Visualizzazione post con etichetta democrazia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta democrazia. Mostra tutti i post

mercoledì 31 ottobre 2018

SIMILITUDINI: TRUMP, SALVINI e BOLSONARO


TRUMP, SALVINI e BOLSONARO non sono la stessa cosa,  ma hanno la stessa origine: la delusione di un elettorato per le esperienze precedenti  con leader che volevano essere democratici, progressisti e vagamente di sinistra. L’elettorato ormai è lontano dagli affezionamenti ideologici e naviga a vista,  saltando dalle promesse più bislacche di un leader  a quelle di un altro. 
 Per tornare ad un leader vagamente di sinistra occorrerà passare un po’ di anni con quello di destra;  l’abbiamo visto in Grecia, poi in Spagna,  e forse lo vedremo con un prossimo successo di  Corbin in Gran Bretagna. 
 Destra e manca, montaggio e rismontaggio, in una democrazia dove le componenti tendenzialmente si somigliano.  Il danno, diciamolo liberamente, lo fanno i popoli senza cultura e senza memoria;  dove ogni singolo elettore pensa ai suoi interessi di bottega e si lascia abbindolare da promesse ed appartenenze.
 In linea di massima si conclude ben poco con questo tipo di democrazia, ma la cosa più pericolosa è:  se ad uno dei vari leader, che si avvicendano,  ad un certo punto, gli viene la voglia proprio di smontare la democrazia.
 Allora la massima vigilanza sulla libertà d’espressione e sugli istituti rappresentativi della democrazia;  ma anche un po’ di collaborazione tra forze di governo e forze di opposizione per le decisioni e le opere d’interesse collettivo, onde evitare uno stupido montaggio e rismontaggio.  (fr.z)


domenica 11 marzo 2018

Il Pericle cinese


 In Cina il Congresso nazionale del popolo ha approvato quasi all'unanimità la rimozione del limite ai due mandati presidenziali massimi dalla costituzione, spianando al presidente Xi Jinping  la possibile strada di mantenere l'incarico a vita. I voti favorevoli sono stati 2.958, due i contrari e tre gli astenuti. http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/asia/2018/03/11/cina-si-riforma-2-mandati-presidenziali_923f9771-0682-4663-ab10-608c6a96bb4d.html
 Non è azzardato il richiamo a Pericle, la democrazia ateniese lo lasciò a capo di Atene dal 461 a.c. fino al 429 a.c. (anno della sua morte); fu considerato utile per il proseguimento della grandezza di Atene. In un contesto diverso si viene a concretizzare la stessa situazione: la centralizzata democrazia del Partito comunista cinese prevedeva una rotazione, ma Xi Jinping è stato considerato indispensabile per proseguire il cammino della Cina. La rotazione è una forma che mette al riparo dallo sviluppo di una dittatura, ma se si vede all’orizzonte un Pericle si trova un’eccezione. (fr.z.)


mercoledì 28 gennaio 2015

ITALICUM 2 il risultato finale

Un po’ meglio del porcellum perché con premio di maggioranza e l’istituto del ballottaggio, si accresce la stabilità dei governi (stabilità che verrà potenziata anche per effetto della riforma del Senato che assegna l’istituto della fiducia al Governo ad una sola Camera);  un po’ meglio della prima versione dell’Italicum perché è  stata riconosciuta un minimo di rappresentatività ai piccoli partiti portando la soglia di sbarramento al 3%,  e i seggi in Parlamento che riconoscono questa rappresentatività non andranno ad incidere negativamente sulla stabilità perché il premio di maggioranza viene dato alla singola lista e non alla coalizione.   Si delinea, però,  un grande potere al segretario del partito vincente,  che quasi certamente sarà anche capo del Governo, oltre a guadagnare il premio di maggioranza alla propria lista potrà portare un nutrito staff di capilista eletti senza preferenze. Parte della democrazia (e la democrazia è un  istituto con carattere pubblico) si trasferisce sui partiti che sceglieranno i loro capilista (ed i partiti sono istituti di carattere privato).  Il capo del potere esecutivo avrà un peso  notevole sul potere legislativo, il Presidente del consiglio avrà un potere superiore a quello del Presidente in USA, e se eserciterà il suo potere a colpi di votazioni di fiducia il potere legislativo e quello esecutivo finiranno col coincidere. La democrazia moderna, nata dal pensiero illuminista,  ci basava sulla equidistanza dei tre poteri:  legislativo, esecutivo e giudiziario.
28/01/2015 francesco zaffuto
Al  link indicato i dettagli della legge elettorale licenziata in Senato  il 27 gennaio 2015

