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giovedì 3 aprile 2014

"Non esiste nessun oggetto al mondo che sia isolato".

..e poi scopri, casualmente, che il Professor Del Giudice è morto.
No, dico, fanno chiasso per cavolate gossip di nessuna importanza e non dicono che è mancato uno degli scienziati più geniali e generosi d'Italia?
Siamo proprio un Paese di allocchi!
Ci rigirano come vogliono, con l'aiuto dei media riescono a farci credere importante che il calciatore X è in crisi con la velina Y e noi tutti ad indignarci!!!
.. e poi ci si chiede il perché le cose vadano male e l'Italia sia in crisi!!!!
Se invece di interessarsi alle cose serie, almeno nel 50% delle volte, la nostra attenzione è dirottata sempre su fatti vuoti e vacui dove crediamo di andare???

http://www.ilcambiamento.it/medicina/emiliodelgiudice.html


Vi consiglio caldamente di guardare i suoi video, sono illuminanti.
Questo che vi ho postato in modo particolare.. Ma tutti i suoi studi.. Che dire della "MEMORIA DELL'ACQUA"??? Qui video --> http://youtu.be/LDYjQ4qHfM8
Qui articolo --> http://www.progettomeg.it/memoriacqua.htm
Qui un ricordo --> http://22passi.blogspot.it/2014/02/ricordiamo-emilio-del-giudice.html

Addio Professore e grazie, per aver amato tanto il suo lavoro e soprattutto per essere stato un divulgatore tanto capace e disponibile.
Grazie per aver stimolato la mia curiosità. :)

domenica 23 febbraio 2014

Anche gli chef.. Sbagliano.

Ecco. Diciamocelo.
A volte vedi presentati personaggi eccezionali e inarrivabili perché di questi non vedi tutto ma solo i successi.
Sono persone assolutamente normali e come tali fanno degli errori.
Sia piccoli che grandi.

Quindi, quando vedete certe cose proposte da certi personaggi sia della rete che della tv, state serene, non fanno solo piatti eccezionali.

Ieri proprio mi è capitato di provare la cosa con mano.
Ero al mio corso e la chef, seppur bravissima, ha fatto un errore col forno e ha cotto decisamente male ben tre infornate diverse con tre diversi dolci.
Risultato? Torte secche, biscotti con retrogusto fumé e le meringhe? Con l'interno gommoso e appiccicosissimo!
Certo, siamo in 11, io faccio domande su ogni granello di zucchero, ha mille cose da tenere sotto occhio ma.. il risultato rimane.
Eppure le montate così spumose, le densità perfette, i profumi.. è bravissima ma quando si lavora si sbaglia e se si lavora tanto, capita abbastanza di sovente di sbagliare.
Ecco.

Per non parlare dei blogger. Certi mi fanno venire l'orticaria. Attenzione, non l'invidia che trovo sia un sentimento inutile e dannoso in primis per se stessi, proprio il nervoso perché presentano cose magari difficoltose come venute al primo colpo "era la prima volta che facevo questo dolce a 165 strati e mi è venuto subito! è così semplice!!!".. Ecco. No.
Io mi immagino la suddetta che fa e ri fa il dolce 10 volte prima che le venga bene, lo fotografa con una reflex da 2'000 € per dargli il giusto tono e poi, ancora ansimante, scrive poetiche e modeste lodi a se stessa, implicite.
Care, siamo sinceri:
lo sappiamo tutti che non vengono certe cose al primo botto, manco a Gordon Ramsay, figuriamoci a voi!
Quindi basta, scrivete:
"questo dolce all'inizio presenta questa difficoltà ma ho scoperto che la cosa si può ovviare in questo modo.." oppure "la verdura così perde di colore e fa apparire il piatto smorto ma se aggiungete questa salsa l'effetto sarà davvero delizioso anche agli occhi!".
L'onestà paga, alla lunga.
Ma soprattutto.. Ci fa sentire delle persone vincenti, anche a dispetto degli sbagli. ;)


giovedì 11 aprile 2013

5x1000: cos'è, come, perché e cosa fare.

Oggi ospito un importante annuncio.
Ogni anno, facendo la dichiarazione dei redditi avete una grande possibilità: quella di aiutare.. e per di più senza spendere un centesimo.

Potete devolvere il vostro 5x1000 IRPEF.

è un'opportunità davvero magnifica per poter fare tanto con solo una firma.

