Visualizzazione post con etichetta leggere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta leggere. Mostra tutti i post

mercoledì 11 marzo 2026

E se smettessimo di leggere?

Vi siete mai chiesti che ne sarebbe di noi se smettessimo di leggere? Per "noi" intendo tutto il popolo di lettori idealmente riunito sotto un unico vessillo, il libro, quindi immaginate una categoria senza distinzioni etniche o culturali. 
Una sorta di distopia sulla falsariga di Farenheit 451, una società in cui leggere non è dato, senza necessariamente immaginarlo come proibito. Via gli editori, i librai, le biblioteche. 
A ben pensarci tutte le distopie hanno immaginato un futuro senza libri e di conseguenza la perdita del pensiero divergente, del senso critico, dell'immaginazione. Niente di niente. 
In queste storie i libri sono il nemico, ma nel nostro presente stanno diventando progressivamente un oggetto sconosciuto, con cui si familiarizza poco o nulla. 

Lo scorso autunno l'AIE (Associazione Italiana Editori) ha rilevato un calo della media di ore di lettura in una settimana. Si parte da un dato che vuole essere ottimista: il 73% degli italiani fra i 15 e i 74 anni ha letto almeno un libro fra il 2022 e il 2025 (nel novero è incluso pure chi lo ha ascoltato, quindi non effettivamente letto). 
Uno, un solo libro in un triennio. Si parte da questa base.
L'osservazione del triennio ha reso possibile un secondo dato: nel 2022 in media si trascorrevano 3 ore e 30 minuti a leggere, mentre nel 2025 la media scende a 2 ore e 47 minuti e la tendenza parrebbe in questa direzione. 

lunedì 29 dicembre 2025

2025 - Un anno di letture

Carissime e carissimi, eccoci giunti all'ultimo post dell'anno, che come di consueto è il resoconto di questo anno di letture. 
Premessa importante: non è andata benissimo. 
Non solo ho letto molto meno, ma spesso ho letto anche male. Se guardo all'elenco di libri di questo 2025, mi imbatto in diversi titoli che sono stati una perdita di tempo e soldi, per altri mi dico "evitabili", per altri ancora "delusione, mi aspettavo di meglio". 
In questo mare magnum di delusioni si salva poco, e quel poco è per me per una parte accettabile e per una parte imperdibile, sotto diversi aspetti una rivelazione. 
Mi domando: come è possibile aver commesso diversi errori di valutazione in così breve tempo? Alla base direi c'è stata una demotivazione di base. Quest'anno non mi sono sentita animata dal consueto desiderio di scoprire, l'entusiasmo si è ridotto moltissimo, complice anche una prima parte dell'anno non proprio felice. 
Posso fare di meglio, lo farò. 
Per ora mi limito a riflettere e a fare un bilancio. 
In totale, 37 libri. Molto meno rispetto al mio standard, e questo già la dice lunga. Fra questi 37 ve ne sono due molto sostanziosi, di oltre 1000 pagine ciascuno, il che è consolante ma non giustifica la débacle. 
Da evitare non è il numero limitato di libri, ma i libri sbagliati per me. Non devo cascarci mai più. 

domenica 29 dicembre 2024

2024 - Un anno di letture

Il tempo fugge e rieccoci qui con l'ormai tradizionale post di riepilogo letture dell'anno. 
A guardare l'elenco sul file Word che compilo ogni volta che termino una lettura - sennò chi si ricorda? - mi dichiaro soddisfatta, chiudendo con 43 libri letti malgrado l'annus horribilis giunto ormai al termine. Ci sono stati mesi in cui le circostanze mi hanno messo a durissima prova (ne parlerò nel primo post dell'anno) e mi pare perfino incredibile essermi concentrata abbastanza. 
Però si sa, i libri per me sono salvifici, una boccata d'aria, spesso una fuga da momenti difficili a dir poco. E il 2024 è stato sul serio un anno "impegnativo". 

