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lunedì 21 novembre 2022 9 vostri commenti

I decreti, quelli belli.

Giusto per capire.

Ma se uno poi si divorzia i 20mila euro bisogna darli indietro o attendere la Sacra Rota?
I Decreti di un governo senza senso.
giovedì 3 novembre 2022 13 vostri commenti

No party

E' un paese così, possiamo definirlo particolare? Dove qualche settimana a Genova, ad esempio, da più parti sono arrivate attestazioni di solidarietà nei confronti degli operai di Ansaldo che per difendere il posto di lavoro hanno occupato la sopraelevata e poi il giorno dopo l'Aeroporto Cristoforo Colombo. 

Ora invece assistiamo ad esultanze per un decreto contro i rave party, nel quale non si citano nemmeno i rave party, ma che lascia la porta aperta a limitazioni di libertà fondamentali. 

La protesta degli operai Ansaldo potrebbe non avere seguito dopo quel decreto. 

Ma non svegliamo il paese. 

giovedì 5 settembre 2019 10 vostri commenti

Trottole

E' un attimo. 
Uno va in ferie non avendo mai ascoltato la voce di Conte e con Giggino ministro del Lavoro mentre pontifica sui progressi del governo e al ritorno se lo ritrova come esperto di Risiko e di capitali del mondo. 
Davvero roba di un secondo, quasi un lampo. Un capitano d'agosto  con tanto di caipiroska in mano mentre canta l'inno di Mameli davanti ad una chiappa, degradato in un mese con tanto di biografia di twitter cambiata alla velocità della luce.
Una sorta di giostra impazzita, dalle video conferenze contro il partito di Bibbiano, ai piedi sbattuti per terra per rimanere ministro, dagli insulti ai nuovi che non sono politici di mestiere al facciamo qualcosa di grande insieme. 
Faccio fatica, lo ammetto, la mia cervicale non riesce a stare dietro a tutti questi valzer, a questa politica da microser. 
Le esultanze per il trasloco dal governo della destra mi fanno un po' ridere francamente (non si può che essere contenti dell'assenza di quella gente nella stanza dei bottoni sia chiaro), ma la sinistra dovrebbe ripartire in maniera seria e farsi nuovamente ascoltare sui posti di lavoro. Non può bastare il cambio alla guida del paese. 
Come mi fanno sorridere quelli che urlano vergogna, dicendo che il Pd è al governo non avendo vinto le elezioni, dimenticando che anche la Lega non le aveva vinte e che anche la maggioranza precedente non si era presentata alle elezioni come alleati. Storia vecchia, già successa in questo paese, ma la gente dimentica facilmente. 
In questa modalità di comunicazioni a colori ora siamo nel governo giallo rosso. Vogliono dimostrare qualcosa? Inizino con l'abolire il Job Act.
Utopia.
Non guarisco mai.
Dimenticavo, qualcuno avvisi Toninelli.