Cos'è il 5x1000?
Nel 2005, l'allora Ministro dell'economia Tremonti, introduce questa misura in maniera sperimentale e, sembrava, provvisoria. Essa prevede che i contribuenti possano destinare una quota, il 5 per 1000 appunto, della cifra destinata all'Irpef nella dichiarazione dei redditi.
I beneficiari individuati furono:
associazioni di promozione sociali, associazioni riconosciute, enti dediti alla ricerca scientifica e alla sanità, onlus, servizi sociali dei Comuni, università.
Fin dalla sua presentazione il 5x1000 fu un successo. E questa è fondamentalmente la ragione per cui è considerata una misura oramai stabile con cui poter sostenere l'attività di uno dei beneficiari.
In particolare, negli anni, il no-profit è stato il comparto finanziabile altamente preferito nella devoluzione della quota.

Come già detto devolvere il 5x1000 non costa nulla e porta una parte del gettito IRPEF verso ottime cause e indirizzi.
Come si fa a donare il proprio contributo?
Nulla di più semplice.
Al momento di apporre la firma sulla dichiarazione dei redditi si può indicare uno dei beneficiari in questo modo: si segnala il CODICE FISCALE  dell'ENTE a cui destinare, si firma ed il danaro arriverà al progetto scelto.
La formula introdotta indicando i dati del beneficiario implica il sapere chi sia e cosa faccia. Questo da uno spessore maggiore al nostro impegno che diventa consapevole e implica una scelta ragionata.
Vi prego quindi di considerare la donazione verso "ACTIONAID".
(ecco il loro comunicato stampa ufficiale:)

Inizia a cambiare il mondo. Basta la tua firma!

E’ tempo di 5x1000 e se ancora non hai deciso a chi devolverlo ecco 4 buone ragioni per donarlo ad ActionAid:
Da più di 30 anni lottiamo per un mondo più giusto, dove nessun bambino abbia fame e tutti possano avere gli stessi diritti;
Lavoriamo in più di 50 paesi perché il diritto al cibo sia di tutti, per affermare i diritti delle donne, per fermare la pandemia dell’HIV/AIDS attraverso delle azioni concrete, per garantire l’accesso all’istruzione a tutti i bambini, per monitorare e dare maggiore trasparenza alle istituzioni, rendendole più responsabili e al servizio di tutti i cittadini.
Intervenire dove si verificano delle emergenze e programmare attività volte a ridurne il rischio, mettendo le persone in condizione di sapere come proteggere se stesse nei momenti di pericolo e aumentare le probabilità di sopravvivenza.;
Realizzare campagne di sensibilizzazione e combattere efficacemente la fame.
Come donarlo? E’ semplice, basta la tua firma!

Sulla tua dichiarazione dei redditi scrivi il nostro codice fiscale: 09686720153

5x1000 donazione 2013
Nel mio blog troverete il link permanente, legato al banner che vedete qui sopra, per risalire alla pagina dedicata e poter aiutare "ACTIONAID.IT" anche in altre occasioni. Lo troverete sia in home, che nella pagina del disclaimer e in quella scrivimi.

La vita è bella, celebrala con un piccolo gesto.

martedì 2 aprile 2013

Single.

Venerdì sera sono uscita con tre amiche.
Un pub con cucina, un locale dove mangiare come un altro, il dopo cena a ballare...
Ok, ok, a fianco a noi c'era il big gim che mangiava ma non mi ha fatto ne caldo ne freddo.
A dire il vero l'ho guardato ma era come guardare una bella macchina da corsa. Un'emozione fine a se stessa.Una serata serena. Divertente. Piena di chiacchiere a volte sciocche a volte profonde. Bella.
Quello che pensavo conversando con le mie adorabili accompagnatrici era che forse è il caso di sondare le ragioni del mio essere Single.

Beh, daltronde ogni tanto ci penso, oramai è parecchio che navigo in questa vita da sola.
Ci penso anche per la mia bimba, pure se mi rendo conto che è serena e intimamente felice.
Ma non posso fare a meno di chiedermi se sto facendo le scelte giuste e se mi manca qualcosa a livello affettivo ma anche relazionale. Allora mi indago, mi pongo domande e cerco d'essere più onesta possibile con me stessa. Cerco di capirmi ma anche di indovinare gli stratagemmi che la mia mente si inventa per by-passare i problemi e la verità.
Scavo, fino alla cantina e oltre.. giù fino alla ghiacciaia dimenticata nel silenzio.
Certe volte mi soddisfo, certe altre risalgo in superficie col fiato corto e la sensazione di essermi presa in giro ma su qualcosa sono sempre soddisfatta: ci provo a capirmi e qualcosa di me la so, oramai.

