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sabato 14 aprile 2018

PRIVACY de che!? Top secret sui debitori di Montepaschi


PRIVACY de che!? Se siamo su Facebook si può passare sopra la privacy come un carro armato. Se si tratta di tutelare privacy di quelli che hanno messo a k.o. la più grande banca allora massima tutela …
 ed è la Monte dei Paschi salvata con i soldi pubblici. I dirigenti dell’istituto, costretti a rispondere alle domande dei piccoli azionisti, si trincerano dietro la legge sulla privacy per non fare i nomi, e ammettono a denti stretti che il gruppo Mps “vanta crediti nei confronti di 13 partiti politici per complessivi 10 milioni di euro, di cui 9,7 milioni non performing”.
Inoltre c’è il lungo elenco delle personalità pubbliche e dei loro congiunti che hanno ricevuto soldi da Mps per una cifra superiore di quasi 7 volte a quella dei partiti......

domenica 18 marzo 2018

Uno strano caso di Start Up

A 19 anni fonda una Start up - promette una tecnologia rivoluzionaria e riesce a raccogliere tra gli investitori 700 milioni di dollari. Oggi pare che non era vero niente... su ...
http://beppedeleonardis.blogspot.it/2018/03/la-start-up-era-solo-una-grande-truffa.html
la società rifiuta un aiuto a un qualsiasi giovane che vuole aprire una piccola attività ed è disposta a riempire di quattrini i cosiddetti geni;  merita questo tipo di geni.

sabato 17 marzo 2018

Il ponte di Miami, analogie con vicende italiane


Il ponte pedonale crollato a Miami era stato installato pochi giorni prima. Ci sono stati anche sei morti.  E se il bilancio non fosse così tragico ci sarebbe da ironizzare: si dimostra che in USA in fatto ponti e strade può accadere quello che accade in Italia.
Pare ricordare il viadotto Agrigento-Palermo inaugurato alla vigilia del natale 2014 e crollato nel capodanno 2015. Consolazioni sconsolanti
la notizia Miami da…
Uno dei fatti accaduti in Italia
Immagine da

martedì 24 gennaio 2017

I peccati di Padova

Quando non si parla di un fatto equivale quasi alla sua non esistenza; ed i peccati di Padova, che hanno coinvolto la chiesa, non sono balzati alle cronache delle TV.

