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domenica 27 ottobre 2013

Sguardi nel tempo

Una serata
da sola in macchina
e la radio che va



e i pensieri corrono veloci
vanno dove c'erano silenzi che non venivano indagati
e dove c'erano sguardi velati che non venivano notati

un filo rosso lega i ricordi al presente

e tra le non-abilità
spunta la ricerca del varco
per attraversare silenzi simili
e occhi velati non solo notati
ma anche accentuati, provocati

fino a risolversi in un abbraccio
timido ma consapevole

e allora la malinconia si stempera
perché quegli sguardi finalmente si incontrano
e trovano consolazione al di là del tempo

E per entrambe vale
"I see your true colours
shining through"

martedì 20 novembre 2012

Rendere il lavoro più umano, mettere l’uomo al suo centro

Lo so, ogni tanto casco dal pero e probabilmente scopro l'acqua calda.
Sapevo di Della Valle, di Oscar Farinetti, ma di Brunello Cucinelli non avevo mai sentito parlare. Colpa mia naturalmente.

Ed è stato un piacere, perciò, stamattina ascoltare un'intervista a questo imprenditore "illuminato" il cui credo è Rendere il lavoro più umano, mettere l’uomo al suo centro”.
.
Quando ha detto che "alle 18 bisogna andare tutti a casa, perché se si passa del tempo con la famiglia e si è più felici, il giorno dopo si lavora meglio e si è anche più creativi" mi aveva già convinto, ma tornata a casa ho girato in lungo e in largo il sito dell'imprenditore umbro, molto bello e con delle fotografie spettacolari.

Vi riporto alcuni estratti della sua filosofia di vita:

“Ho sempre coltivato un sogno, quello di un lavoro utile per un
obiettivo importante. Sentivo che il profitto da solo non bastava
e che doveva essere ricercato un fine più alto, collettivo.
Ho capito che a fianco del bene economico si pone
il bene dell’uomo, e che il primo è nullo se privo del secondo”
Sembra banale, ma invece è così scontato che il lavoro venga prima di tutto, lavoro che dovrebbe dare dignità all'uomo e invece, sempre più spesso, gliela toglie.


“Dare all’impresa un senso che vada oltre il profitto, e reinvestire per migliorare la vita di chi lavora, per valorizzare e recuperare le bellezze del mondo".
Ed è per questo che la sua azienda ha investito nel restauro del vecchio borgo di Solomeo e in altre iniziative volte alla salvaguardia del territorio e del bene comune.

Mi conosco. Tendo facilmente a idealizzare le persone. Penso che a parole sono tutti bravi, poi bisogna vedere davvero come stanno le cose. Però, poi continuo a leggere nel sito:


"Viene abolita la prassi burocratica delle marcature segna- presenze; l’accesso ai luoghi di lavoro è del tutto libero, e sono eliminate anche le formalistiche gerarchie ramificate, recuperando la dignità di ciascuno nel rispetto dei valori umanistici di tutti."
E mi dico che allora si può fare. Si può concretamente cambiare direzione. E' il terzo imprenditore, insieme ai due che ho citato sopra, che sento seriamente intenzionato ad avere un occhio di riguardo nei confronti delle persone. E chissà quanti altri ce ne saranno che non conosco.

Parlare della crisi per dire ogni giorno "chissà se ne verremo fuori" non serve a niente. Puntiamo a esempi positivi. E se possiamo, facciamo in modo, o chiediamo a gran voce che diventino la normalità.

La solita idealista?





martedì 11 ottobre 2011

La musica

Immagine tratta dal web
Questa mattina correndo in macchina con la radio accesa, ho pensato per un momento di essere felice. E' stato un attimo, eh? Non esageriamo. Ma la felicità è sempre fatta di momenti fugaci.
Per un attimo, ascoltando una canzone che in questo momento non ricordo (Alice... non c'è speranza!), ho provato una sensazione di euforia. E non è la prima volta che mi capita.
Non ascolto tantissima musica, non sono quella che si spalma sul divano e ascolta  costantemente un po' di buona musica. A dir la verità, non mi siedo quasi mai sul divano, chi ne ha il tempo?
Ma, senza divagare, ascolto la radio soprattutto mattina e sera, andando e tornando dal lavoro e a volte mi capita che solo ascoltare una canzone che mi piace mi mette tanta allegria e comincio a cantare a squarciagola. E' una bella sensazione. Penso che dipenda anche dal fatto che la mia radio è invariabilmente sintonizzata su Radio Capital, la mia radio preferita. A volte resterei in parcheggio ad ascoltare le canzoni o i commenti al vetriolo di Bottura (mi fa morire!) invece di entrare nel mio "amato" ufficio. In altri momenti della giornata adoro Mery Cacciola e Andrea Lucatello, Doris Zaccone e i viaggi e non dimentichiamoci ovviamente del direttore Zucconi. Ed è come se fossero lì in macchina con me a ridere e scherzare insieme, o perché no, anche a parlare di cose serie.
Non so se ho espresso quello che volevo veramente dire. In ogni caso, ci tengo a precisare che la musica è fantastica e non può non fare parte della vita delle persone. Quanti ricordi, belli o tristi, sono legati indissolubilmente a una canzone.
Forse perché una bella canzone ti emoziona e tutto quello che emoziona ti fa sentire vivo!


                                                                         Alice
 Data originale: 01/08/2011