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martedì 18 giugno 2019

Focaccia pugliese



Ho imparato a non dire "a me mai...." sulla mia pelle.
La vita sa sbatterti in faccia esattamente quello che ti sembra più lontanto da te, senza tanti convenevoli.
Ho tante ricette in archivio. Ma sono settimane che non mi connetto al blog, che non sbircio le visite, i commenti. Succede. Succede che capitano cose, impovvisamente, si rovesciano le priorità. Le tue energie vengono assorbite completamente da altro. E anche quando ritrovi un attimo...le cose di prima, quelle tanto familiari, quasi diventano estranee. Le vedi da una nuova distanza, ti chiedi se ne hai davvero bisogno. O se loro hanno bisogno di te. 
So ancora pubblicare un post? So ancora scrivere di me? Ho ancora voglia di farlo? Non so. Non so.

Ingredienti (ricetta ispirata da qui)
200 g di farina bio tipo 0
200 g di semola rimacinata di grano duro
100 g di farina manitoba
5 g di lievito di birra secco
3 cucchiaini di zucchero
12 g di sale
150 g di patate
3 cucchiai di olio evo
250/300 g di acqua

Procedimento

Miscelate insieme le farine e toglietene 95 g.
Nella ciotola della planetaria mettete questi 95 g, il lievito, lo zucchero, e 100 ml di acqua dal totale.
Lasciate lievitare fino al raddoppio coperto da pellicola.
Nel frattempo fate lessare le patate, poi sbucciatele e riducetele in purea.
Fatele raffreddare.
Unite al lievitino tutta la farina, poi l'acqua, la purea ben fredda. Incorporate l'olio al composto morbido. Per ultimo unite il sale e impastate molto bene.
Ponete sulla spianatoia infarinata e far fare all'impasto una piega a portafoglio, giratelo di 90°, fate un'altra piega, poi date la forma di una palla portando i lembi sotto e ponete ina ciotola a lievitare coperto fino al raddoppio.

Ora ungentevi le mani di olio e ponetelo nello stampo leggermente oliato o coperto di carta da forno, stendentelo con le mani picchiettando con i polpastrelli.


Tagliate a metà dei pomodorini maturi, conditeli con olio e origano e sale, affondateli nella focaccia efate lievitare ancora fino al raddoppio.
Ora preriscaldate il forno a 200° e fate cuocere la focaccia a contatto con il piano sotto per circa 10 minuti per poi trasferirla nel piano medio e cuocerla altri 10-15 minuti, a seconda del forno.



lunedì 12 giugno 2017

Gnocchini fritti



Non so cosa mi sta succedendo ma la voglia di seguire il blog è ai minimi storici....mi sento addosso ua stanchezza cosmica e una voglia strana di disintossicarmi dal web...come andrà a finire? Non lo so, non ho nemmeno voglia di interrogrami su questo...Sto bene così...dedicandomi ad altro, stando il più possibile all'aperto, godendomi i miei bambini e la mia libertà, non appena posso...

Questa ricetta speedy è della mia amica Serena, che ho conosciuto sul web tramite il blog ma che è diventata molto di più che una semplice amica virtuale. Mi sembra di conoscerla da sempre.
Questa ricetta della sua mamma è l'ideale quando si ha fretta, come me, e non si vuole rinunciare ad un peccato di gola. 

Qui nella mia terra emiliana i pincini o gnocchini fritti sono un antipasto tipico, con tante varianti, e mille ricette differenti.... da servire accompagnati con salumi e sottaceti.
Provateli, vi innamorerete.

Ingredienti

500 g di farina
5 g di sale
1 bustina di lievito istantaneo per torte salate
250/300 g di latte


Procedimento

Impastare tutti gli ingredienti regolandosi con il latte in base a quanto ne assorbe la farina.
Stendere l'impasto (io ho utilizzato l'attrezzo apposito del kitchen aid, arrivando alla penultima tacca), ricavarne dei triangoli o dei piccoli rombi e friggere in olio caldo, di semi o di oliva leggero.
Faranno tante bolle, si gonfieranno e saranno perfetti da servire caldi.

 

martedì 28 marzo 2017

Pasticciotto




Una settimana che non pubblico è cosa seria!!!!
Dormo poco, digerisco male, mi fanno male i denti, la testa...insomma...
per citare Manuel Agnelli...la mia Primavera è  incubo...al momento, ma conto di ripigliarmi...mi sono fatta anche bionda per darmi un tono!!!!! Urge un paio di scarpe nuove quando mi sento così, magari rosse, voi che ne dite?

In cucina, nella mia altalenante svogliatezza primaverile, mi sono "buttata" sulle ricette di altre regioni, e non potevo non provare il Pasticciotto, dolcetto composto di pasta frolla friabile e ripieno di vellutata crema pasticciera. Si narra che il pasticciotto nacque nel 1745 a Galatina, in provincia di Lecce, in una pasticceria locale per caso, essendo avanzata della pasta frolla e della crema pasticcera.

So che a volte, in altre città, si trova con l'aggiunta di amarene sciroppate, ed è così che ho voluto prepararlo per i miei familiari, che adorano questo frutto, e ho seguito la ricetta di Flavia che, come da tradizione, prevede l'uso dello strutto anzichè del burro per la pasta frolla.

