Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.
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giovedì 25 giugno 2015

Notte d'amore di Ingeborg Bachmann

Karl Wilhelm Diefenbach (1851–1913), Sirène dans le Vortex de la Vague.
In una notte d’amore dopo una lunga notte
ho di nuovo imparato a parlare e piangevo
perché mi è uscita di bocca una parola. Ho imparato di 
   nuovo a camminare,
sono andata alla finestra e ho detto fame e luce
e notte mi stava bene per luce.

Dopo una notte troppo lunga,
dormito di nuovo bene,
confidando,

nel buio parlavo più facilmente
continuavo a farlo di giorno.
Muovevo le dita sul mio viso,
non sono più morta.

Un cespuglio incendiato nella notte.
Il mio vendicatore si è fatto avanti e si chiamava vita.
Ho detto addirittura: lasciatemi morire e pensavo
senza timore alla morte più amata.
***
Non conosco mondo migliore
trad. Silvia Bortoli

Ingeborg è nata il 25 giugno 1926

martedì 23 luglio 2013

Spiegami, amore di Ingeborg Bachmann

Annie Kevans*Marilyn Monroe*2010
Leggero si leva il tuo cappello, saluta, si agita nel vento,
nuvole sorridono al tuo capo scoperto,
il tuo cuore ha da fare in altro luogo,
la tua bocca assorbe nuove lingue,
l'erba tremolina prende il sopravvento,
fiori di stelle l'estate accende e spegne,
sollevi il tuo volto accecato dai fiocchi,
ridi e piangi e per te vai in rovina,
cosa può ancora accaderti -

Spiegami, amore!

Con stupore festoso il pavone fa la ruota,
la colomba gonfia il suo collo di piume,
densa di garriti l'aria si dilata,
il maschio d'anatra strilla, la campagna intera s'impregna
di miele selvatico, anche nel parco tranquillo
una polvere dorata circonda ogni aiuola.

Il pesce si fa rosso e supera il suo branco,
tuffandosi nel letto di corallo tra le rocce.
Lo scorpione danza schivo al suono argenteo della sabbia.
Il maggiolino fiuta la bella da lontano;
avessi io i suoi sensi, sentirei
lo scintillio di ali sotto la sua lorica,
e mi incamminerei per fragole lontane.

Spiegami amore!

L’acqua sa discorrere,
l’onda prende per mano l’onda,
nella vigna il grappolo si gonfia, cade giù, spaccandosi.
Candida la lumaca esce di casa!

Una pietra sa come intenerire l’altra!

Spiegami, amore, quel che non so spiegare:
in questo tempo breve, orribile, dovrò
avere il pensiero solo per compagno?
Nessun affetto conoscere o creare?
che uno pensi è necessario? la sua mancanza non si avverte?

Tu dici: un altro spirito conta su di noi…
Non mi spiegare. Vedo la salamandra
guizzare in ogni fuoco.
Non prova brivido e nulla le fa male.
**************
Erklär mir, Liebe

Dein Hut lüftet sich leis, grüßt, schwebt im Wind,
dein unbedeckter Kopf hat's Wolken angetan,
dein Herz hat anderswo zu tun,
dein Mund verleibt sich neue Sprachen ein,
das Zittergras im Land nimmt überhand,
Sternblumen bläst der Sommer an und aus,
von Flocken blind erhebst du dein Gesicht,
du lachst und weinst und gehst an dir zugrund,
was soll dir noch geschehen -

Erklär mir, Liebe!

Der Pfau, in feierlichem Staunen, schlägt sein Rad,
die Taube stellt den Federkragen hoch,
vom Gurren überfüllt, dehnt sich die Luft,
der Enterich schreit, vom wilden Honig nimmt
das ganze Land, auch im gesetzten Park
hat jedes Beet ein goldener Staub umsäumt.

Der Fisch errötet, überholt den Schwarm
und stürzt durch Grotten ins Korallenbett.
Zur Silbersandmusik tanzt scheu der Skorpion
Der Käfer riecht die Herrlichste von weit;
hätt ich nur seinen Sinn, ich fühlte auch,
daß Flügel unter ihrem Panzer schimmern,
und nähm den Weg zum fernen Erdbeerstrauch!

Erklär mir, Liebe!

Wasser weiß zu reden,
die Welle nimmt die Welle an die Hand,
im Weinberg schwillt die Traube, springt und fällt.
So arglos tritt die Schnecke aus dem Haus!

Ein Stein weiß einen andern zu erweichen!

