Image and video hosting by TinyPic

lunedì 25 luglio 2011

La festa del Patrono a Caltagirone

 Come state miei cari?Penso che la maggior parte di voi sia già a godersi le meritate vacanze.
Io sono salita dal mare per mostrare ai miei bambini la festa del patrono.
La propongo anche a voi,perchè è molto caratteristica.
Non ho tempo di passare a salutarvi nei vostri spazi,lo faccio dal mio, accomunandovi in un unico abbraccio.




La Festa di San Giacomo si svolge a Caltagirone, in provincia di Catania.
Viva Diu e San Jacupu gridavano un tempo i portatori del pesante fercolo di San Giacomoapostolopatrono di Caltagirone dal 1109 per volere del conte Ruggero il Normanno, che volle erigere anche un tempio in suo onore. Dall'XI al XVI secolo la festa si svolgeva solo in chiesa, dov'era venerata una statua dell'apostolo realizzata nel 1518 da Vincenzo Archifel, orafo e scultore catanese, la stessa che ancora oggi viene portata in processione entro una bara dall'originale struttura architettonica, opera dello scultore napoletano Scipione di Guido, che in essa fuse in prefetto equilibrio le fastose linee barocche con quelle sobrie dell'arte classica. La bara ha, infatti, la forma di un tempietto, che nei sei angeli sostenenti il tetto richiama alla mente l'Eretteo d'Atene con le sue cariatidi.
La prima festa esterna, celebrata con imponente sfarzo e con manifestazioni artistiche e cerimonie religiose solenni, si ebbe nel 1591.
Portato a spalla, il fercolo, accompagnato dal Senato Civico e da una massa di popolo festante, percorreva le strade principali della città dalla mezzanotte del 24 luglio sino all'alba del 25, giorno consacrato all'apostolo. Il fercolo era preceduto da una preziosa cassa argentea, realizzata dal 1599 al 1701 dai più noti argentieri del tempo, contenente, in un reliquario a forma di mano benedicente, una parte dell'osso del braccio di San Giacomo donata nel 1457 alla città natale da Giovanni Burgio, vescovo di Siponto. Era una manifestazione corale di fede con qualche divagazione edonistica, che faceva folklore ma non intaccava tuttavia la devozione sentita e mantenuta fervida nei secoli.
Da anni non si ode più il grido "Viva Diu e San Jacupu" levato alto dal popolo. La sera del 25 luglio il fercolo e la cassa della reliquia fanno il giro della città su mezzi meccanici con lo stesso cerimoniale d'un tempo e qualche variante nello svolgimento.
In compenso il programma dei festeggiamenti s'articola e arricchisce di anno in anno di numerose manifestazioni artistiche, culturali, sportive e folcloristiche. Prima fra tutte, in ordine cronologico, la "serata alla villa", giorno 23, contrassegnata da concerti bandistici e da un fantasmagorico spettacolo di fuochi pirotecnici. Segue il "Corteo del Senato Civico" (XVII secolo) che accompagna le autorità civili ai riti religiosi la sera del 24 e del 25 luglio. In costumi del Seicento, il Corteo testimonia, nello sfarzo delle vesti dei suoi componenti, il prestigio che l'Universitas caltagironese aveva nel Regno per la vastità del patrimonio demaniale. Nelle sere del 24 e del 25 luglio viene effettuata l'illuminazione della Scalinata di Santa Maria del Monte con lumiere ad olio entro coppi policromi, disposti a disegno lungo i centoquarantadue gradini, che la rendono un arazzo brulicante di luci. Non mancano, solitamente, mostre d'arte d'ogni genere, spettacoli folcloristici di tradizione come l'opera dei pupi, manifestazioni musicali coinvolgenti tutte le fasce d'età e i più diversi interessi.
Ma è spettacolo anche la folla sempre numerosa, accresciuta dalla presenza degli abitanti dei centri vicini e, soprattutto, dai calatini lontani che per la festa del Patrono rientrano in massa perché nessuno vuole rinunciare a viverla con i propri familiari, secondo un'antica usanza che il tempo non sa né può cancellare dalla memoria e dal cuore. La festa di San Giacomo è per i calatini, come il Natale, festa di famiglia.

la folla




                                                               la Scala illuminata

martedì 12 luglio 2011

SERENE VACANZE A TUTTI

Sono in procinto di partire,devo sistemare le ultime cose e poi....mare e viaggio.
Può  darsi che faccia una rapida comparsa a casa,ma non mi porto il p.c. e quindi non posso passare a salutarvi ad uno ad uno.
Per lasciarvi con un sorriso,ripropongo un'altra accoppiata in tema con le vacanze,a beneficio soprattutto dei nuovi sostenitori.
Fra quanti vorranno lasciare un commento o,semplicemente un saluto,a questo post,al mio ritorno estrarrò un omaggio .Quale?non ho tempo di pensarci,lasciamolo come sorpresa.


A tutti l'augurio di trascorrere un periodo di riposo in serenità e benessere psicofisico,e un grande bacio.


Tramonto sul mare
(olio su tela 40x50)

Tramonto sul mare 

 L’ orlo scarlatto del sole
 s’adagia ormai stanco
 sul lontano orizzonte                                         
 e lascia al mare imbronciato
 mille cocci di luce
 e alla schiuma increspata
 iridati ritocchi,
 mentre in volo
 i gabbiani, stridendo,
 accompagnano a riva
 le barchette salmastre,
 in un gioco di ali
 come il sogno di Icaro ,
 infranto.
 Suoni e luci
 si smorzano piano
 e le nuvole rosa,in corteo,
 vanno incontro alla luna
 nell’olente  balletto
 delle brezze di sera,
 così il cuore,appagato,
 sorride. 



venerdì 8 luglio 2011

voglia di mare?

