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lunedì 10 novembre 2014

Ancora un anello dagli scarti

Lo so, potrei diventare noiosa col discorso degli scarti. Ve l'ho già fatto un milione di volte, ma sono convinta che quello che consideriamo scarto dovremmo considerarlo a tutti gli effetti materiale, materiale da cercare di utilizzare nel miglior modo possibile. Ricordate quando vi ho mostrato il materiale di partenza per questi orecchini? Vi siete chieste cosa ci faccio coi manici dei famosi cucchiaini? Quando posso cerco di tagliare i manici in modo da poterli utilizzare come basi per gli anelli. 

Anello con gambo in argento 800 e rame reticolato

Ecco come nasce l'anello che vi mostro oggi. Il gambo è realizzato in argento .800 di recupero, mentre il decoro è anch'esso uno scarto però di rame. Ultimamente cerco di lavorare con la reticolazione gli scarti migliori di rame e ottone (per migliori intendo quelli dalle forme più regolari e grandi) così da averne una scorta pronta da usare quando mi viene l'ispirazione giusta. Ho dovuto solo modellare questo tondino dalla superficie un po' grezza e saldarlo al gambo dell'anello.
Due cose trovo interessanti qui: il gambo asimmetrico, più largo da una parte e più stretto dall'altra, volutamente lasciato così, solo rifinito in modo che le due parti risultassero armoniche rispetto alle dimensioni dell'elemento in rame. E il modo di indossarlo, perché io lo indosserei così:

Anello in argento 800 di recupero e rame reticolato

A_034
Argento .800, rame





mercoledì 22 gennaio 2014

Fiere della creatività Primavera 2014

Comincia prestissimo anche quest'anno la serie di appuntamenti con le fiere dell'hobbistica e della creatività in giro per l'Italia, e c'è anche qualche novità da segnare in calendario.
Si parte prestissimo con la nuovissima fiera Passatempi e Passioni (sì, proprio la stessa organizzazione di quella che si tiene a Forlì) da venerdì 7 a domenica 9 febbraio 2014 a Malpensa Fiere - Busto Arsizio. Ve la segnalo in particolare perchè rappresenta la novità della stagione e perchè parteciperà una delle mie creative preferite con ben 4 dimostrazioni al giorno:
Elena Fiore, presente con la sua Piccola Merceria, nelle giornate di venerdì 7 e sabato 8 febbraio terrà dimostrazioni su come rivestire i bottoni di stoffa e come creare gli scotch-textile.

Uno dei bellissimi ornamenti creati da Elena Fiore, che adesso è mio! :)

Ecco tutti gli appuntamenti:

{Febbraio/Marzo}
Passatempi e Passioni, a Malpensa Fiere - Busto Arsizio, 7-8-9 febbraio
Abilmente a Vicenza, 20-21-22-23 febbraio
HobbyShow a Roma, 28 febbraio e 1-2 marzo
Fantasy&Hobby a Ferrara, 1-2 marzo
Fantasy&Hobby a Genova, 14-15-16 marzo
HobbyShow a Milano, 14-15-16 marzo
Creattiva a Bergamo, 6-7-8-9 marzo
Il Mondo Creativo a Bologna, 21-22-23 marzo

Come al solito io probabilmente visiterò la fiera di Bergamo, la più comoda per me, e sarò alla ricerca soprattutto di materiale per i prossimi workshops!



mercoledì 11 settembre 2013

Fibula: un po' di storia

Che accoglienza per la spilla che ho pubblicato lunedì! Grazie di cuore, non me l'aspettavo per un oggetto in fondo tanto semplice. Dico semplice avendo bene in mente che spesso gli oggetti più funzionali e "primitivi" lo sono, hanno la semplicità quale loro caratteristica principale derivata essenzialmente dalla ricerca della massima resa funzionale, e in seguito vengono arricchite di particolari fino ad assumere anche carattere decorativo.
La fibula è così chiamata dal nome latino di queste spille di sicurezza, che viene utilizzato dagli archeologi per definire questo genere di oggetto: un fermaglio per le vesti, formato da un arco (che è il corpo della spilla), una terminazione ad ago che si infila nel tessuto (ardiglione) e una staffa o piede nella quale la spilla viene fermata.

 

Le ho sempre trovate molto affascinanti: a differenza di altri oggetti, nati solamente come ornamenti, l'evoluzione della fibula si ha a partire da una precisa funzione pratica. Ad osservarne le forme e le varianti si rimane senza parole: questo piccolo oggetto ha viaggiato nel tempo e nello spazio dall'età del bronzo, mantenendo inalterate alcune caratteristiche eppure assumendo forme e dimensioni molto diverse, arricchendosi di decorazioni, enfatizzando uno dei suoi elementi, fino a diventare un vero gioiello. In alcuni casi solo oggetto decorativo dai significati ancora misteriosi, e dalle simbologie complesse, come le grandi fibule a disco trovate nelle tombe etrusche.

