41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo

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Un Sogno Ad Occhi Aperti...
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domenica 4 novembre 2018

Acchianata di Santa Rosalia - E sono Quattro Vittorie!

Sarà poco indicativa la foto, ma posso assicurare che il panorama da
lassù è spettacolare e vincere ancor di più!
Palermo, 28 ottobre.

Vincere sulle strade di casa da sempre grandi soddisfazioni, specialmente se quelle strade distano pochi chilometri dal tuo quartiere di nascita, come altre volte raccontato.
Il tempo passa in fretta e, nonostante nella mia vita molte cose siano cambiate, correre resta sempre qualcosa di irrinunciabile, così come gli allenamenti fatti su Monte Pellegrino, per via del panorama, del silenzio e del significato religioso che significa giungere in vetta.

Sono tanti, troppi anni che mi alleno su quelle pendenze ed ancora non mi sono stancato, così come di mettermi alla prova sul tratto vertical più duro della Città.

A dire il vero, durante la settimana mi ero imposto di trovare la convinzione e la concentrazione necessaria a dare il meglio di me quella domenica.
Ultimamente, per via dei molteplici impegni quotidiani, alle volte non riesco a dare tutto me stesso in allenamento, anche perchè esaurendo tutte le mie forze quotidiane, mentali e fisiche, rischierei di non arrivare in condizioni "decenti" a fine giornata.
Tutto questo loop mentale, purtroppo non mi consente di eccedere con le tempistiche ed i chilometri in allenamento, pur facendo sempre il mio consueto e applicato "duro lavoro".
Tra l'altro la Maratona di Palermo si avvicina ed ho dovuto incrementare i chilometri facendo spesso alcuni Fartlek dove capita, coadiuvato dal GPS da polso, sicuramente meno preciso dei miei antichi percorsi misurati...
Devo scegliere, se tagliare nei tempi di raggiungimento del luogo di allenamento o nella qualità generale dell'allenamento stesso, ed ovviamente mi accontento del compromesso che la comodità del GPS oggigiorno regala.

Come sopra detto, non era più consuetudine focalizzare molto bene l'evento giorni prima, ma all'Acchianata ci tenevo, soprattutto per battere me stesso e dimostrare che ancora ci so fare, con o senza avversari di rilievo.
Quella domenica, il clima era poco rilassato, al solito scaricavo sullo stomaco la tensione ma anche questo fattore ormai lo so ben gestire, anzi ti fa capire che sei davvero pronto a correre.
I partecipanti non sono mai tantissimi, circa 150 al via, ma credo culturalmente parlando meriti molto di più questa manifestazione, unica nel suo genere.
La giornata era nuvolosa ma calda e minacciava velatamente di piovere, l'ultimo dei miei pensieri.

Alla partenza non scruto avversari che potessero impensierirmi, ma ormai ero sintonizzato sul miglior modo di affrontare le prime rampe, più dure e complesse, in modo tale da potermi avvicinare alla vetta senza grossi cali.
L'Acchianata non è altro che una gara su fondo regolare e poco sconnesso, correndo su ampie basole su di un percorso nato per attraversare Monte Pellegrino più velocemente ed arrivare al Santuario di Santa Rosalia.
In tanti durante l'annuale processione camminano a piedi nudi su questo percorso, provando a meritarsi un miracolo dalla nostra Santa, rituale sacro che attrae migliaia di turisti ogni anno.

Io, praticamente, percorro quelle strade con regolarità in allenamento ed alle volte mi piace correre un lungo più impegnativo sul versante della strada percorribile alle auto per avere maggiore effetto allenante.

Percorsi unici, come precedentemente raccontati,
ricchi di storia e misticismo
Quindi non si può parlare di un Vertical così come è inteso a livello assoluto, dove davvero fai fatica anche solo a camminare.
Qui è possibile correre e pure forte per tutto il tratto, ma è comunque una pendenza che sale costantemente per meno di quattro chilometri, che spezza il fiato, le gambe con le sue ardue rampe.

Devi fare attenzione ad affrontare con troppo entusiasmo il primo tratto, se no difficilmente arrivi in cima sorridendo.

Potevo aspettarmi un crono intorno i 18 minuti e sarei stato soddisfatto e così mi sono messo d'impegno sin dal via.

