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venerdì 31 gennaio 2014

Gli otto tesori: il dolce per il capodanno cinese - ancora #liberericette

Oggi l'ego del blog sta fluttuando ben oltre i mocciosi 3msc: dopo la ricetta delle puntarelle di silvia Tropea, mi vanto di ospitare un'altra firma autorevole di genitoricrescono, Supermambanana, che, con la scusa di liberare una ricetta, ci offre degli spunti culturali interessantie un'ottima occasione per festeggiare: lo sapete che oggi è il Capodanno cinese? Let's party!
Grazie Super! (Anche a nome dei muri della mia casa, you know :-))

La ricetta del Ba Bao Fan - gli otto tesori

Auguri di prosperità per il nuovo anno Cinese, l'anno del cavallo, che comincia oggi. 
Come mi dicevano oggi in ufficio colleghi cinesi, il proverbio dice "quando arriva il cavallo, immediato è il successo". Qui a Liverpool, per chi non lo sapesse, esiste la seconda, per dimensione, comunità cinese del Regno Unito, dopo Londra, e la più antica in Europa. I legami con la Cina sono stretti e duraturi, l'Università di Liverpool ha un campus in Cina, e dal secondo anno in poi le classi raddoppiano di numero per accogliere i ragazzi che, dopo il primo anno di studi in patria, possono scegliere se continuare qui. E la maggior parte di questi, manco a dirlo, sceglie di venire in occidente. Di questi, e, devo dire, di queste. La popolazione femminile subisce un notevole boost con l'arrivo delle colleghe dalla Cina, e per me è diventata una piacevole costante negli ultimi anni avere il privilegio di parlare con queste ragazze, raccontarci le nostre esperienze di expat, certo distanti, perché la strada che abbiamo fatto per venire qui è molto differente, ma che alla fin fine  hanno tanto in comune.
Come mi diceva una studentessa cinese, "back home I'm a girl, here I'm a Chinese girl". Il che è vero, per tutti e per ogni latitudine, se in Italia io sono una donna, qui sono una donna italiana, e gli eventuali stereotipi si sommano e creano sinergie fra loro. Ma essere una Chinese girl serve anche a sbaragliare degli stereotipi: se materie come ingegneria o informatica sono scelte prevalentemente dai ragazzi qui in occidente (ne abbiamo parlato in molti modi su genitoricrescono) in Cina, o in Asia in generale, questo non succede, la scelta è davvero paritaria. Ci sono molti fattori che contribuiscono a questa scelta, che non ho le competenze di stare qui ad analizzare, la politica del figlio unico prima fra tutte: se hai un solo figlio, allora tutto il tuo investimento, le tue aspettative, le tue passioni, vengono riversate su questo preziosissimo tesoro, e se questo figlio è una figlia, è lei che beneficia di questa attenzione esclusiva; le ragazze cinesi che ci raggiungono, e che devo sottolineare per amor di correttezza provengono da famiglie molto attente e senza problemi economici, hanno una cultura di base vasta e variegata, e uno slancio ottimista verso il futuro, che vedono tipicamente in Cina e con un lavoro entusiasmante. E questo atteggiamento fa molto bene alle loro colleghe orientali.

Ma tornando alla ricetta, e al capodanno. Per stasera ho preparato per i boys, che comunque so hanno passato una giornata all'insegna della Cina (stanno preparando la cerimonia della danza del leone da giorni per stamattina) il dolce tipico del giorno del capodanno cinese. Si chiama Ba Bao Fan, che vuol dire "otto pietre preziose", o "otto tesori", più o meno. È un dolce antichissimo, la tradizione risale a più di tremila anni fa, e la leggenda vuole che sia stato inventato per commemorare otto valorosi guerrieri che vinsero una battaglia contro un dispotico tiranno. È il classico "rice pudding", sarà per questo che suona familiare anche ai britannici. E come ogni pudding, anche se sono sicura l'originale avrà tantissimi ingredienti super esotici, in realtà lo si può customizzare con quello che è a disposizione, l'importante è che lo spirito della tradizione sia mantenuto.
E quindi, per cominciare, vi servono le otto pietre preziose, gli otto tesori. Che devono essere otto varietà di o frutta secca o semi e noci. Per esempio, questa volta io ho usato:
1. Semi di sesamo
2. Mandorle
3. Albicocche secche
4. Uvetta
5. Pezzi di ananas secco
6. Ciliegie candite
7. Prugne secche
8. Semi di zucca
Per il pudding vi serve:
- un bicchiere di riso, del "glutinoso" cinese, ma ho scoperto che il classico riso da risotto va benissimo, del resto il riso Arborio e quello cinese provengono dallo stesso cultivar giapponese.
- due cucchiai di zucchero
- un cucchiaino di olio, sceglietene uno con un sapore molto blando
- due cucchiai abbondanti di… beh in teoria pasta di fagioli rossi, ma io uso il burro di noccioline. Si potrebbe provare anche la nutella, ma temo che l'integrità cinese del piatto verrebbe compromessa dall'uso della cioccolata. Fate voi :-)
Innanzitutto cuocete il riso, e aggiungete alla fine lo zucchero e il cucchiaio di olio. Mescolate e lasciate a raffreddare. 
Procuratevi una coppa tipo stampo per budino, che possa essere usata per un bagnomaria. Io la rivesto di pellicola trasparente perché viene più semplice capovolgere il pudding, ma se siete ardimentosi usatela "nature" e imburratela.
Cominciate a disporre le "pietre preziose": considerate che il pudding andrà rovesciato, quindi disponetele a vostro estro artistico sul fondo della coppa e le pareti. Man mano che disponete le pietre preziose, riempite di riso, e pressate bene. Prima dell'ultimo strato di riso, spalmate i cucchiai di burro di noccioline, finite con lo strato di riso, pressate bene e, se usate la pellicola trasparente, chiudete il tutto.
Cuocete a bagnomaria per un 40 minuti.
Fate raffreddare appena, e capovolgete in un piatto da portata.
Per servire, condite con uno sciroppo alle mandole, o alla frutta secca.
Kung hei fat choy!


“Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia. Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web”.

A questo link trovate tutte le ricette di oggi e tutte le modalità per sostenere il Centro Astalli: invito tutti a dare anche un piccolo contributo, in questo momento anche 5 o 10 euro fanno la differenza.

Le puntarelle di Silvia per #liberericette

(Dedico questa ricetta alla mia mamma che fino ai miei 39 anni mi ha nascosto l'esistenza delle puntarelle per poi presentarmele sotto forma di libidine pura sott'olio).

La prima ricetta che partecipa a #liberericette #freearecipe 2014 mi è stata regalata da un'amica preziosa e speciale, Silvia Tropea, aka (chevvelodicoaffà) l'Avvocatanostra, la metà non svedese di genitoricrescono
Siccome la ricetta, nonché le puntarelle nevvero, saranno una voce dell'enciclopedia "Poesia in cucina" (ed. Cannavacciuolo, Roma), vi invito a goderne in anteprima e a trarne tutti i benefici. Poi vi interrogo tutti sul termine ammarvire. 

Grazie Silvia! 

LA RICETTA DELLE PUNTARELLE

Le puntarelle non sono un semplice contorno: con la loro forma arricciata, sono sicuramente attorcigliate alla doppia elica del DNA di un romano.
Avrei la tentazione di non spiegarvi cosa sono di preciso: se non lo sapete… peggio per voi. Ma so che questo atteggiamento è il tipico esempio della spocchia romana, quella che ci fa sempre, immancabilmente pensare “io so’ io e voi non siete…”. Quindi scendo dalla biga e vi cerco un’immagine di cosa sono le puntarelle.
Questa è cicoria catalogna e le puntarelle sono i suoi germogli.
I germogli, si tagliano per tutta la loro lunghezza, dividendoli in 4 parti, e ricavandone dei filetti croccanti.
L’operazione fondamentale è immergere subito questi filetti in acqua ben fredda e lasciarli lì finchè non si arricciano per bene. Il riccetto è fondamentale: non cambia il sapore della puntarella, ma la rende allegra, vivace. Ne fa quell’annuncio precoce di primavera che ti ricorda che l’inverno finirà. La puntarella è una stella filante di carnevale: è fresca e croccante, non può appartenere all’inverno, quindi di sicuro ne siamo quasi fuori. La puntarella è ottimista. La puntarella è proprio romana: ti mette allegria pure quando non c’è proprio gnente da ride e poi ti fa pensare “ma che c’avrai da ride”.
Una volta arricciate, le puntarelle si scolano per bene e si condiscono con una pozione magica.
In una ciotolina mettete delle acciughe sott’olio, ma buone buone. Non fate i tirchi: prendetele siciliane, cicciotte e polpose. Prendetele così buone da farvi venir voglia, mentre condite le puntarelle, di mangiarvi un’acciughina su pane e burro.
Le tagliata in punta di coltello a pezzettini più piccoli possibile, quasi una poltiglia. C’è anche chi usa la pasta di acciughe, ma quella è fatta con le teste, è buona per fare l’esca dei pesci, mescolata alla mollica di pane e pecorino, non è roba per esseri umani.
Alle acciughine spappolate mischiate uno spicchio d’aglio tagliato finofinofino (come la mortadella di Funari), ma proprio a pezzetti minuscoli. Poi ci mettete l’olio buono (sì, certo, extravergine. Ho detto buono, io uno ne conosco buono!), possibilmente della Sabina. Poi un pochino di aceto di vino bianco e mescolate la pozione. Quando diventa un bel composto torbido, lo versate sulle puntarelle e ci mettete un po’ di sale.
E poi ve le mangiate….
NO!!! Lo sapevo che ci cascavate!!! No che non ve le mangiate subito: devono stare lì almeno un’oretta, si devono ammarvire, devono diventare almeno la metà.
Tenete conto che da ogni piede di catalogna, usando solo i germogli, ricavate poche puntarelle, poi le mangiate quando sono ammarvite… Insomma, capiamoci, non ne comprate poche, che poi vi pentite.
Se non ve la sentite di tentare la capatura (un po’ laboriosa) e l’arricciatura in acqua fredda, per le prime volte potete comprarle anche già pulite (sì, trovatele al mercato vostro, oh non laziali!).
Qualcuno si starà chiedendo: sì, vabbè, ma quante acciughe, quanto aglio, quanto aceto…
Belli miei, e che ve lo devo dire io? Mettetene quanto ve ne piacce. Io abbondo, soprattutto con le acciughine.
Bon, adesso cantate “Roma nun fa’ la stupida stasera” mentre condite le puntarelle e buon appetito, Io vado a mangiarmi quelle lì nella foto.
Io ho liberato le puntarelle, ma trattatemele bene, che ne ho una attorcigliata all’aorta.
Silvia


“Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia. Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web”.

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martedì 3 luglio 2012

Estate cialtrona e caccia al tesoro

La famiglia Cialtrons è entrata nella (detestata) versione estiva che comporta:
- fine delle attività "regolari" dei bambini il 30 giugno e inizio di quelle costose il 2 luglio: lui al centro estivo, che non è altro che una scuola materna senza maestre ma gestita da diciottenni rincoglionite all'apparenza defunte; lei sempre nel suo nido ma con la retta raddoppiata
- arrivo di Caronte (che pare sarà seguito da Lucifero) e conseguente boccheggio nella casa assolata e priva di aria condizionata: quindi fnestre e scuri chiusi fino alle 19, quando finalmente apriamo tutto facendo entrare una piacevole aria bollente. Io resisto, mi consolo (un pochino) pensando che c'è gente che sta molto peggio di noi, il marito soccombe e smadonna, i bambini si sollazzano in giardino con una tinozza d'acqua dopo un pomeriggio di disegni, cartoni e video di trattori (tutto rigorosamente al buio)
- divieto assoluto di accendere i fornelli: comodo e divertente quando non hai figli, un incubo quando i tuoi figli non mangiano verdure crude tranne i pomodori. L'anno scorso la mia amica Melazenzero mi aveva consigliato un sacco di ottime alternative al solito panino con prosciutto, quest'anno si sono anche un po' evoluti, quindi accettano mozzarella con pomodori, hummus (lui a cucchiaiate, lei con grissini), roasbeef freddo, pasta fredda (lui senza condimento, già!, lei con la qualunque), couscous e vagonate di yogurt. Mi direte che la pasta va comunque cotta... sì, lo faccio, alle 9 di mattina...
- secondo tentativo di spannolinamento notturno per  CialtrOne, che fa il figo ma ancora non ha capito che di notte ci si deve alzare per la pipì. L'estate scorsa ho gettato la spugna, stavolta, anche a costo di fare una lavatrice al giorno solo per le lenzuola, vincerò io
- tutto questo fino alla fine di luglio. In agosto ci salvano i nonni-santi-subito e tre settimane di ferie. E fanculo anche alle vacanze italiche, che in tutta Europa sanno come si fa.

MA
avevo iniziato questo post solo con l'obiettivo di partecipare alla Caccia al tesoro di Mammafelice, e con la solita fretta di pubblicare mi stavo perdendo!
Non ho mai partecipato ma quest'anno non potevo perderla, visto che inizia proprio con la proposta che più sento mia: presentami un blog! E io, che per passione i blog li seguo, li coccardo e li intervisto, non mi sono mai neanche preoccupata di presentare il mio, troppo cialtrona inside!
Vado:
Chiaradinome nasce nel luglio 2010 per una insana passione per il mondo dei blog mammeschi (poi ho un po' allargato la visuale, per fortuna) che leggevo complusivamente alla ricerca di risposte non convenzionali sulla maternità e sull'educazione dei figli. Grazie al blog sono diventata una mamma migliore, lo posso giurare, e una donna che ha trovato una realizzazione anche al di fuori della triade casa-famiglia-lavoro: ho conosciuto persone eccezionali con le quali, come dice Barbara, "siamo diventati una famiglia allargata".
Un buon motivo per seguirmi? Scrivo poco e raramente (quindi non intaso i feed), scrivo per elenchi (quindi si possono saltare i punti che non interessano), racconto di me cercando risposte (che spesso sono utili agli altri: ecco, quindi i commenti sono un altro buon motivo) e senza giudizi. Ah, i miei bimbi sono belli e simpatici, non vorrete perdervi le loro imprese che mi fanno uscire di testa?
Due post che vale la pena leggere: secondo me "La Puglia, Internet e la profondità di pensiero" (anche solo per il titolo) e questo, nato nel delirio della febbre. Di straforo segnalo anche 3 post di servizio: quello sulla sicurezza dei bimbi in auto, quello sul primo soccorso pediatrico e quello sulla coppetta mestruale (non poteva mancare!!!)
Se vi ho convinto a seguirmi, potete farlo agevolmente sulla pagina Facebook e su Instagram e non agevolmente su Twitter (dove il profilo è privato per il terrore che qualche collega, o peggio, qualche capo mi trovi - comunque basta richiedere l'accesso e vi sarà dato, a meno che non vi chiamiate @ilmiocapo o @ilvicinodiscrivania), oppure abbonandovi ai feed.

