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giovedì 20 marzo 2025

Saggistica, che passione!

I miei scaffali (centrali) dedicati ai saggi
Negli ultimi anni mi sono scoperta un'assidua lettrice di saggi. Un tipo di lettura di cui non posso più fare a meno, da quando ho capito che il saggio è un contenuto con un certo potere di chiarire, ampliare, illuminare. 

Cominciai diversi anni fa, ma in sordina, orientandomi su approfondimenti legati alla psicologia e ad alcune arti come la meditazione. Fu una necessità dettata dal periodo particolare, sofferto, in cui avevo bisogno di fare riflessioni sulla vita, le relazioni. Poi sono approdata, sempre molto timidamente, ai libri di Crepet sulla famiglia, l'amore, l'educazione
Successivamente è arrivato il turno di Alberoni, con le sue riflessioni sull'amicizia e sulla sessualità. Erano a ben guardare tutti accomunati dal discorso attorno ai grandi principi che governano le relazioni umane. 
Uscita da quel periodo di crisi, sono approdata a un diverso tipo di saggio, in particolare riguardante i grandi fenomeni della Storia, la società, la politica, il costume. 
Ringrazio Andrea Sacchini perché inconsapevolmente mi ha suggerito l'idea di questo post. :)

sabato 7 settembre 2024

Il vaso di Pandoro. Ascesa e caduta dei Ferragnez - Selvaggia Lucarelli


Seguiti, chiacchierati, invidiati, amati, odiati: Chiara Ferragni e Fedez sono tra i volti più noti del panorama social italiano, incarnando il paradigma moderno che muove la ricerca di visibilità e potere sulle piattaforme, dove l'essere percepiti come autentici non è solo una caratteristica apprezzata, ma anche una qualità strategicamente mercificabile. Coltivando la propria immagine pubblica per anni, attraverso una condivisione quotidiana di tutti gli aspetti della loro vita e della loro relazione, hanno trasformato i propri contenuti in un prodotto da consumare, creando e solidificando il legame con i follower al fine di renderli un capitale sociale da sfruttare economicamente per i propri progetti commerciali. 
Dalla prefazione di Serena Mazzini

In un paio di pomeriggi di luglio, mentre fuori imperversava il caldo torrido, ho letto una delle inchieste più discusse e di successo di questi mesi. L'autrice è Selvaggia Lucarelli, celebre personaggio televisivo e nota sui social per il suo stile diretto e assai spesso caustico. 

sabato 9 marzo 2024

L'errore di Aristotele - Giulia Sissa (essere femmina nella Grecia classica)

C'erano una volta regine e principesse. Governavano paesi, comandavano eserciti e si facevano obbedire. Le loro vite erano piene di possibilità, di poteri e di progetti. Si chiamavano Artemisia di Alicarnasso, Antigone, Giocasta, Etra. La storiografia antica ne racconta le gesta meravigliose mentre la tragedia classica le fa rivivere sulla scena. Eccezionali e singolari in società ostili alle donne, queste figure appartengono a un passato aristocratico o vivono in uno spazio distante e regale. In questi mondi possibili, anche loro sono possibili. Basta usare l'immaginazione.

***

Amo i saggi, ormai è risaputo, ho scoperto anzi una vera passione per quei libri prodotti da studiosi, esperti, pensatori, che fanno un'analisi accurata di un determinato argomento. 
Questo pregevole excursus sulla donna nei secoli, dall'antichità classica fino all'età moderna, scoprii per caso, anche stavolta dinanzi a una puntata di Quante storie su Raitre. 
Giulia Sissa è una docente di Antropologia e Letteratura all'Università della California, una delle maggiori esperte di antropologia sociale riguardante il femminile

lunedì 25 settembre 2023

Pinocchio: un libro parallelo - Giorgio Manganelli (o del perché ho deciso di portare il burattino sul palcoscenico)

Incipit: C'era una volta...
"Un re..."
No...
Quale catastrofico inizio, quanto laconico e aspro, una provocazione, se si tiene conto che i destinatari sono i "piccoli lettori", i "ragazzi", soli competenti di fiabe e regole fiabesche. A scrutare tra gli interstizi di queste sette parole, si scopre subito una favola nella favola, qualcosa che è prossimo al cuore d'ogni possibile favola. Il "c'era una volta" è, sappiamo, la strada maestra, il cartello segnaletico, la parola d'ordine del mondo della fiaba. E tuttavia, in questo caso, la strada è ingannevole, il cartello mente, la parola è stravolta. 

