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Piadina integrale ripiena di guacamole, salmone affumicato e valerianella


Il tempo passa, scorre veloce.
Come direbbe qualcuno: carpe diem, pantarei.
E, semmai fosse vero che nulla si perde e tutto si trasforma, direi che nel processo la crescita è sempre esponenziale.
E, semmai fosse vero che sono tornata, prendetemi così: leggera, con un sorriso, precisa e anche scanzonata. Sofisticata oppure semplicissima, felpata, quasi invisibile o prorompente. 
Sono tutte, chi mi conosce lo sa.
Un po' come questa ricetta,  disarmante nella sua semplicità ma forte di contrappunti, di sapori e di consistenze, un connubio eclettico e anche global dove l'unione è una buona idea, con la mente che assapora e rammenta, inconsciamente, impalpabili rimembranze gustative.
Ingredienti:
Per la piadina
70 g di farina integrale macinata a pietra
30 g di farina di segale 
3 g di bicarbonato
1 filo di olio extravergine
Acqua tiepida, q.b. (calcolate da 100 a 150 ml)
1/2 cucchiaio di semini misti (lino, girasole, zucca, chia, canapa, ecc) tostati e macinati al momento nel mortaio.

Per il ripieno
100 g di salmone selvaggio affumicato 
3-4 cucchiai di guacamole
valerianella
germogli (se vi piacciono).

Preparate l'impasto della piadina integrale setacciando le due farine insieme al bicarbonato, aggiungete i semini e per ultimo l'acqua tiepida e l'olio evo, mescolando con una frusta. La consistenza deve essere piuttosto liquida. Lasciate a riposo almeno 15 minuti, il bicarbonato attiverà una leggera lievitazione.
Scaldate una padella antiaderente (con una di 24 cm, estendendo bene l'impasto, potrete fare 2 piadine), versate l'impasto e stendete velocemente con il dorso di un cucchiaio. Una volta rappreso, girate  e lasciate cuocere qualche minuto.


Adagiatela in un piatto, spalmate il guacamole, aggiungete valerianella e germogli e infine il salmone affumicato.
Enjoy!!

Empanadas di baccalà con uvetta e pinoli. Il mio aperitivo della vigilia di Natale




Ho pensato a questa ricetta per l'aperitivo della vigilia di Natale.
Per me una vigilia senza baccalà e incompleta.
Mi piaceva l'idea di utilizzare ingredienti e sentori natalizi come l'uvetta, la cannella e i pinoli. Ho ricreato in questo modo la classica ricetta del baccalà alla cappuccina, pieno di sentori, profumi e delicati equilibri di sapori sapidi, acidi, dolci, e caldamente profumati.
E siccome mi piace unire, ho messo il tutto dentro una empanada utilizzando la ricetta del mio impasto ma questa volta, dato il ripieno, invece di aggiungere pimenton ho utilizzato del pepe.
Per il ripieno ho utilizzato "Stocco Facile" della linea Prontocuoci di Tagliapietra. Una alternativa eccellente se non avete tempo di ammollare per due giorni oppure se ad ultimo momento vi assale un forte desiderio di baccalà.



Sono dei filetti di stoccafisso già ammollati, di eccellente qualità, pescati nelle isole Lofoten, cotti al vapore, spinati e messi a sottovuoto.
Las empanadas sono venute una delizia.
Ho provato a fare alcune in uno stampo di mini-muffin, che si possono mangiare in piedi ed in un solo boccone.
Andiamo alla ricetta.

Per 20 empanadas piccole:
Impasto
400 g di farina 00
110 g di strutto
3 g di sale
1 cucchiaino da caffè di pepe del Doge (bianco, nero e rosa) macinato al momento
100 ml di acqua tiepida

Per il ripieno di baccalà:
400 g di baccalà Tagliapietra
Una cipolla bianca piccola tagliata brunoise
1 stecca di cannella
30 g di uva passa pulite
30 g di pinoli
Una foglia di alloro
1 cucchiaino di Scorza tritata di limone candito
Sale e pepe q.b.
Brodo di verdure (sedano, carote e cipolla) 1/2 litro
100 ml di vino bianco scaldato in un pentolino
Farina per infarinare i pezzi di baccalà, q.b.

1 tuorlo sbattuto
Semi di chia (opzionale)

Impasto:
Setacciate la farina con il sale e il pepe.
Nel banco da lavoro disporre la farina a forma di corona, in mezzo lo strutto e l'acqua tiepida.
Iniziate ad impastare sino ad ottenere un impasto omogeneo ed elastico.
Copritelo con della pellicola e portate in frigo un paio d'ore.

Ripieno:
Tagliate il baccalà a cubetti ed infarinateli.
In una padella rosolate la cipolla sino a farla diventare dorata, aggiungete il baccalà, mescolate il tutto muovendo la padella, versate poco brodo E mescolate ancora. Grazie alla infarinatura del baccalà si formerà una cremina. Abbassate il fuoco, aggiungete del brodo ogni tanto se necessario. Incorporate l'uva passa, i pinoli, la stecca di vaniglia, la foglia di alloro e la scorza di limone candito.
Sempre a fuoco minimo e aggiungendo del brodo se necessario, cuocete per 1 ora e mezza.
Alla fine aggiungete il vino bianco e cuocete ancora una decina di minuti.
Sale e pepe a gusto.
Portate il ripieno in frigo per almeno due ore.




Formatura delle empanadas:
Togliete dal frigo l'impasto una ventina di minuti prima di cominciare.
Accendete il forno a 180 gradi
Preparate uno stampo per muffins e imburratelo leggermente (io lo faccio con le carte del burro che conservo per questo scopo).
Stendete l'impasto con il matterello e tagliate dei cerchi di 10 cm, che serviranno per la base. Foderate con questi le formine di muffins.
Con un cucchiaio riempite ognuna con il ripieno.
Stendete nuovamente l'impasto, tagliate altrettanti cerchi e coprite ogni empanada. Chiudete sigillando i cerchi di impasto (quello sotto e quello sopra) e una volta sigillati fate il "repulgue" -cioè la chiusura della empanada- afferrando l'impasto tra il pollice e l'indice e piegandolo verso l'interno della empanada, e così via fino a finire tutto il bordo.
Spennellate con il tuorlo sbattuto, adagiate, se lo desiderate, un po' di semi di chia.
Con l'impasto restante, tagliate delle stelline (o la forma che più vi aggrada), sistemate la stellina in mezzo alla empanada e spennellate anche questa con il tuorlo.
portate a cottura in forno preriscaldato a 180 gradi per 20-25 minuti, fino a doratura.
Servite calde.


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Cuore di baccalà su crema di zucca con finferli e chiodini





Un piatto semplice ma genuino, che contiene l'incanto dell'autunno.
Zucca e funghi in questo periodo sono il must e ho voluto utilizzarli in questa ricetta, insieme a pregiati filetti di cuore di baccalà precotti della linea prontocuoci di Tagliapietra (vedi anche qui).



Il risultato é molto gustoso, bello da vedere e sano da mangiare.
Passiamo alla ricetta.