Alla prossima tappa!

mercoledì 29 febbraio 2012

#freeRossellaUrru


Cara Rossella, non ho molto da scriverti che non abbiano già fatto meglio di me mille altre persone.
Solo una cosa: anche se abbiamo dovuto aspettare Sanremo e una comica (strepitosa) per sapere di te, anche se sembra che le donne che interessano la cosiddetta opinione pubblica siano altre, anche se per mesi non abbiamo avuto più tue notizie, e non si capisce se era strategia o altro, vorrei che tu sapessi che non sei mai stata sola e che qui c'era una nazione intera ad aspettarti.
Guarda qui, che casino hanno fatto:

A presto, libera.

venerdì 21 ottobre 2011

Il viaggio di Mammamsterdam all'Aquila

Barbara Summa, aka Mammamsterdam, è una delle prime blogger che ho seguito, nutro dell'affetto sincero per lei e per i suoi post che partono bene, fanno dei giri iperbolici e incasinatissimi ma poi atterrano su delle conclusioni originali, illuminanti, rivelatorie. E' (o sarà, quando verrà l'ora) la mia guru per quanto riguarda l'educazione sessuale ai figli, che come lo spiega lei il sesso ai figli e il perché delle donnine in vetrina o della pornografia, non lo fa nessuno in modo così arguto ma semplice. Ha mille altre qualità e scorrazza in quel di Amsterdam (e mi fa sentire un po' più vicina a quella disgraziata di mia sorella che lì si è trasferita), ma prima di tutto è aquilana. L'amore per la sua terra d'origine e il carattere abruzzese si respirano in tutti i suoi scritti, ma anche nelle occasioni in cui promuove una più profonda conoscenza del territorio e dei suoi abitanti, anche quando si tratta di condividere arrosticini e vinello.
Per questo fine settimana, se siete in zona (ché se non ci siete non vi vedo a programmarvi all'ultimo momento, specie se avete bambini), Barbara ha organizzato una bellissima iniziativa, della quale vedete il banner nella colonna destra del blog già da qualche tempo: si tratta del "Viaggio all'Aquila lungo la Statale 17", una due giorni che vi spiego direttamenete con le sue parole 

Andare all' Aquila con lo spirito delle Sfighe-tour non serve, ma andarci con qualcuno che ti spiega cosa stai vedendo, è un' altra cosa. E date le circostanze, a me sembra un gesto di partecipazione civile, e di affettuosa solidarietà con gli aquilani che non hanno un briciolo di progettualità, e capirete che dopo oltre due anni non ci si può impostare la vita e il quotidiano senza progetti o almeno una prospettiva.

In programma c'è un percorso a piedi e in macchina, con lei che spiega e racconta e voi che magnate e vi fate un'idea e un pieno di consapevolezza. Poi, domenica 23, arrivate all'Aquila e, dice Barbara "diamo una mano per alcune ore a strappare le erbacce dal centro o qualsiasi altro gesto utile e inutile che possiamo fare. Gli aquilani con cui ho parlato mi faranno sapere di cosa c' è bisogno".
Io purtroppo non potrò esserci, coi due fardelli figlioli malaticci al seguito, ma secondo me è un'esperienza che vale la pena provare.
Trovate le info sulla pagina Facebook e sul blog di Barbara. Aspetto con impazienza i racconti di chi ci sarà.


domenica 9 ottobre 2011

Cambia il tempo

E' finalmente arrivato il nostro tempo per...