lunedì 4 aprile 2016

Panama Papers ed il forziere dei nostri santi

Una talpa, illuminata dal desiderio di sacra verità o sacra vendetta, rivela i file segreti di oltre 200 mila società offshore create dallo studio Mossack Fonseca di Panama.
Certo,  lo sapevamo che le Isole Caimans e Panama erano paradisi fiscali e luoghi di riparo per ogni sorta di tesaurizzazione privata;  ma vedere i nomi di quelli che hanno il tesoro fa un certo effetto.
Chi si aspettava che un Putin e un Camerun non si fidassero di affidare i loro tesoretti alla Russia e alla Gran Bretagna. Ad essi si aggiungono alti dirigenti cinesi, il presidente ucraino Poroshenko,  il re dell'Arabia Saudita, Salman bin Abdulaziz Al Saud e il sovrano del Marocco Mohammed VI.  E la lista dei nomi promette di ingrossarsi a dismisura. Una grande internazionale della fuga dei capitali,  per evitare il fisco nel proprio paese e per costruirsi una buona e sempre possibile residenza lontana dal proprio paese; mentre magari nel proprio paese si gioca a fare la parte degli integerrimi e si perseguitano i piccoli evasori.
 Accanto a questi isospettabili uomini politici non mancano uomini delle mafie e del cartello del traffico di droga. Non mancano rispettabili industriali che si sono stancati di fare gli imprenditori e che preferiscono il parassitismo finanziario. Non mancano poi gli arricchiti fortunati  che,  per loro qualità e per le regole del mercato,  sono stati pagati in modo esorbitante per le loro prestazioni: manager, calciatori, artisti, mediatori di affari ecc..
 Fra poco ci diranno che, tranne qualche caso problematico,  poi in fin dei conti,  era tutto regolare e lentamente tenderanno a stendere un velo fino alla totale dimenticanza, e ricominciare come se nulla fosse.
 Ma questo bubbone che sta facendo marcire il pianeta non è solo un fatto di frode e di evasione, è proprio un bubbone prodotto dalla grande ricchezza non investita e tesaurizzata. Anche il cosiddetto denaro guadagnato onestamente,  ma in modo esorbitante, va a fare parte della massa di capitale finanziario tesaurizzato, investito in speculazioni finanziarie e che non dà alcun  impulso a investimenti produttivi.
  In un mondo che abbonda di ricchezza e di spreco si stende e spande la miseria diffusa dei diseredati;  con il problema ancora insoluto  della fame di bambini denutriti  che fa arricciare il cuore.
 Una volta c’era la lotta di classe, o almeno si parlava di lotta di classe; oggi ci sono le appartenenze di religione, di razza, di etnia. Su queste appartenenze ci hanno soffiato come su un fuoco sulla paglia gli stessi grandi speculatori; non possiamo e non dobbiamo mai dimenticare l’appoggio dato dagli USA all’integralismo islamico negli anni ottanta. Sono riusciti a creare un’altra realtà, ed ora è diventata così grande che gli è quasi scappata di mano. Si parla di guerre sante con i forzieri del tesoro ben tenuti al riparo; ci sarà sempre un Hotel di lusso per ricchi in qualche isola con il mare incontaminato, mentre il resto del mondo brucia nelle fiamme della guerra e della miseria.
 Ad una internazionale dei miliardari si può solo rispondere  con l’ Internazionale dei diseredati capace di superare i conflitti  religiosi ed etnici, altrimenti è la fine.
 Nessuna nostalgia però del passato, perché se guardiamo nel passato scopriamo grandi errori: il comunismo statalista ha fallito nel suo compito; il socialismo riformista si è fatto fagocitare dallo stesso capitalismo finanziario.
  L’etica dell’uomo nuovo non si può costruire con prediche e neanche con tappe forzate. Va amata la libertà di ogni singolo uomo ma va data dignità ai bisogni essenziali di ogni singolo uomo;  va costruito faticosamente un cammino di uguaglianza preservando beni essenziali come l’aria, l’acqua e la terra.
 Non c’è una sola ricetta miracolosa;  ogni uomo che ha un’idea e una ricetta la sveli e la condivida, non abbia paura di confrontarla, non si faccia prendere dalla superbia esercitata con la parola;  la parola serve per comunicare ed  è l’unico bene umano prezioso con cui cercare la verità.
Francesco Zaffuto

venerdì 1 aprile 2016

TRIVELLATO IL GOVERNO RENZI

SI DIMETTE per scandalo sul PETROLIO  il suo Ministro dello Sviluppo
E NON E’ UN PESCE D’APRILE
E’ proprio vero
E’ il caso di ricordare a tutti che oltre al caso GUIDI c’è il caso 17 aprile.
Una volta, prima del Governo Renzi,  le Trivelle con i loro contratti andavano in scadenza alla fine dei loro contratti; e si vedeva caso per caso se rinnovare o non rinnovare il contratto.  Il Governo Renzi ha avuto la “brillante” idea di rendere i contratti automaticamente rinnovabili fino all’esaurimento del giacimento. In pratica una data indefinita. 
Alcune regioni si sono arrabbiate per questo provvedimento ed hanno chiesto alcuni referendum. 
Il referendum del 17 aprile si poteva evitare, bastava ascoltare le regioni e togliere questa scadenza indefinita. Il Presidente Renzi non volle trovare un accordo con le regioni. Incomprensibile la generosità con i petrolieri e l’atteggiamento scorbutico con le  Regioni, alcune amministrate dallo stesso PD.