Disegno della fibula a disco trovata nella tomba Regolini-Galassi (Cerveteri) di Canina (1846)

I database fotografici dei musei sono pieni di queste piccole meraviglie, e se ne possono ammirare i vari tipi, i materiali (dal bronzo al ferro, all'argento e all'oro), l'evoluzione e la differenziazione a seconda dell'epoca e del luogo del ritrovamento:

Leech Fibula, fibula a sanguisuga, Harvard Art Museums

Oggi questo oggetto viene reinterpretato in gioielli meravigliosi, come le spille di uno degli artigiani/artisti che più ammiro, il cui lavoro ritengo geniale. Questa è una fibula interamente ricavata da un unico pezzo di ferro da János Gábor Varga:

 Ibis Fibula - János Gábor Varga, Blind Spot Jewelry

venerdì 7 giugno 2013

Che cos'è l'Argentium® Silver

Sempre per la serie che "al giorno d'oggi non s'inventa più nulla" come amano dire alcune persone, oggi vi parlo di un materiale che è nuovissimo, ha solo pochi anni di vita, ma ha rivoluzionato il mondo della gioielleria: l'Argentium® Silver.
Si tratta di una nuova lega d'argento, inventata da un professore della Middlesex University, School of Art & Design, Peter Johns. I suoi studi che risalgono agli anni '90 lo hanno condotto ad aggiungere del Germanio alle comuni leghe d'argento e a verificare che questo elemento conferiva all'argento delle caratteristiche straordinarie: lo rendeva resistente all'ossidazione, immune dalle temute macchie da firescale (un problema dovuto al rame contenuto nella lega d'argento), ne migliorava la duttilità, lo rendeva più luminoso.
Questo nuovo materiale, brevettato e ceduto nel 2008 dalla Middlesex University a privati (Argentium International Ltd.), garantisce la completa tracciabilità delle fonti dell'argento utilizzato, come totalmente proveniente da argento riciclato.
In questo video Peter Johns parla dello sviluppo dell'Argentium®, del ruolo chiave dell'università nel supportare la ricerca, delle sue speranze per il futuro di questo materiale, e del perchè un orafo scelga di lavorarlo.



lunedì 6 agosto 2012

Esplorando(mi)

Qualche post fa parlavo delle "linee", e della mia (in questo momento) faticosa ricerca di equilibrio, di rigore, e di riconoscibilità.
L'altra sera ho avuto occasione di mettere in fila le ultime cose che ho realizzato, insieme alle altre. Istintivamente, forse perché è ormai tanto tempo che ci ragiono, e forse anche aiutata da una presenza accanto a me che riesce a rendere chiaro quello che per me non sempre lo è, ho escluso alcune cose. Perché forse non parlano di me come dovrebbero, perché sono state dei vicoli ciechi, perché non mi hanno portata da nessuna parte. Ho messo su un tavolo solo alcune cose, e le ho guardate. Ho tolto anziché aggiungere. E' il mio esercizio preferito, lo sapete ormai. Magari lo avevo un po' dimenticato.
Forse per un po' di tempo ho divagato. Ho cercato di esplorare altri luoghi, vedere se potevo trarne qualcosa di buono. Altri materiali, altre forme, tentativi. Non so se nel farlo ho disperso energie, penso che in fondo tutto serva, se non altro per capire meglio noi stessi. E poi ho cominciato a chiedermi se quello che stavo facendo ero io, cosa parlasse davvero di me e del mio gusto, della mia visione, della mia personalità, e cosa invece rappresentasse solo un tentativo di compiacere i gusti altrui, l'influenza di altre personalità, o la semplice voglia di andare alla cieca per non dovermi impegnare troppo e non dover mettere sempre tutto in quello che faccio.


Così da quel tavolo sono sparite alcune cose. Semplicemente lasciate nelle loro buste di plastica. Una dietro l'altra invece si sono messe in fila le idee e i materiali, le tecniche e le forme che trovo coerenti (tra loro e con me). Alla fine ho guardato tutto, e mi sono detta che quello che vedevo aveva senso. Parlava di me e di come sono cambiata, e di come sto ancora cambiando. Della fatica che ho fatto e che faccio ultimamente a tirare fuori qualcosa di buono. Delle persone che mi hanno insegnato cose di me che non sapevo. Del loro talento, col quale mi confronto ogni giorno.


Ecco, mi sono detta che bisogna avere un po' di coraggio. Per cambiare quello che non ci piace, per scegliere quello che ci fa stare bene, quello che ci rappresenta, per ammettere di aver sbagliato, per fare un passo avanti verso quello che ci aspetta, verso quello che possiamo essere. E imparare a lasciare andare il resto.



lunedì 11 giugno 2012

Una foglia, semplicemente

Chi mi legge anche su Facebook sicuramente ha visto questa foglia. L'ho postata tempo fa, dopo averla realizzata, chiedendomi come avrei potuto montarla. Il foldforming fa queste magie col metallo: crea, o meglio ti permette di creare, delle forme organiche pure, perfette. Devi solo avere la capacità di immaginarle prima di cominciare a lavorarle, perchè ogni gesto sia quello giusto, che ti porti al risultato che vuoi ottenere. Anche se questa tecnica ha in se' una percentuale di imprevedibilità che non ti permette di ottenere mai due forme identiche.

ciondolo foglia rame e cuoio, foldforming
                           La foglia. Rame, cuoio blu notte, foldforming.