mercoledì 20 febbraio 2019 8 vostri commenti

Dalle stelle alle stalle


Viviamo in un momento davvero particolare. 
Quante volte abbiamo detto questa frase. Ricordo il periodo del berlusconismo, anni bui, anni di leggi ad personam, una sorta di occupazione privata dello stato. Fascisti al governo, Previti alla difesa, Tremonti quello della finanza creativa al ministero delle Finanze, Maroni ministro dell'Interno. 
Anche il quel caso un governo bluff, che fece un'alleanza al sud con Alleanza Nazionale e al Nord con la Lega di Bossi, quella che andava ancora in giro con le ampolline sul fiume Po.
Sono passati 25 anni e ora al governo abbiamo due partiti (?) che non si sono presentati insieme alle elezioni, come d'altra parte quelli dell'esecutivo precedente, e che hanno solo una cosa in mente non mollare le stanze del potere. 
Da una parte abbiamo il genio dei male di Salvini che ha capito come comunicare con gli italiani, che ahimè fanno preoccupare, twittando qualunque cosa. Se nell'aria c'è una sommossa contro Sanremo ecco che arriva immediatamente il messaggio di Salvini contro la giuria. La nazionale di calcio non vince, ecco che arriva il messaggio di Salvini a favore delle rose con giocatori italiani. Per non parlare dei selfie, mentre mangia la nutella, mentre mangia la pasta al ragù, mentre indossa la divisa della polizia, dei pompieri o di una squadra di calcio, quella della finanza per ora no, chissà magari non gli stanno simpatici per la questione dei 49 milioni di euro. 
Dall'altra parte i grillini che osannano una piattaforma privata di voto, fieri di 55mila voti, una cosa del genere, tenendo conto che alle ultime elezioni hanno preso più di 10milioni di voti mi chiedo di cosa stiamo parlando. Quelli che si sono presentati al paese come duri e puri, che hanno fatto della coerenza la loro bandiera,  hanno sdoganato l'immunità parlamentare arrivando alla dichiarazione imbarazzante del ministro della giustizia "Chiariamo: qui non si parla dell’immunità di un politico che si fa scudo del suo essere politico rispetto ad un atto che ha compiuto nel proprio interesse". Una di quelle dichiarazioni che fanno ripetere più volte "l'ha detta proprio così?!?". Si proprio così. Sostenendo in pratica che Salvini ha commesso un reato non per se ma per gli altri, sdoganando anche in un colpo solo Tangetopoli. 
La cosa che mi preoccupa di più di questo governo è il razzismo che sta facendo venire fuori nelle città, nelle piccole realtà, oltre al fatto che spaventa l'incompetenza e la totale mancanza di una politica del lavoro. Nella mia città stanno continuando a chiudere attività e aziende mentre questi si esaltano per 55 mila contatti su una piattaforma oppure sono impegnati a farsi selfie chiudendo porti in faccia alla gente. 
lunedì 4 giugno 2018 28 vostri commenti

Anni di schiaffi

Ne abbiamo viste parecchie. 
Il 1994, la discesa in campo del cavaliere nero. Davanti un abisso senza fine. L'inizio dell'impero e lo shock di essere usciti dalla prima repubblica per entrare nella cosiddetta seconda fatta di personaggi imbarazzanti. 
Poi un'altalena di governi dal centro destra al centro sinistra passando per i tecnici. I fascisti sdoganati. La Lega che dal cappio in parlamento passa all'attacco dei giudici. Un sinistra sempre più ridotta al lumicino e un partito democratico che in maniera inarrestabile decide di rincorrere la destra,  scimmiottandola, dando il via libera alla sua vittoria. Renzi che altro aggiungere. 
Poi Grillo che dai MeetUp con tanto di banchetti nei suo spettacoli (?) passa alla piattaforma digitale, dando via libera alla democrazia 2.0, ovvero prendiamo milioni di voti ma decidiamo in 40mila su un sito. Una cosa del genere. Insomma i puri come si definivano loro, quelli che se hai già fatto politica, anche se magari sei stato bravo, sei un corrotto del sistema e quindi con te non parliamo, casomai in streaming. 
Ora. Giugno 2018. La sensazione è quella di aver fatto un giro di 360 gradi dopo aver preso lo schiaffo del soldato e dover indovinare chi ce lo ha dato. Perché probabilmente non lo abbiamo ancora capito. Di certo c'è che i puri non lo sono più, anzi non lo sono mai stati, lo streaming è solo su Netflix, fanno patti con chiunque come da manuale della Democrazia Cristiana. Quelli del cappio in parlamento con tanto di sentenza di sequestro dei conti hanno capito che l'argomento "meridionali" non poteva essere portato avanti ancora per molto, e poi per governare serve tutto il paese. E chi se ne frega della Secessione chiesta per anni, dell'ampollina sulle sorgente del Po e Borghezio col cappello da Unno. Basta. Ora nel mirino meglio mettere i migranti, d'altra parte un partito nazione ha bisogno di un nemico comune. Trovato.
Il resto ce lo mettono come sempre gli italiani, un bel mix. Inutile citarli tutti, in particolare però una menzione va fatta per quelli di sinistra che hanno dato il voto ai pentastellati innalzandoli sull'altare del nuovo partito comunista. Ecco. E come non citare quelli per i quali la parola d'ordine è lasciamoli lavorare.
Mi sa che lo schiaffo ce lo siamo dato da soli. 