Da gennaio a maggio sono riuscita a mantenere un ritmo costante di 3/4 libri al mese. A giugno sono stata quasi del tutto assorbita da una lettura tour de force, I miserabili, luglio è stato un mese quasi del tutto immerso nei libri (non ho fatto viaggi per un problema di salute), agosto ho letto pochissimo (ma mi sono deliziata fra Trentino e alcune città storiche), i primi mesi d'autunno il lavoro è stato tartassante (ormai la scuola è diventata un cumulo di burocrazia da sbrigare e chiacchiere da fare molto più che l'occuparsi dei ragazzi, e non mollare a riguardo è diventato a dir poco arduo), dicembre è stato più tranquillo e ho potuto leggere di più. 

mercoledì 7 febbraio 2024

Perché non riusciamo a finire un libro?

Confessate: quanti libri avete mollato? 
Non sempre quello che cominciamo a leggere ci coinvolge, piace, travolge al punto da voler arrivare fino alla fine. 
Mi è capitato con romanzi "importanti" e anche molto apprezzati: Se una notte d'inverno un viaggiatore di Italo Calvino, Cent'anni di solitudine di Marquez, La Compagnia dell'Anello di Tolkien. 
Ebbene, sì.

sabato 30 dicembre 2023

2023 - Un anno di letture

Com'è ormai tradizione, dedico l'ultimo post dell'anno alle letture di questo 2023, fiera di aver toccato la vetta dei tanto agognati 50 libri
C'è da dire che mi è capitata una cosa stranissima. Mi spiego.
Ho un file Word che aggiorno a ogni lettura fatta, così tengo bene a mente tutti i libri letti. È necessario fare un elenco, altrimenti tendo a non ricordare esattamente. Vi capita?
Tendiamo a dimenticare i particolari dei libri che leggiamo, è fisiologico, per esempio io non ricordo alla perfezione alcune trame. Dobbiamo accontentarci di fissare alcuni passaggi fondamentali, lo stile dell'autore, il grosso del racconto. 
Non capita con i grandissimi scrittori. E in particolare con quelli che ci piacciono davvero. Per esempio dei libri di McCarthy ricordo davvero il 99% perché è un genio che mi ha conquistata, così come i libri di Dostoevskij per dirne un altro. 
Di libri minori o che non ci sono piaciuti tendiamo a ricordare meno. Da ciò traiamo poi una personale classifica di quelli che ci hanno formato lasciando in noi una traccia indelebile. 

mercoledì 14 giugno 2023

L'ultimo dei giganti. Addio a Cormac McCarthy

Cormac McCarthy (1933 - 2023)
 Quando muore un grande uomo - o una grande donna - se   questo è stato parte di un segmento di vita, di un'esperienza, se   abbiamo insomma avuto la fortuna di "conoscerne" la     grandezza, attende sempre un senso di vuoto. 
  È quello che ho provato, immediato, alla notizia della     scomparsa di Cormac McCarthy, uno dei più grandi scrittori   viventi fino a poche ore fa, certo l'ultimo dei grandissimi       scrittori americani. Aggiungerei anche, un altro Nobel per la Letteratura mancato, assieme all'altro gigante, quel Philip Roth scomparso nel 2018. 
 Ho avuto la fortuna di imbattermi nella scrittura di McCarthy un paio d'anni fa, quando lessi il premiato Pulitzer La strada - recensito qui - quel piccolo e sorprendente romanzo che ci restituisce l'immane tragedia di un mondo al suo declino e la forza disperante di un padre in lotta per la salvezza del proprio figlio. 
 
Poi quello stesso anno lessi la Trilogia della frontiera - recensito qui - i tre romanzi che mi riportarono nell'epopea dell'ovest americano ma anche in un vento nuovo, realistico e abbacinante, su cui incombe l'inevitabile. Umanità straziata che ritrovai in quello che ho amato di più assieme a La strada, Meridiano di sangue, che mi ha messo dinanzi a un tale straniamento e a una tale fascinazione narrativa da non sapere da dove cominciare. 

