
(dal sanscrito mandala, letteralmente:
«essenza» (manda) + «possedere» o «contenere» (la);

La parola è utilizzata, anche, per indicare
un diagramma circolare costituito, di base,
dall'associazione di diverse figure geometriche,
le più usate delle quali sono il punto, il triangolo,
il cerchio ed il quadrato.
Il disegno riveste un significato spirituale e rituale
sia nel Buddhismo che nell'Hinduismo.

Il Mandala rappresenta,secondo i buddhisti,
il processo mediante il quale il cosmo
si è formato dal suo centro;
attraverso un articolato simbolismo consente
una sorta di viaggio iniziatico che permette
di crescere interiormente.

I buddhisti riconoscono, però, che i veri Mandala
possono essere solamente mentali,
le immagini fisiche servono per costruire
il vero Mandala che si forma nella mente
della gente e vengono consacrate solo per il periodo
durante il quale è utilizzato per il servizio religioso.
Al termine del lavoro, dopo un certo
periodo di tempo, il mandala viene
semplicemente "distrutto",
spazzando via la sabbia di cui è composto.
Questo gesto vuole ricordare la caducità
delle cose e la rinascita.
Non vi è al mondo un altro disegno simbolico
così universale come il mandala;
Mirabili esempi di mandala cristiani
si trovano già nel primo Medioevo,
mostrando per lo più Cristo nel centro
ed i quattro evangelisti o i loro simboli
ai quattro punti cardinali.
Inoltre possiamo osservare figure mandaliche
nei rosoni delle nostre chiese, nei labirinti,
nelle forme di certi templi,
come pure nei siti etruschi e romani.

Oltre ad essere disegnati i mandala
vengono anche "vissuti":
in India esiste la danza del mandala,
tra gli indiani Navaho la persona da curare
viene collocata al centro del cerchio
disegnato sul terreno mentre in occidente
l’idea del centro e del cerchio protettivo
si ritrova in numerose danze popolari
oltre che nel girotondo dei bambini.