Come quasi tutte le mattine, se arrivo al lavoro ad un orario umano, prendo un caffè e do' una scorsa al Corriere della Sera e a Il Post.
Oggi quest'ultimo mi ha fatto leggere un gioiellino davvero carino: un racconto assemblato da Giacomo Papi. Assemblato perché non è un racconto originale ma è composto interamente da incipit di romanzi. Lo trovate qui, e ditemi: voi ne avete riconosciuto qualcuno? Io (vergogna vergognissima) uno solo. E devo ammettere (vergogna vergognissima/2) che quest'unico romanzo non sono mai neppure riuscita a finirlo.
Per ora, il mio buon proposito è quello di cercare il romanzo dell'incipit numero 3 e iniziare a leggerlo proprio il 3 di febbraio, giorno citato dall'incipit stesso. Ce la posso fare, spero.
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mercoledì 20 gennaio 2016
lunedì 25 maggio 2015
Non ci sono limiti all'allucinante
Un anno fa
Drin.
"Pronto?"
"Libraia, sono il direttore della Banca XXX. Oggi puoi passare da noi? C'è una cosa che dovremmo vedere insieme."
"OddioSiamoUscitiDalFidoECihannoSegnalatoComeCattiviPagatori?"
"A che ora passi? Ne parliamo quando ci vediamo."
E' venuto fuori che, sei mesi prima, l'addetto allo sportello aveva scambiato due numeri e aveva mandato l'addebito della bolletta della corrente della ditta su un altro conto corrente.
Il bello è che mi aveva convocato per farmi questa domanda:
"Gli addebiti sono stati fatti ad un altro conto. Che fai, li risarcisci?"
No, guarda, gli addebito anche la rata del mutuo e della macchina e della carta di credito e mi metto pure a comprare scarpe e borse da Dior e tailleur su misura da Chanel, tanto paga un altro.
Il surreale della questione è stato che non sono riuscita a cavare un ragno da un buco sulla presunta responsabilità della banca:
"Senta, direttore, io non me ne sono accorta, ma pure voi che fate un addebito sbagliato non mi sembrate del tutto innocenti."
"Aaah, ma quando questo è successo io non c'ero, nel frattempo anche gli addetti allo sportello hanno turnato, ti ricordi, questa domiciliazione te l'ha fatta F., io cosa c'entro, stai pur certa che con me in direzione una cosa del genere non sarebbe successa."
Dunque la qui presente Libraia paga il suo debito con l'altro correntista, si sente pure un telefonata tra il direttore e il suddetto correntista in cui quest'ultimo le da' dell'approfittatrice e fatica non poco a prendere il telefono in mano e mandarlo direttamente proprio lì dove state pensando voi, e poi si sente dire:
Tutto sistemato, vedi? Tutto è bene quel che finisce bene. Adesso L. la nuova addetta allo sportello, ti rifà l'addebito e tutto torna come deve essere. Fai solo conto che la prima bolletta in scadenza la dovrai pagare tu, perché sono lenti ad abbinare numeri clienti e domiciliazioni.
Libraia quindi, diligentemente, paga in posta la bolletta e poi si mette il cuore in pace.
Poco prima della nascita di microG
"Azienda servizio elettrico, salve, sono X."
"Salve, X. sono Libraia. Dovrei chiedere un aumento di potenza sul numero cliente XXXXXYYYYZZZZ."
"Signora, prima di chiedere l'aumento di potenza forse dovrebbe pagare le bollette."
Insomma, la nuova addetta allo sportello del Direttore Che Non Deve Chiedere Mai pare non abbia mai fatto la domiciliazione promessa.
lunedì 20 giugno 2011
Il momento degli elogi #2
Sempre a proposito degli inediti del Corriere della Sera, devo confessare due cose.
La prima potrebbe risultare fortemente impopolare: io Saviano non l'ho mai sopportato. Sì, lo so che ha scritto un libro-denuncia imprescindibile, che è stato tradotto in cinquanta lingue e più, che venire minacciato dai boss, che avere a la scorta a ventisette anni, che la vita non è più la stessa, che scordati i gelati o le pizze all'una di notte e gli appuntamenti con la fidanzata o proprio la fidanzata perché -come diceva Falcone- si fanno figli, non orfani. Però mi sembra ingiusto tutto questo trambusto su di lui quando ci sono decine e decine di altre persone che si ribellano alla criminalità organizzata e vengono lasciati da soli perché le minacce non arrivano dai boss ma da qualche scagnozzo incaricato del lavoro sporco. Per finire con la tirata, tutta l'aura di santo laico che gli hanno cucito addosso e che ha visto il suo apice a Vieni via con me mi causava non poca orticaria.
Ecco il motivo per cui, dei tre inediti acquistati finora (Avallone, Bignardi e appunto Saviano), questo era rimasto in fondo al mucchio. Ieri, però, ilPiccoloG doveva fare il sonnellino e io dovevo svegliare almeno un briciolo della casalinga che sta ben nascosta in questi pannicoli adiposi. Allora ho preso in mano Saviano, convinta che l'avrei leggiucchiato e un po' e poi buttato lì.
Ed ecco la seconda cosa, che voglio proprio gridare al mondo:
La prima potrebbe risultare fortemente impopolare: io Saviano non l'ho mai sopportato. Sì, lo so che ha scritto un libro-denuncia imprescindibile, che è stato tradotto in cinquanta lingue e più, che venire minacciato dai boss, che avere a la scorta a ventisette anni, che la vita non è più la stessa, che scordati i gelati o le pizze all'una di notte e gli appuntamenti con la fidanzata o proprio la fidanzata perché -come diceva Falcone- si fanno figli, non orfani. Però mi sembra ingiusto tutto questo trambusto su di lui quando ci sono decine e decine di altre persone che si ribellano alla criminalità organizzata e vengono lasciati da soli perché le minacce non arrivano dai boss ma da qualche scagnozzo incaricato del lavoro sporco. Per finire con la tirata, tutta l'aura di santo laico che gli hanno cucito addosso e che ha visto il suo apice a Vieni via con me mi causava non poca orticaria.
Ecco il motivo per cui, dei tre inediti acquistati finora (Avallone, Bignardi e appunto Saviano), questo era rimasto in fondo al mucchio. Ieri, però, ilPiccoloG doveva fare il sonnellino e io dovevo svegliare almeno un briciolo della casalinga che sta ben nascosta in questi pannicoli adiposi. Allora ho preso in mano Saviano, convinta che l'avrei leggiucchiato e un po' e poi buttato lì.
Ed ecco la seconda cosa, che voglio proprio gridare al mondo:
Roberto Saviano scrive da Dio.
Il suo Super Santos ha una prosa ricca eppure scorrevolissima.
Lui è bravissimo nel portarti a leggere una frase, poi un'altra, poi un'altra ancora, fino alla fine.
Ai miei occhi ha appena seppellito tutti i presunti astri nascenti della letteratura italiana.
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