Visualizzazione post con etichetta salutiamoci. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta salutiamoci. Mostra tutti i post

27 marzo 2014

Stufato di Quinoa per Salutiamoci


English recipe here


Una ricetta peruviana a base di quinoa, di cui questo paese è il maggior produttore mondiale.
E la quinoa è l'ingrediente di questo mese di Salutiamoci, ospitato da Daria di Gocce d'Aria.

La quinoa (chenopodium quinoa), già venerata dagli Inca come pianta sacra, viene coltivata da oltre 5.000 anni sugli altipiani petrosi delle Ande tra i 3.800 e 4.200 m. Appartiene alla famiglia delle chenopodiacee, la stessa di spinaci e barbabietola. Viene considerata erroneamente un cereale, ma non lo è realmente, se non per una specie particolare. In natura ne esistono oltre 200 varietà.
È una pianta resistente che non richiede particolari trattamenti. Produce una spiga di semi rotondi simili a quelli del miglio. I suoi semi contengono più proteine di qualunque altro grano e sono proteine di qualità molto alta perché complete. Fornisce inoltre amido, zuccheri, oli, fibre, minerali e vitamine. Le sue foglie sono molto nutrienti e vengono mangiate cotte o crude in insalata.
È l’alimento base delle popolazioni andine e non contiene glutine. È un alimento facile da digerire, semplice da preparare e può essere usato tranquillamente come sostituto di tutte le granaglie in ogni ricetta. Se ne produce anche farina e pasta.
Una volta raccolta viene controllata e privata di eventuali impurità. Viene poi lavata in acqua per eliminare la saponina, sostanza lievemente amara contenuta nella pianta. Viene infine essiccata tramite “secadores” solari e confezionata in scatole per la vendita.
Il 2013 è stato dichiarato, da parte dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Anno Internazionale della Quinoa (IYQ), come riconoscimento per i popoli indigeni andini, che hanno mantenuto, controllato, protetto e conservato la quinoa come cibo per le generazioni presenti e future attraverso la conoscenza e le pratiche del vivere in armonia con la natura.

Ecco, io mi chiedo se sia giusto globalizzare  e commercializzare così notevolmente questo prodotto nei nostri paesi, dove già l'offerta di altre granaglie è cospicua e consistente, spesso ad un prezzo anche esagerato, a discapito, magari, di una minore presenza nei suoi luoghi d'origine.


quinoa stufata



Ingredienti:

75 g di quinoa
240 ml d’acqua
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 grossa cipolla affettata finemente
1 spicchio d’aglio
1 gambo di sedano affettato
1 carota affettata
1 peperone tagliato in pezzi da 2,5 cm *
2 zucchine affettate *
3 pomodori freschi pelati e a pezzi
(oppure homemade  quando non in stagione)
240 ml di brodo vegetale
2 cucchiaini di cumino macinato
mezzo cucchiaino di peperoncino in polvere
1 cucchiaino di coriandolo macinato
un pizzico di pepe di Cayenna
1 cucchiaino di origano secco
sale


* zucchine e peperoni, quando non in stagione, si possono sostituire con altrettante verdure stagionali: carciofi, finocchi, cavolfiore, broccoletti, radicchio trevigiano, asparagi.

Lavare bene la quinoa (altrimenti le resta un retrogusto amarognolo) e metterla in una pentola media insieme all’acqua, portare ad ebollizione, quindi ridurre il fuoco, coprire la casseruola e lasciare sobbollire per 15 minuti, sarà pronta come appare nelle foto, poi mettere da parte.


 quinoa


Ho cotto tutte le verdure nel wok. Soffriggere le cipolle e l’aglio a fuoco medio per 5 minuti mescolando costantemente.
Aggiungere il sedano e le carote, mescolare bene e cuocere altri 5 minuti, mescolando frequentemente.
Aggiungere poi il peperone, le zucchine, i pomodori, il brodo e tutte le spezie. Mescolare bene, coprire e lasciare sobbollire per 10/15 minuti fino a quando la verdura risulta tenera.
Infine, incorporare la quinoa alla verdura, aggiustare di sale e servire immediatamente.


quinoa stufata 




29 gennaio 2014

Ricette agrumose per Salutiamoci



Ultimi giorni agrumosi e supervitaminici per la prima raccolta dell'anno nuovo di Salutiamoci.
Pare sia arrivato il vero primo freddo e una buona dose di vitamina C aiuterà a rinforzare le difese.
Le arance ne contengono un'alta percentuale, ne bastano due al giorno per apportare al proprio organismo il fabbisogno necessario. Sono quindi la migliore difesa contro i malanni della stagione fredda. Migliorano l'elasticità della pelle e dei vasi sanguigni. Contengono esperidina e antocianine che svolgono una potente azione antinfiammatoria. Per ottenerne i massimi benefici non bisogna eliminare del tutto la parte bianca e spugnosa sotto la buccia (albedo). Esso infatti contiene fibre, le pectine, che sono in grado di ostacolare l'assorbimento del colesterolo. Inoltre questo tessuto è ricco di vitamina P (rutina) che favorisce l'assimilazione completa della vitamina C.
E l'arancia è anche il mio agrume preferito, seguito poi dal più esotico lime.

