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3 maggio 2020

Pop Coronation Chicken


L'avevo promesso e l'ho fatto.
Eccomi alla seconda interpretazione libera del Coronation Chicken per l'MTC Smart di questo mese.
Tutto quanto c'è da sapere su questa celeberrima preparazione e la sua storia non sto a ripeterlo, si può tranquillamente leggere qui.
Di seguito, invece, la mia interpretazione pop, vale a dire la stessa idea di base con gli stessi ingredienti ma cambiando le loro tecniche di cottura e presentazione: ne è nato un assaggio monoporzione, che ci siamo spazzolati oggi a pranzo: tortino di riso al salto con pollo fritto, maionese al curr, dadolata di frutta caramellata e spicchio di cipolla di Tripea candita. A onor del vero volevo presentarlo come una torta, con un bel disco di riso come base, ricoperto di maionese, il pollo fritto a corona che racchiudesse all'interno  la dadolata di frutta caramellata, guarnendo con gli spicchi di cipolla candita. Ma non tutte le cose vanno per il verso giusto, soprattutto se mentre cucini c'è un andirivieni di scocciatori che guardano, chiedono, criticano, vogliono assaggiare, e fanno più confusione di quella che hai già tu sulla postazione di lavoro. Onde per cui il disco di riso al salto mi si è rotto durante l'operazione di capovolgimento (e o si può vedere dalla foto) e anche se potevo mascherare il fattaccio con il resto delle cose sopra, ho voluto provare a fare le monoporzioni, idea con la quale ero partita inizialmente.
Essendo un'interpretazione molto libera e forse quasi astratta ho deciso di chiamare questo piatto POP Coronation Chicken.


pop coronation chicken



Nel piatto disporre un disco di riso al salto, coprire con la maionese al curry, disporre 3 pezzettini di pollo fritto sul bordo e nel centro 1 o 2 cucchiai di dadolata di frutta caramellata. Guarnire con una falda di cipolla candita.
Oppurre comporre una torta come avevo inizialmente previsto: sistemare un bel disco di riso al salto come base, ricoprire con la maionese al curry, disporre il pollo fritto a corona quasi sul bordo, all'interno versare la dadolata di frutta caramellata, guarnendo infine con gli spicchi di cipolla candita.
Si possono preparare il riso al salto, la maionese al curry, la dadolata di frutta caramellata e la cipolla candita il giorno prima e conservare tutto in contenitori ermetici differenti in frigorifero. All'occorrenza friggere il pollo e comporre la presentazione scelta, ricordandosi di tirare fuori dal frigo le varie preparazioni almeno un'ora prima per riportarle a temperatura ambiente.


ingredienti per pop coronation chicken


Pollo Fritto
250 g di petto di pollo
40 g di farina 0
40 g di amido di mais
75/100 ml di acqua
  mezzo cucchiaino scarso di sale
mezzo cucchiaino colmo di bicarbonato di sodio
olio di arachide per friggere

Riunire gli ingredienti secchi in una ciotola ed aggiungere l'acqua a filo, mescolando con una frusta, in modo da ottenere una pastella liscia, senza grumi, non troppo liquida, tipo una besciamella. Può darsi che non si usi tutta l'acqua, dipende dal grado di assorbimento della farina.
Tagliare il pollo a bocconcini e sistemarli nella pastella, lasciandoli riposare almeno una mezz'ora.
Scaldare l'olio  nel wok (deve essere uno strato di almeno 4/5 cm) e quando raggiunge la giusta temperatura (180°) versare i bocconcini di pollo, pochi alla volta e friggerli fino a doratura, girandoli di quando in quando. Scolarli su carta assorbente.


Riso al salto
 avanzo di risotto ai piselli
burro

riso al salto


 Imburrare leggermente una padella, meglio se antiaderente, distribuirvi il riso schiacciandolo con un cucchiaio di legno e farlo dorare a fuoco vivace 4-5 minuti per parte. Per girare in modo agevole il riso si può usare un ampio coperchio liscio (o un piatto piano) unto con un filo d’olio.
Quando una leggera crosticina dorata si sarà formata su entrambi i lati del riso, rovesciare la preparazione sul piatto da portata e servire.
Per i dischetti piccoli, utilizzare una padella per blinis, imburrando leggermente ogni stampino, e schiacciando tra le mani una piccola manciata di riso prima di metterla dentro, livellando poi e pareggiando il bordo con una spatola. 



Maionese al curry
maionese
curry in polvere o in pasta *

 * ho usato una miscela comperata da Whole Foods Market a Londra, composta da:
coriandolo-fenugreek-aglio-curcuma-sale-chilli-cumino-finocchio-senape-pepe ner


Si può usare una buonissima maionese commerciale oppure farla in casa.
Maionese homemade: 1 uovo e 1 tuorlo - 250/300 ml di olio di semi di girasole bio spremuto a freddo - succo di limone- aceto di mele - senape - sale/pepe.
Si può usare un mixer ad immersione (o il Bimby, con la farfalla): scaldare metà olio in un pentolino fino a 121°. Nel frattempo iniziare a montare le uova con un cucchiaio di succo di limone, sale e pepe; unire l'olio caldo a filo molto lentamente. Proseguire unendo anche l'olio freddo finchè la salsa sarà ben emulsionata. Assaggiare e regolare di limone (o lime, se piace) e/o aceto di mele e/o senape a proprio gusto. Lasciar raffreddare e conservare in un vaso ben chiuso in frigorifero.


Frutta caramellata
un mango, sbucciato e a dadini
10/12 albicocche secche
2/3 zucchero di canna
sale
olio extravergine di oliva
qualche seme di cardamomo verde

 Mettere in ammollo le albicocche in acqua appena tiepida per farle rinvenire; tagliarle poi a dadini ed unirle al mango. In una padella scaldare un giro di olio, unire i semi di cardamomo e lo zucchero e farlo sciogliere e leggermente caramellare. Unire la frutta e un pizzico di sale. Saltare velocemente la frutta finchè bella lucida.


Cipolla candita
una grossa cipolla di Tropea
2 cucchiai di sale marino integrale di Cervia
100 ml di aceto di vino bianco
olio extravergine di oliva

L'idea di farle candite invece che caramellate mi è venuta guardando un post della mia amica Giorgia, a cui ho chiesto il procedimento che gentilmente mi ha elargito.
Sciogliere il sale nell'aceto ed allungare con due dita di acqua. Tagliare la cipolla a spicchi, separare le falde e sistemarle in un contenitore a bagno nel liquido preparato per almeno 15 minuti. Scolarle poi bene e cucinarle in padella con un filo di olio, a fiamma bassa perchè non devono assolutamente rosolare (sarà sufficiente 5/7 minuti). Sfumare poi con un goccio di aceto e scolare subito. Dopo 3/4 minuti di riposo acquisteranno un bel colore rosato acceso.


pop coronation chicken

29 aprile 2020

Coronation Chicken Indian Style


MTChallenge Smart Edition = piccole sfide (in attesa, forse, di una ripresa del vero MTC?), ogni volta con ingredienti diversi, partendo da ricette classiche, recenti, nuove, arrangiate... insomma, un nuovo rodaggio culinario dopo così tanto tempo di fornelli spenti per la più grande e golosa Community del web.
Ho perso il primo round dedicato ad una pasta mantecata utilizzando scarti (veri scarti, non avanzi) di cucina (e non solo verdure :-)) Per questa seconda puntata il tema scelto, è la rivisitazione in chiave sempre goduriosa, di una ricetta di pollo straniera, utilizzando gli stessi ingredienti ma cambiando la presentazione e le tecniche utilizzate, oppure mantenendo la base della ricetta ma portandola verso gusti più decisi e inclini ad altre cucine - sempre con un occhio di riguardo alla nostra dispensa, vale a dire niente ingredienti troppo strani dei quali non possiamo rifornirci ora.
Dal momento che sono ancora in un mood britannico dopo aver dolcemente festeggiato il compleanno della mia amata Regina, la mia scelta non poteva che cadere sul Coronation Chicken, un paitto che amiamo molto e che spesso cucino, specialmente nelle occasioni di grandi riunioni familiari e/o tra amici. Sicuramente ogni famiglia custodisce la sua versione personale, io seguo quella imparata vent'anni fa dalla mia amica Susan, British doc.
Il Coronation Chicken è un piatto di pollo cotto, aromatizzato con erbe e spezie in una salsa cremosa a base di maionese. Può essere consumato come piatto unico accompagnato da riso o utilizzato come farcia nei tradizionali sandwich. Il suo aroma principale è il curry, sia in polvere che in pasta. In origine si usavano solo albicocche secche e non uvetta, e la scelta ricadeva sul curry in polvere (invece che in pasta ottenuta pestando le spezie) poiché le spezie fresche occorrenti per la miscela erano quasi introvabili nel dopoguerra. Questa ricetta fu creata da Constance Spry (famosa scrittrice di food e decoratrice di fiori, incaricata all'epoca di organizzare anche la scelta e disposizione dei fiori nell'Abbazia di Westminster e lungo il tragitto reale fino a Buckingham Palace), Preside della Cordon Bleu Cookery School di Londra insieme a Rosemary Hume, per celebrare l'incoronazione della Regina Elisabetta nel 1953 (questa pare essere la ricetta originale, dovrò chiedere ad Ale che è riuscita a trovare l'edizione originale del libro di cucina di Constance durante una nostra impavida incursione a Brick Lane); ora un classico molto popolare della cucina britannica nonchè uno dei favoriti nei pranzi di festa. Potrebbe essere stato ispirato dal Jubilee Chicken (di cui ne esistono molte versioni, per ogni Giubileo festeggiato dei vari monarchi), un piatto preparato per il Silver Jubilee di Giorgio V nel 1935, che mescolava pollo con maionese e curry. In seguito, sono state relizzate altre due versioni per la Regina Elisabetta, nel 2002 per il Golden Jubilee e nel 2012 per il Diamond Jubilee (quest'ultimo creato da Heston Blumenthal, proprietario e fondatore del celeberrimo The Fat Duck). Versioni più sofisticate della ricetta iniziale sono ora realizzate con erbe e spezie fresche e ulteriori aggiunte come mandorle a scaglie, uvetta e crème fraîche.
Questa è la storia che riporta Le Cordon Bleu di Londra:

La ricetta Poulet Reine Elizabeth, ora ampiamente conosciuta come Coronation Chicken, è stata creata dalla London Cordon Bleu Cookery School per essere servita al Coronation Luncheon nel 1953. Questa è la straordinaria storia della ricetta e di uno dei momenti più significativi della scuola. Le Cordon Bleu, famoso nel mondo per la migliore educazione culinaria impartita e come punto di riferimento per l'eccellenza gastronomica, vede gli albori già nel XVI secolo. La prestigiosa scuola di cucina è sempre stata orgogliosa della sua innumerevole e variegata rete di studenti (Julia Child, Yotam Ottolenghi, Mary Berry, Peggy Porschen, solo per citare alcuni dei più recenti in UK) ed è stata Rosemary Hume, una ex studentessa di Parigi che ha aperto L'Ecole du Petit Cordon Bleu a Marylebone nel 1933, rendendo Le Cordon Bleu London una delle più antiche scuole di cucina del Regno Unito. Vent'anni dopo l'apertura, il suo successo fu confermato quando accettarono l'incarico della preparazione del pranzo per l'Incoronazione della Regina Elisabetta II nel gennaio 1953, per il quale fu creata appositamente la ricetta del Coronation Chicken. Il Ministro Sir David Eccles chiese personalmente a Rosemary Hume e ai suoi studenti di organizzare il pranzo per gli ospiti di Sua Maestà, principalmente i più alti rappresentanti di altri paesi. La scuola fu onorata di essere coinvolta in un'occasione così speciale e servì il banchetto a 350 persone nella Great Hall of Westminster School, la più grande festa tenutasi in quella sede. Sir David Eccles aveva una grande fiducia nelle capacità degli studenti e il pranzo fu servito senza intoppi e come previsto alle 14 in punto. La Preside Ms Grey così commenta questo momento speciale: “È stata un'occasione unica per un'istituzione culinaria essere scelta per onorare una celebrazione così prestigiosa e riflette il grande rispetto di cui gode Le Cordon Bleu London da più di sessant'anni. Dal successo di questo evento sono poi arrivati ulteriori inviti a cucinare per la Casa Reale. "
Il piatto originale servito si trova nel menu come Poulet Reine Elizabeth, oggi noto come Coronation Chicken. Viene descritto come pollo disossato e ricoperto di salsa cremosa al curry, servito insieme a un'insalata di riso con piselli e pimento (pepe garofanato).
Le Cordon Bleu è famoso in tutto il mondo per essere all'avanguardia nel settore della gastronomia e all'epoca il fatto di servire un pollo al curry all'Incoronazione a un numero così elevato di persone con preferenze diverse poteva sembrare bizzarro e quasi una sfida. Tuttavia, grazie ad un pollo sapientemente condito e ai delicati sapori della salsa, fu declamato come un enorme successo. Gli ingredienti utilizzati erano straordinari per quel tempo, molti dei quali appena disponibili, essendo la maggior parte del paese ancora soggetta alle restrizioni del razionamento postbellico. La ricetta originale consisteva in polli giovani arrosto, acqua e un po' di vino per coprire carote, un bouquet di aromi, sale, grani di pepe e una crema di salsa al curry.
Una versione leggermente più sviluppata del classico Coronation Chicken è ancora oggi tra le preferite dal popolo britannico e servita a pranzo al Café Le Cordon Bleu di Londra (da www.cordonbleu.edu/london).