lunedì 24 novembre 2014

Rottamata l’Emilia Romagna

La regione che si caratterizzava per la partecipazione democratica registra questi dati: votanti 37,7%; astenuti 62,3%. Chi vince, sul piano della legittimità, con il 48% dei voti in realtà, sul piano dei conti della democrazia, rappresenta solo il 18,09%       degli aventi diritto al voto.
La caduta della soglia dei votanti del 50% mette in crisi il concetto di maggioranza democratica;  la maggioranza non si esprime e la minoranza governa per effetto della forza della legge. Si potrà dire che questo già accade in tante democrazie occidentali, ma è la prima volta che accade in Italia in modo così lampante.
Nel limitato scenario dei votanti si legge: una vittoria del PD renziano, una elevata affermazione della Lega di Salvini, un tracollo di Forza Italia, un forte ridimensionamento del movimento a 5 stelle.
Nell’ampio scenario dei non votanti è difficile leggere, si possono fare solo degli interrogativi:
si ripeterà una forte astensione quando ci saranno l’elezioni politiche?
una rinnovata partecipazione al voto potrà determinare scenari politici completamente diversi?
ci sarà un definitivo tracollo dell’esercizio di voto come partecipazione alla politica?
A questi tre interrogativi non si riesce a dare una risposta, è probabile che limitatamente potranno verificarsi tutti e tre gli aspetti.
In un sistema politico dove chi ottiene i voti è legittimato a prescindere dalla percentuale dei votanti, e dove si ipotizza un premio maggioranza, l’astensione paradossalmente rafforza tecnicamente il gruppo vincente e indebolisce gli oppositori.
Il vincente, cinicamente o anche non cinicamente, può tirarsi i suoi calcoli e da quei calcoli sentirsi confortato:  in fin dei conti ho vinto, prendo il potere, “il potere logora chi non ce l’ha”.

24/11/2014 francesco zaffuto

martedì 18 novembre 2014

IL VASO CINESE

 Le  informazione sul sistema sociale cinese sono abbastanza rare e spesso circolano molti luoghi comuni. Mi è stato segnalato il video di una conferenza tenuta in Scozia tenuta da Eric X. Li, uno studioso cinese che descrive il sistema produttivo cinese. Anche se risale al giugno 2013, è utile ascoltare questa conferenza per avere qualche informazione sulla selezione della classe dirigente cinese.
In merito al contenuto della conferenza aggiungo alcune mie osservazioni.
 E’ sicuramente positivo che il popolo cinese, il più numeroso del mondo, si sia avviato verso il benessere economico; se la Cina fosse nelle condizioni dell’Africa il mondo avrebbe ancora più problemi.    L’idea che il sistema democratico occidentale sia la perfezione a cui tutti debbono tendere è un’idea aberrante.  La società umana si può organizzare  in forme diverse, nel piccolo e nel grande (intendo per piccolo le unità come i Comuni e per grande le unità statali). 
  L’esercizio del voto come metodo per selezionare la classe dirigente spesso fa si che al governo di una nazione vadano  parolai e mezzi busti, che sanno promettere e che parlano alla pancia e agli istinti più bassi. E’ un paradosso che per curasi la salute si cerca il miglior medico e invece si è pronti a dare il corpo sociale malato a qualsiasi leader di partito.  Il modello cinese con l’intervento delle Università e con la carriera di merito per i politici somiglia  per alcuni aspetti alla Repubblica di Platone. Allora nessuno scandalo se la Cina vuole organizzarsi in un forma statuale che esclude il partitismo. Lo stesso voto penso che faccia capo ai diritti sociali dell’uomo e non ai diritti naturali dell’uomo; ma la libertà di pensiero, connessa alla libertà di divulgazione del pensiero,  fa parte dei diritti naturali dell’uomo e va salvaguardata. Su questo punto era necessaria una domanda più precisa nella conferenza,  il giornalista nel video si è solo limitato a una domanda sull’opposizione politica e il conferenziere nella sua risposta ha voluto puntualizzare sulla differente cultura cinese come se fosse tutta caratterizzata per la concordia e l’assenso. Ammesso anche che tale carattere di concordia e assenso esistano non si può proibire  la divulgazione del pensiero;  di casi di persecuzione di pensatori in Cina ce ne sono alcuni che hanno sfondato il muro del  silenzio.
Auguri alla Cina per il suo progresso economico degli uomini, ma occorre qualche passo verso l’uomo, il singolo piccolo uomo con la sua libertà.
francesco zaffuto

venerdì 13 giugno 2014

Perdindirindina è arrivata la nuova democrazia


“Vi propongo di scegliere con referendum via internet a democrazia diretta tra fave, ceci e fagioli”
“Scusi ma sempre legumi sono, non si potrebbe inserire tra le possibilità un piatto di spaghetti”
“E, no ….”
“Perché no?”
“Perché no”
In questo modo pare che Grillo abbia risolto con referendum il problema delle alleanze dei 5stelle al Parlamento europeo.
Riguardo poi al caso Mineo nel PD, assume aspetti simili e diversi.
“Non lascio l’Italia a Mineo”
“Ma veramente io volevo solo dire …”
“Senti, o mangi questa minestra o salti dalla … “  aggiungete pure la rima …

Immagine – Totò – il grande comico a volte usava questa battuta “ e mettiamo che per democrazia cristiana io volessi …” . In qualche modo la realtà odierna supera il passato alla grande, il nuovo avanza.
francesco zaffuto

mercoledì 18 dicembre 2013

tutti a casa

L’immagine con la locandina del film “Tutti a casa” è solo un fuori tema.
Il - Tutti a casa – oggi viene rivolto a tutta la componente politica
E’ NECESSARIO UN CHIARIMENTO
Se “tutti a casa” significa nuove elezioni e rispetto per i nuovi risultati elettorali, il "tutti a casa" sta nell’ambito della democrazia.
Se “tutti a casa” significa qualcos’altro, allora diventa un’incognita molto gravida di sorprese. Le sorprese possono portare fino ad una dittatura imposta con la forza.
I soggetti che oggi dicono “tutti a casa” non sembrano, al momento, rappresentare un pericolo di dittatura, ma la mancanza di chiarezza prepara la strada alla fine della democrazia. Quelli che dicono “tutti a casa”  debbono pure dire che c … vogliono.
18/12/13 francesco zaffuto

