Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.
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domenica 9 febbraio 2014

Febbraio di Boris Pasternak

Ivan Grigoriy Myasoyedov*1913
Febbraio.
Prender l'inchiostro e piangere!
Scrivere di Febbraio a singhiozzi,
finchè il tempo piovoso scrosciante
brucia come una fosca primavera.

Prendere una carrozza. Per sei soldi
fra scampanio e stridere di ruote
recarsi là dove la pioggia torrenziale
strepita più che lacrime ed inchiostro.

Dove, come pere incenerite,
dagli alberi mille cornacchie
cadranno nelle pozze rovesciando
una secca mestizia sul fondo degli occhi.

Nereggiano di sotto gli spazi disgelati,
e il vento e solcato dai gridi,
e quanto più a caso, tanto più esattamente
si compongono i versi a singhiozzi.

lunedì 30 settembre 2013

Sogno di Boris Pasternak

Olga Lyudvigovna Della-Vos-Kardovskaya*Ritratto di Anna Achmatova 
Ho sognato l'autunno nella penombra dei vetri,
gli amici e te nella loro burlesca schiera,
e come falco dal cielo, che sangue s'è procacciato,
picchiava il cuore sulla tua mano.

Ma il tempo trascorreva, e invecchiava e assordiva,
e di damasco inargentando gli infissi
l'aurora del giardino inzaccherava i vetri
delle sanguigne lacrime di settembre.

Ma il tempo trascorreva e invecchiava. E friabile
come ghiaccio si fendeva e fondeva la seta delle poltrone.
Di colpo tu, sonora, troncasti e ammutolisti,
e il sogno cessò, quale eco di campana.

Mi risvegliai. Come autunno era buio
l'albeggiare, e il vento, allontanandosi, portava
come dietro a un carro pioggia fuggente di pagliuzze,
una schiera di betulle fuggenti per il cielo.

giovedì 27 giugno 2013

Così si comincia di Boris Pasternak

Gwozdecki*Kiki de Montparnasse*1920
Così si comincia. Verso i due anni
ci si strappa alla balia per le tenebre delle melodie,
si cinguetta, si fischia, le parole
compaiono verso il terzo anno.

Così si comincia a capire.
E nel fragore di una turbìna in moto
ti sembra che tua madre non sia tua madre,
che tu non sia tu, la casa un paese straniero

Che può fare la terribile bellezza,
seduta su una panca di serenella,
se non realmente rubare bambini?
Così hanno origine i sospetti.

Così maturano le paure. Come potrà consentire
a una stella di superare il suo limite
lui che è un Faust, lui che è fantasioso?
Così cominciano gli zingari.

Così si schiudono librandosi in aria
sopra le siepi, dove dovrebbero stare le case,
mari improvvisi come un sospiro.
Così cominceranno i giambi.

Così le notti estive, cadute bocconi
fra le avene supplicando: avvèrati,
minacciano l’aurora con la tua pupilla.
Così si attacca lite con il sole:

Così si comincia a vivere di versi.
1921

giovedì 10 gennaio 2013

Non ci sarà nessuno a casa di Boris Pasternak

Delphin Enjorlas
Non ci sarà nessuno a casa,
tranne il crepuscolo. 
Il solo giorno invernale in un trasparente spiraglio
di cortine non accostate.
Solo di bianchi biòccoli bagnati
il rapido aleggiante balenìo.
Solo tetti, neve e tranne
i tetti e la neve, - nessuno.
E di nuovo arabeschi intesserà la brina,
e di nuovo mi domineranno
lo sconforto dell'anno passato
e le vicende di un altro inverno.
E mi scherniranno di nuovo per una
colpa non ancora perdonata,
e una fame di legna avvinghierà
la finestra lungo la crociera.
Ma inaspettatamente per la tenda
scorrerà il trèmito di un'irruzione.
Misurando coi passi il silenzio,
come l'avvenire tu entrerai.
Tu apparirai sulla soglia, indossando
qualcosa di bianco senza stranezze,
qualcosa proprio di quelle stoffe
di cui si cuciono i fiocchi di neve.
*****************
Никого не будет в доме
Никого не будет в доме,
Кроме сумерек. Один
Зимний день в сквозном проеме
Незадернутых гардин.
Только белых мокрых комьев
Быстрый промельк моховой,
Только крыши, снег, и, кроме
Крыш и снега, никого.
И опять зачертит иней,
И опять завертит мной
Прошлогоднее унынье
И дела зимы иной.
И опять кольнут доныне
Неотпущенной виной,
И окно по крестовине
Сдавит голод дровяной.
Но нежданно по портьере
Пробежит сомненья дрожь,-
Тишину шагами меря.
Ты, как будущность, войдешь.
Ты появишься из двери
В чем-то белом, без причуд,
В чем-то, впрямь из тех материй,
Из которых хлопья шьют.
1931

sabato 15 gennaio 2011

Mattino nel porto di Boris Pasternak

Axentowicz In un'illusoria bellezza invernale
dormicchia la rada tra la foschia dell'alba,
sonnolenta avvolgendosi nella caligine
col suo viluppo di alberature
e bagnandosi, come nella guazza,
con i pennoni ondeggianti
nell'argento e nella madreperla
dei fanali quasi morenti.
Striscia appena appena
il mareggio del mattino.
Ogni sussurro appena percettibile,
quanto più fievole, quanto più piccolo,
si ripercuote con un tremito,
nel corpo delle navi.

