La chūka soba bollita parzialmente è usata per preparare la yakisoba. Notate che queste tagliatelle non contengono grano saraceno.
La Soba è piuttosto popolare nella città di Campo Grande (Brasile), a causa dell'influenza degli immigranti giapponesi provenienti da Okinawa. Viene mangiata nei mercati cittadini o in speciali ristoranti chiamati "sobarias".
Origini
I soba sono un piatto tipico Giapponese nato nel periodo dell'edo. Alcuni ritengono che sia un piatto importato dalla Cina, ma non e` cosi`. Il piatto simile al soba importato dalla Cina è il ramen*.Varietà di soba
- Sarashina soba – sottile, leggermente colorata, fatta con grano saraceno raffinato.
- Inaka soba – "soba di campagna", soba spessa fatta con grano saraceno integrale
- Etanbetsu soba – dal nome della regione centrale dell'Hokkaidō (la città di Asahikawa)
- Shinano soba – dal nome di Shinano nella prefettura di Nagano
- Shinshu soba – dal nome della zona meridionale di Nagano
- Izumo soba – dal nome di Izumo nella prefettura di Shimane
- Tororo soba o Jinenjo soba – insaporita con farina di patata dolce selvatica
- Cha soba – insaporita con tè verde in polvere
- Mugi soba – insaporite con amarella
- Ni-hachi soba – soba con 20% di frumento e 80% di grano saraceno
- Towari soba o Juwari soba – soba con 100% di grano saraceno
Piatti di soba comuni
Come molti altri spaghetti giapponesi, quelli di soba sono spesso serviti freddi in estate e caldi in inverno. Sono mangiati tradizionalmente a capodanno. Le guarnizioni sono scelte secondo la stagione e per bilanciare altri ingredienti. In genere vengono aggiunte senza essere troppo cucinate, sebbene alcune vengano fritte. Molti di questo piatti possono anche essere preparati con l'udon.Caldi
- Kake soba 掛け蕎麦 – Soba calda in brodo guarnita con negi tagliato sottile e, a piacere, con una fetta di kamaboko (fish cake).
- Kitsune soba (in Kantō) o Tanuki soba (nel Kansai) – Guarnita con abura age (tofu fritto).
- Tempura soba 天麩羅蕎麦 – Guarnita con vari tipi di tempura, specialmente di gamberetti.
- Tanuki soba (in Kantō) o Haikara soba (nel Kansai) – Guarnita con tenkasu (pastella di tempura fritta).
- Tsukimi soba – Guarnita con uovo crudo, che galleggia nel brodo caldo.
- Tororo soba – Guarnite con tororo, la purea di yamaimo (patata dolce).
- Wakame soba – Guarnite con wakame (un'alga verde scuro).
- Mori soba 盛り蕎麦 – Le tagliatelle sono bollite, raffreddate e servite un piatto o su una griglia di bamboo piatta. Accompagnati da una salsa fredda in cui immergerli, solitamente una forte miscela di dashi, mirin, e shoyu. Mangiata con il wasabi.
- Zaru soba 笊蕎麦 – Mori soba guarnita nori.
- Bukkake soba ぶっかけそば – servita con varie guarnizioni sparse sopra, dopo di che il commensale vi versa del brodo, può includere:
- Soba maki – soba fredda avvolta in nori e preparata come il makizushi.
UDON
L'udon (饂飩?) (scritto anche come うどん) sono una varietà di noodles preparati con farina di grano, tipici della cucina giapponese.
Sono di solito serviti come zuppa di noodle in brodo caldo, possono essere cucinati in diverse maniere, utilizzando diversi tipi di brodo ed accompagnandoli con diversi tipi di contorni aggiunti alla zuppa.
Cenni storici
Per quanto riguarda la data di introduzione di tale pietanza in Giappone vi sono date diverse mentre storicamente la maggiore consumazione di tale cibo si registra nel periodo Edo (1603-1868).La più antica descrizione della loro preparazione la si ritrova nel libro di ricette Ryori monogatari (料理物語, storie di cucina), del 1643 e in quel periodo era molto diffusa nella zona intorno Osaka e Kyoto.