Con questa vi auguro e mi auguro un dolce risveglio...ma proprio dal letargo, eh???


Ingredienti

250 g di farina
100 g di strutto 
100 g di zucchero
1 uovo
1 pizzico di bicarbonato
2 tuorli
200 ml di latte
80 g di zucchero
25 g di farina
semi di vaniglia
10 amarene sciroppate

Procedimento

Nella planetaria inserite le farine e, in un buco al centro, zucchero, burro, uova e bicarbonato.
Formate una palla di impasto da far riposare circa mezz'ora.

Preparare la crema mescolando zucchero e farina con i tuorli, aggiungendo il latte a filo  e i semi di vaniglia, e portando a bollore mescolando sempre. Fare raffreddare la crema.

Imburrate gli stampini e foderateli con uno strato sottile di pasta frolla.
Bucherellare la pasta con i rebbi di una forchetta
Farcire con la crema e un'amarena al centro.
Richiudere con la frolla sigillando bene.

Infornare a 180° in forno già caldo fino a doratura.
Servire tiepidi una volta sformati!
Io li ho spolverati con zucchero a velo anche se non è previsto! 

 





    venerdì 17 marzo 2017

    Sfinci di San Giuseppe



    Da diversi anni volevo preparare questa ricetta per la Festa del Papà ma poi...vuoi non farle due zeppole? Vuoi friggere ancora nonostante il Carnevale sia già finito?
    Così, ho sempre rimandato la preparazione di questa ricetta tipica siciliana. 
    Ovviamente non ho mai assaggiato gli originali e dovrò rimediare, ma ho voluto provar questa ricetta perchè credo sia giusto conoscere e divulgare le prelibatezze delle nostre Regioni. Spero di non aver commesso troppi errori ed inesattezze!

    La Sicilia, in particolare, è una delle mie Regioni preferite, da quando ci sono stata il male di Sicilia non mi ha ancora abbandonata...e spesso sogno ad occhi aperti Erice, Mondello, San Vito, i cannoli, le arancine, il pane cunzato e tante altre delizie....
    Inoltre in Sicilia ho lasciato cari amici di Blog: Fabiola e Antonio ed Elena e Antonio!

    Gli sfinci sono facili da preparare, e davvero gustosi da mangiare, noi li abbiamo divorati. Con questa dose me ne sono venuti 9.
    Fate solo attenzione a qualche accorgimento: versate nell'olio piccole porzioni di impasto, giratele spesso e non abbiate fretta. Se gli sfinci cuoceranno per circa dieci minuti li vedrete gonfiarsi tantissimo, e diventare morbidi senza assorbire eccessivamente olio.
    Con questa ricetta chiudo le proposte per la festa del papà e faccio gli auguri a tutti i meravigliosi papà del mondo che aiutano nello splendido ed arduo compito di crescere il dono più prezioso al mondo, i figli.


    Ingredienti

    100 g di acqua
    20 g di burro

    sale
    90 g di farina
    2 uova

    200 g di ricotta
    zucchero a velo 
    gocce di cioccolato
    frutta candita

    Procedimento

    In un pentolino mettere l'acqua e il burro,  e un pizzico di sale.
    Quando il composto bolle, fuori dal fuoco versare la farina tutta in una volta, mescolare e rimettere sul fuoco qualche minuto, in modo da togliere umidità. Sarà pronto quando l'impasto formerà una palla e si staccherà dalle pareti.
    Lasciare raffreddare qualche minuto e poi rompere sul composto un uovo alla volta, mescolando con forza finchè non è completamente assorbito prima di versare quello successivo.
    Ora portare olio di semi a temperatura in un pentolino profondo e non troppo largo.
    Versare 3 cucchiaini di crema nell'olio e lasciare che i tre sfinci cuociano lentamente.
    Togliere l'olio in eccesso su carta assorbente poi ricoprire ( e riempire, se volete) con una golosissima crema composta da 200 g di ricotta (meglio se di pecora), alla quale aggiungerete zucchero a velo secondo i vostri gusti, gocce di cioccolato fondente e granella di pistacchio o frutta candita.


    lunedì 20 febbraio 2017

    Chifeleti de Patate


    Io sono per il motto "A Carnevale ogni fritto vale"...e siccome per me Febbraio è il mese della festa in assoluto mi diverto a friggere di tutto, anche seguendo ricette fino ad oggi a me sconosciute.
    Oggi vi presento i Chiffeleti, una ricetta che vede le sue origini tra Vienna e Trieste, infatti nacquero per simboleggiare la vittoria dell'impero asburgico contro l'esercito ottomano che stava assediando Vienna nel 1683.  

    La storia si incrocia alla leggenda, e gli scambi commerciali portarono questo piatto anche in Italia. Si narra che furono proprio i triestini a dare una connotazione salata a questi bastoncini incurvati e poi fritti nell'olio bollente, utilizzando l'impasto degli gnocchi.

    Tutte queste informazioni, così come la ricetta, io le ho trovate su un vecchio numero di Sale&Pepe.
    Sapete quando una ricetta fotografata vi fissa dal giornale e vi sfida alla prova?
    Ecco, avrò saltato qualche anno, ma poi non ho resistito, e per fortuna li ho provati.
    Ottimi salati, come insolito contorno, ma anche nella versione dolce, spolverati di zucchero a velo.