Ma veniamo alla ricetta da me traslata verso sapori più indiani, una cucina che mi piace molto e che ho avuto modo di assaggiare dal vivo nell'emozionante viaggio in India di un anno fa e nella recente lunga e incredibile visita a Singapore (grazie ancora, Ale!) dove ho fatto incetta di preziose spezie da aggiungere alla mia raccolta.
La domanda che sicuramente salta all'occhio è: quante spezie usare? visto che (quasi) di proposito non ne indico un tot preciso. La quantità è a propria discrezione, a seconda dell'intensità che vogliamo dare alla nostra preparazione. Fosse per me, abbonderei esageratamente, ma già rimanendo parchi si ottiene un ottimo piatto e il profumo del brodo del pollo e del riso in cottura vi faranno sognare ad occhi aperti un lazy dinner on a terrace sulle rive del Gange, indossando il più prezioso saree in seta nel vostro colore preferito e decorando la fronte con il bindi più luminoso e luccicante (vi dice niente questa foto?)
Potete preparare la maionese, il pollo e il chutney il giorno prima, così sarà più semplice e veloce cuocere il riso e mettere in tavola una cena da Re, anzi da Maharaja, in neanche 20 minuti :-)

 Buon Appetito e... God Save The Queen!

P.S.: e a fine pasto, d'obbligo sorseggiare un Masala Chai, il bicchiere è già sul vassoio :-)) - ricetta originale qui: Dishoom ;-) 


Coronation Chicken Indian style


coronation chicken indian style


Pollo
2 quarti posteriori di pollo
qualche foglia di sedano
(omesso perchè non ne avevo)
una carota piccola
un cipollotto, compresa la parte verde
la parte verde di un porro
 un pezzetto di pepe lungo del Bengala 
  un pezzetto di cassia
foglie di curry
un paio di foglie di kaffir lime
gambi di prezzemolo
semi di coriandolo, schiacciati col coltello
semi di senape, schiacciati col coltello
3 chiodi di garofano
i semi di due bacche di cardamomo verde
un pezzettino di zenzero


In una casseruola riunire tutte le spezie e le verdure, adagiarvi il pollo e ricoprire di acqua fredda un paio di centimetri sopra la carne. Portare a bollore, trasferire sul fuoco più piccolo e lasciare sobbollire semicoperto fino a cottura.
Scolare il pollo, attendere che intiepidisca, eliminare pelle e ossa e tagliare la polpa a pezzetti.
Filtrare il brodo rimasto, far raffreddare ed utilizzarlo per la cottura del riso.
Mescolare il pollo con la maionese e conservare coperto in frigorifero. Se fatto il giorno prima, i sapori si amalgameranno meglio.


preparazioni


Maionese vegan
100 g di anacardi
latte di cocco
succo di lime
senape
curry in polvere *
olio di semi di girasole spremuto a freddo
(oppure del brodo di cottura del pollo)
sale e pepe
3/4 cucchiai di chutney al mango

* ho usato una miscela comperata da Whole Foods Market a Londra, composta da:
coriandolo-fenugreek-aglio-curcuma-sale-chilli-cumino-finocchio-senape-pepe nero


Trasferire gli anacardi nel boccale del minipimer ed iniziare a frullare unendo il latte di cocco a filo (non ne servirà molto e sempre meglio sbattere bene la lattina o frullare il composto prima di utilizzarlo per amalgamare bene la polpa con l'acqua di cocco). Unire un pochino di curry e continuare a frullare aggiungendo anche 2/3 cucchiai di olio (solo per avere più morbidezza ma volendo si può omettere). 
Aggiungere il chutney di mango, frullato e passato al setaccio. Assaggiare e regolare di sale e pepe, un pochino di senape e succo di lime a piacere.


Chutney di mango
1 cipolla dorata, a fettine
1 mango a fettine
2 cucchiai scarsi di zucchero di canna
2/3 cucchiai di aceto di mele
un cucchiaino raso di curry in polvere
zenzero grattugiato
30 g di burro
olio extavergine di oliva
timo fresco

chutney mango



Dorare leggermente le cipolle in padella con un cucchiao di olio. Unire il burro, il mango, il curry, lo zucchero e l'aceto, un paio di rametti di timo e far insaporire e cuocere coperto a fuoco basso per 20/30 minuti. Verso fine cottura, spremere tra le mani lo zenzero grattugiato lasciando cadere solo il succo nel chutney.
Guarnire con altro timo fresco e servire con arrosti o carne alla brace oppure con formaggi stagionati.



Riso Biryani

Ricetta di Punita, amica nata in Malesia ma di babbo indiano. Studiato a Londra e Parigi, trasferitasi definitivamente poi a Roma per amore (ha sposato un cineoperatore della troupe televisiva di Sandokan, serie degli anni '70 girata in India, Malesia e Thailandia). Ogni inverno, quando ci ritrovavamo in montagna per le vacanze natalizie, non mancava mai la sua tradizionale cena a base di Riso Biryani e Pollo Tandoori (piccantissimo!). In verità col nome Biryani si intende il piatto completo, quindi il riso con verdure o carne, ma essendo comunque questo un riso molto speziato e con frutta secca, possiamo tranquillamente fare uno sgarro alla regola e chiamarlo semplicemente Biryani, non credete? (e comunque così me lo nominò 20 anni fa Punita).

Ingredienti:
300 g di riso basmati
un cipollotto grande, tagliato finemente
 un pezzetto di cannella
qualche chiodo di garofano
i semi di 3 bacche di cardamomo verde
semi di senape
mezzo cucchiaino scarso di fenugreek
foglie di curry
mezzo/un cucchiaino di curcuma 
un filo di olio
acqua fredda
una noce di ghee *
una manciata di uvetta, ammollata e scolata 
una manciata di anacardi, divisi a metà

* in caso si fosse sprovvisti di ghee (burro chiarificato) si può usare il nostro burro comune


riso biryani



Si usa lo stesso volume di acqua e riso. Ho usato il brodo del pollo filtrato da caldo e lasciato freddare (se necessario, si può anche sgrassare).
Soffriggere leggermente il cipollotto nell'olio, unendo un goccio di acqua in modo che non bruci. Unire tutte le spezie, tranne la curcuma, e farle rosolare. Versare il riso, precedentemente sciacquato bene e scolato, la curcuma e l'acqua/brodo. Portare a bollore, trasferire sul fuoco più piccolo e abbassare al minimo, coprire col coperchio (meglio se trasparente) e quando tutta l'acqua sarà assorbita il riso è pronto. Condire con il ghee sgranando il riso con la forchetta ed unire l'uvetta e gli anacardi.
Il riso così preparato è molto aromatico e profumato e solitamente non lo salo perchè accompagna intingoli molto saporiti, quindi meglio lasciarlo abbastanza neutro; nulla vieta, però di unire un pizzico di sale per averlo più saporito.