Ingredienti per 4 persone
1 kg di zucca
100 g di funghi misti (chiodini e finferli)
Olio extravergine q.b.
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
Brodo di verdure q.b.
Foglie di radichietto, bietolone e germogli
Una confezione di 300 g di Cuore di Baccalà Prontocuoci Tagliapietra

Lavate la zucca, avvolgetela in carta stagnola e portatela in forno a 180 gradi per 1/2, sino a che diventerà tenera.
Ritiratela dal forno, tagliatela a meta, prelevate i semi con un cucchiaio. Prelevate la polpa di zucca e conservatela da parte. Questo modo di cuocere la zucca, oltre la semplicità, mi piace molto perché amplifica e concentra il sapore della zucca, ottenendo così una vellutata ricca di sapore.
In una pentola rosolate la cipolla tagliata piccola con un po' di olio extravergine, una volta dorata aggiungete la polpa di zucca ottenuta, coprite appena con un buon brodo fatto con le verdure (sedano, carota, cipolla, erbe aromatiche e sale) e fate cuocere a fuoco basso una ventina di minuti.
Frullate bene con il mixer la crema ottenuta e mantenetela al caldo.
Intanto, in una padella con un goccio di olio extravergine ben calda, rosolate velocemente i filetti di cuore di baccalà sino a dorarli da una parte e dall'altra.
In un'altra padella, rosolate in olio extravergine uno spicchio d'aglio schiacciato e in camicia, una volta dorato ritiratelo e aggiungete i funghi misti ben puliti. Rosolateli velocemente e ad alta temperatura muovendo spesso la padella.
Impiattamento: il in piatto caldo a cappello di prete versate qualche cucchiaio di crema di zucca calda, aggiungete 3 filetti di baccalà già rosolato e caldo, i funghi rosolati e i germogli e le foglie di radichietto. Condite con un filo d'olio extravergine e servite caldo.

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Peperoni tondi piccoli, ripieni di baccalà mantecato





Voi cosa fate se vi assale un desiderio incontenibile di baccalà?
Confesso che amo molto prendere il mio stoccafisso, ammollarlo per due giorni, curarlo, seguirlo in questa trasformazione che é quasi un rito che si ripete soprattutto a Pasqua.
Essendo una grande amante del baccalà, confesso anche che mi piace mangiarlo spesso e che una fetta di pane croccante o un quadrato di polenta abbrustolita, guarniti con del baccalà mantecato e un buon bicchiere di vino per me valgono una cena, sono una delle prelibatezze per eccellenza.
Che faccio? Corro verso la rosticceria più vicina e prendo la mia vaschetta di baccalà mantecato.
Qualche settimana fa ho scoperto un nuovo prodotto: "Stocco Facile" della azienda Tagliapietra e figli, con la quale ho il piacere di collaborare.
Nasce così la linea Prontocuoci, una linea di stoccafisso pescato nelle isole Lofoten, cotti al vapore o a sottovuoto e a bassa temperatura, perfettamente conservati a sottovuoto, mantenendo tutte le pregevolissime caratteristiche nutrizionali del pescato più fresco.
In questo modo e in 5 minuti, ho pure il piacere di fare io stessa, il mio freschissimo baccalà mantecato a casa.
Inizio con una ricetta da aperitivo, una tapa, semplicissima da realizzare e un po' in linea con le mie origini ispano-americane.
Ho reinterpretato in chiave italica i classici Piquillos rellenos de bacalao per due motivi: oltre al fatto di non trovare i Piquillos sotto olio, preferisco utilizzare dei piccoli peperoni freschi, dato che il ripieno di baccalà mantecato contiene già dell'olio. Ho trovato al mercato dei bellissimi peperoni rossi, piccoli e rotondi (qualcuno piccantissimo), li ho svuotati e passati in forno basso per una ventina di minuti. In questo modo il sapore viene esaltato mantenendo la carnosità di questi piccoli peperoni.


Ingredienti:
Una confezione di "Stocco Facile" Tagliapietra di 300 g (conservare l'acqua di cottura)
20 peperoni piccoli rossi svuotati e puliti
200 g di olio extravergine del Garda
2 foglie d'alloro
1 cucchiaio di succo di limone
Sale e pepe bianco q.b.

Passare in forno i peperoni già puliti per 15-20 minuti a 140 gradi.
Immergere la confezione chiusa di "Stocco Facile" in acqua bollente (fuori dal fuoco) e lasciare una decina di minuti.
Aprire la confezione, scolare il baccalà tenendo da parte l'acqua di cottura contenuta nella busta.
Mescolare la polpa di baccalà con due foglie d'alloro e il succo di limone,  lasciare 15 minuti.
Togliere le foglie d'alloro e versare la polpa di baccalà in un contenitore se si desidera mantecare a mano con un cucchiaio di legno oppure, come ho fatto io, nella planetaria e con la sfogliatrice K.
A velocità 4, iniziate a lavorare il baccalà aggiungendo a filo l'olio extravergine, lasciando che piano piano venga assorbito dal baccalà. Continuate sino a finire l'olio. Per dare la cremosità desiderata, potete aggiungere parte o tutta l'acqua di cottura che avete messo da parte.
Aggiustate di sale e pepe a piacere.
Riempite i piccoli peperoni con il baccalà mantecato.




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Puro amore per il Baccalà. [Il Festival]


Puro amore per il baccalà.
Materia prima di eccezione, si racconta sia arrivata in Italia nel lontano 1431 grazie al veneziano Pietro Querini, mercante, navigatore nonché Senatore della Repubblica di Venezia. Dopo un incidente in navigazione, arrivato al arcipelago delle isole Lofoten, conosce lo stoccafisso tipico del luogo e soprattutto il modo di conservazione, essiccazione e preparazione del merluzzo. Importa l'idea dello stoccafisso a Venezia che riscuote enorme successo non solo per la sua carne deliziosa e leggera ma anche, e soprattutto, per il metodo di conservazione, molto importante all'epoca.
Oggi in Italia non solo il Veneto possiede questa cultura e tradizione gastronomica, anche in Campania per esempio, il baccalà è molto apprezzato.


Da tutta questa passione nasce prima in Veneto e successivamente nel Triveneto, il Festival Triveneto del Baccalà, quest'anno arrivato alla sua sesta Edizione.


Ho avuto il piacere di partecipare alla presentazione del Festival presso la rinomata Trattoria BaccalàDivino del bravissimo Chef Franco Favaretto, Ambasciatore del Baccalà, specialista di stoccafisso e grande appassionato.


Bellissimi ed interessanti racconti sullo stoccafisso e le lontane e suggestive isole Lofoten, hanno allietato l'evento: le diverse qualità, le caratteristiche e le particolarità di ogni specie, le tecniche di pesca e di conservazione, un mondo a parte, quasi una religione.


Per finire abbiamo potuto degustare le delizie preparate dallo Chef Favaretto tutte naturalmente a base di baccalà, dai cicchetti al risotto con il caviale di baccalà, una prelibatezza rara, dal gusto sapido ed energico ed allo stesso tempo cremoso e delicato.


Vi presento adesso il Comunicato Stampa con tutti i dettagli della organizzazione di questo Festival e le occasioni di partecipare alle cene dei diversi ristoranti, potendo degustare i menù, sempre a base di baccalà, di tutti i brillanti Chef che gareggiano al fine di aggiudicarsi il pregiato Trofeo Tagliapietra.