Erklär mir, Liebe, was ich nicht erklären kann:
Sollt ich die kurze schauerliche Zeit
nur mit Gedanken Umgang haben und allein
nichts Liebes kennen und nichts Liebes tun?
Muß einer denken? Wird er nicht vermisst?

Du sagst, es zählt ein andrer Geist auf ihn...
Erklär mir nichts. Ich seh den Salamander
durch jedes Feuer gehen.
Kein Schauer jagt ihn, und es schmerzt ihn nichts.

mercoledì 26 giugno 2013

Al sole di Ingeborg Bachmann

Robert McGinnis
Più bello della nobile luna e della sua luce gentile,
Più bello delle stelle, gloriose insegne della notte,
Molto più bello di una cometa al suo ardente apparire,
E chiamato a gesta assai più belle d’ogni altro astro,
Ché a lui ogni giorno la tua e la mia vita si deve, è il sole.

Bel sole, che sorge memore della sua opera
E la compie, in estate bellissimo, quando il giorno
Svapora sulla costa e le flaccide vele riflesse
Scorrono sui tuoi occhi, finché stanca le tronchi.

Senza il sole riprende il velo anche l’arte,
Più non mi appari, e il mare e la sabbia
Frustati da ombre fuggono sotto la palpebra.

Bella luce, che ci riscalda, preserva e meravigliosa provvede
Che io veda ancora e che ancora ti veda!
Nulla di più bello sotto il sole che stare sotto il sole…

Nulla di più bello che guardare il bastone nell’acqua 
e l’uccello nel cielo
Ponderare il suo volo, e in basso i pesci nel banco,

Colorati, formati, giunti al mondo con un messaggio di luce,
E guardarsi d’intorno, il quadrato di un campo, i mille 
angoli del mio paese
E il vestito che indossi. E il tuo vestito azzurro a campana!

Azzurro stupendo, in cui i pavoni passeggiano e s’inchinano,
Azzurro di lontananze, di zone felici, con i climi per il mio sentire,
Azzurro caso all’orizzonte! E i miei occhi entusiasti
Si dilatano ancora, sfavillano e ardono sino allo spasimo.

Bel sole, a cui anche la polvere rende il tributo più alto,
E dunque non per la luna e le stelle e non 
Per le comete millantate dalla luna, che tenta di beffarmi,
Ma per te, e presto infinitamente, e come per null’altro
Piangerò nel lamento la rovina dei miei occhi ineluttabile.

* Invocazione all’Orsa Maggiore*
***********
An die Sonne 

Schöner als der beachtliche Mond und sein geadeltes Licht,
Schöner als die Sterne, die berühmten Orden der Nacht,
Viel schöner als der feurige Auftritt eines Kometen
Und zu weit Schönrem berufen als jedes andre Gestirn,
Weil dein und mein Leben jeden Tag an ihr hängt, ist die Sonne.

Schöne Sonne, die aufgeht, ihr Werk nicht vergessen hat
Und beendet, am schönsten im Sommer; wenn ein Tag
An den Küsten verdampft und ohne Kraft gespiegelt die Segel
Über dein Aug ziehn, bis du müde wirst und das letzte verkürzt.

Ohne die Sonne nimmt auch die Kunst wieder den Schleier,
Du erscheinst mir nicht mehr, und die See und der Sand,
Von Schatten gepeitscht, fliehen unter mein Lid.

Schönes Licht, das uns warm hält, bewahrt und wunderbar sorgt,
Daß ich wieder sehe und daß ich dich wiederseh!

Nichts Schönres unter der Sonne als unter der Sonne zu sein...

Nichts Schönres als den Stab im Wasser zu sehn und den Vogel oben,
Der seinen Flug überlegt, und unten die Fische im Schwarm,

Gefärbt, geformt, in die Welt gekommen mit einer Sendung von Licht,
Und den Umkreis zu sehn, das Geviert eines Felds,
[das Tausendeck meines Lands
Und das Kleid, das du angetan hast. Und dein Kleid, glockig und blau!

Schönes Blau, in dem die Pfauen spazieren und sich verneigen,
Blau der Fernen, der Zonen des Glücks mit den Wettern für mein [Gefühl,
Blauer Zufall am Horizont! Und meine begeisterten Augen
Weiten sich wieder und blinken und brennen sich wund.

Schöne Sonne, der vom Staub noch die größte Bewundrung gebührt,
Drum werde ich nicht wegen dem Mond und den Sternen und nicht,
Weil die Nacht mit Kometen prahlt und in mir einen Narren sucht,
Sondern deinetwegen und bald endlos und wie um nichts sonst
Klage führen über den unabwendbaren Verlust meiner Augen.