Questa foglia era un esperimento, un tentativo di vedere se potevo lavorare allo stesso modo, forgiando una piega, anchè lì dove la piega non c'era e c'era invece il vuoto lasciato dal mio seghetto. E, come a volte succede, il tentativo è risultato perfetto, una semplice e perfetta foglia. La domanda era solo "che farne?".
Più ci pensavo e più non riuscivo a immaginare questa foglia altro che così, come un pendente in purezza, magari montata con un materiale che fosse in contrasto col metallo, e quindi ho pensato al cuoio, in questo colore blu scuro che esalta ancora di più le tonalità naturali del rame.
Ma il bello viene ovviamente dalla mia mente contorta, nota - anzi famigerata - per complicarsi anche le cose più semplici. Mi sono detta: ma perchè girare un po' di filo attorno al cuoio per fermare il pendente? Non sarebbe più bello metterci un paio di piccoli rivetti? due puntini soltanto... farli è stata a dir poco un'impresa...

ciondolo foglia rame e cuoio, foldforming

Perciò sorrido sempre quando mi dicono "semplice ma bello". Inseguire, tentare, trovare la semplicità è cosa ben più complicata di quanto si possa pensare.

lunedì 12 marzo 2012

Ottone effetto Klimt

I materiali che utilizziamo sono fogli di carta bianchi, su cui noi abbiamo il potere di disegnare con la nostra fantasia e le nostre abilità tecniche. Sono spazi vuoti nei quali costruire. Sono come la tela del pittore, le forme e i colori li trasformano completamente.

Gustav Klimt, Water snakes, 1904-1907, Museo Palazzo Belvedere, Vienna

L'ispirazione inconscia, quella che nasce dalle cose che amiamo e che stanno in fondo alla coscienza, può concretizzarsi soltanto quando lo studio e i tentativi ci portano ad ottenere quella tela su cui dipingere. Nel creare un oggetto (ho imparato) la fantasia non può prescindere dalla tecnica.
Orecchini ottone patina blu
                   Oceano. Ottone, completamente realizzati e decorati a mano.

Prove e tentativi, e poi finalmente una superficie coi colori dell'oceano, una superficie su cui disegnare, graffiare, scalfire. Per far emergere ancora l'oro dell'ottone, e fermarlo in mezzo a quelle onde.

Orecchini ottone patina blu

E costruire attorno a quel dipinto una forma, perchè questo è pur sempre un oggetto da indossare.

Orecchini ottone patina blu

E chiedersi quale parte mi piaccia di più, senza saper decidere. E poi ancora chiedersi cos'è questa parte di me che sta venendo fuori in questi oggetti, imperfetti, eppure definitivi.


mercoledì 29 febbraio 2012

Perchè non la chiamo "tecnica wire"

Questo post avrebbe potuto intitolarsi: perchè non esiste la "tecnica wire". Ma giusto per chiarezza vi vorrei spiegare perchè io non la chiamo così, nonostante in Italia lo facciano quasi tutti, riviste, blog e così via.
Wire è una parola inglese, che significa filo. Filo che può essere di qualunque materiale, ma nel nostro caso è filo metallico. Quindi, indipendentemente dalla forma in cui lo troviamo, quello che sarebbe fondamentale sapere è di quale materiale stiamo parlando, perchè il metallo non è tutto uguale, e ogni metallo ha le sue peculiari caratteristiche.

 Col filo metallico... foto di Jenny Doh, Crescendoh.com

L'equivoco sta proprio qui, nella parola Wire. Come siamo arrivati dalla parola Filo alla Tecnica Filo? Gli inglesi, o meglio anglofoni, si sa, sono delle personcine estremamente precise. E' il motivo per il quale amo questa lingua: ogni cosa ha un proprio nome preciso, facile da comprendere e quasi sempre molto intuitivo. I nostri semplici e intuitivi amici anglofoni hanno codificato per le masse di neofiti una serie di tecniche probabilmente risalenti all'alba dei tempi, che sono le tecniche meno complesse per la creazione dei gioielli, quelle che potrete trovare esemplificate nei musei, nei reperti più antichi. Queste tecniche prevedono l'uso quasi prevalente del filo metallico, cioè del metallo (un metallo che può essere argento, oro, rame, ferro e così via) in forma di filo. Che è la forma più semplicemente manipolabile in cui troviamo il metallo, e che può dare vita ad oggetti finiti senza l'utilizzo di tecniche più avanzate di costruzione del gioiello vera e propria al banco (che può prevedere saldatura, forgiatura, fusione ecc.). E siccome sono appunto delle personcine precise, che usano chiamare le cose con nomi precisi, chiamano queste tecniche aggiungendo sempre la parola filo, appunto. Per cui troviamo in giro una serie di denominazioni inglesi come:

Wire Wrap(ping) (avvolgimento del filo)
Wire Work(ing) (lavorazione del filo)
Wire component (componente di minuteria fatto col filo metallico)

