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i Quaderni di Bandiera Rossa "La Storia è finita" di Norberto Fragiacomo
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mercoledì 10 febbraio 2016

FERMIAMO LA GUERRA E L'AUSTERITA'.E' L'ORA DI MOBILITARSI di Nando Simeone






FERMIAMO LA GUERRA E L'AUSTERITA'. E' L'ORA DI MOBILITARSI
di Nando Simeone 

Si fanno sempre più insistenti le voci di un’intervento militare dell’Italia nella cosiddetta guerra al terrorismo, con l’invio di truppe di terra in Libia.
Diversi analisti sono certi che siamo alla vigilia di un’altra guerra, addirittura a “guida italiana”, le forze speciali sono già sul posto per preparare l’arrivo di un contingente di oltre 6000 militari europei, italiani compresi, e statunitensi. L’Italia, ha già inviato 4 cacciabombardieri AMX del 51° Stormo di Istrana (Tv) presso la base di Trapani Birgi in Sicilia. Sta ricevendo dagli USA missili e bombe per armare i droni Predator MQ-9 Reaper, armi che ci costano centinaia di milioni di dollari.
L’Italia quindi, non solo riceve armi, ma a sua volta ne esporta tante soprattutto all’Arabia Saudita, al Qatar, e alla Turchia che a loro volta armano i gruppi fondamentalisti islamici come l’ISIS. Diventa quindi pura ipocrisia per il governo Italiano intervenire militarmente in Libia per combattere l’Isis, quando appare chiaro che è complice di questo mostruoso meccanismo, così come le potenze capitaliste da una parte contribuiscono a creare i mostri e dall’altra poi scatenano nuove guerre per distruggerli. Un circolo vizioso che serve solo ai fabbricanti e ai commercianti di armi per arricchirsi con l’apertura di un nuovo “mercato”, quello della morte e della distruzione.

martedì 15 settembre 2015

UN APPELLO CONTRO IL MEMORANDUM E PER IL POPOLO GRECO di Nando Simeone





UN APPELLO CONTRO IL MEMORANDUM E PER IL POPOLO GRECO 
di Nando Simeone



L'iniziativa di sostegno ad Unità Popolare anima il dibattito anche nella Sinistra italiana in alternativa alla proposta di Costituente promossa da Vendola. Sel, infatti, punta nelle prossime elezioni amministrative ad alleanze con il PD, mentre il PRC e l’Altra Europa appoggiano ancora Tsipras, dimostrando di non aver fatto una sincera autocritica dell’esperienza di governo nel Prodi bis. 



In Europa le classi dominanti, con i loro partiti conservatori e socialdemocratici, non hanno mai accettato la formazione di un governo che aveva come programma la fine delle politiche di austerità e dei memorandum. Syriza rappresentava una chiara alternativa alle politiche condotte dalla Nea Democratia di Samaras, così come dal Pasok. Il suo programma elettorale esprimeva chiaramente la volontà di sfidare i diktat della Troika. Questa esperienza politica ha rappresentato la possibilità agli occhi delle lavoratrici e dei lavoratori, in Grecia come in tutta l’Europa, che un partito fondato su un programma antiausterità possa affermarsi con forza, imporsi alle forze reazionarie e far valere un orientamento di rottura con le esigenze dei capitalisti europei.

 La violenza dell’offensiva condotta dai dirigenti dell’Unione Europea è stata all’altezza della posta in gioco: provare, malgrado le scelte democratiche del popolo greco, che in Europa non esiste alcuna alternativa ai piani di austerità fissati dalla Troika.

La capitolazione di Tsipras rappresenta una dura sconfitta del popolo greco, della sinistra greca ed europea, un duro colpo per un movimento operaio europeo già fortemente martoriato dalle politiche liberiste. L’accettazione del terzo memorandum da parte della più forte organizzazione della Sinistra Radicale in Europa costituisce una drammatica sconfitta per tutte le classi lavoratrici nel nostro continente, mentre gli effetti sulle classi popolari greche saranno devastanti.

mercoledì 8 ottobre 2014

FERMIAMO LE PRIVATIZZAZIONI RILANCIAMO LA LOTTA IN DIFESA DEI BENI COMUNI di Nando Simeone






FERMIAMO LE PRIVATIZZAZIONI RILANCIAMO LA LOTTA IN DIFESA DEI BENI COMUNI 
di Nando Simeone  



Una nuova ondata di privatizzazioni sta per investire le migliaia di aziende pubbliche locali e alcuni degli ultimi “gioielli di Stato” quali ENI, Enel, Poste e Fincantieri. 
In questo articolo cercheremo di approfondire il processo di privatizzazione delle aziende pubbliche locali e in particolare il piano del Commissario Cottarelli sulla spending review delle società partecipate dagli enti locali. Un piano “lacrime e sangue” di sfoltimento delle circa 8 mila aziende partecipate per passare poi a mille aziende. 
E’ facile immaginare come tutto ciò avverrà: privatizzazioni, dismissioni, accorpamenti che coinvolgeranno i circa 500 mila lavoratori impiegati e ovviamente milioni di cittadini che ancora una volta si vedranno peggiorare i propri servizi, magari con tariffe più alte, mentre le condizioni dei lavoratori subiranno ulteriori peggioramenti sul terreno dell’occupazione, del salario e dei diritti. Un po’ di ricostruzione storica serve a inquadrare il processo in un quadro più ampio. 

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