lunedì 21 marzo 2016

La grande rapina al treno

L’immagine e di un vecchissimo film del 1903
https://it.wikipedia.org/wiki/The_Great_Train_Robbery_(film_1903)#/media/File:Grea.JPG

La realtà di oggi si chiama Ferrovie Sud Est
Compensi stellari per i dirigenti, archivi d’oro e consulenze costose e ingiustificate.
Un amministratore tra il 2004 e il 2015 si piglia compensi per 13,7 milioni di euro
ma ovviamente fa mangiare tanti altri amici ed amici degli amici


martedì 17 marzo 2015

una nuova infornata di corruzione



L’ultima infornata a Firenze: regali, abiti su misura,
rolex, un buon lavoro per i figli, e denaro, denaro di tutti che si trasformava in privato.
“Sappiamo che siamo tutti peccatori, però la novità che venne introdotta nell’immaginario collettivo è che la corruzione sembrava far parte della vita normale di una società, una dimensione denunciata e
tuttavia accettabile nella convivenza sociale.”  Jorge Mario Bergoglio – Francesco
 Siamo circondati, cosa fare?  “il tamburo batta anche la notte” dice Vittorio Stringi.
Ci vuole un tamburo in ogni quartiere, sentirsi fieri dei propri stracci, delle difficoltà affrontate. Ci vuole un Comitato in ogni quartiere, un comitato di Salute pubblica, che non deve distribuire violenza, ma un necessario sonoro pernacchio al corrotto quando passa. (f.z.)

giovedì 11 dicembre 2014

PATTEGGIAMENTO E BANDITI DI ROMA


L’Istituto giuridico del patteggiamento da anni fa strage della giustizia nel nostro paese. Sulla base di questo istituto chi si dichiara colpevole e accetta la pena ottiene un notevole sconto, un terzo della pena; chi si crede innocente e vuole un giusto processo rischia di pagarla cara,  se gli va male il processo paga al 100 per cento. Chi si dichiara subito colpevole è ben visto dallo Stato perché fa risparmiare tempo, chi rivendica la sua innocenza viene considerato come maggior colpevole.
 Il patteggiamento è  un istituto giuridico che va cancellato, è lontano dalla nostra Costituzione, ed è lontano anni luce da ogni minimo senso della giustizia e della parità di trattamento di fronte alla legge.

Parlando spigliatamente il Presidente Renzi ha recentemente detto: «Innalzeremo da quattro a sei anni la pena minima per la corruzione, non è pensabile che attraverso il patteggiamento uno se ne stia sempre fuori dalla galera. Che vuol dire? Che se hai rubato puoi patteggiare, ma un po' di carcere lo fai comunque».  A parte ogni considerazione sul linguaggio usato da Renzi, qualsiasi nuova norma viene ad essere applicata per tutti coloro che commetteranno reati dopo la nuova norma, quindi i banditi della Cupola di Roma sono esentati da tali aggravamenti di pena.