giovedì 1 settembre 2016 20 vostri commenti

Reality day

Ora mi aspetto la richiesta di portare al ministero le fedi come dono alla patria natia. Se non fosse la realtà quella della campagna del fertility day, si potrebbe pensare ad un pezzo del film di Antonio Albanese.
Invece si tratta della triste realtà di un governo imbarazzante, composto da ministri impresentabili e impreparati, una su tutte la Lorenzin.
Quella che senza laurea si ritrova a capo del ministero della Sanità, e non ci sarebbe niente da ridire sulla mancanza di titoli se non per il fatto che ai comuni mortali un titolo del genere viene richiesto solo per mandare un curriculum al giorno d'oggi.
Forse il ministro non sa, o forse si, che la scelta di diventare genitore rientra nella sfera privata di una donna, di una coppia, non sa che in questo momento ci sono persone che per anni provano ad avere figli non riuscendoci, a volte andando incontro a momenti difficili, non sa che ci sono persone che scelgono consapevolmente di non averne e non vanno biasimati per questo,
Forse il ministro non sa, o forse si, che gli stipendi in questo paese sono fermi da anni, che non si rinnovano più contratti, che la stabilità di un posto di lavoro si ha solamente per pochi minuti, che il suo capo ha preso in giro tutti con la storia dei co.co.pro diventati voucher, che i Marchionne Boys ad un colloquio di lavoro chiedono ad una ragazza se vuole mettere su famiglia.
Magari ignora il fatto che i comuni mortali per mantenere i figli devono fare ore e ore di straordinario, che molti solamente grazie all'aiuto dei nonni riescono ad andare avanti, che vicino agli asili hanno aperto gli sportelli della Findomestic, che tra poco inizieranno le scuole e per quella che si chiama scuola dell'obbligo per comprare i libri ci vorrebbero 1400 giacche di Geppetto.
Consiglio un giro in quella che si chiama realtà.

giovedì 9 giugno 2016 14 vostri commenti

Sorvoliamo

Leggo oggi le dichiarazioni del Presidente della Repubblica "L'Italia gradualmente riparte", statistiche che riportano un +341mila lavoratori che hanno trovato lavoro a tempo indeterminato. Sorvolerò sul fatto che questi dipendenti avranno un "contratto a tutele crescenti" imbarazzante e differente da tutti gli altri, sorvolerò sul fatto che usano parole come "tutele crescenti" per convincere la gente che poi la cosa migliorerà ma è palese che non è così sui posti di lavoro, sorvolerò sul fatto che 11 milioni di persone rinunciano alle cure mediche perché non se lo possono permettere, sorvolerò sul fatto che quasi tutte le categorie di lavoratori hanno i contratti scaduti e non adeguati, sorvolerò sul fatto che ho amici che cercano lavoro da anni e non lo trovano, sorvolerò sul fatto che per studiare ormai serve un mutuo, sorvolerò sul fatto che ogni volta che Renzi e company  prendono una batosta elettorale il giorno dopo escono titoloni che parlano di ripresa. 
Anzi non sorvolo.
lunedì 9 novembre 2015 19 vostri commenti

Più che tagli... copia e incolla.

Oggi mi sono alzato con un pensiero in testa, oltre al sonno incredibile.
Non era questo governo quello che avrebbe dovuto tagliare le spese inutili e gli stipendi delle caste?
Magari mi sbaglio ma mi sembra di ricordare il non eletto fiorentino in giro per il paese, paonazzo, a promettere taglia a destra e a sinistra.
Bene.
Anzi, male. Perché nella legge di stabilità non c'è nulla di tutto questo, la barca italiana con tanto di buchi continua nella sua direzione. Vengono esclusi dai tagli i dirigenti pubblici nominati dalla politica, ma guarda un po', assieme ad altre figure non contrattualizzate come prefetti, diplomatici, docenti universitari, dirigenti degli uffici giudiziari, dell'area della dirigenza medica, delle Città Metropolitane e udite udite... delle Province "adibiti all'esercizio di funzioni fondamentali".
E meno male che dovevano eliminarle le province.
lunedì 13 aprile 2015 24 vostri commenti

Sottigliezze

Lungi da me essere filo-vaticano.
Questa mattina tra le tante notizie però mi ha colpito quella del "distinguo" del governo sulla crisi diplomatica tra Turchi e Santa Sede dopo che Papa Francesco ha riconosciuto il genocidio degli armeni nella terra di Erdogan.
E' chiaro che ognuno ha la sua idea, e che in alcuni casi ci siamo trovati davanti a falsi storici, ma leggete la dichiarazione del sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega alle politiche Ue Sandro Gozi...