E da parecchi mesi seguo le indicazioni di un'amica naturopata e inizio la giornata con una bevanda semplicissima ma molto efficace, che agisce quasi come una doccia interna riequilibrante e tonificante per il nostro organismo, utilizzando uno degli agrumi più usati in cucina, il limone: una bella tazza di acqua calda con il succo di mezzo frutto, tutte le mattine a digiuno appena svegli. Poi si può proseguire con la colazione dopo almeno 15 minuti, in modo da lasciare che la bevanda miracolosa attraversi lo stomaco ed inizi  far il suo cammino purificante.
Per saperne di più sui benefici apportati al nostro organismo leggere qui e qui.





faraona alle spezie e arancia-whb269


una faraona a pezzi
olio extravergine di oliva
sale marino integrale
pepe macinato fresco
(a dire il vero poco poco sale, sono le spezie che insaporiscono)
il succo di un'arancia
qualche fettina di arancia
un rametto di rosmarino
un cucchiaino da tè di spezie varie: 
coriandolo in polvere, curry leggero, fenugreek,
paprika dolce, curcuma
una cocotte

- Mettere mezzo bicchiere scarso di olio nella pentola, adagiare i pezzi della faraona e cospargerli con una bella macinata di pepe fresco e pochissimo sale.
- In una ciotolina amalgamare le spezie e distribuire il composto sulla faraona, aggiungere il rametto di rosmarino spezzato e le fettine di arancia.
- Cuocere a 200° per circa 20 minuti quindi irrorare con il succo di arancia. Proseguire la cottura per altri 15/20 minuti, scoperchiando gli ultimi minuti per asciugare un pochino il sugo se necessario. Il colore giallo intenso del sugo è dato dalla curcuma, se non piace si può eliminare.




Il Ceviche o Seviche è un piatto molto popolare nei paesi del centro/sud America che si affacciano sull'Oceano Pacifico. Principalmente si fa con il pesce e/o crostacei, ed è una cottura a freddo (marinatura) del pesce, solitamente in succo di limone o lime a cui vanno aggiunte spezie e verdure diverse a seconda della regione. D'obbligo un pesce freschissimo e possibilmente non di allevamento.


ceviche o seviche


Per 4 persone:

800 g di corvina o altro pesce bianco
(per me un'ombrina e degli scampi)
2 cipolle piccole tritate
1 tazza di succo di limone
il succo di un lime
1 cucchiaino di sale marino integrale
1 peperoncino piccante (senza semi) a fettine
(l'habanero sarebbe quello più indicato)
un paio di cucchiai di vino bianco secco
2 cucchiai di olio extravergine di oliva


Sfilettare il pesce, togliere la pelle (in pescheria lo fanno per noi!), tagliarlo a pezzetti e metterli in una ciotola di vetro o di porcellana. Aggiungere il resto degli ingredienti, mescolando bene. Mettere in frigo a marinare per almeno 24 ore prima di servire. Aggiustare il sale e servire su un letto di lattuga con crackers salati.





 


un salmone
foglie di alloro
sale marino integrale
pepe macinato fresco
olio extravergine di oliva
succo di arancia
un goccio di vino bianco
fette di limone e di arancia

- Squamare e lavare il salmone (era già ben spanciato in partenza) e togliere le branchie.
- Foderare bene una teglia con l'alluminio, spargere le foglie di alloro lungo la diagonale dove si distenderà il salmone e versare un filo di olio sopra, cospargere di fleur de sel.
- Adagiare il salmone, mettere delle fette di limone e di arancia dentro alla pancia del pesce insieme ad altre foglie di alloro, salare e pepare l'interno e l'esterno. Aggiungere altre fette di agrumi intorno al pesce, facendole anche aderire al corpo.
- Ancora un filo di olio sopra, un goccio di vino bianco e la spremuta di arancia fresca. Coprire il tutto con alluminio e infornare a 200° per circa un'ora e mezza, scoprendo la stagnola nell'ultima mezzora. - Se dovesse asciugare troppo (ma il salmone è abbastanza grasso da emanare lui stesso liquido in cottura) bagnare con altro vino o succo, oppure con un'emulsione di acqua e olio.





 insalata finocchi e arance


2 finocchi
3 o 4 arance, meglio se rosse
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
il succo di 2 limoni bio
sale marino integrale
pepe macinato fresco
scaglie di lievito naturale
(oppure qualche semino a piacere: sesamo, lino, girasole)

* oppure un paio di cucchiai di aceto di mele


- Pulire i finocchi e affettarli finemente.
- Pulire le arance al vivo ed affettarle.
- Emulsionare in una ciotolina l'olio, il succo di limone, sale e pepe nero macinato fresco.
- Condire l'insalata, aggiustare di sale e pepe e guarnire con le scaglie di lievito o i semini.



Per finire, un paio di ricette da riproporre quando la bella stagione porterà i nuovi e freschi ingredienti utilizzati.







Per 6/8 persone:

4 dl. di succo di pesca non zuccherato
4 dl. di spremuta di arance
il succo di 2 lime
4 pesche nettarine
200 g. di ciliegie
200 g. di frutti rossi a piacere
15 foglie di basilico


In una coppa riunire la frutta (le pesche tagliate a fettine) e i succhi, mescolare bene, profumare col basilico spezzettato a mano. Lasciare riposare in frigo per almeno un'ora prima di servire.







Per 4 persone:

4 pomodori, meglio se cuore di bue, più polposi e meno acquosi
400 g di carpaccio di spada
un cucchiaio di capperi sotto sale
menta e nepitella
un limone non trattato
un lime
un peperoncino piccante
olio extravergine di oliva
sale marino integrale

- Lasciare i capperi in ammollo in acqua leggermente tiepida, poi sciacquare e strizzare delicatamente.
- Fare la marinata per lo spada: in una ciotola riunire i capperi tritati grossolanamente, le foglie di menta e nepitella spezzettate, il succo del limone e del lime, il peperoncino sbriciolato e 4/5 cucchiai di olio. Mettere le fettine di spada a marinare, coprire con pellicola e trasferire in frigo per un'oretta. Se le fettine sono state tagliate a mano, eliminare il bordo nero della pelle, e schiacciarle lievemente con le mani o col batticarne tra due fogli di pellicola per assottigliarle.
- Nel frattempo tagliare i pomodori a fette, salarli e metterli a sgocciolare su carta scottex.
- Comporre le torrette alternando le fette di pomodoro con lo spada marinato. Disporle in una teglia rivestita di carta forno, condire con la marinata rimasta e un filo di olio a crudo e passare in forno caldo a 220° per circa 15minuti.
Un consiglio: per maneggiare meglio il trasbordo dalla teglia al piatto e per evitare che le torrette crollino in cottura, infilzare uno spiedino di legno al centro prima di infornare.