Caratteristiche
Composto da farina di frumento, sale e acqua, la sua consistenza è morbida ed elastica, ed è facile la sua preparazione al pari del soba.Tipi di Udon
Udon caldi
- Kake udon (掛けうどん?) ( o かけうどん), contengono pesce o salsa di soia (ma anche entrambe). Vi sono molti contorni con cui viene servita[4]
- Kitsune
- Tempura udon
- Tanuki udon
- Tsukimi udon
- Wakame udon
- Karē udon
- Chikara udon
- Stamina (sutamina) udon: "Stamina udon".
- Nabeyaki udon
- Kamaage udon
- Udon-suki
- Yaki udon
- Misonikomi
- Houtou udon
Udon freddi
- Zaru udon
- Bukkake udon (ぶっかけうどん?), si tratta di una pietanza facile da preparare, servita sia calda che fredda, si utilizzano vari ingredienti e poi viene condita con sugo[5]
Varianti
Esistono diverse varianti sia per forma che per spessore.- Inaniwa (稲庭) udon: fino usato nella prefettura di Akita.
- Ise (伊勢) udon [1]
- Kansai (関西) udon: di grandezza media morbido.
- Kishimen (きし麺): piatto, tipico dell'area di Nagoya.
- Sanuki (讃岐) udon: più spesso e rigido, usato nella prefettura di Kagawa.
- Hōtō (ほうとう): piatto e largo, normalmente bollito con verdure e pollo, nella prefettura di Yamanashi.
- Dangojiru (団子汁): simile al precedente Hōtō, tipico della prefettura di Oita.
- Okinawa soba (沖縄そば): anche detto suba, è una pietanza regionale tipica della cucina di Okinawa, preparata con l'aggiunta di cenere vegetale, simile agli spaghetti cinesi, ma comunque classificabile come udon.
Nella cultura popolare
La Prefettura di Kagawa ha investito molto nella promozione di tale cibo, vi è una famosa raccolta di 5 libri intitolati Osorubeki Sanuki Udon (恐るべきさぬきうどん?), il cui primo volume venne pubblicato da Kazutoshi Tao, e con il tempo è diventata una guida per appassionati.Nel 1984 venne fondata la Sanuki Udon Kenkyūkai (さぬきうどん研究会), si tratta di una società in cui molti membri hanno dei rapporti molto stretti con la varie aziende produttrici di Udon, ma vi sono anche molti docenti universitari.
Ogni anno, il 2 luglio, sempre nella Prefettura di Kagawa si festeggia il giorno dell'Udon.
Il 2006 è uscito il film Udon, regia di Katsuyuki Motohiro, basato su una storia vera, che narra della crescita improvvisa della richiesta del prodotto e il ricavo economico che ne conseguì.
* RAMEN
Il ramen (ラーメン,拉麺 rāmen) IPA: ˈrä-mən è un tipico piatto giapponese (ma di origini cinesi) a base di tagliatelle di tipo cinese di frumento servite in brodo di carne e/o pesce, spesso insaporito con salsa di soia o miso e con guarnizioni in cima come maiale affettato ( チャーシュー, chāshū), alghe marine secche (海苔 nori?), kamaboko, cipolla verde e a volte mais.
Praticamente ogni località del Giappone ha la propria variante di ramen, dal ramen di tonkotsu (brodo di osso di maiale) del Kyūshū al ramen di miso dell'Hokkaidō.
Storia
Il ramen è di origine cinese, tuttavia non è chiaro quando esso fu introdotto in Giappone. Anche l'etimologia della parola ramen è argomento di dibattito. Secondo una teoria è la pronuncia giapponese del cinese 拉麺 (la mian), che significa "tagliatelle tirate a mano". Una seconda teoria propone 老麺 (laomian, "tagliatelle antiche") come la forma originale, mentre un'altra afferma che il ramen fosse inizialmente 鹵麺 (lǔmiàn), tagliatelle cotte in una salsa densa e ricca di amido. Secondo una quarta teoria la parola deriva da 撈麵 (lāomiàn, "lo mein"), che in cantonese 撈 significa "mescolare", e il nome si riferisce al metodo di preparazione effettuato mescolando le tagliatelle con una salsa.Fino agli anni 1950 i ramen erano chiamati shina soba (支那そば, letteralmente "soba cinese"), ma oggi è più comune il termine chūka soba (中華そば, che significa anch'esso "farina di grano saraceno cinese") o appunto ramen (ラーメン), perché la parola "支那" (shina, che significa "Cina") è considerata da molti offensiva.
