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martedì 24 gennaio 2012

Febbre a 40 e una tastiera nel cervello

Ormai non penso più (non che prima...) ma digito frasi nel cervello, così:


Mi sono venute millemila idee geniali in questi giorni di febbre, che non voleva saperne di andarsene, neanche con etti di tachipirina, e ho pure sforato di brutto la dose massima compiendo anche l'insano gesto di leggere il bugiardino alla voce "Sovradosaggio", crapa! e lo sguardo corre automaticamente a "coma e morte". Provvidenziale l'intervento della mia dottoressa, per la quale di default provo stima e ammirazione, ma con cortisone a antibiotico si è guadagnata un posto sicuro nell'olimpo delle mie divinità personali (c'è anche la pediatra, la mia prof del liceo prima che si dedicasse alla bottiglia, e altri svarionati che ora mi sfuggono). Dicevo le idee che arrivano a battaglioni... PuLtroppo nel cervello non si può installare Evernote, se no sai che pacchia?! Ora non dovrei sfrantecarmi le meningi per ricordarmi quella frase assolutamente geniale che mi è venuta la notte di sabato. Qualcosa però ricordo...
- Un sogno: ho fatto una litigata pazzesca con tutti i suoi bei "fanculo" e non solo non ho dovuto soccombere come sempre, ma a un certo punto la controparte si è inginocchiata ai miei piedi chiedendo perdono "scusami dea della fine dialettica e del contraddittorio costruttivo, non dubiterò mai più di te, sei divina, vado a cospargermi il capo di cenere e ceci e mi frusto con la mia lingua biforcuta, adieu" Fiori che cadono dall'alto. Ciak. Buona la prima. Oscar.
- Domande senza risposta: dov'è finita Sandra Milo? Perché se hai l'orologio guardi sempre il cellulare per sapere l'ora? (perché l'ipad quando scrivo "Sa" e qualunque parola che inizi così decide che in realtà volevo scrivere "Sto arrivando!"?) Come fanno le mamme che escono dal lavoro alle 18 a fare spesa-cena-compiti-film-web-darla? (io le ammiro dal più profondo del mio cortisonico cuore, io l'ho fatto venerdì sera per un cambio turno e, anche saltando alcune tappe, ahem, il giorno dopo avevo 40, per dire).
- L'incipit dell'Era glaciale: "Ma perché non chiamarla Il grande freddo? O L'epoca dei brividi? Come facciamo a sapere che è un'era glaciale?" "Per-via-di-tutto-questo-GHIACCIO!!"
- Le voci che mi arrivavano dall'aldilà, dove non ho messo piede per quasi due giorni...
Wordle: voci

Riemergo oggi con tre chili in meno (non sono magra, sono flaccida ovunque), 28 punti neri in più, capelli che ormai hanno il terrore dell'acqua, una mollitudine che mi costringe a svaccarmi appena riesco, tre lavatrici da fare.

Ah inetta! Dimenticavo!
- Giovedì big surprise su Genitori Crescono :-)
- Il 14 febbraio Zebuk Day! Così scavalliamo san Valentino e le orde di post quantoloodio/quantoloamo
- New entries nei BAB, andate a scoprirle, pigroni!

lunedì 13 giugno 2011

La vita dei bambini è legata a una cintura

Sono in trepidante attesa dei risultati dei 4 referendum, che noi siamo andati a votare ieri: ci siamo portati il  nano in cabina elettorale per fargli assaporare il dolce gusto della democrazia, anche se lui sperava che andassimo in piscina ("Andiamo a nuotare?" "No nano, andiamo a Votare!")... Mancano 20 minuti ai primi risultati, incrocio le dita...
Nel frattempo, per non rendere vano questo tempo (e non mangiarmi tutte le unghie) vi segnalo un'importantissima iniziativa di quattro big-best-vip della rete, ovvero genitoriscrescono, Mammafelice, Farmacia Serra e Veremamme. Riguarda la sicurezza dei bambini in auto: quante volte vediamo bambini seduti in braccio a qualcuno, liberi di fare le capriole tra i sedili, o seduti ma non correttamente allacciati o sull'apposito seggiolino? Io personalmente ne vedo molti. E mi arrabbio furiosamente: è vero che ognuno è libero di educare i propri figli come crede, ma non è legittimo mettere in pericolo la loro vita. A tutte le obiezioni opposte per non adottare un comportamento che dovrebbe essere di routine (vado piano, dobbiamo fare pochi metri, piange se lo lego, sta in braccio alla nonna, e ccazzate simili) rispondo con un video secondo me efficacissimo: cliccate qui se avete stomaco e se vi sentite di fare una cosa intelligente quando non allacciate la cintura ai vostri figli.
Chi mi conosce sa quanto posso essere paranoica quando si tratta della sicurezza in auto dei miei bambini, sa quanto a lungo riesco a discutere per ottenere di fare viaggi sicuri, ma, mi dico, vi sembra giusto? Devo giustificare un comportamento quando è corretto e quando può salvare la vita ai miei figli?
Oggi stamperò i post dei miei "colleghi" blogger e li consegnerò ai genitori del nido e chiederò al responsabile di affiggere un manifesto della campagna "Se lo ami legalo".
Adesso escono i dati del referendum, vado a brindare?

mercoledì 4 maggio 2011

Salvare la vita a un bambino: peggio del non fare è il non sapere

Devo raccontarvi che per una volta mi sono sentita molto fiera di me stessa: ieri sera ho partecipato a questa "LEZIONE INTERATTIVA MANOVRE DI DISOSTRUZIONE DELLE VIE AEREE IN ETA' PEDIATRICA". Il titolo altisonante significa una sola cosa: come evitare che un bambino (o un lattante) si soffochi (muoia) con un corpo estraneo. Premetto che quando ho annunciato che lo avrei fatto, il commento più gettonato è stato "ma così te la tiri (la sfiga)!"; mio marito invece, che è letteralmente terrorizzato all'idea del soffocamento, è diventato bianco come un cencio solo a sentire parola disostruzione, poi però ha voluto che gli insegnassi le manovre. Io non ho avuto dubbi sul fatto che sapere come comportarsi su un argomento così importante sia fondamentale, obbligatorio ed eviterebbe i 50 bambini morti ogni anno solo in Italia. 
La lezione, organizzata e tenuta dai volontari della Croce Rossa, è cominciata con una lettera straziante di una mamma che ha visto morire suo figlio di 2 anni per un chicco d'uva... Riuscite a immaginare un dolore più grande e un senso di colpa che schiaccierebbe chiunque poi scoprisse che con semplici mosse avrebbe potuto salvare suo filgio? Dopo esserci asciugati le lacrime, abbiamo letto di casi sparsi ovunque nel mondo (è una sfiga che colpisce tutti) ma anche di storie a lieto fine con protagonisti e salvatori proprio dei bambini (qui un esempio), per capire che le manovre sono veramente semplici, ma vanno imparate.
Non ve le spiegherò io in questo post, ovviamente, vi suggerisco solo di dimenticare quello che siete abituati a pensare si debba fare in caso di soffocamento: quindi niente "guarda l'uccellino", no pacche sulla schiena date a caso, non prendere i bambini per i piedi, non tentare di estrarre l'oggetto con le dita. Soprattutto andate a vedere questo video, informatevi qui e qui sui prossimi incontri (non solo a Verona), partecipate e pretendete che lo facciano anche le insegnanti dei vostri figli (c'erano tutte le educatrici del nido dove vanno i miei!) e chi si occupa di loro. Questo non è un suggerimento ma una minaccia. FATELO.
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