... proporre: c'è un'iniziativa eccezionale, che ho appoggiato fin da subito e che ha bisogno del contributo di tutti. Si tratta della proposta di Ipazia che, sull'onda del polverone alzato da Della Valle che ha comprato una pagina di alcuni quotidiani italiani per dire "Politici, ora basta", ha pensato che tutte le istanze che ogni giorno discutiamo su Internet rischiano di restare lettera morta se non le portiamo "fuori" con la stessa virulenza del ciabattino fiorentino. Quindi, visto che da soli non abbiamo la possibilità di emergere e di far sentire anche la nostra voce, è necessario unirsi e con un piccolo contributo sperare di riuscire ad arrivare a chi le leggi è tenuto a farle: è nata quindi l'iniziativa #2eurox10leggi, che ha anche una "casa", che è uno spazio per la discussione e per la proposta, e, speriamo presto, una possibilità di riuscita.
... combattere: qualcuno crede di poterci imporre decisioni che coinvolgono il nostro futuro senza tenere conto del fatto che nessuno di noi è più disposto a subirle in silenzio. Qualcuno crede di avere a che fare ancora con un gregge che va contenuto, indirizzato, messo a tacere e spolpato. Qualcuno lo afferma anche in pubblico: “Questo è il gioco dei ruoli: io sono il sindaco e prendo le decisioni, voi cittadini le subite". Ma noi non stiamo tacendo, sono loro che non ci ascoltano o che non ci vogliono sentire. Presto però il boato sarà così forte che li travolgerà. Succede in provincia di Brescia, dove non vogliamo l'inceneritore di pollina, succede in provincia di Verona, dove non vogliamo la riapertura della discarica per il conferimento di rifiuti speciali, succede in provincia di Pavia, dove non vogliamo la discarica di amianto. E sicuramente succede in altre parti d'Italia, vero? (se vi va, potete segnalarmele).
... riflettere: sulla morte, sul genio, sulla perdita, sull'audacia, sulla relatività. Tutto questo per colpa di Steve Jobs, che non è diventato ricco grazie a me che non ho un solo prodotto Apple, ma che con la sua scomparsa ha ricordato a tutti che il futuro è di chi crede senza paura nei propri sogni. Ma lo dice meglio Patrizia. Anche se mi viene da pensare che in Italia Stefano Lavori avrebbe fatto un po' più di fatica...
... fermarsi: nel mio piccolo mondo cialtrone la novità è che non ci sono novità. Abbiamo portato il nano da un logopedista per farci dire come risolvere il problema della balbuzie e ci ha confermato, per modici 45 euro, che si tratta di una fase passeggera, ma forse ancora dovuta alla tensione che il bambino ha accumulato con la nascita della sorellina e che sfoga in vari modi, tra i quali incartarsi mentre parla. Soluzioni? Sport, tempo esclusivo per lui, letture e racconti. Sempre per modici 45 euro.
... divertirsi: i segnalibri di Chiaradinome e The Queen Father si sono sparsi in tutta Italia e Marco ha invitato i fortunati che li hanno ricevuti a fotografarli "in azione". Se cliccate qui ne vedete alcuni, ma aspettiamo anche tutti gli altri!
... conoscersi: ho passato un'ora al telefono col sopracitato Queen Father. Si può dire? E' ancora meglio di quando scrive e mi sembra di conoscerlo da sempre. Potere del web. In più, però ho fatto un'ora di addominali, perché mi sono spaccata dal ridere, e tutto con in sottofondo la risata argentina del suo bimbo. Quando pensi che a un certo punto della tua vita gli amici sono quelli che hai, e che conosci da anni, ecco che spuntano dal monitor persone che "dove minchia sono state finora?" e che "come sarebbe la mia vita se li avessi conosciuti prima?" (probabilmente uguale, magari un po' più lieve).
... festeggiare: è nata la figlia della mia migliore amica! Dopo anni di "ricerca" e la perdita di un bambino, è arrivata la luce dei suoi occhi ed è grande quanto un pannello solare, 4 chili per 53 centimetri. Comincia il giro in giostra!

