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mercoledì 31 ottobre 2018

SIMILITUDINI: TRUMP, SALVINI e BOLSONARO


TRUMP, SALVINI e BOLSONARO non sono la stessa cosa,  ma hanno la stessa origine: la delusione di un elettorato per le esperienze precedenti  con leader che volevano essere democratici, progressisti e vagamente di sinistra. L’elettorato ormai è lontano dagli affezionamenti ideologici e naviga a vista,  saltando dalle promesse più bislacche di un leader  a quelle di un altro. 
 Per tornare ad un leader vagamente di sinistra occorrerà passare un po’ di anni con quello di destra;  l’abbiamo visto in Grecia, poi in Spagna,  e forse lo vedremo con un prossimo successo di  Corbin in Gran Bretagna. 
 Destra e manca, montaggio e rismontaggio, in una democrazia dove le componenti tendenzialmente si somigliano.  Il danno, diciamolo liberamente, lo fanno i popoli senza cultura e senza memoria;  dove ogni singolo elettore pensa ai suoi interessi di bottega e si lascia abbindolare da promesse ed appartenenze.
 In linea di massima si conclude ben poco con questo tipo di democrazia, ma la cosa più pericolosa è:  se ad uno dei vari leader, che si avvicendano,  ad un certo punto, gli viene la voglia proprio di smontare la democrazia.
 Allora la massima vigilanza sulla libertà d’espressione e sugli istituti rappresentativi della democrazia;  ma anche un po’ di collaborazione tra forze di governo e forze di opposizione per le decisioni e le opere d’interesse collettivo, onde evitare uno stupido montaggio e rismontaggio.  (fr.z)


sabato 14 aprile 2018

PRIVACY de che!? Top secret sui debitori di Montepaschi


PRIVACY de che!? Se siamo su Facebook si può passare sopra la privacy come un carro armato. Se si tratta di tutelare privacy di quelli che hanno messo a k.o. la più grande banca allora massima tutela …
 ed è la Monte dei Paschi salvata con i soldi pubblici. I dirigenti dell’istituto, costretti a rispondere alle domande dei piccoli azionisti, si trincerano dietro la legge sulla privacy per non fare i nomi, e ammettono a denti stretti che il gruppo Mps “vanta crediti nei confronti di 13 partiti politici per complessivi 10 milioni di euro, di cui 9,7 milioni non performing”.
Inoltre c’è il lungo elenco delle personalità pubbliche e dei loro congiunti che hanno ricevuto soldi da Mps per una cifra superiore di quasi 7 volte a quella dei partiti......

venerdì 13 aprile 2018

OCSE, che non è un partito comunista, ci dice fate la Patrimoniale


OCSE, che non è un partito comunista, dice all’Italia che per arginare le forti diseguaglianze economiche e sociali può istituire una IMPOSTA PATRIMONIALE.
Queste due parole IMPOSTA PATRIMONIALE, durante la recente campagna elettorale italiana sono state demonizzate da Di Maio, da Renzi, da Salvini, Da Berlusconi, da Meloni. Solo il buon BERSANI ha avuto la pazienza di spiegare in una trasmissione televisiva dinanzi alla Gruber la necessità e la fattibilità di un’IMPOSTA PATRIMONIALE per arginare le disuguaglianze sociali.  
Ora arriva l’OCSE il centro di studi internazionali dei paesi capitalisti aperti al mercato mondiale che dice all’Italia che una patrimoniale non è il demonio comunista ma un modo per adeguare un sistema fiscale assurdo che grava soprattutto sui redditi da lavoro.

L'Ocse, nel rapporto "The Role and Design of net wealth taxes", indica l'Italia (insieme ad altri tre Paesi) come una nazione dove la disuguaglianza sociale è aumentata di più e dove la concentrazione di ricchezza verso l'alto è diventata sempre più evidente negli ultimi dieci anni di crisi. Una crisi quasi ininterrotta. Tant'è che i livelli pre-crisi non sono stati ancora recuperati. Il 43% della ricchezza - è scritto nel Rapporto - è appannaggio del 10% più ricco della popolazione". Quindi, conclude l'Ocse, "uno dei modi per ridurre più velocemente i divari di ricchezza è l'imposizione della tassa patrimoniale".

Scrive  l'Ocse che : "oltre alle considerazioni fiscali, potrebbe esserci anche una maggiore giustificazione per un'imposta patrimoniale netta in un Paese che mostra alti livelli di disuguaglianza della ricchezza come un modo per ridurre i divari a un ritmo più veloce". Analizzando l'andamento negli ultimi anni della distribuzione del reddito e della ricchezza a livello internazionale, l'organizzazione sottolinea quindi che "dopo la crisi, sono proseguite le tendenze verso una maggiore disuguaglianza di ricchezza". Che, come sostengono in molti vanno eliminate. In ogni caso, sottolinea l'Ocse, le ragioni di una patrimoniale "non possono essere valutate singolarmente ma dipendono dal sistema fiscale complessivo e dallo scenario complessivo economico e sociale del paese". 

NIENTE di prescrittivo da parte dell’OCSE  ma almeno la classe politica si deve mettere urgentemente a studiare su come modificare il Fisco in Italia,  e per un buon sistema fiscale ci deve essere ben equilibrato tra:
imposte sul reddito, imposte sul patrimonio ed imposte sui consumi.





Immagine sede OCSE di Parigi da


mercoledì 13 aprile 2016

La matematica di Renzi

Per essere valido un referendum in Italia è necessario il quorum di votanti del 50% +1 di italiani che si recano a votare.
Il più sicuro che, il 17 Aprile,  vinca il Sì è proprio Renzi:  per questo gioca sull’astensione dicendo che la partita giocata non vale.
Renzi punta sulla sommatoria di astensionismo ormai di sistema (circa il 40%) + un astensionismo provocato dalla sua campagna di astensione per il referendum del 17 aprile;  gli basta riuscire ad orientare solo un11% di cittadini che abitualmente votano orientandoli verso l’astensione.
Il metodo è: il silenzio informativo, parlare il meno possibile sui contenuti del referendum e invitare all’astensione dicendo che è inutile andare a votare.
Se vince l’astensione dirà che è stata una sua grande vittoria e che è stato utile non andare a votare. 
 Votare o non votare è un diritto dei cittadini, ma può un'alta carica dello Stato invitare a non andare a votare?
 Se il Presidente della Corte Costituzionale dice di andare a votare mentre il Presidente del Consiglio dice di non andare a votare, qualche problema questa Repubblica ce l'ha. Sarebbe il caso che il Presidente della Repubblica dicesse qualcosa. 
Comunque, leggete bene il quesito e vedete che ne vale la pena di andare a votare.

domenica 3 aprile 2016

17 aprile, necessaria un’informazione esauriente

Sul referendum del 17 aprile è necessaria un’informazione esauriente e corretta, non bastano i dibattiti dove si accapigliano fautori di diverse posizioni. Qui il link di un articolo pregevole per correttezza e ampiezza d’informazione

venerdì 1 aprile 2016

TRIVELLATO IL GOVERNO RENZI

SI DIMETTE per scandalo sul PETROLIO  il suo Ministro dello Sviluppo
E NON E’ UN PESCE D’APRILE
E’ proprio vero
E’ il caso di ricordare a tutti che oltre al caso GUIDI c’è il caso 17 aprile.
Una volta, prima del Governo Renzi,  le Trivelle con i loro contratti andavano in scadenza alla fine dei loro contratti; e si vedeva caso per caso se rinnovare o non rinnovare il contratto.  Il Governo Renzi ha avuto la “brillante” idea di rendere i contratti automaticamente rinnovabili fino all’esaurimento del giacimento. In pratica una data indefinita. 
Alcune regioni si sono arrabbiate per questo provvedimento ed hanno chiesto alcuni referendum. 
Il referendum del 17 aprile si poteva evitare, bastava ascoltare le regioni e togliere questa scadenza indefinita. Il Presidente Renzi non volle trovare un accordo con le regioni. Incomprensibile la generosità con i petrolieri e l’atteggiamento scorbutico con le  Regioni, alcune amministrate dallo stesso PD.

giovedì 24 marzo 2016

Marea nera dalle trivelle in Tunisia e il silenzio colpevole delle TV


13 marzo versamento di petrolio in mare da una piattaforma petrolifera a sette chilometri dalla costa della Tunisia,
I giornali hanno dato poco risalto alla notizia, e per le  TV silenzio.
Se il Governo è per l’astensione al referendum del 17, ecco che in tanti si adeguano con forme di autocensura.
La piattaforma petrolifera è situata al largo delle coste delle isole Kerkennah, nella regione di Sfax in Tunisia.   
 Responsabile un’impresa petrolifera locale, la Thyna Petroleum Services.
 Per il Ministero dell’Industria e dell’Energia tunisino, sarebbe occorsa «una perdita di petrolio alla sommità del pozzo, “Cercina 7” (che dista circa 7 km dalla costa), derivanti da una rottura della provetta di controllo.
Nei giorni successivi sarebbero arrivate alcune lingue oleose, che avrebbero contaminato tre chilometri del litorale di Sidi Fraj, a Kerkennah.
 Secondo Slah Bougdar, dell’associazione locale Ennakhil, sebbene le dimensioni contenute, «le conseguenze dell’incidente potrebbero essere serie per la popolazione locale, che vive essenzialmente di pesca».

Pochi gli articoli della stampa in Italia reperibili in web
La Stampa

il Corriere



Un’attenta documentazione fotografica la troviamo su questo sito ambientalista

E necessario il 17 aprile andare a votare al referendum  Si per l’abolizione delle trivelle dalle coste italiane.

E necessario dal 18 aprile farsi promotori di un  grande movimento ambientale internazionale per la tutela del Mediterraneo. E’ una grande riserva alimentare, è una grandissima fonte di lavoro per chi pesca e per chi lavora nel turismo, è grande la sua bellezza da proteggere.

venerdì 11 marzo 2016

17 Aprile, ricordarsi del golfo del Messico

17 Aprile, ricordarsi del golfo del Messico
Lo  sversamento di petrolio, della piattaforma petrolifera in mare,   iniziò  il 20 aprile 2010 e continuò per 106 giorni più tardi, con milioni di barili di petrolio che ancora galleggiano sulle acque di fronte a Luisiana, Mississipi, Alabama e Florida, oltre alla frazione più pesante del petrolio che ha formato ammassi chilometrici sul fondale marino.
Ormai è diventata una pagina di storia

Immaginiamoci quali potrebbero essere le conseguenze in un mare chiuso come il Mediterraneo.

giovedì 10 marzo 2016

Quelli dell'election day

17 Aprile, informare è un dovere
C’era una volta un uccello che volava alto, parlava di tante cose e tra le tante, diceva che in Italia ci voleva l’election day. Il che, per il suo parlare americano, significava che bastava concentrare tutte le elezioni di un anno in un solo giorno, compresi i referendum. Poi smise di volare alto e si posò, ed ecco che nel 2016 …

mercoledì 9 marzo 2016

17 Aprile, informare è un dovere

17 Aprile, informare è un dovere
Quanti sanno che il 17 aprile in Italia ci sarà un referendum?
Quanti sanno di che tipo di referendum si tratta?
Quante trasmissioni televisive hanno informato fino ad oggi su questo referendum?
Perché si parla tanto delle elezioni amministrative di Roma e Milano che si terranno molto tempo dopo il 17 aprile e non si parla della vicina scadenza referendaria del 17 aprile?
Perché non si è stabilita una sola data per referendum ed elezioni amministrative?
Chi non ha voluto una stessa data, quando si potevano risparmiare diversi milioni di euro?
Perché non si informa quando si ha il dovere di informare?
Perché TV e giornali dedicano così poco spazio al referendum del 17 Aprile?
Un appello a tutti coloro che operano in qualche modo sui blog, su facebook, su google+ o altra piattaforma:
ROMPIAMO QUESTO SILENZIO

Il 17 aprile c’è in gioco il nostro mare, il MEDITERRANEO

domenica 27 dicembre 2015

Il grande criminale


Lo sapevo che ve la prendevate con me. Ma non mi prenderete.
Dopo che avete distrutto la Campania riducendola a terra dei fuochi e avete rovinato il piacere di mangiare una mozzarella di bufala.
Dopo che avete inquinato tutta la pianura Padana riducendola a una gabbia di veleni da respirare.
Dopo che avete trivellato per terra e per mare.
Dopo che avete riempito il mondo delle vostre merde, minacciandolo con bombe nucleari e terrorismo internazionale.
Lo sapevo che ve la sareste presa con me, con il mio mozzicone di sigaretta, il mio crimine.
Mi volete colpire al cuore con 300 euro di multa; in modo che con 4/5 multe mi riducete al lastrico prelevando tutte le mie entrate del mese.
Ma non mi prenderete perché io sono attrezzato. Ecco il mio formidabile portacenere e porta mozziconi, si chiude ermeticamente, spegne tutto e si ripone in tasca. Ve lo mostro qui nella foto e andate al diavolo.
Francesco Zaffuto
Questo link il provvedimento di Renzi contro i mozziconi

mercoledì 26 novembre 2014

Il quadro del Jobs Act

Malevic: bianco su sfondo bianco

Il Jobs Act è stato approvato dalla Camera,  tornerà al Senato per il via libera definitivo e subito dopo inizierà la stesura dei decreti attuativi che daranno la forma finale al provvedimento. In pratica è stata predisposta una cornice, è stato predisposto uno sfondo, è stato predisposto un foglio bianco con delle misure, poi il Governo dovrà scrivere i decreti attuativi dentro tali limiti.
 Provo ad entrare nei diversi aspetti di questo quadro, mi sono permesso di aggiungere qualche nota in viola.
 Cambiano cassa integrazione e ammortizzatori sociali.
Ci saranno modifiche a costo zero perché gli ammortizzatori sociali saranno finanziati dalla progressiva scomparsa della cassa integrazione in deroga.  Il nuovo sussidio di disoccupazione, che si chiamerà Naspi, dovrebbe coprire tutti coloro che perdono il lavoro, compresi i circa 400mila collaboratori a progetto che oggi non hanno alcun sostegno. Il sussidio pare che spetterà  a tutti coloro che perdono il posto e hanno lavorato almeno tre mesi. I dettagli saranno elencati dai decreti attuativi, ma pare che nelle intenzioni del governo la Naspi durerà la metà dei mesi lavorati negli ultimi 4 anni per un massimo di due anni e al massimo sei mesi, invece per i lavoratori atipici. Se ciò non basta per ritrovare trovare lavoro: l'idea è quella di aggiungere un assegno di disoccupazione a tutela di chi esaurisce la Naspi: un sussidio che dovrebbe essere garantito solo a chi si trova in condizioni di effettivo bisogno sulla base dell'Isee.
Siamo di fronte a un sussidio di disoccupazione ben limitato, che non si può considerare universale, e con una fonte di finanziamento limitata. Certo le risorse che erano disponibili per l’operazione 80 euro non ci sono più, e il Governo per la megariforma chiamata Jobs Act va a grattare il fondo del barile della cassa integrazione.
Agenzia unica e garanzia giovani.
 Agenzia unica federale che dovrà servire a sviluppare la "Garanzia per i Giovani" chiesta dalla Ue che ha invitato tutti gli Stati membri ad assicurare ai giovani con meno di 25 anni un'offerta qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato, tirocinio o altra misura di formazione, entro 4 mesi dall'uscita dal sistema di istruzione.
Attenderemo i decreti attuativi ma fino ad ora Garanzia Giovani è servita a ben poco e le nuove premesse son sono di ampie vedute.   C’è da considerare che con questi anni di crisi i giovani sono invecchiati è hanno superato i trenta anni anche senza aver iniziato un lavoro. Sono necessarie liste di collocamento pubbliche legate a un qualche obbligo di assunzione dato alle aziende almeno per il 50%, e lavori socialmente utili promossi da Stato ed Enti locali per i disoccupati in sussidio di disoccupazione.
Contratto unico di lavoro a tutele crescenti e articolo 18.
Riduzione della giungla dei contratti di lavoro, oggi ne esistono circa 40, e introduzione di un  contratto unico a tempo indeterminato e a tutele crescenti. Come cresceranno tali tutele lo vedremo nei decreti attuativi, attualmente possiamo vedere quali saranno le possibili modifiche all’art. 18. Il lavoratore sarà incoraggiato a non fare ricorso al giudice con  "buonuscite" più ricche. Se ricorre potrà avere un reintegro in caso di licenziamento discriminatorio o in caso di licenziamento disciplinare, se la misura disciplinare non risulta adeguata ai fatti accaduti. Se il licenziamento avviene per motivi economici dell’azienda, non ci sarà reintegro ma solo un indennizzo più o meno cospicuo a seconda degli anni di lavoro.
Anche in questo caso occorrerà attendere i decreti attuativi, ma già si possono prevedere gli effetti. Quale azienda ha mai esplicitato i motivi discriminatori? In futuro per ogni licenziamento si cercheranno giustificati motivi economici. Se i motivi economici sono difficoltà economiche dell’azienda sono comprensibili, ma se i motivi economici sono una qualsiasi ristrutturazione aziendale siamo solo alla ricerca di un maggior profitto o a un camuffato motivo discriminatorio.  Se il giudice non può reintegrare per fasulli motivi economici in effetti si introduce un libero licenziamento.
Controllo a distanza.
Riordino del controllo a distanza "sugli impianti e sugli strumenti di lavoro".
Tema che può entrare in contrasto con la tutela della privacy: può essere utile se trattasi  se trattasi di mappatura degli strumenti aziendali e per intervenire nelle difficoltà  della posizione del dipendente; può essere una forma di violazione della privacy   se diventa una telecamera sulla testa del lavoratore e lo sorveglia ovunque vada. Anche qui i dettagli verranno disciplinati dai decreti attuativi e occorre fidarsi del Governo. 
Maternità e ostacolo alle dimissioni in bianco  
La delega prevede l'introduzione universale dell'indennità di maternità e il diritto per le lavoratrici madri parasubordinate all'assistenza anche in caso di mancato versamento dei contributi da parte del datore di lavoro. Per contrastare la pratica delle cosiddette "dimissioni in bianco" sono previste "modalità semplificate per garantire data certa nonché l'autenticità della volontà del lavoratore in relazione alle dimissioni o alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro"
Finalmente e raramente qualcosa di buono
Ferie solidali.
Viene data, infine, ai lavoratori la possibilità di cedere parte delle loro ferie annuali retribuite a colleghi con figli minori malati gravi.
Un po’ come dire: noi non vi diamo un gran che ma  se volte essere solidali tra di voi ve lo permettiamo. Grazie!
Ora dobbiamo attendere i decreti attuativi. Informazioni e commenti non sono certo esaustivi, ma era necessario un primo esame veloce.
26/11/2014 francesco zaffuto

giovedì 17 luglio 2014

Soddisfazioni: primi biscazzieri del mondo

Cosa importa se Indesit viene venduta agli americani, cosa importa se le grandi catene della distribuzione sono nelle mani dei francesi, se Alitalia diventa per metà araba e se perfino grandi marchi di spaghetti non sono di fatto italiani: possiamo esprimere la soddisfazione che tramite GTech (ex Lottomatica) siamo tra i primi biscazzieri del mondo
Il gruppo GTech (ex Lottomatica) ha annunciato di aver firmato un accordo per la fusione con International Game Technology (Igt), leader globale nel settore dei casinò e del social gaming con sede a Las Vegas. Da primo operatore al mondo nelle lotterie, GTech raddoppierà quasi la propria capitalizzazione per diventare il maggiore gruppo internazionale nell’intera gamma dei giochi, inglobando il numero uno mondiale nella produzione di apparecchi da intrattenimento. ….
Altri particolari su

Non per essere sempre scontenti, ma … chissà quanto hanno influito i benefici fiscali dati dai governi italiani alle società di gestione del gioco d’azzardo.  (f. z.)

immagine – slot machine

sabato 17 maggio 2014

VERSO LE ELEZIONI EUROPEE



Immaginatevi di stare nella corsia di un ospedale che cura l’Economia e sentite parlare di voi  due medici: un medico-economista dice che la vostra l’uscita dall’Euro provocherà la vostra fine, l’altro medico-economista dice che continuare a stare nell’Euro provocherà sicuramente la vostra fine.
A parte l’uscita o meno dall’Euro, sicuramente volete lasciare quell’ospedale e liberarvi da quei due medici assatanati.
Ma l’economia è una scienza o un partito?
 Con gli scienziati abbiamo avuto qualche discreto risultato nelle conoscenze; con gli economisti, quando si vantano di essere scienziati, navighiamo in una grande confusione mentale.
 L’economia dipende dal comportamento umano, dalla sua storia passata e dalle innumerevoli contraddizioni del presente, e può portarci ad un imprevedibile futuro; possiamo a mala pena individuare qualche connessione con esperienze passate.
 L’economia non può prescindere da ciò che si vuole realizzare, perché solo partendo da quella considerazione si possono cercare gli strumenti adatti. 
Dopo la seconda guerra mondiale si è voluta l’unione europea per costruire una entità sovranazionale di pace e di collaborazione tra le diverse nazioni e il mercato comune fu visto come uno strumento necessario per  consolidare quell’entità.  Le diverse nazioni hanno partecipato all’unione europea  con i loro governi e con le loro identità nazionali e gli organismi europei di rappresentanza sono stati più virtuali che reali. L’autorità del Parlamento europeo è stata in qualche modo subordinata alle decisioni dei singoli governi e non si è definita una cittadinanza europea; pur essendo in presenza di queste debolezze solidali si è voluta creare una moneta europea.  L’Euro invece di misurare la solidarietà europea è diventato il misuratore delle debolezze e delle forze dei singoli paesi. 
 Per fare una unità europea solidale occorre considerare che un cittadino disoccupato europeo è un dato drammatico per l’Europa e non importa che quel cittadino sia spagnolo, greco, tedesco, francese, inglese …
 Per l’Europa non si tratta di rattoppare ma di ricominciare partendo da quel cittadino europeo disoccupato, cittadino visto nel consesso umano globale che è il mondo.
 Un’Europa unita e capace di superare le appartenenze può essere elemento di stabilizzazione per la convivenza mondiale ed anche motivo di ispirazione e speranza.  Dalla globalizzazione terreno di espropriazione dei grandi speculatori della finanza occorre passare a una mondializzazione solidale. Il problema può sembrare enorme , ma il problema esiste.  Occorrerà passare dal produrre ricchezza e prodotti al produrre benessere.  Questa faticosa Europa nata da due tremende guerre può dare il suo contributo. Sono necessarie idee e speranze.
 In queste elezioni europee ci sono due novità che vengono dai paesi che più hanno sofferto la crisi economica: il movimento 5 stelle e la lista Tsipras,  auguro a questi due movimenti un grande successo. Gli altri in qualche modo c’erano già stati in Europa ed auguro a loro un attento ripensamento sugli errori commessi.
 Personalmente voterò per la Lista Tsipras, voglio riconoscere a questo movimento di avere salvato l’Europa nel momento in cui l’Europa stessa stava affondando la Grecia.  
 Saranno tantissimi quelli che non andranno a votare, non c’è da meravigliarsi perché il dato dell’astensione è stato alto anche per gli altri momenti elettorali nazionali; la politica è lontana come la solidarietà, occorre ricominciare a parlare di solidarietà e forse si può costruire una buona politica.

17/05/2014 francesco zaffuto

martedì 15 aprile 2014

80 euro e altro

Gli 80 euro promesse dal governo Renzi stanno cominciando ad assumere un carattere mitico, ci si aspetta dalla loro introduzione una inversione di marcia dell’economia. Provo ad aggiungere qualche riflessione.
 La produzione di beni destinati all’esportazione ha avuto nel corso di un anno una debole ripresa, mentre la domanda interna di beni continua con i dati negativi e si riflette complessivamente sulla produzione generando a sua volta nuova disoccupazione.
 I detentori di redditi elevati in Italia non hanno determinato un aumento complessivo della domanda interna; c’è stato un aumento di beni di  consumo solo in alcuni settori di nicchia,  un notevole aumento di tesaurizzazione e risparmio con un rivolgersi a titoli di debito pubblico e privato (ed anche ad oro), e una fuga di capitali verso l’estero.  Il correre verso il risparmio non è stato solo determinato dal comportamento dei detentori di reddito elevati, ma anche dal comportamento di detentori di redditi medio bassi che per la stessa paura della crisi si sono astenuti da consumi considerati superflui; la stessa incertezza del lavoro per i figli ha determinato comportamenti prudenti di famiglie di genitori anziani; le difficoltà avute dai giovani nel formare nuove famiglie autonome ha determinato una ulteriore flessione della domanda di beni.
L’idea di operare sul cuneo fiscale determinando un immediato aumento dei redditi di lavoro bassi  per 80 euro mensili può dare una qualche ripresa alla domanda interna di beni di cui in parte potranno beneficiare le aziende italiane a livello di aumento di beni venduti.  Ho aggiunto “in parte” perché ovviamente la domanda non sarà rivolta esclusivamente a beni prodotti in Italia; in un mercato aperto si possono comprare “in parte” prodotti che vengono dall’estero. Quindi un effetto positivo gli 80 euro l’avranno ma non si può pensare ad un effetto magico di risoluzione di tutti i mali di una economia ingessata.
 Non critico pertanto il governo Renzi per avere fatto la scelta degli 80 euro, la direzione è giusta, ma lo critico per non aver considerato nella scala delle urgenti priorità, come primo punto, un sostegno immediato a chi versa in condizione di disoccupazione.
 Se si fanno le stesse considerazioni sulla domanda interna di beni, ogni sostegno dato ai disoccupati si traduce sempre in potenziamento  della domanda interna di beni. E allora perché non si è posta l’urgenzasul sostegno universale a chi versa in stato di disoccupazione? Azzardo una ipotesi interpretativa: se debbo dare 640 euro come sussidio di disoccupazione ad un disoccupato tolgo dalle difficoltà uno (che forse sì o forse no mi darà un voto); con 640 euro riesco a dare 80 euro e accontento 8 detentori di redditi di lavoro bassi  (sul forse sì o forse no, aumentano le possibilità di riconoscenza).  La vastità della platea conta;  ad essere cattivi si può ricordare l’operazione IMU sulla prima casa, che fece la “buonanima”,  anche allora si volle cogliere la vastità della platea.
15/04/14 francesco zaffuto
Immagine – foto di 80 euro

La proposta del blog Crea pane e lavoro

mercoledì 17 luglio 2013

PDL = PD = F35

Senato 16 LUGLIO 2013, viene approvata una mozione che in pratica dà il definitivo via libera alla continuazione del programma F35. Hanno votato  a favore 202 senatori del PD, PDL e Scelta Civica, contrari 55 senatori di Sel e Movimento 5 stelle, astenuti 15 senatori della Lega. La notizia è quasi oscurata dalle due stelle del giorno Alfano e Calderoli su cui si sono concentrate le chiacchiere di tutta la giornata del 16 luglio. Ma si tratta dell’evento più rilevante sul piano economico e politico:  la spesa di 13 miliardi per gli aerei di guerra F35 non si tocca, l’Italia fa un generico riferimento all’Europa ma  resta legata ai progetti militari e dell’industria militare USA,  il PD ricompatta tutti i suoi esponenti su questa linea, Movimento 5 stelle e Sel vengono additati come pericolosi pacifisti.

martedì 16 aprile 2013

Mostruosità quotidiane



Intervento di Antonio Pilato

E' ora di gridare basta e porre immediatamente
fine all'azione pericolosamente vessatoria di Equitalia.
Assolutamente bisogna gridare di porre subito fine
all'aggressione incondizionata, impetuosa e bestiale di Equitalia,
che indiscriminatamente e mostruosamente, come le forze mitologiche
Scilla e Cariddi, di omerica memoria , attacca , sbrana ,
impetuosamente i malcapitati, divenuti debitori dell'erario di Stato,
accresciuto anche dall'azione usuraia e vessatoria legalizzate.
Sentire quotidianamente il dramma dell'ingiustizia umana e quindi
l'angoscia dell'esistere, quando non sia riscattata dall'impegno
morale, diviene ancor più dolorosamente acuto sopportare il
comportamento patetico, retorico oltre che formale anche pratico dei
politici .
Da qui un senso di solitudine e di ribellione.
Mi riferisco alle ultime notizie del telegiornale sulle conseguenze
drammatiche della povera gente , che si spara , si impicca , ed un
altro gesto propositivo dell'altro ieri , fermato dal compiersi
all'ultimo momento , miracolosamente dalla anziana moglie dello
sventurato , che per l'indebitamento nell'intricato mondo dell'
attività commerciale, finita male, ed altri prima per la
contrazione delle ore lavorative e di conseguenza del salario prima
certo, e poi ridotto quasi all'elemosina, o per
l'impossibilità di far fronte alle improrogabili scadenze e
necessità alimentari familiari, o per meglio intendersi di cibo,
dovuto spesso al licenziamento coatto, ancor peggio in una età in cui
non è più possibile trovare un nuovo inserimento occupazionale, anche
a costo minimo, allora , si giunge , per la dignità spezzata di uomo
responsabile e onesto, davanti al vortice della solitudine, che non dà
altro scampo, specialmente se a tutte queste problematiche si aggiunge
il volto lugubre, la spinta cieca, irrazionale, bestiale, simile
all'attacco di uno squalo assetato, dell'Agenzia Equitalia, macchina
appositamente costruita mostruosa, senz'anima , scabra e priva di
minima giustificata “ pietas “, facendo riferimento alla sapienza
del “ mos maiorum” classico- umanistico, perseguitando il
malcapitato,ostinatamente con vessatoria e crescente minaccia da
strozzina statalizzata , non resta allora che scegliere la fine,
piuttosto che continuare a vedersi la straziante dignità calpestata ,
che per gli onesti lavoratori è la sola ricchezza naturale preziosa.
Ecco allora la molla del suicidio.
Simultaneamente, cambiando canale
o restando nello stesso , dopo l'emissione del messaggio funereo, si
mostrano i volti , dei soliti benestanti politici, sfacciatamente
gaudenti, panciuti di benessere, accuratamente truccati , impegnati
negli intricati interessi secolari della politica padronale e
dell'affare, altrettanto cinici , perché senz'anima. Nelle sedute
parlamentari poi si assiste a scene di pessimo gusto, irriguardose
e colorate di disprezzo reciproco , mani , dita , movimenti delle
braccia che mandano a quel paese , che anche nelle peggiori scuole e
numerose classi scolastiche di frontiera …neanche potenzialmente si
prospetta la copia.
Davanti alla notizia ormai quotidiana del dramma
umano esistenziale, che per mancanza di aiuto si conclude altrettanto
tragicamente nella solitudine psicologica e l'indifferenza spietata
, oserei dire anche animalesca di tutti i punti di riferimento
istituzionali , ( l'uomo è spesso peggiore dell'animale, perché a
differenza di quest'ultimo che ha solo l' istinto, ha in più la
ragione, ma non ne fa uso ) ho ragione di dire che si perde la fiducia
e la stima in questa democrazia , perché risulta solo apparente , non
vera.
Allora non è sbagliato non credere più alla politica , e
tanto meno a questi irriguardosi missionari della carriera politica.
Necessita seriamente, prontamente una nuova impostazione
strutturale del fare politica , adeguata ai bisogni e ai diritti
inalienabili del l' uomo, della persona e del cittadino non solo sulla
carta, come sono stati recentemente da qualche comico letti e
commentati, ma messi veramente in pratica e da tutti rispettati.

Pilato Antonio

 

(immagine “coercizione” fotocomposizione © liborio mastrosimone http://libomast1949.blogspot.com/)

venerdì 12 ottobre 2012

Tobin tax forse in arrivo … dopo tanto tempo perso


Ospito volentieri nel blog questo intervento ricevuto via mail sulla Tobin Tax  dell’on. Alfiero Grandi, e in gran parte lo condivido. (f.z.)
Tobin tax, bene, ma è solo una tappa.
Finalmente il Governo Monti ha cambiato la posizione dell’Italia sulla TTF, normalmente chiamata Tobin tax. E’ un fatto positivo.
Per 10 anni il veto di Tremonti e di Berlusconi hanno bloccato l’Italia in una posizione di retroguardia. Non va dimenticato che Tremonti ha dedicato le prime 10 pagine della relazione alla legge finanziaria del 2005 per dire tutto il male possibile della Tobin tax. Mentre in altri paesi anche i conservatori si stavano convincendo che misure di controllo e regolazione sui mercati finanziari, come è la Tobin tax, erano necessarie. Perfino Sarkozy si era dichiarato a favore e non è certo un progressista. Colpisce che il Primo ministro Cameron dichiari con tanta sicumera la sua contrarietà alla Tobin, quando il Presidente dell’Autorità di controllo inglese su borsa e finanza si era da tempo dichiarato a favore di fronte ai disastri creati da un mondo finanziario fuori controllo.
Il sistema finanziario mondiale è all’origine della crisi economica, con un conivolgimento delle banche, che hanno guadagnato dalle operazioni finanziare spericolate più che dalla loro normale attività, complice anche l’abbattimento della precedente distinzione tra banche commerciali (o retail) e banche d’affari.
Distinzione che fu creata dopo la crisi del 1929, proprio per impedire che le banche usassero i risparmi dei cittadini per speculare, con il risultato che i guadagni erano solo loro e le perdite portavano all’evaporazione dei risparmi dei cittadini.
Paul Krugman descrive bene nel suo ultimo libro la lunga e forte pressione del sistema finanziario - non solo americano - per abbattere il sistema di regole stabilito dopo il 1929. Purtroppo c’è riuscito. Il risultato è sotto i nostri occhi: la crisi finanziari iniziata negli Usa ha contagiato il mondo e l’economia reale, distrutto occupazione, ridotto i redditi, riportandoli indietro di 2 decenni. Siamo nel 5° anno di crisi economica e ancora non se ne vede la fine. Sono stati bruciati risparmi e milioni di posti di lavoro.
Gli Stati si sono svenati per tentare di salvare le banche dal disastro e impedire il tracollo del sistema economico e ora, dopo avere impiegato solo in Europa oltre 3.000 miliardi di euro, sono spinti da politiche neoliberiste verso drastici tagli e la contrazione delle spese, aggravando ulteriormente la recessione. Infine gli Stati sono entrati nel mirino della stessa speculazione finanziaria, che ora morde la mano che ha salvato il sistema finanziario.
La Tobin tax è il primo importante provvedimento di controllo sul sistema finanziario perché dimostrerà che non è vero che i movimenti finanziari sfuggono ad ogni possibilità di controllo. Altrimenti perché la finanza sarebbe così contraria ?
La Tobin tax serve non solo per conoscere quanto succede nel sistema finanziario ma impone alle banche un ruolo di esattore per conto degli Stati e quindi le vincola a controlli che altrimenti non esercitano.
La Tobin pur con un prelievo in sé molto modesto contrasta le operazioni finanziarie compulsive, che sono la sostanza della speculazione. Ci sono titoli che vengono trattati fino a 70/80 volte in un giorno e quindi gli speculatori dovranno pagare altrettante volte la tassa che a quel punto però verrà moltiplicata per n volte e inizierà a scoraggiare gli investimenti mordi e fuggi per favorire quelli più stabili, in genere produttivi.
Come tutte le tasse anche la Tobin porterà denaro nelle casse degli Stati e il Governo Monti infatti ha già previsto un gettito in entrata.
Dopo i disastri creati da una finanza fuori controllo questo è il primo provvedimento che si pone l’obiettivo di fare pagare qualcosa al mondo finanziario e di iniziare un sistema di controlli, di incentivi e disincentivi.
Si apre in sostanza una fase nuova ed importante in Italia e in Europa.
Il Governo italiano ha deciso sull’onda di una forte pressione. All’inizio il Governo Monti non era granché convinto, come dimostrano anche le recenti dichiarazioni fatte in parlamento, più che dubbiose sull’utilità di introdurre la Tobin tax.
Da anni si era sviluppato un lavoro per convincere dell’utilità dello strumento proposto molti anni fa dal prof Tobin.
Tra il 2001 e il 2006, malgrado la destra avesse la maggioranza in parlamento, si arrivò alla Camera dei deputati a sviluppare un lavoro di elaborazione, fino alla presentazione di una proposta di legge unificata per introdurre la Tobin tax, in collaborazione con Attac. Su questa base la Tobin tax entrò come obiettivo nel programma del 2° Governo Prodi, infatti venne costituito un gruppo di lavoro interministeriale per seguirne l’introduzione. Purtroppo il lavoro del 2° Governo Prodi fu interrotto all’inizio del 2008 per l’interruzione della legislatura, anche se vanno ricordate le resistenze trovate in una parte della stessa maggioranza, che a parole aveva accettato il programma del Governo, ma in realtà fece perdere tempo prezioso.
Sono più di 10 anni che l’obiettivo della Tobin tax è in campo in Italia. Ora finalmente si vede la possibilità della sua introduzione in un gruppo di paesi, alcuni dei quali hanno già leggi approvate con questo obiettivo.
Dall’inizio l’obiettivo era raggiungere la convergenza di un certo numero di Stati per far partire la Tobin. Ora si potrebbe partire dal nucleo di 11 paesi che hanno deciso di introdurla in Europa, utilizzando la via della cooperazione rafforzata (come si è fatto per istituire l’Euro), per arrivare ad un trattato internazionale per adesione, come si è fatto per l’accordo di Kyoto sull’ambiente o anche per istituire il Wto.
La via dei trattati internazionali - a cui vengono conquistati nuovi aderenti via via, fino al numero necessario per entrare in vigore - si è dimostrato un buon modo per evitare di lasciare il diritto di veto a chi non ci sta.
Quindi introdurre la Tobin tax in 11 Stati europei è un primo passo e dovrà entrare nell’agenda del nuovo Governo che si costituirà dopo le elezioni politiche, come un obiettivo di lunga lena, per conquistarne l’introduzione non solo a livello europeo ma mondiale.
Infine una nota a margine. Nella decisione europea, ricopiata dal governo Monti c’è un punto poco comprensibile. I movimenti finanziari nel mondo sono ben oltre 600.000 miliardi di dollari, di questi la borsa e gli altri strumenti regolati sono una quota minore e in fondo la più controllata. Tanto è vero che negli Usa si discute della necessità di portare sotto il controllo della Sec e della Federal Reserve gli strumenti finanziari che ore ne sono fuori, come i derivati, i cds, ecc.
Tassare allo 0,1 % gli strumenti più controllati e solo allo 0,01 % quelli meno o per nulla controllati non è una scelta comprensibile e per di più fa perdere gettito fiscale.
Naturalmente oggi dobbiamo valorizzare tutti il risultato, ma resta questo problema che successivamente dovrà essere affrontato in modo più coerente con l’obiettivo di introdurre un sistema di regole efficace nel sistema finanziario.
Alfiero Grandi