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giovedì 27 marzo 2014

un libro di poesie

Ho pubblicato tempo fa alcune poesie di mia cugina Antonella e ora sono felice di condividere con voi  il conseguimento di un suo primo traguardo,raggiunto non senza qualche perplessità da parte sua di uscire allo scoperto.
Credo che sia valsa la pena averla incoraggiata.




                                                  
                    

                            Gocce di memoria

Gocce di tempo e di memoria
mi riportano a te che sei infinito
e nell'incanto di un momento
mi perdo col pensiero nel tuo abbraccio
che mi avvolge e mi dà consolazione.
L'anima mai sazia,
assetata del tuo amore
si nutre nel respiro del ricordo
e tutto sembra fermo ed immutato
nel tuo cielo e nel mio,
le mani tra le mani
per camminare insieme,babbo.


                             La mia vita

La mia vita è un libro aperto
tra sogni e fantasie
dove la realtà si specchia
e chiede asilo all'anima. 


                        Solo carta e penna

Datemi carta e penna
sol carta e penna ed io
in alto volerò con i pensieri
librandomi nell'aria voluttuosa.
Solo una penna e un foglio
saranno mani e mente,le chiavi per aprire
lo scrigno del mio cuore.
I cieli di altri mondi
mi si spalancheranno,
saranno lì ad attendermi
per far vibrar gioiose
dell'animo le corde. 
Si espanderà la musica,
che sola sentirò,
come su un pentagramma
la imprimerò su carta.
Nel bianco il rigo nero
in dolce melodia
dipanerà parole
racconterà emozioni e parlerà di me
a chi mi arride al cuore.







giovedì 16 gennaio 2014

arrivederci con poesia

Le valigie sono pronte ma, per salutarvi,vi lascio alcune poesie di Alfonsina Campisano,mia madrina poetica,tratte dal suo ultimo libro  "L'assenza"
Difficile fare un scelta,tutte belle ed intense.




                     Speranza


Ho lasciato

sullo scoglio salato
vuote conchiglie

E il vento mi ha portato lontano

negli abissi del Cielo
tra girandole di stelle
e perle iridescenti.

                     Scivola il tempo


Si piegano vergini rami

sul giovane amore

Scivola il tempo

fra polvere e risa
sorridono ancora le foglie
al bacio della luna.

                            Angeli


Strano odore ha la terra

se angeli la sfiorano
con ali di luna

Il mio cuore

nella notte
ha sete di fiori.


                       E la scure calò

E la scure calò
sul corpo martoriato
dove mutò il vento
in silenzio l'ultimo grido

Lungo...
troppo lungo il calvario
duri i novelli chiodi
sul novello cristo

E divamparono
in un groviglio di spini
i fiori ai cancelli

Sugli annosi cipressi
esplose la luna il suo pianto
pallida luce
sul cuore bianco della terra.

mercoledì 15 maggio 2013

INCONTRO CON LA POESIA

Dopo una lunga pausa di silenzio,in altre faccende affaccendata,ritorno a voi per proporre alcune belle poesie.
Qualche tempo fa ho avutoil piacere di ricevere l'ultimo libro della Poetessa Ines Betta Montanelli.
Ines è una cara Signora ,gentile e sensibile,che ho conosciuto qualche anno fa ad una premiazione e con lei ho mantenuto un contatto telefonico abbastanza frequente,perchè è un piacere ascoltarla , sentirne i  pareri e  parlare insieme di poesia.
Vi avevo già presentato alcune sue liriche,tratte da "Il chiaro enigma" e "Lo specchio ritrovato".




Leggere le sue poesie mi emoziona e mi commuove,in molti passaggi mi ritrovo,pertanto  le condivido con voi con molto piacere. 

