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Monday, September 21, 2009

Che soddisfazione!


Cosa dà più soddisfazione di passare un pomeriggio a cucire una borsa?

Facile: passare un pomeriggio ad insegnare alla nipotina a cucire una borsa con la supervisione della madre che nel frattempo ricama ricama ricama!

E la soddisfazione è più grande quando la nipotina non solo è mia omonima, non solo è la mia figlioccia, ma è anche l'autrice di una bellissima tesi di laurea che discuterà tra un mesetto.
Non solo sa su cucire, ma è anche pittrice, suona il pianoforte e gioca a tennis, e last but not least, è veramente una bella ragazza.

Beh non può essere altrimenti quando sei figlia di Artisticando...

Sunday, April 13, 2008

C'è un grande prato verde


Era un bel po' che non si preannunciava una nuova nascita in famiglia, e questa sarà anche importante, la primogenita del primogenito del primogenito del primogenito di mio nonno. Insomma la figlia del figlio di mio cugino. Chiaro no?
Per lei ho ripensato e rifatto una copertina che faceva mia madre per i miei cuginetti più piccoli.





E' una rete a filet verde, con un bordo a ventaglietti, e poi tanti fiorellini sparsi.




Credo che lei l'avesse ripresa da Rakam, io l'ho ripescata tra i tanti ricordi.




Sarà sicuramente una bimba eccezionale. Questione di dna.

Thursday, October 18, 2007

Il bambino di Atlantide

Atlantide esiste.

Io ci sono stata e, contrariamente a quanto si creda, è una terra emersa.
Il suo mare è bellissimo, il cibo splendido, il clima è mite d'inverno e caldo d'estate. Abbastanza caldo, ma sempre ventilato.
Praticamente il paradiso in terra, specialmente per noi cittadini soffocati dallo smog e dal traffico.
Certo qualche problemino c'è anche lì ma, come si dice, chi si accontenta gode.

Conosco anche il Bambino di Atlantide.
E' alto per la sua età, lo si dice di tutti i bimbi ultimamente, ma lui è proprio alto, credo sia la solita questione di dna.
Ad appena due anni il suo sogno era andare a pescare con lo zio, adesso è un sub provetto.
Talvolta, quando nuota, ti sembra di vedere qualcosa di strano tra le dita delle mani e dei piedi, sembrano palmati, ma è solo un'impressione, forse è il riflesso del sole che lì è forte assai.
Ti stropicci gli occhi e l'effetto ottico passa.
Porta i capelli lunghetti, chissà se dietro le orecchie nasconde piccole branchie.

Essere bambino/uomo di mare si eredita per linea diretta, ma qualche volta una generazione salta. Il carattere di mare però è predominante, come i capelli neri, quindi esce fuori prepotente.

Il Bambino di Atlantide ha il diritto di vivere nel suo habitat naturale.
Dopo, quando si è irrobustito, può anche muoversi.
Certo anche qui il mare c'è, ma purtroppo non è bello come quello di Atlantide.

Bene, prima provoco lo scompiglio, poi instillo dubbi.
Ma non riesco proprio a farmi i fatti miei?

Monday, April 09, 2007

Tanto lo so che ti arrabbi...



Lo so che ti arrabbi ma se non volevi che il tuo lavoro fosse visto da tutti potevi sceglierne un altro.
Per esempio l'archivista, o la biologa, o la ragioniera come ti raccomandavo io. Certo le fatture mica le potevo pubblicare sul blog.
Se di lavoro fai delle robe che si vendono nei negozi mica è colpa mia!


Saturday, March 24, 2007

ciao


E' strano trovare un sorriso così dolce in un bell'uomo.
E se un ragazzo è diventato un bell'uomo alto e forte, crescendo in tempo di guerra, tra la fame e la paura, allora vuol dire che è bello vero, che non sono solo gli occhi delle sorelle a vederlo così.
Sarà stato il tegame di carciofi mangiati di sottecchi col fratello maggiore, invece di portarli all'amico del cuore che faceva il soldato, a farlo crescere così robusto?
E allora da chi o da cosa avrà preso il talento nel dipingere?
I girasoli e le rose tutte blu ad olio, o tratteggiate a china degli ultimi anni. O le paperelle gialle sulla parete della cameretta di noi tre sorelle.

Una scena mi è tornata in mente, potente come un flashback: lui vestito di bianco con il cronometro in mano, attento e concentrato, sul bordo vasca della Piscina del Foro Italico. E io ero più fiera di lui arbitro, che dei cugini che gareggiavano in acqua.
Forse di loro ero un po' invidiosa, di lui potevo star certa che sarebbe stato corretto, imparziale e giusto.

Si possono amare di più i propri figli? Il maschio pestifero correva come un cagnolino solo quando il suo fischio lo richiamava all'ordine. La piccola tanto amata al punto da nasconderle qualche triste verità solo per proteggerla. Ha dovuto vivere il grande dolore di vederla ammalarsi, ma anche la grande gioia di saperla guarita.

Quando ha iniziato ad addentrarsi da solo nei boschi probabilmente cercava il silenzio.
Ha trovato i funghi.

Forse perchè completamente diversi a lui, flemmatico e perfezionista in tutte le sue cose, chiamato picche picche in famiglia, i funghi tanto frettolosi ed impazienti da crescere in una sola notte, fatto sta che alla fine questa strana amicizia è diventata una passione.

Forse una mania se è vero che fotografava più i funghi che i figli come sosteneva la moglie. Sfido chiunque a non diventare geloso di fronte a tante cure, coccole e ritratti.

E lui, che evidentemente non era un superficiale, ha voluto sapere tutto di funghi, fine a diventare non solo un esperto, ma uno studioso e poi un docente e poi un conferenziere e poi uno scrittore.

Non si può dire che non fosse eclettico, sono fiera di aver un po' di lui nel mio dna.

Era il fratello di mia madre.
Mio Zio.

Thursday, December 07, 2006

Da grande



La solita domanda degli adulti scemi che non sanno come entrare in sintonia con i bambini e quindi chiedono con fare subdolo "che vuoi fare da grande?" sperando di metterli in difficoltà

"La signorina" ho risposto io decisa verso i sei, forse sette anni.

A quei tempi avevo una zia che non era sposata, ovviamente senza figli e lavorava in un ufficio. Quindi era sempre vestita carina, truccata, con i capelli cotonati anni 60 e la casa piena di meravigliosi impiccetti che era una meraviglia rimucinarci. Il mio preferito era il secretaire con tutti cassettini e dei minuscoli vasetti cinesi.

Forse memore di quelli, qualche anno fa ho ricamato questi vasi cinesi.

Si narra che le abbiamo rotto un sacco di cose, ma io non me lo ricordo, stavo molto attenta a rimettere tutto a posto sperando che non se ne accorgesse...

Le nostre mamme erano sempre scarmigliate, in vestaglia, con i guanti di gomma a lavare i piatti o cariche di buste della spesa, nervose e sempre stanche morte.

Quale modello volevate che io prendessi come riferimento per il mio futuro?

Poi si è sposata ed ha avuto figli anche lei, eppure sembrava destinata a rimanere zitella, e mia madre e l'altra sorella erano preoccupate ed era tutto un parlottare sottovoce in cucina, sì zitella e avrà avuto una trentina d'anni...

Però è rimasta sempre la più elegante: Signorine si nasce e si rimane per sempre!