    In questi giorni in cui davvero ho pochissimo tempo per pubblicare, cucinare e passare dai miei amici in altri blog, voglio fare un ringraziamento speciale ai miei lettori silenziosi, a quelli che seguono sempre o meno costantemente, a quelli che si sono "palesati" con una frase o un sorriso, un messaggio privato, e ai tanti che forse non si paleseranno mai ma ci sono, come il contatore delle presenze mi ricorda.
    Non è il record di visitatori che mi interessa, ma è davvero bello sapere che ci siete.

    Tempo fa, direi nonn più di un mesetto, avevo organizzato per lavoro una conferenza e alla fine una giovane ragazza mi si è avvicinata e mi ha chiesto se ero l'autrice del blog "Aria in Cucina".
    Al mio sì, mi ha detto "Se ci fosse la mia mamma qui...lei la segue sempre, prepara le sue ricette ma soprattutto ogni giorno passa a leggere se ha scritto qualcosa, e ride con lei, e piange con lei...insomma, non vede l'ora di leggerla".
    Tutto questo è semplicemente magico. Farvi emozionare è magico. Regalarvi una ricetta è magico. E anche se sono meno presente ci sono proprio per questo "patto" con voi, e ancora come questi Chiffeleti saprò trasformarmi da felice a triste, tra arrabbiata a speranzosa, da dolce a piccantina...per raccontarvi sempre com'è la vita vera. La mia, ovviamente.
    Buona giornata, lettori!

    Ingredienti

    500 g di patate
    125 g di farina
    1 tuorlo
    15 g di burro
    olio per friggere
    sale grosso o zucchero a velo


    Procedimento

    Lessare le patate e raccogliere la purea con lo schiacciapatate in una ciotola.
    Fate intiepidire leggermente e unite il tuorlo, il burro fuso e poco sale. (Se volete la versione salata aumentate un pò)
    Amalgamate il tutto e unite la farina, dovete ottenere un composto omogeneo.
    Dividetelo in 3 pezzi e da ognuno ricavate dei cordoncini di 1.5 cm di diametro. Tagliate deo cordoncini di circa 10 cm di lunghezza e incurvateli leggermente, posizionandoli su un anovaccio infarinato.
    Portate l'olio a temperatura e tuffate i vostri ferri da cavallo finchè saranno gonfi, croccanti e dorati.
    Posizionateli su carta assorbente poi serviteli caldi, al naturale, o spolverati di zucchero a velo.

    Io vi consiglio entrambe le versioni, 
    con questa dose ho ottenuto un piatto di chiffeleti salati e uno dolce.

    giovedì 16 febbraio 2017

    Pasta e patate a modo mio



    E così a casa mia sono terminati i grandi compleanni e i festeggiamenti di San Valentino....non mi sono espressa molto in proposito, perchè è stato un giorno intenso lavorativamente parlando, ma due paroline da dire le avrei proprio....

    perchè la gente non si fa un bel mazzo di fatti propri????

    Insomma, se non sei fidanzato/innamorato perchè ancora non è il tuo momento posso capire non ti interessi nulla o tu possa essere un pò triste, ma generalmente quando io ero single di San Valentino me ne fregavo, semplicemente!!!

    Se sei innamorato/fidanzato/felicemente accoppiato allora mi devi spiegare una cosa: l'amore tutti i giorni.....certo, l'amore tutti i giorni!!!! Ma se c'è un giorno per celebrarlo, ben venga no? Come tutti quelli che dicono che il giorno della memoria non serve, il giorno della Liberazione è inutile, etc etc....ma voi chi siete per giudicare quello che la gente fa gli altri 364 giorni dell'anno? Lo sapete voi se io amo mio marito o meno anche gli altri giorni???

    E allora basta, se vi va festeggiatelo, se non vi va...non scassate le scatole agli altri!!!! 
    Io personalmente ho vissuto una cena romantica a sorpresa anche molto avvenutrosa, ma non starò a raccontarla, perchè farà parte di quei ricordi indelebili ed intimi che non lascio nemmeno al blog....però sì, ci siamo scambiati un regalo, mio marito mi ha fatto trovare una rosa, mi ha aperto la portiera dell'auto prima di scendere per andare al ristorante e mi ha versato l'acqua e il vino per galanteria....ma questa è solo una minima parte di quel che fa ogni giorno per me: i suoi abbracci di notte, i suoi sguardi tra la folla quando ho bisogno di trovare un punto fermo, tutte le volte che mi risolve un problema, tutte le sere quando sistema la cucina, ogni volta che mi lava la macchina, al mattino quando porta via i rifiuti, il suo essere sempre al mio fianco in ogni difficoltà, il suo essere un marito e un padre meraviglioso, nonchè il mio migliore amico, il mio più grande sostenitore....e sì, insomma...avete capito...dal più banale gesto quotidiano al più insormontabile cumulo di stress quando un imprevisto o un problema si presenta....mio marito è li, con il suo sorriso calmo stampato sulle labbra, con il suo essere di poche parole ma di parola sui fatti, con il suo essere gentile e premuroso ogni giorno.