31 dicembre 2013

Ultimi cavoli a merenda per Salutiamoci


Ultime ricette cavolose per la raccolta dicembrina di Salutiamoci, che termina proprio stasera.



Quiche di verze - Kapsa Pirukas


Una torta salata russa, estone per la precisione, con una pasta brisée molto leggera, preferendo ricotta e olio extravergine: rimane anche più croccantella al morso, il che non guasta.
Si può fare una torta unica, o dividere l'impasto in stampi monoporzione, con un'insalata ed un formaggio fresco morbido può diventare un pranzo completo.



kapsa pirukas-quiche alle verze-cabbage tart


Per una torta grande o 8 piccole:


Pasta Brisée:

200 g di farina 0
70 g di ricotta fresca vaccina
30 g di olio extravergine di oliva
50 g di acqua fredda

Impastare velocemente tutti gli ingredienti insieme, formare una palla, avvolgere nella pellicola e mettere in frigo a riposare per un'ora (si può eventualmente fare anche il giorno prima).


Ripieno:

una verza
scalogno/cipolla/porro
olio extravergine di oliva
sale marino integrale/pepe
3 uova sode a fettine


 kapsa pirukas-quiche alle verze-cabbage tart


Tritare finemente lo scalogno o la cipolla o il porro o un misto dei tre e fare un leggero soffritto, allungandolo con un goccio di acqua per stufare le verdure.
Nel frattempo pulire la verza e tagliarla a striscioline. Aggiungerla al soffritto, dare una bella mescolata, salare leggermente ed unire un mestolo di brodo vegetale o fatto col dado homemade.
Coprire e portare a cottura a fiamma bassa, togliendo il coperchio alla fine e facendo ritirare ogni residuo di liquidi a fiamma vivace. Far raffreddare.
Rivestire una teglia da forno con carta forno (se si usano stampi antiaderenti basterà ungerli con una goccia di olio). D
Dividere la pasta a metà, tenendo una parte leggermente più grande.
Col matterello stendere le due sfoglie, la più grande che ricopra la teglia e i bordi della teglia.
Versare le verze e disporre le fettine di uova. Ricoprire con la seconda sfoglia, sigillare bene i bordi aiutandosi anche con i rebbi di una forchetta. Praticare dei piccoli fori in superficie e decorare con gli avanzi della sfoglia a piacere. Pennellare con olio o uovo sbattuto, eventualmente ricoprire di semini.
Infornare a 180° per circa 25 minuti (qualcosa meno per le tortine singole), finchè ben dorata.


 Giardiniera di verdure sott'olio


Da fare a fine estate, quando ancora si trovano tante belle verdure estive da conservare e poi gustare nelle bigie giornate invernali, portando così in tavola ancora sapori e profumi della bella stagione andata.



giardiniera sott'olio



Verdure miste
(quando in stagione)

peperone rosso o giallo
cavolfiore
sedano
fagiolini
carote
zucchine
qualche foglia di alloro
qualche rametto di timo fresco
semi di coriandolo
grani di pepe
700 g di aceto di mele
olio extravergine di oliva


- Mettere l'aceto in una casseruola con mezzo bicchiere di acqua, un cucchiaino di sale e gli aromi e portare a bollore per qualche minuto.
- Nel frattempo pulire le verdure e tagliarle a pezzi.
- Tuffare le verdure una varietà alla volta nell'aceto aromatizzato, prima le verdure più chiare e meno saporite. Far bollire le verdure pochissimo, un paio di minuti o poco più (dipende anche dalla grandezza dei pezzi), a me piacciono che restino belle sode.
- Scolare le verdure con un mestolo forato e disporle su un canovaccio pulito ad asciugare. 
 - Sbucciare e tagliare a fette spesse le pesche (ma se piace si può lasciare la buccia). 
- Trasferire verdure e pesche in vasi ben puliti ed asciutti, cercando di sistemarle ben strette ma senza schiacciarle, aggiungere ancora qualche foglia aromatica, qualche seme di coriandolo e qualche grano di pepe, coprire con l'olio e battere i vasi delicatamente sul piano di lavoro per eliminare eventuali bolle di aria.
- Aspettare un paio di ore che l'olio penetri bene nelle fessure tra le verdure, rabboccare se necessario con dell'altro olio, chiudere con i tappi.
- Sterilizzare i vasi per circa 15 minuti da inizio bollore, scolarli e lasciarli raffreddare.
- Conservare poi al buio in luogo fresco ed asciutto.



Insalata di cavolo cappuccio


Un contorno semplicissimo, che mi piace molto e che nelle nostre regioni Altoatesine non manca mai nei ristoranti e nei buffet degli alberghi, è un classico evergreen!
Ingrediente essenziale è il cumino, che gli da quel particolare sapore inconfondibile.
 