E ogni volta che fanno qualcosa utilizzando prevalentemente il filo metallico, questo qualcosa diventa un: copper wire earring, silver wire necklace, base metal wire component e così via. La regola, nelle denominazioni, è una estrema specificità: di solito oltre al tipo di materiale (copper, silver, base metal, brass ecc.) si trova la forma in cui il suddetto materiale si presenta (sheet, wire ecc.) ed infine il prodotto finito (component, earring, link, nacklace ecc.).
E ora arriviamo in Italia, dove amiamo "semplificare" senza far capire più  nulla, e una cosa che arriva col suo nome completo e preciso da un'altra lingua noi la trasformiamo in qualcosa di "semplicemente" poco comprensibile, se non addirittura privo di senso. Perchè se traduciamo tecnica wire in italiano questa diventa la tecnica filo. Pensateci: entrare in un negozio e chiedere il filo per la tecnica filo. Non sono in grado di dire se sia nato prima l'uovo o la gallina, e cioè se la locuzione sia venuta dall'alto (riviste e simili) o dal basso (utenti, blog e così via). Mi sono fatta l'idea (ma è solo una mia personale opinione) che le nostrane riviste e i nostrani distributori di materiale, dovendo creare un mercato per i loro prodotti sull'onda della moda proveniente dall'estero, si siano chiesti come fare a semplificare tutte queste frasi lunghe (e precisine) senza dover ogni volta specificare di cosa si stava parlando, e soprattutto senza tradurre il concetto in italiano, ed eccola, la parola ricorrente in ognuna di queste locuzioni, la magica parola wire. Ma in ogni caso siamo arrivati alla ormai famosa tecnica wire. Con equivoci di ogni tipo, perchè dato che essa non è appunto una tecnica, ma sotto questa denominazione sono assimilate ormai le più disparate tecniche di gioielleria e lavorazione dei metalli (dalla forgiatura alla creazione di componenti, per dire), c'è la più totale confusione.
La cosa più divertente che mi sia capitata di vedere nelle mie ricerche (e che secondo me la dice lunga su molte cose...) è stata una playlist su Youtube in cui una persona riuniva tanti video tutorial e che aveva intitolato "Wireless". Di passaggio in passaggio il wire-working è diventato tecnica "filo" senza filo...
Leggo di tutto in giro, e se certe cose le trovo assurde io che non sono un'esperta ma semplicemente una persona curiosa che ama essere informata in modo serio, non oso immaginare come possano considerarci i veri esperti della materia. Forse è questa generale superficialità che conduce a trattare questo campo (come gli altri "hobbies creativi") come qualcosa di poco serio, solo un hobby appunto, un passatempo, per cui da noi è difficile reperire materiali, attrezzi e nozioni ai non strettamente "addetti ai lavori". Forse è la nostra capacità di ridurre tutto ad una informe massa di nonsense a farci guardare con sufficienza e a volte decisamente dall'alto in basso da chi invece ha svolto un corso di studi specifico.

P.S. probabilmente nelle prossime settimane ci divertiremo insieme a dare un'occhiata più da vicino a qualche strafalcione e a dare qualche informazione più sensata... e credo che partirò dal fold forming perchè mi sento un po' in colpa... :)

lunedì 27 febbraio 2012

Di ottone e di me

Fuori c'è il sole. Forse è un buon giorno per pensare al tempo che viene. Per parlare di me.
Ieri pomeriggio ho passato qualche ora all'editing delle foto di nuovi oggetti. Vi ho detto spesso come a volte mi capiti di capire di più su quello che faccio guardando le foto, studiandone i particolari quando devo editarle. Ieri mi chiedevo cosa sta cambiando nel mio modo di guardare le cose. Non mi accontento di forme. Ora voglio sentire la forza del materiale. Voglio che trapeli qualcosa che davvero, ancora, non so cosa sia. Sono molto affascinata dalle superfici e da come si possa giocare con la luce e le ombre, e questo da sempre. Ma mentre guardavo le mie foto ieri mi pareva di cogliere qualcosa di nuovo.

Orecchini ottone rivetti

Cerco un segno. Voglio imprimere un segno. Che dica cosa non lo so. Sono sicura che, come mi capita sempre, lo capirò strada facendo. Intanto ieri pomeriggio guardavo questi oggetti, nuovi per me da molti punti di vista, in un materiale che fino a poco tempo fa non apprezzavo. Col suo colore sfacciato, coi suoi riflessi troppo invadenti.
Ora invece mi affascina la sua capacità di trasmettere qualcosa di antico. Ha una forza che mi serve adesso, e per questo lo sto maltrattando, martellando con ogni sorta di attrezzo fai-da-te, scalfendone la superficie, lasciando cicatrici.

Orecchini ottone rivetti

Volutamente inseguendo una irregolarità che non mi appartiene, ma che sto imparando ad accettare come parte della vita, del processo creativo, della mia esistenza. Volutamente cercando di non ignorare l'istinto. Chiudendo i fori con forza, ma lasciando vedere la fatica che costa.


lunedì 20 febbraio 2012

Argento eco

Trovare materiali, come diciamo sempre, non è la cosa più semplice del mondo. E non lo è per nulla trovare materiali accessibili per le nostre tasche. Il prezzo dei metalli e dei materiali in genere continua a salire e penso sia utile per tutti cercare di ingegnarsi per utilizzare ogni piccolo scarto, o le scorte che nemmeno sappiamo di avere (per questo vi rimando alla lettura dei miei post sull'eco-craft: scoprirete di avere già in casa tantissimi materiali utilizzabili e perfetti per i vostri progetti!).