Fino al 1900, i ristoranti che servivano cucina cinese da Canton e Shanghai offrivano un piatto di semplice ramen di tagliatelle (tagliate, piuttosto che tirate a mano), un po' di guarnizioni, e un brodo insaporito con sale e ossa di maiale. Molti cinesi inoltre conducevano chioschi mobili di cibo da strada, vendendo ramen e gnocchi di gyōza ai lavoratori. Entro la metà del primo decennio del Novecento, questi chioschi usavano un tipo di corno musicale detto charumera (チャルメラ, dal portoghese charamela) per pubblicizzare la propria presenza, una pratica che alcuni venditori mantengono tuttora con altoparlanti e registrazioni trasmesse di continuo. All'inizio del periodo Shōwa, il ramen era diventato un piatto popolare quando si mangiava fuori.
Dopo la seconda guerra mondiale, si diffuse nel mercato giapponese la farina economica importata dagli Stati Uniti d'America. Nello stesso periodo, milioni di soldati giapponesi erano tornati dalla Cina e dall'Estremo oriente continentale. Molti di questi rimpatriati erano diventati pratici di cucina cinese e di conseguenza aprirono ristoranti cinesi in tutto il Giappone. Mangiare ramen, benché diffuso, era ancora un'occasione speciale che richiedeva mangiare fuori.
Nel 1958, furono inventate le tagliatelle istantanee da Momofuku Ando, il taiwanese-giapponese fondatore e presidente della Nissin Foods. Scelta come la più grande invenzione giapponese del XX secolo in un sondaggio giapponese,il ramen istantaneo permise a tutti di preparare questo piatto semplicemente aggiungendo acqua bollente.
Dagli anni 1980, il ramen è diventata un'icona culturale giapponese e fu studiata in tutto il mondo da molti punti di vista. Nello stesso tempo varietà locali di ramen ebbero successo nel mercato nazionale e potevano persino essere ordinati con i loro nomi regionali. Un museo del ramen fu aperto a Yokohama nel 1994.[2]
Tipi
Esiste una grande varietà di ramen in Giappone, con differenze sia geografiche sia specifiche del venditore, persino in varietà che hanno lo stesso nome. I tipi di ramen possono essere categorizzati secondo i suoi due ingredienti principali: le tagliatelle e il brodo.Le tagliatelle
La maggior parte delle tagliatelle è fatta da quattro ingredienti base: farina di frumento, sale, acqua e kansui, che è essenzialmente un tipo di acqua minerale alcalina, che contiene carbonato di sodio e di solito carbonato di potassio, e a volte una piccola quantità di acido fosforico. In origine il nome kansui derivò dall'acqua del Lago Kan della Mongolia Interna che contiene una grande quantità di questi minerali e che si diceva essere perfetta per la preparazione di questa pasta. Preparare le tagliatelle con il kansui le rende di un colore giallognolo oltre che di una consistenza dura. Per un breve periodo successivo alla la seconda guerra mondiale, veniva venduto del kansui avariato di bassa qualità, comunque ora il kansui è fabbricato secondo i Japanese Agricultural Standards. Le uova possono essere dei sostituti del kansui. Alcune paste sono fatte senza né uova né kansui e dovrebbero essere usate solo per il yakisoba.Le tagliatelle per il ramen sono disponibili in varie forme e lunghezze. Possono essere grosse, sottili, o perfino come dei nastri, così come dritte o arricciate.
La zuppa
La zuppa del ramen è fatta generalmente da brodo ristretto di pollo o maiale, assieme a una varietà d'ingredienti come kombu (un tipo di alga), katsuobushi (fiocchi di tonnetto striato), niboshi (sardine giovani essiccate), ossa di manzo, shiitake (un tipo di funghi) e cipolle, e quindi insaporiti con sale, miso o salsa di soia. Altre tipologie sono emerse successivamente e includono il ramen al curry e altri sapori.La combinazione risultante è generalmente divisa in quattro categorie (benché varianti nuove e originali spesso rendono tale categorizzazione meno netta):
- Shio ("sale"): il ramen Shio è probabilmente il più vecchio dei quattro ed è un brodo pallido, chiaro, giallognolo fatto con molto sale e una qualche combinazione di pollo, verdure, pesce e alghe marine. A volte sono usati anche ossa di maiale, ma non sono bollite così a lungo quanto lo sono per il ramen tonkotsu, perciò la zuppa rimane leggera e chiara. A volte vi è il chāshū (carne al barbecue alla cinese) al posto delle polpette di pollo magro, e inoltre prugne sott'aceto e kamaboko sono diffusi come guarnizioni messe in cima. La consistenza e lo spessore delle tagliatelle nei ramen shio è variabile, ma di solito sono dritte piuttosto che ricce.