giovedì 6 gennaio 2011

I Magi di Boris Pasternak

Francisco de Zurbaran Albeggiava. Come granelli di fuliggine, l'alba
spazzava le ultime stelle dalla volta celeste.
E della innumerevole folla solo i Magi
Maria lasciò entrare nella cavità della roccia.
Lui dormiva, tutto splendente, in una culla di
quercia,
come un raggio di luna dentro il cavo d'un tronco.
Invece di pelli di pecora,
le labbra d'un asino e le nari d'un bue.
Stavano in ombra, come nel buio della stalla,
sussurravano, trovando a stento le parole.
A un tratto qualcuno, un po' a sinistra
nell'oscurità,
con la mano scansò dalla culla uno dei Magi
e quello si voltò: dalla soglia la vergine
guardava come un ospite la stella di Natale.

venerdì 10 dicembre 2010

La neve cade di Boris Pasternak

Cornelius Krieghoff/1871 La neve cade, la neve cade
Alle bianche stelline in tempesta
Si protendono i fiori del geranio
Dallo stipite della finestra:
La neve cade e ogni cosa è in subbuglio,
ogni cosa si lancia in un volo,
i gradini della nera scala,
la svolta del crocicchio.
La neve cade, la neve cade,
come se non cadessero i fiocchi,
ma in un mantello rattoppato
scendesse a terra la volta celeste.
Come se con l'aspetto di un bislacco
Dal pianerottolo in cima alle scale,
di soppiatto, giocando a rimpiattino,
scendesse il cielo dalla soffitta.
Perché la vita stringe. Non fai a tempo
A girarti dattorno, ed è Natale.
Solo un breve intervallo:
guardi, ed è l'Anno Nuovo.
Densa, densissima la neve cade.
E chi sa che il tempo non trascorra
Per le stesse orme, nello stesso ritmo,
con la stessa rapidità o pigrizia,
tenendo il passo con lei?
Chi sa che gli anni, l'uno dietro l'altro,
non si succedano come la neve,
o come le parole d'un poema?
La neve cade, la neve cade,
la neve cade e ogni cosa è in subbuglio:
il pedone imbiancato,
le piante sorprese,
la svolta del crocicchio.

lunedì 5 gennaio 2009

La Stella di Betlemme di Boris Pasternak

Lorimar C'era l'inverno
Soffiava il vento dalla steppa.
E freddo aveva il neonato nella tana
sul pendio del colle.
L'alito del bue lo riscaldava.
Animali domestici stavano nella grotta
sulla culla vagava un tiepido vapore
dalle rupi guardavano
assonnati i pastori gli spazi della mezzanotte.
Lontano era il campo della neve e il cimitero,
i recinti, le pietre tombali,
le stanghe di carri confitte nella neve,
e il cielo sul camposanto, pieno di stelle.
E li accanto, sconosciuta prima di allora,
più modesta di un lucignolo
nella finestrella del capanno,
tremava una stella sulla strada di Betlemme.

martedì 30 dicembre 2008

La stella di Natale di Boris Pasternak

Andrea Mantegna/Adorazione dei MagiE lì accanto, sconosciuta prima di allora,
più modesta d'un lucignolo
nella finestrella del capanno
tremava una stella sulla strada di Betlemme.
Per quella stessa strada, per quegli stessi luoghi
alcuni angeli andavano in mezzo alla folla.
L'incorporeità li faceva invisibili,
ma il passo lasciava l'orma.
Lui dormiva, tutto splendente, in una culla di quercia,
come un raggio di luna dentro il cavo d'un tronco.
Invece di pelle di pecora,
le labbra d'un asino e le nari d'un bue.
Stavano in ombra, come nel buio della stalla
sussurravano, trovando a stento le parole.
A un tratto qualcuno, un po' a sinistra nell'oscurità,
con la mano scansò dalla culla uno dei Magi,
e quello si voltò: dalla soglia la Vergine
guardava come un ospite la stella di Natale.

giovedì 11 ottobre 2007

Bosco d'autunno di B.Pasternak

Bosco d'autunno
Ha messo chiome il bosco d'autunno.
Vi dominano buio,sogno e quiete.
Nè scoiattoli,nè civette o picchi
lo destano dal sogno.
E il sole pei sentieri dell'autunno
entrando dentro quando cala il giorno
si guarda intorno bieco con timore
cercando in esso trappole nascoste.
(B.Pasternak)
Bird song è di S.Anderson