PROGRAMMA E DATE DEL FESTIVAL:


"Puro amore per il baccalà. È questo il mood del “Festival Triveneto del Baccalà – Trofeo Tagliapietra” che coinvolge 31 ristoranti in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige e rappresenta l’evento simbolo ed esemplare della passione per il baccalà. Gli chef e le loro brigate si sfideranno per ideare “la migliore ricetta” a base di baccalà. La manifestazione, presentata oggi al Baccalàdivino, è giunta quest’anno alla sesta edizione, ed è organizzata dalla Dogale Confraternita del  Baccalà Mantecato, la Venerabile Confraternita del Baccalà alla Vicentina, la Patavina Confraternita del Baccalà e la Vulnerabile Confraternita dello Stofiss dei Frati, in collaborazione con la Tagliapietra e Figli Srl, l’azienda importatrice di stoccafisso più prestigiosa del Nord Italia, con sede a Mestre (Venezia).

Il concept di questa nuova edizione del Festival punta al maggior coinvolgimento dei giovani per far conoscere loro i molteplici impieghi e utilizzi in cucina di questo alimento ricco di valori nutrizionali ed estremamente versatile in cucina, sia nella versione salata che essiccata. All’evento enogastronomico già collaudato si affianca un percorso alternativo più easy che coinvolge i bar più alla moda e glam del Veneto. Ecco quindi la grande novità di quest’anno:sette locali ospiteranno gli aperitivi firmati dal Festival Triveneto del Baccalà. Questi i bar che partecipano agli aperitivi made “Festival del Baccalà”: Dining Room (Venezia), Beccherie(Treviso), All’Ombra della Piazza (Padova), Danieli (Vicenza), Tappa Sotto (Verona), Villa Sandi (Belluno), Osteria ai Trani (Rovigo). Ogni proposta culinaria dovrà essere accompagnata da un cocktail. Il “taste” più votato sarà presentato e servito durante la serata finale in cui verranno tradizionalmente decretati lo Chef e il Ristorante vincitore del Festival.

«Fin dall’inizio abbiamo puntato all’innovazione, nel rispetto della tradizione - ha spiegato Daniele Tagliapietra, Amministratore Delegato dell’omonima azienda - La Tagliapietra e Figli  nasce  proprio  dall’interpretazione  e  dalla  valorizzazione  di  un’antica  tradizione famigliare popolare veneta. L’apertura del Festival ai bar più glam del Veneto  rappresenta la volontà di far conoscere il merluzzo, alimento profondamente legato alla tradizione culturale veneta, i suoi valori nutrizionali, la facilità di preparazione, anche ai più giovani».



Al Festival quest’anno parteciperanno trentuno ristoranti del Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Chef Graziano Prest, Chef Patron del Tivoli di Cortina e vincitore della scorsa edizione afferma: «È un onore per me poter partecipare in qualità di giurato a questa edizione. L’esperienza vissuta alle Lofoten è stata indimenticabile. Un augurio agli chef in gara? Di creare una ricetta capace di stupire e allo stesso tempo semplice. Troppe volte in cucina assistiamo a voli pindarici: dobbiamo tornare alla semplicità di saper accostare prodotti e materia prima riuscendo a stupire i nostri ospiti».

Ecco i nomi dei protagonisti della sesta edizione del Festival Triveneto del  Baccalà:


Belluno
Aga (14 settembre), Ristorante Al Capriolo (2 Ottobre), Ristorante Alle Codole (16 ottobre).

Gorizia

Ai Campi di Marcello (8 Novembre).

Padova

Val Pomaro (10 ottobre), Mestìs Steakhouse (19 ottobre), Antica Trattoria dei Paccagnella(13 novembre), Lazzaro 1915 (6 novembre), Antica Trattoria Ballotta (20 novembre).

Pordenone

La Torre (25 settembre).

Rovigo

Osteria Arcadia (9 ottobre), Trattoria Al Ponte (14 ottobre) Zafferano (21 ottobre),
Locanda Ristorante 7mari (27 ottobre).

Trento

Maso Mittereck (13 ottobre), Le Formichine (21 ottobre), Agriturismo Chalet Fogajard
(31 ottobre).

Treviso
Basilico 13 (22 ottobre), Ristorante Locanda Dussin (13 novembre).


 Udine
Ristorante Matiz “da Otto” (30 ottobre).

Venezia

La Caravella (30 settembre), Gusto in Abbazia (16 ottobre), Il Ridotto (10 novembre),
Wildner (18 novembre).

Verona

Degusto (24 settembre), Locanda Le 4 Ciacole (8 ottobre), Oste Scuro (22 ottobre), Le Cedrare (12 novembre)

Vicenza

Da Beppino Ristorante (16 ottobre), Aqua Crua (9 novembre), La Tana Gourmet (20 novembre).

Gli Chef si sfideranno dal 14 settembre al 2 dicembre 2015 per aggiudicarsi la vittoria che quest’anno sarà ospitata in una nuova location: la prestigiosa Tenuta Polvaro della Famiglia De Zan ad Annone Veneto (Venezia). Daniele Tagliapietra, che rappresenta  la terza generazione della Tagliapietra & Figli ed è ai vertici dell’azienda assieme ai fratelli Valentina,responsabile del personale, e Luca, dal 1976 direttore della produzione, ha ricordato qual è il principio che ha ispirato la nascita di questo contest dedicato al baccalà: «Il “Festival del Baccalà - Trofeo Tagliapietra” è stato organizzato assieme alle Confraternite del Baccalà del Triveneto con l’obiettivo di estendere la conoscenza del merluzzo, un alimento ricco di valori nutrizionali e molto versatile in cucina, sia nella versione salata, che in quella essiccata. Il concept del Festival  -  continua Tagliapietra - racchiude in sé l’idea della scoperta e del viaggio: i differenti appuntamenti che si sviluppano tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, rappresentano il viaggio compiuto dal nobiluomo veneziano Pietro Querini nel Quattrocento che lo portò, dopo il naufragio nell'isola deserta di Sandøy, a Røst nell'arcipelago norvegese delle Lofoten per conoscere le tecniche di essicazione del merluzzo».

La finale del “Festival Triveneto del Baccalà - Trofeo Tagliapietra” si svolgerà il 2 dicembre alla Tenuta Polvaro di Annone Veneto (Venezia). «Abbiamo scelto all’unisono la location che ospiterà il dinner di gala della finale - ha spiegato Franco Favaretto, chef del Baccalàdivino e coordinatore della Giuria - È una splendida struttura immersa tra le vigne di Annone Veneto: il luogo ideale per celebrare l’unione tra ottimo vino e buona tavola». La Strada Vini D.O.C. Lison Pramaggiore accompagnerà la sesta edizione del Festival e durante la serata finale verrà fatta una selezione di vini che accompagneranno i piatti proposti dagli Chef finalisti.



«È una nuova edizione del Festival ricca di novità ha commentato Luca Padovani, Presidente del Comitato Organizzatore del Festival - La creazione di una serie di eventi più easy dedicati ai giovani, la nuova sinergia con la Strada Vini D.O.C. Lison Pramaggiore, la nuova sede che ospiterà la finale: sono tutti elementi che sottolineano la capacità di questa manifestazione enogastronomica di rinnovarsi. Quella del 2014 – continua Padovani - è stata un’edizione che si è contraddistinta per la qualità dei piatti in concorso, ci auguriamo che questa nuova edizione possa alzare le nostre aspettative. I nomi degli chef e dei ristoranti che hanno aderito al progetto sono conosciuti nel Triveneto e alcuni di essi sono stellati. Non ci resta che augurare a tutti i partecipanti un buon lavoro».