  Riguardo al patteggiamento Renzi non parla di una sua eliminazione, pare dia per scontato che trattasi di una buona idea quella di fare lo sconto a chi si dichiara colpevole.
 La nostra Costituzione nel suo articolo 111 dichiara:  Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata.
  Accade però che  la ragionevole durata del processo nel nostro paese non è per niente ragionevole e si inventano istituti per aggirare il 111: un istituto è quello della prescrizione, passato un certo tempo il reato viene cancellato; un altro istituto è quello del patteggiamento.
 Vediamo come nasce l’istituto del Patteggiamento, i governi che l’hanno istituito e quelli che non si sono sognati di toglierlo o metterlo in discussione.
Nasce con il punto 45 dell'art. 2 della legge delega 16 febbraio 1987, n. 81
Chi governava a quella data? Secondo Governo Craxi (01.08.1986 - 17.04.1987)
Questa “bella pensata” del Governo Craxi era limitata a procedimenti penali con pene non superiori a due anni.
Ecco il comma 45) previsione che il pubblico ministero, con il consenso dell'imputato, ovvero l'imputato, con il consenso del pubblico ministero, possano chiedere al giudice, fino all'apertura del dibattimento, l'applicazione delle sanzioni sostitutive nei casi consentiti, o della pena detentiva irrogabile per il reato quando essa, tenuto conto delle circostanze e diminuita fino a un terzo, non superi due anni di reclusione o di arresto, soli o congiunti a pena pecuniaria …..
  I governi successivi non mettono  mano per togliere questo obbrobrio giuridico e ne sono passati tanti di governi: Fanfani, Goria, De Mita, Andreotti sesto e settimo, Amato, Ciampi, Berlusconi, Dini, Prodi, D’Alema primo e secondo, Amato secondo, ….
Fino a arrivare a Berlusconi secondo che ha una “pensata super”: ALLARGARE IL PATTEGGIAMENTO A REATI CON PENE FINO A 5 ANNI, quindi a reati ben più gravi. Ed ecco viene varata la legge 12 giugno 2003, n. 134. A seguito di detta legge l’articolo 444 del Codice di procedura penale si legge in questo modo
Art. 444.
Applicazione della pena su richiesta.
1      L'imputato e il pubblico ministero possono chiedere al giudice l'applicazione, nella specie e nella misura indicata, di una sanzione sostitutiva o di una pena pecuniaria, diminuita fino a un terzo, ovvero di una pena detentiva quando questa, tenuto conto delle circostanze e diminuita fino a un terzo, non supera cinque anni soli o congiunti a pena pecuniaria.
  
Dopo questa “bellissima pensata” di “ampie vedute” di Berlusconi ci sono stati altri governi: Berlusconi terzo, Prodi secondo, Berlusconi quarto, Monti, Letta e ora Renzi.
Chi ha preparato il sacco di Roma sapeva bene che con il patteggiamento la pena si sarebbe alleggerita, che magari si riduceva a meno di due anni, che non si faceva galera, che un po’ di soldi si potevano ben seppellire da qualche parte e che alla fine li potevi godere.
Ora grande scandalo, tutti indignati: Renzi parla di misure pesanti ma che non possono applicarsi all’indietro per un principio generale del diritto;  Napolitano si indigna anche lui ma ci mette in guardia dall’antipolitica; ma l’antipolitica  in fin dei conti è quella che abbiamo avuto in questi anni (almeno a fare il conto dal  16 febbraio 1987).
11/12/14 francesco zaffuto

Immagine – due mani che in patto si avviano a stringersi  ….

Patteggiamenti famosi 
Quelli del Mose di Venezia


venerdì 9 maggio 2014

L’EXPO e la bella figura

L’EXPO è una di quelle manifestazioni che si accolgono anche  per fare Bella figura
Nel 1989 a Parigi realizzarono,  in concomitanza con l’EXPO,  la Tour Eiffel;  e nella passata edizione a Milano del 1906 venne realizzato l'Acquario Civico.
Ora per il 2015, a Milano, ecco i preparativi per  fare una bella figura.
8 maggio 208 - A distanza di poco più di un mese dall'arresto di Antonio Rognoni, ex dg di Infrastrutture Lombarde,  in carcere sono finiti:   il «responsabile dell'Ufficio contratti», Angelo Paris, e con lui anche due vecchi protagonisti della stagione di Tangentopoli, l'ex esponente del Pci Primo Greganti e Gianstefano Frigerio, ex Dc e ex deputato di Forza Italia, i quali assieme all'ex senatore di Forza Italia, Luigi Grillo, avrebbero creato una «saldatura» tra imprese, cooperative e tutti gli schieramenti politici, da destra a sinistra fino alla Lega, per condizionare e assegnare appalti in cambio di tangenti. Per la notizia un link…
Quando ci dicono che le aziende estere non vogliono venire ad investire in Italia perché c’è l’articolo 18 che impedisce i licenziamenti, siamo sicuri che i motivi non siano altri? Quanto pagare in tangenti e quanto può durare un processo se si vuole ricorrere alla giustizia ….