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Saturday, January 26, 2013

la Thatcher

Da un paio di settimane ho lasciato i capelli nature, cioè ricci.
Attenzione non nature al 100%, li ho parzialmente domati con shampo, balsamo e fluido anticrespo effetto piastra.
Voleva essere un messaggio trasgressivo a chi mi sta intorno, un chiaro avvertimento: attenzione sono selvatica, insomma un monito di modernità altrimenti ingessata nei miei tailleurini e decolletè tacco 5.



Poi sono andata a fare un corso di formazione e ho incontrato un gruppo di persone molto interessanti. Dopo un paio di giorni abbiamo preso confidenza e ci siamo aperti e messi in discussione.
Un manager di una quarantina d'anni (abbiate fede ne esistono di preparati e bravi, there is life on Mars) che ho molto apprezzato, mi ha fatto quello che secondo lui era un complimento: " il primo giorno,  quando ti ho visto, con quei capelli un po' così, mi hai ricordato la Thatcher...".
 (foto The Guardian)
Con tutto il rispetto per la lady di ferro e per quello che ha lasciato nella storia, questo complimento fa il paio con quello che ho ricevuto qualche anno fa e che vi ho raccontato , qui e qui .

Sarà che è passato il tempo in cui il mio riccio trasgressivo faceva pensare ad Angela Davis, sarà quel che sarà ma ho deciso: oggi piastra.

Saturday, July 10, 2010

Please, sdoganate il mollettone?

Ho una preghiera da fare alle signore fashion, ai guru della moda, alle esperte di bon ton.

Per favore, potreste sdoganare il mollettone per i capelli?

Si tratta di una delle invenzioni più comode degli ultimi venti anni.
Belli di plastica, con una molla potente che acchiappa i capelli come nessun fermaglio di tartaruga o pettinino di strass potrebbero fare.

Ma tutte sanno non si possono adoperare se non nel segreto del bagno.
Le signore veramente chic non lo indossano nemmeno sotto la cuffia della doccia.

Guai ad andarci in giro, anche al mare o in palestra il mollettone di plastica, nelle versioni più fantasiose, è severamente vietato.

Negli anni sono stati sdoganati i film con Bombolo e Pippo Franco eppure l'imbarazzante pinza resiste.

Quindi avrei una preghiera per:
Belen, per favore ne potresti mettere uno mentre ti sdrai contorcendoti sull'asciugamano nella pubblicità?
Ill.ma dottoressa Rita Levi di Montalcini, potrebbe essere così gentile da indossare una pinza bella plasticosa mentre lavora nel suo laboratorio?
Sarah Jessica Parker please ne mette uno con un bel fiore di stoffa sintetica mentre si prova l'ennesimo paio di Jimmy Choo?
Cara direttrice Anna Wintour, che ne direbbe di piazzarne un paio piccoli sul suo bel caschetto liscio, per lasciare scoperto il viso mentre decide la foto da mettere in copertina?

Così noi comune mortali potremmo metterlo al mare - mentre facciamo avanti e indietro nell'acqua alta 40 centimetri - senza sentirci delle sciatte miserande.

Grazie e buone vacanze.

ps. a proposito al mare sarebbe meglio evitare di fare avanti e indietro nell'acqua bassa, tutti dalla spiaggia sanno perchè si fa, ma questa è un'altra storia.

Sunday, May 23, 2010

Problem solving

Qualche giorno fa ad una conferenza osservavo donne manager, capaci e toste, fare la loro presentazione sul palco. L'argomento era molto interessante ma è risaputo che è difficile mantenere la concentrazione a lungo. Pertanto ogni tanto distoglievo lo sguardo dalle presentazioni powerpoint e mi divagavo con le loro capigliature.
La trentacinquenne rampante con un caschetto liscio improponibile, la quarantacinquenne appassionata con la chioma fluente un po' incolta, la cinquantacinquenne con un rassegnato taglio corto alla maschietta.
Orbene poichè il problem solving è una delle caratteristiche più apprezzate in un manager, e poichè teorizzo di Diagrammi di Ishikawa e analisi varie, mi sono cimentata sull'annosa, ahimè pluriannosa, sfida con i miei capelli.
Ho buttato giù un diagramma di flusso:
Tutto porta a credere che la soluzione non esista... ma mai darsi per vinte... pensa che ti ripensa... ecco la salomonica soluzione: faccio il primo shampo con quello antiforfora, il secondo con quello per capelli colorati e metto il balsamo liscio perfetto.

Speriamo di non dover cambiare il titolo del blog con uno alla Ionesco: La Ricamatrice Calva.

Monday, October 05, 2009

Autocritica


Domenica mattina, mostra Hobby Show, impossibile mancare all’appuntamento annuale.
Artisticando ed io ci avventuriamo alla scoperta delle ultime novità del settore.
Perline a gogo, glissiamo sul decoupage, ci complimentiamo con la signora del punto palestrina, forse l’unica artista vera di tutta la fiera.
Ci perdiamo davanti alle stoffette per il quilting – ma una volta non si chiamava patchwork? – ore e ore per scegliere tra le mille fantasie i quadratini di stoffa più sfiziosi.