    Eppure, non mi dispiace affatto che per un giorno si pensi all'amore, ci si ritagli il tempo (noi dopo 10 anni) di uscire in questo giorno insieme, di dedicarsi un momento, in tutta semplicità!

    W tutti i cuori che ho visto nel web, w tutto il rosso delle rose e della passione, perchè solo l'amore può cambiare il mondo, e se tutti noi davvero ci concentrassimo di più sull'amore e meno sul criticare gli altri ad ogni piccola cosa che fanno, vivremmo davvero meglio, in questo dovremmo imparare dai bambini.....

    E allora, per tornare bambini e celebrare l'amore delle cose di ogni giorno, ecco la ricetta della pasta e patate, diversa in ogni famiglia, ma non meno ricca di amore in ogni sua diversa forma. Esattamente come la felicità.

     
    La mia versione non prevede alimenti di origine animale, e la pasta cotta in modo risottato con aggiunta di acqua o meglio di brodo vegetale 


    Ingredienti per 4 persone

    300 g di pasta mista
    700 g di patate
    qualche pomodorino
    verdure per sofritto
    brodo vegetale 
    un rametto di rosmarino
    olio, pepe
    parmigiano 


    Procedimento

    Preparate un brodo vegetale e tenentelo caldo.
    Tagliate a cubotti le papate sbucciate.
    Rosolatele in padella, per me una casseruola Le Creuset, con un poco di verdure per soffritto e di olio extravergine.


    Unite i pomodorini, coprite con il brodo vegetale e portate a bollore.
    Gettate la pasta e portate a cottura, mescolando di tanto in tanto, aggiungendo acqua o brodo se serve, e cercando di ottenere una consistenza cremosa, se piace.


    A fine cottura impiattate unite una generosa spolverata di parmigiano, e regolate di sale e pepe. 



    lunedì 23 gennaio 2017

    Strudel di frolla con mele, uvetta e cannella



     Immagino che tutti voi siate stati con il fiato sospeso a seguire, come me, le operazioni di salvataggio di quante più persone possibili rimaste sotto l'Hotel Rigopiano. Ho pianto lacrime copiose di immensa gioia quando ho visto i Vigili del Fuoco estrarre i bambini. Che miracolo, che angeli meravigliosi! In questi giorni ho spesso ricordato a me stessa e ai miei bambini la fortuna che abbiamo, in questo momento, per essere in una casa al caldo, insieme, godendo delle piccole cose belle della vita. Mai darle per scontato. 

    Per il fine settimana vi propongo un dolce golosissimo dal profumo inebriante che mi ricorda anch'esso il Trentino, avrete capito quanto amo questa Regione, per tanti, tanti aspetti... Lì il vero strudel è preparato con la pasta frolla, una generosa spolverata di zucchero a velo, e accompagnato da una pallina di gelato alla vaniglia o crema chantilly.
    Questa la ricetta che mi era stata data e che preparo sempre, anche se negli anni la mia allergia mi ha impedito di godere di questa prelibatezza adoro sfornarla per i miei cari e sentirne il profumo meraviglioso che si espande in tutta la casa.
    Si prepara in fretta, quindi cosa aspettate?

    Ingredienti per 4-6 persone, per una leccarda 

    Per la pasta frolla
    140 g di burro
    100 g di zucchero
    1 uovo e 1 tuorlo
    mezza bustina di lievito
    260 g di farina

    Per il ripieno
    3 mele
    30 g di uvetta
    4-5 amaretti
    cannella
    succo di limone
    1 cucchiaio di zucchero di canna
    poco latte 


    Procedimento

    In una citola amalgamate il burro con lo zucchero, unire l'uovo, la farina, il lievito e aromatizzare, se piace, con scorsa di limone o semi di vaniglia.
    Porre il panetto in frigo ricoperto di pellicola e riposare per mezz'ora, intanto preparate il ripieno.

    Ammollate l'uvetta in acqua fredda.
    Sbriciolate gli amaretti e tenete da parte (potete ometterli se non vi piacciono)
    Affettate le mele e irroratele con poco succo di limone in una ciotola. Unite l'uvetta ben strizzata, lo zucchero di canna e una spolverata di cannella.

    Stendete la pasta in un cerchio su un foglio di carta da forno, aiutandovi con un pò di farina. Farcite con il ripieno preparato e chiudete il vostro strudel. Giratelo in modo che sopra resti la parte più liscia, mi raccomando, sigillate bene i bordi.
    Pennellate la superficie con poco latte e infornate a 180° finchè non sarà dorato, circa 30-35 minuti, ma bisogna regolarsi con il proprio forno.

    Lasciate intiepidire poi spolverate di zucchero a velo. Servire tiepido o freddo.

     

    martedì 10 gennaio 2017

    Kaiserschmarrn




    E così, l'Epifania tutte le feste si è portata via, anche se questo week end ha rallentato ancora di più la ripresa che ora sembra davvero durissima! Come da copione, Anais ha avuto una paura tremenda la notte della Befana, ma è un'emozione che le piace tantissimo vivere....e al mattino la felicità nel trovare le calze piene davanti alla porta è un qualcosa che non saprei descrivere a parole, 
    mi lascia ogni volta stupefatta! 