 Ines ha la capacità di dipingere con le parole immagini della sua terra,ma lo fa con tinte pastello,e gli scorci della sua Liguria fanno da cornice ai ricordi di un passato,che si intreccia continuamente con il presente .Anche la stessa malinconia, che si respira nella maggior parte delle poesie,è sottile,sfumata,accennata,ma sempre “incastonata”in immagini dolci che sembrano poter lenire l’inquietudine e la consapevolezza del tempo che passa.
In questo ultimo libro,tuttavia,la malinconia diventa il filo conduttore,è più marcata,spesso confina nella tristezza,ma la memoria è vivida e l'armonia ancora più accentuata.
Ammiro la sua capacità di esprimere con apparente semplicità,sentimenti ed emozioni profonde,proprie di chi, alla poesia,affida  la sua interiorità.
Lascio a voi il piacere della lettura,e vi consiglio l'acquisto del libro.



                         Estate

 Si è dileguata in un baleno un'altra estate.

Immobile,da vetri di dolore
l'avevo vista sbocciare
rigogliosa,invitante.
Oh,correrle incontro,
abbandonarmi al calore dei suoi raggi
tra rami fioriti di speranze.
Estate,panacea dei sofferenti,
so che tornerai a rallegrare le ore
ma il cuore teme premature partenze.


                                Poesia

Eri un lampo di gioia
tra le ciglia dell'infanzia
ora sei fuoco che divampa,vento
passione che ad ogni esitazione
in profonda pena si tramuta.
Ma, forse,adesso è l'ora
di qualche follia diversa.
Rompere lo specchio che deforma,
urlare alle voci che non sentono,
arrestare le lancette del tormento
e fermarsi
ad ascoltare l'anima.  


                                              Il profumo della vita

Per quel viaggio ignoto
da cui nessuno torna,
con me,nella mano del cuore,
vorrei portare un po' della mia terra:
una foglia di vite e tre di ulivo,
un ciuffo di mimosa
e uno zufolo di canna
musica di figlio,mio sole.

E per quel buio tormentato
vorrei una luce d'amore
un libro di poesie,pennello e tela.
E se il mio partire avverrà
quando la natura assopita
ancora non s'ingemma,
con me vorrei portare
alloro e rosmarino,sempre verdi,
chè mi resti addosso
il profumo della vita.

venerdì 25 gennaio 2013

FINE SETTIMANA CON POESIA


Un'altra amica  poetessa :Maria Giovanna Perrone Lorenzini.
La conoscevo da molti anni,in quanto moglie del mio Prof.di italiano,ma solo recentemente in uno dei miei tanti passaggi a Montepulciano,ho avuto modo di avere con lei..... "un incontro ravvicinato".
Mi ha fatto omaggio delle sue numerose raccolte poetiche(che io più modestamente ho ricambiato) e la nostra reciproca conoscenza è andata approfondendosi per telefono e tramite e-mail.

Difficile scegliere ,sono tutte poesie molto belle:  ricorrenti il tema dell'amore,l'incanto di fronte alla bellezza della natura e la malinconia strisciante per l'ineluttabile passare del tempo.

                                                     Vecchio gioco

La vita?un solitario non finito:
sei tu che giochi e pure fai da posta.
Le carte?prima nuove e pio consunte.
E le domande? ancora sempre quelle:
il denaro,l'amore ed il successo.
Ora speri più in questo,ora più in quello.
E con affanno cerchi le risposte
nel gioco che ha già perso ogni suo senso.
Non sai vincere,ormai non fai più un punto.
Si prende tutto Lui.Lui sì che vince...
E' questa una partita già finita:
perduta al vecchio gioco contro il tempo.

(da "SULLA CIMA DEL CIPRESSO")


                                 Insieme

Noi due,un tempo giovani cerbiatti,
nel bosco ricoperto,a primavera,
di tappeti di primule e pervinche
ci inseguimmo,frementi,in corsee assalti,
fino ache,sazi ormai di spinte e scherzi,
gioco d'amore insieme assaporammo.
Noi due,l'estate,cupidi colombi,,
sempre in cerca di tenere carezze,
dall'alba di quei soli fiammeggianti
fino all'esausta pace dei tramonti,
insieme uniti,fabbricammo il nido,
al prodigio di nascite esultando.
Noi due nei freschi giorni dell'autunno,
cavalli chiusi dentro alti recinti
a pascere soltanto l'erba molle,
senza più applausi e senza folle urlanti,
perdemmo,insieme ancora,i nostri figli,
quei puledri di gare già impazienti.
Noi due,poichè minaccia il triste inverno,
tartarughe rugose di cent'anni,
scrutiamo,tutt'attorno,l'orizzonte
per sapere se ancora ci è concesso,
prima di farci vincere dal sonno,
di rubare,ma insieme,qualche istante.