21 aprile 2020

Scottish Empire Biscuits


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94 gloriose candeline.
Tante ne dovrà spegnere in un sol soffio oggi la mia amata Queen Elizabeth II, donna esemplare e coraggiosa oltre a icona di stile per più di mezzo secolo. Sarà un compleanno sui generis anche per lei, in esilio volontario a Windsor, accompagnata solo dal marito e pochi fedeli servitori. Lo festeggerà come tutti noi in questi giorni sospesi, con gli affetti vicini solo virtualmente grazie alle videochat ma lontani fisicamente, ogni famiglia in quarantena nelle proprie residenze. Non riecheggeranno nel cielo di Londra i canonici colpi di cannone previsti per festeggiarla, prima volta in 68 anni di regno, per sua stessa richiesta, un piccolo gesto di rispetto verso i suoi sudditi in questo grave momento storico. E molto probabilmente si rinuncerà anche alla tradizionale parata militare Trooping the Colour, istituzionalmente celebrata il secondo sabato di giugno, che da sempre rende onore ufficialmente al compleanno della sovrana/o.




Ma sicuramente oggi non rinuncerà al suo abituale Afternoon Tea, ed insieme ai tradizionali scones che tanto adora (con la cui ricetta Darren Mc Grady, al servizio di Sua Maestà per 15 anni, ha inaugurato il suo canale YouTube), le voglio donare un vassoio di questi fragranti biscotti scozzesi, un sandwich di shortbread farcito con confettura di lamponi e decorato con glassa candida e mezza ciliegina candita.



empire biscuits



Per circa 16/18 biscotti:

225 g di burro ammorbidito
100 g di zucchero Zefiro
250 g di farina per dolci, setacciata
10 ciliegie candite, tagliate a metà
confettura di lamponi
zucchero a velo
latte
coppapasta rotondo 5 cm diametro


empire biscuits



Montare il burro con lo zucchero fino ad ottenere una crema soffice e spumosa.
Unire gradatamente la farina ed amalgamare per avere un impasto omogeneo. Trasferire in un sacchetto per alimenti e far rassodare leggermente in frigorifero.
Su una superficie leggermente infarinata, stendere la pasta ad uno spessore di 5 mm, ritagliare i biscotti ed adagiarli su una teglia rivestita di carta forno.
Cuocere in forno precedentemente riscaldato a 180°  per 8-10 minuti. Lasciare raffreddare i biscotti sulla teglia per 5 minuti prima di trasferirli su una griglia per raffreddarli completamente.
Accoppiare i biscotti spalmando un cucchiaino di confettura di lamponi nel mezzo.
In una ciotolina amalgamare un pochino di latte con lo zucchero a velo per avere una glassa abbastanza densa. Ricoprire i biscotti e decorare ognuno con una mezza ciliegia finchè la glassa è ancora morbida. Lasciare asciugare completamente prima di degustare.
Si conservano in una scatola di latta o in un contenitore a chiusura ermetica.

Un Empire Biscuit (chiamato anche Imperial biscuit, Imperial cookie, double biscuit, German biscuit, Belgian biscuit, double shortbread, Empire cookie o biscuit bun) è un biscotto dolce tradizionalmente degustato in Scozia e in altri paesi del Commonwealth. È popolare anche nell'Irlanda del Nord ed è un dolce iconico a Winnipeg, in Canada. Era inizialmente noto come Linzer biscuit, e in seguito come Deutsch biscuit. Con l'avvento della Prima Guerra Mondiale fu ribattezzato in Inghilterra come Empire biscuit, in Scozia come Belgian biscuit perchè il Belgio era appena stato invaso, mentre in Irlanda del Nord rimane come German biscuit o biscuit bun. In Scozia il nome ora varia a seconda della regione, con il Nord-est che in genere lo chiama double shortbread e l'Ovest Empire biscuit. Nell'Irlanda del Nord si trova di solito con una marmellata e glssa al cocco. È chiamato anche Belgian biscuit perché viene decorato in modo simile al Belgian bun, una specie di panino dolce rotondo o quadrato con uvetta ricoperto di glassa fondente e mezza ciliegia candita. Assomiglia di base al Jammie Dodger, che nel 2009 era il biscotto per bambini più venduto in UK.
Il caratteristico Empire biscuit prevede uno strato di marmellata tra due biscotti di frolla (generalmente shortbread). La parte superiore è poi ricoperta di glassa bianca e decorata con mezza ciliegia candita al centro, talvolta sostituita da piccole gocce di gelatina. Assomigliano, quindi, a una Linzer Torte austriaca in miniatura.
In Nuova Zelanda è conosciuto come Belgium o Belgian biscuit, guadagnando popolarità verso la fine della Grande Guerra e si trova anche a forma di fetta. I biscotti, spesso speziati, sono riempiti con marmellata di lamponi e decorati con glassa rosa o bianca, con cristalli di gelatina di lampone sparsi sulla parte superiore invece della ciliegia. Leggermente diversi quindi dagli originali Empire, più somiglianti ai nazionali Shrewsbury (da wikipedia).


Scottish Empire Biscuits

empire biscuits

 recipe from allrecipes.co.uk

Preheat oven to 180°. Line baking trays with baking parchment.
Cream together butter and sugar until fluffy and light. Gradually stir in the flour until well blended. On a lightly floured surface, roll the dough out to 5mm thickness. Cut into circles using a pastry/cookie cutter.
Bake in preheated oven for 8 to 10 minutes. Allow biscuits to cool on baking trays for 5 minutes before removing to a wire rack to cool completely.
Sandwich one teaspoon of jam between two biscuits. Repeat with remaining biscuits.
In a medium bowl, mix together icing sugar and milk to form a spreadable icing. Spread on top of the biscuit sandwiches. Top each biscuit with half a cherry whilst the icing is still wet.