mercoledì 31 maggio 2023

Il naso nei libri

Giorni frenetici, questi. Trovare il tempo per aggiornare il blog è quasi impossibile. 
I mille impegni di chiusura anno scolastico (ma attende il lavoro degli esami e la commissione neo-immessi in ruolo, fissata per fine giugno) che si uniscono ai lavori per la replica dello spettacolo sulla Magnani (saremo in scena domani, 1° giugno, abbiamo l'onore di aprire la rassegna teatrale Uilt "Un libero teatro in un teatro libero"), poi la scrittura del copione di Pinocchio, mentre ancora ci stiamo riprendendo dallo spettacolo andato in scena domenica 21, insomma, un periodo frenetico in cui cerco di infilare un po' di tutto. 
Per tenere il ritmo dei quattro post al mese, ripubblico un vecchio post di molti anni fa, vediamo se riesce a piacervi. Credo che i fedelissimi amici e amiche blogger non lo abbiano mai letto, non ci conoscevamo. Ringrazio ancora l'autore per la cortesia di avermi prestato questo scritto. 
Si tratta di 35 perché riguardanti la nostra passione per i libri. 
Tutto quello che ci viene in mente sul perché ci piace leggere, sul perché i libri facciano parte delle nostre vite. 
Tutti a bordo! 
Eccoli: 

giovedì 6 aprile 2023

I mestieri del libro.

Da qualche giorno ho iniziato a leggere un manuale che è davvero un chicca imperdibile. 
Si tratta di una pubblicazione Iperborea (ma non in quel formato particolare, questo è normale) che penetra il mondo dei libri in ogni loro aspetto, tanto più che il sottotitolo è:
Come nascono e diventano questi oggetti di carta dove leggiamo storie, idee e mondi interi
Insomma, un "libro su come si fanno i libri", un viaggio che ogni serio appassionato bibliofilo dovrebbe a mio parere fare. 
Fa parte di una piccola collana, scaturita da Il Post, avente nome "Cose spiegate bene", andate a guardare qui le meraviglie proposte, io mi sa che faccio un pensiero a tutti i volumi. 
Il manuale tocca davvero tutti gli aspetti della produzione di un libro, svela la lunga trafila della produzione  della gestione di questo oggetto, dalla sua creazione fino a quando si troverà fra le mani del lettore. 

giovedì 29 dicembre 2022

2022 - Un anno di letture

Ultimo post dell'anno e bilancio delle letture di questo 2022 che volge al termine. 
Rispetto allo scorso anno ho letto qualche libro in più, perché ci sono stati mesi prolifici, ma anche perché ho viaggiato e nelle lunghe ore avevo un libro sempre con me. Ci sono stati anche periodi a rilento, però, come questo dicembre, stracolmo di impegni e con un solo libro letto. Peccato, confesso che avrei voluto arrivare, almeno una volta, alla soglia dei 50 libri.

Sono stati invece 43, ma so benissimo che non è una gara. Ci mancherebbe. È che quando diventi una lettrice regolare e "intensiva", ma a mezza età, sai che non c'è tempo da perdere. I libri da leggere sono tanti, tantissimi, ci sono ancora decine di classici che non ho mai attraversato. Mi mancano i russi (solo Delitto e Castigo, per carità, troppo poco!), mancano all'appello tanti autori nordici che potrebbero emozionarmi, vorrei prima o poi leggere Michel Houellebecq, per dirne uno, percorrere tutto Philip Roth (nessuno dei suoi libri quest'anno, io che ho intenzione di percorrerlo in ordine e tutto), scoprire Manganelli, recuperare Calvino, addentrarmi nella Recherche (da potenziale proustiana). Insomma, sono centinaia i libri da leggere. 

mercoledì 2 novembre 2022

Noi siamo i libri che leggiamo?

Stamattina su Instagram ho letto un post interessante, uno di quelli di Guendalina Middei, autrice del romanzo storico Clodio, edito da Navarra. 
La cito: Chi sono io? Sono tutti i libri che ho letto. 
Leggo ogni giorno. Con i libri parlo, litigo, li interrogo. Li faccio miei. Smettere di leggere per me sarebbe come smettere di respirare. Sono una lettrice onnivora, ma ho una vera e propria ossessione per la letteratura russa e per la Russia in generale. Ho un debole per gli scrittori contorti, problematici, folli. Nabokov, Bernhard, Krasznahorkai assieme a Dostoevskij e Cechov occupano un posto speciale nel mio cuore. 