Dopo il primo lungo tratto di 500 metri non ho avversari vicino a me e mi concentro sulla strada che conosco come le mie tasche.
Ogni tornante è tortuoso, alle volte si tratta di curve a gomito e la prima parte, che transita a "mezzarancio" su di un piazzale panoramico dove ammiri un grande scorcio cittadino, si conclude con la rampa in assoluto più dura di tutta la scalata.

Corro contro me stesso ed il passaggio a metà strada mi sembra ottimo, così provo a mantenere quel passo spedito.
Avendo maggiore allenamento avrei retto più facilmente, ma dopo un pò inizio a soffrire ed accuso nel passo tanta fatica.
Ormai mi trovo nell'ultimo lungo rettilineo e so bene che mancano circa cinque minuti alla vetta, provo a stringere i denti ed accorcio il passo.
Finalmente, agli obelischi, il tratto più duro è alle spalle, con un buon 18'20" di crono totale.

Non è finita qui, il percorso di gara prosegue, e scendo rapidamente in piazza attraversando una breve ma ripida discesa e da lì si affronta una lunga scalinata che comunque di corsa è brevilinea.
Il peggio ormai è alle spalle, e giunto di fronte al Santuario, con un rapido segno della croce, seguo il percorso e mi avvio verso l'ultimo tratto, veloce e percorribile tutto stradale, il chilometro secco che porta al belvedere.

La strada in quel momento è chiusa alle auto, grazie alla collaborazione della Polizia Municipale.
il silenzio imperversa quei luoghi, corro all'incirca sui 3'30"-40"/Km in leggera e costante pendenza e inizio a gustare la vittoria, sempre bella che non stanca mai.

Foto che rappresenta gli sforzi organizzativi con tanto
di catering portato fin su in vetta!
Giungo da solo al traguardo, in 25'34," felice come se fosse la prima volta!

Lassù faceva freddo e così corro a cambiarmi, ma già il ristoro era pronto e le borse di tutti i partecipanti erano state portate su celermente.
Il secondo giunto al traguardo, un grimpeur di razza, dedito da una vita al Trail, Giuseppe Cuttaia, categoria M50 di ferro!

Questa gara, organizzata con pochi fondi a livello economico e l'aiuto di qualche sponsor senza troppe pretese, è l'esempio di come si possa offrire un bel ricordo su di un percorso atipico, anzi unico nel suo genere, senza lasciare deluso nessuno dei partecipanti.
Sguardi entusiasti, grandi sorrisi e soddisfazioni dal primo all'ultimo arrivato.

Non abbiamo dovuto attendere un'eternità per le premiazioni che sono state apprezzate da tutti per la loro semplicità.
Un bravo a Ferruccio per la dedizione a questo evento negli ultimi anni, nel ricordo del compianto Mario Ferrara, ideatore della gara e scomparso troppo giovane poco più che cinquantenne.

A lui dedichiamo tutti gli anni il ricordo con il premio al miglior M50 in gara.

Scendendo a piedi sulle stesse rampe che mi hanno portato in vetta, è venuto il momento di pensare alla prossima gara, la Maratona di Palermo!

(Ringrazio l'organizzazione per gli ottimi servizi e le foto spettacolari di Massimo Parisi)

mercoledì 24 febbraio 2010

Take a Shower, Even Two, Even Three ;-)

Palermo, 08-20 gennaio.

No! Di docce ne faccio abbastanza, ci mancherebbe, la Corsa serve anche a tenere l'igiene sotto alto controllo.
E' che... quando piove forte... la tentazione di non correre assale chiunque, ma non me da diversi anni.

Se nei primi anni di attività potevo avere qualche resistenza vedendo un cielo grigio e minaccioso, ora che per me (come per tutti noi impegnati su più fronti) il tempo non è un optional, se scocca l'ora di andare a correre ci si veste adeguatamente e via!
Più che altro ancora oggi mi intimorisce il clima freddo, o meglio, rendo scarsamente quando la temperatura scende sotto gli 8°C...

