Siccome in occasione dello scorso post di paranoie mentali mi hanno bonariamente rimproverato il fatto che qui non si vede una recensione da quel dì, mi viene giusto in mente che forse oggi c'è il libro giusto per voi. Un libro tutto dedicato alle donne, nel bene e nel male, perché se è vero che siamo creature complicate capricciose umorali, è anche vero che come facciamo girare noi il mondo e l'economia nessuno mai.
Quindi, ecco a voi. E soprattutto a te, Francesca bella, che richiedi sempre le mie recensioni.
ALTRI NOMI DEL FARMACO: Au bonheur des dames (paesi francofoni).
TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE: Emile Zola per Newton Compton e Rizzoli.
COMPOSIZIONE: due i filoni principali. Tutto inizia con la storia della povera Denise, tipica eroina ottocentesca tutta principi, granitica dolcezza e sfortuna (e la morte dei genitori, e l'approdo a Parigi da uno zio che non può neppure darle da mangiare, e un fratello che le frega i pochi soldi che guadagna per spenderli con le amanti; insomma, una piccola fiammiferaia, che parla francese però); alla sua vicenda, dicevamo, si intreccia quella di un nuovo faro del commercio moderno: il grande magazzino Paradiso delle signore, immaginario rivale di quel Bon Marché che esiste per davvero e ancora oggi richiama a Parigi migliaia di appassionate di moda e di stile. Non un semplice negozio, ma un luna park per annoiate signore borghesi che sostituiscono i pomeriggi passati nelle cappelle delle chiese con i pomeriggi passati in giro per i reparti a comprare sete, trine e mantelline da viaggio.