lunedì 13 giugno 2011

La vita dei bambini è legata a una cintura

Sono in trepidante attesa dei risultati dei 4 referendum, che noi siamo andati a votare ieri: ci siamo portati il  nano in cabina elettorale per fargli assaporare il dolce gusto della democrazia, anche se lui sperava che andassimo in piscina ("Andiamo a nuotare?" "No nano, andiamo a Votare!")... Mancano 20 minuti ai primi risultati, incrocio le dita...
Nel frattempo, per non rendere vano questo tempo (e non mangiarmi tutte le unghie) vi segnalo un'importantissima iniziativa di quattro big-best-vip della rete, ovvero genitoriscrescono, Mammafelice, Farmacia Serra e Veremamme. Riguarda la sicurezza dei bambini in auto: quante volte vediamo bambini seduti in braccio a qualcuno, liberi di fare le capriole tra i sedili, o seduti ma non correttamente allacciati o sull'apposito seggiolino? Io personalmente ne vedo molti. E mi arrabbio furiosamente: è vero che ognuno è libero di educare i propri figli come crede, ma non è legittimo mettere in pericolo la loro vita. A tutte le obiezioni opposte per non adottare un comportamento che dovrebbe essere di routine (vado piano, dobbiamo fare pochi metri, piange se lo lego, sta in braccio alla nonna, e ccazzate simili) rispondo con un video secondo me efficacissimo: cliccate qui se avete stomaco e se vi sentite di fare una cosa intelligente quando non allacciate la cintura ai vostri figli.
Chi mi conosce sa quanto posso essere paranoica quando si tratta della sicurezza in auto dei miei bambini, sa quanto a lungo riesco a discutere per ottenere di fare viaggi sicuri, ma, mi dico, vi sembra giusto? Devo giustificare un comportamento quando è corretto e quando può salvare la vita ai miei figli?
Oggi stamperò i post dei miei "colleghi" blogger e li consegnerò ai genitori del nido e chiederò al responsabile di affiggere un manifesto della campagna "Se lo ami legalo".
Adesso escono i dati del referendum, vado a brindare?

mercoledì 4 maggio 2011

Salvare la vita a un bambino: peggio del non fare è il non sapere

Devo raccontarvi che per una volta mi sono sentita molto fiera di me stessa: ieri sera ho partecipato a questa "LEZIONE INTERATTIVA MANOVRE DI DISOSTRUZIONE DELLE VIE AEREE IN ETA' PEDIATRICA". Il titolo altisonante significa una sola cosa: come evitare che un bambino (o un lattante) si soffochi (muoia) con un corpo estraneo. Premetto che quando ho annunciato che lo avrei fatto, il commento più gettonato è stato "ma così te la tiri (la sfiga)!"; mio marito invece, che è letteralmente terrorizzato all'idea del soffocamento, è diventato bianco come un cencio solo a sentire parola disostruzione, poi però ha voluto che gli insegnassi le manovre. Io non ho avuto dubbi sul fatto che sapere come comportarsi su un argomento così importante sia fondamentale, obbligatorio ed eviterebbe i 50 bambini morti ogni anno solo in Italia. 
La lezione, organizzata e tenuta dai volontari della Croce Rossa, è cominciata con una lettera straziante di una mamma che ha visto morire suo figlio di 2 anni per un chicco d'uva... Riuscite a immaginare un dolore più grande e un senso di colpa che schiaccierebbe chiunque poi scoprisse che con semplici mosse avrebbe potuto salvare suo filgio? Dopo esserci asciugati le lacrime, abbiamo letto di casi sparsi ovunque nel mondo (è una sfiga che colpisce tutti) ma anche di storie a lieto fine con protagonisti e salvatori proprio dei bambini (qui un esempio), per capire che le manovre sono veramente semplici, ma vanno imparate.
Non ve le spiegherò io in questo post, ovviamente, vi suggerisco solo di dimenticare quello che siete abituati a pensare si debba fare in caso di soffocamento: quindi niente "guarda l'uccellino", no pacche sulla schiena date a caso, non prendere i bambini per i piedi, non tentare di estrarre l'oggetto con le dita. Soprattutto andate a vedere questo video, informatevi qui e qui sui prossimi incontri (non solo a Verona), partecipate e pretendete che lo facciano anche le insegnanti dei vostri figli (c'erano tutte le educatrici del nido dove vanno i miei!) e chi si occupa di loro. Questo non è un suggerimento ma una minaccia. FATELO.