Ingredienti:

cavolo cappuccio, bianco o rosso
olio extravergine di oliva
aceto di mele
semi di cumino tedesco
sale marino integrale/pepe



Togliere le foglie esterne del cavolo e il torsolo interno. Affettarlo molto finemente, meglio con affettatrice.
Fare un'emulsione con olio, sale, pepe e aceto, aggiungere i semi di cumino e condire il cavolo.
Lasciare riposare almeno un paio di ore prima di servire in modo che si amalgamino bene i sapori e il cavolo rilasci un po' del suo umore formando un bel sughino morbido.
Si può usare sia cavolo bianco che rosso.



Il Cavolo Navone per Salutiamoci

 
Una sorpresa per me, che non ne avevo mai visti prima, un regalo inaspettato molto gradito ed apprezzato.
E' un tipo di rapa primaverile o autunnale, molto usata un tempo come foraggio per animali, proveniente dai paesi Anglosassoni.
Si sviluppa a pelo di terreno, con forme diverse e particolari a seconda della varietà. Viene classificato come "Brassica napus" (come famiglia di appartenenza, ma non è la colza) o anche "Rutabaga" (cavolo svedese).
Può essere consumato cotto: come purè, lessato o stufato al forno e condito con olio extraveergine di oliva, mescolato ad altri ortaggi, in agrodolce, fritto come chips, o anche crudo in insalata.




cavolo navone




Chips di cavolo navone


chips di cavolo navone



Pelare il cavolo, affettarlo finemente con una mandolina e friggere le fettine in olio extravervgine di oliva. Buonissime, anche i bambini le mangeranno, non saprei descrivere il sapore che "vagamente" (... ma molto ...) può ricondursi al cavolo.


Cavolo navone al gratin


cavolo navone gratin


Pelare il cavolo, tagliarlo a bastoncini della grandezza di un mignolo, lessarli in acqua leggermente salata per 5/8 minuti. Scolarli, adagiarli in una pirofila, salare con sale integrale e cospargere di pane grattugiato (meglio se integrale e a lievitazione naturale) e fiocchi di lievito (volendo anche qualche frutta secca tritata), versare un filo di olio extravergine di oliva e infornare a 180° per circa 20/30 minuti finchè ben dorato e croccante.



Puré di cavolo navone


Semplice e veloce: tagliare il cavolo a spicchi, avvvolgerli in alluminio e cuocere in forno a 180° finchè si ammorbidiscono. Raschiare la polpa, schiacciarla bene con la forchetta e condire con olio extravergine di oliva, sale e noce moscata.




 Cavolo navone in agrodolce


cavolo navone in agrodolce


Pelare il cavolo, tagliarlo a bastoncini della grandezza di un mignolo e saltarli velocemente in olio extravergine di oliva, meglio se nel wok. Salare con sale integrale e cuocere coperto per 5/8 minuti. Aggiungere le mele a fettine e l'uvetta (uso la jumbo), far amalgamare i sapori per un paio di minuti, aggiungere un pochino di aceto di mele e un cucchiaio di succo di mela (usando quello concentrato il colore del cavolo diventerà più ambrato). Mescolare bene e lasciar evaporare l'aceto qualche istante, il navone in agrodolce è pronto! Se occorre, aggiungere un filo di olio extravergine di oliva a crudo.




  Queste ricette partecipano alla raccolta dicembrina di Salutiamoci.

30 dicembre 2013

Cavoli a merenda per Salutiamoci


Qualche ricetta zupposa e cavolosa per la raccolta dicembrina di Salutiamoci, che terminerà domani.


Zuppa di cavolo rosso


Deliziosa e facilissima da fare, al contrario, forse, del suo colore poco invitante, se non inquietante per certi versi ...  ma per me fascinoso e molto trendy, così viola, cupo e intenso!


 zuppa cavolo rosso


 Per 6/8 persone:

un chilo di cavolo cappuccio rosso
una mela
una cipolla
brodo vegetale o fatto con dado homemade
2 foglie di alloro
2 cucchiai di fecola, facoltativi


- Tagliare cipolla, mela (con buccia) e cavolo a fettine.
- Lasciare da parte qualche fettina di cavolo e mettere un paio di fettine di mela in forno o su una padella antiaderente a essiccare per la guarnizione (io ho dimenticato la mela).
- Mettere cipolla, mela e cavolo in una casseruola capiente, unire l'alloro e coprire col brodo vegetale. Cuocere a fuoco medio/basso per circa un'ora, un'ora e mezza.
- Frullare la minestra (avendo l'accortezza di levare le foglie di alloro) fino ad ottenere una crema omogenea, aggiustare di sale (se piace si può aggiungere un pizzico di peperoncino).
- Se si vuole aumentare la cremosità della zuppa sciogliere la fecola in mezzo bicchiere di acqua ed aggiungerla alla minestra, facendola cuocere ancora 5/8 minuti (non l'ho fatto, mi sembrava a posto così).
- Servire la zuppa nelle scodelle guarnendola con le fettine di mela e di cavolo. Una grattatina di pepe bianco macinato fresco ci calza a pennello.