- Tonkotsu (豚骨, "osso di maiale"; da non confondersi con tonkatsu) : il ramen tonkotsu ha di solito un brodo color bianco nuvola. È simile al cinese baitang (白湯) e ha un brodo spesso, fatto bollendo ossa di maiale, grasso e collagene su un fuoco alto per molte ore, che soffonde il brodo con forte sapore di maiale e una consistenza cremosa che sembra latte o burro fuso o sugo di carne (a seconda del negozio). Molti negozi, ma non tutti, miscelano questo brodo di maiale con una piccola quantità di brodo ristretto di pollo e verdure e/o salsa di soia. Le tagliatelle sono sottili e dritte, e questo ramen è spesso servito con beni shoga (zenzero sott'aceto). Attualmente l'ultima moda per le guarnizioni in cima al ramen tonkotsu è il māyu マー油 , 麻油 , un olio nericcio, aromatico fatto sia da aglio schiacciato carbonizzato sia da semi di sesamo. Questo tipo di ramen è una specialità del Kyūshū, in particolare del quartiere Hakata-ku della città di Fukuoka (per cui a volte è chiamato "ramen Hakata").
- Shōyu ("salsa di soia") : il ramen Shōyu ha tipicamente un brodo di color marrone e chiaro, a base di brodo ristretto di pollo e verdure (o a volte pesce o manzo) con aggiunta di molta salsa di soia che porta a una zuppa che è intensa, salata, saporita ma tuttavia ancora abbastanza leggera al palato. Il ramen Shōyu ha di solito tagliatelle ricce piuttosto che quelle dritte, ma non sempre. È spesso adornato da germogli di bambù marinati o da menma (麺媽), cipolle verdi, kamaboko, nori (alghe di mare), uova bollite, germogli di fagioli e/o pepe nero; a volte la zuppa contiene anche olio di chili o spezie cinesi, e alcuni negozi servono manzo affettato invece dell'usuale chāshū.
- Miso: il ramen miso è relativamente una novità, avendo raggiunto la prominenza nazionale attorno al 1965. Questo ramen unicamente giapponese, che è stato sviluppato in Hokkaidō, è caratterizzato da un brodo che combina una gran quantità di miso ed è mischiata con pollo unto o brodo di pesce -e a volte con tonkotsu o lardo- per creare una zuppa densa, fragrante, leggermente dolce e molto vigorosa. Il brodo del ramen miso tende ad avere un sapore robusto, intenso, perciò si combina con una varietà di guarnizioni in cima saporite: sono comuni pasta di fagioli piccanti o tōbanjan (豆瓣醤), burro e cereali, porri, cipolle, germogli di fagioli, maiale macinato, cavoli, semi di sesamo, e aglio tritato. Le tagliatelle sono tipicamente spesse, ricce e leggermente mollicce.
Alcuni ristoranti offrono inoltre un sistema noto come kae-dama (替え玉), con il quale clienti che hanno finito le proprie tagliatelle possono richiedere un "riempimento" (per poche centinaia di Yen aggiuntivi) da mettere nella propria zuppa rimasta.
Varianti regionali
Mentre le versioni standard del ramen sono disponibili in tutto il Giappone dall'era Taisho, le ultime decadi hanno visto la proliferazione di varianti regionali. Alcune di esse che hanno raggiunto la prominenza nazionale sono:- Sapporo, la capitale dell'Hokkaidō, è molto famosa per il suo ramen. Molta gente associa Sapporo con il suo ricco ramen miso, che là è stato inventato e che è ideale per l'inverno rigido e nevoso di quella regione. Tale ramen è tipicamente ricoperto in cima con mais dolce, burro, germogli di fagioli, maiale tritato finemente e aglio, e a volte frutti di mare locali come capesante, calamari e granchi. Hakodate, un'altra città dell'Hokkaidō, è famosa per il suo ramen dal gusto salato, mentre Asahikawa, nel nord dell'isola, offre quello al gusto di salsa di soia.
