Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.
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lunedì 2 febbraio 2015

La lanterna di Aldo Palazzeschi

Charles D. Weldon
E in fondo alle scale un'enorme lanterna di ferro battuto, 
dalla luce eterna, 
che tutto il suo foco ha spremuto. 
Lanterna dalla luce eterna, 
non potresti rischiarare per un poco, 
per un poco, l'ora d'un sopravvissuto? 
Io son breve tu sei eterna, mia lanterna, un po' di foco!
Obbligo non hai, ma se tu me lo farai ancora un poco, 
tu potrai in verità chiamarti eterna, mia lanterna. 
Io vorrei stasera stessa, se luce mi darai, 
sotto te venire a cena, se credi che ne valga la pena, 
via coraggio, un po' di foco, per un poco, per un poco!
***
LA LANTERNA
***
Aldo è nato 130 fa, il 2 febbraio 1885

martedì 16 luglio 2013

Ore sole di Aldo Palazzeschi

Tom Wesselmann*1964
Dal tetto cadon giù
un dopo l’altra
l’ore,
le lascia giù cadere
l’orologio a martello!
in colpi secchi
uguali
tutte sul mio cervello.
E ognuno di quei colpi
m’è come una puntura,
come se mi strappassero un capello.
Ore sole come solo pane
per oggi e per dimane
e per tutti i giorni di tutte le settimane.
Mattutine, vespertine,
popolate da campane
vicine e lontane.
Ore del sole
che non ridete a chi v’aspetta sole.
Ore grigie, ore nere,
silenzio delle campane
vicine e lontane.
Vien da qui presso
spampanato il coro
dell’antico convento delle Nazarene,
sfogano in coro le loro pene
a tutte le ore
(e lo spampana il vento)
anche per esse l’ore son sole.
« Al cielo, al cielo l’ore son sole…
la gloria o Signor!»
Ore della notte, ore del sole,
eguali tutte
che non ridete a chi v’aspetta sole,
Ore sole come solo pane
per oggi e per dimane
e per tutti i giorni di tutte le settimane.

giovedì 24 maggio 2012

Rio Bo e Apro la mia finestra di Aldo Palazzeschi

Herbert Von Reyl-Hanisch
RIO BO
Tre casettine
dai tetti aguzzi,
un verde praticello,
un esiguo ruscello: Rio Bo,
un vigile cipresso.
Microscopico paese, è vero,
paese da nulla; ma però...
c'è sempre disopra una stella,
una grande, magnifica stella,
che a un dipresso...
occhieggia con la punta del cipresso
di Rio Bo.
Una stella innamorata?
Chi sa
se nemmeno ce l'ha
una grande città.
─────
APRO LA MIA FINESTRA
Il pozzo azzurro del sole
affonda,
nel cielo denso d'amaranto,
nel mezzo agli oliveti porporini
galleggia
il mazzo degli oleandri d'argento.
Mi sento bruciare.
(Paesi e figure)

mercoledì 23 novembre 2011

Chi sono? di Aldo Palazzeschi

Vincent Van Gogh*1885
Son forse un poeta?
No certo.
Non scrive che una parola, ben strana,
la penna dell'anima mia:
"follia".
Son dunque un pittore?
Neanche.
Non ha che un colore
la tavolozza dell'anima mia:
"malinconìa".
Un musico allora?
Nemmeno.
Non c'è che una nota
nella tastiera dell'anima mia:
"nostalgìa".
Son dunque... che cosa?
Io metto una lente
davanti al mio cuore
per farlo vedere alla gente.
Chi sono?
Il saltimbanco dell'anima mia.
(Poesie)

lunedì 7 novembre 2011

: riflessi di Aldo Palazzeschi

Serov*Izabella Grunberg
Rasentano piano gli specchi invisibili
avvolti di nebbia,
non lasciano traccia nell’ombra,
gli specchi non hanno riflessi,
non cade su loro dell’ombra una macchia,
neppure la macchia dell’oro.
Un raggio vien fuori dal centro
di luce giallastra.
Sul raggio rimangono lievi, impalpabili,
impronte sfumate di luci, di nebbie: riflessi.
Appaiono spaiono lenti,
si fanno ora vivi, ora smorti,
appaiono spaiono lenti.
Dei volti talora vi appaiono,
dei volti bianchissimi,
appena il pallore la luce ne scopre.
Talaltra vi passan dei manti fioriti
vi passano lenti, cangianti, splendenti.
S’arrestano i volti,
s’arrestan, più chiari si fanno,
vi splende d’un tratto uno sguardo,
due occhi che corron cercando pungenti,
o in fondo confusi v’appaion languenti, morenti.
Vi passa pian piano la nebbia e ricopre,
confonde gli sguardi con luci di gemme.
In basso,
si segue la ridda
dei piccoli punti
di dadi danzanti.
Due dadi grandissimi, in fondo,
rimangono fermi,
ne splendono i punti nerissimi intenti.
Vi passano lievi davanti
le impronte sfumate di luci, di nebbie: riflessi.
Appaiono spaiono lenti,
si fanno ora vivi ora smorti,
appaiono spaiono lenti.
(Allegoria di Novembre)

mercoledì 12 gennaio 2011

Pastello del tedio di Aldo Palazzeschi

Jakimowicz Myeczis/1909 Dal grigio della nebbia fitta fitta
traspaiono cipressi
ombre nere
spugne di nebbia.
E di lontano dondolando lento
ne viene un suono di campana quasi spento.
Più lontano lontano
passa un treno mugghiando.

venerdì 20 agosto 2010

Sole di Aldo Palazzeschi

Ignacio Pinazo Vorrei girar la Spagna
sotto un ombrello rosso.
Vorrei girar l'Italia
sotto un ombrello verde.
Con una barchettina,
sotto un ombrello azzurro,
vorrei passare il mare:
giungere al Partenone
sotto un ombrello rosa
cadente di viole.
(La poesia nel mondo.
Lirica d'Occidente e d'Oriente)