20 dicembre 2018

Battenberg Cake


Davvero, siamo agli sgoccioli di questa grande raccolta del Menù Lib(e)ro, pensato e ideato da Marta e Aiu', che ci ha accompagnato in questi ultimi mesi (da maggio, per l'esattezza) offrendoci una carrellata di idee per presentare un menù ricco e corposo ai nostri ospiti, tutte prese dai libri più o meno conosciuti della grande biblioteca mondiale dedicata alla cucina, spaziando dalle pubblicazioni più recenti a quelle più vintage e capisaldi della tradizione culinaria.
Lynne è stata la nostra ospite per la sezione dedicata a Torte e semifreddi, accogliendoci alla sua tavola con un'invitante e golosa Torta austriaca alle prugne (Zwetschencuchen) e personalmente ho voluto omaggiarla con un'altrettanto golosa torta d'Oltremanica, perfetta per un classico Afternoon Tea o in qualsiasi momento si abbia voglia di qualcosa di particolare da addolcirci la giornata. E' composta da un impasto morbido, una genoise, diviso in due prima della cottura e una parte colorata a contrasto; una volta cotto si ridivide e si compone il dolce alternando i colori, in modo da formare una scacchiera, usando come collante della confettura di albicocche. Si ricopre poi di marzapane (facile da fare in casa) e si lascia compattare in frigorifero. 
E' ormai tradizione consolidata far risalire la sua creazione al 1884, per celebrare le nozze della nipote della regina Vittoria con il principe tedesco Luigi di Battenburg, da qui il nome, e che le 4 sezioni della torta rappresentassero in origine i quattro principi di Battenburg: lo stesso Luigi e isuoi fratelli Alexander, Franz-Joseph e Henry.
Ma facendo una ricerca più approfondita su internet, ho trovato un articolo pubblicato da Ivan Day nel 2011 che pone dei dubbi su questa origine. Ne riporto fedele traduzione (e sulla sua pagina originale potrete trovare anche le relative immagni):


Ci sono molte storie su questa famosa torta inglese, composta da strati alternati di pasta genovese colorati e racchiusi in una copertura di pasta di mandorle. Nella sezione trasversale sembra il disegno di una finestra di un bambino, che è senza dubbio il motivo per cui è nota nel nord dell'Inghilterra come Torta della finestra della cappella (Chapel Window Cake). La storia più comunemente tramandata sulla torta si riferisce alla sua presunta origine: pare, infatti, sia stata creata per celebrare il matrimonio (nel 1884) del principe Luigi di Battenburg con la nipote della regina Vittoria, la principessa Vittoria. Questa spiegherebbe il perchè delle quattro sezioni della torta, a rappresentare in origine i quattro principi di Battenburg: lo stesso Luigi ei suoi fratelli Alexander, Franz-Joseph e Henry. L'unico problema di questa storia è che le prime ricette apparse di questa torta erano a 9 quadrati e non a 4 come si trovano nelle versioni moderne.
La prima ricetta da me ritrovata con sezioni colorate è stata pubblicata da Frederick Vine nel 1898 nel suo meraviglioso libro Salable Shop Goods. Vine era uno dei panettieri e pasticceri più eminenti del suo tempo; non solo era l'autore di numerosi libri, ma era anche l'editore della rivista specializzata The British Baker. Nella sua ricetta dice chiaramente di creare una torta con nove sezioni, alternativamente colorate di rosso e bianco, riportandone il diagramma. La stessa immagine della torta finita apparve solo quattordici anni dopo il matrimonio di Louis e Victoria, pubblicata dal fornaio più rispettato di Londra. Se Frederick Vine non sapeva che aspetto avesse una Battenburg Cake, allora chi lo sapeva? Alcuni altri in realtà. Nei primi anni del XX secolo, un certo numero di professionisti pubblicarono ricette ed illustrazioni in sintonia con quelle di Vine. Ad esempio, la ricetta di T. Percy Lewis e A. G. Bromley nel The Book of Cakes (Londra, 1903) è composta da nove riquadri, come si evince dalla loro dettagliata illustrazione a colori. Non sono stato capace di trovare nessuna prova contemporanea di questo dolce a conferma che sia stato inventato proprio per onorare il matrimonio reale del 1884; questo fatto potrebbe essere vero e molto probabilmente la tradizione si basa su una memoria popolare, ma non sembra essere stata tramandata in nessun documento scritto. Né ci sono resoconti effettivi che colleghino il numero delle sezioni con i principi di Battenburg, a meno che, ovviamente, non ce ne fossero altri 5 di cui non sappiamo nulla. Forse Louis aveva altri fratelli di cui suo padre preferiva mantenere il segreto e non proferire parola! La storia dei quattro pannelli e dei principi sembra essere emersa abbastanza di recente ed è descritta su Wikipedia senza alcuna citazione della sua fonte: se qualcuno è a conoscenza della documentazione iniziale che collega questa torta al matrimonio di Battenburg, sarei felice e perennemente grato di una libera condivisione. Nel 1923, la torta di Battenburg era ancora realizzata con nove riquadri, come testimonia la fotografia pubblicata sul libro The Ship's Baker di Richard Bond, un altro eroe
dimenticato della gastronomia britannica che si specializzò in libri sulla cucina di mare.
Una Battenburg Cake ben fatta è una sfida tecnica per ogni fornaio e si può facilmente intuire perché sia stata scelta come prova di abilità per i concorrenti di The Great British Bake Off. In passato, il compito di costruire uno di questi dolci veniva spesso affidato a fornai e pasticceri apprendisti per testare la loro abilità e i risultati venivano spesso esposti.  In un'edizione del libro di Vine (forse del 1936), si può vedere quali tipi di Battenburg Cake venissero confezionate negli anni Trenta. Nell'immagine riportata, le torte di Battenburg sono quelle a sinistra e a destra. Sono gli anni Trenta e il numero di pannelli si è moltiplicato da 9 a 25: l'Art Deco sembrava fuori di testa! Forse i panettieri dell'epoca non stavano solo onorando i fratelli di Sua Altezza Serenissima (compresi quelli illegittimi), ma anche tutti i suoi nipoti e pronipoti! Quanti ne aveva?
Torniamo alla spinosa domanda: quando la Battenburg Cake diventò a 4 pannelli? Non ne sono sicuro, ma è possibile che si risalga a quando iniziarono ad essere prodotte da panificatori industriali come Lyons, che per quanto ne so iniziò a commercializzarli in serie prima della Seconda Guerra Mondiale. Suppongo che fare una torta a 4 riquadri sia molto più facile da realizzare (anche in scala industriale) rispetto a una con 9. Allora, da dove viene la storia dei quattro principi di Battenburg? Beh, molto probabilmente farà parte delle innumerevoli leggende tramandate riguardo i nostri cibi tradizionali.
Se c'è un eroe in questa storia, è Frederick Vine. Questo scrittore dimenticato di cibo britannico, di cui me ne occupo ampiamente sul mio blog, è stato l'autore di un altro libro
: Cakes and How to Make Them (Torte e come realizzarle). Sfortunatamente nessuna delle edizioni di questo libro è datata, anche se alcune note fanno presupporre una pubblicazione dell'anno precedente a quella di Salable Shop Goods, probabilmente verso il 1890. Se questo è corretto, e sono necessarie ulteriori ricerche per confermarlo, questo libro contiene proprio la prima vera ricetta della Battenburg Cake. Tuttavia, è un dolce completamente diverso dalla torta che ora porta questo nome. La precedente Battenburg Cake di Vine è in realtà una semplice torta alla frutta cotta in uno stampo da plum-cake (segue ricetta per chi avesse voglia di provarla).
Da notare che Vine, il cui pseudonimo era Compton Dene, ci dice che "queste torte si vendono bene ovunque vengano mostrate". Ciò indicherebbe che la Battenburg Cake fu un arrivo abbastanza recente nella pasticceria nei primi anni dopo il 1890. La coppia reale si sposò solo sei anni prima che la ricetta fosse stampata; quindi forse questa precedente
torta ha più pretese di essere la torta celebrativa originale piuttosta di quella che noi conosciamo a più colori. Vine era al culmine della sua carriera al momento del matrimonio; se fosse vivo ora, sono sicuro che sarebbe in grado di dirci perché una torta di frutta deliziosa ma anonima sia stata sostituita da una più appariscente ma anche più stucchevole in neanche sei anni.
Bene, suppongo che la morale di questa storia sia quella di non limitarsi a credere a tutto ciò che ci propinano in tv o su Wikipedia. Per quelli che sono più interessati alla vera realtà piuttosto che alla finzione, ecco la firma e l'etichetta originale di Frederick Vine, tratti dalla copia di Gastronomic Regenerator di Alexis Soyer, che ora fa bella mostra di sè nella mia biblioteca. È un bene prezioso. Sicuramente avrete notato che ho sempre scritto Battenburg con una "u", piuttosto che Battenberg, che sembra essere un'evoluzione lessicale contemporanea. Bene, ho seguito anche il signor Vine in questa faccenda, perché penso che dovrebbe essere proprio lui ad avere l'ultima parola.

