Per una volta oggi vi mostro un oggetto che è partito da un'idea ben precisa, anche se ci ho messo un'eternità a decidermi a realizzarla. Ho persino (più o meno) disegnato il centrale di questa collana, anche se poi il risultato è leggermente diverso dall'idea iniziale.
mercoledì 21 ottobre 2015
Due fiori per una collana
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martedì 14 luglio 2015
Un nuovo bracciale
Finalmente un nuovo bracciale, dopo tanto, tantissimo tempo. Ho ripreso il concetto dei tubicini sottili coi quali avevo realizzato poco tempo fa degli orecchini e l'ho trasformato in elemento focale di un semplice bracciale.
giovedì 2 luglio 2015
Il mare al collo
Una collana semplice per la mia voglia di mare. Nonostante ami la natura che mi circonda, il mare mi manca. Mi manca camminare per chilometri sulla battigia al mattino presto, mi manca il suo profumo, mi manca galleggiare nel silenzio ovattato, mi manca il suono del suo movimento incessante.
Pubblicato da Alessia Spalma alle 09:00:00 1 commenti
Etichette: acquamarina, chiusure, collane, cuoio, fold forming, foldforming, lamina, metallo, minuteria, pietre dure, rame
mercoledì 8 aprile 2015
Collana con spiculum
Pubblicato da Alessia Spalma alle 09:00:00 3 commenti
Etichette: collane, forgiare, minuteria, perle, pietre dure, quarzo, rame, spiculum
venerdì 7 novembre 2014
Video tutorial: i chiodini con pallina
Avete mai fatto i chiodini con pallina a partire dal filo di metallo? Io da sempre, da quando ho avuto il mio primo cannello a gas e non ho più usato i chiodini commerciali. Farli è semplicissimo, ma esistono metodi diversi a seconda che stiamo utilizzando filo sottile oppure filo di spessore un po' più importante. Per filo sottile io intendo un filo che va da 0,6 a 0,8 mm. (quello che usiamo per montare pendenti in collane e orecchini). Con il filo sottile fare i chiodini è molto semplice, basta tenere il filo con l'estremità a diretto contatto con la parte interna (blu) della fiamma del cannello, in verticale, e la pallina si formerà in pochi istanti.
Se invece vogliamo usare del filo un po' più spesso, a partire da 1 mm., la sua estremità non fonderà così facilmente, abbiamo necessità di scaldare una parte più grande del filo per facilitarne la fusione.
Nel video che ho preparato ieri vi mostro come tenere il filo (nel mio caso era di rame) e quali movimenti fare per far sì che la pallina assuma una bella forma tonda.
Mi vedrete utilizzare un piccolo cannello a gas della Dremel (Versaflame) che accendo e lascio poggiato in verticale senza toccarlo, così da avere entrambe le mani libere.
Il filo è da 1 mm nel primo esempio e da 1,30 nel secondo. A seconda della potenza del vostro cannello potrete fondere anche fili più grossi, provate!
[Il video può essere condiviso su facebook o su altre piattaforme e anche scaricato, mantenendo intatto il link che riporta alla mia pagina, grazie!]
martedì 7 ottobre 2014
Ottone, patina e argento: una collana
Quest'estate avevo postato su Facebook un paio di foto di un work in progress. Era la prima volta che realizzavo una catena formata da links saldati e, anche se gli elementi non erano molti, è stato un lavoro lungo che mi ha richiesto tanta attenzione. Però il risultato finale che avevo in mente valeva sicuramente la pena di lavorarci tanto. E' stata una delle rare volte in cui ho realizzato qualcosa che avevo prima pensato e abbozzato sulla carta.
Doveva essere una collana particolare e volevo che ogni dettaglio fosse coerente con tutto l'insieme: la catena, la chiusura, ogni singolo elemento. Il centrale della collana è costituito da due elementi in ottone similoro uniti fra loro da un rivetto in argento, ma sicuramente il vero protagonista è il colore, questo bel verde su cui poggia l'ovale leggermente imbutito della lastrina più piccola.
Tutta la collana gioca con questa forma, l'ovale, che in questi ultimi tempi ho usato spesso. Ovali irregolari che rompono la cadenza degli elementi della catena, ovale anche la chiusura a T. Come ho scritto spesso, niente dà più soddisfazione di poter realizzare ogni singolo elemento che compone un pezzo esattamente come lo vogliamo.