Me ne rendo sempre più conto: non siamo molto differenti dai delicatissimi componenti elettronici: prendiamo per esempio il Diodo Zener (in alto).
Questo simpatico Diodo ha la caratteristica di comportarsi da interruttore aperto per tensioni tra zero e la Vz (tensione di Zener) e tra zero e la Vb (tensione di breakdown), molto simile alla Vz.
Per le tensioni che non stanno nel valore in modulo della Vz il Diodo mantiene costante tale tensione per correnti infinite (quindi un piccolo generatore +-Vz invece del classico cortocircuito del Diodo normale).

Mi metto nei panni del Diodo e analizzo il grafico: mi rendo sempre più conto che le prestazioni cronometriche in allenamento/gara dipendano fortemente dal Clima e meglio ancora dalla Temperatura.
Nel mio caso, sostituendo la Corrente "I" con il mio rendimento e la Tensione Vz con la Temperatura posso affermare che tra 0°C e -10°C rendo pochissimo (prossimo a zero), al di sotto dei -10°C vado in "breakdown"; tra 0°C e 10°C rendo pochissimo e che tra i 10°C e i 20°C il mio rendimento cresce verticalmente.
Bisognerebbe un attimo modificare il Grafico perchè c'è un limite a tutto: oltre i 30°C è davvero un problema correre le lunghe distanze!

Diciamo, infine, che la mia "Temperatura di Utilizzo" oscilla tra i 15°C ed i 22°C :-)

Dopo aver fatto questa bella divagazione, torniamo alle Docce.

Negli ultimi giorni il meteo ha fatto il cattivo tempo.
Dopo avermi messo alla prova con due prove serie nel Week-end del 6-7 febbraio, il lunedì e martedì seguenti erano serviti a recuperare le forze in vista di un Maxi - lavoro.

Ed ecco le piogge!
Mercoledì 10, una giornata con minacce alternate a schiarite che al pomeriggio si sono trasformate in un serio temporale con tanto di allagamenti...
Che fare?
Con il Coach decidiamo di rimandare il lavoro e di optare su un più leggero e fattibile 25 x 400m R.1 in Pista.
Molto più semplice e meno rischioso dare un senso ad una giornata che altrimenti sarebbe stata buttata via con delle vasche (ops!)... ripetute in Pista.
Pioggia continua dall'inizio alla fine con l'aggiunta dell'aggravante di un forte vento che girava senza un preciso schema, a volte molto violento.
Non mi perdo d'animo, sono consapevole che mi farò una bella doccia... frullata!
La Pista in queste occasioni rende egregiamente, le sue capacità di drenaggio dell'acqua sono eccellenti e mai sento l'effetto "acquaplaning".
Il lavoro scorre per come deve, servono una decina di 400m per entrare definitamente nella giornata ed assestarmi su un 1'10" più che sufficiente per quelle condizioni.
Nel mentre intervengono alcuni amatori, stesso mio destino, mi fanno compagnia :-)

L'ultimo, sfruttando Lucio, lo corro in 66".0
Compitino svolto e via a casa a bere un bel The caldo tanto desiderato...

I giorni susseguenti noto che le gambe restano provate dall'esercizio: lo sforzo aggiuntivo nel combattere la resistenza del vento deve aver appesantito ulteriormente il lavoro e ne risento.

Ma non ci si può distrarre e sabato decidiamo di lavorare lo stesso, con un ulteriore lavoro che mi approccerà al difficile Fartlek sempre più vicino.

Sabato 13 è la volta dell'1h di lungo con cronoscalata di Monte Pellegrino (Villa Igea - Santuario) da affrontare con decisione.
Riesco a correre discretamente il lungo e il tempo regge; purtroppo il clima resta freddo, attorno i 12°C.
L'attacco al Monte Sacro inizia bene, affronto le prime rampe con decisione e fino a Mezz'arancio sono sui tempi da PB, ma più in alto salivo più la temperatura calava...
Inevitabilmente inizio ad accusare fatica, le gambe non girano a dovere e nonostante un forcing incessante e un finale di prova (in leggera discesa) aggressivo non vado oltre i 33'51"...
Quasi 1' dal PB, anche troppo ma che freddo lassù!!!
Al solito le mie mani si lamentano più di tutto il resto del corpo...