martedì 12 aprile 2011

La mia scuola era migliore


Abbiamo protestato contro tutti quelli che ci sono passati per le mani e sopra le notre teste,  ma i nostri bersagli preferiti  di sempre sono state loro: la Falcucci (chi se la ricorda?!), la Iervolino, la Moratti. E adesso la Gelmini. Ci hanno provato tutti, a riformarla, ma sono riusciti solo a peggiorare di volta in volta la situazione: non si riesce mai a trovare un convinto sostenitore de "La Riforma della scuola", tranne il povero ministro che è sicuro di aver trovato il busillis e di passare alla storia per la genialata partorita dopo notti di bagordi (si spiegano solo così, le deformi Riforme della scuola). 
Abbiamo studiato in aule spoglie, fredde, coi muri scrostati che nessuno ripara.
Abbiamo manifestato contro la guerra, il nazipreside, i termosifoni spenti, la crisi, la scala mobile.
Abbiamo speso tanti soldi per i libri, i quaderni, le penne, il compasso e la squadra, i dizionari, gli zaini, i diari.
Tutti uguali, tutti con le stesse possibilità, il figlio del medico e la figlia dell'operaio, siamo arrivati pari: la scuola ci ha accolto e ci ha dato gli stessi mezzi e richiesto gli stessi sforzi.
La differenza l'hanno fatta gli insegnanti. Opinione molto di parte perchè io ho sempre desiderato fare l'insegnante, l'ho fatto per poco tempo e all'estero (e sì, è stata l'esperienza lavorativa migliore in assoluto): ritengo che sia il "mestiere" più passionale di tutti, capace di dare grandi gioie, ma sudatissime, grandi delusioni da riscattare; esigente, in termini di tempo, di energie e di "sè"; pieno d'amore, per gli studenti, il sapere, la comunicazione. Una delle mie scrittrici preferite è Paola Mastrocola ed è anche il mio faro per quanto riguarda l'istruzione: "La scuola raccontata al mio cane" è un saggio che i ministri della distruzione dovrebbero leggere ogni sera, imparare a memoria e soprattutto sostituire alle loro ridicole riforme. Ho sempre sognato di avere un'insegnante come lei, ma se metto insieme i vari professori che si sono succeduti in cattedra, riconosco in loro dei tratti eccezionali:  la passione per la poesia e la narrativa, la tenacia nell'apprendimento, la fatica di sopperire a un sistema scolastico scoraggiante e fallimentare come quello italiano. Un sistema che non risponde più alle aspettative normali di nessuno dei suoi "utenti": studenti, professori, famiglie. Da quando non serve studiare perchè la promozione arriva comunque; da quando i genitori contestano gli insegnanti che danno le insufficienze; da quando è più importante il POF che le materie di studio; da quando la gita scolastica non dura 5 giorni ma 9 mesi; da quando ci si aspetta che la scuola insegni un mestiere. E così gli insegnanti non insegnano a studenti che non studiano. 
Pare che ne sia venuto fuori un amarcord molto nostalgico dei tempi che furono... (Sono come un vecchio muratore che si ferma a guardare i nuovi cantieri scuotendo la testa...) E' così. Io non mi riconosco nella scuola di oggi: io avevo rispetto per insegnanti (pure gli stronzi) e ne avevano i miei genitori, studiavo e mi sentivo male se ero impreparata, quando ho preso un 5 (è successo!) ho pianto, sentivo di compiere un dovere per me stessa e per la mia famiglia se ero una brava studentessa, ma soprattutto mi piaceva tanto studiare e mi sentivo una privilegiata a poterlo fare; i miei professori lavoravano con grande dedizione e godevano dei nostri successi, protestavano, certo, per la riforma di turno, ma non erano al tempo dei "missionari" sottopagati e frustrati. Oggi mi sembra che sia la sfiducia il sentimento che accumuna le parti in causa - con qualche eccezione di resistenza e lotta contro un nemico che non parla di ricerca, cultura, borse di studio, merito ma di tagli, baroni, furbi. E' successo qualcosa di brutto alla scuola italiana. Potrei dire che ha nome e cognome, ma non corrisponde alla realtà: non è solo colpa sua se gli insegnanti non insegnano a studenti che non studiano. Spero che il danno non sia irreparabile, perchè fra qualche anno ci andranno anche i miei figli e mi piacerebbe che loro vivessero una scuola migliore, magari un po' simile alla mia.

martedì 25 gennaio 2011

Appello per chiedere le dimissioni di Berlusconi

Aderisco volentieri all'iniziativa di Donne Pensanti. Vorrei anche fare di più, mi rendo conto che non basta la mobilitazione sul blog, ma è un inizio.

Donne Pensanti chiede le dimissioni di Silvio Berlusconi e del suo esecutivo.
Le chiediamo come donne, come cittadine, e le chiediamo insieme a tutti quegli uomini e cittadini che non accettano di essere governati da Berlusconi e dal suo esecutivo.