(da "L 'ESTATE DI DICEMBRE")

                                                              
                           Rugiada a Primavera

Goccia d'alba nel calice d'un fiore,
perla ialina,iridescente specchio,
stilla odorosa di struggente nettare
aureolata di solare polline,
ti berrò dolcemente,inebriata
del tuo fresco messaggio di speranza.
(da " LA CIMA DEL CIPRESSO")


giovedì 1 novembre 2012

Antonella

Rimango in famiglia per invitarvi alla lettura di alcune delle poesie di mia cugina Antonella.
Con Antonella condividiamo affetti,ricordi d'infanzia,amore per la nostra terra d'origine,ma anche la "mania" di scrivere e disegnare.
Ho letto per la prima volta le sue poesie quest'estate,quando ci siamo incontrate con meno fretta del solito, e sono rimasta colpita nel constatare che molte delle sue avevano lo stesso contenuto di altre mie,seppure scritte con metrica  e modalità diversa,eppure neanche lei conosceva le mie, .........uno stesso sentire,l'incanto per la natura,quel sottile filo di malinconia..che sia colpa di qualche cromosoma?
Spero che anche voi le apprezziate


LACRIME DI CIELO

Spesso sono triste quando piove
perchè le lacrime di cielo
sono come le mie lacrime,
sono le emozioni nascoste dentro me,
cadono e , a goccia a goccia, scavano in profondo
continuando a tracciare solchi dove si annidano pensieri...
...Ma come la pioggia lava ogni cosa,
le mie lacrime lavano tutte le ferite,
lucidano l'animo, ridanno colore e smalto al cuore
che si lecca, come un cane, le cicatrici vecchie e nuove...
...Il cuore... è sempre lì che batte,
ed ogni volta si fortifica aspettando un giorno nuovo.

 (Antonella Calvani - maggio 2012)

                                                                        


TERRE DI TOSCANA

Terre rossastre, aride di sole,
brunite zolle che digradano in dolci pendii;
lo sguardo vaga ancora nei verdi campi della Chiana
e insegue quei vigneti che han visto le mie corse di bambina.
Il cielo è terso all'orizzonte,
il casolare timido si affaccia ai girasoli;
respiro a fondo quei profumi
e godo la rigogliosa armonia della natura,
il carosello di colori mi avvolge e si trasforma in nostalgia...
Risento l'eco delle voci care,
come una nenia tenera di bimbi
il lor richiamo mi culla e mi rapisce.
Si fondono gli odori ed i sapori antichi...
l'essenza buona dei biscotti al forno,
il pane appena fatto riposto nella madia,
le zuppe ribollite che borbottan sulla stufa,
l'odore aspro del mosto nei suoi tini,
il Chianti rosso, schietto,
che tinge di sanguigno l'orlo del bicchiere...
Il cuore si fa piccolo, annaspa e quasi soffoca
nell'onda travolgente dei ricordi.
Sul ciglio della strada, immobile, un passero mi osserva,
poi vola libero nell'aria e si disperde
nello svettare degli alti cipressi
che nude, inermi sagome scure
si stagliano nel cielo
e sembrano indicarmi quel sentiero:
c'è un campo lì vicino, color smeraldo,
l'erba fresca e invitante;
incerta seguo il canto degli uccelli
e d'impeto mi libero dei sandali,
un passo dopo l'altro,
un tuffo al cuore: è gioia.
Ritorna in me la fanciullina persa,
affondo i piedi nudi
nell'alta erba medica, dove ritrovo intatta
la purezza e l'allegria della mia infanzia.

