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sabato 26 febbraio 2011

vogliamo tornare bambini?

Il mestiere di nonni implica non solo di accudire alle loro necessità ma soprattutto di mettersi al loro livello (il problema è poi rialzarsi dal tappeto!!!!) cantare filastrocche, disegnare e giocare con loro e raccontare loro storie.
....io libero continuamente la mia fantasia.....


IL  TESORO



Viveva ai margini di un bosco, in una casetta diroccata, Marianna una gentile signora dai capelli candidi.


In quel bosco andavano spesso, accompagnati dai genitori, Pablo e Maria a fare delle belle passeggiate. 

I bambini adoravano quel luogo incantato dove immaginavano i grandi alberi di querce come giganti buoni,  pronti ad accarezzarli con le loro foglie quando si alzava il vento.
E poi gli scoiattoli che portavano ghiande nella tana, gli uccellini dalle penne variopinti, i fiori, i rovi di more, le fragoline: tutto era esaltante.
Un giorno in cui i genitori erano stati trattenuti più a lungo dal lavoro, Maria propose a Pablo di fare una corsa fino al bosco per raccogliere lamponi
“Maria, ma lo sai che mamma e babbo non vogliono che usciamo di casa da soli!” disse Pablo
“Non ti preoccupare, rientreremo a casa prima del loro ritorno”






E così si avviarono verso il bosco, intenzionati a prendere qualche frutto e a tornare presto indietro.


Ma i bambini, si sa, perdono facilmente la nozione del tempo e poi era così bello 
camminare tra gli alberi,
 
cogliere i fiori e correre dietro agli scoiattoli!
Quando si resero conto che la luce stava calando, corsero a perdifiato fuori del bosco, senza badare alla strada che avevano imboccato. Si trovarono in uno spiazzo erboso vicino ad una casetta diroccata quando il sole già mandava i suoi  ultimi dardi infuocati  
Presi dalla paura e dalla preoccupazione, bussarono timidamente alla porta con la speranza che non fosse la casa dell’orco. Aprì sorridendo una cara vecchietta che li rassicurò e li fece rifocillare con l’ultima fetta di focaccia che possedeva e poi ritenne opportuno accompagnarli, visto che stava arrivando la sera.Nei pressi di casa, Pablo e Maria, cominciarono a preoccuparsi di come li avrebbero accolti i genitori. In realtà mamma e babbo erano molto in ansia, sapendo che i bambini non trasgredivano mai alle regole e stavano già andando alla loro ricerca.
Quando li videro arrivare, furono felici e il loro viso preoccupato fu per i bambini più pesante di qualunque rimprovero.
Accolsero con gratitudine Marianna e insistettero perchè rimanesse a dormire da loro.
La vecchia signora accettò con piacere, era bello stare in compagnia nel calore di quella casa, dove tutti la colmavano di attenzioni e premure.
E a loro, che glielo avevano chiesto, raccontò la sua vita.
Viveva da sola e senza affetti, con nessun mezzo e si nutriva di ciò che la natura le offriva:
erbe selvatiche, frutti del bosco e ogni tanto un uovo della sua gallina e un po’ di latte della capretta che veniva a pascere nello spiazzo davanti alla sua casa.
la gallina e la capra erano la sua unica compagnia.

Pablo e maria si scambiarono uno sguardo d’intesa e decisero di adottare Marianna come nonna putativa, anche perchè  i loro veri nonni abitavano lontano e non sempre avevano la gioia di stare con loro.
Da quel giorno si recarono spesso a trovare Marianna con il consenso e talvolta la compagnia dei genitori. Le portavano biscotti, pane, pasta e perfino uno scialle di lana.
Stare con Marianna era davvero bello;



conosceva storie fantastiche che disegnava con loro 
cantava buffe filastrocche, insegnava loro i nomi di piante e animali e insieme a lei impararono a distinguere erbe e funghi mangerecci da quelli velenosi.

Ma venne un triste giorno in cui Pablo e Maria non trovarono più Marianna ad aspettarli sulla porta di casa. La cercarono, la chiamarono, ma di lei nessuna traccia. La capretta, che brucava l’erba di malavoglia, disse ai bambini che Marianna era partita per un lungo viaggio, ma l’ultimo pensiero era stato per loro a cui aveva lasciato una scatola con il suo tesoro.

I bambini si guardarono perplessi “un tesoro?....ma se aveva a malapena di che vivere!!!!”



