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mercoledì 27 giugno 2012 14 vostri commenti

Il sangue degli invisibili

Ci sono vite in giro che non esistono. 
Donne, uomini, ragazze e ragazzi che camminano per strada, con fretta a volte, oppure con la testa china a guardare la fantasia del pavimento della strada del centro, così per distrarsi per non provare a pensare a ciò che si cerca e non si trova.
Il lavoro.
Donne e uomini che non possono costruire una vita ma ragionano per giorni a volte ad ore. 
"Sai quelli che vivono come me vivono con il terrore ogni giorni, metti via qualcosa perché non si sa mai" una delle tanti frasi che si possono ascoltare parlando con una di loro. Un'immensa popolazione a parte, ombra che cammina nell'ombra, numeri, statistiche, elenchi nascosti, camuffati e interpretati.
Numeri che tornano a casa a volte soli, su un divano davanti ad una televisione pilotata dal movimento automatico di un dito. Oppure tornano dai genitori, stanchi di vedere il figlio in quella maniera, persona che si sono spaccate la schiena per farlo studiare e poi vederlo ridotto così. 
Rifiuti... sei troppo qualificato... sei poco elastico... hai poco curriculum... anzi ne hai troppo... mi costi troppo... ora non c'è lavoro... porte chiuse, lettere inviate che non ricevono risposta.
Continue richieste di sacrificio, prese per il culo istituzionalizzate e fatte da chi il posto lo ha al sicuro da anni, così come parenti e affini.

"Il lavoro non è un diritto..."

...già non lo è più da anni lo sappiamo, è sfruttamento per chi lo ha, è ricatto continuo, è state buoni e bravi perchè non c'è lavoro...

"...deve essere guadagnato..."

...come un paradiso raggiunto solo da quelli che decidono, che si aumentano lo stipendio che parlano di uomini come numeri da cancellare....

"...anche attraverso il sacrificio"


...sdraiati su una pietra in attesa del prossimo predicatore con la mannaia in mano e il posto caldo, il suo, al sole.
venerdì 30 marzo 2012 21 vostri commenti

Io mi preoccuperei...



''Abbiamo fatto una riforma delle pensioni seria e severa che ha portato cambiamenti importanti. Si sono creati problemi, gli esodati sono uno dei problemi, me ne faccio carico, non li ho dimenticati. Sono di piu' dei conti che abbiamo fatto Troveremo una soluzione equa'' 


Siccome mi hanno insegnato a parlare come mangio, traduco...

"Abbiamo fatto una riforma delle pensioni fregandocene di chi ne dovrà subire i danni. Si va beh dai c'è qualcuno che non prenderà stipendio e pensione per anni rimanendo senza ammortizzatori sociali perchè aveva preso accordi individuali e collettivi non tenendo cont che sarebbero arrivati i magnifici professori della Bocconi. Cazzo, scusate,  io l'avevo detto a Monti che per fare bene i conti avremmo dovuto prendere una calcolatrice ma quello per risparmiare ha voluto usare l'abaco. Quindi abbiamo sbagliato numero chessarà mai su... comunque sto già pensando alla soluzione, ad esempio per gli anni che mancano potrebbero venire a turno a casa mia a per sistemare il giardino."

C'è chi parla di 50mila, poi 65mila per altri il numero potrebbe essere 350mila se non di più. Il punto è che questi "professori" hanno fatto una riforma non tenendo nemmeno conto delle persone che obbligherannoa rimanere per anni senza NIENTE, SENZA NIENTE.

Qualcuno ha ancora dubbi sul fatto che questo non è un governo tecnico ma è pura politica liberista di destra fatta da personaggi snob e presuntuosi.

Ci pensa lei ha detto.
venerdì 23 marzo 2012 15 vostri commenti

Se lì dove avete messo la riforma del lavoro ci mettete anche una scopa... vi ramazziamo la stanza!

Quella maglia non l'avrei messa, ma non perché sono un perbenista, pseudo buonista no, è solo una questione di scelta, di gusti e di messaggi da lanciare. Non la metterei perché la morte non la auguro a nessuno, anzi a quelli come la Fornero augurerei proprio di vivere come la gente comune con mille euro al  mese, ogni tanto.  Forse però non posso neanche dirlo perché per ora, per fortuna, il lavoro ce l'ho ancora.
Credo che ognuno debba sentirsi  libero di portare la maglia che vuole, assumendosi la responsabilità di quello che porta addosso e questo vale anche per chi rimane in fotografia accanto ad una persona che indossa una maglietta così.
Ma il punto è un  altro, anzi sono altri.
Quello che sta succedendo in questi giorni rafforza ancora di più in me la convinzione che Monti e company non hanno idea di cosa vuol dire "vita reale", prendono decisioni sulla vita delle persone pensando solo ai numeri non tenendo conto che poi VERAMENTE ripeto VERAMENTE i loro atti cambiano la vita alle persone e la rovinano anche. E allora ecco che l'esasperazione, la rabbia, la disperazione portano anche a slogan  come questi. 
Forse i signori ministri si credono reali del XV secolo abituati a non rispondere alle domande della gente, forse siamo troppo SPORCHI, BRUTTI E CATTIVI per loro. Forse dovremmo metterci magliette con su scritto PREGO TRA 5 MINUTI FACCIO CADERE UNA SAPONETTA E VOI POTETE FARE QUELLO CHE VOLETE. Forse per loro sarebbe meglio, ma purtroppo la vita per chi sta fuori è difficile, e allora torni a casa trovi bollette infinite, vai a lavorare per i soliti quattro soldi di merda mentre il tuo capo continua a trattarti come un servo, chiami quelli dell'assicurazione e ti dicono che anche quest'anno c'è un aumento di 20 euro per le tasse della provincia, magari ti chiama tuo marito o tua moglie in lacrime dicendo che l'hanno licenziata, oppure che la direzione l'ha chiamata per comunicarle che purtroppo non andrà in pensione "sa' la crisi". E allora che fai ti incazzi, non ti resta che manifestare, ti metti una maglia addosso con uno slogan e vai in piazza. 
E dopo partono le pietre lanciate dalle anime immacolate, lanciate da un parlamento non votato dal popolo, pieno di indagati, corrotti, salvati dagli amici degli amici, razzisti, affaristi e pluripagati proprio da chi quella maglietta indossava. 
Su quella maglia forse avrei scritto un'altra frase. Tipo "Fornero prova a vivere davvero" già perchè quelli come lei, e sono tanti (non solo al governo), non hanno mai vissuto nella vita vera ma in un film in replica da anni, sta a noi staccare il tasto STOP.

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