Zuppa di cavolfiore e patate


Una zuppa facile e semplice dove protagonista è una varietà marchigiana di cavolfiore,  il cavolfiore di Fano.  Viene piantato a tarda estate (agosto-settembre) e raccolto tra gennaio e febbraio. Ha colore bianco candido ed è caratterizzato da cimette ben sviluppate e sode.

 zuppa cavolfiore patate
Per 4 persone:
1 piccolo Cavolfiore di Fano 
800 g di patate farinose
1 porro  
2 spicchi di aglio, facoltativi 
300 g di latte di avena
pane casereccio *
erba cipollina o prezzemolo per guarnire
olio extravergine di oliva
qualche foglia di salvia fresca
* va benissimo quello vecchio avanzato


- Sbucciare, lavare ed affettare il porro finemente e farlo appassire in una casseruola (meglio se antiaderente) in un paio di cucchiai di olio con uno spicchio di aglio sbucciato e schiacciato.
- Nel frattempo lavare e dividere il cavolfiore in cimette, sbucciare le patate e tagliarle a cubetti.
- Aggiungere le verdure al soffritto, far insaporire e poi coprire a filo con acqua fredda. Portare a ebollizione, salare (o aggiungere il dado homemade) e lasciare sobbollire, con coperchio e a fuoco basso, per una mezzoretta, le verdure dovranno risultare tenerissime.
- Lasciare intiepidire e frullare con un minipimer. 
- Aggiungere quindi il latte vegetale, riportare a bollore e cuocere a fiamma bassa (e meglio se con uno spargifiamma perchè tenderà ad attaccarsi sul fondo ) per altri 10 minuti.
- Tagliare il pane a tocchetti e tostarlo in padella o sotto al grill, facendolo rosolare con un paio di cucchiai di olio, qualche foglia di salvia e uno spicchio di aglio tritato. Si può aggiungere del gomasio o del lievito in scaglie per insaporirlo di più.
- Servire la zuppa ben calda con i crostini di pane e una spolverata di erba cipollina o prezzemolo tritati.





 La ribollita toscana


Una delle mie zuppe preferite, una ricetta che sa di casa e sapori antichi.

 la signora ribollita


Ingredienti:

cipolla, sedano e carota per il soffritto
fagioli secchi cannellini o borlotti
olio extravergine di oliva
verza, cavolo cappuccio, cavolo nero
carote, sedano, bietole, patate,
zucchine (quando in stagione)
sale/pepe o dado homemade
peperoncino, se piace
finocchio selvatico, se piace
pane toscano raffermo

Mettere a bagno i fagioli per una notte, se si usano quelli secchi.
L'indomani eliminare quelli risaliti in superficie, risciacquarli e cuocerli in pentola a pressione per circa 15 minuti dal fischio in abbondante acqua, con un rametto di rosmarino e uno di salvia legati insieme (cuocendoli in pentola normale il tempo di cottura si allunga a un'ora, un'ora e mezza).
Non buttare questa acqua che servirà per cuocere la zuppa.
Far rosolare cipolla, sedano e carota tritati finemente per il soffritto.
Aggiungere tutte le vedure mondate e tagliate, iniziando da verze e cavoli, una per volta, far appassire, allungare quindi con l'acqua di cottura dei fagioli. Tritare 2/3 dei fagioli lessati e aggiungerli alla zuppa, il resto dei fagioli interi andrà aggiunto a cottura quasi ultimata.
Salare e pepare (o insaporire col dado homemade), eventualmente aggiungere il peperoncino/finocchio selvatico a piacere.
Portare a cottura le verdure, in pentola a pressione cuocere 30 minuti dal fischio.
E' meglio se fatta il giorno prima, così le verdure riposano e i sapori si amalgamano bene.
Mezzora prima di servire disporre nella zuppiera uno strato di zuppa ben calda, uno di pane a fette tagliate molto sottili, un altro di zuppa, un altro di pane e finire con la zuppa e lasciare riposare coperta una decina/quindicina di minuti prima di servire.



30 novembre 2013

Ricette lenticchiose per Salutiamoci


Qualche ricetta lenticchiosa per la raccolta novembrina di Salutiamoci, che termina oggi.





Il Prívarok è un piatto tipico, una preparazione che assomiglia ad una zuppa ma di più densa consistenza. Può avere molti gusti, a seconda della scelta della verdura utilizzata: zucca, lenticchie, fagioli, patate, o altro. È molto facile da preparare e oltremodo veloce.
Può diventare anche piatto unico per un pranzo/cena leggeri.


šošovicový prívarok-lentil prívarok

Per 2 persone:

150 g di lenticchie *
un paio di foglie di alloro
pepe nero
olio extravergine di oliva
un pezzetto di sedano
un pezzetto di carota
mezzo bicchiere di latte d'avena
un cucchiaio di succo di mele concentrato
sale
un cucchiaio di farina 0
un paio di cucchiai di aceto di mele

* uso un mix di lenticchie bio piccole arancioni e verdi chiamato lenticchiata di Naturasì


Cuocere le lenticchie con la foglia di alloro, il sedano e la carota sminuzzati finemente, una grattatina di pepe e un pizzico di sale finchè diventano tenere, circa 20/30 minuti.
In una ciotolina mescolare l'olio, farina e e il latte; quando ben amalgamato aggiungere la salsina ottenuta alle lenticchie e cuocere qualche minuto a fiamma bassa finchè la preparazione tenderà ad addensare.
Aggiungere il succo di mele e l'aceto per ottenere il gusto agrodolce. 
Solitamente si serve con uovo fritto e pane.






Ingredienti comuni, ricetta facile, ma il pizzico di curry e curcuma fa la differenza.
Inoltre, mai scartare la buccia zucca, affettata finemente si può mettere nella minestra, è commestibile, e con gusto!
Nel caso sia già cotto perchè si è utilizzata solo la polpa della zucca, non scartare neanche quella, si può mettere nel mix di verdure per il dado fatto in casa.
Come tutte le zuppe, col riposo ci guadagna, se possibile meglio farla il giorno prima.


 zuppa lenticchie zucca curry



Per 4 persone: 

una carota 
una gamba di sedano 
un porro 
una fetta di zucca 
2 pugni di lenticchie piccole 
(le mie erano verdi e rosse) 
brodo vegetale o fatto con dado homemade
olio extravergine di oliva 
sale 
curry e curcuma 


- Tritare finemente sedano, carota e porro e soffriggere legermente in una casseruola con un po' olio.
- Aggiungere le lenticchie, far insaporire e poi unire anche la zucca a dadini (avevo avanzato della buccia dalla fetta usata per il risotto e tritato finemente pure quella).
- Coprire con brodo, mettere il coperchio e lasciare cuocere lentamente un paio di ore, aggiungendo ancora brodo se necessario.
- Dieci minuti prima della fine cottura insaporire con un pizzico di curry e curcuma, a proprio gusto.