Facciamo dunque questa riflessione da lettori "intensivi".
Noi siamo i libri che leggiamo? Per me la risposta è sì. Leggere significa anche fare delle scelte. Ciascun lettore è quel preciso lettore, ama spaziare o si affida a un solo genere, acquista in maniera compulsiva perché legato al possesso del libro oppure acquista poco e si affida anche a biblioteche, è un lettore curioso e va a caccia di autori nuovi oppure ancorato ai classici, ecc. 
La nostra identità di lettori coincide con la nostra identità tout court, perché il libro è come un abito, scegliamo quello che ci piace e siamo certi accresce il nostro bagaglio interiore. 
Vero è che leggiamo anche per semplice e puro passatempo o intrattenimento, ma il vero lettore forma in sé uno spazio ideale, "abitato" da quegli scrittori e scrittrici che di più lo hanno emozionato, dai quali ha tratto insegnamento, che sono stati strumenti per affinare il proprio pensiero e la propria visione del mondo. Ecco perché siamo soliti tornare a bussare a quella porta e non ad altre. 

giovedì 26 maggio 2022

La mia prima volta al Salone del Libro di Torino

Questa cosa è stata decisa nel giro di pochi minuti, uno di quei casi in cui tu e Dolcemetà vi guardate e quasi all'unisono dite "andiamoci". Biglietti ferroviari e tutto l'ambaradam dei preparativi in pochi giorni. 
Il desiderio di immergermi in questo evento invece lo coltivavo da anni, ripromettendomi di andarci, ed ecco fatto. Esperienza bellissima, dalla quale si esce frastornati, stanchi ma felici e desiderosi di tornare. 
Il Salone del Libro è una di quelle occasioni in cui, se ci si organizza bene (e io non sono stata proprio attentissima), si possono fare molti incontri difficili altrove, si viene a contatto con la grande editoria, ci si imbatte in autori e autrici, editori, giornalisti, persone dello showbizz, si assiste a dibattiti che svelano mondi nuovi. 

Con mia grande soddisfazione, i blogger hanno avuto diritto al pass d'ingresso, e mi sono affrettata a seguire le procedure che mi hanno permesso di parteciparvi da "stampa-blogger". 
Sono arrivata nelle prime ore del pomeriggio di sabato 21 e ho fatto un primo assaggio un po' sommario dell'ambiente, dedicando poi l'intera giornata di domenica al Salone e a tanti appuntamenti di quel giorno. 

lunedì 16 maggio 2022

Scegliere la lettura "intensiva".

Qualche giorno fa un'amica mi chiedeva come mi ha cambiato, se lo ha fatto, la
pandemia. In sostanza, se anch'io sono stata "resiliente" - parola che benché abusata continua ad avere un suo perché - se ho imparato qualcosa di nuovo, se ho scoperto una passione, ecc. Domanda ricorrente in tempo di bilanci, perché sembra di stare vivendo l'ultima coda di questo periodo terribile. 
Mi è capitato di dedicare al problema alcuni post, ma sarà bene elencarli quando avremo prove certe di esserne usciti. Per ora incrociamo le dita. Posso però, in questo primo timido bilancio, essere certissima di avere scoperto la passione per la lettura intensiva. Vi piace questo termine?