Che cosa siamo noi donne, però! Tutta la vita a sognare il principe azzurro, per attitudini o per condizionamenti e poi arriva il momento di avere una famiglia e magari ci rendiamo conto che .. ma anche no!
Ecco, io sono un "ma anche no". Una donna che non vuole complicazioni, pratica, esuberante e soddisfatta della sua vita per come è ora.
Certo, le emozioni dell'Amore.. Mhmmm.. no. Meglio la felicità serena e tranquilla di ogni giorno, meglio vivere senza alti e bassi ma con la certezza della gioia semplice, quella che ti riempie la vita, quella che ti appaga senza fuochi d'artificio.
Mi chiedevo se fosse paura.
Ho scoperto che non lo è. Quando si raggiunge una condizione di serenità è difficile poi abbandonarla per fare un salto nel buio. Ci puoi, e devi a mio avviso, provare a vent'anni, a trenta.. Ma dopo? Ha davvero senso mettersi in discussione ad ogni passo e sfidarsi con le probabilità di fallire e dover ricominciare a cercare un equilibrio?
Se sto bene, tutto va bene, sono circondata da persone felici la mia domanda è: perché cambiare?
Forse sono ingenua ma quello che ho mi basta e mi appaga.
Ho ottenuto dalla vita quello che cercavo. Certo, posso migliorare ma partendo da una base solida che non voglio mettere in discussione ne rischiare di far vacillare.
Sarebbe bello solo viaggiare di più. Ma non è detto che non accada.

E dopo gli stravizzi Pasquali, i pesci d'Aprile a "pasquetta" e il senso profondo di queste feste espresso in un sentimento di commozione e considerazione di Fede.. Posso dirlo:
io sono Felice.
Il mondo comincia qui.


giovedì 14 marzo 2013

Deodorante.

Voi quale preferite?
Io personalmente amo quelli in gel, non liquidi come gli spray e non densi come le creme.
Un gel fresco, come sensazione, ma performante ovvero che mi assicuri tutta la giornata di sudorazione non olezzosa.
Ultimamente una zia mi ha regalato un campioncino di un deo in crema di una nota azienda pseudo bio.. Di quelle che si spacciano per tali, hanno nomi e packaging che da quella sensazione di anturale e proveniente dalla fattoria degli Elfi e..
..E poi i loro prodotti contengono solo una minima parte di un qualche estratto ma i soliti siliconi, petrolati, e via discorrendo.
Consiglio, per prendere confidenza con ciò che è buono per la pelle e ciò che non lo è, di verificare sempre sulla rete che cosa siano i vari "Methilparaben" ad esempio o "PEG/PPG" (QUI trovate un sito davvero interessante da consultare e riconsultare!).

Cosa usate, di solito per deodorarvi?
Cosa preferite, come vi regolate.. Ma soprattutto: sapete cosa state utilizzando?

A volte impegnarsi un minimo, vi assicuro davvero un minimo, per auto prodursi un deodorante aiuta a combattere il carovita, concorda nel mantenere il pianeta meno inquinato e introduce al consumo di prodotti che non ci facciano male.


Certo è che per auto produrre un cosmetico non basta guardare un video su youtube o leggere una dispensa o un libro e nemmeno seguire una conferenza.
Dovete sapere esattamente cosa state facendo.

Solo dopo aver capito cosa e come e con quali cose avete a che fare potete copiare una ricettina su internet e sperimentare!

Inoltre inserisco, per gli interessati, questo estratto dal libro COSMETICS UNMASKED, Dr. Stephen & Gina Antczak

Ingredienti cosmetici che possono causare allergie:
più di 80 ingredienti sono stati riconosciuti potenzialmente allergizzanti per alcuni individui,
i più comuni li riportiamo in questa lista

2,4-Diaminophenol (e HCI) Isopropanolamine
2-Bromo-2-nitropropane-1,3-diol m-Phenylenediamine (e sofate)
BHA Methylchloroisothiazolinone
BHT Methylisothiazolinone
Cocamide DEA Myristyl Alcohol
Cocamide MEA Oleamidopropyl Dimethylamine
Cocamide MIPA Phenoxyethanol
DEA-Oleth-10 Phosphate Propyl Gallate
Dihydroxyacetone (DHA) Propylene Glycol
Glyceryl Oleate Stearyl Alcohol
Isopropanolamine

Ingredienti cosmetici che possono causare dermatiti:
più di 300 ingredienti cosmetici sono stati collegati alle dermatiti. Di questi alcuni sono
molto comuni nei cosmetici, eccoli nella lista sottostante:

2-Bromo-2-nitropropane-1,3-diol Lanolin e derivati
Alcohol (incluso quello denat.) Methyldibromo Glutaronitrile
Ammonium Glycolate Oxybenzone (Benzophenone-3)
Benzyl Alcohol p-Phenylenediamine (incluso HCI e solfati)
BHA Propylene Glycol
BHT Ricinoleic Acid
Cetearyl Alcohol Sorbitan Palpitate
Cetyl Alcohol Sorbitan Sesquioleate
Chloroacetamide Stearamidoethyl Diethylamine (e fosfati)
Cocamide DEA, MEA e MIPA Stearyl Alcohol
Cocamidopropyl Betaine t-Butyl Hydrolyzed Collagen
Bi-t-Butylhydroquinone TEA-Cocoyl Hydrolyzed Collagen
Diammonium Dithiodiglylcolate TEA-Cocoyl Hydrolyzed Soy Protein
DMDM Hydantoin TEA-Stearate
Glyceryl Thioglycolate Tocopherol (dipende dalle dosi)
Glycolic Acid
Imidazolidinyl Urea
Ingredienti cosmetici che possono causare eczema:
1,2-Dibromo-2,4-dicyanobutane Methyl Alcohol
Alcohol Methyldibromo Glutaronitrile
Alcohol denat. Potassium Tallonate
Butadiene/Acrylonitrile Copolymer Sodium Lauryl Sul fate
Diammonium Dithiodiglycolate Sodium Tallonate
Glycol Styrene/Acrylates/Acrylonitrile Copolymer
Ingredienti cosmetici che possono causare psoriasi:
Linalool (o Linalol)
Hydroxycitronellal
Ingredienti cosmetici che possono causare comedoni:
Buthyl Stearate Myristyl Propinate
Coal Tar Octyl Stearate
Decyl Oleate Oleic acid
Isocetyl Stearate Potassium Tallowate
Isopropyl Isostearate Propyleneglycol-2-myristyl Propinate
Isostearyl Neopentanoate Sodium Tallonate
Lanolin Xanthene
Lanolin Alcohol
Lauryl Alcohol
Methyl Oleate

Molti ingredienti contenenti Myristate, Palpitate e Laneth- sono stati ricollegati a effetti
comedogenici.

Ingredienti cosmetici potenzialmente cancerogeni: si deve far notare che sono
direttamente cancerogeni o contengono residui di sostanze cancerogene. Tuttavia non è
dimostrato con evidenza scientifica che prodotti cosmetici contenenti queste sostanze
siano direttamente causa di tumori.


1,2-Phenylenediamine Diamine
2,4-Diaminoanisole Dimethicone
2,4-Diaminoanisole Sul fate Direct Black 38
2,4-Toluenediamine Direct Blue 6
2,5-Diaminoanisole FD&C Red # 3
2-Chloro-p-phenylenediamine Formaldehyde
2-Chloro-p-phenylenediamine Sul fate Hydrogen Peroxide
2-Methoxyaniline Naphthalene
2-Nitro-p-phenylenediamine Nitrilotriacetic Acid
2-Nitropropane o-Nitro-p-Aminophenol
4-Chloro-1,2- phenylenediamine Phenacetin
4-Methoxyaniline Phthalic acid
BHT Ingredienti contenenti Ftalati (profumi di
sintesi per es.)
CI 77266 Steramidopropyl Diamethylamine
CI 77268:1 Trisodium NTA
Coumarin
DEA e derivati

Prelevato da QUI.

giovedì 7 febbraio 2013

Frittelle e uova.

Frittelle Chippewa (popolo nativo americano):
Ingredienti:
3 etti di farina d'avena,
1/2 litro di acqua, 1/2 bicchiere d'olio,
1/2 bicchiere di miele liquido,
olio per friggere.

Strumenti:
1 ciotola
1 frusta (o cucchiaio)
1 padella
1 schiumarola
1 piatto di portata coperto da carta assorbente

Preparazione:
Amalgamare bene gli ingredienti aggiungendo per ultimo il miele, quindi scaldare l'olio in una padella e cuocere l'impasto a cucchiaiate, quando le frittelle saranno dorate da ambo le parti metterle a sgocciolare su carta assorbente e servire subito calde.