Dopo questo mio scritto, ho trovato altre notizie interessanti riguardo questa torta, scrivendone ulteriormente in questo articolo (Buttenberg Cake Revisited, or Neapolitan Roll Rediscovered) e in seguito anche in quest'altro (Butternburg Cake History Again!).

Per voi, la traduzione di questi ultimi 2 articoli in un prossimo futuro :-))
Al momento, godiamoci una fetta di questa torta così scenografica (ma anche buona, a piccole dosi, ve lo assicuro!)


battenberg cake


Ingredienti:
175 g di burro morbido

175 g di zucchero super fino

175 g di farina 00 autolievitante, setacciata

3 uova grandi, sbattute

pizzico di sale
colorante rosso per alimenti

mezzo cucchiaino di acqua di rose

mezzo cucchiaino di acqua di fiori di arancio (o estratto di mandorla)

90 g di marmellata di albicocche

450 g di marzapane *

zucchero

uno stampo 20x20 oppure 2 stampi 10x20

* Marzapane: 320 g farina di mandorle-180 g zucchero a velo
-90 g di confettura di albicocche
Frullare la farina di mandorle, lo zucchero a velo e la marmellata fino ad ottenere un composto omogeneo.


battenberg cake



Imburrare uno stampo 20 x 20 cm. Dividerlo a metà con una parete formata da un cartoncino rivestito di alluminio. Rivestire lo stampo con carta forno, fermandola con un pochino di burro sul fondo e sulla parete dello stampo e facendo attenzione a ricoprire anche la parete divisoria di alluminio.
Oppure rivestire i 2 stampi rettangolari con carta forno, fermandola con un pochino di burro sul fondo e sulle pareti degli stampi.

Lavorare il burro con lo zucchero con una frusta fino ad avere una crema liscia ed omogenea. Unire le uova a filo, poco alla volta, sempre mescolando con la frusta.
Aggiungere poi la farina, un cucchiaio alla volta, fino ad esaurimento. Se il composto fosse troppo duro aggiungere un paio di cucchiai di latte.

Dividere il composto in due parti uguali: unire in una il colorante necessario per avere un impasto rosa e l’acqua di rose, amalgamando bene; nell’altra aggiungere l’acqua di fiori di arancio o l’estratto di mandorla.
Versare delicatamente i due impasti nelle due metà dello stampo (o ognuna in uno stampo rettangolare) e livellare. Infornare a 180/190° per 20 minuti. Fare la prova stecchino per riconoscere la corretta cottura.


facendo battenberg cake


Lasciare raffreddare completamente, estrarre dallo stampo, avvolgere nella pellicola e trasferire in frigo a rassodare.
Pareggiare i lati delle torta in modo da ottenere due parallelepipedi perfetti. Sovrapporre la torta bianca su quella rosa e pareggiare i lati; tagliare poi le torte nel senso della lunghezza per ottenere 4 parallelepipedi uguali.
Preparare la confettura di albicocche: fare raggiungere il bollore alla confetturain un pentolino, spegnere e passate al setaccio e lasciare raffreddare.
Spennellare abbondantemente con la confettura la superficie di un blocco bianco e di un blocco rosa e accostarli. Sovrapporre altri due blocchi facendo attenzione ad alternare il colore per ottenere così la classica scacchiera di questa torta. Spennellare tutta la superficie esterna della torta, per far aderire poi la copertura, e riporre in frigo.
Trasferire il marzapane tra due fogli di carta forno e stenderlo con un matterello fino ad uno spessore di pochi millimetri. Ricoprire la torta e pareggiare i lati in modo da renderli regolari.
Riporre la torta in frigo per almeno mezz’ora o fino al momento di servire.


battenberg cake



Senza titolo


Questa ricetta partecipa alla nuova raccolta Menu Lib(e)ro organizzata da Aiù.
Info su come partecipare qui, pagina FB con tutte le ricette pubblicate qui.