Questa recensione è anche un post sul teatro, su quello che sta formandosi lungo una prospettiva che mi vede al momento stare costruendo una regia fedele all'originale, ma anche in grado di toccare alcuni punti fondamentali di una delle più grandi storie mai narrate: Pinocchio

giovedì 22 giugno 2023

Ma chi me lo fa fare? - Andrea Colamedici, Maura Gancitano

Sono grata al mirabile duo Colamedici-Gancitano di Tlon, compagni di vita e filosofi della contemporaneità, che ci donano qua e là dei testi preziosi per riflessioni necessarie. 
Un giorno dedicherò un post a un saggio sulla bellezza scritto da Maura, anche quello davvero importante opportunità. 
Oggi invece mi soffermo su questo, un'analisi dettagliata sul valore del lavoro e sulle sue derive, ormai "tortura di massa". 
Ci verrebbe facile pensare di primo acchito: ma come? non esiste attività più nobile e nobilitante del lavoro. Come si fa a metterlo in dubbio? E invece è bene soffermarsi proprio su quelle derive, su quanto stia succedendo al mondo del precariato, su quanto sfruttamento esista travestito da occasione per i più giovani, sul logoramento che comporta qualsiasi tipo di lavoro
Imparo che nessuno, a ogni livello e latitudine, può dirsi fuori da questo sistema. Il lavoro oggi si è trasformato, non è più un segmento del nostro quotidiano, ma un'appendice di ogni nostro fare, qualcosa che ha finito col fagocitarci. 

martedì 7 marzo 2023

Age Pride - Lidia Ravera (sul perché "vecchio" può essere anche "bello")

Incipit: Non ho mai visto mia madre felice. 
Non l'ho mai vista appagata, contenta di sé o di me.
Non l'ho mai vista contenta. 
Non l'ho mai vista fiera dei miei progressi, solidale quando mi scontravo con i miei limiti e ne uscivo frustrata e decidevo di provare a superarli, perché questo è il lavoro dei bambini.
Non l'ho mai sentita complice, non abbiamo mai giocato insieme. 

Termino questo librino di un centinaio di pagine consapevole di aver imparato qualcosa di importante. È uno dei regali più belli che può farti una lettura. Farti uscire cambiata riguardo a una certa idea, all'idea che ci si fa di una cosa benché lontana. 
Cominciamo però dalla sua autrice, Lidia Ravera. Ho avuto il piacere di ascoltarla, assieme a Marina Guarneri, alla Casa delle Letterature a Roma. Proprio oggi, per pura combinazione, anche Marina ha pubblicato le sue riflessioni su questo libro. Le trovate qui
Proprio quella Ravera del best seller degli anni Settanta, Porci con le ali, uno dei più importanti esponenti del femminismo vero, quello che assieme alla generazione di poco maggiore rese vincenti i baluardi aborto e divorzio, la giornalista e sceneggiatrice. Insomma, una rappresentante di spicco dell'intellighenzia che lasciò un solco nella storia italiana.  

martedì 5 aprile 2022

Manuale di lettura creativa - Marcello Fois

Incipit: Io sono un lettore compulsivo. Il che, presumo, sia una specie di malattia. I sintomi sono chiarissimi: a casa mia ho tolto dei mobili fondamentali per far spazio ai libri; abito in un appartamento dove ci sono circa 4500 volumi; e sono uno che, se si dimentica di prendere un libro per andare in bagno, legge tutte le indicazioni per l'ammollo dei detersivi e tutte le composizioni degli shampoo