    Ma ora è giunto il momento di riporre gli addobbi e preparare gli zaini, preparare le tavole per la colazione e affrontare un nuovo inizio con entusiasmo e mente e corpo riposati: a tal fine io vi propongo una goduriosa e sostanziosa "frittata" dolce che, come i Bretzel ch eho postato giorni fa, mi ricorda tanto le nostre brevi vacanze in Sud Tirolo, ormai più di un mese fa.

    Durante questa pigrissima pausa natalizia, abbiamo avuto il tempo di svegliarci tardi o di oziare il pomeriggio sul divano. C'è stato un giorno in cui io e Anais siamo rimaste sole per qualche ora e ne ho approfittato per coccolarla in tutto e per tutto. Le ho chiesto cosa desiderava per merenda e mi ha risposto i pancake. Avevo però voglia di cambiare e cercando in rete mi è venuta l'idea di provare in casa questo dolce, perchè il sapore e la consistenza ricordano i pancakes e conoscendo i gusti di mia figlia, sapevo che avrei fatto centro.

    Inutile aggiungere che una generosa spolverata di zucchero a velo e una profumata confettura di mirtilli rossi rendono questo dolce davvero superlativo! 
    Buona ripresa a tutti ;)

     
    Ingredienti

    3 uova
    50 g di zucchero semolato
    120 g di farina 00
    220 ml latte fresco
    1 pizzico di sale
    30 g di burro
    zucchero a velo 

    Procedimento

    Montare gli albumi e, a parte, i tuorli con lo zucchero.
    Unire ai tuorli la farina e il sale.
    Ora unire delicatamente il latte a filo, e infine gli albumi mescolando dall'alto al basso per non smontare il composto.
    Ora mettete sul fuoco una padella di 26 cm di diametro, ungetela con il burro e poi versate metà del vostro composto, facendo cuocere da ogni lato finchè non sarà ben dorato. Procedete così anche per la seconda frittata dolce, poi tagliate a striscioline piccole il tutto e ponete in un piatto di servizio.
    Spolverizzate con lo zucchero a velo, accompagnate con la marmellata di mirtilli rossi e servite caldo alle persone che amate.

    mercoledì 4 gennaio 2017

    Bretzel my way


    Dopo tanto dolce torna su questi shermi un pò di salato!

    Circa un mese fa siamo stati in Trentino, Regione che amo immensamente, per trascorrere qualche giorno di relax sulle montagne, vedere la neve, visitare i mercatini di Natale e mangiare cibi tipici.

    Sono stati giorni meravigliosi in famiglia, tra le coccole della spa e la magia dell'atmosfera trentina: ho potuto anche incontrare Alexandra, finalmente dopo tanto tempo, e gustare con lei e la sua famiglia qualche cosa di tipico ai mercatini che abbiamo visitato insieme.

    Inutile dirvi che i bretzel caldi ripieni di formaggio accompagnati dalla birra sono un qualcosa di squisito! Pare che nella ricetta classica e originale vengano davvero tuffati in una soluzione di acqua e idrossido di sodio il più puro possibile prima di essere infornati: questo spiegherebbe quel colore e quel gusto sublime!

    Ma io ho optato per un bretzel fai da me, senza pretese di avere in tasca la vera ricetta anche perchè non appartiene alla mia tradizione....è semplicemente un omaggio a questa merenda molto antica, fatta in casa, forse non perfetta nella forma e nel colore ma...davvero un pane buonissimo, un pane che vi consiglio di provare appena potete. 

    Potete tagliarlo a metà e farcirlo come più vi piace oppure usarlo per accompagnare la cena a base di carne, verdure, affettato...questo pane croccante fuori e morbido dentro si sposa davvero con tutto!


    Ingredienti

    500 gr di farina 00
    200 ml di acqua
    mezza bsutina di lievito di birra secco
    2 cucchiaini di zucchero
    50 g di burro
    8 g di sale

    per la cottura 3 litri d'acqua
    3 cucchiai di bicarbonato

    sale grosso per decorare

    Procedimento

    Nella planetaria versare la farina, il lievito, lo zucchero, e poi l'acqua tiepida, infine il burro fuso non caldo e dopo qualche minuto il sale. Lavorate l'impasto finchè non sarà elastico, liscio e morbido. Fatelo lievitare fino al raddoppio in una ciotola coperto da un panno pulito.
    Trascorso il tempo dividerlo in 7 parti, e tirare da ogni pallina un cordoncino lungo, dando la classica forma di bretzel.
    A questo punto, ponete ogni bretzel su carta da forno e lasciate lievitare altri 40 minuti. Portate a  bollore l'acqua con il bicarbonato e preriscaldate il forno, immergete due bretzel alla volta e fate cuocere nell'acqua per 30-40 secondi, non di più.
    Prelòvateli, riponeteli su uno strofinaccio per far perdere l'acqua in eccesso, poi trasferiteli in una teglia da forno ricoperta da apposita carta e velocemente spolverate di sale grosso.
    Procedete così per tutti i bretzel poi infornate a 200° per 20 minuti, o comunque fino a doratura!


    martedì 20 dicembre 2016

    Sbrisolona mantovana


    Avrei voluto essere più brava, e darvi più idee natalizie, anche di primi e secondi da portare sulla tavola delle vostre feste, invece l'influenza mi ha lasciato un brutto strascico e ammetto di non aver avuto nessuna voglia di cucinare....ditemi che capita anche a voi!!!