Ed ecco la collana nel suo insieme: l'argento regala la luce, la patina quel tocco di frivolo e di colore che rende vivo il tutto. E' stato un pezzo molto ammirato durante il mercatino di Oreno, e sono felice che alla fine questo lavoro lungo sia stato ripagato da tanti sguardi e domande.
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Ottone similoro, patina, argento 925
mercoledì 4 giugno 2014
Risultati inaspettati (e felici)
A volte mi capita di creare dei pezzi che non avrei mai pensato di realizzare. Non fatti in quel modo, non con quei materiali, non... eppure, forse per il mio atipico modo di lavorare, mi ritrovo spesso con oggetti che non capisco da dove arrivino. Diversi.
Come scrivo spesso a volte si tratta di errori, ai quali non voglio arrendermi. Cosa si fa, ad esempio, se si sbagliano le proporzioni per un paio di orecchini? Semplice, si cerca di mettere insieme i due pezzi.
Ottone similoro lavorato a foldforming, due pezzi lavorati singolarmente e poi saldati insieme. E adesso? Adesso la luce dell'argento: la raffinatezza di questo abbinamento di metalli mi ha colpita sin dalla prima volta che li ho usati insieme. Un po' di filo e qualche scarto per realizzare gli agganci da saldare sul retro del pendente, la chiusura a T e gli anellini di congiunzione.
E poi? Poi patina, quel bellissimo verde che si ottiene sul similoro. E ancora argento per incastonare la piastra di giadeite traforata, di un verde delicatissimo, che ho scelto per completare il pendente. L'incastonatura è stata fatta a griffe sul davanti a trattenere la pietra.
Finito con una semplice e sottile catenina rolò in argento, un pendente che non avrei mai pensato di poter fare. Perché la mia testa funziona in maniera strana e io difficilmente riesco a pensare prima come sarà un pezzo, lo costruisco come un puzzle. E' il modo, a volte frustrante, che mi sono ritagliata addosso. E ogni volta che mi fa arrabbiare cerco sempre di pensare ai risultati inaspettati e felici a cui mi ha portato. Questo è uno di quelli.
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Argento .925, ottone similoro, giadeite.
Pubblicato da Alessia Spalma alle 09:00:00 10 commenti
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lunedì 19 maggio 2014
Una goccia di labradorite
Labradorite, ancora. Diventerò monotona? La vera fortuna che penso di avere nel fare il mio lavoro è lo spazio di libertà che riesco ancora ritagliarmi. Spesso non è facile riuscire a mantenersi al di fuori del meccanismo "faccio ciò che la gente vuole, ciò che piace, ciò che è di moda". Io ho ancora la fortuna (o me la prendo spesso) di fare quello che mi piace, in cui credo e che mi soddisfa pienamente. Ci vuole un bel po' di testardaggine, a volte anche un po' di coraggio, e sicuramente un grande amore per quello che si fa.
Così, nonostante il rischio di annoiare, per l'ennesima volta apro le mie scatole e prendo una pietra, una goccia di labradorite. E ci costruisco intorno una collana.
La pietra purtroppo era bucata nella parte alta, ma l'avevo comprata lo stesso perché aveva i bellissimi riflessi che vedete nelle foto. Però non voglio farne un semplice pendente, così decido di trasformare il foro in elemento decorativo, rivettando la pietra alla base di rame, da cui ho tagliato a traforo le due linguette che al centro completeranno l'incastonatura trattenendo la pietra.
I particolari sono sempre quelli che mi piace curare. Niente copri-schiaccini commerciali, ma sottili strisce di rame di recupero, arrotolate intorno al cavetto. E la chiusura a T ha la stessa forma del pendente, ne richiama le stesse linee curve.
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Collana in rame e labradorite.