Mi aggiro attorno a 4/5 libri per ogni mese, certo dipende dalla quantità di pagine, dal tipo di storia, ma il mio ritmo è costante e quest'anno procede anzi meglio dell'anno scorso. 
Qualcuno mi chiedeva come faccia a mantenere questo ritmo, e se penso che la mia lettura non è veloce, ma "meditata", la domanda è ancora più legittima. Ebbene, semplicemente ho smesso di guardare la tv al pomeriggio

martedì 5 aprile 2022

Manuale di lettura creativa - Marcello Fois

Incipit: Io sono un lettore compulsivo. Il che, presumo, sia una specie di malattia. I sintomi sono chiarissimi: a casa mia ho tolto dei mobili fondamentali per far spazio ai libri; abito in un appartamento dove ci sono circa 4500 volumi; e sono uno che, se si dimentica di prendere un libro per andare in bagno, legge tutte le indicazioni per l'ammollo dei detersivi e tutte le composizioni degli shampoo

Se ogni lettore si sente a proprio agio in particolare nella narrativa, leggere ogni tanto un libro sui libri può giovare e non poco. Non trovate che questo tipo di libro sia stuzzicante? 
Già ne avevo fatta esperienza con Recalcati e un suo tomo su come ogni vita di lettore si amalgami ai propri libri. Per chi volesse andare a curiosare, è qui: A libro aperto. Una vita è i suoi libri.
Se Fois si pone la domanda di quale lettore ideale ci sia per ogni libro, quaestio discussa oltretutto in questo post, il nostro spazia in realtà fra autori irrinunciabili, doveri dello scrittore, definizione di "romanzo classico". Spunti di riflessione interessanti.  

mercoledì 22 dicembre 2021

2021 - Un anno di letture

Foto scattata a PLPL21
Ecco il post promesso, un resoconto delle mie letture di quest'anno, il più prolifico mai vissuto. 

A fare un bilancio, direi che ho letto molti più libri del solito, imparando a osservare il mercato editoriale puntando su autori che mi erano sconosciuti o anche generi fuori dalle solite preferenze.
Non sempre è andata benissimo. Ci sono libri e autori che ho amato profondamente, così come diverse esperienze di lettura "perdibili".

Quando cominci a entrare in un'età in cui il tempo diventa molto prezioso, cerchi di non sbagliare, così il più delle volte ci si affida ai grandi classici, oppure ad autori di letteratura contemporanea.
Guardando l'elenco, scopro per esempio che non ho letto nulla di Philip Roth, uno dei miei autori prediletti, nonostante abbia diversi suoi testi in attesa sullo scaffale. 
In compenso, ho scoperto un altro gigante: Cormac McCarthy, di cui ho letto 5 romanzi quest'anno.
Un'altra scoperta meravigliosa, come raccontavo in un altro post: Melania Mazzucco, autrice che intendo continuare a scoprire. Ma bando alle ciance, eccovi la lista. 
Le voci in evidenza sono link alle corrispondenti recensioni. 

mercoledì 22 aprile 2020

Quali libri definireste "imperdibili"?

Nota bene: Il senso di questa domanda può essere compreso solo se si legge da cima a fondo questo post. 

Essere lettori ci rende dei privilegiati
No, non è una "perla di saggezza" di mia invenzione, almeno non credo. È piuttosto una certezza in un'epoca in cui la fatica di leggere è diventata più gravosa, distratti come siamo dai mille stimoli della tecnologia. 
La lettura esige silenzio, calma e tranquillità. Condizioni oggi sempre più difficili da trovare.

martedì 26 novembre 2019

Perché non possiamo vivere senza libri.


Oggi in una classe mi è capitato di aprire un dibattito con i ragazzi riguardo all'utilità dei libri.
È bastato poco per arrivare a una certezza: ritenere utili i libri è riduttivo, perché i libri sono invece necessari. Indispensabili, anzi. 

Una vita senza libri - facciamo lo sforzo di immaginarne una davvero totalmente priva - manca di alcuni capisaldi imprescindibili, primo fra tutti quella ricchezza del pensiero che apre alla capacità di sviluppare un certo senso critico. Se alcune abilità possono essere acquisite anche solo con l'esperienza diretta, molte altre restano terreno pressoché sconosciuto, ignorarle si traduce nell'incapacità di discernere fra giusto e sbagliato, fra preferibile e trascurabile.

lunedì 1 aprile 2019

A libro aperto. Una vita è i suoi libri - Massimo Recalcati

Incipit: Da quando ho cominciato a leggere seriamente - dalla terza media in avanti - tutta la mia vita è trascorsa fra i libri. Alcuni si sono rivelati dei veri e propri incontri. È possibile che un libro diventi un incontro? Se l'incontro è qualcosa che modifica il corso di una vita, che la riorienta, se l'incontro è un evento che offre senso alla vita aprendola a una nuova immagine del mondo, allora un libro, indubbiamente, può essere un incontro. 