Se ogni lettore si sente a proprio agio in particolare nella narrativa, leggere ogni tanto un libro sui libri può giovare e non poco. Non trovate che questo tipo di libro sia stuzzicante? 
Già ne avevo fatta esperienza con Recalcati e un suo tomo su come ogni vita di lettore si amalgami ai propri libri. Per chi volesse andare a curiosare, è qui: A libro aperto. Una vita è i suoi libri.
Se Fois si pone la domanda di quale lettore ideale ci sia per ogni libro, quaestio discussa oltretutto in questo post, il nostro spazia in realtà fra autori irrinunciabili, doveri dello scrittore, definizione di "romanzo classico". Spunti di riflessione interessanti.  

lunedì 25 ottobre 2021

Il filo infinito - Paolo Rumiz

Incipit: Dopo le rovine dei paesi non si videro più uomini e la montagna si fece aspra e solitaria. Da una sella battuta dal vento iniziammo a scendere nella nebbia per un canalone innevato, e fu alla fine di quella discesa che il Sole squarciò il grigio, sfolgorante in un cielo pervinca, svelando sulla destra i monti immacolati della maga Sibilla e, sulla sinistra, in un mormorio di ruscelli nel disgelo, un'ampia, inattesa conca quasi mongolica, coperta da una moquette di erba rasa, disseminata di crochi, ellebori e cuscini di primule, protetta da ogni lato da un cornicione di alture.

Paolo Rumiz è un giornalista di Repubblica ed è un viaggiatore. Lo ascoltai mesi fa in una puntata di Quante storie, su Raitre, trasmissione che per me è fucina di scoperte di autori e buoni libri da leggere. 
Autore di numerosi resoconti di viaggio, questo è forse il più bello, un viaggio alla ricerca delle radici dell'Europa, ma attraverso... alcuni fra i monasteri benedettini più importanti del continente. 

Devo premettere che ho una passione per i monasteri e le abbazie.
Anzitutto mi piace la loro storia, il perché si trovino esattamente in quel luogo e perché siano baluardi di un passato che abbiamo il dovere di conoscere. L'ordine benedettino, quello più antico, che aprì la strada di una tradizione e di una "Storia nella Storia" di tale importanza e portata da imprimere un sigillo nel lungo periodo medievale, è quello che da sempre suscita in me una fascinazione. 
Finora sono riuscita a visitare tre di questi magnifici fortilizi: Montecassino, Subiaco, Praglia in Veneto. 

mercoledì 11 dicembre 2019

Ponti non muri - Giancarlo Ascari, Pia Valentinis

I ponti sono un rammendo nel territorio sopra il troppo pieno, come l'acqua, o il troppo vuoto, come l'aria. 
Collegano i popoli, favorendo la comunicazione, oppure li dividono, facilitando l'aggressione di uno nei confronti di un altro. Sono oggetti stabili e fragili allo stesso tempo.

Dalla nota introduttiva della seconda di copertina, si comprende già quanto sia insolita questa pubblicazione, un piccolo libro che parla di ponti, facendo un excursus sui ponti più celebri al mondo, millenari o moderni, tutti legati da un significato univoco: unire due punti altrimenti irraggiungibili.

La scelta è su cinquanta ponti di ogni materiale, dalla pietra al ferro, al legno, alla corda. Senza trascurare i ponti di barche, fino ad arrivare a quella visione "poetica" del ponte, che vediamo delineato in un arcobaleno o nella neve. 

Tutto è bello e piacevole di questo libro, anche la dedica: 

A mastri pontieri, carpentieri, fabbri, muratori, canapai. A tutti i costruttori di ponti e a chi li attraversa. 

lunedì 1 aprile 2019

A libro aperto. Una vita è i suoi libri - Massimo Recalcati

Incipit: Da quando ho cominciato a leggere seriamente - dalla terza media in avanti - tutta la mia vita è trascorsa fra i libri. Alcuni si sono rivelati dei veri e propri incontri. È possibile che un libro diventi un incontro? Se l'incontro è qualcosa che modifica il corso di una vita, che la riorienta, se l'incontro è un evento che offre senso alla vita aprendola a una nuova immagine del mondo, allora un libro, indubbiamente, può essere un incontro. 