Pubblicato da Alessia Spalma alle 09:00:00 8 commenti
Etichette: chiusure, ciondolo, collane, labradorite, lamina, metallo, minuteria, pendenti, pietre dure, rame
lunedì 14 aprile 2014
Foldforming e un pizzico d'argento
Nel realizzare queste nuove cose a foldforming, che mi piacciono tantissimo e mi dà grande soddisfazione fare, il problema alla fine è sempre lo stesso: finché questi pezzi non hanno una loro collocazione, finché non diventano oggetti indossabili, non sono niente. Come renderli indossabili e diversi gli uni dagli altri è sempre la sfida, come vi dico spesso. Altri pezzi simili li ho montati in modo più "moderno" e lineare, qui invece ho voluto utilizzare degli schemi un po' più classici, pensando a chi ama soluzioni meno appariscenti e più discrete.
Con una semplice goccia realizzata in filo d'argento .925 ho creato un aggancio per il pezzo in rame. Volevo comunque una soluzione solida e dall'aspetto molto rifinito e quindi ho saldato la goccia sul retro con un piccolo espediente tecnico. Anche perché altrimenti il peso del pezzo in rame avrebbe sbilanciato l'orecchino una volta indossato.
E poi ho dovuto soltanto aggiungere dei semplici ganci sempre in argento .925 e sempre fatti a mano.
Certe volte mi accorgo di scegliere una strada piuttosto che un'altra anche solo per provare a fare qualcosa di tecnicamente ancora "fuori" dalla mia portata, per scoprire se riesco. Aggiungo qualcosa al mio bagaglio di conoscenze, ogni piccolo passo è una nuova soluzione per la prossima volta.
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Rame e argento .925
Pubblicato da Alessia Spalma alle 09:00:00 7 commenti
Etichette: argento, filo metallico, fold forming, foldforming, forgiare, lamina, minuteria, monachelle, orecchini, rame, saldatura, tecniche
lunedì 7 ottobre 2013
Una collana, tante tecniche
Oggi vi mostro questa collana perchè sono reduce da un intenso fine settimana che è culminato ieri in una giornata di corsi. E stamattina, mentre sceglievo tra le foto l'oggetto da pubblicare, ho visto questa collana che ho fatto quest'estate e ho ritrovato qui riunite tante tecniche diverse, alcune delle quali sono state oggetto del mio lavoro di ieri insieme ai miei bravissimi allievi.
Vedete quei due fili di rame che agganciano il pendente al girocollo? Erano rimasti nella mia scatola degli scarti dopo un corso, sono il risultato delle prime prove di forgiatura sul filo. Li ho saldati a due lastrine a forma di semicerchio sulle quali spicca una bella texture.
E poi ci sono rivetti, che le uniscono alla lastrina con la patina verde-blu.
Il pendente a me fa pensare a una coccinella, mentre il girocollo mi fa pensare a tutto il lavoro che serve per fare ogni singolo elemento completamente a mano, dagli anellini di congiunzione tagliati uno ad uno col seghetto ( ma così risultano davvero perfetti!), ad ogni elemento della catena, alla chiusura.
Però alla fine che soddisfazione, quando tutto è un insieme armonico di forme pensate per stare insieme e completarsi a vicenda.
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Etichette: blu, cold connections, collane, filo metallico, girocollo, lamina, minuteria, patina, rame, rivetti, saldatura, texture
lunedì 1 luglio 2013
Dragonfly, il rame inciso
Oggi ero indecisa fra diverse collane da mostrarvi. Scorrevo le foto e non avevo idea di cosa scrivere. Tra tutte forse la più adatta è questa, perchè è fresca nei colori, nella composizione e nei materiali, una collana "estiva", ammesso che si possano fare classificazioni del genere.
La protagonista è una grande libellula incisa ad acido sulla superficie del rame. Ne ho fatto una piastra pensando proprio al centrale di una collana, ma mi sono decisa a montarla solo un bel po' di tempo dopo, soprattutto perchè qui (per via del foro irregolare delle perline di ametista) ho utilizzato il cavetto d'acciaio, che non è fra i miei materiali preferiti. Si può dire che non l'abbia utilizzato quasi mai, soprattutto per questioni di rifiniture: detesto i lavori in cui si vedono gli schiaccini, e d'altra parte non amo molto nemmeno quelle perle cave che si chiamano "copri-schiaccini". Un bel dilemma. Ma ultimamente invece mi sono trovata costretta ad utilizzare il cavetto per via delle difficoltà ad infilare alcuni tipi di pietre: il cavetto è sottile e passa attraverso fori irregolari o molto piccoli, e soprattutto garantisce una morbidezza che sicuramente il filo metallico non permette di ottenere.
