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venerdì 18 luglio 2014

Dremel accessori: recuperare le spazzole

Era il lontano febbraio 2013 quando per la prima volta vi ho parlato delle spazzole abrasive di dettaglio che avevo cominciato da poco ad usare sul mio Dremel e vi raccontavo di quanto fossero utili in tantissimi casi. Io non ne posso più fare a meno, le uso tanto e non avendo una pulitrice sono davvero indispensabili. Ovviamente usandole così tanto è anche abbastanza naturale che si consumino, ahimè troppo velocemente.

Dremel spazzole abrasive di dettaglio

Nella foto un esempio di come si riducono le amate spazzoline: a destra una nuova e a sinistra una usata da un po'. Questa spazzola ha come caratteristica principale la morbidezza data dai fili che la compongono, che la rende perfetta per lavorare sui fili, sui bordi, su materiali che hanno dei rilievi o delle texture. Consumandosi i fili, ovviamente la spazzola diventa più dura e di conseguenza meno delicata ma continua a funzionare abbastanza bene.

Dremel, spazzola a fili consumate

Quando le mie spazzole si consumano più o meno come nella foto (magari un po' meno...) io non le uso più come faccio di solito, ma le sostituisco con quelle nuove e queste consumate che hanno un diametro inferiore le tengo da parte per uno dei lavori più lunghi e poco agevoli che vi troverete a fare: pulire e lucidare l'interno degli anelli.

Spazzola abrasiva per pulire e lucidare anelli

La spazzolina consumata entra perfettamente all'interno degli anelli, e rende agevole arrivare in punti dove con la lima non si riesce. L'unica controindicazione è come sempre che il movimento veloce del Dremel o del trapano da orafo fa scaldare moltissimo il pezzo. Quindi bisogna fare attenzione e fermarsi ogni tanto e/o utilizzare gli appositi nastri per proteggere le dita.




venerdì 2 maggio 2014

Patine sul rame: il workshop

Questa domenica, 4 maggio, inizia una nuova avventura. Un nuovo workshop e ci si mette ancora una volta alla prova. E questa volta su argomenti che sono davvero difficili da trattare in un lasso di tempo limitato: le patine sul metallo, l'embossing e l'incisione con acido etching. Eppure ci provo, perché il colore, il colore sul metallo, affascina e spinge a cercare, studiare, sperimentare. E affascina la superficie del metallo quando porta segni impressi o incisi, rilievi e incavi che possono riempirsi di colore o mostrare chiaroscuri.

Orecchini in rame, embossing e patina.
        O_114    Embossing e colore su rame.

In questo workshop partiremo dalle operazioni più importanti da compiere prima di patinare il metallo: la sua pulizia e trattamenti che favoriscano la formazione e la tenuta della patina. Proveremo la classica patina anticata data dal fegato di zolfo, e la patina blu e verde-blu che piace tanto.

Orecchini in rame con patina blu, foldforming e argento 925
        O_105    Foldforming e patina blu su rame, e argento 925.

Proveremo a patinare il metallo semplicemente con la fiamma, ottenendo meravigliose sfumature molto durature. Lo coloreremo in diversi modi, non vere e proprie patine ma alternative interessanti e alla portata di chi non voglia cimentarsi con prodotti chimici in casa.
Proveremo due tecniche avanzate di texturizzazione: una chimica e una meccanica.
Il metallo è solo una tela su cui possiamo provare a lasciare il nostro segno.

Orecchini in rame con patina verde, cuoio e crisoprasio
         O_111   Patina verde su rame, con cuoio e crisoprasio.