La Giuria stellata. A decretare il vincitore sarà una Giuria stellata coordinata da Franco Favaretto, chef patron del Baccalàdivino di Mestre (Venezia). Tra i giurati figura di dirittoGraziano Prest, Chef patron del ristorante Tivoli di Cortina d’Ampezzo.

Lo chef vincitore si aggiudicherà il Trofeo Tagliapietra e un viaggio studio alle Lofoten,  isole norvegesi patria dello stoccafisso."

Cena In Bianco. La mia ricetta per Unconventional Dinner a Torino.




Antonella Bentivoglio D'Afflitto è una donna speciale. 
Solo lei poteva dar vita al meraviglioso evento  Unconventional Dinner® Cena in Bianco®.
Domenica 29 Giugno a Torino, la Piazza San Carlo si vestirà di candido ed elegante bianco per dar vita alla terza edizione di questo evento eccezionale. Un flash mob dove tutti, di bianco vestiti, porteranno stoviglie, cibarie, centri tavola, candele e mise en place, come se fossimo a casa nella migliore delle occasioni, e quindi largo alla più curata apparecchiatura, anche questa naturalmente tutta in bianco.
L'anima della cena in bianco, che ci servirà da inspirazione, si basa - come sostiene Antonella - sulle tre E: Eleganza, Educazione, Estetica ed Etica, credo un momento assolutamente unico da condividere.
Se in mezzo a tanta bellezza desideriamo parlare di dati statistici, vi racconto solo che la prima edizione annoverava 2.400 partecipanti mentre l'anno scorso si contavano 9.000 presenze. Durante il trascorso dell'anno 120.000 persone seguivano il sito http://unconventionaldinner.blogspot.it/ per mantenersi informati sul evento, rivivere momenti attraverso le foto e i video pubblicati.
Enorme l'impegno di Antonella nella organizzazione, nella cura di seguire tutto personalmente, persino le mail arrivate - oltre 43.000 - da  persone entusiaste, alle quali lei risponde personalmente.
Per tutte le informazioni necessarie entrate sul sito http://unconventionaldinner.blogspot.it/

Ho creato per l'evento la mia ricetta in bianco, inspirata a una moqueca brasiliana, ma con ingredienti più mediterranei, quindi uno stufato di pesce in latte di cocco con aromi e verdure  e, naturalmente tutta bianca.
Potete prepararla prima di partire o  la sera prima e  mantenerla in frigo sino al momento della cena. Semplicemente la scalderete e la porterete in un contenitore termico.
Buona Cena in Bianco!

Ingredienti per 4-6 persone

500 g di filetti di  merluzzo
il succo di 2 lime (tenere la buccia pulita di 1/2 lime per la cottura)
1 cipolla grande bianca tritata fine
1 finocchio tagliato a fettine sottilissime
1 mela sbucciata e tagliata a piccoli cubetti
2 spicchi d’aglio schiacciati
200 ml di latte di cocco
olio extravergine q.b.
sale dolce di Cervia q.b.
pepe bianco q.b.

Preparazione

Taglia a pezzi  i filetti di pesce, aggiungi sale e pepe e fai marinare il pesce nel succo di lime per una decina di minuti.

In una padella, preferibilmente di coccio, rosola a fuoco molto basso  l’olio, gli spicchi d’aglio schiacciati. Aggiungi la cipolla tritata continuando a rosolare.

Versa il latte di cocco e mescola bene, alza un po’ la fiamma ed aggiungi i finocchi e le mele, far cuocere a fuoco basso una decina di minuti. Aggiungere il pesce con il succo della marinatura e due pezzettini di buccia di lime. Fai cuocere a fuoco medio ancore 10-15  min sino a che noti che la salsa di cocco si addensa un po’.

Il pesce a questo punto sarà ben cotto e sarà molto morbido per la presenza del grasso del latte di cocco. Aggiusta di sale e pepe.
Lascia riposare coperto 4-5 minuti.

Servi accompagnato da riso basmati jasmine bollito. Decorare con fiori di gelsomino. 

Dripping di fagioli neri con cefalo laccato al ficotto e caponata di melanzane rosse al pesto





Un contest davvero emozionante e per me particolare, quello di Iochef, al quale partecipo.
Ho dovuto immaginare ricette con ingredienti non famigliari ma dei quali ho apprezzato la bontà. Prodotti genuini e semplici ma solo in apparenza, un po' come creare delle sostanze magnifiche con quello che si ha, come ad esempio il peperone essiccato e fritto di Senise, una rivelazione, oppure il ficotto di Pisticci, o il pane di Matera, dal sapore corposo e dalla consistenza eterea ma comunque molto compatta, da masticare con gioia.



La difficoltà più grande e stato il pesce, essendo a Padova, se ne trova poco in confronto ad altre regioni.
Avevo immaginato tante ricette, una era squisita ma i colori non mi esaltavano, l'altra piena di colori ma il sapore era monotono. In extremis ho tirato fuori questa, e mi ha molto soddisfatta
Questo piatto consiste in una frittura di melanzane rosse di Rotonda a cubetti mescolata con un pesto di pomodori secchi Ciettaicale, olio extravergine di Majatica, sale, pinoli e basilico.
Il pesce trovato freschissimo é stato il cefalo, che ho laccato con miele e ficotto e abbrustolita con la fiamma ossidrica, la pelle del cefalo, facendola diventare croccante.
Ho impiattato con un dripping di ceci neri di Pomarico schizzato sul piatto e ho aggiunto due virgole di una passatina deliziosa di fagioli bianchi di Sarconi.
Non poteva mancare una foglia croccante di peperone di Senise, che e il mio nuovo amore.
Il risultato é pieno di contrasti, il vigore e la spiccata sapidità piena di gusto della caponatina non fa sparire il sapore del cefalo che rimane ben presente con una idea di dolce- amaro che ne deriva dalla laccatura del pesce con il ficotto. I ceci neri e soprattutto la passatina di fagioli bianchi di Sarconi, avvolgono i sapori delicatamente. Ho finito sgranocchiando il peperone di Senise :)




Ingredienti per due persone
Passatina di ceci neri
200 g di di ceci neri di Pomarico
2 cucchiai di un trito di sedano carote e cipolle
1/2 dente d'aglio
1 rametto di rosmarino
Acqua q.b.
1 cucchiaio Olio di Majatica
Una goccia di nero di seppia

Passatina di fagioli bianchi
200 g di di fagioli bianchi di Sarconi
2 cucchiai di un trito di sedano carote e cipolle
1/2 dente d'aglio
1 rametto di rosmarino
Acqua q.b.
1 cucchiaio Olio di Majatica

Caponatina di melanzane rosse e pesto
3 melanzane rosse di Rotonda tagliate a cubetti piccoli
1 dente d'aglio
4 pomodori secchi Ciettaicale, battuti a coltello finemente
1 cucchiaio abbondante di pinoli, battuti a coltello finemente
8-10 foglie di basilico fresco, tagliati finemente
Olio di Majatica, q.b.
Sale di Cervia, q.b.