    Inoltre sono stati giorni molto indaffarati e densi di impegni serali: ieri abbiamo terminato la "caccia ai regali" (anche se in realtà io inizio già a Novembre a pensare a cosa regalare alle persone che amo, mi piace moltissimo girare in cerca del pensiero giuto!!!!) e, di seguito, i miei bambini si sono esibiti nella consueta recita tradizionale!
    Ora sì che sento la magia della Natale perchè, ad essere sincera,
    quest'anno ho faticato un pò di più a sentirmene parte!!!

    Ora invece mi rendo conto che siamo al rush finale...tutto è ormai pronto....i bambini sono trepidanti per l'attesa di Babbo Natale con i regali e per fortuna mi sento meglio per poter seguire ogni piccolo preparativo che faccia sognare loro la favola del Natale e la gioia per la Nascita di Gesù.
    Non possiamo non sperare che saranno proprio i bambini a portare un mondo migliore.

    E allora vi lascio con questo dolce, semplice, rustico e molto, molto buono, che per me è perfetto dopo i grandi pranzi o cene. Lo conoscete? Parlo della sbrisolona, una torta conviviale, che si spezza rigorosamente con le mani in quanto molto croccante. E' un dolce profumato che soddisfa il palato, arricchito di quella frutta secca che non può mancare sulle tavole festive.

    E' un dolce tradizionale di Mantova : per realizzarlo servono mandorle pelate e no, farina di mais, ed è vietato omettere lo strutto se vorrete ottenere la consistenza perfetta!
    Incartato, fa una bella figura anche da regalare, e potrete realizzare anche delle miniporzioni.
    Si conserva bene per qualche giorno!

    piatti e tessuti Green Gate

    Ingredienti

    220 g di farina di mais fioretto
    220 gr di farina 00
    200 g di zucchero
    110 gr di burro
    1 hg di strutto
    100 g di mandorle pelate
    120 g di mandorle con pelle
    2 tuorli grandi

     
    Procedimento

    Tagliate tutte le mandorle con un coltello in modo grossolano.
    In una casseruola mescolate le due farine, lo zucchero (tenendone da parte 20 g), lo strutto, il burro e i tuorli, e mescolate con le mani. Quando sarà amalgamato aggiungete le  mandorle, e versate il tutto in uno stampo da 28 cm leggermente imburrato.
    Premete leggermente per far aderire ma non compattate troppo.
    Spolverate con ancora poco zucchero semolato ed infornate a forno caldo per una mezz'ora a 180ç. Regolatevi con il vostro forno, dovrà essere dorata.

    Lasciate raffreddare e servire, rompendola con le mani e abbinandola ad un buon passito!

    mercoledì 13 aprile 2016

    Dolce Mattone


     In Emilia si trova spesso un dolce molto buono e molto calorico, si chiama Dolce Mattone e questo nome gli si addice proprio sia perchè le porzioni sono piccoli mattoncini...sia perchè è davvero un mattone a livello calorico...però che bontà!  Io ci avevo già provato ad alleggerirlo, sia con una versione al mascarpone che con una crema senza uova, anche perchè nel Dolce Mattone andrebbero le uova crude...ma questa volta, per esaudire la richiesta che mi ha fatto mio marito di preparargli questo dolce usando la ricetta originale...ho fatto così. Se lo provate fatemi sapere, secondo me è sublime...va mangiato a piccole dosi, con quelle che vi dò io vengono 12 porzioni...e così si pecca bene, in compagnia e con una golosità senza pari :)

    sabato 30 gennaio 2016

    Lasagne cupcake con ragù, funghi e besciamella



    Sono abitudinaria, sono profondamente convinta che non mi piacciano i cambiamenti e che mi destabilizzino violentemente, ma se mi guardo indietro scopro che in realtà ho sempre avuto molto coraggio e non ho mai provato niente più di una velata nostalgia 
    quando ho sbattuto le ali per volare un pò più in alto, per scelta o costrizione.

    C'è una cosa che amo molto, ed è pensare alle strade che ho percorso.
    La strada per andare a scuola, ad esempio. O quella per andare al lavoro.

    Quando andavo alle elementari condividevo il viaggio con il mio vicino Enrico.
    Andavamo a scuola a piedi, soli, bambini....oggi quasi impensabile.
    Una volta ero sola ed ero pure in ritardo, ho attraversato di corsa senza guardare e sono stata investita.
    Quando andavo al liceo mi svegliavo prestissimo, poco dopo le sei del mattino, quando fuori faceva buio pesto e gli Inverni mi sembravano più rigidi di adesso, e al mattino al risveglio c'era la galaverna.
    Andavo a piedi fino in stazione, poi prendevo il treno,
    e infine la bicicletta fino all'arrivo alla mia scuola.
     Le stesse tappe, per 5 interminabili anni, le stesse abitudini che amavo ed odiavo al contempo.
     Poi una vacanza al mare, la mia amica che mi raggiunge in spiaggia e dalla riva mi comunica il voto dell'esame di maturità con le mani e la consapevolezza immediata che, puff, seduta sul muretto del Liceo con il mio Diario in mano non ci sarei mai più stata.