                          Eco-Silver, rame, argento 925, fold forming.

In questi orecchini alla base in rame ho aggiunto un elemento in argento riciclato, lavorato con la tecnica del fold forming. Sarebbe bellissimo avere anche da noi aziende che si occupano del riciclo degli scarti e ti offrono la possibilità di portare i tuoi piccoli o piccolissimi scarti di metallo (vi ricordo che il rame, così come i materiali più preziosi, è interamente riciclabile) in cambio di buoni acquisto o di altro metallo, come è facile trovare all'estero. Intanto possiamo accontentarci di fare del nostro meglio per sfruttare ogni risorsa a nostra disposizione.


Gli orecchini Eco-Silver saranno presto su Artesanum, con altre foto e tutte le informazioni.


mercoledì 1 febbraio 2012

Fiere della creatività Primavera 2012

Lo so, ha appena cominciato a far freddo, e la primavera sembra lontanissima!
Ma quest'anno l'edizione primaverile delle fiere creative sembra sia stata anticipata. Per cui tra pochissimo si comincia, da metà febbraio tutti in giro per vedere le ultime "novità" del settore... Eh, dire novità è una parola grossa, lo so, in questo campo purtroppo le novità ci mettono anni ad arrivare e molto spesso è meglio buttare un occhio in giro su internet e ordinarle direttamente dove vengono prodotte, le vere novità. Ma le fiere della creatività e delle arti manuali (come vengono definite) sono comunque un'ottima occasione per fare acquisti di materiale. Quindi segnatevi sul calendario le date di quelle più vicine a voi!

Immagine di Abilmente ed. 2012

{Febbraio}
HobbyShow a Roma, 10-11-12 Febbraio
Creattiva a Bergamo, 17-18-19 Febbraio
Fantasy&Hobby a Ferrara, 25-26 Febbraio

{Marzo}
Abilmente a Vicenza,1-2-3-4 Marzo
Fantasy&Hobby a Genova, 9-10-11 Marzo
HobbyShow a Milano, 16-17-18 Marzo

Alcune delle fiere più piccole o nuove, come Passatempi e Passioni a Forlì, Manualmente a Torino, Kreativ a Bolzano e IoCreo a Modena, avranno soltanto un'edizione autunnale, saltando quella di primavera.
Io, se potrò, andrò a Creattiva a Bergamo che è quella più vicina a me e che, devo dire, in autunno ho trovato molto bella, facilissima da girare e molto ben organizzata. Voi andrete? e quale di queste fiere visiterete?

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Aggiornamento:
Moltissime mail e messaggi mi chiedono se sarò presente a qualche fiera con dimostrazioni. La risposta è no, e il post è abbastanza chiaro: probabilmente visiterò Creattiva a Bergamo, sabato 18 Febbraio.

venerdì 27 gennaio 2012

Bijoux trends: sfaccettature

La natura è una continua meraviglia. Le forme e le armonie che si trovano in natura non smettono di stupirmi e incantarmi con la loro perfetta semplicità.
Non possiamo fare a meno di lasciarci ispirare da tanta perfezione, e ricorriamo sempre a forme e armonie naturali, anche inconsapevolmente. Uno dei trends più forti al momento, in decorazione come in architettura, è ispirato alle forme geometriche dei cristalli.



Sfaccettature ricreate da materiali diversi ed eterogenei, il legno, i metalli o le paste polimeriche. Che invadono il paesaggio domestico o che si fanno indossare con disinvoltura. Forme discrete spesso esaltate nell'accostamento all'oro, vero o finto, imitato da una placcatura o sostituito dal bronzo e dall'ottone.



Sfaccettature da ricreare anche con la carta, per contenitori o coloratissimi mobiles

E se ancora non bastasse, provate a dare un'occhiata a Pinterest, io ho selezionato solo una board tra le tantissime che potrete trovare facendo una ricerca con la parola geometric.

venerdì 28 ottobre 2011

La patina sui metalli

Di patina ho già parlato diverse volte, è un argomento interessante che va studiato molto bene perché è proprio grazie alla patina, o alla finitura di un pezzo che quest'oggetto acquista un carattere preciso.
La scelta se patinare o meno certo dipende dal gusto personale, ma dipende anche dalle caratteristiche che l'oggetto presenta. Per me ad esempio il rame al naturale, per quanto mi piaccia anche il suo colore, rende gli oggetti in qualche modo piatti, privi di rilievo anche quando presentano dei lavori molto complicati, siano essi avvolgimenti o pieghe della lastra. Inoltre il rame ossida molto velocemente al contatto coi composti presenti in atmosfera (così come l'argento), caratteristicamente comincia a prendere una macchiettatura irregolare e antiestetica. Per riportarlo all'originale "splendore" serve un qualche bagnetto acido, che però non fa per niente bene a molte pietre e alle perle.
A prescindere dal gusto personale quindi, dare una finitura significa anche poter in qualche modo controllare il processo di ossidazione per renderlo omogeneo. Vi sono diversi modi per patinare la superficie del metallo, e fra questi l'utilizzo di composti chimici appositamente in commercio è una via che in certi casi è quasi indispensabile. Ma si possono usare anche prodotti che abbiamo in casa, o che comunque sono di facile reperibilità.
Oggi guardiamo insieme un video tratto dalla trasmissione Beads Baubles and Jewels, nel quale il mitico Mark Nelson di Rio Grande spiega come ottenere diversi tipi di patina.