2 filetti di cefalo, perfettamente pulito e squamato
1 cucchiaio di miele
1 cucchiaino da te, di ficotto
1 cucchiaino da caffé, di zucchero
Foglie di limone per cuocere il pesce
Olio di Majatica q.b.
Sale di Cervia, q.b.

1 peperone secco di Senise

Le passatine:
La sera prima mettere in ammollo in abbondante acqua e in due pentolini separati, i ceci neri e i fagioli bianchi
La mattina dopo scolateli, risciacquateli e rimettete in abbondante acqua a bollire e sempre in pentolini separati. I ceci cuociono prima, ci vorrà un'ora abbondante. I fagioli bianchi devono bollire di più per diventare teneri, io li ho fatti bollire 2 1/2 ore.
Scolateli sempre separatamente e in due pentolini rosolate in olio extravergine il trito di sedano, carota e cipolla, il dente d'aglio e il rametto di rosmarino. Aggiungete i fagioli in uno e i ceci neri nell'altro e coprite con acqua. Fate sobbollire più o meno un ora sino a che saranno davvero teneri. Aggiungete acqua al bisogno. Ritirate il rosmarino. Frullate le passatine e sempre separatamente, passate al setaccio a maglia fine. Versate in un contenitore e coprite con pellicola a contatto.

La tartare di melanzane rosse e pesto:
In una padella rosolate il dente d'aglio, che poi ritirerete, aggiungete i cubetti di melanzana e cuocete a fuoco vivo mescolando ogni tanto, devono risultare di un dorato intenso. Ritiratele e adagiate su carta da cucina e lasciatele raffreddare.
In un bowl, mescolate la battuta di pomodori secchi, di pinoli, di basilico e aggiungete l'olio, salate a piacere, unite le melanzane e mescolate delicatamente. Coprite.

Cottura del cefalo.
Accendere il forno 180 gradi.
In una pirofila, su carta da forno (farete un cartoccio) adagiare i due filetti di cefalo, aggiungere un filo d'olio, salare e coprire la parte della carne con delle foglie di limone fresche. Portare a cottura per 15-20 minuti.
Ritirate dal forno. Togliere le foglie di limone.
Mescolare in una ciotolina il miele, lo zucchero e il ficotto, mescolare bene e spennellare i filetti di cefalo dalla parte della pelle. Bruciare con il cannello sino ad abbrustolire leggermente la pelle del pesce e farla diventare croccante.
Con un coltello ben affilato tagliate ogni filetto di pesce in due o tre parti.

Impiattare:
Tutti gli ingredienti devono essere ben caldi.
In un piatto ben caldo, schizzare con un pennello, la passata di ceci neri.
Velocemente, con un copapasta al centro del piatto, mettete in forma la caponatina premendo delicatamente.
Ai lati della caponata, con un cucchiaino da the bello pieno di passatina di fagioli bianchi, fate una grande coccia e sempre con il cucchiaio, strisciate la goccia a destra, creando due virgole, una da una parte e l'altra dall'altra, ovviamente ;)
Sopra la caponata adagiate i due-tre tranci di cefalo, uno sopra l'altro, alternando i sensi.
Finite con un filo appena d'olio estera vergine di Majatica e sopra un rametto di basilico. Di lato una foglia croccante di peperone di Senise.


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Passata di peperoni e pomodori con cappesante, lardo di Colonnata, gelatina di sedano e peperone croccante di Senise.




Una passatina di pomodori e peperoni rossi a crudo. Non é esattamente un gazpacho ma la procedura e simile, ovviando alcuni ingredienti. Abbastanza veloce la esecuzione.
Importante é la qualità degli ingredienti. I pomodori devono essere maturi e le cappesante (o pettini di mare) freschissime.
Questo piatto può essere un antipasto, un secondo leggero oppure un piatto unico frugale, a seconda del vostro appetito.
Per avvolgere le cappesante ho scelto il lardo di Colonnata, dolce, delicato, dal sapore raffinato e di grande personalità..
La gelatina di sedano dona freschezza, sia per il suo sapore che per la consistenza, una idea di sedano :)
Ho finito con un meraviglioso e croccante peperone di Senise, essiccato e fritto che, inoltre, da altezza al piatto. So che non é facilmente reperibile. Volendo, potete sostituirlo con dei pomodori secchi ma, ve lo dico, non sarà la stessa cosa.



Ingredienti per 2 persone:
1/2 kg di pomodori ramati ben maturi, tagliati e privati dei semi
200 g di peperone rosso
2 cucchiai di olio extravergine
1 cucchiaio di aceto di Jerez (altrimenti aceto di riso)
Sale, q.b.
1 dente d'aglio piccolo, privato dell'anima
1 puntina di peperoncino
6 cappesante, perfettamente pulite e private del corallo
Burro per cuocerle, q.b.
Sale
Pepe
6 fettine sottili di lardo di Colonnata
Per la gelatina di sedano:
200 g di acqua
2 cucchiai colmi di foglie di sedano, scegliete quelle verdi scuro
2 fogli di gelatina di pesce
Sale
Prima prepariamo la gelatina: in un pentolino fate bollire l'acqua con le foglie di sedano per almeno 15 minuti o sino a che l'acqua di colora di verde. Bagnate i fogli di gelatina in acqua. Ritirate le foglie di sedano dall'acqua bollente, verificate che sia perfettamente trasparente, altrimenti filtratela velocemente con un colino a maglia fitta. Fate sciogliere i fogli di cola di pesce, mescolate bene e versate in un contenitore basso e largo. Portate in frigo.
La passata: nel vaso del mixer versate i pezzi di pomodoro puliti e privati dai semini, il peperone rosso tagliato a pezzi, l'olio extravergine, un cucchiaio di aceto, la puntina di peperoncino, un pizzico di sale e il piccolo dente d'aglio. Mixate bene sino ad avere una passata omogenea. Filtrate con un colino a maglia larga per eliminare solo le pellicine ma ottenere comunque una passata "polposa" e non liquida. Se necessario, aggiustate di sale ma vogliamo che sia una passata "fresca" e non proprio salata, il sapore vigoroso lo troveremo nelle cappesante e nella foglia di peperone essiccato.
Una volta ben pulite le cappesante, sciogliete il burro in una padella, una volta caldo, a fiamma viva, adagiate le cappesante. La cottura delle cappesante prevede attenzione, dovete toccarle e guardarle bene, quando la parte a contatto con la padella e dorata, dovete girarle e ripetere l'operazione. Non devono risultare gommose ma morbide al tatto (che non vuol dire molliccie, cioè crude). Fuori dal fuoco salate e pepate a seconda del vostro gusto.
Adesso dovete operare velocemente.
Versate un cucchiaio da minestra, di passata fresca. Velocemente, avvolgete le cappesante con il lardo attorno al perimetro, lasciando in vista il resto. Sistemate così tre cappesante per ogni piatto.
Prendete la gelatina e raschiatela con un forchetta e fatte un mucchietto sopra ogni cappasanta. In mezzo sistemate la foglia essiccata di peperone croccante (o il pomodoro essiccato asciugato).
Servite immediatamente.