Anche un paio di ricette primaverili ed estive, quando le zucchine saranno di stagione.




Una sorpresa per me sono state le lenticchie beluga, viste sul banco del Naturasì e comprate al volo: piccole, nere, lucide, dal nome così altisonante, e preziose come il caviale lo sono davvero per il loro basso contenuto di grassi e l’alto contenuto di proteine e fibre.
Un mix vincente se abbinate all'avena e al miglio, essendo questi due cereali i più proteici e nutrienti della categoria.



 zucchini with millet & oat


Per 6 zucchine:

un porro, tagliato fine
una carota grande, a cubetti
una fetta di zucca, a cubetti
olio extravergine di oliva
sale (rosa himalaya)
100 g di lenticchie beluga *
130 g di miglio
130 g di avena
brodo vegetale o dado homemade
curry
curcuma
uno scalogno, affettato

* lessate 15 minuti in acqua e una foglia di alloro, poi scolate


- Preparare il miglio: basta lavare accuratamente sotto l'acqua, l'acqua dovrà rimanere limpida e trasparente. Si può tostare per pochi minuti in una padella, quindi unire due parti di acqua e un pizzico di sale. Portare a bollore e cuocere a fuoco lento per 20/30 minuti, fino ad assorbimento dell'acqua (se necessario aggiungerne ancora un goccio). A cottura ultimata sgranare con una forchetta.
- Bollire l'avena in acqua fino a cottura e scolare.
- Tagliare la calotta alle zucchine e svuotarle delicatamente con uno scavino.
- In una padella soffriggere leggermente il porro in un filo di olio, aggiungere la carota, la zucca e due terzi della polpa delle zucchine tagliata a cubetti. Rosolare 5 minuti a fiamma media, salare.
- Unire il miglio, l'avena e le lenticchie alle verdure e mescolare bene.
- Sistemare le zucchine in una pirofila e riempirle con il composto. Irrorare con un filo di olio. Aggiungere due dita di brodo (o acqua e dado homemade) sul fondo della pirofila ed infornare a 180/200° per 45/50 minuti.
- A metà cottura bagnare le zucchine con il sugo, se si colorano troppo coprire con stagnola.
- Per la salsa di accompagnamento: mettere il terzo di polpa delle zucchine avanzato e lo scalogno nella padella usata per le verdure, aggiungere un mestolo di brodo e cuocere 10/15 minuti. Insaporire con curry e curcuma e frullare. Aggiustare di sale se occorre.
- Servire ogni zucchina con un paio di cucchiai di salsa e guarnire con qualche lenticchia beluga.





Una bella crema calda ristora sempre alla grande, un comfort food ineguagliabile.
Deliziosa l'accoppiata cremosa delle lenticchie con il sapore speziato del curry, la dolcezza delle zucchine e la croccantezza delle noci. Provare per credere!




Ingredienti per 4 persone:

200 g di lenticchie rosse
2/3 cucchiaini di curry
brodo di verdure
mezza cipolla
uno scalogno
olio extravergine di oliva
2 zucchine
10/13 gherigli di noce
mezzo bicchiere di latte d'avena
sale/pepe
qualche rametto di timo

Tritare finemente cipolla e scalogno e farli rosolare in un pochino di olio insieme alle foglioline di timo. Aggiungere il curry, farlo tostare un attimo, quindi aggiungere le lenticchie, rosolarle qualche secondo, coprirle di brodo e lasciare cuocere a fiamma bassa per 15/20 minuti.
Nel frattempo, tagliare la zucchina a dadini e rosolarla bene in una padellina con un goccio di olio. Tostare 10 minuti in forno a 200° i gherigli di noce.
Aggiungere il latte alle lenticchie, lasciando sobollire un paio di minuti, poi passare tutto al mixer, aggiustare di sale e pepe e servire con qualche dado di zucchina e qualche gheriglio di noce tritato.

29 settembre 2013

Barrette energetiche di muesli, cioccolato e nocciole - Choco Muesli Energetic Bars


E' iniziato l'autunno, stagione di passaggio verso il lungo inverno, ma anche di ripresa di tutte le attività semi dimenticate con le vacanze estive: scuola, lavoro a pieno ritmo, palestra (o chi ne fa le veci :-), corsi amatoriali, hobby preferiti, ... insomma, si rientra in riga e si ri-inizia a trottare alacremente.
E ci serve energia, pronta e immediata, che non appesantisca e soprattutto che sia salutare al 100%!
Sto leggendo Verso la scelta vegetariana di Umberto Veronesi e Mario Pappagallo, di cui riporto la presentazione:

Oggi l'alimentazione vegetariana è una scelta che tutti dovrebbero considerare, un cambiamento in primo luogo per la propria salute, ma anche per la difesa del nostro pianeta e per evitare le sofferenze cui vengono sottoposti molti animali. Partendo dalla sua esperienza di vita e dalle sue ricerche di oncologo di grandissima fama, Umberto Veronesi espone in questo libro le ragioni legate all'etica, alla sostenibilità e alla salute per cui dovremmo diventare vegetariani. Mario Pappagallo spiega le basi scientifiche secondo le quali una buona alimentazione è fondamentale per vivere in salute, al punto che il cibo diventa un elemento essenziale per la prevenzione di numerose malattie, tra cui anche molti tipi di tumore. Nella seconda parte del libro Carla Marchetti propone oltre 200 ricette, originali e facili da realizzare, per chi è già vegetariano e per chi vuole avvicinarsi alla scelta vegetariana senza rinunciare al piacere del gusto. I proventi del professor Veronesi derivanti dalla vendita di questo libro verranno devoluti ai progetti di sostegno dei giovani ricercatori della Fondazione Umberto Veronesi, il cui intento è quello di sostenere la ricerca scientifica e promuoverne la divulgazione affinché i risultati della scienza diventino patrimonio di tutti.