    Anche per andare all'Università prendevo il treno. E in treno studiavo, scrivevo il Diario, conoscevo persone parlando con loro. Poi il tragitto a piedi per Viale Irnerio, o fino a Via Barberia, e le soste al solito bar, il bignè al cioccolato preferito tra tutti e la mensa scolastica.
     La libreria al pomeriggio, il mercatino il Venerdi e il Sabato, lo studentato dove alloggiava il ragazzo che mi piaceva allora.
    Tanto freddo, tanto caldo, tanta strada a piedi, tanta paura a volte, tanta solitudine, amabile e vischiosa al contempo. Il profumo delle aule, il cappuccino più amato del mondo, 
    gli spettacoli di teatro la sera.
    Poi una corona d'alloro sul mio capo e puff, le camminate per Bologna sono diventate un lusso da concedermi molto raramente, per strade differenti, e con un altro passo.

    Il mio primo lavoro è stato in un paese non troppo distante da casa. Ci andavo in macchina e nel tragitto pensavo a come volevo arredare la mia futura abitazione allora in costruzione.
    Partivo con calma e rivedevo ogni giorno lo stesso film mentale...aprivo la porta e pensavo all'attaccapanni, poi al punto in cui avrei messo l'orchidea (dove tuttora è) e così via fino ad arrivare a tutte le stanze arredate a mio gusto, e giungere al parcheggio.
    Poi la breve camminata lungo il viale pieno di negozi, e infine l'ufficio, la pausa pranzo con l'insalatone e il pane caldo e un giorno una telefonata improvvisa, e puff , si cambia direzione.
    Non rivedi più quello che è stato il collega con cui pranzavi ogni giorno e con cui stavi otto ore di fila....

    E così è la vita: un succedersi di volti, luoghi, consuetudini....strade e scale che si prendono tutti i giorni e che da un momento all'altro diventano ricordi lontani, 
    sospesi nel passato, ovattati nei contorni e negli odori. A volte persino imbarazzanti da rivedere.

    In questo momento della vita faccio ogni giorno una strada di campagna. 
    Vedo aironi al bordo della strada e gazze ladre sui fili della luce.
    Quest'inverno ho "adottato" sentimentalmente un falchetto.
    Stava sempre vicino alla sua mamma, bellissima e fiera, da quest'autunno.
    Ma una mattina, passando in automobile
    ho visto le sue piume sulla strada...e lui da solo, proprio sul palo difronte.
    - Dovrà affrontare l'Inverno da solo - ha sentenziato mio marito quando gliel'ho raccontato a cena.
    - Eh, si - ho pensato io, rivedendo il film del mio passato. -

    Ogni mattina guardo in alto e spero di incontrarlo.
    Si è fatto grande, un bellissimo falchetto.
    Un giorno volerà via da qualche parte, o io cambierò strada, e non ci vedremo più.
    Ma che bello esserci stati, in quel preciso momento e luogo, averlo vissuti a fondo, senza avere poi timore di cambiare quando il futuro ci chiama.


    Ed ora una ricetta a tema..un piatto della tradizione: le lasagne appunto, che mia nonna faceva praticamente ogni Domenica e che quasi non riuscivo più a mangiare dal gran che ne ero satura.
    Questa versione, nata in America e vista su molti siti stranieri, porta in tavola una versione più easy e più elegante della classica lasagna, senza toglierne il gusto.
    In questa versione, quasi monoporzione, tutto diviene più semplice e ci si sente meno in colpa...anche se nulla vieta di fare il bis e anche il tris, e non solo...perchè uno tira l'altro.
    Versateli, veloci, stuzzicanti, queste lasagne cupcakes possono essere presentate come entrèè, come antipasto, o come piatto in numero più consistente.
    Posso essere farcite a piacere e soprattutto uniscono la croccantezza della sfoglia alla scioglievolezza vellutata della besciamella.
    Passato e presente assieme, come due fiori nel ciclo continuo della vita.
      
    Ingredienti per 12 lasagne cupcakes

    lasagne (io ne ho usata mezza confezione)
    200 g di ragù
    funghi cotti in padella
    250 g di besciamella
    parmigiano reggiano


    Procedimento

    Ho scottato le sfoglie in acqua bollente leggermente salata e le ho scolate stendendole su un canovaccio pulito.

    Ho preso uno stampo per cupcakes in silicone Pavonidea e ho ritagliato le sfoglie in quadrati per poi adagiarle sui fondi dello stampo, lasciando di proposito che sbordassero fuori gli angoli.

     

    Ho farcito con ragù o funghi, poi un quadrettino di pasta, besciamella, ragù o funghi, pasta, un cucchiaino di besciamella e infine parmigiano grattugiato

    .

    Ho infornato a 200° fino a doratura.
    Servire caldissime.

