Il vento soffia e nevica la frasca,
e tu non torni ancora al tuo paese,
quando partisti, come son rimasta,
come l'aratro in mezzo alla maggese.
Visualizzazione post con etichetta Alberti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Alberti. Mostra tutti i post

giovedì 16 aprile 2015

Ritorni dell'amore come era di Rafael Alberti

Angelo Dall'Oca Bianca/Stelle cadenti 1913
A quel tempo eri bionda e grande,
solida spuma ardente ed elevata.
Parevi un corpo staccatosi
dai centri del sole, lasciato
da un colpo di mare sulla sabbia.

Tutto era fuoco a quel tempo. Bruciava
intorno a te la spiaggia. A rutilanti
vetri di luce erano ridotte
le alghe, i molluschi, le pietre
che le ondate spingevano contro di te.

Tutto era fuoco, fulmine, palpito
d'onda calda in te. Se era una mano
che osava o le labbra, cieche braci
volando fischiavano nell'aria.
Tempo incendiato, sogno consumato.

Io mi rotolai nella tua spuma a quel tempo.
*
Ritorni della vita lontana

lunedì 9 marzo 2015

Ritorni dell'amore in un palco di teatro di Rafael Alberti

Beraud
Fuori, in sala, musiche e luci,
amore finto, amore dato a freddo,
lettera morta, benché apparentemente
sanguini il cuore cantando la vita.

Attutito, giungeva fra i tendaggi
gli ori falsi e i velluti rossi, il grido
dell'eroe agonizzante nell'ombra segreta
del palchetto ove autentico,
senza parole, senza gesti studiati,
accadeva l'amore.

Dolci le mani e gli occhi indovinati,
la tepidezza ombrosa
della pelle, quel languido silenzio,
quell'irta oscurità
nella scena a amorosa
che tutt'e due offrivano, senza applausi,
al godimento d'uno specchio muto.

O grazia di quegli anni, meraviglia
di offrire al nostro amore una qualsiasi penombra,
d'una carrozza, d'un angolo solitario
o d'un palco di teatro mente passa
la morte senza accorgersene!

lunedì 21 aprile 2014

L'angelo bugiardo di Rafael Alberti

Dewing*Gloria*1884
E fui sconfitta
io, senza violenza,
con miele e con parole.

E, sola, in province
di sabbie e vento,
senz’uomo, prigioniera.

E, ombra di qualcuno,
cento porte di secoli
murarono il mio sangue.

Ahi, luci! A me!
Che fui sconfitta,
io, senza violenza,
con miele e con parole.
(DEGLI ANGELI)
***********

El ángel mentiroso

Y fui derrotada
yo, sin violencia
con miel y palabras
Y, sola, en provincias
de arena y de viento
sin hombre, cautiva

Y, sombra de alguien
cien puertas de siglos
tapiaron mi sangre.
¡Ay luces! ¡Conmigo!
Que fui derrotada
yo, sin violencia,
con miel y palabras.
(Sobre los ángeles 1929)

sabato 2 febbraio 2013

Canzone dell'angelo senza fortuna di Rafael Alberti

Abbott Anderson Thayer*1889
Tu sei ciò che se ne va:
acqua che mi porta,
che mi lascerà.
Cercatemi nell'onda.
Ciò che va e non torna:
vento che nell'ombra
si spegne e s'accende.
Cercatemi nella neve.
Ciò che nessuno sa:
banco mobile
che non parla con nessuno.
Cercatemi nell'aria.
*************
Canción de àngel sin suerte 
Tù eres lo que va:
agua que me lleva,
que me dejarà.
Buscadme en la ola.
Lo que va y no vuelve:
viento que en la sombra
se apaga y se enciende.
Buscadme en la nieve.
Lo que nadie sabe:
tierra movediza
que no habla con nadie.
Buscadme en el aire.
(Traduzione di Vittorio Bodini)
de "Sobre los àngeles"* 1927-1928

venerdì 2 maggio 2008

Primo ricordo di Rafael Alberti

McNair/Il sonno della principessa
"Passeggiava con l'abbandono di giglio che mediti,
o quasi d'uccello che sappia di dover nascere.
Senza vedersi si guardava in una luna a cui il sogno faceva da
specchio,
in un silenzio di neve che innalzava i passi.
Affacciata a un silenzio.
Era anteriore all'arpa, alle parole, alla pioggia.
Non sapeva.
Bianca alunna dell'aria,
tremava con le stelle, con il fiore e con gli alberi.
Il suo stelo, la verde sua cintura.
Con le mie stelle
che, di tutto ignoranti,
per scavar nei suoi occhi due lagune
lei in due mari annegarono.
E ricordo...
niente più: morta, sparire. "

venerdì 11 aprile 2008

Prologo (Tre ricordi dal cielo) di Rafael Alberti

L'aurora/Bouguereau
Non aveva la rosa compleanni o l'arcangelo.
Tutto, anteriore al pianto e al belato.
Quando ancora la luce non sapeva
se il mare nascerebbe maschio o femmina.
Quando il vento sognava chiome da pettinare
e garofani il fuoco e gote da infiammare
e l'acqua, delle labbra ferme a cui abbeverarsi.
Tutto, anteriore al corpo, al nome e al tempo.
Allora io ricordo che una volta nel cielo...