In sostanza la passata deve essere fresca ma non freddissima, le cappesante calde e la gelatina molto fredda.
Enjoy :)

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Moqueca di peixe e camarao





Una ricetta semplice, con pochi passaggi, una volta allestita si costruisce da sola in pentola (meglio di coccio).
Il classico stufato di pesce brasiliano, a seconda della regione assume diverse caratteristiche. Credo che la moqueca più buona io l'abbia mangiata a Bahia.
Il risultato é un piatto dal sapore straordinariamente gustoso ed equilibrato dove il profumo del pesce fresco viene scaldato in questo brodo di latte di cocco, creando contrappunti con  sapori marcati come il peperone, aglio e cipolla e rinfrescato con la acidità astringente del lime.
Ideale sia d'inverno che d'estate, preferisco farlo in questa stagione dove di solito riunisco tante persone e questo piatto ha una grande resa.
Lo accompagno con riso bollito bianco basmati e magari unito ad un riso rosso selvaggio.
Servite il riso sulla base di una fondina e sopra, adagiate la moqueca aggiungendo un po' di brodo di cottura.
Ideale come piatto unico.



Ingredienti per 4-6 persone

500 g di filetti di pesce persico (oppure merluzzo)
18 gamberoni puliti da interiora e sgusciati, 5 o 6 tagliati piccoli, gli altri interi e un paio non sgusciati per decorare
il succo di 2 lime (tenere la buccia pulita di 1/2 lime per la cottura)
1 cipolla grande tritata fine
1 peperone rosso tagliato a cubetti piccoli
1 peperone verde tagliato a cubetti piccoli
2 peperoncini tritati e privi dei semi
2 spicchi d’aglio schiacciati
2 cucchiai di coriandolo tritato
200 ml di latte di cocco
olio extravergine q.b.
sale q.b.
pepe di sechuan q.b.

Preparazione

Pulisci i gamberoni. Taglia a pezzettoni i filetti di pesce, sala e pepa e fai marinare il pesce e i gamberoni nel succo di lime per una decina di minuti.

In una padella, preferibilmente di coccio, versa l’olio, gli spicchi d’aglio schiacciati, rosola in modo d’insaporire l’olio. Aggiungi la cipolla tritata continuando a rosolare, poi i peperoni tagliati a cubetti. Lascia rosolare ancora a fuoco basso una decina di minuti, mescolando ogni tanto.

Versa il latte di cocco e mescola bene, alza un po’ la fiamma ed aggiungi il pesce con il succo della marinatura e due pezzettini di buccia di lime. Fai cuocere a fuoco medio per 15 – 20 min sino a che noti che la salsa di cocco si addensa un po’.

Il pesce a questo punto sarà ben cotto e sarà molto morbido per la presenza del grasso del latte di cocco. Aggiusta di sale e pepe e aggiungi il coriandolo, mescola delicatamente, lascia riposare coperto 4-5 minuti.

Servi accompagnato da riso bollito, io ho utilizzato una miscela di basmati e selvaggio canadese. Può essere una buona idea aggiungere anche del riso nero per creare colori e sapori diversi.



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Il Ceviche peruviano (pronunciare sevice)



Il ceviche è uno dei piatti tradizionali del Perù.
Ceviche in quechua vuol dire pesce fresco.
La ricetta di base prevede pesce crudo e bianco marinato in succo di lime, peperone, cipolla, peperoncino, sale e pepe.
Come accade con tutti i piatti che formano parte di una tradizione culinaria, ogni famiglia ha la propria ricetta.
Il ceviche moderno si realizza velocemente e non lo si lascia più marinare delle ore. Personalmente mi piace lasciarlo un’ora abbondante in marinatura, in modo che il lime divenga dolce permettendo a tutti i sapori di amalgamarsi in un gusto eccezionale.



Quali sono le regole di base di un ceviche?
Il pesce deve essere freschissimo, appena pescato, che sa di mare e non di iodio.
L’utilizzo del peperone. I Peruviani sostengono che non c’è ceviche senza “aji”. Doveroso dire che loro ne hanno una incredibile varietà.
Il lime va spremuto solo nella parte centrale che è la più dolce. Il succo ottenuto, spremuto vicino alla buccia risulta troppo acido.
C’è chi il peperoncino lo trita sottilissimo e c’è chi lo sfrega sul pesce intero prima di tagliarli a cubetti, voi sceglierete quanto piccante lo desiderate.
Il succo di lime che rimane dalla marinatura si chiama “leche de tigre" (latte di tigre) e, una volta filtrato, i peruviani lo servono da bere in un piccolo bicchiere. Dissetante e gustoso.
Il taglio della cipolla "a pluma" cioè sottile come una piuma, quasi trasparente. Affilate bene i coltelli! ;)
E come dice Gaston Acurio, non c’è ceviche cattivo se il pesce è fresco.
L'esecuzione é molto semplice, il piatto é sicuramente light e la cipolla e il peperone lo rendono antisettico e con un grande apporto di vitamina C.

Insieme a Gaston Acurio a Identità Golose

Il pesce freschissimo che ieri mi ha consigliato il mio pescivendolo era il pesce spada e quindi, questo ho utilizzato.
Importante: oggi, é una misura di sicurezza igienica abbattere il pesce a -20 gradi se si desidera mangiarlo crudo, così ho fatto e qualsiasi rischio di anisakis, oggi abbastanza improbabile, viene messo da parte.
Quindi acquistate il pesce più fresco che trovate, portatelo subito a casa in  un sacchetto frigorifero e congelatelo tutta la notte. La mattina dopo il pesce va scongelato in frigorifero.


Ingredienti:
(per 2-3 persone)
250 g di pesce spada (nel mio caso)
1 spicchio d’aglio tritato piccolissimo
1 piccolo peperoncino tritato
il succo di 5-6 lime (spremere solo la parte centrale)
100 g di peperone tagliato a cubetti piccoli (brunoise)
130 g di cipolla rossa tagliata a fettine sottilissime, trasparenti.
sale q.b
pepe q.b
Insalatina misticanza per decorare
Preparazione
Prepara prima tutti gli ingredienti. Taglia il pesce a cubetti di 1 cm. e mettilo in un recipiente di vetro. Versa sopra il succo di lime e tutti gli altri ingredienti. A seconda del tuo gusto puoi lasciarlo in marinatura da 10 minuti a 1 ora.
Puoi adagiarlo su un piatto, con ingredienti scomposti oppure metterlo in una terrina o copapasta e darle una forma compatta. In questo caso adagerai l'insalata attorno alla terrine di ceviche.
Se fa molto caldo puoi eseguire la preparazione adagiando il contenitore di vetro sopra un altro contenente ghiaccio.
In questo caso la cipolla rossa colora la leche de tigre di un meraviglioso colore rosa. Filtrate i succhi della marinatura e versate in un bicchierino da presentare insieme al ceviche.
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A cena sul Canal Grande dallo Chef Massimo Livan del Ristorante Antinoo's




Anche se abito in Veneto già da più di 20 anni, tornare a Venezia é sempre una emozione speciale ed ogni volta diversa.
Per giunta ho sposato un Veneziano con casa a Venezia e al Lido e quindi, oserei dire che a Venezia mi sento a casa anche se non sono una Veneziana DOC.
Piacevolissimo invito a Cena sul Canal Grande, al ristorante Antinoo's, guidato dallo chef Massimo Livan.