4 agosto 2013

Marketing in London


Non posso lasciare il Regno Unito senza spendere due parole sulla città che amo di più al mondo e che ne è anche la capitale, Londra.
Me ne sono innamorata da liceale, ci ho vissuto per sei mesi dopo il liceo e ogni volta che ci ritorno è sempre più affascinante e coinvolgente.
Ora ho il mio quarto figlio che ci abita e lavora, ha deciso di prendersi un anno sabbatico per fare esperienza, imparare meglio la lingua e magari, se le cose dovessero girare per il verso giusto, anche decidere di risiederci più a lungo. A me non dispiacerebbe, anzi, il mio sogno nel cassetto contemplerebbe un figlio sistemato in ogni continente della terra, così non avrei che l'imbarazzo della scelta di dove andare a svernare :-).
Per chi vuole visitare Londra, non c'è che l'imbarazzo della scelta talmente sono tante le cose che si possono vedere e fare, dai monumenti ai musei, dagli spettacoli teatrali ai parchi cittadini, ogni angolo, ogni zona merita una visita o un approfondimento.
Ed un buon paio di scarpe comode aiutano a muoversi con scioltezza a piedi, osservando, ammirando, apprezzando le varie architetture così diverse dalle nostre che gli edifici offron.
E poi c'è la cosa più divertente, spensierata ed allettante: lo shopping!
I negozi si susseguono a dismisura, i grandi magazzini fanno a gara nell'offrire le più luccicanti ed accattivanti vetrine, ogni guida segnala il più antico, il più reale, il più British, il più modaiolo, il più cool, il più trendy; e si possono fare ottimi affari, soprattutto in periodo di saldi.

C'è una cosa che a me piace fare, se possibile, in ogni città che visito: andar per mercati.
Mi piace curiosare tra i banchi, di qualunque genere siano (alimentare e non), mi piace guardare ed ascoltare le persone che scelgono, comprano, alle volte contrattano; se poi sono persone del luogo, mi sembra quasi di farne parte anche io, anche solo per il semplice bighellonare tra le merci esposte.

A Londra ci sono mercati in ogni zona della città, basta digitare mercati a londra su Google e si apre una pagina di informazioni a riguardo, oppure navigare sul sito a loro dedicato, ed anche Wikipedia ne fornisce una pagina ben fornita. O ancora se ne può venire a conoscenza mentre si passeggia tranquillamente in riva al Tamigi.


to visit next time


Camden Town e Petticoat Lane sono un ricordo di gioventù, e mi è spiaciuto a Natale non aver fatto in tempo a rivederne almeno uno.
Spitafield raccoglie in zona tanti bei negozietti carini ed originali, peccato che quando si è in giro con gli uomini bisogna far finta di aver gli occhi bendati!


@ the market, with an eye to the shard
al mercato con un occhio anche allo Shard
inaugurato il 5 luglio 2012, 310 metri d'altezza, 
è il più alto grattacielo dell'Unione Europea ed è 45esimo del mondo


Pochi giorni prima di Natale abbiamo visitato il Borough Market, grazie anche ad aperture straordinarie per il periodo festivo, un mercato dove fare comodamente la spesa, pranzare anche all veggie, degustare un ottimo e tradizionale fish&chips, perdersi tra i mille colori e profumi di ogni prelibatezza offerta,dove poter trovare anche le Rolls Royce dei tacchini!


rhug organic turkeys


Non si può uscire a mani vuote da questo mercato, ed è quasi obbligatorio assaggiare qualcosa nei vari stand, o perlomeno fino a quando ci si riesce!
Per chi volesse fare un giro virtuale al mercato tutte le foto sono qui (non sono riuscita a fare lo slide-show con il nuovo look di Flickr).

Ma il mercato che mi ha veramente affascinato 3 anni fa è stato Broadway Market.
Ne avevo già parlato qui, ma riporto volentieri quello che avevo scritto, aggiungendo però che è meglio andare a stomaco vuoto e magari a metà mattina, in modo da poter rimanere per il pranzo, perchè le cucine offerte sono veramente tante, varie, golose, invitanti che vale la pena approfittarne!


Fra i tanti mercati da vedere, ho scelto di visitare Broadway Market, e ne sono rimasta totalmente affascinata!
Per fortuna non è ancora conosciutissimo dalle orde turistiche e per questo ancora vivo e pulsante di very British style!

old butcher


Fred Cooke iniziò a vendere le anguille in gelatina in questo mercato più di un secolo fa. Aprì anche il ristorante per nutrire la folla che affollava il primo mercato di strada. E' cresciuto negli anni per servire i pastori che guidavano i loro greggi fino a Londra. Questa via è sempre stata una strada vivace, a volte anche bordello e rifugio di ubriaconi, il cuore della comunità di East London, che cercava in qualche modo di sopravvivere alle prime agitazioni sociali e alle bombe delle due guerre mondiali. Ma verso gli anni Novanta,questa comunità si stava sgretolando: chi poteva, si trasferiva nell' Essex (contea a nordovest di Londra). Poi, nel 2004, i volontari della Broadway Market Traders e dell'Associazione Residenti sono riusciti a ripopolare il quartiere, che è cresciuto oltre le aspettative. Broadway Market è ora riconosciuto come il mercato comunitario di maggior successo a Londra. E Bob, nipote di Fred Cooke, sta ingolosendo le nuove generazioni con le sue torte e i suoi liquori - e naturalmente le anguille in gelatina.
Il buon cibo è il fulcro di Broadway Market. Le indagini dimostrano che più del 90 per cento dei clienti vengono qui a fare la spesa settimanale: frutta e verdura, carne, pesce, pane e dolci, e molto altro ancora. La maggior parte di loro scelgono coscienziosamente di spendere qualcosina in più per avere la carne bovina biologica, le mele dai frutteti di Kent, il pesce della costa meridionale, e il formaggio locale più fresco. Questi banchi sono la felicità sia dei neo vegetariani che dei carnivori più incalliti! Voglia di qualcosa da sgranocchiare mentre si fa la spesa? o da portare a casa per un pranzo diverso? Sarete sommersi da mille profumi e colori da ogni parte del mondo: cucina africana, francese, inglese, caraibica, asiatica - i gusti sono molteplici e impressionanti. Iniziate da una parte del mercato con il più tipico maiale arrosto e ... finirete in fondo alla via con i funghi più magici del mondo!


 

having a coffee


Broadway Market è un punto nevralgico di ciò che rappresenta la moda nell' East London. E' luogo di incontro, di lavoro e di residenza per alcuni dei migliori giovani designer del paese. I modaioli vengono qui a fare incetta di cappelli, scarpe e abiti. L'inventiva si basa sui pezzi retrò e vintage. Ce n'è per tutti i gusti, sia per adulti che per bambini a prezzi accessibili. Ma la verità è che molti vengono qui al sabato solo per guardare, sfilare ed ostentare: la cultura a ruota libera di Hackney offre la massima libertà nel vestire o addirittura nel travestirsi. L'ultima sosia di Amy Winehouse vista a passeggiare si rivelò poi essere un uomo ... peccato si fosse dimenticato di farsi la barba!