In questo inizio c'è tutto il senso di questo bellissimo saggio di Recalcati, che non delude mai nelle sue osservazioni sulla vita e il mondo. Ne avevo letto il saggio sulla scuola, che ho recensito qui.
Questa volta il noto psicoanalista si interroga sulla presenza dei libri nella vita di un lettore, giungendo alla conclusione espressa nel sottotitolo: Una vita è i suoi libri. 

Questa massima può valere per chi ha fatto dei libri un elemento fondamentale della propria vita, è innegabile, ma può valere anche per un lettore non "forte". 
Sì, perché in sostanza anche un solo libro può cambiarci la vita, modificare il corso della nostra comprensione di noi stessi. Siamo nel campo della psicoanalisi applicata, sia chiaro, quindi se a prima vista può sembrare una conclusione romantica e un po' edulcorata, leggendo questo saggio si può facilmente arrivare a crederci davvero. 

Ma come un libro può avere questo potere su di noi? 
La lettura di un libro è annoverabile nel campo dell'esperienza. Ci sono libri che non restano nella nostra memoria, altri che non riusciamo a dimenticare. Desideriamo rileggerli, anzi. Ritrovarli, e riscoprirli, a distanza di tempo. Sono quei libri che si sono inseriti non solo nella nostra esperienza sensibile ma nelle pieghe del nostro Io più profondo. Vediamo come. 

lunedì 28 gennaio 2019

Dalle mirabili gesta di eroi dell'epica ai versi del Romanticismo: leggere per i propri alunni

Per entrare appieno nel merito dei contenuti di questo post, vi consiglio di cominciare con il post di Barbara Businaro sul suo Webnauta
Sì, perché in qualche modo è stato ispirato da quello e in certo senso è scritto in continuità. 
Si parlava del suggerimento di Daniel Pennac di coinvolgere gli alunni attraverso letture dirette dei libri come metodo infallibile per stuzzicare il loro interesse. 
Voglio fermamente convalidarne la veridicità.

Molti anni orsono, quando cominciai a insegnare, capitai in una classe come supplente di un prof che, a detta dei suoi alunni, leggeva continuamente lui tutto ciò che c'era da leggere durante le lezioni, si trattasse di Storia, geografia, letteratura o altro. 
Agli alunni non era praticamente permesso leggere niente di niente in classe, ma per conto proprio durante i compiti a casa. Questo non è un metodo corretto.

domenica 21 ottobre 2018

La sfortuna di essere "nativi digitali".

Boy reading adventure story (N. Rockwell)
Oggi è domenica, quindi giorno in cui capita di bighellonare fra gli scaffali della libreria per spolverare, curiosare, perfino rendersi conto di libri del tutto dimenticati (quando sono impilati in doppia fila, scompaiono alla vista per molto tempo). 

Quando ebbi una casa tutta mia, non portai via dalla casa dei miei genitori tutti i miei libri d'infanzia. Saranno rimasti sepolti negli scaffali più in alto o portati in garage ad ammuffire. Ho con me quelli più cari, come Le mille e una notte, per dirne uno, regalatomi quando ero bambina. 

Se rifletto sulla fortuna di non essere una nativa digitale, penso anche a quanto noi, entrati negli "anta" da un po' o al massimo i trentenni, abbiamo potuto apprezzare questo oggetto preziosissimo che è il libro

Sì, da insegnante guardo tutti i giorni alla difficoltà dei ragazzi di amare i libri, la fatica che fanno nel leggere (attività che non è di per sé facile, come ho scritto qui), la fatica che impieghiamo noi nell'avvicinarli al libro, questo sconosciuto. 
Per quanto sia uso affermare il contrario, sono fermamente convinta che i ragazzi nati nell'era digitale non siano stati fortunati. Si sono persi qualcosa.