"Nessun governo si esprime in maniera ufficiale: questo è compito degli storici. Nessun governo europeo si lancia su questi temi, i parlamenti europei si sono espressi, i governi no. Io credo che non sia mai opportuno per un governo prendere delle posizioni ufficiali su questo tema. Per me, ma è la mia posizione personale, lo è stato: ma un governo non deve utilizzare la parola genocidio"

...quindi sostanzialmente dice che i governi devono sempre mentire, cosa che sapevamo già, che i governi devono tenere buoni rapporti con tutti per il dio denaro, cosa che sapevamo già, e che non è MAI, attenzione, MAI opportuno prendere una posizione.
Mi vengono in mente una serie di genocidi passati sui quali il nostro governo secondo quello che dice Gozi avrebbe fatto finta di niente.

"Per noi che facciamo politica è meglio guardare ai problemi di oggi della politica. E con il governo di Ankara  siamo impegnati a parlare di democrazia, diritti umani e di minoranze."

Chissà se con Ankara parlano anche di Internet bloccata e di cariche sulle manifestazioni 
E questo è sempre il nuovo che avanza.


giovedì 30 ottobre 2014 10 vostri commenti

Manganelli preventivi


Insulti a chi va in piazza...
Accuse  su tessere false...
Attacco al diritto di sciopero...
Attacco all'articolo 18...
Controlli video sui posti di lavoro...
Accordi con l'alta finanza...
Strette di mano con Marchionne...
Umiliazione dei lavoratori...
Il risultato lo abbiamo visto... con tanto di firma di manganello.
Chi vuole protestate è avvisato.

"In questo paese di ladri basta picchiare chi paga le tasse. E’ una vergogna. Il governo deve rispondere adesso: dica qualcosa invece di fare slogan del cazzo. Chiedano scusa ai lavoratori. Questo Paese esiste perché c’è la gente che lavora. Hanno rotto le scatole, noi che lavoriamo dobbiamo essere picchiati da chi per vivere deve lavorare? Se la prendono con gli unici onesti? Ma come siamo messi! Nessuno si è fatto sentire, non siamo mica alla Leopolda noi"
Landini
mercoledì 29 ottobre 2014 13 vostri commenti

Giovani al potere

Uno vorrebbe parlare di tante cose ma quando si trovano sui giornali certe dichiarazioni in stile berlusconiano o renziano (ormai sono sinonimi) della Picierno, eurodeputata del Pd, classe 1981...

"Sono rimasta molto turbata dalle parole di Camusso che dice oggi a qualche giornale che Renzi è al governo per i poteri forti. Potrei ricordare che la Camusso è eletta con tessere false o che la piazza è stata riempita con pullman pagati, ma non lo farò"

...intanto ci dispiace per il suo turbamento ma probabilmente non dipende dalle dichiarazioni della Camusso. Forse la Picierno ha ancora in mente le sue parole di elogio nei confronti di Ciriaco De Mita che più volte ha definito come mito e sul quale ha fatto anche la sua tesi di laurea.
D'altra parte parla una persona il cui segretario è al governo senza ricevere nemmeno un voto dai cittadini e fa parte di un partito con 100 mila tessere.
Berlusconi vive nelle loro parole e non solo.
martedì 28 ottobre 2014 14 vostri commenti

Ognuno ha il suo simbolo

L'importante è capirsi e soprattutto cercare di capirsi da soli.
La ministra Boschi... ma davvero è ministro?!?!...  ha detto la sua. Lei preferisce Fanfani a Berlinguer anche perché è della sua terra quindi a detta sua non potrebbe far altrimenti. Quindi meglio evitare i contenuti dell'uno e dell'altro riducendo tutto al campanilismo italiano.
Questo è un po' il riassunto della nuova direzione del Pd... dare un colpetto da una parte rimettendo il nome Festa de L'Unità, perché la gente lo chiedeva, affossando il contenuto di sinistra di quella festa... nel frattempo tirando giù dei simboli per sostituirli con altri.
Non si preoccupi la neo ministra in carriera siamo ben contenti che le preferisca Fanfani... anzi non avevamo dubbi e ci saremmo meravigliati del contrario.
Soprattutto Enrico.

"partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela."
Enrico Berlinguer

Questo non c'era scritto alla Leopolda.
giovedì 24 luglio 2014 38 vostri commenti

Storicamente astenuti


Ci sono governi e governi, paesi differenti e scelte da fare. Il nostro, diciamolo francamente, non si è mai distinto per coraggio ed intraprendenza in politica estera, casomai lo abbiamo quasi sempre visto camminare all'ombra di qualcuno.
E infatti mentre il governo dell'Ecuador ha deciso di ritirare il proprio ambasciatore da Israele il nostro si è affrettato ad allinearsi agli altri strati europei nell'astenersi sul voto della risoluzione Onu per indagare Israele per crimini di guerra. Qualcuno potrà dire che le risoluzioni contano poco, e può anche essere vero, ma nel frattempo noi come al solito ci siamo messi al riparo. 
Che ad astenersi non si sbaglia mai.

lunedì 3 marzo 2014 10 vostri commenti

Presi e scartati

Un ufficio, una scrivania e un uomo seduto. Una donna entra, l'uomo le fa cenno di sedersi e le chiede il nome. Beatrice Lorenzin. Bene. Titoli? Diploma classico. E? Basta. Ok... direi che c'è un posto libero come ministro della Sanità, le va bene? Uhmm intanto si inizia, si fa un po di esperienza.
Altro ufficio. Altro paese. Un ragazzo si presenta negli uffici di Facebook per un colloquio. Nome? Brian Acton. Titoli? Programmatore. E? Tante idee... Arrivederci.
Anni dopo Brian, lo scartato, vende Whatsaoo a Facebook per 19 miliardi di dollari.
Al telefono. Che facciamo, dove lo mettiamo Tonino? Ma che ne so, da qualche parte, chettefrega delle competenze. Ma non è che poi per quella questione del giornale... Ma chessaràmmai! In Italia... Mettilo nella lista, metti mettilo alle Infrastrutture e trasporti. Son voti...

lunedì 24 febbraio 2014 18 vostri commenti

Curriculum di governo

In questi lunghi mesi di renziana storia italiana abbiamo sentito più volte il verbo rottamare buttato qua e la nei salotti della televisione, nelle radio e nei comizi, un avviso di pulizia della vecchia politica e l'arrivo del nuovo, del giovane e del pulito.
Bene. Col governo Renzi alle porte ci troviamo alcuni ministri in carica che rappresentano molto bene il momento politico del nostro paese.
Pochi mesi fa l'attuale ministro Lanzetta agli Affari regionali, civatiana e persona di tutto rispetto sia chiaro, votava un NO grosso come una casa ad un governo Renzi per poi accettare senza alcun problema l'incarico pochi giorni fa.
Parliamo del perenne presente Francheschini, uomo trasversale, messo alla Cultura dopo aver scritto anche su Twitter ciò che pensava di negativo del presidente Fonzarelli.
Infine, ma potrei andare avanti, Marianna Madia, giovanissima del PD, che in un momento storico in cui ai lavoratori normali si chiede di formarsi, di presentare esperienza, si insedia al Ministero per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione con un curriculum mica da ridere: pronipote di Titta Madia deputata del Regno e poi della Repubblica con Almirante, protetta di Veltroni, ex fidanzata del figlio di Giorgio Napolitano e stagista al centro studi di Enrico Letta.
Ma il pezzo forte del suo curriculum lo possiamo trovare alla voce imprese politiche. E' una dei 22 deputati del Pd che non parteciparono al voto sullo scudo fiscale proposto da Berlusconi, che passò per 20 voti. Grazie ai quali quel governo rimase in piedi.
Forse quello che conta è aver preso la maturità francese al Lycée Chateaubriand di Roma con tanto di mention bien.
Au revoir démocratie.