Ametista, prehnite, cuoio viola e ogni particolare completamente fatto a mano: la chiusura a gancio, gli anellini di congiunzione, le rifiniture che coprono gli schiaccini, il chiodino con pallina.
Il genere di lavoro che mi da' soddisfazione fare.
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mercoledì 19 giugno 2013
Minuteria fai da te: anellini
I famosi anellini di congiunzione o, in inglese, jump rings. Posso dire modestamente :) di non averne mai comprati di già pronti, li ho sempre fatti da sola all'occorrenza, ma solo da qualche tempo, aumentando la quantità degli anellini da fare, ho cominciato a farli veramente come si deve.
Ho sempre utilizzato il filo metallico e un mandrino: può essere un ferro da maglia, un tondino di legno o di metallo, una apposita pinza, insomma qualunque cosa abbia una sezione rotonda del diametro che vi interessa. E per tagliare usavo il mio tronchese normalissimo, che però ha il difetto di lasciare una bella bava al taglio, quindi ogni volta era un bel duro lavoro di lima su ogni anellino per rifinire il taglio alla perfezione e far sì che le due estremità del filo combaciassero alla perfezione.
Ecco perchè adesso ogni qual volta mi servano degli anellini ricorro al temuto seghetto da orafo...
E ricorro anche a simpatici espedienti per tenere ferma la molla da tagliare: qui potete vedere una molla in argento ferma su una delle mie pinze a sua volta fermata nella morsa da banco. Ma so che non è il massimo e la mia pinza (come vedete sulla punta) ne porta i segni. Ho letto che converrebbe avvolgere la molla di filo metallico con nastro adesivo di carta e tenerla con le pinze, oppure direttamente appoggiata allo stocco. Devo provare. Ma posso dirvi che non c'è niente di meglio di un anellino tagliato perfettamente dalla lama del seghetto: non devi praticamente usare più la lima (giusto se si è perfezionisti folli come me!), è pronto e si chiude perfettamente... Vale la pena di faticare un po' per un risultato così.
I miei anellini d'argento, pronti per unire gli elementi di una collana che vedrete presto.
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Etichette: anellini, argento, diy, jump rings, minuteria, oreficeria, seghetto, tecniche, trucchi
lunedì 18 febbraio 2013
Rame, ametista e foldforming
Ho scoperto ultimamente che mi piacciono questi orecchini, composti da un unico filo che passa attraverso i vari elementi (pietre, o perle, o elementi in metallo lavorati in vari modi) e poi crea esso stesso il gancio. Parto sempre dal semplice filo, creo con la micro torcia una pallina all'estremità e vi faccio scorrere i vari elementi che comporranno il decoro.
In questo caso sono due pietre di ametista sfaccettata intervallate da un elemento in rame lavorato col foldforming. Il filo passa all'interno e nella parte superiore forma il gancio dell'orecchino. Fermato solo da qualche giro di filo sottile e dalla piega stessa.
Tutto il gancio è martellato accuratamente per conferire al filo ricotto la giusta solidità per mantenere la sua forma. Una costruzione molto semplice ma di grande effetto.
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Etichette: ametista, creare, fold forming, foldforming, lamina, martello, minuteria, monachelle, orecchini, pietre dure, rame
mercoledì 24 ottobre 2012
Una lezione free sugli attrezzi: pinze
Mi viene chiesto spesso se tengo corsi sulla lavorazione del metallo e le tecniche che utilizzo. La risposta è: Sì! Da ormai più di un anno organizzo workshop e corsi, per i tantissimi che vogliono imparare a lavorare il metallo, sia in filo che in lamina (voi lo sapete che io non la chiamo tecnica wire :) )
Scrivetemi se siete interessati e magari ditemi quali argomenti potrebbe essere più utile trattare, così da stilare una scaletta anche in base alle vostre richieste. La mia mail per iscriversi alla newsletter dedicata: beadsandtricks.ws@gmail.com
E veniamo agli attrezzi, così magari per chi è alle prime e vuole prepararsi per seguire un corso può nel frattempo procurarsi le cose indispensabili.