Questa ricetta semplicissima, velocissima da preparare è adatta a chi non può mangiare latticini, ai diabetici (basta usare miele d'Acacia e limitarsi ad 1 frittella) a chi non mangia le uova ed anche, usando una farina senza glutine di Avena, per i celiaci. Certo, non è una ricetta specifica per chi soffre di questa ingombrante intolleranza ma visti i 3 ingredienti di cui è composta è più semplice adattarla alle varie esigenze!
Altro motivo per cui mi piace è che si può modificare benissimo a piacere.
Provate ad aggiungere:
2 cucchiai da minestra di mele gratuggiate
1 cucchiaio di Li.Co.Li.
oppure
1 manciata di uvetta ben mondata ed asciutta
oppure
2 cucchiai colmi di gocce di cioccolato fondente amaro
oppure
canditi, frutta secca, frutti di bosco...
La fantasia si spreca, quando le ricette sono tanto semplici e gradevoli dandoci una base su cui sperimentare!!

In contrapposizione con questa deliziosa ricetta degli Indiani d'America, a me tanto cari e sempre presenti nel vissuto quotidiano, a due notizie recenti.
La prima parla della creazione di un uomo bionico e titola "
Presentato a Londra Rex, il primo uomo bionico della storia", salvo poi spiegare che non è proprio il primo ma il più complesso.
Due domande mi sorgono in proposito: a cosa serve gli mettano organi funzionanti e sangue? Perché non lo capisco (ma indagherò in proposito statene certi!). E, secondo, era ovvio e immaginabile che stessimo andando in questa direzione ma perché umanizzarli tanto? Che bisogno inconscio è sottinteso nella creazione di una bambola con sangue e cuore che, fintamente, batte?
Ma costruiteli funzionali, utili e utilitaristici, pratici.. Perché scomodare la psicologia e l'etica quando non serve?
Rifletterò attentamente su quanto sopra.
La seconda notizia arriva, a vanto Italiano, da una nostra ricercatrice all'estero, naturalmente all'estero. Giulia Biffi, cervello emigrato a Cambridge, ha guidato uno studio di importanza assoluta che ha dato nuova impronta alla ricerca genetica:
la scoperta della quadrupla elica del DNA umano.
Questo studio, coordinato da Shankar Balasubramanian, cambia tutte le carte in tavola per quanto riguarda la ricerca scientifica. è rivoluzionario.
Anche questo importantissimo passo verso la conoscenza umana mi fa sorgere domande sulla prima notizia e non sto alludendo ai ricercatori che trovano spazio solo in altri stati e ci privano, con tutta la mia approvazione visto che SO bene cosa vuol dire fare la ricercatrice (donna poi!) in Italia, del loro lavoro. La prima, spontanea domanda è: ma perché non ci concentriamo nello studiare noi stessi per capire veramente come funzioniamo invece di spendere milioni di euro/dollari per fare un prototipo di vita artificiale?
E poi a cascata, altri quesiti insolubili che mi fanno addirittura dimenticare il caffè nella tazza (eresia!!!!). Me lo rifaccio, va!

Ed ora veniamo alle uova.
Si va al supermercato, si vede la bella confezione con su scritto a lettere cubitali "allevate a terra" con tanto di prato pieno di margherite (ma senza galline, evidentemente intente a covare.. Non so..) e una/un consumatore acquista.
No!
Guardate il codice stampato sulle ovette, e spesso accuratamente nascosto, quello SOLAMENTE vi da la reale condizione di legge in cui sono detenuti gli animali.
Qui la tabella:

http://www.disinformazione.it/uova.htm

Ve la riporto tal quale come dal link a "DISINFORMAZIONE" messo appena sopra.


Un codice alfa numerico identifica ogni uovo:
il primo numero Indica la tipologia di allevamento
0 = biologico (1 gallina per 10 metri quadrati su terreno all'aperto, con vegetazione)

1 = all'aperto (1 gallina per 2,5 metri quadrati su terreno all'aperto, con vegetazione)

2 = a terra (7 galline per 1 metro quadrato su terreno COPERTO di PAGLIA 0 SABBIA) - CAPANNONI PRIVI DI FINESTRE e luce sempre accesa!
3 = IN GABBIA (25 GALLINE PER METRO QUADRATO IN POSATOI CHE OFFRONO 15 CM . PER GALLINA) - UNA SCATOLA Di SCARPE PER TUTTA LA LORO VITA.


Ovviamente è caldamente consigliato acquistare i primi due tipi di uova, biologiche o all'aperto. Il perché è intuibile, visto che vivere e mangiare costretti in un pertugio farà produrre uova con ben scarse qualità organoelettriche e nutritive.

Consumate ciò che vi fa bene, magari meno spesso ma evitate ciò che fa "del bene" alle aziende che speculano sulla vostra salute: noi non siamo artificiali, nemmeno con eliche quadruple nel DNA. ;)