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martedì 20 dicembre 2011

La Confraternita delle M-App

Siamo poche, ma a un attento esame ben riconoscibili.

O forse siamo molte, ma la maggior parte di noi è ben nascosta.

Abbiamo messe in piega inesistenti, sciarpe storte, il passo svelto. Stazioniamo fuori dal cancello di qualche scuola, in bilico sull'ora di chiusura dei cancelli: trafelate, ci trasciniamo dietro i pargoli come se non ci fosse un domani, con il pensiero che va già al "quanto sono in ritardo, adesso arrivo al lavoro e la lavata di capo non me la toglie nessuno".
Nelle nostre borse si stratificano ere geologiche di giocattoli  dei nostri figli, ammennicoli dei nostri compagni, un numero imprecisato di scontrini che potrebbero permettere di ricostruire le necessità familiari degli ultimi sei mesi. Nelle nostre borse c'è tutto, tranne quello che ci serve. Abbiamo telefonini, facciamo liste, e dimentichiamo tutto.
Viviamo con ritmi da action movie, non abbiamo mai tempo per niente perché siamo sempre troppo, allegramente incasinate. Siamo le M-App, le Mamme Approssimative. Un po' irritanti, forse, ma in fondo simpatiche nella nostra eterna imperfezione. Non come la mamma del romanzo che vi presento oggi: noi accettiamo la nostra imperfezione con un sorriso; lei, invece, vi rincorrerà con un matterello.


NOME DEL FARMACO: Mama Tandoori
TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE:  Ernst van del Kwast