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giovedì 27 marzo 2025

Giappone #2: l'arte del kintsugi o dell'onorare le ferite

Questo argomento vagava fra i miei pensieri da un po', da quando seppi cosa fosse realmente quel magnifico vasetto attraversato da linee dorate nel quale è facile imbattersi in rete. 
Esteticamente bello, sulle prime si potrebbe pensare a una decorazione realizzata a mano e "istintiva", invece è ben altro.
Poi, avvertimento: visto che è il secondo post che dedico al Giappone in pochi mesi (valle a capire certe fascinazioni improvvise), allora dividerò questi argomenti in capitoli, come potete vedere dal titolo. 

giovedì 28 novembre 2024

Giappone #1 - Shogun: fra seppuku e ventagli svolazzanti


Lo scorso mese ho visto su Disney+ la miniserie Shogun, una produzione che vi consiglio di non perdere. Si tratta di una nuova trasposizione dal romanzo omonimo di James Clavell, pubblicato nel 1975, mai dimenticata e ancora oggi fra i migliori esempi di narrativa di genere. 
Mi ricordavo vagamente lo sceneggiato tv del 1980, con Toshiro Mifune e Richard Chamberlain nei ruoli di Toranaga e John Blackthorne, ai tempi opera di successo premiata con agli Emmy Awards. Questa volta, dinanzi a un superlativo Hiroyuki Sanada nel ruolo del protagonista, assieme all'eccellente livello di sceneggiatura, regia, fotografia, scenografia, costumi, c'è da restarne incantati. 

giovedì 6 settembre 2018

Metafisica dei tubi - Amélie Nothomb

Incipit: In principio era il nulla. E questo nulla non era né vuoto né vacuo: esso nominava solo se stesso. E Dio vide che questo era un bene. Per niente al mondo avrebbe creato alcunché. Il nulla non solo gli piaceva, ma addirittura lo appagava totalmente. 
Dio aveva gli occhi perennemente aperti e fissi. Se anche fossero stati chiusi, nulla sarebbe comunque cambiato. Non c'era niente da vedere e Dio non guardava niente. Era pieno e denso come un uovo sodo, di cui possedeva anche la rotondità e l'immobilità. 

Avete presente quei libri che vi capita di sfogliare più volte in libreria, quegli autori di cui sapete l'esistenza e che sapete leggerete prima o poi, eppure non vi decidete a farlo? 
È il caso mio e di Amélie Nothomb, prolifica scrittrice belga di cui ho preso questo gustoso piccolo libro consigliatami da una collega. La ringrazio qui pubblicamente, ottima giovane insegnante costantemente in contatto con l'editoria, grande lettrice, promotrice di numerose iniziative culturali fra le mura scolastiche e fuori, insomma una di quelle prof il cui modello dovrebbe portare il brevetto. 
Metafisica dei tubi è il punto di partenza ideale di un lungo percorso autobiografico nel quale la Nothomb racconta di sé come di un personaggio di fantasia. Non le occorre molto artifizio, di fatto la sua vita sembra uscita dal romanzo di un bravo scrittore.
Figlia di un diplomatico, nasce in Giappone, terra amatissima che dovrà lasciare per trasferirsi prima in Cina, poi in Bangladesh, Amélie resterà aggrappata al ricordo della patria nipponica, si sentirà perfino straniera in Belgio, sceglierà poi l'esperienza newyorkese, per poi tornare in Giappone. 
Insomma, una apolide mai pienamente integrata, che fa della propria vita repertorio di diversi libri di grande successo. La scrittura in tal senso è valvola di sfogo per la Nothomb, le serve per riordinare un percorso e dare senso alle cose.