martedì 8 aprile 2008

Belorado di Rafael Alberti

All'entrata ,
mio amore
all'entrata del borgo,
mi dicesti,
mio amore
Buona notte,
mio re!
col tuo fazzoletto.
Col tuo fazzoletto di spuma
no,
di luna
no,
di vento.

mercoledì 5 marzo 2008

2° ricordo di Rafael Alberti

Franz Von Stuck
Anche prima,
molto prima della rivolta delle ombre,
e che nel mondo cadessero piume incendiate
e un uccello potesse essere ucciso da un giglio.
Prima,
prima che tu mi domandassi
il numero e il sito del mio corpo.
Assai prima del corpo.
Nell'epoca dell'anima.
Quando tu apristi nella fronte non coronata, del cielo,
la prima dinastia del sogno.
Allorché,
contemplandomi nel nulla,
inventasti la prima parola.
Allora,
il nostro incontro.

domenica 2 marzo 2008

Amaranta di Rafael Alberti

Gustav Klimt
Biondi, lucidi seni di Amaranta,
limati da una lingua di levriero.
Portico di limoni, dal sentiero
disviati che alla tua gola monta.
Rosso, un ponte di riccioli sormonta
il volto e incendia i tuoi ondulati avorii.
Morde e ferisce dei denti il biancore,
curvo, per aria, ti innalza nel vento.
Solitudine dorme in ombratura,
calza il suo piede di zeffiro e scende
dall'alto olmo al mar della pianura.
E il corpo in ombra, oscuro, le si accende,
e gladiatrice, come brace impura,
tra Amaranta e il suo amante si distende.
(Rafael Alberti)

venerdì 15 febbraio 2008

Terzo ricordo di Rafael Alberti

Mostyn*Ritratto di Lady
Ancora i valzer del cielo non avevano sposato il gelsomino e la neve,
né i venti riflettuto la possibile musica dei tuoi capelli,
né decretato il re che la violetta fosse sepolta in un libro.
No.
Era l'età nella quale viaggiava la rondine
senza le nostre iniziali nel becco.
Quando convolvoli e campanule
morivano senza balconi da scalare né stelle.
L'età
nella quale sull'omero di un uccello non c'era fiore che posasse
il capo.
Allora, dietro al tuo ventaglio, la nostra prima luna.

lunedì 11 febbraio 2008

I bimbi di Estremadura di Rafael Alberti

Joaquin Sorolla/E qualcuno dice che il pesce è caro
I bimbi di Estremadura
vanno scalzi.
Chi gli ha rubato le scarpe?
Li ferisce il caldo e il freddo.
Chi gli ha strappato i vestiti?
La pioggia
gli bagna il letto e il sonno.
Chi demolì la casa?
Non sanno
i nomi delle stelle.
Chi gli chiuse la scuola?
I bimbi di Estremadura
sono serii.
Chi fu il ladro dei loro giochi?
traduzione di V. Bodini

domenica 16 dicembre 2007

Marinaio a terra di Rafael Alberti

Federico Barocci
Come son solo...
Come son solo a volte, sono solo
e anche povero, triste e dimenticato!
Mi piacerebbe chiedere l'elemosina
sulle spiagge natie e fra i miei campi.
Date a colui che torna almeno un tozzo
di mite luce e un cielo tranquillo.
Per carità. Voi non mi conoscete....
Io non vi chiedo molto....
Un'elemosina.
(nell'anniversario della nascita 16 dicembre 1902)

domenica 28 ottobre 2007

Retornos del otono di Rafael Alberti

Goya*Marchesa de Santa Cruz
Nos dicen: Sed alegres.
Que no escuchen los hombres rodar en vuestros cantos
ni el más leve ruido de una lágrima.
Está bien. Yo quisiera, diariamente lo quiero,
mas hay horas, hay días, hasta meses y años
en que se carga el alma de una justa tristeza
y por tantos motivos que luchan silenciosos
rompe a llorar, abiertas las llaves de los ríos.
Miro el otoño, escucho sus aguas melancólicas

de dobladas umbrías que pronto van a irse.
Me miro a mí, me escucho esta mañana
y perdido ese miedo
que me atenaza a veces hasta dejarme mudo,
me repito: Confiesa
grita valientemente que quisieras morirte.
Di también: Tienes frío.

Di también: Estás solo, aunque otros te acompañen.
¿Qué sería de ti si al cabo no volvieras?
Tus amigos, tu niña, tu mujer, todos esos
que parecen quererte de verdad, ¿qué dirían?
Sonreíd. Sed alegres. Cantad la vida nueva.

Pero yo sin vivirla, ¡cuántas veces la canto!¡
Cuántas veces animo ciegamente a los tristes,
diciéndoles: Sed fuertes, porque vuestra es el alba!
Perdoname que hoy sienta pena y la diga.

No me culpéis. Ha sido
la vuelta del otoño.
(Nell'anniversario della sua morte 28 ottobre 1999)

mercoledì 3 gennaio 2007

L' Angelo buono di Rafael Alberti

Burne Jones
Venne quello che amavo,
quello che invocavo.
Non quello che spazza cieli senza difese,
astri senza capanne,
lune senza patria, nevi.
Nevi di quelle cadute da una mano,
un nome, un sogno, una fronte.
Non quello che alla sua chioma legò la morte.
Quello che io amavo.
Senza graffiare i venti,
senza foglia ferire né smuovere cristalli.
Quello che alla sua chioma legò il silenzio.
Senza farmi del male,
per scavarmi un argine di dolce luce nel petto e rendermi l'anima navigabile.