In questo inizio c'è tutto il senso di questo bellissimo saggio di Recalcati, che non delude mai nelle sue osservazioni sulla vita e il mondo. Ne avevo letto il saggio sulla scuola, che ho recensito qui.
Questa volta il noto psicoanalista si interroga sulla presenza dei libri nella vita di un lettore, giungendo alla conclusione espressa nel sottotitolo: Una vita è i suoi libri. 

Questa massima può valere per chi ha fatto dei libri un elemento fondamentale della propria vita, è innegabile, ma può valere anche per un lettore non "forte". 
Sì, perché in sostanza anche un solo libro può cambiarci la vita, modificare il corso della nostra comprensione di noi stessi. Siamo nel campo della psicoanalisi applicata, sia chiaro, quindi se a prima vista può sembrare una conclusione romantica e un po' edulcorata, leggendo questo saggio si può facilmente arrivare a crederci davvero. 

Ma come un libro può avere questo potere su di noi? 
La lettura di un libro è annoverabile nel campo dell'esperienza. Ci sono libri che non restano nella nostra memoria, altri che non riusciamo a dimenticare. Desideriamo rileggerli, anzi. Ritrovarli, e riscoprirli, a distanza di tempo. Sono quei libri che si sono inseriti non solo nella nostra esperienza sensibile ma nelle pieghe del nostro Io più profondo. Vediamo come. 

martedì 15 gennaio 2019

Il mestiere dello scrittore - Murakami Haruki

Incipit: L'argomento "romanzo" è talmente complesso, talmente sconfinato, che preferisco parlare del romanziere. Mi sembra un discorso più concreto, più chiaro da riconoscere, e forse relativamente più facile da portare avanti. 

Questo è un manuale molto interessante, perché a mio parere si fonda su un principio di assoluto rispetto per questo mestiere, come già svelato all'inizio. 
Ammiro Murakami - di cui ho recensito Norwegian Wood, Kafka sulla spiaggia e L'arte di correre - quindi non avrei potuto perdermi il suo parere riguardo allo scrivere, sebbene ne avesse lasciato tracce evidenti nell'ultimo dei tre citati. 
Non un manuale qualunque, ma un racconto di vita anche questo, poiché molto di sé lo scrittore racconta nel cercare di ricostruire come sia diventato uno scrittore di successo e come a suo avviso debba essere il vero scrittore. 
Il capitolo dedicato all'editing ha meritato un post a sé, che ebbi l'urgenza di scrivere e che si trova qui.

giovedì 2 marzo 2017

Consigli ad un giovane scrittore - Vincenzo Cerami

Riprendo in mano dopo alcuni anni un piccolo libro di Einaudi Stile Libero per me doppiamente prezioso, perché contiene un ex libris di rilievo: dedica con firma del suo autore. 
Ho conosciuto Vincenzo Cerami - per intenderci lo stesso scrittore candidato all'Oscar per la sceneggiatura de La vita è bella e l'autore di Un borghese piccolo piccolo, solo per citare un paio di cose - diversi anni prima della sua scomparsa, in occasione di un incontro che tenne nella Biblioteca comunale di Ciampino, città in cui era vissuto ai tempi delle scuole medie.
Fu un incontro bellissimo, nel quale rimasi colpita dalla preparazione e la disponibilità a una vera e propria conversazione che si tenne con diversi cittadini del luogo. Io avevo con me questo libriccino che avevo consumato sottolineandolo e prendendo appunti nel periodo dei miei studi di Drammaturgia e lui fu felice di lasciarmi una traccia di sé che conservo con cura. 
Questo testo tocca alcuni punti nevralgici delle regole di una buona scrittura e si rivolge a coloro che vogliano cimentarsi anche nella scrittura per il teatro, il cinema e la radio. L'aspetto interessante sta proprio nel confronto delle diverse modalità di comunicazione: se intendo scrivere un libro, le regole per farlo saranno poi così diverse da quelle che dovrei osservare per scrivere un testo per il cinema o per la radio o per il teatro? Vediamo cosa emerge. 
Anzitutto mi piace molto un principio che Cerami esprime: le regole, in arte, vengono in un secondo momento, si scoprono dopo averle applicate. 
Sembrerebbe un paradosso se non fosse che il suo autore ebbe da ragazzino un insegnante di Lettere come Pier Paolo Pasolini. La loro amicizia rimase vivissima anche dopo le scuole - al punto che ne sposerà la cugina - e ciò diede modo a Cerami di guardare da vicino questo suo illustre maestro.