Una domenica tranquilla prepara le armi per un'altra prova importante.
Martedì 16 decidiamo che è il momento di realizzare il Maxi Fartlek.
Al mattino il tempo è incerto e resta cupo; non mi scoraggio e vado dritto alla Meta: Via dell'Olimpo mi aspetta!
Il cielo nuvoloso in realtà rappresenta anche una cappa che racchiude il calore atmosferico rendendo la giornata parecchio calda.
Decido irreversibilmente di eseguire l'intero lavoro in maniche corte senza curarmi di quanto vagasse sopra la mia testa.

La prova è ardua ma siamo nei tempi giusti:
Fartlek 25K così suddiviso: 4K - 1K - 3K - 1K - 3K - 1K - 2K - 1K - 1K (Recupero 1K).

Non avendo corso la mattina (ma parecchio ormai da giorni) il primo lavoro serve a "riscaldarmi".
Non vado fortissimo e i 4K li chiudo in 12'51" ma inizio a sciogliermi e a chiudere con maggiore slancio.

Avevo già in serbo l'1K successivo come Target per iniziare a far sul serio e dopo un recupero incoraggiante a 3'35" piazzo un interessante 3'05" in leggero declivio.
Si rientra nel rettilineo dello ZEN.

Inizia il 3K che esce fluido in 9'47" (prima metà difficile).
Il bello o il brutto di questi lavori è che non mi è mai riuscito di tenere alto il mille di recupero: incoraggiante quanto stava accadendo con tempi interessanti.

Un 3'08" discreto mi porta fiducia e supero metà lavoro.

Sto bene.
Inizio il secondo 3K.
Parto bene, 3'06" addirittura, finchè inizia timidamente a piovere...
Rientrando allo ZEN la pioggia si fa insistente e la strada inizia ad accumulare acqua impedendomi di correre se non in leggero acquaplaning, rallentandomi, non più di tanto...
Chiudo in 9'44", purtroppo penalizzato dal tratto difficile e dal bagnato per terra che non da più grip, ma le Adizero Adios garantiscono sempre ottima aderenza.
Sul rettilineo opposto incrocio Felipe sulla Pandina Verde che mi lancia un incitamento.
In quel momento, uno squarcio di sole illuminava la strada ed infrangeva la sua luce sulla strada e sul giallo della mia Adizero Shirt ormai inzuppata nella schiena di acqua mista ai soliti idrocarburi lasciati dalle automobili :-(
Con la massima lucidità lo saluto e me ne accorgo, ricambio - momento decisivo.

La strada troppo bagnata mi rallenta: conseguenza di ciò il susseguente 1K in 3'10".0 corso ancora bene ma troppo lento rispetto ai precedenti.

E' il momento del 2K: inizio ad avvertire fatica e non esce un gran che: solo 6'26" con ritmo forzato ed una pioggia che continua a cadere rinfrescando l'ambiente.

Il 1K successivo è in leggero declivio: parto con decisione e riesco a chiudere in 3'02".6; il successivo ed ultimo K riesce discretamente bene, considerando che è stato corso nel tratto più difficile del giro da 8,5K.
Chiudo affaticato in 3'12", gestendo bene un finale niente male.

Riepilogo: 12'51" - 3'35" - 3'05" - 3'37" - 9'47" - 3'29" - 3'09" - 3'41" - 9'44" - 3'50" - 3'10" - 3'36" - 6'27" - 3'46" - 3'02".6 - 3'42" - 3'12" -----> TOT. 1h 23' 46" (Media 3'21".0/Km).

Ancora una volta, MAI corso un fartlek così bene e così forte come media totale e come media dei recuperi.
Quest'ultimo aspetto, da me fortemente voluto, finalmente è riuscito ad esprimersi positivamente, senza intaccare la qualità delle ripetute.
La pioggia, apparsa poco prima di metà prova, ha rinfrescato un ambiente pesantuccio (erano circa 20°C) restituendomi il clima giusto.
Praticamente non ho mai bevuto nulla durante la prova (se posso gioco su questo handicap che in gara non avrò perchè porterò le bottigliette personalizzate) ed è andata bene.
Peccato notare che quei 2"-3"/Km in più si aggiungono su strada bagnata...

Le Adizero Adios hanno reagito bene, comode come sempre.
Lontani sono i tempi dei crampi all'alluce, tipici del finale di preparazione maratona e critici nelle fasi finali di gara.
Tutto sta girando a mio favore.
Devo solo rimanere vigile ed accorto.