- Kitakata, nell'Honshū settentrionale, è nota per le sue tagliatelle spesse, piatte e ricce servite in un brodo di maiale e niboshi. L'area all'interno dei precedenti confini della città ha il più alto numero di stabilimenti di ramen per persona. Il ramen ha una tale importanza nella regione che localmente la parola soba di solito si riferisce al ramen, e non alla vera soba, per riferirsi alla quale si usa localmente l'espressione nihon soba ("soba giapponese").
- Lo stile del ramen di Tokyo consiste di tagliatelle leggermente spesse e ricce servite in brodo di pollo al sapore di soia. Il brodo tipicamente ha un pochino di dashi, poiché i vecchi produttori di ramen in Tokio spesso originavano da ristoranti di soba. Le guarnizioni in cima standard sono scalogno tritato, menma (germogli di bambù fermentati), maiale a fette, kamaboko, uova, nori (alghe) e spinaci. Ikebukuro, Ogikubo e Ebisu sono tre zone di Tokyo famose per i loro ramen.
- La specialità di ramen di Yokohama è chiamata Ie-kei (家系). Consiste di tagliatelle spesse e di tipo dritto servite in un brodo di maiale al sapore di salsa di soia simile al tonkotsu. Le guarnizioni in cima standard sono maiale arrosto (char siu), spinaci bolliti, fogli di nori (alghe), con spesso cipolla d'inverno affettata e uovo alla coque o sodo. È tradizione che i clienti indichino che morbidezza delle tagliatelle, che ricchezza del brodo e che quantità di condimento desiderino.
- Il ramen Hakata deriva dal distretto di Hakata della città di Fukuoka nel Kyūshū. Ha un brodo ricco, latteo, di osso di maiale tonkotsu e tagliatelle piuttosto sottili, non ricce e resistenti. Spesso le tipiche guarnizioni in cima, come aglio schiacciato, beni shoga (zenzero sottaceto), semi di sesamo e verdure con senape sottaceto speziate (karashi takana), sono lasciate sul tavolo perché i commensali si servano da soli. I banchi di ramen in Hakata e Tenjin sono noti in tutto il Giappone. Le recenti mode in fatto di ramen hanno reso quello di Hakata uno dei tipi di ramen più popolari in Giappone, e in questo periodo si possono trovare in tutta la nazione parecchie catene di ristoranti specializzate in tale tipo.
Piatti correlati
Ci sono in Giappone molti piatti correlati, di tagliatelle d'influenza cinese. I piatti seguenti sono serviti spesso a fianco al ramen nei ristoranti di ramen. Non sono compresi i piatti di tagliatelle considerati tradizionalmente giapponesi come la soba o l'udon, che non sono serviti praticamente mai negli stessi ristoranti di ramen.- Champon di Nagasaki: il champon è guarnito in cima con una varietà d'ingredienti, principalmente frutti di mare, saltati in olio bollente e conditi con una salsa ricca d'amido. Gl'ingredienti saltati in olio bollente sono versati direttamente sopra le tagliatelle cotte senza zuppa.
- Tan-men: il tan-men è una zuppa leggera, di solito al gusto di sale, servita con un misto di verdure trifolate e frutti di mare. (Da non confondersi con il tantan-men, vedi più avanti.)
- Wantan-men: il wantan-men ha tagliatelle lunghe e dritte e wonton (pasta ripiena cinese), servita in una zuppa leggera, di solito al sapore di sale.
- Abura soba ("tagliatelle unte"): l'abura soba è essenzialmente ramen e guarnizioni in cima servite senza la zuppa, ma con invece una piccola quantità di salsa unta a base di soia.
- Tsuke-men ("tagliatelle intinte"): le tagliatelle e la zuppa sono servite in ciotole separate. Il commensale intinge le tagliatelle nella zuppa prima di mangiare. Può essere servito bollente o raffreddato.
- Tantan-men (担担麺). La versione giapponese delle tagliatelle dan dan, una specialità del Sichuan. Del ramen in una zuppa rossiccia di chili piccante e di sesamo, che di solito contiene maiale tritato, guarnito con scalogno affettato e chili e ricoperto in cima a volte con cose tipo spinaci o cavolo cinese (chingensai).
- Sanratanmen: è molto simile al zuppa calda e acida del Sichuan servito con tagliatelle lunghe. Gli ingredienti delle guarnizioni in cima sono trifolati e viene aggiunto un addensante, prima che la miscela sia servita sulla zuppa e le tagliatelle.
