Punti di vista da un altro pianeta

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venerdì 2 aprile 2010

Libri marziani /2

Perdonatemi, se conoscete già questo libro. So bene che si tratta di un romanzo che ha ormai quasi una dozzina d'anni alle spalle e molti di voi, se non l'hanno già letto, ne hanno probabilmente già sentito parlare. Ho pensato però che valga la pena riportarlo adesso all'attenzione di coloro cui fosse sfuggito, non solo perché è un grande romanzo e tutto lo scalpore e il successo che ha avuto non solo in Italia, ma anche all'estero, sono meritati, ma anche (e soprattutto) perché è un'opera quantomai marziana e molto, molto attuale, segno - una volta di più - che certi aspetti della Storia umana sono duri a morire.

Si tratta infatti di un romanzo ambientato nel XVI secolo, all'epoca di Martin Lutero e di Thomas Müntzer al momento dell'avvento del protestantesimo e di altre eresie, epoca di massacri, ma anche di speranze e di illusioni sfociate nella nascita delle prime vere lotte di classe finite, come spesso succede, in terribili bagni di sangue. È un romanzo forte, Q. Un romanzo sui soprusi dei potenti sopra il popolo dei deboli, schiacciato da un lato dalle potestà autoreferenziali dei principi e dei re, dall'altro dalle mire di potere e di affermazione del clero e dei papi. Stato e religione, insomma. E il popolo in mezzo, a buscarle da entrambi (la sentite anche voi quella strana sensazione di deja vu?), ma che forse per la prima volta decide di ribellarsi sul serio, a costo della vita.

Nato da un lavoro di ricerca minuzioso e dalla penna felice di un collettivo di scrittori chiamato Luther Blissett, poi divenuto Wu Ming, Q è dunque un romanzo feroce e rivoluzionario sull'uomo calpestato dalla Storia, un romanzo sulla violenza e la sopraffazione che animano a intervalli irregolari (ma fin troppo brevi) il cammino dell'uomo, o che forse cambiano soltanto forme e modalità, ma che restano invariate nella sostanza delle angherie. Eppure Q lo si legge anche come un romanzo di cultura, di avventura e di spionaggio, ma non ha niente a che vedere con Dan Brown (lo cito così posso taggarlo e attirare qui subdolamente come mosche anche gli appassionati delle peripezie di Robert Langdon). Insomma, vale davvero la pena fare un salto in quel mondo, che purtroppo è anche il nostro.

La citazione:
«In questa vita ho imparato una cosa sola: che l'inferno e il paradiso non esistono. Ce li portiamo dentro dovunque andiamo.»
A tale proposito vi segnalo che il libro è disponibile legalmente per il download gratuito sul sito dei Wu Ming in diversi formati, insieme a tutte le altre opere del collettivo. Il buon vecchio Dan mica lo fa.

Q, di Luther Blissett - Einaudi

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