Isola delle correnti
Olio su tela(30x40)   maggio2011

Molti di voi sono già partiti,altri si stanno preparando,altri sceglieranno di rimanere a casa.
Io partirò tra qualche giorno ........vi lascio con una immagine di mare e vi auguro un sereno fine settimana.

                                      In riva al mare
Verde,turchese,blu
e all'orizzonte l' azzurro abbraccio  
col cielo.
Il silenzio ha la voce dell'onda
che bacia lo scoglio.
Tra le schegge di luce
che danzano sull'acqua
si compongono i sorrisi
che rendono piena
la mia vita di donna.


Graziella C.(2009)



martedì 5 luglio 2011

un po' di poesia

foto di Nicola C. La Rocca


 Le risa della giovinezza

Si dipana
 la sera all’orizzonte
dove nuvole orlate di luce
colgono gli ultimi raggi
come steli di grano. 
 
Sento
Il gracidare stanco
 delle rane uscite dallo stagno
vedo
il volare di rondini impazzite
per inseguire il sole.

S’appisola
Il canto degli uccelli
tra le foglie odorose del tiglio
ed io cerco la porta luminosa
chiusa
dietro le risa della giovinezza. 
Graziella Carletti(giugno 2011)

venerdì 1 luglio 2011

un racconto per l'infanzia

Come avrete potuto constatare,il mio tempo davanti al computer è molto limitato.
Ringrazio tutti coloro che passano,nonostante non riesca a contraccambiare la cortesia.
Per farmi perdonare e augurare a tutti un buon fine settimana,vi lascio un racconto.
Alba sul lago 
Olio su tela(30x40)  2010
Un abbraccio a tutti




                                                     Una cosa magica                                                                     
Nei casolari vicini,si stavano spengendo le ultime luci e,in lontananza,un gallo inneggiava al giorno neonato.
Mariagrazia entrò in punta di piedi nella stanza della sua nipotina Elisa e provò a scuoterla dolcemente.
La bambina dormiva serena abbracciata al suo coniglietto rosa e si mosse appena,tanto che la donna pensò che forse non era il caso di insistere e lasciarla dormire .Rimase a contemplare quella tenera creatura,ma in quel momento la bambina aprì un occhio e,quando mise a fuoco il viso della nonna,si sedette di scatto nel letto,ricordando la promessa che le aveva fatto la sera precedente.
Stropicciandosi gli occhi,si vestì senza fare storie,questa volta ,e bevve al volo il  bicchiere di latte caldo che la nonna le porgeva.
“Nonna,quando usciamo a vedere la cosa magica?”
“Appena sei pronta,sta cominciando a far giorno”
Uscirono in punta di piedi tenendosi per mano,sulla porta le aspettava nonno Fernando ed Elisa corse a dargli il buongiorno con un bacio.
Mariagrazia affidò al marito la” missione magia”e rientrò in casa a sbrigare le solite faccende.
Nonno e nipote si incamminarono nel viottolo che portava verso il lago .La bambina era eccitata e cinguettava come un passerotto,guardando il paesaggio avvolto da una bruma leggera. Ogni tanto accarezzava l’erba umida di rugiada e si lavava gli occhi ancora pieni di sonno.
“Nonno ,cosa sono queste goccioline posate sull’erba?”
“Le lacrime delle stelle,tesoro”
“Ma perché,le stelle piangono?”
“Solo quando il sole le lascia “
Elisa non finiva mai di fare domande e Fernando, che era un uomo abbastanza taciturno,con lei vicina era costretto a parlare in continuazione.
Giunsero in prossimità del lago e si sedettero su un vecchio tronco,la panchina preferita da Fernando quando andava a contemplare il lago in solitudine,lontano dal cicaleccio continuo delle donne di casa sua.
Intanto il cielo si era fatto madreperla ed Elisa gustava in silenzio una fetta di torta che la nonna aveva preparato per lei.
Spiava attenta i dintorni, quasi aspettando di vedere uscire dalla faggeta qualche creatura fantastica;nella sua testa frullavano molte domande,ma aveva quasi timore ad esprimerle a voce alta.
“Nonno,ma la cosa magica quando me la fai vedere?”
“Tra poco,devi avere pazienza”
Improvvisamente una brezza leggera accarezzò i fili d’erba,Elisa strinse intimorita la mano del nonno,ma….
“Non temere,tesoro,è il saluto della terra al sole che nasce”
Ed eccolo il sole ,uscire dal lago,una palla di luce accecante che lasciò senza parole la bambina,affascinata da tanta bellezza.
Dopo pochi preziosi momenti di silenzio,Elisa tornò alla carica.
“Nonno,ma allora questa cosa magica,quando me la mostri?”
“L’hai appena vista,è la magia del sole che sorge ogni giorno per alimentare la vita sulla terra”.
La bambina restò in silenzio, un po’ delusa, né comprese bene il senso della risposta .Fernando,sapeva che stava rimuginando qualcosa e ,di lì a poco,avrebbe ricominciato ad assalirlo con una raffica di domande.
Per fortuna erano arrivati a casa e fu ben felice di affidare a Mariagrazia la seconda parte della “missione magia”.
Sicuramente essa avrebbe trovato le parole giuste per spiegare alla nipotina quale magia poteva fare il sole per tutti gli esseri viventi.
Elisa corse ad abbracciare i genitori che uscivano per il lavoro,poi sequestrò la nonna ,la fece sedere vicino a lei sul gradino di casa e non la lasciò libera prima di avere avuto risposta a tutte le sue domande.
Mariagrazia sospirò rassegnata,ma fu ben felice di soddisfare quella benedetta curiosità.