Anche se la mia scelta non è ancora totalmente evoluta, mi piace informarmi, provare nuove sensazioni e cercare di adeguare qualche cambiamento cibario verso un'alimentazione più consapevole.
Con la ricetta gli autori spiegano perchè imparare ad usare i fiocchi di cereali: l'organismo umano non può assimilare i componenti dei cereali crudi. Però se questi vengono precotti a temperature non eccessive e poi schiacciati tra due rulli si ottengono i fiocchi, ricchi di nutrienti e facilmente digeribili. Sempre meglio preferire i cereali integrali.
I fiocchi di riso sono leggeri, adatti ad anziani e bambini, quelli di orzo e avena sono morbidi e saporiti.


barrette muesli cioccolato



Ingredienti:

400 g di fiocchi di cereali
50 g di nocciole
50 g di pistacchi
60 g tra semi di girasole e sesamo
70 g di uvetta
80 g di cioccclato fondente 70%, spezzettato finemente
150/200 g di malto d'orzo

- Tostare i fiocchi di cereali in una padella, meglio se in acciaio e con fondo spesso, per circa 5 minuti, rigirandoli spesso. Travasare in una ciotola capiente e lasciarli raffreddare.
- Tostare per pochi minuti, nella stessa padella ma un frutto per volta, le nnocciole, i pistacchi e i semi, tutti tritati grossolanamente. Fare raffreddare.
- Unire la frutta secca e i semi con i fiocchi di cereali, aggiungere il cioccolato e l'uvetta.
- Versare il malto, poco alla volta e mescolando sempre, in modo da ricoprire fiocchi e semi ed amalgamare bene il composto.
- Versare il composto su carta forno, coprire con un altro foglio di carta forno e schiacciare bene con un matterello allo spessore di mezzo centimetro e lasciarlo seccare all'aria Per velocizzare si può mettere in forno ventilato ma senza temperatura).
- Tagliare poi a barrette o a losanghe e conservare in una scatola ermetica (anche di latta).


Energia pure per la raccolta di ricette con noci e nocciole a casa di Sabrina per la rubrica Salutiamoci, c'è ancora tempo fino alla mezzanotte di domani per postare una ricetta seguendo le indicazioni degli ingredienti permessi di questa tabella.


 barrette muesli cioccolato



 Choco Meusli Energetic Bars


 Autumn season is here, a transition to the long winter, but also a new start for all activities we gave up during Summer holidays: school, work at full speed, gym (or whoever takes its place :-), favorite hobbies, … in a few words, we suddenly fall in a globe trotter mood.
And we need energy, ready and immediate, not complicated and above all 100% healthy!
And why should we use cereal flakes? The human body can not assimilate the components of raw grains. But if they are cooked at noty excessive temperatures and then squeezed between two rollers you getthe flakes, rich in nutrients and easy to digest. Always better to prefer whole grains.
Rice flakes are lightweight, suitable for elder people and children, barley and oat ones are soft and tasty.



 barrette muesli cioccolato



You need:

400 g mixed cereal flakes
50 g hazelnuts
50 g pistachios
60 g sunflower and sesame seeds
70 g raisins
80 g dark chocolate, 70%, finely chopped
150/200 g barley malt


- Toast cereal flakes in a pan, preferably made ​​of steel and with a thick bottom, for about 5 minutes, stirring often. Transfer to a large bowl and let cool.
- In the same pan toast for a few minutes a fruit at a time: hazelnuts, pistachios and seeds, all coarsely chopped. Let cool.
- Combine the dried fruit and seeds with cereal flakes, add chocolate and raisins.
- Pour the malt, a little at a time and stirring constantly, until the mixture is well amalgamated.
- Pour on parchment paper, cover with another sheet of parchment paper and roll out (crush well) with a rolling pin to a thickness of half a centimeter and let dry on a counter. For a faster solution you can put the tray in a convection oven without temperature, just air).
- Then cut to bars or lozenges and store in an airtight box (even a tinned one).








This recipe is my personal entry to WHB #403
hosted by Lucia from Torta di Rose
both Italian and English edition.
Thanks again to Haalo who manages greatfully all events,
to Bri for Italian edition.
Thanks again to Kalyn for her successfull idea!

25 settembre 2013

Kahliat Nahal, ovvero il Danubio in versione araba


recipe in English here

Khaliat al Nahal (o anche Khaliat Nahal) in arabo significa alveare di api. Ed è proprio l'idea che vuole rendere questo pane: i piccoli panini sono cotti uno vicino all'altro in una teglia rotonda dove formano un nido d'ape. Tradizionalmente sono tipo panbrioche, riempiti con un ripieno dolce e glassati poi con uno sciroppo di miele aromatizzato, tipico della produzione dolciaria del Medio Oriente. Ma ovviamente ne esistono anche versioni salate.
In molte comunità musulmane, questo pane è fatto durante il periodo di digiuno del Ramadan. E' inoltre servito come piatto dolce durante l'Iftar,  il pasto serale che interrompe il loro digiuno quotidiano durante il mese islamico del Ramadan. Questo pane è perfetto per queste cene che solitamente sono eventi della comunità, e la forma del pane si presta ad essere strappato facilmente per servirsi da soli.


 honeycomb buns


C'è qualcosa di simile anche da noi, il famoso Danubio, di origini napoletane. Ma alcuni sostengono sia di origini austriache, in questo mio vecchio post ho trascritto le varie leggende su questo pane tradizionale.