    Il passato, ce lo portiamo dentro, per tutte le volte che ci potrà servire.


    giovedì 27 agosto 2015

    Gelo di Melone (gelo di anguria)



    Questo budino di frutta è un dolce tipico siciliano che, pur essendo stata in Sicilia e avendola amata con tutta me stessa, non ho mai assaggiato in loco.
    Tra l'altro, l'ho sempre sentito nominare ma non ne sono mai stata ispirata in quanto ci sono dolci con nomi particolari che non "m'ispirano" e così non mi cimento per principio! Un esempio? I biscotti "Ovis Mollis", nome terribile secondo me, e questo "Gelo di Melone o Mellone" come si legge in giro, che in realtà è fatto con l'anguria perchè poi ho scoperto, nel tempo, che la traduzione del siciliano muluni significa proprio anguria!

    sabato 7 marzo 2015

    Zuccotto Fiorentino


    In questi giorni un progetto che mi sta a cuore mi ha impegnata tantissimo
     Si tratta di una mostra fotografica e di un libro che finalmente oggi posso tenere tra le mani.
    Parla di vintage....come avrete capito, un argomento che mi emoziona molto. Sono molto legata al passato, in generale, a tutto ciò che evoca ricordi ed emozioni che, forse, ho paura mi scappino dal cuore fagocitati dal tempo che passa.

    Si potrebbe stare ore a parlare del tempo....ma oggi voglio raccontarvi una cosa sola
    e chiedervi di festeggiare con me in un modo speciale!
     5 anni fa apriva questo blog, creato da mio marito, che con un clic mi ha detto "Dai, parti!"

    domenica 22 febbraio 2015

    Paccheri alla mediterranea gratinati in forno


    Avevo voglia di un piatto mediterraneo, queste giornate di sole mi hanno messo voglia d'estate...Non sto scherzando, sto già sognando il mare, la sabbia che scotta, la canicola pomeridiana e il silenzio turbato solo dal gracchiare delle cicale...

    Per calarsi nella parte, però, ci vogliono i sapori giusti ed è per questo che mi sono rifornita di spceilità campane: pomodorini del piennolo, buona mozzarella di bufala, paccheri di qualità, pecorino di Carmasciano, peperoncino tritato e foglioline di basilico che ho trovato casualmente.....inutile dirvi che sulla nostra tavola oggi era davvero estate...
    e per me l'estate è il Sud Italia!!!!

    martedì 27 gennaio 2015

    Risi e bisi


    Uff, Gennaio è davvero un mese lungo, grigio e malaticcio...ma tant'è, bisogna godere di ogni giorno che ci è donato e saper sempre trovare il lato positivo in tutto. Quindi godersi quel momento magico al mattino in cui si assapora il caldo delle coperte mentre fuori è freddo (anche se dura poco perchè poi la sveglia ci butta giù e si deve correre), l'odore del caffè e la dolcezza di una colazione gustata con lentezza, il sorriso delle persone che amiamo e la gioia di ritrovarci con esse attrono ad un tavolo, annusando profumi prelibati e gustandoci il calore di una pietanza confortante.

    mercoledì 7 gennaio 2015

    Pizza di scarole


    Dopo tanti tanti dolci, oggi torna il salato.
    Dopo tanti giorni di vacanza, oggi si torna a scuola.
    Dopo tante luci e tanta festa, oggi si spengono i  riflettori e si depongono gli addobbi.

    mercoledì 17 dicembre 2014

    Maritozzi con la panna


    E' tempo di recite natalizie, nelle scuole, e ora che sono adulta rivivo, attraverso i miei figli, le emozioni che accompagnavano questi giorni nella mia vecchia scuola; quando al passo con i lavoretti manuali da creare al mattino con i compagni, si imparavano canzoni, poesie, brevi passi di una recita che non immaginavo mi sarei portata nel cuore per sempre...tant'è che ancora oggi rivedo Luca vestito da angelo, Ilaria da Maria, Riccardo Re Magio e mi commuovo alle note di Astro del Ciel.
    (anche se confesso che le parole non le capivamo mica tanto e qualche mio amico diceva Redenton ;)

    mercoledì 16 luglio 2014

    La mia pappa al pomodoro piccante con feta! La mia Toscana!


    Finite tutte le lavatrici da fare, posso finalmente dirvi qualcosa in più delle mie vacanze appena trascorse, e indimenticabili.....

    Quest'anno come meta del mio viaggio ho scelto la Toscana, dall'entroterra al mare.

    martedì 15 luglio 2014

    Brazadela ferrarese ripiena di confettura al ribes nero

    sulla mia tavola

    Ciao a tutti, vome state? Io...abbastanza bene, sono appena rientrata dalle vacanze! ;)
    Si, anche se i miei post hanno continuato a girare programmati, io me ne sono stata dieci giorni meravigliosi in Toscana completamente svincolata dal web...
    la connessione ballerina non ha favorito i miei contatti con il mondo e se da un lato questo mi ha permesso di staccare davvero la spina...dall'altro mi ha fatto sentire la vostra mancanza!


    Il Blog di Aria: cucina e vita

    In questo spazio raccolgo le mie ricette sparse, ma anche pezzi di vita che ad esse inevitabilmente si sovrappongono.
    Qui trovate profumi e sapori che evocano ricordi e riflessioni: le mie ricette sono per lo più dolci e piatti vegetariani