Il suo ristorante si trova all'interno del Hotel Centurion Palace, 5 stelle lusso, sul Canal Grande, proprio a fianco della Basilica della Salute.
L'Hotel é in stile gotico veneziano. All'interno é arredato moderno contemporaneo, piacevolissimo.
Pezzi notevoli. Indimenticabile il lampadario dell'ingresso a forma di scocca della tipica barca veneziana, la sampierotta, completamente smontabile.
Conosco subito lo chef, Massimo Livan, veneziano nato al sestiere di Castello e, come quasi tutti gli chef, folgorato dalla cucina di sua madre. Simpatico, informale, scattante e vigoroso, genuino, spontaneo e semplice nel tratto.



La sua cucina da importanza assoluta alla qualità della materia prima, mettendo in primo piano i veri sapori degli ingredienti, arricchiti ancora con profumi, sentori, aromi e ricordi. Ma non solo, in fusione con la bellezza dell'ambiente che li vede nascere, Livan crea piatti molto attraenti al primo sguardo: composizioni colorate, dinamiche, vive, come ad esempio la presenza di fiori edibili e germogli, che accentuano una bellezza naturale e semplice, bucolica e quasi femminile, sofisticata ma romantica e sognante.



Iniziamo con uno scampo crudo aromatizzato alla vaniglia.
La vaniglia, appena un sentore, scalda la mineralità dello scampo rendendolo un piatto suadente mentre un extravergine del Garda, con la sua leggerezza, accentua i profumi del piatto.
Subito dopo: Tartare di tonno e branzino al pepe rosa con menta, fragole, sale Maldon e sorbetto al mango.


Lo dico apertamente, il piatto che vorrei mangiare ogni giorno della mia vita. Vigoroso ma leggero, forti sapori genuini equilibrati da acidità e profumi vicini e lontani, semplici ed esotici. Contrasti di consistenze e temperature. Innamorata della tartare di branzino.
E ancora:
Tartare di gamberi rossi di Sicilia e frutto della passione. I gamberi battuti a coltello, quasi a crema, buon contrasto con il frutto della passione, che adoro.




Gnocchi di patate fatti in casa con carpaccio d'astice aromatizzato allo zenzero. Anche qui, un contrappunto di ottimi ingredienti di territorio uniti a profumi lontani.
Il secondo:
Trancetti di triglia con asparagi cotti e crudi e salsa di lamponi.
La triglia valorizzata, in sapore e consistenza, da una cottura perfetta. A me é piaciuta molto l'aggiunta di asparagi crudi, croccanti e dal forte sentore erbaceo.
Per finire:
Fondant al cioccolato con salsa di ribes rossi e granella di nocciole.
Confesso che non amo molto i dolci al cioccolato ma questo fondant era cotto alla perfezione, e l'ho mangiato tutto ;)



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Vellutata di mozzarella di bufala Campana, pasta mista al peperoncino, gamberoni rossi e bottarga.




L'anno scorso ho avuto la fortuna di partecipare alla convention gastronomica "Le strade della Mozzarella" a Paestum (vedete qui).
Un evento indimenticabile.
Nel corso dei tre giorni, nella meravigliosa cornice "Le Trabe", ogni chef partecipante reinventa la mozzarella di bufala campana presentando dei piatti. Per me una nuova e interessantissima esperienza che spero di poter ripetere anche quest'anno.
Partecipo infatti con questa ricetta, che é la prima di due da presentare.
Il tema consiste in eseguire un piatto che abbia chiaramente come ingrediente la mozzarella di bufala campana e della pasta di Gragnano del "Pastificio Leonessa" con formato a scelta.




Ho fatto questa vellutata di mozzarella di bufala campana con un crudo di gamberi rossi, pasta mista al peperoncino di Pasta Leonessa, bottarga di muggine, cubetti di mozzarella di bufala campana e qualche goccia di olio di prezzemolo e, ve lo dico, mia figlia ha detto che é uno dei piatti piú buoni che abbia mai mangiato... del resto ottime materie prima fanno di un piatto semplicissimo qualcosa di unico.

Per 4 persone:
Mozzarella di bufala campana, 400 gr con il suo liquido di governo
Mozzarella di bufala campana, 200 gr. Tagliata a piccoli cubetti
4-5 cucchiai di pasta mista al peperoncino "Pastificio Leonessa"
8 gamberoni rossi puliti e tagliati in 3 parti
8 cucchiaini da caffè di bottarga di muggine gratuggiata
una decina di fiori edibili
germogli di valerianella
10 ml d'olio extravergine, sale e pepe rosa macinato al momento e buccia gratuggiata di mezzo limone biologico per condire i gamberi.

Olio al prezzemolo:
2 cucchiai colmi di foglie di prezzemolo tritato a coltello
Olio extravergine q.b. sino a coprire il prezzemolo
sale, una presina

In un barattolo di vetro, versate il prezzemolo trottato sottilissimo e a coltello (mai con il mixer, perderebbe tutta l'acqua). Versate l'olio extravergine sino a coprire abbondantemente, aggiungete la presina si sale, mescolate e lasciate in infusione un paio di giorni ben chiuso. Filtrate e imbottigliate.

Cuocere la pasta mista in abbondante acqua salata.
Mescolate in un piatto fondo l'olio extravergine, sale e pepe rosa q.b. e la scorza di limone e aggiungete i gamberi rossi mescolando delicatamente,  in modo che si condiscano bene.
Frullate la mozzarella con il suo liquido di governo, sale e un cucchiaino d'olio extravergine. Fate intiepidire.
Scolate la pasta e condite con olio extravergine.
In un piatto caldo, meglio a capello di prete, versate la vellutata di mozzarella tiepida.
Da una parte adagiate i pezzi di gamberi conditi, la pasta mista calda, i fiori edibili e i germogli di valerianella e qualche mucchietto di bottarga.
Dall'altra parte del piatto aggiungere un mucchietto di piccoli cubetti di mozzarella di bufala e qualche goccia, qua e la, di olio al prezzemolo.
Servire subito.



Con questa ricetta partecipo al Contest "Le strade della Mozzarella"




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Scampi marinati avvolti in kadaifi con ketchup dolce all'arancia e pomodori verdi canditi


Una ricetta semplice anche se non velocissima, che può diventare un ottimo aperitivo in piedi oppure un secondo, accompagnato magari da un riso basmati al gelsomino oppure una insalata.
Magari il giorno prima fate il ketchup in modo di averlo già pronto dato che ci vuole almeno un ora e mezza per la cottura.
Le bucce di pomodoro verde candite sono un optional e vi darò la ricetta a breve dato che formano parte di un'altro piatto :))

Ingredienti per 4 persone (aperitivo):
8 scampi
il succo di 2 arance
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di pepe rosa
1 cucchiaio di aceto di pomodoro (o comunque aceto bianco)
Pasta kadaifi q.b. (indicativamente 100 g abbondanti, dipende quanto avvolgete)

Per il ketchup dolce all'arancio:
3 pomodori (io ho usato cuore di bue)
1 peperone rosso piccolo
2 mele verdi 
2 cucchiai di zucchero
40 ml di aceto di pomodoro o aceto bianco
10 g di senape
40 ml di succo d'arancia
1 cucchiaino di canditi all'arancio, magari fatti in casa.
2 cucchiaini da caffè di sale di Cervia


Ketchup:
Tagliare a piccoli pezzi i pomodori, i peperoni privi dalla parte bianca e i semi, sbucciare e tagliare a dadini le mele. In un pentolino versare questi ingredienti e aggiungere l'aceto, il succo d'arancia, lo zucchero e la senape. Il sale io lo metto alla fine. Far cuocere a fuoco basso per 1 ora e mezza sino a che il tutto si ridurrà a pure e i liquidi si saranno asciugati. Passare il tutto al setaccio in modo di eliminare le bucce, aggiungere il sale macinato al momento e le bucce candite d'arancio e passare al mixer in modo di rendere liscio il ketchup.