Questa ricetta è perfetta per 18 panini, ma è possibile dimezzarla la ricetta per farne 9 o 10, adattando la misura della teglia (rotonda di di diametro è l'ideale).
Oppure si può decidere di utilizzare tutta la ricetta ma facendo due pani diversi, uno salato e uno dolce.
Si possono anche cuocere singolarmente i bocconcini in stampini da muffins, non avranno il loro caratteristico disegno a nido d'ape, ma saranno belli come segnaposto o più pratici per un buffet o un aperitivo.

Ho effettuato sostituzioni alla ricetta originale per renderla vegan e più salutare, in linea con la tabella degli ingredienti di Salutiamoci, che questo mese raccoglie ricette con noci e nocciole a casa di Sabrina.
Ho optato solo per la versione dolce, perchè solitamente preparo quella salata, ma impastando la dose intera, per dimezzarla una volta lievitata e cuocerla in due diverse teglie (una a forma di cuore), e utilizzando due diversi ripieni: marmellata di fragole senza zucchero mescolata a farina di mandorle per la torta rotonda, crema al cioccolato e nocciola homemade  (la ricetta a breve, stay tuned :-) per la torta a cuore.
La mia glassa era molto semplice: ho semplicemente pennellato i dolci ancora caldi con uno sciroppo di malto (a vostra scelta tra riso, orzo o frumento, usato al naturale o leggermente diluito in acqua e/o succo di limone/arancia) e cosparso di scaglie di mandorle la rotonda, mentre sui bocconcini di quella a cuore ho versato un cucchiaino di cioccolato fondente fuso e cosparso delle nocciole tritate finemente.


honeycomb buns



Ingredienti:

Impasto:

240 g di latte latte di avena tiepido *
8 g di lievito di birra
1 cucchiaino di malto d'orzo
450/480 g di farina 0 
3 cucchiai di succo di mela bio
1 cucchiaio di succo di mela concentrato
3/4 di cucchiaino di sale (per il pane salato) o un pizzzico di sale rosa (per il pane dolce)
40 g di olio di girasole bio spremuto a freddo
2 cucchiai di latte di avena per spennellare i panini
2 cucchiai di semi di sesamo (solo per il pane salato)

* o di riso o di soia

Suggerimenti per ripieni salati: ricotta, tofu, aromatizzati a piacere.
È inoltre possibile utilizzare qualsiasi altro ripieno salato che si desidera,
avanzi di verdure cotte miste con ricotta, per esempio.

Suggerimenti per il ripieno dolce: ricotta (ripieno tradizionale), cioccolato,
frutta secca come datteri, uvetta, frutta secca tritata, cocco, ecc.

Glassa:
malto di riso, grano, orzo a piacere,
al naturale o appena diluito in acqua e/o succo di limone/arancia


honeycomb buns
con marmellata di fragole senza zucchero mescolata a farina di mandorle


 honeycomb buns
 con crema al cioccolato e nocciola homemade

Sciogliere il lievito nel latte con il malto.
Mettere la farina nella ciotola dell'impastatrice, iniziare ad impastare a velocità bassa unendo poco alla volta il latte con il lievito, l'olio e il succo di mela.
Lavorare fino ad ottenere un impasto omogeneo e morbido.
Formare una palla e metterla in una ciotola ben oliata, rigirandola per ungerla bene e coprire. Far lievitare fino al raddoppio del volume, per circa un'ora o poco più.

Trasferire l'impasto sulla superficie di lavoro. Non si dovrebbe aver bisogno di farina ulteriore per lo spolvero perchè l'impasto è abbastanza gestibile.
Dividere l'impasto a meta, formare due rotoli lunghi circa 50 cm e tagliare ogni rotolo in 9 pezzi uguali (circa 45 g cadauno).
Prendere ogni pezzo, appiattirlo come una pizzetta e mettere mezzo cucchiaino di ripieno al centro. Tirare su lati e avvolgere la pasta intorno al ripieno, pizzicando dove si unisce la pasta per sigillarla bene. Lisciare  rotolando i bocconcini tra le mami delicatamente per formare una pallina rotonda.
Una volta pronte tutte le palline trasferirle con ordine nella teglia, ricoperta di carta forno, disponendole in cerchi concentrici.
Coprire con un telo da cucina (o una grande ciotola capovolta) e lasciare lievitare per circa 30/40 minuti. Spennellare la parte superiore con il latte d'avena e cospargere i semi di sesamo(o altri a piacere) se si fa il pane salato.
Cuocere  180° per circa 25 minuti, fino a quando saranno ben dorati.
Lasciare raffreddare nella teglia per circa 5 minuti e poi su una gratella.
Appena usciti dal forno spennellare i bocconcini con del malto per renderli lucidi ed eventualmente cospargere con frutta secca tritata o semi a piacere.


honeycomb buns


La glassa originale araba per la versione dolce prevede uno sciroppo di zucchero aromatizzato con zafferano e miele e qualche goccia di succo lime o limone: si può convertire con del malto leggermente diluito in acqua, scaldandolo con qualche pistillo di zafferano, unendo alla fine il succo di agrume preferito. A scelta si può versare tutto lo sciroppo sul dolce appena sfornato (sciroppo freddo/dolce caldo) lasciando che si imbeva bene, oppure dare solo una spennellata per un effetto più blando.




Template Design | Elque 2007