Informazioni sul fegato di zolfo le trovate in questo post di un po' di tempo fa.

lunedì 8 agosto 2011

Le cose nuove

Le cose nuove sono quelle fatte per la prima volta. Non importa cosa ci spinga, cosa ci muova... Ci si può ritrovare una mattina col cuore in alto mare, e decidere che comunque niente ci può fermare. Si può decidere di provare a fare qualcosa per cui non si trovava mai il tempo, o che ci faceva paura. E riempire finalmente la piccola torcia neoarrivata a casa, che giaceva da settimane in un angolo perchè avevo paura di combinare qualche guaio, sentire il gas freddo che sale sotto la mano e poi accenderla per la prima volta. E provare a farsi ipnotizzare dalla fiamma, e dimenticare tutto.

Filo a pezzetti... tutti i diametri che ho, il rame, ma anche il bronzo...

Il bronzo da 1 mm. si appallottola che è un meraviglia!! sono i chiodini rosati che vedete in primo piano. E' ipnotico il movimento della mano, il filo che poggia sulla fiamma, proprio sulla punta blu, e si scalda, e da quella rossa estremità, con un po' di pazienza, si forma una piccola sfera. E non ci si deve accontentare subito... bisogna aspettare ancora un attimo perchè la sfera sia veramente perfetta e tonda. Quello è il momento giusto per tuffarla nell'acqua.
E sono pronti.


Adesso vanno decapati, o anche solo leggermente puliti con la lana d'acciaio, e poi magari ossidati, insomma come ispira il sentimento del momento, ma eccoli qua! I miei primi chiodini fatti a mano... Non potevo aspettare che fossero puliti per fotografarli.
Le cose nuove, le scoperte, i piccoli successi, i tentativi, regalano motivi per sorridere sempre alla vita. Come me quella mattina...

{Note tecniche: la mia torcia (cannello) è una mini torch a butano, la Dremel Versaflame. Usandola alla massima potenza ho appallottolato agevolmente il filo in bronzo da 1 mm. e il filo di rame da 0,6/0,8/1 mm.
Non c'è stato verso invece di fare appallottolare quello da 1,25... ma era solo una prova per capire cosa potevo ottenere}

giovedì 28 luglio 2011

Dremelizziamo il mondo! Tutorial

I miei amici me lo sentono dire spesso che io "dremelizzo" la roba in giro... ho sempre avuto una passione sfrenata per il rifacimento di oggetti usati, per la personalizzazione di quelli nuovi... le cose raramente le lascio come sono, mi piace pensare di poterle rendere a mia misura, ancora più vicine al mio gusto o al mio sentire del momento.
Avere un attrezzino versatile come un Dremel, o altri simili, mi ha galvanizzata sin da quando ho avuto la scatola tra le mani! Ammetto comunque la mia immensa ignoranza su un sacco di cose, persino sulla terminologia attrezzistica... imparare a usarlo mi ha preso un po' di tempo, e ancora adesso ignoro completamente l'uso che posso farne in certi contesti, e certi suoi accessori rimangono davvero misteriosi!
Perciò quando ho trovato questo tutorial l'ho subito salvato su Pinterest (ormai bacheca virtuale indispensabile...) e adesso ve lo propongo. Sia perché è legato comunque alla creazione di bijoux, sia perchè mi ero sempre chiesta come diavolo si facesse, e se si potesse fare: bucare un sasso!
In teoria sapevo come, ma pensavo ci volesse un maxitrapano, e perlomeno la colonna. E invece scopro che basta solo l'accessorio giusto sul mio dremelino!

Foto da Papernstitch blog, di Jenny Hoople Authentic Arts

Si tratta di sassi piccoli e poco spessi, ovviamente, ma è tutto spiegato molto bene nel tutorial. Non vedo l'ora di provare anche questo!  E magari allargare il discorso ad altri materiali come la ceramica, le pietre, il vetro...

lunedì 11 luglio 2011

Bench pin o stocco?