- Hiyashi-chūka (冷やし中華, "cinese raffreddato"), noto anche come reimen, soprattutto nel Giappone occidentale. Un piatto estivo di ramen raffreddato in un piatto con varie guarnizioni in cima (tipicamente sottili strisce di omelette, prosciutto cotto, cetriolo e pomodori) e servito con condimento di aceto di soia e karashi (senape giapponese). Fu prodotto per la prima volta al Ryutei, un ristorante cinese a Sendai.
Ristoranti in Giappone
Vari tipi di ristoranti come i locali per bere izakaya, le sale di karaoke e i parchi di divertimento offrono ramen, ma quello della migliore qualità è di solito disponibile solo nei ristoranti ramen-ya. Questi ristoranti hanno di solito da 10 a 20 posti al banco e tre o quattro tavoli.I menù nei ristoranti ramen-ya offrono principalmente piatti di ramen, perciò non hanno molta varietà. Oltre ad esso alcuni dei piatti generalmente disponibili in tali ristoranti sono riso fritto (chiamato Chahan o Yakimeshi), Gyōza (gnocchi di pasta bolliti) e birra.
Fuori dal Giappone
Wagamama, una catena britannica di successo che serve cibo di tutta l'Asia principalmente in Europa, è famosa per la sua zuppa di tagliatelle commercializzata come ramen (ma che è abbastanza differente dal ramen in Giappone).
Ramyeon (라면) è la versione koreana del ramen, di solito nella forma di tagliatelle istantanee. Il ramyeon è un diffuso cibo pronto in Korea, e i coreani sono primi al mondo per consumo di ramen istantaneo per persona con 75 pasti all'anno. Il ramyeon coreano è famoso per essere caldo e piccante, perché la sua zuppa è tipicamente insaporita con pepe chili. Ci sono molte varietà di ramyeon coreano, come al gusto di kimchi, a quello di alghe marine e a quello di manzo. Alcuni ristoranti offrono varianti del ramyeon che contengono ulteriori ingredienti come gnocchi di pasta bolliti, tteok, formaggio, eccetera. È servito di solito con verdure, come carote e cipolle verdi, e uova in cima.
Nell'Asia centrale il piatto ha tagliatelle più spesse, è decisamente più piccante ed è noto come laghman.
Nell'America settentrionale, le tagliatelle istantanee furono importate a partire dagli anni 1970 portando il nome ramen. Pertanto il termine è usato spesso nell'America settentrionale per riferirsi alle tagliatelle istantanee. Tuttavia esistono ora molti ristoranti che sono specializzati in ramen in stile giapponese, soprattutto nelle principali aree urbane con grande domanda di cucina asiatica.
Preoccupazioni sulla salute
Una porzione di ramen è ricca di carboidrati e povera di vitamine e sali minerali. La zuppa di ramen tende ad essere ricca di sodio. Le tagliatelle del ramen contengono poco sodio perciò si può evitare di bere la zuppa se è raccomandata per motivi di salute una dieta povera di sodio.Museo
Il "Shin-Yokohama Raumen Museum" è un museo unico sul ramen con sede a Yokohama. In una galleria al primo piano, il museo presenta la storia del ramen in Giappone, tra cui il grande successo del ramen istantaneo. Mostra la varietà di tagliatelle, zuppe, guarnizioni in cima e citole usate in tutto il Giappone, e mostra come vengono fatte le tagliatelle. Ai due piani seminterrati i visitatori possono visitare una riproduzione in scala 1:1 di alcune strade e case di Shitamachi, la vecchia città di Tokyo, del 1958 circa, quando la popolarità del ramen stava aumentando rapidamente.Vi si trovano nove ristoranti di ramen, e ciascuno presenta un piatto di ramen da una regione differente del Giappone. Per i visitatori che vogliono provare vari piatti di ramen, i ristoranti offrono piccole porzioni "mini-ramen". I biglietti per i pasti si comprano da macchinette venditrici automatiche di fronte a ciascun ristorante prima di entrare.
Versione in lattina
Ad Akihabara, macchinette automatiche distribuiscono ramen caldo in lattine di alluminio. Conosciuto come らーめん缶 (lattina di ramen), sta guadagnando l'attenzione del pubblico. È prodotto da un ristorante alla moda di ramen e contiene tagliatelle, zuppa, menma e maiale. È pensato come un pasto leggero veloce, e comprende una piccola forchetta piegata di plastica. Ci sono pochi gusti come il tonkotsu e il curry.
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