Alcuni costano più del Gronchi Rosa ma davanti ai ventaglietti giapponesi dei francesi di Joelle Tissu, è impossibile resistere.
Come al solito mi faccio catturare.
Non solo dalle chiusure per borsette e dalle riviste di Alexandra edizioni, ma dalle persone che mi circondano.
Pochi mariti, annoiati e succubi, si aggirano tra gli stand con l’aria frastornata, spesso travolti dalle Erinni che si avventano per seguire le dimostrazioni pratiche. Portare un uomo a questa fiera è l’errore che una moglie non dovrebbe mai fare.
Il terzo in ordine di gravità, dopo il farsi vedere con la tinta in testa e mentre ci si fa la ceretta alla peluria sul labbro superiore, i baffi per farla breve.
Pochi bambini scorrazzano con le spade di palloncini, e poi ci siamo noi: le bricoleuses.
E qui, ragazze mie, perdonatemi, che nessuna si offenda, ma mi scappa la ramanzina.
Mi riconosco, mi specchio nelle colleghe di hobby.
Faccio autocritica, tipo lavoratore giapponese al consiglio di fabbrica.
Scarpe comode, tipo pedule.
Messa in piega casalinga, tinta del supermercato, o capelli corti, della serie “sapessi che comodi, doccia e neanche li asciugo”.
Leggermente sovrappeso, fisico poco atletico, salvo quando si tratta di scattare per prendere al volo l’ultima pezza di lana da infeltrire.
Abbigliamento comodo, troppo comodo. Borsetta a tracolla antiscippo.
Basta è ora di reagire.
Va bene tutto: il cucito, la ceramica e la maglia ma almeno un sabato al mese farò un salto dal parrucchiere.
Devo compensare il crampo alla mano per il punto croce con dieci minuti al giorno di cyclette.
Riuscirò ad evitare i pasticcini mentre, knittando, sorseggio il thè.
E soprattutto la prossima volta compro biglietti di Erotika, visto che i segreti dell’uncinetto ormai li conosco tutti...

Sunday, February 15, 2009

La morale della parrucchiera 1

Odio, come poche cose, andare dal parrucchiere. E chi mi conosce lo intuisce dalla chioma selvatica.

Odio che immancabilmente dopo la terza spazzolata sciampiste sottopagate esclamino "quanti capelli... che li vuole lisci?" pensando che a causa mia non faranno in tempo ad acchittarsi per il sabato sera.

E' una perdita di tempo, tra donne che sembra non vedano l'ora di regredire di almeno cinquanta anni, dimentiche di anni ed anni di battaglie femministe fanno discorsi insensati che al confronto Uomini e donne è un programma culturale.

La testa pizzica per la tinta, penso a quanti lavoretti potrei fare in questo tempo perduto e non vedo l'ora di tornare a casa.


Ultimamente sono affezionata cliente di una botteguccia molto popolare, nel senso del quartiere, gestita da due sorelle bionde di mezza età, emule di quel trionfo di eleganza che è la Ventura.

Il motivo principale per cui ci vado è che di sabato pomeriggio trovo sempre posto senza prenotare.

Questo dovrebbe essere già un segnale ma faccio la snob e quasi mi beo in questo viaggio in un'altra dimensione, quasi una full immersion sociologica, e talvolta riesco a captare perle di saggezza che chiamerò "la morale della parrucchiera" e forse sono una piccola spiegazione di perchè questo nostro paese è tanto disastrato.



Onestà

Il discorso verte spesso sui guai dell'Italia, oggi si parla di autobus e dei poveri ragazzi italiani che vanno a scuola e spesso vengono pizzicati dal controllore senza biglietto e prendono la multa.


- "Una volta c'era un extracomunitario e a lui mica gliel'hanno chiesto il biglietto" - si accalora una mamma sotto il phon.

- "Certo hanno paura, mica è giusto che i nostri debbano pagare e quelli fanno come gli pare" - incalza un'altra.

Mentre passa le meches una delle bionde esclama tra il consenso generale:
- "Visto che al governo e ai posti alti in Italia rubano tutti, allora nel nostro piccolo fateci rubare un po' anche a noi!"


- "La ricevuta la faccio più bassa va bene?" non ho il coraggio di fare il pezzo da moralista, hanno trovato il punto di tinta che mi piace, pago e spero che i capelli crescano un po' più lentamente.

Sunday, July 13, 2008

Vacanze



Vorrei poter andare in vacanza con una maglietta e un paio di slip bianchi, ciabattine, matita e parole crociate.
Come tanti anni fa.
Quando c'era chi si occupava di tutto per me.
E quando ero carina anche con i capelli corti.

Oggi per quattro giorni a Sorrento ne ho passato uno per il restauro e per preparare la valigia.

Non so se è più stressante prepararsi per non sembrare la scimmia-medusa antropomorfa che appare in piscina, o non dimenticare nulla che possa rivelarsi indispensabile.