domenica 5 febbraio 2017

Dai diamanti non nasce niente - Serena Dandini - 1

Incipit: Credo che il problema del giardino dell'Eden sia stato proprio la perfezione. Le Scritture ci tramandano un luogo idilliaco, fitto di piante cariche di frutti e perennemente in fiore. Non era necessario annaffiare né concimare, tutto cresceva spontaneamente, in piena armonia. Non bisognava potare né togliere una fogliolina gialla dai gerani e le rose rifiorivano senza picchiettature e mal bianco. Se desideravi una nuova ortensia quercifolia all'angolo del gazebo, appariva "miracolosamente" proprio dove l'avevi pensata. 

No, non sono stata improvvisamente colpita dal desiderio di fare giardinaggio né credo di possedere un particolare "pollice verde". Le mie piante, quasi tutte rigorosamente grasse - che prediligo per la loro resistenza indefessa a qualsiasi sollecitazione - sono discretamente adagiate nei loro vasi e non si aspettano da me nulla di più che comunissime attenzioni. 
Ho semplicemente riletto volentieri, e questa volta con più attenzione, un delizioso libro scritto da Serena Dandini qualche anno fa. Rilegato in una piacevole brossura di Rizzoli Vintage, è una bellissima edizione ricca di immagini e citazioni, oltre che un lungo magnifico viaggio nella storia di tanti giardini e parchi europei. A studiarlo, si diventerebbe eruditi sui mille piccoli e grandi aneddoti di questo luogo tanto apprezzato e particolare come può essere il giardino.

giovedì 3 novembre 2016

Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno - Ella Berthoud, Susan Elderkin

I libri sono la cura per ogni malessere - ci mostrano le nostre emozioni, una volta, e poi ancora una, finché non riusciamo a dominarle. 
D. H. Lawrence
Se vi capita di imbattervi in questo bel manuale, vi consiglio di farvi un regalo, perché non può mancare sullo scaffale di ogni bibliofilo che si rispetti. A parte che Sellerio ne ha fatto un'edizione che è piacere semplicemente sfogliare, sappiate che l'introduzione di Fabio Stassi, che ne è il curatore in Italia, è una delle sue numerose chicche. 
...la più fortunata malattia cronica che ci si possa augurare di contrarre sin da bambini è la lettura, scrive Stassi, seguendo la scia di questa metafora cui la passione per i libri si presta assai bene a diventare. In fondo, amare i libri significa essere stati in certo senso "contagiati" fin da piccoli da qualcuno, un amico, un parente, che con il suo entusiasmo ci trasmette questo morbo se siamo fortunati. E davvero, pensiamoci un attimo: quante volte ci è capitato di consigliare quel determinato libro a qualcuno, garantendo sulla sua salubrità e il suo potere taumaturgico? Ogni volta ce ne facciamo realmente garanti, e magari se il qualcuno ci ascolta, avremo a nostra volta "contagiato" verso quella determinata lettura.

mercoledì 6 maggio 2015

L'arte di correre - Murakami

Incipit: Oggi è il 5 agosto 2005, un venerdì. Isola di Kauai, arcipelago delle Hawaii, costa nord. Il tempo è sempre così bello che quasi viene a noia. Al momento non c'è una nuvola in cielo, non c'è nemmeno un'allusione all'idea di nuvola. Sono arrivato qui alla fine di luglio e come al solito ho preso in affitto un appartamento.