sabato 7 dicembre 2013

COME CAVALLI SBANDATI

Sebastiano De Albertis – “il richiamo di cavalli sbandati” 1893 olio su tela 83x130 (Gallerie di Piazza Scala,  Milano)
In questo dipinto di Sebastiano De Albertis ci sono al centro di un campo dei cavalli sbandati. Due cavalli sellati e senza cavalieri  stanno in primo piano e nel loro stesso istante di movimento comunicano il disagio di chi si è perso, il terzo cavallo sta correndo lontano.  Sentiranno il richiamo del corno del campiere? E’ un’incognita che resta sospesa in un cielo ampio e leggermente dorato.
Questo dipinto forse è eccessivamente bello per descrivere le questioni che esporrò appresso, eppure oggi gli italiani sono come cavalli sbandati.
 Dopo la decisione della Corte Costituzionale di cancellare il porcellum pare che lo stesso Parlamento della Repubblica (eletto con quella legge) venga ad essere delegittimato. Si levano da parte di partiti di opposizione richieste di riconteggio  degli eletti, si reclamano nuove elezioni a breve, mentre incombono tutti i problemi economici e i rapporti sempre più delicati con l’Europa.
In qualche modo le istituzioni, il Parlamento e lo Stato vivono una condizione di fatto e non è certo possibile dichiarare illegittime tutte le leggi e gli atti che si sono approvati in otto anni di porcellum vigente. Ma una cosa è il passato ed un’altra cosa è il futuro. Una cosa è l’ordinario ed un’altra cosa è lo straordinario. Gli atti passati possono essere salvati, ma i per i futuri è necessaria la riflessione sulla legittimità.
  Leggi di bilancio, sul lavoro, e per l’ordinaria amministrazione, sono  possibili;  una nuova legge elettorale che rispetta il dettato costituzionale e il diritto dei cittadini di esprimere la preferenza sui candidati è possibile;  ma una legge di riforma della Costituzione fatta da questo Parlamento è il paradosso dei paradossi. Quindi non sono possibili tutte quelle belle cose che da anni si propongono nel libro dei sogni: Senato delle regioni, eliminazioni di province, semipresidenzialismo ecc. ecc. … Se questo Parlamento, eletto con le liste bloccate e con l’ultrapremio di maggioranza,   tocca, modifica o manipola l’articolo 138 della Costituzione, è come se venisse a cadere in Italia tutto l’impianto della logica della filosofia occidentale.
07/12/13 francesco zaffuto

Qui il link di una petizione urgente su questo argomento presentata sul blog Verità e Democrazia

giovedì 11 luglio 2013

alta pressione


 A volte è accaduto che ci siano state delle manifestazioni di cittadini in concomitanza con dei processi,  e si è parlato, in tali frangenti,  di indebite pressioni sui giudici che debbono decidere in tutta coscienza; ma arrivare a un Parlamento che sospende i suoi lavori per mezza giornata per consentire a una componente politica di riunirsi per parlare della convocazione di una udienza di Cassazione,  ed arrivare a ventilare una possibile crisi di Governo in caso di una sentenza sgradevole non era mai accaduto nella storia italiana e credo neanche nella storia europea.
 Di fronte a una Cassazione che fa il suo dovere di stabilire una udienza per impedire la prescrizione di reati si arriva ad accusare la stessa alta corte di comportamento sconveniente e persecutorio nei confronti di un imputato.
 Come si concluderà la faccenda lo sapremo con il sole di Agosto ma il sole pur debole dei primi giorni del luglio 2013 pare aver già  dato alla testa.
francesco zaffuto

immagine – Cassazione in una inaugurazione di anno giudiziario

martedì 18 giugno 2013

L’ostracismo ai tempi della rete

Riguardo alla notizia qui uno scarno resoconto della giornata del 17 giugno.
 L'assemblea congiunta dei deputati e senatori del M5S ha votato "a larga maggioranza" di demandare alla Rete il voto sull'espulsione della senatrice Adele Gambaro. I voti espressi sono stati 79  per deferire alla Rete il giudizio sull'espulsione della senatrice Adele Gambaro; 42 hanno detto no, 9 si sono astenuti. Facendo la conta si arriva a 130, è evidente che ci sono stati tanti assenti (pare ben 30 ammalati o impegnati in altri pensieri o molto turbati).
 Elemento del contendere le dichiarazioni rese alla stampa dalla Gambaro che criticavano Grillo.
-
Passiamo ad Atene (circa 500 anni avanti Cristo)
La procedura dell'ostracismo si articolava in due fasi:
  • in una apposita assemblea che si teneva a metà inverno, il popolo decideva a maggioranza se si dovesse votare per un ostracismo, e in caso affermativo si fissava una riunione per qualche settimana dopo;
  • in questa seconda riunione, se i votanti erano più di seimila, il candidato il cui nome risultava scritto sulla maggioranza dei cocci (ostraka) usati come schede elettorali veniva condannato all'esilio.
 Certo nel caso di specie non si tratta di Città Stato, ma di un movimento che propugna nuove procedure di democrazia, per questo merita attenzione la procedura stessa. 
Riguardo all'ostracismo ateniese la procedura è simile, ma al posto dei cocci ci sarà un voto tramite internet. La procedura è simile ma c’è un’altra differenza: in Atene si chiedeva l’ostracismo per persone di cui si temeva una possibile ascesa verso la tirannide, nel caso di questo esempio di ostracismo in rete è proprio lo stesso Capo che chiede la procedura di ostracismo e la prima assemblea non è stata pubblica. Diciamo che c’è stata una evoluzione.
18/06/2013 francesco zaffuto

Per qualche approfondimento sulla parola ostracismo
http://lgxserver.uniba.it/lei/personali/pievatolo/platone/ostrak.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Ostracismo
immagine – uno di quei ciottoli di Atene utilizzati per l’ostracismo

martedì 11 giugno 2013

Vincere perdendo

Auguro a sindaco Marino buona fortuna, ha una faccia perbene ed è carico di buone intenzione, ma è grigio vincere in una città delusa
Il PD si rallegra per la performance generale in tutta Italia, ma si è trattato di un vincere perdendo;  sì, è il miracolo della matematica.  Nelle precedenti elezioni politiche di fine febbraio si era registrata una perdita di voti del PDL di circa sei milioni e una perdita del PD di circa tre milioni. Questa perdita era andata in gran parte a favore del movimento 5 stelle e in parte sull’astensione.  In queste elezioni comunali l’astensione è notevolmente aumentata,  solo il  48,5% degli aventi diritto al voto ha votato (con affluenza a Roma ancora più bassa 44,93%); chi in precedenza aveva perso un po’ meno è risultato vincente.
 Si possono fare tutte le accidenti di analisi che si vogliono ma si tocca con mano una grande delusione del dopo le elezioni politiche. In tanti ci aspettavamo un cambiamento che non è arrivato.  Il Movimento 5 stelle (con il suo leader) si è tirato fuori per un giro, ma chi sta dentro a picco nella crisi non può aspettare un giro.  In marzo e in aprile si sono perse tante occasioni e ora non ci si può rallegrare del magro raccolto di giugno.

11/06/13 francesco zaffuto

immagine - il grigio cielo di questa primavera 2013

giovedì 6 giugno 2013

Che tipo di Presidente ?


Non possiamo certo dimenticare che nel 2006 ci fu un maldestro tentativo di modificare la Costituzione e quel tentativo fu affossato con un referendum costituzionale del 25/26 giugno 2006 (una delle modifiche era quella di dare la facoltà di sciogliere le Camere al Presidente del Consiglio).
Ritorna oggi, dopo la “strana” pacificazione tra destra e sinistra,  la questione “modifiche costituzionali” . Chi le deve trovare? I “saggi”. Pare che siano i pochi esseri pensanti, delegati a pensare da chi è stato eletto in Parlamento; come se i parlamentari comunemente non sapessero  pensare e come se i cittadini votassero in totale assenza di pensiero.
La Costituzione non fu fatta dai saggi ma da una Assemblea costituente elettiva con metodo proporzionale, le sedute si svolsero fra il 25 giugno1946 e il 31 gennaio 1948, e in quei 18 mesi riuscirono a produrre una delle Costituzioni più belle del mondo.  
 Oggi si tratta di apportare solo alcune modifiche; potrebbero bastare una quindicina di giorni e la volontà di avviare un dibattito parlamentare perché alla fine è il Parlamento l’organo che dovrà approvare o rifiutare. Ma viene buttato nel calderone dei possibili cambiamenti il Presidente della Repubblica elettivo, un punto che difficilmente può mettere d’accordo tutti e che può produrre uno stallo.
 Di Presidenti elettivi ce ne possono essere di tanti tipi: si può andare da forme dittatoriali a forme di grande debolezza istituzionale. Si può guardare agli USA dove Obama ha potuto realizzare ben poco del suo programma perché bloccato da un Congresso con una maggioranza ostile; si può guardare alla Siria dove non si riesce a mandarlo via in alcun modo. Non c’è che da scegliere. Eppure, se guardiamo alla storia, alla nostra vicina storia, vediamo che Italia e Germania, che avevano avuto il trauma di due dittatori, hanno optato per repubbliche non presidenziali.  La Germania è cresciuta più di tutte le altre nazioni d'Europa e non è stato certo per virtù di una repubblica presidenziale, ma perché ha trovato una stabilità all’interno delle stesse regole, e solidarietà tra le forze politiche pur nella competizione.
 Quindi al posto di perdere tempo, e 18 mesi sono tanto tempo, anche se non sono un "saggio" consiglierei di: correggere rapidamente il bicameralismo, ridurre il numero dei parlamentari, fare una legge elettorale che restituisca ai cittadini la possibilità di scegliere tra i candidati, introdurre la sfiducia costruttiva, lasciare il Presidente della Repubblica eletto dal Parlamento con gli stessi poteri, che già sono tanti.
 06/06/13 francesco zaffuto

Immagine fuori testo – statua dell’Imperatore Augusto

sabato 1 giugno 2013

Il finanziamento ai partiti o c’è o non c’è

Se non c’è,  non si possono inventare artifici come quelli tirati fuori dal Ddl del Governo.
"A decorrere dall'anno finanziario 2014 - si legge nel testo - ciascun contribuente può destinare il due per mille della propria imposta sul reddito (IRE) a favore di un partito o movimento politico iscritto nella seconda sezione dell’elenco di cui all’articolo 9". 
 Oltre a questo nuovo meccanismo ci saranno detrazioni fiscali per chi farà donazioni ai partiti  del 52% per gli importi fra i 50 e i 5.000 euro e del 26% per tutti gli altri fino a un massimo di 20mila euro.  Questo per quanto riguarda le possibili detrazioni, ma non si pone alcun limite all’ammontare delle donazione che può fare un singolo privato o una società privata, i ricchissimi potranno sempre determinare la politica e le sue scelte.
 Il nuovo sistema ( per non presentare rischi per i partiti, che ancora non hanno idea su come potranno comportarsi i cittadini)  andrà a regime  in tre anni.
 Dove sta la grande novità? Si tratta sempre di un finanziamento perché viene dalla fonte imposte che grava sui cittadini;  un due per mille che dovrebbe incassare lo Stato viene ad avere per destinazione i partiti e le stesse detrazioni sono nei fatti un minore introito fiscale dello Stato.  Allora sotto il profilo dei soldi si tratta di un finanziamento e sotto il profilo del meccanismo avviene tramite una pubblica legge.
 La novità sta tutta nel fatto che i partiti vengono trattati come le chiese e come le ONLUS di beneficenza a cui attualmente si può stanziare l’8 per mille e il 5 per mille.
 Ma i partiti sono come le chiese e come degli enti di beneficenza????
 Direi proprio di no,  sono dei gruppi associativi che intendono gestire la cosa pubblica, sono quello che di fatto diventerà CESARE;  e va ben distinto il modo di dare a Cesare e il modo di dare a istituzioni religiose e benefiche.
 La nostra società che si basa sul pensiero illuminista vuole proteggere i cittadini nelle sue libertà politiche, e CESARE viene istituito con le elezioni.  La Costituzione nell’istituire CESARE protegge la libertà dei cittadini con il suo articolo 48.
Art. 48 Costituzione
Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.
Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. …

 Se un finanziamento si fa derivare dalla volontà dei cittadini non si può prescindere dall’art. 48. Questo articolo parla espressamente di uguaglianza nell’espressione della volontà, libertà e segretezza. La segretezza tutela la stessa libertà.  Firmare su un modulo fiscale nei fatti può eliminare la segretezza, e rendere palese l’intenzione di voto e l’orientamento politico.  Niente di male per chi vuole manifestare pubblicamente la propria appartenenza, ma invitare tutti i cittadini a farlo con un dispositivo di legge pubblico va verso una società totalitaria dove tutto è controllato o controllabile, e contrasta con l’art. 48.
NON SI PUO’ FARE CARTA STRACCIA DELLA COSTITUZIONE
Se proprio si vuole mantenere un finanziamento esso  può essere stabilito solo in base allo stesso numero dei voti ricevuti in sede elettorale, liberi e segreti. Non ci può essere altro strumento o forma per stabilirlo tranne che il voto espresso in massima libertà.  Si dica se si vuole dare un euro per ogni voto o un cent o 1.000 euro, in modo che ci sia la massima chiarezza sul peso.  Si dica quanto e i cittadini sapranno che recandosi alle urne daranno un voto e un euro. Quello che pesa sui cittadini non è solo il metodo ma la reale quantità.

 31/05/13 francesco zaffuto
immagine - una vecchia cassa di un tesoro

domenica 26 maggio 2013

Attacco al potere giudiziario


Lettera  Di Calogero Di Giuseppe. 24 Maggio 2013
ILDA BOCCASSINI, SALVIAMOLA ADESSO!
ATTACCO AL POTERE GIUDIZIARIO
Quando “autorevoli politici”, ministri e rappresentanti
delle istituzioni dello Stato inveiscono pubblicamente contro la Magistratura
significa la distruzione totale di ogni convivenza “democratica”.
Anzi vuol dire che è perduta ogni speranza: la “mafia” ha vinto.
Considerando che parlamentari indagati e condannati in 1° e 2° grado ecc
 “godono privilegi sedendo ancora in Parlamento, legiferando a favore
dei delinquenti, è nella logica mafiosa permettersi l’arroganza di minacciare
il Magistrato Ilda Boccassini. Si suppone che è il cosiddetto “ultimo avviso”.
Se è il massimo leader della politica italiana, da secoli indagato,
 tutti i giorni inveisce contro la Magistratura, pretendere che questi
“mafiosi quaquaraquà” mandino delle Rose Rosse per amore al Magistrato
 Ilda BOCCASSINI è davvero troppo. Pur essendo io un famoso cretino
penso che non è difficile indovinare chi regala i "confetti da sparo"
all’eroina Magistrato. 
Calogero Di Giuseppe è anche su  http://tuttokalosghero.blogspot.it/

martedì 21 maggio 2013

"in proprio" che vor di' ?


La Giunta per le immunità e le elezioni del Senato dovrà decidere se in base al Testo Unico delle Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 Berlusconi sia da considerare eleggibile o non eleggibile. Questa legge esiste da quando Berlusconi era solo un ragazzo ed è ancora in vigore con il suo articolo dieci.

Art. 10
1. Non sono eleggibili inoltre:
1) coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica, che importino l'obbligo di adempimenti specifici, l'osservanza di norme generali o particolari protettive del pubblico interesse, alle quali la concessione o la autorizzazione è sottoposta;
2) i rappresentanti, amministratori e dirigenti di società e imprese volte al profitto di privati e sussidiate dallo Stato con sovvenzioni continuative o con garanzia di assegnazioni o di interessi, quando questi sussidi non siano concessi in forza di una legge generale dello Stato;
3) i consulenti legali e amministrativi che prestino in modo permanente l'opera loro alle persone, società e imprese di cui ai nn. 1 e 2, vincolate allo Stato nei modi di cui sopra.
2. Dalla ineleggibilità sono esclusi i dirigenti di cooperative e di consorzi di cooperative, iscritte regolarmente nei registri di Prefettura. 

 Fino ad oggi (PDL e PD) hanno continuato a glissare dicendo che non  esisteva una legge sul conflitto d’interesse e che il Testo unico non bastava; ma ora c’è stata una raccolta di firme di Micromega e gli equilibri in Parlamento sono cambiati. Il M5S ha chiesto esplicitamente che si voti sulla questione.

 Come voterà il PD? E’ l’interrogativo chiave.

E’ indubbio che Berlusconi sia il maggior azionista di Fininvest, società che gestisce reti RaiTv in concessione dallo Stato. Il maggior azionista  detiene la proprietà di fatto;  le concessioni fanno capo a Fininvest e Fininvest ha un maggiore azionista che nei fatti è il proprietario anche se non è l’amministratore della società.

 Alle Società per azioni è riconosciuta una personalità giuridica, che viene rappresentata per gli atti dall’Amministratore delegato è la proprietà è frazionata in azioni; ma quando le azioni sono concentrate in un pacchetto di controllo il proprietario di fatto esercita una grande influenza sull’amministratore e come azionista di maggioranza è il principale interessato all’andamento degli affari della Società da cui trae profitto; quindi se quella Società ha delle concessioni dello Stato il proprietario di fatto confligge con gli interessi dello Stato e la parola “in proprio” intesa in senso sostanziale porta a considerare Berlusconi ineleggibile.

 Comunque dopo venti anni  si arriverà almeno a un voto di chiarificazione;  ma oggi la riunione per l’elezione della Giunta è stata rinviata, vedremo.

21/05/13 francesco zaffuto

Immagine – Rappresentazione della Giustizia data Giotto nella Cappella degli Scrovegni

http://it.wikipedia.org/wiki/File:Giotto_-_Scrovegni_-_-43-_-_Justice.jpg

giovedì 26 aprile 2012

ALTRI MILLE


I mille che sbarcarono a Marsala costruirono l’Italia, ma oggi ci sono i mille che non sbarcano da nessuna parte e rappresentano l’Italia: sono i mille dei sondaggi. Vengono interrogati, interpellati con le domande più assurde e più sfiziose, e rispondono sempre a tono rivelando il pensiero di 60 milioni di italiani. Sono loro, sono il Campione di tutti i sondaggi.
Mi chiedo, ma voi siete mai stati uno dei mille? A me non è mai capitato.
Allora mi sorge il dubbio: questi mille sono sempre gli stessi o variano? Se sono sempre gli stessi sono diventati dei veri e propri professionisti della risposta. Ma poco ci viene detto dalle società che gestiscono i sondaggi, poco ci dicono su come viene formato il campione; ci dicono solo il responso dei mille, il responso sulle domande più stravaganti.
Una delle domande più stravaganti proposta ai mille è questa: "votereste una compagine elettorale formata dall’attuale maggioranza che sostiene il governo Monti?" E i mille rispondono. Eppure, la maggioranza dei mille dovrebbe fare lei stessa altre domande: ma che razza di domanda è questa? ma che senso ha fare una domanda su una ipotesi non possibile? perché mi fate questa domanda? Ma ci dicono che i mille hanno risposto e che voterebbero un simile paradosso.
I mille orientano tutto e tutti su realtà esistenti; e creano una realtà immaginaria.
Arrivederci al prossimo sbarco.
26/04/12 francesco zaffuto
Immagine - antica illustrazione dello sbarco dei mille

mercoledì 18 aprile 2012

L’ANTIPOLITICA


La parola più in voga in questo momento è l’antipolitica. Nel tentare di capirci qualcosa si scopre che l’antipolitica stranamente diventa essere antipartiti:
Bersani,
«Se c' è qualcuno che pensa di stare al riparo dell' antipolitica, si sbaglia alla grande. Se non la contrastiamo spazza via tutti».
il ministro Andrea Riccardi ,
«Non si può indulgere nell' antipolitica, c' è bisogno dei partiti»
Anche il presidente Napolitano si aggiunge interviene,
"Il marcio si deve estirpare ma guai a demonizzare i partiti, a rifiutare la politica".
C’è da chiedersi cosa significa “partiti”.
Anche solo a prendere la definizione semplice fatta da wikipedia abbiamo:
Un partito politico è un'associazione tra persone accomunate da una medesima finalità politica ovvero da una comune visione su questioni fondamentali della gestione dello Stato e della società o anche solo su temi specifici e particolari. L'attività del partito politico si esplica nello spazio della vita pubblica e, nelle attuali democrazie rappresentative, ha per "ambito prevalente" quello elettorale. http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_politico
Allora finito un partito ne può ben nascere un altro. Non si può dire certo che la politica coincide con l’attuale immortalità degli attuali partiti, magari i più grandi. Per una Lega in crisi non ci si può lamentare se arriva il partito di Grillo; che parla della fine degli attuali partiti. Nei fatti il movimento cinque stelle, alla luce della pur semplice definizione sopra riportata, è un partito a tutti gli effetti, magari con caratteristiche diverse, ma pur sempre un partito.
ALLORA quale è il problema? L’astensionismo? E ve ne siete accorti ora!
Il dato impressionante delle regionali del 2010 dell’astensionismo era del 35,8%.
Strano che tutta la preoccupazione sull’antipolitica venga fuori oggi, a ridosso di una crisi dei maggiori partiti per corruzione e per la messa in discussione del loro finanziamento.
Non è certo antipolitica: voler ridurre il finanziamento ai partiti (o anche eliminarlo); voler ridurre drasticamente lo stipendio ai parlamentari, ai manager di stato, ai consiglieri regionali; voler ridurre drasticamente il numero dei parlamentari; eliminare le province; ridurre complessivamente il costo della politica che oggi costa più della corte di Versailles. E’ solo un modo diverso di intendere la politica ma pur sempre politica. Ben vengano nuovi partiti, e che i piccoli possano diventare grandi. Ben vengano i cittadini se si aggregano in comitati, in gruppi di discussione per promuovere leggi e per partecipare attivamente alla politica.
Altro che la parola antipolitica, la sinistra su qualche parola deve riflettere molto, ne propongo almeno nove di parole : al post 7 + 2 nove parole per la Sinistra
18/04/12 francesco zaffuto
*** CROZZA - ultimo video - su Grillo e altri - del 17/04/12 su Ballarò
Immagine – l’antimateria un buco nero nell’universo – tratta da internet - http://www.passionescienza.it/index.php?l=IT&s=Astronomia&p=i%20buchi%20neri

martedì 10 aprile 2012

Finanziamento ai partiti, dubbi atroci


I partiti, dopo il referendum (aprile 1993) che abrogava il finanziamento pubblico con il 90,3% dei voti (ben 31.225.827 di voti espressi), hanno avuto la faccia tosta di varare l’aumento dei rimborsi delle spese elettorali nel dicembre 1993. Con il potenziamento del rimborso delle spese elettorali nei fatti reintrodussero il finanziamento pubblico ai partiti abrogato con il referendum.
Il rimborso delle spese elettorali è un assurdo sul piano logico: lo Stato non può rimborsare sulla base della lista effettiva delle spese il partito A con € 1.000 per manifesti e volantini e nel contempo rimborsare il partito B con € 10.000 per manifesti e volantini, accettando la logica del più spendi e più ti rimborso; sarebbe una logica aberrante e verrebbe a premiare i partiti che d’azzardo spendono di più; di conseguenza il rimborso deve per forza fare riferimento al risultato dei voti in modo forfettario. Il meccanismo del rimborso è solo la scusa per gli idioti, nei fatti si tratta di un pubblico finanziamento ai partiti.
Ricordo che nel 93 al referendum votai per l’abrogazione del finanziamento; oggi alla luce della discesa in campo politico di un miliardario, e con tutte le vicissitudini vissute in Italia, avrei molti dubbi e penso che valga la pena di fare una ulteriore riflessione.
Mi pongo alcune domande, la prima è questa: la natura di un partito è pubblica o è privata? Potrei rispondere che la natura in origine è privata perché parte dall’iniziativa di singoli individui che intendono consociarsi insieme per fare qualcosa; ma le conseguenze di questo fare sono integralmente pubbliche perché si ripercuotono nell’organizzazione dello Stato e nelle decisioni di legge dello Stato stesso; se vogliamo dare peso ai fatti possiamo dire che la natura di un partito è pubblica.
La seconda domanda che mi pongo è: il solo finanziamento privato cosa determina?
Può determinare che i partiti sostenuti dai cittadini con più mezzi monetari diventano potenti e i partiti sostenuti da cittadini con pochi mezzi monetari potranno fare ben poco o sparire. Poiché il finanziamento privato spesso determina commistione di interessi, il lobbismo che in qualche modo condiziona la vita politica finirebbe per condizionarla in modo integrale.
La terza domanda che mi pongo è: quale danno è più grave, quello di un esclusivo finanziamento privato o quello dell’esistenza di un finanziamento pubblico?
Il costo (o danno) di un finanziamento pubblico per i cittadini è ben definito dall’entità delle somme stesse del finanziamento pubblico; il danno di un esclusivo finanziamento privato non è quantificabile. Con l’esistenza del finanziamento pubblico la magistratura (e anche la stessa pubblica opinione) può entrare nel merito del quanto e nel merito del come va speso il finanziamento; con l’esistenza del solo finanziamento privato la magistratura può entrare nel merito solo per casi di evidente corruzione.
A seguito di questa limitata riflessione protenderei oggi per un limitato finanziamento pubblico ai partiti, ed eviterei la sciocca definizione di rimborsi.
LIMITATO e non come è stato fino ad oggi.
INTANTO RINUNCIASSERO AGLI ULTIMI ECCESSIVI FINANZIAMENTI.
Poi, non più di uno o due Euro per ogni voto ottenuto nelle sole elezioni politiche per il Parlamento nazionale e con vincoli di destinazione: divieto di fare operazioni di investimento all’estero, investimenti immobiliari solo per apertura di sedi , divieto di elargire fondi a privati tranne che per gli stipendi di dipendenti assunti con contratto, pagamenti derivanti da fatture solo in relazione alla manutenzione di sedi, propaganda elettorale, manifestazioni e congressi; la parte di denaro non spesa deve essere investita esclusivamente in titoli dello Stato.
Lo stesso finanziamento privato deve essere trasparente e ogni donazione ai partiti superiore a € 10 deve essere documentata. Va posto anche un limite alle donazioni dei privati ai partiti, per fare in modo che non diventino ostaggio di poche persone o di società esterne. Alle società e agli enti vanno proibite le donazioni ai partiti e le donazioni personali non debbono superare € 1.000 l’anno. Le stesse donazioni ereditarie ai partiti vanno proibite; perché i partiti non hanno le caratteristiche di enti di beneficenza, sono gruppi che si candidano alla amministrazione della cosa pubblica.
10/04/12 francesco zaffuto
Immagine – aula del Parlamento