Quello che maggiormente apprezzo della lingua inglese è il fatto che nel definire attrezzature o materiali sia sempre possibile facilmente capire dal nome di cosa si stia parlando. La stessa cosa non può dirsi dell'italiano. Facciamo un esempio: se in inglese nomino il bench pin o bench peg abbastanza facilemente posso capire di che si tratta. Mi aiuta la parola bench, che vuol dire banco da lavoro, e poi traduco pin o peg e capisco che si tratta di qualcosa da inserire come un perno nel banco da lavoro. Se in italiano dico stocco ecco che comincio a pensare al pesce... Eppure lo stocco è uno strumento praticamente indispensabile nella lavorazione dei gioielli e ogni banco da orafo ne ha uno inserito proprio al centro. Si tratta in pratica di un cuneo di legno duro che costituisce quasi una terza mano facendo da supporto stabile per il lavoro che si sta eseguendo. Indispensabile per limare, lavorare col seghetto, ma praticamente diventa l'appoggio preferito per quasi tutte le operazioni che si eseguono su un oggetto. Lo stocco classico ha una forma proprio a cuneo, con una faccia piatta che serve da appoggio per segare, e una inclinata che si preferisce per limare.
Dopo aver comprato il seghetto ho capito subito che non sarei riuscita a farmene nulla senza questo pezzetto di legno, e quindi sono partita alla ricerca del mio bench pin. Com'è ovvio nulla da fare su negozi online italiani...allora mi dico che potrei farmela da sola... con le mie doti inesistenti di falegnameria e un reverenziale timore per i trapani e le punte da taglio mi armo di tavoletta di legno e del mio fido Dremel e mi accingo all'avventura...

          Era uno sporco lavoro, ma qualcuno doveva pur farlo... (notate il fido Dremelino coperto di segatura!)

Nessun taglio è stato perfetto, ma sono abbastanza orgogliosa di aver vinto la mia paura del trapano... Ho finito poi il lavoro col seghetto, la fresa e tanta carta vetrata.

                                Eccolo: ma ci sono ancora tante cose da fare...

Non vedevo l'ora di poterlo montare sul tavolo per capire se funzionava e di cos'altro avessi bisogno. Mi rendo conto ogni giorno, mentre mi documento sulle attrezzature, di come ogni artigiano abbia il proprio personalissimo modo di lavorare e spesso si costruisca da solo i propri attrezzi o li modifichi in base a questo. Sicuramente il mio stocco subirà molte modifiche, magari ne farò presto un altro, perché anche questo legno non è adatto, troppo tenero come potrete vedere dai segni impressi semplicemente dalla morsa che lo teneva ancorato al tavolo mentre ci lavoravo su. Ho già in mente un paio di cose che sicuramente aggiungerò, che mi servono essenzialmente per lavorare sugli anelli e per supportare altri strumenti. Intanto eccola al suo posto:

E potrete anche notare come sul mio tavolo non regni sempre sovrano l'ordine e le bobine di rame si siano moltiplicate...!!

lunedì 27 giugno 2011

Misuriamoci: prendere le misure per acquistare bijoux online

Vendere e acquistare online è un'esperienza totalmente diversa dalla vendita diretta, quando chi acquista può comodamente toccare gli oggetti, provarli, sentirne la consistenza. Acquistare qualcosa avendola vista solo in foto ha degli aspetti sicuramente positivi perché coinvolge altri sensi, perché il mercato online ci permette di avere accesso ad una grandissima varietà di oggetti e di possibilità che altrimenti ci rimarrebbero preclusi, crea un desiderio ed una attesa che avevamo dimenticato, ci mette in contatto con realtà creative che abbiamo così la possibilità di conoscere e apprezzare più da vicino. L'altra faccia della medaglia è la possibilità di sbagliare, di sottovalutare alcune informazioni che ci vengono fornite dal venditore, e quindi di rimanere delusi dall'oggetto che riceviamo.

             Agata Plissè

Per suscitare il desiderio e la voglia di acquistare qualcosa è assolutamente fondamentale il modo di presentare questo oggetto,  questo vuol dire sia il modo di fotografarlo e di "ambientarlo" che anche il costruire attorno a questo oggetto una storia, dargli vita. A me piace sapere come sono fatte le cose, cosa prova chi le crea, come si raggiunge un certo risultato. Questo è uno dei valori aggiunti che l'esperienza di acquisto online può regalare. Per questo mi piace fotografare gli oggetti in modo da metterne in risalto le caratteristiche, da mostrare in modo preciso i particolari. Nella foto qui sopra, ad esempio, gli orecchini Agata plissè sono fotografati appesi (questo per vedere come cadono e l'effetto), ma la cosa importante è stata cercare di fare in modo che luce colpisse la superficie lavorata del rame in modo da mettere in risalto la patina, la lavorazione, la lucidatura. Per fare in modo che le foto degli oggetti piccoli siano chiare e a fuoco, e che mostrino questi dettagli, vanno scattate in modalità macro. L'uso della macro può fuorviare chi guarda, ed è per questo motivo che bisogna fornire un riferimento nella foto per capire le proporzioni dell'oggetto.

                     Agata Plissè indossati

Ecco perché spesso (soprattutto nella vetrina su Artesanum o su Facebook) vedrete i miei bijoux indossati o tenuti in mano. Nonostante questo è sempre possibile sbagliarsi o sottovalutare l'aspetto delle misure. Perciò è sempre molto importante verificarle accuratamente quando ci vengono fornite, prendendo un metro di carta (io ho una scorta di metri dell'Ikea allo scopo!) oppure un pezzo di spago o di filo e misurarle addosso a noi.
In alternativa, per quanto riguarda bracciali e anelli vi offro due misuratori molto chic provenienti nientepopodimenoche dal sito di Cartier:

Misurare il dito (da scaricare e stampare)
Misurare il polso (da scaricare e stampare)

Per le misure delle collane in un post di molto tempo fa vi mostravo un utile diagramma con le misure in centimetri dei vari tipi di collane, ma consiglio sempre di prendere le misure su di voi.

mercoledì 22 giugno 2011

Evviva il tavolo da lavoro!

