Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.
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martedì 3 aprile 2012

Pasqua di Oscar Wilde

Raffaello♠1503
Le trombe argentee squillarono nella Cupola:
la gente cadde in ginocchio a terra, emozionata:
e recato sul collo degli uomini io vidi,
come un gran Dio, il Santo Signore di Roma.
Sacerdotale, egli portava una veste più bianca della spuma,
e, regale, si paludava in rosso maestoso,
tre corone d'oro gli si levavano alte sul capo:
in splendore e in luce il Papa passò.
Furtivamente il mio cuore ripercorse ampi deserti d'anni
fino a Uno che vagò presso un mare solitario,
ed invano cercò un luogo di riposo:
"Le volpi hanno tane, e ogni uccello ha il nido.
Io, solo, io debbo vagare stanco,
piagarmi i piedi, e bere vino e sale di lacrime".

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Easter day
The silver trumpets rang across the Dome:
The people knelt upon the ground with awe:
And borne upon the necks of men I saw,
Like some great God, the Holy Lord of Rome.
Priest-like, he wore a robe more white than foam,
And, king-like, swathed himself in royal red,
Three crowns of gold rose high upon his head:
In splendour and in light the Pope passed home.
My heart stole back across wide wastes of years
To One who wandered by a lonely sea,
And sought in vain for any place of rest:
'Foxes have holes, and every bird its nest.
I, only I, must wander wearily,
And bruise my feet, and drink wine salt with tears.'

martedì 18 gennaio 2011

Requiescat di Oscar Wilde

Lucien Victor Guirand De Scevola/1900 Fate piano, ella è qui presso
sotto la neve,
parlate sommesso, ella ode persino
crescere le margheritine.
Tutti i suoi vividi capelli d'oro
offuscati di ruggine,
lei, così giovane e bella,
caduta in polvere.
Liliale, bianca come neve,
quasi ignorava
d'essere donna, tanto
dolcemente era cresciuta.
Asse di bara, pietra tombale,
gravano, sopra il suo petto;
io, desolato, tormento il mio cuore,
ella riposa.
Basta, ora, basta, non può ella udire
lira o canzone;
l'intera mia vita è sepolta qui,
ammucchiate terra sopra di essa.

giovedì 11 dicembre 2008

Ave Maria Gratia Plena di Oscar Wilde

Arrivo a Betlemme/Merson Questa la sua venuta? lo mi credeva
di trovarmi davanti a un luminoso prodigio,
quale fu narrato un tempo dal grande Iddio
che in pioggia scese, e sbarre infranse, e sopra Danac cadde;
o pauroso, come quando Semele, ammalata d'amore
e desiderio inappagato, chiese di vedere
il chiaro corpo dell'Iddio, e la fiamma
ghermì le bianche membra e la distrusse.
Con tali fantasie al santo luogo volsi il cammino,
e gli occhi attoniti ora fisso e il cuore sopra
questo supremo mistero d'Amore: un'esangue
fanciulla inginocchiata, ignara di terrene passioni,
un angelo che tiene in mano un giglio,
e sopra entrambi le ali spiegate della colomba.