A proposito mi devo ricordare il centimetro, stavolta - prometto - faccio il campione.

10 x 10, giusto?

Friday, October 12, 2007

The circle of life



Oggi è nata Sara, spero abbia gli splendidi capelli rosso tiziano della mamma.

Oggi sappiamo che la piccola Chiara avrà un fratellino.

Domenica c'è il battesimo della bimba più Amata del mondo.

Domani mi compro un regalo.

Per dirla alla Re Leone: This is the circle of life.

Forza e coraggio, viviamo il futuro.


ps. quando dico che ho i capelli ricci... vediamo chi indovina qual'è mia madre nella foto in alto?

Wednesday, April 25, 2007

Sondaggio Capelli Ricci

Chiusura ufficiale del Sondaggio
I capelli ricci devono essere:
Assolutamente stirati, fa più ordinato 45,5%
Lasciati naturali, è inutile combatterli, 54,5%


Ok accetto il verdetto anche se non sono d'accordo.
Però quando mi presenterò con i capelli naturali non voglio sentire commenti.

Propongo un nuovo sondaggio, stavolta la tematica si fa seria, molto seria.

Le mamme ripetono spesso alle figlie delle frasi che si imprimono ben benino nella loro testolina e spesso condizionano la loro vita.
Ci sono quelle che seguono il consiglio, e quelle che invece proprio per questo condizionamento fanno esattamente il contrario.

La mia frase tormentone è "prima di tutto l'indipendenza economica".
Altre frasi storiche di persone che conosco le ho messe nel sondaggio.
Votate, votate e se conoscete altre frasi tormentone segnalatemele.

Saturday, March 10, 2007

Ricci e capricci



E' una vita che lotto e comincio ad essere stanca.
Ma che avete capito!?! Ci vuole ben altro per piegarmi, e a breve capirete, non parlavo di lavoro di vita etc. etc.
Parlavo dei miei capelli.
Sì sono ricci, questione di dna. Da piccola me li tagliavano corti corti, poi le trecce infine i ricci si sono rivelati in tutta la loro straordinaria irruenza.
Per fortuna quando ero una teen ager andavano i ricci alla battisti e alla angela davis, per cui mi è andata bene. Non come Artisticando che negli anni sessanta andavano lisci e lei e le amiche se li stiravano con il ferro da stiro.
Certo non era mica come oggi che ci sono interi scaffali di shampoo balsamo piastre fon col diffusore spuma maschere fiale gel e controgel per effetto riccio bagnato superliscio tenuta cemento.
Negli anni 70 c'era solo il Tenax e per non farli gonfiare li asciugavo col la schiena appiccicata al termosifone.
Poi quando ho dovuto assumere il look per sembrare più grande, taillerino e vai con la donna manager, ho dovuto imparare a gestire non solo l'iva e i dipendenti ma anche i capelli.
Ormai da diversi anni li stiro con effetti variabili, si va dalla donna sfinge all'effetto james brown paceallanimasua. E soprattutto ore e ore investite a stirarli.
Talvolta il dubbio mi prende e penso ma perchè non li lascio di nuovo ricci.

Quindi via alle votazioni con il sondaggio in basso a sinistra. (per un problema tecnico le vocali accentate sono venute fuori uno strano simboletto ma tanto si capisce lo stesso)

ps. per i miscredenti sì quella nella foto sono io una ventina di anni e di chili fa

Saturday, December 02, 2006

Visualizza bricolo

"...ma quando bricolo-chic si dedica alla maglia è in vestaglia di seta e appena uscita dal parrucchiere o tutone felpato e mollettone in testa?"

Domanda retorica.

La seta è scomoda, scivola via e la cinta non tiene, è fredda, il pigiama di seta si infila nel sedere.
Il tutone o vestaglia felpata fanno pendat con lana ferri e uncinetto.
La morbidezza si addice ad un real bricolo, non la viscidezza.
Il parrucchiere è per chi non ha niente di meglio da fare che passare un paio di ore a leggere riviste cretine, a farsi massacrare il cuoio capelluto rimirandosi le rughette in uno specchio.
Real bricolo si lava i capelli in casa e, mentre l'asciugamano a turbante fa il suo dovere ed elimina quintali di umidità dai quintali di ricci, trova il tempo per sferruzzare e mentre si stira le ciocche ad una ad una per non sembrare una rappresentazione post moderna della Medusa, ogni quarto d'ora fa una pausa per far riposare le braccia ed approfitta per andare a rovistare nella stanza delle meraviglie.

Ma il mollettone mai, a parte che fa venire il mal di testa, vuoi mettere quanto è più comodo il fazzoletto turchese a fiori da contadina bielorussa, a trattenere i capelli?

Sì forse non sarà un gran spettacolo un bricolo-chic all'opera, specie se ha gli occhi abbottati per un film strappalacrime o per un gran dispiacere, ma la foto della Kate Hepburn forse potrebbe ispirare.

Vabbè in un'altra vita, forse