Intanto, domenica andiamo a Caccia della Volpe, cercando di essere meno preda possibile!
Un Cross Corto dove svelerò cosa sono capace di fare con tanti cavalli di razza.
So già che non sarò eccessivamente critico, qualunque risultato verrà fuori.

Il Violettaclub ha premiato il mio impegno e sarò orgoglioso di sfruttare questa importante opportunità con il massimo del mio carattere.

Per una volta, piccola e veloce parentesi: a Volpiano sarà un'esperienza elettrizzante :-)

giovedì 26 marzo 2009

Modding: Trasformare il K750i in W800i

Ci si stanca troppo facilmente dei telefoni cellulari al giorno d'oggi, vero?

Ormai vedo sempre più spesso la gente cambiare modello di telefono perchè si stanca presto, perchè vuole cambiare, essere alla moda, si guasta, ecc.
Quindi alla fine si ritrova sempre un nuovo modello in mano in meno di un anno.
... questo perchè ce la passiamo bene, no?

Non faccio parte di questa fetta di popolazione italiana che cambia cell. in continuazione.
Da oltre 2 anni posseggo l'ormai famoso Sony Ericsson K750i e tutt'ora lo ritengo un dispositivo formidale.

La fotocamera è eccezionale per essere un telefono uscito solamente nel 2004, il motore Java ancora attuale (tanto che i giochi nella risoluzione 176x220 fanno riferimento ancora a questo modello), è un eccellente lettore di musica mp3 con qualità audio ineccepibile, è piccolo, tascabile, la batteria continua ad avere durata elevatissima, non gli manca nulla.

Mai potrei metterlo a "morire" in un cassetto...

Eppure qualche pecca questo telefono ce l'ha sempre avuta...
In passato l'ho difeso strenuamente, ma qualche problema di firmware non ho fatto a meno di notarlo.
Più di un anno fa uscì l'ultima versione del firmware che migliorava la qualità della fotocamera e alcuni problemi legati al lettore mp3 con la memory stick, ma non tutto venne risolto.

1 - L'opzione della camera "automatico" in "Bilanciamento Bianco" non funzionava bene la sera e di conseguenza le foto in ambienti chiusi con illuminazione artificiale risultavano immancabilmente "gialle". Questo poteva passare, bastava settare il tipo di camera su "incandescente" e il problema era risolto.

2 - Al riavvio del telefono spesso capitava che perdeva le informazioni sulla Memoy Stick... Quindi la moltissima musica caricata era persa così come i programmi, giochi o savedata applicati su memoria. GRAVISSIMO.

3 - Il K750i essendo più un telefono urban-business-serioso (il che mi piace molto) non ha come la serie "K" quelle peculiarità che contraddistinguono la serie "W", ossia Walkman, più legata alla musica e ai giovani, con la possibilità di ordinare i brani secondo Album e Artisti. Il K750, pur avendo le funzioni base sviluppatissime (radio RDS, equalizzatori avanzati) si è sempre limitato a presentare un elenco dei brani caricati su Memory obbligandomi a dover scorrerlo tutto per trovare il brano desiderato. Se hai più di 100 brani risulta molto fastidioso questo processo di ricerca.

Poichè questo telefono corrispose al "salto di qualità" del brand Nippo-Svedese, continuò a produrre altri modelli similari sulla base di questo progetto.

Infatti con il K750i si passò dai vecchi telefoni a "modulo unico" nei quali svitando la scocca ci trovavi solamente un unico circuito elettronico nel quale venivano saldati i restanti pezzi quali dsplay, moduli per tastiera, moduli antenna, ingressi per auricolare e memoria, speaker dielettrico e microfono, ecc, a quelli a moduli "collegati" tra loro intelligentemente (tramite piattine) rendendo più funzionali ed economiche le riparazioni e l'assemblaggio.

