Il mestiere di nonni implica non solo di accudire alle loro necessità ma soprattutto di mettersi al loro livello (il problema è poi rialzarsi dal tappeto!!!!) cantare filastrocche, disegnare e giocare con loro e raccontare loro storie.
IL TESORO
Viveva ai margini di un bosco, in una casetta diroccata, Marianna una gentile signora dai capelli candidi.
In quel bosco andavano spesso, accompagnati dai genitori, Pablo e Maria a fare delle belle passeggiate.
I bambini adoravano quel luogo incantato dove immaginavano i grandi alberi di querce come giganti buoni, pronti ad accarezzarli con le loro foglie quando si alzava il vento.
E poi gli scoiattoli che portavano ghiande nella tana, gli uccellini dalle penne variopinti, i fiori, i rovi di more, le fragoline: tutto era esaltante.
Un giorno in cui i genitori erano stati trattenuti più a lungo dal lavoro, Maria propose a Pablo di fare una corsa fino al bosco per raccogliere lamponi
“Maria, ma lo sai che mamma e babbo non vogliono che usciamo di casa da soli!” disse Pablo
“Non ti preoccupare, rientreremo a casa prima del loro ritorno” E così si avviarono verso il bosco, intenzionati a prendere qualche frutto e a tornare presto indietro.
Quando si resero conto che la luce stava calando, corsero a perdifiato fuori del bosco, senza badare alla strada che avevano imboccato. Si trovarono in uno spiazzo erboso vicino ad una casetta diroccata quando il sole già mandava i suoi ultimi dardi infuocati
Presi dalla paura e dalla preoccupazione, bussarono timidamente alla porta con la speranza che non fosse la casa dell’orco. Aprì sorridendo una cara vecchietta che li rassicurò e li fece rifocillare con l’ultima fetta di focaccia che possedeva e poi ritenne opportuno accompagnarli, visto che stava arrivando la sera.Nei pressi di casa, Pablo e Maria, cominciarono a preoccuparsi di come li avrebbero accolti i genitori. In realtà mamma e babbo erano molto in ansia, sapendo che i bambini non trasgredivano mai alle regole e stavano già andando alla loro ricerca.
Quando li videro arrivare, furono felici e il loro viso preoccupato fu per i bambini più pesante di qualunque rimprovero.
Accolsero con gratitudine Marianna e insistettero perchè rimanesse a dormire da loro.
La vecchia signora accettò con piacere, era bello stare in compagnia nel calore di quella casa, dove tutti la colmavano di attenzioni e premure.
E a loro, che glielo avevano chiesto, raccontò la sua vita.
Viveva da sola e senza affetti, con nessun mezzo e si nutriva di ciò che la natura le offriva:
erbe selvatiche, frutti del bosco e ogni tanto un uovo della sua gallina e un po’ di latte della capretta che veniva a pascere nello spiazzo davanti alla sua casa.
Pablo e maria si scambiarono uno sguardo d’intesa e decisero di adottare Marianna come nonna putativa, anche perchè i loro veri nonni abitavano lontano e non sempre avevano la gioia di stare con loro.
Da quel giorno si recarono spesso a trovare Marianna con il consenso e talvolta la compagnia dei genitori. Le portavano biscotti, pane, pasta e perfino uno scialle di lana.
Stare con Marianna era davvero bello;
conosceva storie fantastiche che disegnava con loro
cantava buffe filastrocche, insegnava loro i nomi di piante e animali e insieme a lei impararono a distinguere erbe e funghi mangerecci da quelli velenosi.
Ma venne un triste giorno in cui Pablo e Maria non trovarono più Marianna ad aspettarli sulla porta di casa. La cercarono, la chiamarono, ma di lei nessuna traccia. La capretta, che brucava l’erba di malavoglia, disse ai bambini che Marianna era partita per un lungo viaggio, ma l’ultimo pensiero era stato per loro a cui aveva lasciato una scatola con il suo tesoro.
I bambini si guardarono perplessi “un tesoro?....ma se aveva a malapena di che vivere!!!!”
Entrarono di corsa in casa,
dove una grossa scatola, legata con un nastro rosso, faceva bella mostra di sè tra le povere cose. Aprirono impazienti la scatola, convinti di trovare monete o chissà cosa, ma trovarono invece
le favole di Marianna illustrate, foglie e fiori secchi ben etichettati e una lettera cui li ringraziava di aver portato la luce nella sua grigia esistenza e il calore di un affetto sincero.
Pablo e Maria capirono allora che non c’è tesoro più grande dell’amore, della saggezza e della conoscenza.