Three years ago I was in London with a dear friend of mine for a short holiday. So many things to do and so many place to see, so many markets to choose the most characteristic. My decision brought us to Broadway Market, London E8, just off London Fields and Regent's Canal. It's open on Saturdays and is one of the best place to buy organic farmers' food, and something more. You can read on their site all about its origin, food, fashion, community and location. Please have a trip on the slideshow above, sure you will be delighted as we were that day!

market


    Un grazie di cuore ad Alex di Food 4 Thought che ci ha generosamente ospitati nel Regno Unito per l'Abbecedario della Comunità Europea.

    2 agosto 2013

    Celebrations in UK! - part 1


    E' già da più di due settimane che l'Abbecedario Culinario della Comunità Europea è sbarcato nel Regno Unito, dove siamo ospiti ancora per qualche giorno di Alex di Food 4 Thought. E ancora non sono riuscita a fare  ordine nelle mie ricette d'oltre Manica per mandarne qualcuna alla raccolta (che sta diventando ogni giorno più golosa! :-).
    Ma sto vivendo un'estate abbastanza movimentata, sono poco a casa e quando ci sono le incombenze familiari e non si accumulano e il tempo non basta mai.

    Regno Unito, ovvero Gran Bretagna e Irlanda del Nord, ovvero Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord.
    In gioventù ho fatto un viaggio bellissimo con la scuola in questa nazione, 15 giorni trascorsi a visitare in lungo e in largo i luoghi più interessanti: una full-immersion di 3 giorni a Londra, bastati per lasciarci il cuore e ritornarci poi a viverci per 6 mesi dopo la maturità, le imperdibili visite alla Cattedrale di Canterbury, al maestoso e magico sito di Stonehenge, all'imponente Castello di Windsor, e poi in vagone letto fino ad Edimburgo (dove ho il ricordo di un bellissimo albergo e di una cena tradizionale scozzese, con i camerieri col tradizionale kilt), Glasgow, Inverness e da lì una piacevole scorazzata in autobus attraverso le dolci colline scozzesi e i suoi innumerevoli laghi, senza tralasciare il famoso Loch Ness, e castelli.
    Era maggio, la primavera faceva capolino nella brughiera, tapezzandola di erica in fiore: uno spettacolo unico!
    Ed ancora la scoperta dell'isola di Skye, quel giorno il mare ed il cielo facevano a gara per accappararsi il colore più vivo ed intenso, passando da un grigio etereo al piombo più scuro, così in contrasto col verde brillante o i toni bruciati della terra isolana.
    Anche se ero molto giovane e forse più interessata a divertirmi con le amiche che ad assaporare intensamente quello che mi ruotava vorticosamente intorno, porto nel cuore ancora un ricordo vivo ed emozionante, indubbiamente una delle più belle vacanze turistiche che abbia fatto!

    Tutto il Regno Unito è in festa in questo periodo per la nascita del Royal Baby, l'atteso erede di Kate e William, terzo in successione sul trono reale.
    Ero a Londra anni fa nei giorni precedenti il matrimonio di Diana col Principe Carlo e non c'era vetrina e/o angolo della City che non ne portasse un segno tangibile. Anche i più incalliti e recalcitranti oppositori della monarchia sembrano quasi soccombere al vorticoso walzer mediatico che (s)travolge ogni avvenimento celebrativo della Casa Reale.
    A maggior ragione ora che si tratta di una nascita, già di per sè un avvenimento tanto straordinario quanto gioioso: e personalmente al pincipino non posso che augurargli tanto vero amore, quello dei suoi genitori!




    Ho trovato su FB una pagina (ma sicuramente ce ne saranno altre :-) dedicata al piccolo Principe: The British Monarchy Heir, da cui qualche notizia divertente:


    - La Danbury Mint ha già creato e messo in vendita a £149  la  bambola "Royal Baby Christening Doll."
    - A soli sei giorni dalla nascita del Principe George  sono già stati stampati i primi francobollli commemorativi dall'Ufficio Postale dell'isola di Man. Poco dopo anche l'Australia emette un francobollo commemorativo per l'arrivo del Principe George di Cambridge.
    - Il sito ufficiale della Monarchia Britannica ha già messo in lista il Principe George di Cambridge come terzo in linea di successione. 
    - I collezionisti di gadgets reali non si saranno di certo lasciati scappare le edizioni domenicali del Daily Mail e del Daily Express, usciti con allegati speciali commemorativi: il Daily Express anche con un flute per champagne celebrativo.
    - La regina era così felice per la nascita del Principe George che ha indetto dei festeggiamenti anche per il suo staff di Buckingham Palace, del castello di Windsor e di Holyrood Palace, la sua residenza ad Edimburgo. L'invito di Buckingham Palace diceva che lo staff poteva degustare una coppa di champagne per celebrare la nascita reale nella sala da pranzo tra le 11.30 e le 13.30.
    -  Per la terza generazione consecutiva, le campane nella cattedrale di St. Paul. hanno suonato a festa. Dopo la nascita del Principe Carlo nel 1948 e quella del Principe William nel 1982, una squadra di 13 suonatori ha fatto cantare le 12 campane per la nascita del Principe George.
    - Lunedì notte le cascate del Niagara sono state accese in blu in onore del Royal Baby.
    - Dopo l'effetto Kate nel mondo della moda, si preannuncia un Royal Baby Fashion Style che influenzerà anche la moda dei più piccoli.

    Ed ecco per questo clima festoso le mie ricette inglesi più appropriate:



    coronation chicken


    Questa ricetta fu creata da Constance Spry (incaricato all'epoca di organizzare anche la scelta e disposizione dei fiori nell'Abbazia di Westminster e lungo il tragitto reale fino a Buckingham Palace) per celebrare l'incoronazione della Regina Elisabetta nel 1953. Oggi è diventato un classico molto popolare della cucina britannica nonchè uno dei favoriti nei pranzi di festa.



    my mr. turkey
     Christmas Turkey

    Non c'è Natale senza tacchino, in casa nostra ormai è un'istituzione, valida anche per festeggiare altre occasioni importanti. La nostra tacchinata più importante ha sfiorato i 18 kili!



    gingerbread-whb 315

    Un pane dolce e speziato, che inebria già mentre cuoce nel forno lasciando un aroma irresistibile nell'aria, very British style ... come la simpatica Nigella, da cui ho preso la ricetta.



    gingerbread stuffing-whb 316
    Ripieno o Terrina di Pane Speziato

    Un mix fantastico e festoso, buono anche da solo ma duttile per svariati abbinamenti, senza dimenticare che potrebbe essere una buona farcia per il prossimo tacchino natalizio!



    Le ricette dolci nel prossimo post ... stay tuned!

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