Il K750i l'ho aperto più volte e l'ho visto smontare ancora più volte su svariati video, incrementando l'entusiasmo per la versatilità nell'averlo progettato. Possedere il manuale tecnico di smontaggio/assemblaggio è fondamentale per queste situazioni perchè non è mai scontato aprire un dispositivo, ma bisogna seguire esattamente rigide indicazioni.
Ma non voglio parlare di come smontarlo questa volta (o almeno in parte ;-)

Come accennato, sulla scia del K750i uscirono l'anno seguente anche il W700i e il W800i, noto come il primo vero telefono Walkman, porting della tecnologia Sony.
Il W800i possiede caratteristiche da lettore di files musicali, permettendo l'organizzazione della propria playlist in base agli artisti e agli album degli stessi.
E' possibile chiamare la funzione tramite il tasto dedicato centrale in maniera rapida.
La ricerca dei brani, la visione dei dettagli e la loro riproduzione è così ampiamente semplificata.

Ciò che risalta all'occhio è che i Tasti, la Scocca e l'Hardware interno del W800i sono assolutamente identici a quelli del K750i!
In poco tempo, i modder sono riusciti a trovare il modo per passare i files del firmware interno al W800i sul K750i, che può contenerli dato che la differenza tra le memorie interne è minima.

Non potevo lasciarmi scappare questa possibilità, imparare qualcosa di nuovo.
Studiando tra i vari forums, ho notato che esistono diverse opzioni, ma tutte confluiscono su un concetto importante: la sostituzione dei Files di sistema del Telefono.

I telefoni cellulari di ultima generazione sono costituiti da:

1 - File System Language
2 - Main Firmware
3 - Certificati (una sorta di impronta identificativa).

Il File System e il Main sono caratteristici delle Regioni di Applicazione del Telefono: a seconda del Paese o Nazione di diffusione vengono caricati quelli adatti. Infatti i telefoni che devono portare il Brand dell'operatore telefonico nelle varie fasi di caricamento, menu, ecc, hanno caricato i FS e Main creati apposta.

E' ovvio che questi contengono le icone, i suoni e le animazioni caratteristiche e conoscendo un poco i criteri di programmazione si può anche andare a modificarle (ma i rischi sono altissimi).
Esiste un programma che fa tutto lui: il XS++, facilmente trovabile in rete, nel quale basta richiamare i FS e MAIN adatti e procede da solo a fare la sostituzione.

Ma a me non è piaciuta questa opzione, venendo a conoscenza di un altro programma didatticamente più interessante: il FarManager.
Con FarManager, connettendo il K750i spento senza scheda e con una particolare procedura, si può visualizzare il contenuto totale di FS e MAIN originari e poterli manipolare (o sostituire come nel mio caso) a piacimento.
Si può scorrere tra le cartelle interne con estrema facilità e poter sovrascrivere il nuovo Firmware desiderato (purchè adatto).

Dopo aver verificato il CID del mio dispositivo che DEVE ESSERE: CID 36 (verificabile connettendo il telefono con XS++) e dopo aver caricato i driver USB di entrambi i modelli dei telefoni al PC si può lavorare con il Far Manager cliccando su: "Enter The Matrix" (WOW!)

Procuratomi i FS, MAIN e certificati del W800i EUROPE_5 (quelli che contengono la Nazione Italia) e seguendo una chiarissima guida di un bravissimo autore (chiamato Mr. Brown) ho sovrascritto e sostituito nella memoria interna il Firmware del W800i sul mio K750i acquisendo di fatto un nuovo telefono!
Non mi dilungo sui dettagli ma bisogna seguire alla lettera tutte le istruzioni oppure non ho idea di che fine possa fare l'amato kappino (... brick?)
E' innegabile la tensione altissima mentre vedevo scorrere le barre di trasferimento dei files sullo schermo del mio PC...

Ma una volta acceso e vista la nuova schermata di animazione, vedere il mio "nuovo telefono" è stata una grande emozione :-)
Fantastico, e così oggi posseggo a tutti gli effetti un W800i.

