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mercoledì 4 novembre 2020

Il caffè di Luz e Marina: ha un vero valore l'arte contemporanea?

Già novembre? È tempo di un nuovo caffè! Ecco Marina arrivare questa volta con una bottiglia di limoncello, magari le chiederò la ricetta.

LUZ   Cara Marina, due caffè fa ho accennato alla tua capacità di creare opere d'arte con le tue mani laboriose. Quando hai cominciato a creare qualcosa di tuo, e soprattutto... cosa hai creato?

MARINA  Una cosa orrenda, che tuttora uso, perché ne vado fiera: un mobiletto, che prima tenevo in bagno, quando abitavo a Caltanissetta, e ora ho nella stanza da letto.   
Ho comprato i pannelli di legno, cornici, pomelli... e mi sono cimentata (naturalmente, ora mi aspetto un gran complimento. 😁
Ho sempre amato le creazioni artigianali e mi pregio di avere una spiccata manualità, che mi consente di trasformare la fredda materia in oggetti cui, poi, mi affeziono. Sono una ex appassionata di découpage (in realtà sono partita con quest’attività creativa, che mi divertiva molto e da dilettante sono passata a un livello quasi professionale), ma ricordo che una mia cara amica mi ha avviato alla lavorazione delle paste modellabili e un’altra al cucito creativo. Altri primissimi lavori, a proposito, sono stati quelli mostrati sotto.

lunedì 31 ottobre 2016

Plastinazione

Un avvertimento: questo post è per stomaci forti. Facile pensare che di conseguenza io lo sia, invece non è così. Questo argomento, la plastinazione, fu a lungo discusso nel forum che amministravo in un thread che durò per giorni, in cui in molti commentammo da posizioni differenti e ciò servì almeno in parte a comprendere meglio un fenomeno che dilagava in quelle settimane, il grande successo della mostra dell'ideatore di questa tecnica, il tedesco Gunther von Hagens. 
Cos'è la plastinazione? Una tecnica di imbalsamazione e solidificazione dei corpi, consistente nella sostituzione dei liquidi corporei con polimeri di silicone. In sostanza, un corpo umano viene prima imbalsamato e dissezionato, viene poi privato di tutto il liquido che contiene, viene posizionato in una determinata posa - quella che assumerà nel museo in cui verrà esposto - per poi essere solidificato. 
L'anatomopatologo-artista continua a esporre di tutto, esseri umani di ogni età, sconfinando nel mondo animale, ottenendo un successo planetario: si parla di più di 35 milioni di visitatori in tutto il mondo. Qui  vedete alcune riproduzioni delle sue plastinazioni, ho cercato di scegliere quelle più "accettabili".

sabato 21 novembre 2015

Essere Frida Kahlo

Settimane frenetiche le mie, in questo novembre di teatro. Sono in scena con "Frida de mi alma", il racconto di vita di una delle straordinarie testimoni dell'arte del Novecento: la messicana Frida Kahlo. Un progetto che è stato definito 'coraggioso' perché difficile e sul quale non si potevano fare previsioni circa il gradimento del pubblico. Si sa, il pubblico di nicchia avrebbe potuto amarlo a prescindere, coglie all'istante l'aspetto interessante di un racconto simile, mentre il pubblico delle grandi cifre in genere "preferisce ridere" e in questa storia non si ride affatto, anzi.
Ho già scritto in altri articoli quanto mi attragga il teatro non scontato, facile, quanto piuttosto quello estemporaneo, inedito, di sperimentazione, e come mi piace dire "poetico". Un teatro essenziale, che non ha bisogno di orpelli, ridondanti scenografie, troppi attori, frenetici effetti. La mia Frida è così, poetica e fragile, ingenua e poi inflessibile, e si muove nel suo mondo d'arte e passioni con lo slancio di chi ama la vita e vuole aggrapparvisi nonostante tutto. I primi tre spettacoli di novembre sono stati un successo. Magari non un successo con grandi numeri e file al botteghino, un successo a modo mio, di quelli che fanno arrivare persone che non vedevi da anni, attratte dal nome "Frida", incuriosite dalle infinite possibilità che sanno posso suscitare in un racconto così complesso.

venerdì 6 febbraio 2015

Frida Kahlo

Non saprei dire con precisione quando seppi dell'esistenza di Frida Kahlo. Ricordo di aver sfogliato una rivista una ventina di anni fa e di aver visto la fotografia in bianco e nero di una donna sdraiata in un letto, con una tavolozza in una mano e un pennello nell'altra. Ricordo anche che mi colpì il suo volto, gli occhi che guardano distrattamente l'obiettivo, le grandi sopracciglia. Solo molti anni più tardi Frida fu completamente riscoperta quale icona possente di primo Novecento.
Nella storia personale di Frida l'artista e la donna gareggiano per attirare l'attenzione. Tuttora non saprei quale delle due prevalga nel mio pensiero. Da un lato l'artista surrealista con le sue opere di impressionante forza, dall'altra la donna della quale senti il dolore, la forza, l'imperioso gettarsi in una vita amata e odiata. La bellezza di questo straordinario personaggio sta nel fatto che entrambe le anime sono alla fin fine una sola, un'amalgama fluido ed esplosivo che ha scavato un solco profondo nella storia dell'arte del secolo scorso.