Visto il grande entusiasmo che avete dimostrato per le foto del mio studio e di me medesima assisa al lavoro, mi sono detta che eravate tutti assetati di spazi da lavoro, di confusione, di ispirazione... che come me eravate tutti curiosi di vedere gli spazi in cui lavorano gli artigiani, gli attrezzi che spesso si costruiscono da soli, quelli recuperati chissà dove, il work in progress.

Foto dal gruppo Flickr Bench mess

my favorite saw

roy's stump

work table

Foto dal gruppo Flickr Love your tools!

my new anvil :))))))))

Foto dal gruppo Bench pin

wip scrollwork ring 1

Flickr è una vera miniera di persone incredibili che condividono in modo genuino il loro lavoro senza filtri. Se entrerete in queste gallerie vi sembrerà davvero di poter entrare in ognuno di quei luoghi che immaginiamo segreti e inavvicinabili, e che invece sono più aperti e vicini di quanto crediamo. E io trovo incredibilmente affascinante curiosare in questi laboratori, in queste stanze, su questi tavoli. Sono sicura che piacerà anche a voi!


mercoledì 8 giugno 2011

Il mio studio

E' vero, non è proprio un vero studio ma solo un angolo di una camera che utilizzo per lavorare. Sarebbe bello, ed è il mio sogno, avere un vero laboratorio attrezzato di tutto punto, anche piccolo ma dove poter organizzare tutto ciò che mi serve per lavorare, ma per adesso mi ritengo fortunata per avere questo spazio!


Fino all'autunno scorso lavoravo in un angolo di scrivania, dovendo ogni volta tirare fuori le scatole che mi servivano e poi riponendole una volta finito. Scomodissimo e molto limitante. Quando ho deciso di dare una svolta al mio modo di lavorare dovevo assolutamente trovare degli spazi più adeguati e soprattutto un po' di organizzazione, perchè proprio non riesco a mettere in ordine le mie idee se intorno non ho uno spazio organizzato. Mi è venuto in soccorso il mitico reparto "occasioni" dell'Ikea, dove ho recuperato il piano e una delle cassettiere gemelle che uso come gambe del mio tavolo.
In un angolo potete vedere la sistemazione (ancora di fortuna, ma per poco) del Dremel, attaccato ad una lampada a stelo... Nell'angolo opposto a quello che vedete in foto c'è il mio portatile e lo spazio che uso per scrivere, fare le confezioni, lavorare al pc.

Rame rame rame... le mie bobine non stanno in un cassetto, ma sul tavolo come se fossero un bel soprammobile da ammirare! accanto ci sono le scatoline coi pezzi finiti da montare e gli attrezzini del Dremel.

Una scatola di cartone recuperata al supermercato e tinta con acrilico bianco si è rivelata 
perfetta per ospitare i pacchettini in partenza!

E una sbirciata in un cassetto rivela come un portacassette in legno ripescato dagli scarti di una biblioteca sia diventato un degnissimo (e direi ormai indispensabile!) porta-attrezzi, con il vantaggio di poter essere tirato fuori all'occorrenza e poi riposto in un attimo.

E per finire eccomi qui... giusto per non darvi l'impressione che tutto sia sempre così ordinato e perfetto!
Cuffie e martello, un po' di sano caos, adesso potrete immaginarmi mentre do' forma ad ogni idea...

venerdì 4 febbraio 2011

Wire Gauge, cos'è

Vi sarà capitato di leggere la parola gauge su Etsy, o in qualche tutorial, o ancora cercando notizie sul filo metallico. Questa parola è di solito preceduta da un numero ed indica lo spessore del filo o della lastra di metallo.

Immagine da Wikipedia

Gauge (American Wire Gauge - AWG) è un sistema di misura dello spessore in uso negli Stati Uniti sin dalla metà dell'Ottocento, che si applica ai metalli ad eccezione dell'acciaio. Esistono altri standard (come il britannico Imperial Wire Gauge o British Standard Gauge) ma quello che troverete utilizzato per la misura dello spessore del filo (o la lastra o foglio) metallico nei siti americani è l'AWG.
La regola d'oro da imparare è che più alto è il numero del gauge più sottile è il filo metallico, e viceversa. Quindi il filo 16 gauge è più spesso del filo 26 gauge.
Esistono moltissime tavole di conversione da gauge a pollici e millimetri, io vi consiglio di stamparvene una e di tenerla sottomano se utilizzate molto i tutorial americani oppure acquistate il filo su Etsy o su siti statunitensi.
Ve ne segnalo alcune:
~ Tavola con utili consigli su quale spessore usare per fare diversi componenti.
~ Widget da installare sui vostri blog o siti
~ Da FireMountain Gems
~ Da Beaducation una pagina molto ben fatta