Temevo di imbattermi in qualche svantaggio, ma alla fine gli sviluppatori di Sony Ericsson a distanza di 1 anno hanno portato solo migliorie a questo insostituibile dispositivo.
Ho notato:
1 - Un caricamento dei files (musicali e non) molto più rapido, già da quando chiede se attivare la funzione Flight Mode (solo Walkman, telefono disattivato, non presente sul K750i).
2 - Correzione (finalmente!) del bug di cancellamento files sulla memory Stick all'avvio.
3 - Leggero cambiamento dei drivers della Fotocamera, ma non mi sento di dire che sia stata peggiorata, tanto è impercettibile la differenza. Anzi, la funzione "automatico" dell'impostazione "Bilanciamento del Bianco" è stata ottimizzata.
4 - Funzione Walkman acquisita, con tasto dedicato che va a sostituire quello delle scelte rapide (prerogativa del K750i) spostato facilmente su un cursore del joystick ;-)
5 - Motore Java (per programmi e giochi) potenziato, decisamente.

E potevo fermarmi qui?
Ho dato un tocco di "originalità" cambiando la scocca del telefono (facilissimo, basta seguire il manuale di smontaggio) in un rosso rubino acceso e relativa illuminazione dei tasti passata dall'elegante bianco al più consono rosso (è bastato mettere un cartoncino colorato tra i tasti e il piano tastiera).
E' o non è un Walkman adesso? Ci voleva l'Adesivo posizionato sulla scocca laterale sinistra, facilmente realizzato al PC.









Sarà difficile che cambierò telefono per un pezzo, sarebbe un peccato, ora che l'ho personalizzato è un pezzo unico :D

lunedì 29 settembre 2008

O.K.! Si Riparte!

Quale immagine migliore se non la mia PSP portata al downgrade 1.50 con le mie mani può rappresentare il segnale di ottimismo per le prossime due settimane?
Beh, non è stato certo facile riuscire a compiere l'impresa di hackaggio o sbloccaggio dai vincoli Sony del dispositivo portatile più versatile che c'è in circolazione quando tra l'altro è(ra) ancora in garanzia e così facendo si è invalidato tutto a mio rischio e pericolo, ma tutto sommato il risultato positivo e gli attenti studi mi hanno tolto questa soddisfazione.

E non finisce qui... Ho altre sorpresine di Personal Modding per le quali mi vanto tra gli amici :-)

Chiaramente a tema con l'atletica questo ottimismo vale altrettanto ma è assolutamente pacato e ogni giorno sarà un countdown verso l'evento finale.
Adesso riesco a correre ma iniziare è un casìno: a quanto pare le mie gambe non ne vogliono prorpio più di correre tutti questi chilometri, al contrario della mia psiche!
Sono rimasto poco attivo con alcune sedute di lungo e altri mesti ritorni a casa la settimana scorsa: l'infiammazione ai tendini del retro ginocchio sono dovuti ad uno stato di stanchezza generale della coscia e lavorando tantissimo sullo stretching sto riuscendo a tornare alla fluidità di prima.
Ribadisco con convinzione l'assoluta inutilità degli antinfiammatori di qualunque tipo e delle pomate, sciocchi palliativi.

Insomma, sono stato poco attivo la scorsa settimana, lavori decisivi sono saltati, ma ogni male non viene per nuocere, mi sento più rigenerato.
Infatti come dicevo il grosso problema è stare attento a come cominciare a correre, andare piano, pianissimo, aspettare che la gamba si sciolga e così dovrò prepararmi per tutto il resto dei giorni che mi separeranno dalla Maratona: continuando a fare molti esercizi di allungamento sono fiducioso nel pieno recupero coscienzioso della gamba.

Domenica, dopo questo tipo di settimana ho affrontato i circa 10 Km della salita di Montepellegrino (partendo dall'hotel Villa Igea fino ad arrivare al Santuario) ed è uscito qualcosa di buono.
Putroppo ho faticato parecchio negli ultimi 15' ma sono contento di aver siglato il personale: 32'59" contro 33'44" e fatto pure con le Adidas Boston, le intermedie.

Adesso ho poco altro da fare, domani correrò tanti Km ad un ritmo sostenuto ma non troppo , ma ogni passo sarà tenuto con osservazione, non ci possono più essere ricadute.

Mi sento bene, carico più di prima, ho un'altra chance e non la sprecherò; anzi farò tutto il possibile per far passare l'infiammazione.

Per i miei sacrifici, per il Coach, per il Violettaclub, per un sogno ambitissimo che quest'anno si è materializzato *Adidas*, per i ragazzi che si allenano con me e per i pochi amici che da sempre mi hanno seguito con sincerità.

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)
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