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domenica 4 marzo 2018

Gli svizzeri non rinunciano alla TV pubblica


Gli svizzeri difendono la televisione pubblica, l’hanno detto nel referendum di oggi  che preferiscono pagare il canone al posto di lasciare tutto alle TV private.  Per una informazione non di parte si può pagare qualche soldo  - per dettagli notizia vai su
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lunedì 11 aprile 2016

17 Aprile, un SI contro la TV

Vi siete rotti le palle della TV e di tutti quelli che gestiscono la TV – andate a votare Sì al referendum sulle trivelle. Siamo all’11 aprile, a pochi giorni del referendum, e in TV  non c’è stato ancora un dibattito e una informazione dignitosa sul referendum.
Si parla continuamente delle elezioni dei sindaci che saranno svolte il 5 giugno e si tace sul referendum del 17 aprile.
Si parla continuamente del ministro dimesso Guidi e dei suoi problemi di cuore e di petrolio, ma si tace sul referendum.
Basterebbe dare una corretta informazione sul quesito, ma la TV non lo fa.
Se vince il Si ha vinto internet contro la TV. 
Se vince l’astensione ha vinto ancora una volta la TV.
Se non parla di te la TV non esisti!
Inviamo un messaggio ad amici e parenti e conoscenti: leggete il quesito del referendum.

Renzi ha stabilito per legge la concessione ad eterno delle trivelle, 
ha stabilito il contratto a tempo indefinito, non esiste per nessuna locazione, neanche per quella dei loculi dei cimiteri e lui l’ha fatto per le trivelle. 
Anche chi è a favore dello sfruttamento degli idrocarburi deve votare Sì, perché i contratti per i beni dello Stato non possono essere senza scadenza. 

mercoledì 9 marzo 2016

17 Aprile, informare è un dovere

17 Aprile, informare è un dovere
Quanti sanno che il 17 aprile in Italia ci sarà un referendum?
Quanti sanno di che tipo di referendum si tratta?
Quante trasmissioni televisive hanno informato fino ad oggi su questo referendum?
Perché si parla tanto delle elezioni amministrative di Roma e Milano che si terranno molto tempo dopo il 17 aprile e non si parla della vicina scadenza referendaria del 17 aprile?
Perché non si è stabilita una sola data per referendum ed elezioni amministrative?
Chi non ha voluto una stessa data, quando si potevano risparmiare diversi milioni di euro?
Perché non si informa quando si ha il dovere di informare?
Perché TV e giornali dedicano così poco spazio al referendum del 17 Aprile?
Un appello a tutti coloro che operano in qualche modo sui blog, su facebook, su google+ o altra piattaforma:
ROMPIAMO QUESTO SILENZIO

Il 17 aprile c’è in gioco il nostro mare, il MEDITERRANEO

mercoledì 26 febbraio 2014

Passeggiare nello spazio o a Sanremo

166 giorni nello spazio, e quasi quasi l’Italia l’aveva ignorato.  La TV aveva ignorato la sua impresa,   in tanti non lo sapevamo e  solo pochi avevano sentito parlare distrattamente su un  astronauta italiano che passeggiava nello spazio. Ci voleva la passeggiata sul palco di Sanremo con  il mezzobusto Fazio per dare un po’ di visibilità a questo LAVORATORE dello spazio.
Grazie,  Maggiore Parmitano,  per il suo lavoro e per la sua impresa; quasi quasi mi viene voglia di chiederle scusa.  Durante quei 166 giorni , con una TV che parla solo dei PRIMI,   ci siamo occupati di qualche calciatore  o di Renzi o di Salvini o di qualche altro giovane politico onnipresente nelle trasmissioni che fanno audience. La nostra epoca dell’immagine diventa sempre più fatua e si affolla delle miserie di moda al momento.
26/02/14 francesco zaffuto

Immagine  - il pianeta terra dallo spazio

mercoledì 16 ottobre 2013

Quarto o quinto potere, ma chi li paga

Quarto o quinto potere, ma, qui da noi,
 chi li paga?
Ospito qui l’intervento inserito su facebook dal mio amico psicologo Santo Messina che saluto e ringrazio
……………
Premesso che stimo Fazio per essere uno dei più bravi conduttori di tutte le tv nazionali (modesto, composto, lieve, competente..), ma devo dire che un giorno doveva venire fuori il bubbone della stratosferica differenza esistente tra ciò che guadagna un normale lavoratore o impiegato e quel che riescono a portare a casa le varie caste. 
La crisi ha favorito quella esplosione. 
Si è partiti dai compensi dei parlamentari e dai commessi del parlamento (5 -10.000 E mese) .. ma quelli, che pure sembrano incassare tanto (circa 240.000 anno), fanno la figura dei poveracci a confronto di calciatori, conduttori, comici, pupi, nani e ballerine e giornalisti e notai e affaristi vari e marchionni e direttori di banca e sconosciuti 'imprenditori' e finanzieri... Li metto tutti insieme? 
Sì cari amici. Perché, a pensarci bene, non risponde al vero che ci sono quelli che paghiamo noi tutti (pubblici dipendenti e parlamentari) e quelli che, invece, sarebbero pagati dalla pubblicità o da altro (calciatori, brunivespa, pupi ballerine e nani di raiset). 
Vi chiederei chi paga, alla fine la pubblicità, se non noi tutti quando col carrello si fa la spesa? Penso che, al di là delle varie distrazioni su parlamentari, fabifazi e berluschini, si pone, si deve porre prima poi una questione: ci può essere un limite nel differenziale tra stipendio medio e guadagni massimi in questo Paese? Si può proporre in questa Italia, nella quale non si riesce a far pagare l’IMU a quelli che possiedono come "prima casa" edifici ubicati al centro di Roma? 
Si può proporre, senza essere tacciati di comunismo di ritorno, una cosa simile? 
Penso di no, perché tanta gente, troppa, pensa che certi compensi milionari (Marchionne, Vespa, banchieri... ) sono giusti e giustificati, ben guadagnati. Salvo poi lamentarsi dello stipendio che spesso non arriva alle 1000 euro. Io li considero, specialmente in una situazione grave come quella che viviamo, semplicemente uno scandalo.
Santo Messina

immagine - Locandina del film – Quinto potere di S. Lumet – da internet

domenica 26 maggio 2013

La Gabanelli fa le pulci a Grillo e poi …

Certo l’informazione non deve risparmiare nessuno, eppure pare che ci sia una certa soddisfazione a buttare tutti nel letamaio.  Il Movimento 5 Stelle si è caratterizzato come un movimento moralizzatore in politica sulle questioni: superstipendi ai parlamentari e rimborsi elettorali, allora non sembra l’ora di poterlo beccare proprio sui soldi.  
 Nel suo servizio Report  è andato chiedere dei rendiconti su come il Movimento ha destinato i fondi raccolti tra gli stessi associati, che, diciamola fuori dei denti, sono “cazzi loro” visto che non si tratta di fondi  pubblici.
 Ma siccome il Movimento,  per bocca del suo Leader,  aveva promesso delle donazioni,   Report chiede conto delle donazioni, come a dire: “perché non hai fatto la carità che hai promesso?”. Una domanda che di solito non fa neanche il prete in confessionale,  ma Report si sente di farla;  e poiché non riceve la risposta immediata ed adeguata ecco comincia a sorgere il dubbio sulla candida veste del  Movimento. Un po’ come dire: son come tutti.  
Ed  ecco che prontamente  il 22 maggio Grillo si precipita a Mirandola con 420 mila euro di donazione per i terremotati e li consegna al sindaco Maino Benatti. Ovviamente nell’occasione  Grillo attacca la Gabanelli (direttrice di Report), persona che pochi giorni fa era la candidata 5 stelle in pole position  per il Quirinale.
 Mi chiedo: ma è così necessario affondare il M5 stelle sulla questione soldi e farlo apparire come tutti? Fatto sta che fino ad ora sui soldi pubblici non è come tutti: ha rinunciato a diversi milioni di rimborso che in base alle leggi gli spettavano  per le elezioni in Sicilia e per quelle Nazionali e tiene a stecchetto i suoi deputati. Non si può dire che ciò sia cosa di poco conto visto tutti gli altri partiti anche se a “buon  diritto”  prendono tutto.
 Grillo ha ben altre responsabilità su cui dar conto e sono di tipo politico e strategico;  se avesse operato in modo diverso forse non ci sarebbe stato Letta al Governo con Berlusconi e Napolitano starebbe a godersi la sua pensione. Su questo occorre fare ragionare Grillo e il M5S e non su una fattura sull’ultimo comizio, che tra l’altro gli avranno organizzato probabilmente gratis i suoi fans.
26/05/12 francesco zaffuto
aggiungo il link del servizio di Report su youtube

Immagine fuori testo – L’indimenticabile Peter Sellers nella Pantera Rosa

venerdì 11 gennaio 2013

la TV e la faccia di tolla


Faccia di tolla, persona sfrontata e impudente, capace di sostenere le proprie azioni a parole e con ardimento, anche servendosi delle bugie. 
Per tolla si può intendere: latta, banda stagnata.
In milanese c’è un detto che dice: var pussee la tòlla de l'òr (che significa, vale più la latta dell’oro). http://www.scienafregia.it/modididire/?ID=141
 Faccia di tolla è abbastanza simile alla faccia di bronzo, ma faccia di tolla è più forte nel suo significato;  il bronzo in qualche modo esprime durezza e una qualche preziosità, la tolla è malleabile, può diventare lucida ed è meno preziosa del bronzo.
 La TV che per sua natura mette in evidenza:  la mimica del volto con i suoi primi piani, l’immediatezza della risposta, l’ostentata sicurezza, è lo strumento migliore dove si possono esprimere le facce di tolla. La parola, il ragionamento, la verità, la logicità, vengono tutte superate dalle impressioni rapide e la faccia di tolla riesce ad avere il sopravvento. Chi vuole acquisire un buon margine di credito politico attraverso la TV non solo deve avere la faccia di tolla, ma deve essere sostenuto da molte facce di tolla.
11/01/13 francesco zaffuto
Immagine - Data la particolare duttilità della faccia di tolla e dello strumento TV non si propongono immagini fisse; per qualche riferimento alla contemporaneità video vai a questo link