Innanzi tutto è importante dire che per cominciare a lavorare il metallo non è necessario spendere molto, si possono benissimo utilizzare pinze e attrezzature di facile reperibilità (nei Brico o simili) con qualche accortezza. Perchè esistono le pinze professionali e hanno molteplici vantaggi, quali la leggerezza, la maggiore ergonomia, il metallo di migliore qualità (quindi una maggiore durata), i becchi più sottili. Ma io per anni ho usato le pinze per elettronica che si trovano facilmente nei negozi di bricolage, prima di passare a pinze più specificamente pensate per la gioielleria.
Le pinze per la creazione di bijoux in metallo (sì, anche per la famigerata tecnica wire!):
Pinza a becchi tondi: indispensabile per manipolare il filo metallico e creare anellini di congiunzione, asole aperte o chiuse, elementi di catene.
Pinza a becchi semitondi: l'interno del becco è liscio mentre l'esterno è semitondo. E' indispensabile che l'interno dei becchi sia liscio e non zigrinato, per non segnare il metallo mentre lo lavoriamo. La forma dei becchi, assottigliata via via verso la punta, la rende perfetta per lavorare in piccoli spazi.
Tronchese diagonale: perfetto per tagliare il filo a misura, se il taglio è preciso anche in punta vi consente di lavorare anche molto vicino ad una perla o in uno spazio ristretto. Controllate che chiuda bene. Ne esistono di vari tipi a seconda della precisione del taglio e della sbavatura lasciata. Il cosiddetto flush cutter è quello che quasi non lascia sbavature e consente di non dover fare troppo lavoro di rifinitura sui tagli.
Tronchese piatto: più adatto del tronchese diagonale a tagliare i fili che fuoriescono dalla lavorazione anche in piccoli spazi.
Pinze per wire wrapping: non sono indispensabili per cominciare ma comunque molto utili se decidate di usare molto il filo metallico per fare da voi i componenti come monachelle chiusure e anellini di congiunzione perchè vi consente di fare sempre anelli della stessa misura, e quindi di fare lavori più precisi e veloci. Ne esistono di varie misure e anche con ambedue i becchi divisi in tre sezioni di diverso diametro.
Pinze a punte piatte larghe: utilissime se fate molte spirali e in generale utili per tenere i pezzi fermi durante la lavorazione. Indispensabile che abbiano l'interno dei becchi liscio.
Pinze a becchi curvi: molto spesso nei brico non trovate le pinze a becchi semitondi dritti ma queste, che vanno comunque benissimo per gli stessi usi e hanno l'interno dei becchi liscio e non zigrinato.
A queste aggiungo, se pensate di lavorare molto coi fili soprattutto, anche le pinze coi becchi di plastica.
La prossima settimana qualche consiglio per trattare bene i vostri attrezzi e utilizzarli al meglio.
Pubblicato da Alessia Spalma alle 09:27:00 7 commenti
Etichette: attrezzi, bigiotteria, bijoux, corsi, filo metallico, metallo, minuteria, oreficeria, pinze, risorse, tronchese, trucchi, wire wrapping, workshop
mercoledì 14 marzo 2012
Shamballa: i tutorial
Dal regno leggendario di Shambhala, luogo di pace, tranquillità e felicità, ai braccialetti indossati dalle star. Due fratelli e l'ispirazione buddista e tibetana applicata al gioiello: Mads e Mikkel Kornerup (Shamballa Jewels, Copenhagen), dopo varie traversie, sono sulla cresta dell'onda con dei gioielli ispirati allo yoga e alla meditazione. Questi braccialetti, che altro non sono se non una combinazione di perline di varie fatture (nella versione originale sono pavè di pietre preziose e oro) e l'antica arte del macramè, hanno invaso anche il web.
Vi segnalo un po' di tutorial per realizzarne uno se vorrete. Potrebbe essere una buona occasione per avvicinarsi al macramè e a uno dei suoi nodi più semplici, che magari può essere utilizzato anche in altri progetti.
Da Spoilt Rotten Beads
Da Rings&Things
lunedì 5 marzo 2012
Agata e rame
Mi piace scovare le pietre in mezzo a centinaia di altre, in scatole piene di piccoli pezzetti colorati, prenderle in mano ad una ad una, guardarle in controluce, cercare di immaginarmi cosa potrebbe diventare una goccia di labradorite o una fettina di agata con due strani buchi asimmetrici.