venerdì 7 febbraio 2014 22 vostri commenti

Leggete e studiate tutti... anzi no

Uno si illude che finalmente nel proprio paese spunti una legge a favore della cultura, per incentivare la lettura, aiutare le famiglie degli studenti e perché no anche le librerie in crisi e invece al posto del provvedimento salta fuori un genio del Pd che per farsi conoscere propone un emendamento che cambia tutto.
Quindi se stavate già mettendo da parte gli scontrini degli acquisti dei libri per poi usufruire degli sgravi del 19%, se quando avete sentito del provvedimento vi è spuntato il sorriso perchè sappiamo tutti cosa vuol dire acquistare i libri scolastici... tornate sul pianeta Italia e mettetevi il cuore in pace perché qui quando una legge sembra sensata viene affossata, di solito all'unanimità.
Le detrazioni ci saranno per i venditori e  riguarderanno solamente i libri di testo di scuola, per ottenere un po' di sconto ogni studente dovrà presentare nelle librerie che accetteranno di usufruire del credito d'imposta un buono sconto timbrato e numerato.
Buttate via pure gli scontrini e se per caso in mezzo ci rimane la tessera elettorale... non state a preoccuparvi troppo.
venerdì 29 novembre 2013 15 vostri commenti

Se questo fosse...

Se questo fosse un paese normale oggi si parlerebbe di decadenza civile e non di un pregiudicato.
Se questo fosse un paese normale oggi si parlerebbe del livello di disoccupazione che non viene neanche più aggiornato da quanto sale.
Se questo fosse un paese normale oggi si parlerebbe di lavoro e di diritti che ogni giorno vengono calpestati dai piccoli berlusconi che crescono nelle nostre aziende.
Se questo fosse un paese normale oggi si parlerebbe di bene comune e non di leggi ad personam.
Se questo fosse un paese normale oggi si andrebbe in giro con la costituzione invece di attaccarla ogni volta.
Se questo fosse un paese normale oggi si griderebbe al colpo di stato non per salvaguardare gli interessi di una sola persona ma perché nelle nostre regioni e nei nostri comuni ogni donna e ogni uomo viene trattato come un numero da cancellare, da tagliare in onore del bilancio.
Se questo fosse un paese normale a decadere non sarebbe una sola persona ma tutti i milioni di cittadini che ancora hanno avuto il coraggio di dare il loro voto ad un personaggio del genere.
Se questo fosse un paese normale personaggi come D'Alema e company sarebbero solo un ricordo.
Se questo fosse un paese normale oggi non si parlerebbe di decadenza perché per cadere bisogna salire e uno del genere non avrebbe mai dovuto farlo.
Se questo fosse un paese normale oggi si discuterebbe di orario di lavoro, di salario, di diritto al lavoro, di contratti nazionali e non di clientelismo e fedelissimi in doppio petto capaci solo di esistere grazie al volere di un uomo.
Se questo fosse un paese normale nelle vie e nelle piazze ora ci sarebbero cortei. 
Invece...
venerdì 18 ottobre 2013 11 vostri commenti

14

Finalmente potrò provare l'ebrezza del potere d'acquisto.
Dal prossimo mese i miei occhi potranno tornare a brillare come quelli di Scrooge rimirando i 14 euro sulla mia scrivania impilati e gentilmente concessi dal governo. Me li immagino in diversi formati. Sette da due euro oppure 14 da un euro o magari due fogli da 5 e due pezzi da due.
Potrò spargerli nella mia sala e buttarmi come Paperon de' Paperoni mettendo davanti alla porta di casa i cartelli ACHTUNG, VIA, SCIO' per evitare che qualche bassotto residente sul pianerottolo possa solo pensare di portarmeli via.
E poi aspettare il mese dopo per contarne altri 14. 
Fare qualche impegno di spesa. Qualche quaderno per i nipotini potrebbe uscirci, poi un libricino da un euro, i Vigorsol, le sigarette no perché sono aumentate, per la benzina direi che con 14 euro non mi fanno nemmeno fermare al distributore, magari faccio un passo alla Lidl e trovo una di quelle magiche offerte inutili che però fanno pensare di rimanere all'interno del circolo dell'Economia.
Grazie governo, grazie non vi scrivo una lettere di ringraziamenti perché nei 14 euro non rientra il costo del francobollo.
mercoledì 2 ottobre 2013 8 vostri commenti