Entrarono di corsa in casa,

dove una grossa scatola, legata con un nastro rosso, faceva bella mostra di sè tra le povere cose. Aprirono impazienti la scatola, convinti di trovare monete o chissà cosa, ma trovarono invece






le favole di Marianna illustrate, foglie e fiori secchi ben etichettati e una lettera cui li ringraziava di aver portato la luce nella sua grigia esistenza e il calore di un affetto sincero.
Pablo e Maria capirono allora che non c’è tesoro più grande dell’amore, della saggezza e della conoscenza.

mercoledì 8 dicembre 2010

e sempre a proposito di bambini

Con lo spirito proiettato al Natale, festa della famiglia, ma soprattutto festa dei bambini, vi propongo un'altra favola dalla raccolta 
"Le storie della Nonna",
che ho scritto in occasione della nascita della mia prima nipotina.



                       In un campo di grano

In un campo di grano viveva serena una famiglia di lucciole:babbo Lucio,mamma Luciana e i figli Lucetta e Lullino.
La loro vita scorreva tranquilla:di giorno ,al canto della cicala,dormivano all’ombra di papaveri e fiordalisi,mentre le amiche formiche  trainavano nelle loro tane i chicchi caduti.
Sul far della sera piano,piano si arrampicavano sugli steli e,appena si faceva notte,cominciavano a volare,accompagnati dal canto dei grilli. Altre lucciole si univano a loro e nel campo di grano si accendevano mille lucine.

Ma un giorno arrivarono i contadini per mietere il grano. La famigliola,impaurita,si rifugiò in un vicino cespuglio e ,con il cuore in gola,vide cadere le spighe amiche e fiordalisi e papaveri,sdraiati per terra,appassire. Lucio capì così che non potevano restare ed era tempo di migrare.
Ma le lucciole ,si sa,hanno ali piccole e raggiungere un altro campo di grano era un’impresa superiore alle loro forze.



Si rivolse allora ad una rondine che,gentile,li caricò sulle ali,trasportandoli in un campo vicino,dove a poco a poco,ripresero le loro abitudini.
Ma il tempo della mietitura non era,ahimè,finito e di nuovo assisterono impotenti al taglio impietoso di spighe,papaveri e fiordalisi.
Babbo Lucio era disperato,non sapeva più dove portare la famiglia:doveva cercare un nuovo posto ed affrontare un viaggio lungo e pieno di incertezze. Cercava di rassicurare Luciana,ma aveva il cuore pesante. Si confidò allora con un grillo e gli chiese consiglio.
Il grillo,che conosceva il mondo,gli parlò di una grande casa con giardino dove avrebbe potuto trovare un rifugio sicuro:i proprietari non avrebbero certo falciato rose e gerani.
Un po’ rassicurato,Lucio si mise a fare progetti e si preparò alla nova migrazione,aiutato da un pettirosso che faceva parte di un’organizzazione pro- sfollati. Così mettendo in un fagotto le poche cose che avevano,partirono alla volta del grande giardino.
Non era niente male,bastava stare attenti alle spine delle rose;così con spirito d’adattamento,cominciarono una nuova vita.
Giunta la sera la famigliola uscì a fare un giretto,ma le loro lucine colpirono l’attenzione di un bambino che mai aveva visto le lucciole.
Abituato ad avere sempre tutto,volle avere anche le lucciole .Fu così che afferrò al volo Lucetta e Lullino,e li sistemò sotto un bicchiere per avere la loro luce tutta per sé.
I fratellini erano terrorizzati,non sapevano se avrebbero più rivisto i genitori,ma non si persero d’animo.
Dopo un po’ si finsero morti e smisero di emettere luce,cosicché il bambino, annoiato,si riprese il bicchiere e si dimenticò di loro.
Velocemente i fratellini volarono via e cominciarono ad emettere segnali luminosi.
Lucio e Lucana li videro e ,felici,li condussero sotto un cespuglio di rose.
Da quel giorno si fecero più prudenti e poterono condurre una vita diversa,ma comunque tranquilla anche in un giardino.

sabato 25 settembre 2010

Ve la racconto una storia?

Due anni fa,di questi tempi,quando aspettavamo la nascita della prima nipotina,mi è venuta la voglia di farle un regalo diverso,che le rimanesse .
Così ho scritto e rielaborato le favolette che raccontavo ai miei figli per farli stare un po' tranquilli, e insieme al corredino ricamato,ho preparato questo piccolo dono da mettere sotto l'albero,anche se a Natale Elsa aveva solo una settimana.
Con la complicità di mio figlio Nicola,lo zio,abbiamo fatto stampare questo libricino senza pretese.
La parte grafica non è il massimo,ma Elsa non è Sgarbi nè la signora Bonfiglio e,almeno per ora,non ha fatto critiche
.Questa estate lo abbiamo cominciato a sfogliare insieme,soprattutto per avere l'occasione di  insegnarle parole in italiano.
La storia che più le piaceva è questa che vi propongo.

La gocciolina Etta







...... e la favola CONTINUA