Così comincia questo libro di Murakami, un diario di due anni che ripercorre una delle attività che gli appartengono intimamente: la maratona. Perlomeno questa la cornice nella quale si colloca un racconto più ampio, dal quale emerge il Murakami uomo dedito alla scrittura, le sue profonde riflessioni sul talento e la disciplina. In realtà è un testo a linee concentriche, alla fine del quale il lettore ha un ritratto fedele di questo celebre scrittore, comprese le sue fragilità e la consapevolezza dei propri limiti. 
Il mondo di Murakami è intimo, costruito con metodica dedizione ogni ora del giorno, un mondo pianificato e che si rivela passo a passo, quasi a rappresentare una metafora del suo correre verso obiettivi sempre maggiori. Credo che molto di questo mondo abbia a che vedere con lo spirito più genuino del Giappone, culturalmente legato al dettaglio, alla lenta costruzione di sé, all'apprezzare il tempo scomposto in innumerevoli segmenti. Mi piace questa descrizione di se stesso come uomo comune, fragile, con le proprie frustrazioni.

domenica 8 febbraio 2015

La mia Londra - Simonetta Agnello Hornby

Incipit: Non saprei esprimere il mio amore per Londra meglio di Samuel Johnson, il più famoso intellettuale inglese del Settecento, che vi arrivò da una cittadina delle Midlands, Lichfield, alla stessa età in cui io vi andai a vivere - ventisette anni - e vi rimase fino alla morte. 

E' bello arrivare ad uno scrittore attraverso uno dei suoi libri meno noti. La Agnello Hornby è diventata celebre per romanzi come "La mennulara" e "La zia marchesa", che non ho ancora letto e ai quali arriverò, proprio sulla scia dell'unico finora letto. 
Mi sono imbattuta spesso nei libri di questa scrittrice le innumerevoli volte in cui sono capitata in librerie, ma non è mai scattato in me il desiderio di leggerla, fino a quando ne conobbi l'intelligenza e la sensibilità in una trasmissione televisiva.
Un programma tv singolarissimo, con la nostra che lascia entrare le telecamere in una delle tenute di famiglia, in Sicilia, e lei assieme alla sorella racconta antiche ricette di mamma e nonne, mentre oggettivamente le realizza. Mi colpiva in quelle piccole trasmissioni il senso di familiarità che traspariva nelle parole, le cose, i modi, oltre al fascino che emanavano gli oggetti maneggiati in quella grande cucina, tutti rigorosamente d'epoca, originali. Piatti realizzati secondo antiche usanze e con strumenti dell'epoca di quelle usanze. Lo trovo magnifico. L'ho pensata come una signora a modo, rigorosa e salda, uno di quei tipi che suscitano stima. Da lì ad acquistare questo suo testo il passo è stato breve.

venerdì 6 febbraio 2015

L'ora di lezione - Massimo Recalcati

Termino di leggere il libro di Recalcati con una certezza in più: la scuola non è e non sarà mai più il luogo in cui vige l'autorevolezza riconosciuta come tale di chi si siede in cattedra, l'insegnante di oggi è sempre più disorientato in questo difficile mestiere e questo fenomeno è irreversibile.
Nel saggio l'autore si pone una domanda ben precisa. Dove si colloca il limite oggi per un insegnante, come si può spiegare la crisi della scuola
Questo luogo che si fa da sempre specchio dei tempi, nel quale il "maestro" esercita un ruolo non più autorevole e gli allievi sono come impermeabili agli stimoli, è oggi Scuola-Telemaco, e attraversa la terza fase dopo aver attraversato quelle della Scuola-Edipo e della Scuola-Narciso. 
Dapprima scuola dell'obbedienza, nella quale i discenti cercano di smarcarsi da questo incombente padrone che è l'autorità (del padre biologico e del professore), poi Scuola-Narciso, fatta da quei ragazzi cresciuti e completamente assorbiti dal Sé nella ricerca di una autoreferenzialità che li riscatti da anni di obbedienza, per arrivare alla Scuola-Telemaco, dove i figli di quei padri apparentemente "liberi ed emancipati" non sono che ragazzi soli, privati della figura autorevole del padre, che spesso si pone sul loro stesso piano. 
Ottima guida pertanto per comprendere fenomeni sociali e dare un perchè a tanti aspetti di questa scuola vessata di oggi. Al di là questa teorizzazione riguardo al progressivo cambiamento della scuola e del suo inevitabile accordarsi all'epoca in cui si realizza, c'è un altro interessante aspetto argomentato in questo libro. Testimoniato in questa e molte altre citazioni: