Insomma, io compro la verdura insieme alla signora Appleyard, la preside di Picnic a Hanging Rock (qui un fotogramma dal film di Peter Weir, che la mostra in tutto il suo fascino).
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mercoledì 20 maggio 2015
Visioni letterarie, ovvero: allucinazioni da troppa lettura
E' successo che sabato mattina sono finita dal verduraio per rifornirmi in vista della prima pappa di microG: una tappa normale, un negozio in cui mi fermo anche un paio di volte a settimana.
Sabato, però, ho vissuto un'esperienza paranormale: mi faccio strada nella calca con il passeggino, incrocio un'amica di mia mamma (Oh, ma hai avuto un altro figlio! Oh, ma l'hai chiamato come il mio! Oh, ma sai che sono diventata nonna anch'io, di una bambina? Insomma, una bella dose di chiacchiericcio di paese), mi prodigo in miliardi di "miscusimiscusimiscusipermessomispiace" mentre passo allegramente con il passeggino sui piedi degli altri clienti, e poi mi fermo, istupidita da una visione: mi trovo davanti una signora di una certa età, bassina, decisamente ben piantata, espressione tutt'altro che amichevole, sguardo pieno di disapprovazione, abiti di foggia antica ma, soprattutto, una cofana di capelli raccolti e laccati che formavano una curva cotonata sulla parte superiore del cranio.
Insomma, io compro la verdura insieme alla signora Appleyard, la preside di Picnic a Hanging Rock (qui un fotogramma dal film di Peter Weir, che la mostra in tutto il suo fascino).
Insomma, io compro la verdura insieme alla signora Appleyard, la preside di Picnic a Hanging Rock (qui un fotogramma dal film di Peter Weir, che la mostra in tutto il suo fascino).
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