Sono sempre attratta dalle imperfezioni, negli oggetti come nelle persone. Quando scelgo una pietra non scelgo mai quella perfetta, col colore più puro, con la forma più pulita. Scelgo quella strana, con inclusioni, con riflessi particolari, con una forma difficile. Tanto la mia costruzione attorno ad essa sarà sempre semplice. Ne riprenderà la forma, o la esalterà per contrasto.
Questa fettina di geode di agata era assolutamente imperfetta, con due grandi fori asimmetrici, ma aveva la forma e il colore di una nuvola. Ho ritagliato attorno ad essa la sua forma irregolare. E ho completato questo semplice pendente con una catenina fatta a mano da piccoli elementi a 8. La chiusura a T è anch'essa completamente fatta a mano.
Nuvola, particolare della chiusura e della catena.
lunedì 30 gennaio 2012
Intorno alla ceramica Raku
Le mie passioni ormai le conoscete, una di queste è cercare e trovare materiali artigianali, componenti originali e (se è possibile) unici da utilizzare nei miei bijoux. Il nostro panorama si sta talmente uniformando che ancora di più distinguersi è un'impresa non da poco, ma fondamentale. Per averne contezza basta girare un po' per blog, infatti da tempo io lo faccio raramente, il tempo lo impiego per studiare, sperimentare, seguire i miei punti di riferimento.
Quando ho trovato le creazioni in ceramica raku di Gloria Tovo sono rimasta incantata e per scegliere le perle da portare a casa ci ho messo tantissimo. Erano tutte troppo belle, ognuna diversa dalle altre, con colori incredibili e forme sempre interessanti. Un piacere prenderle in mano e immaginare per ognuna una forma, un oggetto finito, un possibile utilizzo.
Ho scelto questi tubicini che si avvolgono a spirale, con colori stupendi, un anticipo di primavera. E li ho montati insieme al rame lavorato con la tecnica del foldforming, completando il tutto con chiodini rosati fatti a mano, coi quali ho fatto anche i gancetti, e tanto tanto filo. La forma ricorda un po' una piuma, ma mi fa pensare anche ai vecchi pennini delle stilografiche.
Oltre alle perle Gloria Tovo crea bellissimi bottoni e oggetti, sempre in ceramica raku, e mi piace in modo particolare il modo di esporre tutte queste meraviglie coi colori dell'arcobaleno che si dipingono sul banco:
lunedì 23 gennaio 2012
Bottoni e rivetti
Incorporare un bottone in un design non è semplice, e crea alcune difficoltà oggettive, per me in primo luogo estetiche. Certo se create bijoux textiles i bottoni li cucirete semplicemente e via. Ma il bottone (per di più in ceramica) insieme al metallo è un po' più complicato.
Imparare tecniche nuove serve anche a farci guardare alle nostre precedenti difficoltà con un sorriso. Usando i rivetti, le giunzioni a freddo di cui ho parlato spesso, la difficoltà di unire due materiali così differenti si è azzerata per incanto. Anzi, secondo me è la tecnica più corretta per farlo, e permette di unire materiali come carta, plexiglas, pietre, ceramica, cuoio, pelle, fibre, tessuti e così via, in maniera stabile e sicura.
I bottoni usati qui sono i bellissimi bottoni Buttonmad di cui vi ho parlato qualche tempo fa. E il cuore ve lo mostro adesso a ragion veduta, la conoscete tutti la mia simpatia per l'invasione di cuori che c'è verso febbraio...
Il rame e il bottone sono accompagnati da amazonite (la goccia e le chips) e perle in vetro sfaccettato dai riflessi color vino. Parte della catena è sostituita con cuoio naturale.
Un richiamo alla chiusura della collana negli orecchini, che sulla lamina hanno fissati due bellissimi bottoncini a forma di fiore con le stesse sfumature di colore della collana e due piccole perline di amazzonite a decorare la monachella.
Lavorare con materiali belli e speciali è un privilegio. Così come quando mi capita di trovare delle belle pietre o dei pezzi vintage, anche questi bottoni artigianali sono stati di ispirazione. E una sfida ad imparare qualcosa di nuovo per poterli utilizzare al meglio.