Se è evidente che oggi come donne e come associazione che tutela la rappresentazione delle donne, non possiamo tacere lo scempio compiuto ancora una volta nei nostri confronti, deve essere altrettanto chiaro che l’inadeguatezza di Berlusconi a governare l’Italia, con gli scandali sessuali degli ultimi giorni è solamente arrivata ad un punto culminante e finale.
  1. L’incapacità di governare di Berlusconi è tale da avere ormai intaccato la credibilità del nostro paese sul piano internazionale: traspare dalla sua totale mancanza di senso dello stato, dalla gestione personalistica della cosa pubblica, dalle sue ripetute gaffes, nonché dai numerosissimi capi d’accusa che gli vengono imputati come il concorso esterno in associazione mafiosa, la concussione e il favoreggiamento della prostituzione minorile. Berlusconi ha da tempo perso ogni senso del limite, trascinando l’intera nazione, grazie alla collusione di una fedelissima corte di vassalli pronti a tutto pur di ricevere i suoi favori, in un declino di proporzioni enormi, per recuperare il quale saranno necessari molti anni e molte, profonde trasformazioni.
  2. Gli scandali sessuali di questi giorni sono solo gli ultimi di una smisurata serie. Nel corso degli anni del suo governo – con un’impennata decisa negli ultimi due, davanti ai nostri occhi si è delineato un quadro scioccante, i cui protagonisti e dettagli non cessano di emergere – non certo perché, come vorrebbe farci credere , è un perseguitato/ intercettato/spiato- ma perché si tratta di un giro di proporzioni tali che è impossibile, nonostante i mezzi dispiegati, comprare il silenzio di coloro che hanno visto e sentito. Una domanda sorge, a questo punto, più che legittima: chi governa l’Italia mentre il Capo del Governo e tutti i suoi Ministri sono impegnati a coprire le nefandezze di colui che non è nemmeno più in grado di comprarsi una credibilità pubblica?
  3. La misoginia di Berlusconi è tale che gli ha fatto sottovalutare il pericolo degli scandali, eppure sono proprio le donne che iniziano a parlare: prima Veronica Lario con la sua lettera profetica, poi Patrizia D’Addario con la sua rabbia, poi le varie Noemi Letizia, Barbara Montereale, Ruby, Nadia Macrìi, che perdendo di vista per un istante scaltrezza e cinismo si sono impasticciate rivelando, forse loro malgrado, ciò che sapevano. Ma è una storia fatta anche della determinazione e della serietà di donne come Annamaria Fiorillo e Ida Boccassini che sfidando l’omertà e usando gli strumenti della giustizia stanno contribuendo all’affondo degli ultimi colpi definitivi.
  4. La gravità del problema che oggi ci spinge a reagire non è quindi solo lo scandalo sessuale. Ciò che ci preme denunciare è il sistema che Silvio Berlusconi, grazie alle sue reti televisive, alla sua rete di collaboratori, procacciatori, impresari, ha creato in questi anni. Un sistema di corruzione che usa come moneta di scambio le donne per ottenere favori, ma che si è radicato nell’immaginario di tutti coloro che oggi pensano che usare il proprio corpo per ottenere denaro o facilitazioni, sia una forma di occupazione assolutamente normale, anzi più furba della altre, che implicano maggiore sforzo a minor rendimento. Vogliamo che sia chiaro che questa corruzione dei costumi, questo azzeramento dei valori, questo annientamento delle prospettive per i giovani, è stato perpetrato da colui che viene eletto da un popolo per tutelarne il presente, e soprattutto il futuro.
Abbiamo smesso di credere in un sussulto di dignità da parte di questo governo, certe che la storia giudicherà questi anni tristi, ma se vogliamo dare alle donne e agli uomini italiani una speranza di ritrovare dignità nella cultura sociale e politica di questo paese, bisogna riformare da cima a fondo il ruolo della donna nella politica, nella cultura e nella società italiana. Questa riforma non è possibile senza l’impegno di tutti, uomini e donne insieme.
Un’unica condizione: le dimissioni di Silvio Berlusconi e del suo esecutivo.
Per quanto riguarda la  vicenda Ruby ed eventuale istigazione alla prostituzione, stiamo esprimendo un’opinione basata su quanto attualmente disponibile attraverso gli Organi di Informazione.

lunedì 18 ottobre 2010

Fuori le tette!

Per Barbara: lo so che il tema è il rosa, ma io sono più indisciplinata: cambio classe e parlo di tette. Perchè è quello che oggi ci preme, no? che tutte vadano a farsi vedere 'ste benedette tette, e non per partecipare a un nuovo reality, ma per fare prevenzione.
Ricordo molto bene il giorno in cui il mio ginecologo mi trovò qualche nodulino: mi gettò nella paura più nera e anche se cercò di calmarmi mostrandomi TUTTE le foto delle sue vacanze, non riuscì nell'intento. Prenotai subito una mammografia e un'ecografia in uno studio privato perchè ero veramente molto agitata; poi fatalità saltò l'appuntamento perchè era morta credo la moglie del radiologo... e io sempre più esaurita, vedevo in questo contrattempo un segno del destino, nefasto ovviamente... Invece alla fine non era niente e anzi il radiologo mi disse di fare i complimenti al mio medico che aveva individuato dei gnocchetti così minuscoli!
Da allora non ho più tralasciato i controlli, anche perchè il mio gine mi spacca abbastanza i maroni su queste cose, come in gravidanza se mettevo su un chilo di troppo, su paptest e palpazione è tremendo! 
Quindi il mio invito a tutte le donne è a tenersi controllate, senza perdere tempo a fare i giochini su Facebook, come ha detto meglio e in modo più esteso la brava PAMEN.
Da parte mia ringrazio le mie tette che mi hanno regalato una delle esperienze più esaltanti della mia vita, questa: 

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