domenica 8 aprile 2012

L'ALLEANZA DI LI CANI

Un sincero augurio a tutti di Buona Pasqua, forse per me che non sono addentro a sentimenti religiosi è solo un augurio di Resurrezione, uno svegliarsi da una cupa notte.
Regalo a tutti questa antica poesia dell'Abbati Meli che si adatta ancora alla nostra società. Per chi riesce potrà gustarla in siciliano, per chi ha difficoltà può ricorrere alla traduzione, posta di seguito, che ho cercato di fare faticosamente evitando per quanto possibile di perdere la sonorità. (f.z.)
L'ALLEANZA DI LI CANI
Tra Concu e Capu di Bona Spiranza,
E in tutta l'Ethiopia ci sù cani
Salvaggi e feri assai, ma chi allianza
Hannu tra d'iddi da antichi Spartani,
Eserciti furmannu e battagghiuni
D'affruntari li tigri, ursi e liuni.

Lu jornu vannu a caccia squatrunati,
Facennu predi di qualunqui sorti,
Poi tornanu a li tani carricati
Di l'animali in guerra o prisi o morti,
E cu esattu economicu bilanciu
Si li spartinu, e fannu lu so ranciu.

Or’avvinni (pri quantu lu vicchiuni
‘Ntra lu tarlatu miu libru truvau)
Chi di sti cani ci nni fu un squatruni,
In cui la gran catina si smagghiau,
Pri l'abbusu di avirsi postetgatu
Lu publicu vantaggiu a lu privatu.

Pirchì turnannu cu la preda ogn’unu
Sinni ammucciava deci e vinti parti,
E dicchiù si spacciava pri dijunu
Pri dumannari l'autra chi si sparti;
Perciò la preda nun putia bastari
Pri tutta la gran chiurma saturari.

Circaru ripari a stu sconcertu
Tutt’obbligannu a li riveli esatti,
Ma nun pigghiaru, pri esseri scuvertu
Lu cunttabbannu, li misuri adatti;
Pirchì tutti sti liggi e sti misuri
L'avìanu impostu li contravventuri

Si agghiuncìa chi li dazj da pagari
Eranu ripartuti tantu a chiddi
A cui l'abbastu vineva a mancari,
Quantu a cui supricchiavacci pri middi
L'unu pagava a costu di la panza,
L'autru menu di menu chi ci avanza.

Sta cosa chi purtau? chi l'osservanti,
Li debbuli, li vecchi, e li malati, .
Cu li ventri ristavanu vacanti,
E li forzi vinevanu mancati;
Parti murianu di consunzioni,
Parti a la guerra 'un eranu chiù boni.

L'uni pri fami, l'autri pri l'eccessu
Di lu manciari abbuttati e gravusi,
Nun putevanu curriri d'appressu
A l'imprisi chiù forti e chiù azzardusi;
Eranu 'nzumma li pochi ristati
Li chiù infingardi e li debilitati.

La cunseguenza fu chi a un primu attaccu
Foru, in locu di battiri, battuti:
Li lupi e ursi ni ficiru smaccu.
Pozza st'esempiu so fari avviduti
Tutti li societati di dd'armali,
Chi vantati si sù razzionali.

Traduzione
Tra Congo e Capo di Buona Speranza
E in tutta L’Etiopia ci sono cani
Molto fieri e selvaggi, ma che in allenza
Stanno tra loro come antichi Spartani,
Eserciti formano e battaglioni
Per affrontare tigri, orsi e leoni.

Di giorno vanno a caccia squadronati,
Facendo prede di qualunque sorti,
Poi tornano alle tane caricati
Di animali presi in guerra vivi o morti,
E con esatto economico bilancio
Se li dividono e fanno il loro rancio

Ora avvenne (per quanto il vecchione
dentro il tarlato mio libro trovò)
Che di questi cani ce ne fu uno squadrone,
In cui la gran catena si smagliò,
Per l’abuso di avere postergato
Il pubblico vantaggio al privato;

Perché tornando con la preda ognuno
Se ne ammucchiava dieci e venti parti
E di più si spacciava per digiuno
Per domandare l’altra che si sparti;
Perciò la preda non poteva bastare
Per tutta la gran ciurma saziare.

Si cerca riparo a questo sconcerto
Obbligando tutti a rivelazioni esatte,
Ma non pigliarono, per essere scoperto
Il contrabbando, le misure adatte;
Perché tutte queste leggi e questi misure
L’avevano imposto i contravventori.

Si aggiunga che le tasse da pagare
Erano ripartite tanto a quelli
A cui il poco veniva a mancare,
Quanto a quelli con soverchio di mezzi
L’uno pagava stringendo la panza
L’altro meno di meno di ciò che avanza.

Che accadde? Che gli osservanti,
i deboli, i vecchi, e i malati,
restavano con le pance vacanti
e li sforzi diventavano mancati:
parti morivano per consunzioni
parti a la guerra non erano più buoni

Alcuni per fame, gli altri per eccesso
Nel mangiare sazi e gravosi,
Non potevano correre appresso
Alle imprese più foti e più azzardose;
insomma in pochi erano restati
i più infingardi e i debilitati.

La conseguenza fu chi a un primo attacco
Furono, al posto di battere, battuti:
I lupi e orsi ne fecero smacco.
Possa questo esempio fare avveduti
Tutte le società degli animali
Che vantano di essere razionali