(Antonella Calvani -Sett.2009)


(G.Carletti-olio su tela 30-40 a. 2009)


questo mio quadro mi sembrava molto attinente


IL CERCHIO

Io credo che la vita sia un grande cerchio in fondo
e comunque lo si guardi il cerchio è sempre tondo,
tutti gli accadimenti, anche i più remoti,
non son privi di logica, non sono così vuoti;
se come afferma il Vico la storia ha i suoi ricorsi,
il cerchio non si chiude con gli anni ormai trascorsi,
sarà forse per caso o forse sarà il fato
che nel passar del tempo riaffiori un po' il passato,
così non mi sorprendo vedendo il nostro ieri
che si è congiunto all'oggi, riempiendoci i pensieri,
ed è meraviglioso quell’'impeto dell'onda
che emerge dal ricordo e nel presente affonda
e dà al nostro trascorso un seguito che, penso,
fa chiudere quel cerchio, ed ecco...tutto ha un senso!

 (Antonella Calvani,-dic.2011)


                                                                 
                                                                 

martedì 25 settembre 2012

Vi presento Cettina

Sto facendo lo slalom tra lavori di casa (post ristrutturazione),marmellate e sciroppate di pesche da portare alle mie creature,nonchè ricamo in corso per il terzo nipotino.
Ho pertanto sempre poco tempo da dedicare al blog mio e vostro e vi chiedo scusa se non sono riuscita a contraccambiare tutte le  vostre visite.
Anche a Cettina dedico questo post con molto ritardo.

Conosco Cettina da molto tempo,ma solo recentemente ho saputo che scriveva poesie.
Ho dovuto sollecitarla affinchè me le facesse leggere e ora ho il piacere di condividere con  voi alcune delle sue creazioni


Mattino 

Mattino assolato,mattino incantato
profumo di zagara e menta
un vociare lontano,
in questo paesaggio dipinto nella tela del tempo
oltre i cespugli d'oleandro
dai forti colori mischiati al giallo della ginestra
tavolozza magica di un pittore ignoto.

Il cuore scandisce il ritmo lento
penetri nel mistero della tua essenza
mito arcano rinchiuso nella forza
dell'eterno gioco dell'anima
dove pedina inconsapevole
vaneggi in questa stravagante
scacchiera della vita.
(Cettina Giugno)


Fugacita'

Annebbiata da salmastra abulia
scorre via la mia vita
l'avvolge un'ombra eterea
che spazza e travolge tutto:
in un attimo è buio.
Passato e presente
cocktail di pensieri sfuggenti
tutto è vano nella speranza
di una rinnovata realtà
di là da venire.......
(Cettina Giugno)

G.Carletti
                                                             Un altro autunno
                                                                (Olio su tavola 25x15 2010)

su questa immagine ,vi saluto,ci risentiremo a metà ottobre

mercoledì 30 maggio 2012

un break poetico

Sono lontana dal pc,per affrontare quotidianamente lavori vari,ma principalmente la cura del giardino,in un'imparei lotta con le erbacce che mi vedono,alla sera,soccombere al mal di schiena.
A parte questo piccolo dettaglio,è un'attività che mi piace,perchè sostituisce la palestra e mi dà la possibilità di stare lontana dai "rumori del mondo"e pensare in religioso silenzio.
Vicino alla zappa e al rastrello,tengo un foglio e una penna(vi prego di non ridere) perchè mi capita spesso di buttare giù quattro versi,che la sera avrei sicuramente dimenticato.
Ma non è delle mie poesie che vi voglio parlare,ma di quelle di un amico poeta,di cui ho avuto già occasione di farvi leggere qualcosa ,Pasqualino Cinnirella




ALTRE NUVOLE S’ADDENSANO


Altre nuvole  s’addensano,
altra pioggia domani

scroscia sulla mia strada impervia,

al transito  da tempo  in-adibita.

Caduco arranco in mille soste,
in lamenti per il tardo giungere
alle cime di un sogno che m’ illuse.

Ai guadi dove solito indugio -ansimo

per lo squarcio di vela mastra.