2 ottobre 2013, minuto 3:02: labiale storico


Allora siamo pronti per scrivere un altro pezzo di storia...  no, aspettiamo un attimo...ma noi dai scriviamola, magari poi cancelliamo... potremmo scriverla con l'inchiostro simpatico così magari... ma guarda che quello ha detto che molla il governo... ma no non l'avevate capito... ma ti dico che lo fa questa volta era serio e convinto... ma quando mai... con Scilipoti agguerrito non si può perdere e poi c'è anche l'esercito di Silvio pronto ad intervenire, magari andiamo ad intervistare loro per primi a caldo... ma non succede niente, son strategie... guarda guarda quello è Bondi che sta uscendo, chissà magari ora ci ripensa anche lui... no impossibile, andrà a buttarsi nel mausoleo... qualcosa dobbiamo scrivere però... non ti preoccupare che qualcosa si trova sempre... di lui potremmo scrivere di lui, del Letta... lo zio?... ma che zio! quello è roba vecchia ormai, lui è il nuovo che avanza... nuovo?!? ma non vedi che è la Dc 2.0... sei il solito, cosa centra esci da questi schemi, non sarai mica uno di quelli che aspetta sempre qualcosa di sinistra?... ma diciamo che un minimo di speranza uno la tiene li... maaa baaaasta con questa storia, guarda guarda il Letta che ora parla, muove le labbra e parla ad Alfano, ora gliene dice quattro... no veramente ne sta dicendo sei, G R A N D E e sembra proprio rivolto a Silvio.

lunedì 30 settembre 2013 25 vostri commenti

Ma esattamente per cosa dovremmo essere dispiaciuti?

Per cosa esattamente dovremmo essere dispiaciuti in questo lunedì autunnale post crisi di governo? Del fatto che lo spread si alzerà? Del fatto che le borse crolleranno? Ci si potrebbe disperare perché non c'è mai sta stabilità in questo paese?
Domande... tante. Di certo c'è il fatto che ormai sono anni che ci viene detto che bisogna stare buoni e bravi ed ingoiare tutto per il bene dell'economia, del mercato, turarci il naso sempre a prescindere. Qualcuno di voi si è accorto di qualcosa?
Fino ad oggi io ho visto un governo di tecnici che ha fatto pagare la crisi ai soliti, che ha fatto una legge Fornero che riporta il paese indietro di 200 anni dove tra le altre cose non si conteggiano i giorni di 104 per la pensione, un governo che ha messo le mani nel portafoglio di molti italiani tranne quelli dei salotti buoni e a quelli sotto l'egida di santa madre chiesa.
Poi abbiamo assistito all'ennesimo suicidio del centrosinistra (diciamo centro) alle elezioni seguito da una strategia di masochismo politico sia da parte del Pd che dei cinquestelle. Per arrivare al dalemiano sogno di governo con un plurindagato e ora anche colpevole per legge con al seguito la sua corte. Insomma la grande coalizione, voluta da Napolitano e i suoi sagg,i che non ha neanche preso in considerazione la riforma della legge elettorale, che ha lasciato tutto ciò che la Fornero aveva fatto comprese le lacrime.
Molti parlano di "bene del paese" dimenticando però che per quelli che stanno al piano di sotto le cose non cambiano mai, nel senso che comunque vada chi ha poca voce e chi non conta si troverà schiacciato dai provvedimenti del governo... disoccupazione che sale, contratti di qualunque tipo, tagli alla Sanità e alla scuola, Iva, tasse sulla busta paga in aumento, addizionali, spazzatura, benzina e molto altro, sia con spred alto che basso.
Insomma esattamente per cosa dovremmo essere dispiaciuti se cade questo governo? 

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