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Per informazioni e partecipare ai prossimi workshop iscrivetevi alla mailing list:
beadsandtricks.ws@gmail.com




giovedì 30 gennaio 2014

Ancora sul decapaggio (pickling)

Ieri mattina aprendo la posta ho trovato un commento su un post di molto tempo fa che parlava dell'ossidazione dei metalli e del modo di ripulirli attraverso il decapaggio (pickling). E mi sono resa conto che in effetti è uno degli argomenti più discussi anche durante i workshop: come si ripulisce il metallo dagli ossidi? Dopo aver ricotto il metallo (sia esso filo o lamina) cosa si fa? Erano le domande a cui quel post cercava di rispondere:

Il decapaggio (pickling) è il processo chimico di pulizia delle superfici metalliche dagli ossidi che si sono formati in seguito alla ricottura o semplicemente all'esposizione all'aria, oppure dai residui delle saldature. Il classico sistema di decapaggio prevede il bagno dei pezzi da pulire in una soluzione acida, solitamente si tratta di acido cloridrico o solforico. Da quando per fortuna si è diffusa la coscienza ambientalista e una maggiore responsabilità nell'uso di sostanze chimiche tossiche e inquinanti, molti hanno sostituto questi acidi con il più "verde" acido citrico. Oppure con una soluzione di aceto e sale, o ancora con limone e sale.
Però questo bagno acido lascia i metalli, sia il rame che l'argento o l'ottone, di un colore diverso da quello del metallo d'origine. La superficie diventa opaca e nel caso del rame assume una colorazione rosata, mentre l'argento diventa quasi bianco.

Rame lavorato a foldforming dopo il decapaggio

Nella foto vedete alcuni pezzi che sono stati appena ripuliti dagli ossidi prima di essere saldati. Il colore del rame ha quella caratteristica opacità. Per eliminarla basta solo un po' di pazienza: prima della patina finale o di montare il pezzo basterà ripulirlo con una spazzola morbida di ottone bagnata, oppure con un pezzo di lana d'acciaio extra fine (0000).
Un altro dubbio riguardava la capacità dell'acido usato (in questo caso l'aceto) di corrodere il metallo: nel caso del decapaggio questo va fatto in modo da rimuovere gli ossidi, il pezzo va lasciato a bagno soltanto per il tempo necessario alla pulizia, poi va rimosso, ben risciacquato e asciugato.

*Per metallo qui si intende soltanto il pezzo non montato, senza pietre o altri componenti che potrebbero essere danneggiati dalla soluzione acida. 



venerdì 11 gennaio 2013

La saldatura

Da quando ho postato il bracciale lunedì mi avete chiesto in tanti della saldatura. Io non sono un'esperta, ho appena cominciato dopo essermi documentata e aver letto e visto tante cose. Quindi, più che darvi consigli su come fare, ho pensato che era il caso di dare un'occhiata insieme a questo video, diviso in tre parti:


I link alle altre due parti del video:
Parte 2
Parte 3

Io ho utilizzato una normalissima minitorch a butano (la mia è la Versaflame della Dremel), e come saldante al momento sto utilizzando una pasta come questa:


L'ho presa solo perché non erano disponibili le strisce di saldante; questa pasta contiene già miscelati insieme sia il saldante che il flussante.


[Per iscrivervi alla mailing list dei miei workshop, anche sulla saldatura: beadsandtricks.ws@gmail.com]

mercoledì 10 ottobre 2012

Il guscio

E' così che provare qualcosa di nuovo, per semplice curiosità, può portarti in una nuova direzione.
Capita sempre quando non me lo aspetto. E quando avrei altre mille cose da fare, già programmate. Non so nemmeno perchè, nei momenti di maggiore caos ho sempre voglia di lasciare perdere tutto quello che sto facendo e buttarmi su qualcos'altro.
Ritaglio un piccolo cerchio dalla lastra di rame. E comincio con tutti i miei martelli e con ogni mezzo di fortuna a portata di mano a forgiare una minuscola coppetta.

Orecchini in rame e patina blu forgiati

La forma irregolare cercata testardamente con ogni colpo di martello. Dovermi accontentare di non riuscire a fare esattamente quello che avevo in mente perchè non ho ancora gli strumenti adatti. Però guardare questi due piccoli gusci, delicati, averli fra le mani, vedere tutto in modo diverso.

orecchini in rame forgiati a freddo con patina blu

Un aspetto primitivo e grezzo, ma rifinito nei particolari proprio come piace a me. E la semplicità più assoluta ma caratterizzante della montatura. Finire un pezzo così e sentire dentro una gioia... e dirsi che si, va proprio bene così...