Naufrago sugli scogli del mio tempo
giungo fossile di granchio da derive.



22-25 Maggio 00 - 11

                               Ora che c'eri

                Per qual vezzo già del mio amore
                   ti chiamavo - marinaio –
                   in quel breve tempo d’attesa.
                   Ma te ne andasti di notte,
                   prima ancora di esserci tra noi.
                   Avevi fretta mostrarti alla luce
                   e forata l’ampolla del tuo mare
                   in secca sei rimasto sulla riva
                   come resti di veliero, naufrago
                   dagli oceani, su scogli d’isola deserta.
                   Soffocavi nell’aria,
                   fuori dal tuo globo-nido, dai volteggi
                   che appena percepiva  la tua genitrice.
                   Ora che c’eri, t’aspettavamo tanto sai
                   per donare anche a te vita, alimento
                   e immenso amore; spazio entro le mura
                   ad alitare insieme pace e lietezza
                   e sogni rosa nel domani.
                   Addio mio piccolo marinaio
                   saremmo stati tanto bene insieme.
                   Finita l’amorosa attesa
                   silenzioso un vuoto ora riempie casa e cuori
                   e dolce ansia più non morde nei giorni addivenire.
                   Per te nel cuore…alto un grido…ho soffocato.

                      

venerdì 21 ottobre 2011

baratto poetico

Prima delle vacanze avevo proposto a Stefania lo scambio delle nostre raccolte poetiche.
Pochi giorni fa,il baratto è avvenuto quasi in contemporanea



Sono rimasta piacevolmente colpita da questa ricca raccolta,in cui Stefania racconta le sue emozioni,il suo legame con la poesia,ancora di salvezza nei momenti grigi della sua esistenza,ma anche mezzo per esternare l'arrivo del sole dell'anima.
Riporto le sue parole alla fine del libro,quelle che mi hanno colpito particolarmente.
"Poesie che non sono belle(ma che invece lo sono,come potete leggere più sotto),non sono di esercizio,sono frutto di un Amore sofferto,negato,imbavagliato con le proprie mani......"
Difficile fare una scelta,in questa ricca raccolta,divisa in capitoli e illustrata da foto e disegni della stessa Stefania.


Speranza profonda

Il mio essere sente
il soffio gelante di paura
e ora è stanco e pentito.
Sei tu,tu forza immensa
a tenerlo in vita.
Io so che ci sei
e che lo sai
che mi vedi fra tutti.
Aiutami a far luce
innanzi ai miei giovani passi
soli e timorosi.
Aiutami 
con la tua ombra chiara
a togliere il peso che mi ammanta l'animo,
che mi opprime il senno,
che non posso toccare,
e mi soffoca dentro.

(Stefania Vitaliano)



Un nome

L'incoscienza di un attimo
perchè le mie labbra
pronunciassero un nome
e avessero una stella
a rispecchiarmi.
Un nome
perchè fossi fuori dal mondo
persa in quel sussulto inarrestabile
in un battito,eco di giungla
in un respiro,oceano di sospiri.
Un nome
per impregnarmi dell'aria purpurea
di un universo dove di notte
viene a sfiorarmi
una meteora rovente:
tu,quel nome.

(Stefania Vitaliano)




martedì 14 giugno 2011

un po' di poesia

Domenica sono stata invitata ad un" raduno poetico"dove ho incontrato poeti provenienti da ogni parte della Sicilia.
E' una simpatica manifestazione in cui,i poeti invitati leggono una loro creazione.
Non ci sono classifiche o premi,ma si è ripagati dal piacere di conoscerci e confrontarci.