Pulire gli scampi e togliere il carapace tranne la coda.
Mescolare gli ingredienti della marinatura e far così marinare gli scampi per 15-20 min.
Accendere il forno a 180°.
Ritirare gli scampi dalla marinatura e senza asciugarli, avvolgere ogni scampo su se stesso  con dei fili di pasta kadaifi lasciando fuori la coda.
Disporre in una teglia  foderata da carta da forno e cuocere per mezz'ora, sino a che i fili diventeranno dorati.
Servire con il ketchup e la buccia di pomodoro verde candito qua e là (cooming soon!!).

Vi auguro un felice week end :)))


Ravioli bianchi e neri ripieni di baccalà mantecato con emulsione di burrata e datteri





Una piccola prova con l'avanzo dell'impasto di queste tagliatelle al nero di seppia.
Molto semplice da fare, vi do la ricetta in modo veloce, richiede solo un minimo di manualità per chiuderli che, indubbiamente tutti voi avete :)
Questi ravioli li ho fatti, appunto con svariati piccoli avanzi quindi vi do le quantità per 8-10 ravioli, a seconda della circonferenza.

Per la ricetta della sfoglia bianca guardate qui.
Per la ricetta della sfoglia al nero di seppia, qui.

Per il ripieno: (scrivo quello che avevo, poi voi fate i calcoli per aumentare)
60 g di baccalà mantecato
1 cucchiaio abbondante di patate bollite e passate nello schiacciapatate
3 datteri tagliati piccolissimi.
Mescolate bene gli ingredienti.
Stendere gli impasti, tagliare con il tagliapasta, riempire con un Po di ripieno e chiudere il raviolo in modo di alternare sopra l'impasto bianco e sopra il nero e viceversa.
Cuocerli in abbondante acqua bollente salata sino a che vengono a galla ( verificare la cottura).

Per la emulsione di burrata: frullare un pezzo di burrata con la pelle e l'interno sino a omogeneizzare. Aggiustare di sale. Passare per un setaccio in modo di ricavare la crema.
Servire i ravioli con la emulsione di burrata, ancora datteri tagliati a puntini e, se volete, un dattero che io ho mangiato alla fine, a modo di dolce :)

Vi auguro buon fine settimana a tutti.



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Tagliatelle al nero di seppia con emulsione e pesto di cozze



Fulminata dalle tagliatelle nere di Rosanna Marziale, bravissima e anche bellissima chef del ristorante "Le Colonne" di Caserta.
Non conoscendo la ricetta, ho fatto la mia versione "dei poveri" e mi è piaciuta molto! Chissà che delizia il piatto di Rosanna!!
Devo assolutamente prendere un essiccatore per la pasta (mi dimentico sempre) in modo che rimangano "in forma", lisce e diritte, non come le mie, tutte contorte :(
La vera sorpresa di questo piatto e sotto le tagliatelle dove si trova un pesto di cozze e una emulsione fatta appunto con cozze e il fondo di cottura delle stesse, un piatto del sapore forte e deciso.

Per 4-6 persone
Per la sfoglia al nero di seppia:
300 g di farina
3 uova
4 g di nero di seppia (1 bustina)

1.5 kg di cozze
200 ml di vino bianco
olio evo
2 denti d'aglio
sale q.b.
pepe di sechuan q.b.
zest di un limone non trattato

Fare le tagliatelle come indicato qui, aggiungendo il nero di seppia alle uova sbattute e omogeneizzando bene il colore (conviene intiepidire velocemente la bustina sotto l acqua calda). Per il resto seguite tutte le istruzioni in modo uguale, anche il riposo dell'impasto e la cottura.

Lavare e pulire le cozze. In una padella scaldare l'olio e aggiungere i denti d'aglio schiacciati facendo aromatizzare l'olio con questi a fiamma media, ritirarli quando iniziano a dorarsi appena.
Alzare la fiamma e buttare le cozze, coprire e lasciar cuocere sino a che si aprano (5-7 min). Aggiungere il vino bianco e continuare la cottura per un po' a fiamma media e padella coperta.
Togliere le cozze dai gusci, salare e pepare il fondo di cottura, filtrare.
Tenere da parte 3-4 cozze intere per allestire il piatto.
Con la metà delle cozze rimanenti fare un pesto tritandole a coltello e aggiungendo poco prezzemolo grattugiato e il est di limone.
Il rimanente delle cozze va messo nel mixer con il fondo di cottura che deve coprire le cozze. Mixate formando una cremina. Se vi sembra troppo densa siete sempre in tempo di aggiungere ancora il liquido di cottura.
Impiattare disponendo in centro un bel cucchiaio di emulsione, sopra questo un bel cucchiaio di pesto di cozze, poi le tagliatelle arrotolate con il forchettone e, infine, qualche cozza qua e là.

Buona settimana a tutti voi:)

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Dattero farcito con acciughe e fritto in tempura di panettone di Cracco



Come promesso.
Vi dico solo che Cracco, nella sua ricetta originale, usava il gastronomico, io non ce l'avevo quindi ho usato il panettone ;)
È un bocconcino tutto sommato semplice a patto che abbiate una certa dimestichezza con la tempura che deve essere più chiara della mia ma, senza termometro, non ho potuto monitorare la temperatura e, come vedete, sono più dorate del dovuto!
È successo che, purtroppo, nel momento che ero pronta ad eseguire questo piatto, il mio termometro ha deciso di abbandonarmi, probabilmente la batteria... vedrò domani.
Il sapore è davvero particolare dato che il dattero non si sente quasi ma va a ammorbidire il sapore delle alici e a creare un polposo contenitore, tutto da mordere :) la pastella ha dei grandi profumi che stanno insieme divinamente (birra, panettone).
Nel libro si consiglia l'abbinamento con un Capichera Vendemmia Tardiva, 2007, Capichera. Io, sinceramente li ho consumati a pranzo con la birra avanzata dalla pastella e, devo dire, ho trovato l'abbinamento semplicemente divino, la birra fa di questo bocconcino un sapore rotondo, un tutt'uno!
Trascrivo fedelmente la ricetta di Cracco.

Ingredienti
40 g di Gastronomico sbriciolato al mixer
4 datteri freschi
4 filetti d'acciuga sott'olio
40 g di farina di riso
40 g di farina 00
30 g di birra
500 g di olio di semi
4 g di sale fino

Preparate una pastella per tempura unendo le due farine, la birra fredda e il gastronomico. fate riposare la pastella in frigorifero per almeno un ora. Private i datteri del seme, farciteli con i filetti d'acciuga e passatelli nella pastella.
Mettete l'olio di semi in un pentolino, portatelo a 160 gradi e friggete i datteri per circa 2 minuti. Scolateli dall'olio e aggiungete un pizzico di sale.
Servire subito, ancora caldi.

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