In questa occasione,il mio amico Pasqualino Cinnirella,che ho ospitato qualche tempo fa,ha letto delle poesie che mi sono piaciute molto.Ho pensato di farvele conoscere:

Porta dai fogliami il vento


Porta dai fogliami il vento l'odore dell'erba
e dei pollini annuso i profumi vaporosi
nell'aria sparsi dalla brezza d'aprile.
Godono gli uccelli questi spazi tiepidi planando
e canti hanno nel migrare dolcissimi.
Il ramo agli innesti ha linfa viva nella scorza
e preme aprirsi a gemma per il frutto.
Ottobre è una tristezza alienata
ora che dal bosco viene
questo muoversi celere alla vita
nell'erba e nelle fronde;
ora che già quella gemma divarica la scorza
e pigola di nidi il ramo rifiorito.
M'accoglie questa luce nell'aria
che l'anima schiude come le corolle
dai calici odorosi verso il sole.
Elevo piano le mie mani al sole
e canto alto alla vita un inno,
un salmo che invento dal profondo.



foto di Nicola La Rocca


Ci rivedremo ancora

Ci rivedremo ancora
sopra il fungo d'ombra di quel pino
su quel pendio aperto agli occhi
ed ingiallito perchè sazio di sole
Rimembreremo i nostri idilli
le nostre gioie chiuse al mondo
Ti dico questo perchè torna estate
e tu ritorni al paese antico.
Ritroverai quel primo amore
sotto quel pino che ci ascose.






venerdì 6 maggio 2011

Carmelo Cozzo

riapro una parentesi......



L'amico Carmelo Cozzo mi ha inviato molte sue poesie autorizzandomi a pubblicarle.
E' per me un piacere e un onore offrire ancora uno spazio a questo grande ed eclettico Artista



Il mio Ulivo
acquarello 23x27cm anno 2005
IL    TRONCO

Consunto dal tempo,
tarlato nell’anima,
eretto, sfidi il tempo
con l’ultima foglia ingiallita.
Deforme il corpo
screpolato, baldanzoso,
ti specchi nell’eterno cielo turchese
e rami svenati di vita,
Disperati, abbracciano l’infinito.
In te,
si confonde un nido perduto.
Ricordi…….
quando, fra verde fogliame,
un cinguettar d’uccelli
rompeva il silenzio
che ora t’avvolge?
Scossa ai tuoi piedi
è la terra ferita
da rigonfie radici,
nel nuovo respiro di vita
e in solitudine cala
il sipario della fine.

                                        Carmelo  Cozzo




A te, caro Carmelo ,va'  tutto il mio ringraziamento per avermi concesso l'onore di leggere molte tue liriche inedite!!!      


        

mercoledì 16 febbraio 2011

un animo sensibile

Tanto per cominciare alcune note biografiche di un grande uomo che alcune di noi indirettamente hanno già avuto modo di conoscere ……

Santino Perez de Vera!



….chi meglio della sua amata figliola Paola può presentarcelo ….(?!?!?)

Nacque a Città della Pieve il 6 maggio del '22 . Giunse all'Elba, con la madre alla tenera età di 2 anni. Il padre era nato all'isola d'Elba e qui volle portare la sua famiglia.
Aveva un animo sensibile che seppe affinare leggendo e studiando moltissimo: autodidatta! purtroppo, perse  il padre molto presto e di conseguenza dovette lasciare la scuola e  lavorare per aiutare la madre che aveva altri tre figli. Era impiegato all'ufficio del registro, e nel tempo libero, oltre a dedicarsi ai figli, scriveva, dipingeva, creava piccoli oggetti con minerali , sassi, legno Di lui restano tre libriccini di poesie: "Dedica" - "Poesie" - "Ricami" -  e una commediola in un atto "Peppetonto e le steghe".



BELLEZZA LACUSTRE di S. Perez de Vera

Nel placido lago
si capovolge il cielo
 
e 'l verdeggiante bosco.
Cigni vaganti

dal candido velo
nuotano snelli
donando fremiti
a sì grato riscontro,
che zeffiretto accentua
in ridde di ricami
capricciosi.
Gorgheggia un usignolo
sublimando la quiete
del tramonto;
e di traverso,
rimanda il sol cadente
rossastre fiamme.
Poi, che la sera scende,
l'ultima veste
calerà la luna
stillando argento;
e giù nel limo

incastonate stelle
avran riflessi gelidi,
profondi, diamantini.