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mercoledì 18 maggio 2016

"Un piccolo mondo a parte. In viaggio tra Venezia, Alpago e Cansiglio" al Salone del Libro di Torino 2016



"Un piccolo mondo a parte. In viaggio tra Venezia, Alpago e Cansiglio" è giunto al Salone Internazionale del Libro di Torino 2016.

Elisabetta Tiveron ed io siamo state invitate a presentare il nostro libro all'interno di Casa CookBook.
Anche se non è un libro di ricette, il racconto di questa avventura si è svolto ai fornelli perché ci è stato chiesto di proporre anche la preparazione di un piatto che in qualche modo evocasse i sapori e lo spirito di questi luoghi.
Le esclusive peculiarità culinarie di queste terre sono tante e molto particolari (e ben descritte nel libro), ma qui abbiamo optato per un piatto semplice affinché fosse agevolmente riproducibile da tutti, per la facile reperibilità degli ingredienti, a base di orzo delle valli bellunesi e formaggio del Cansiglio.






Alpago e Cansiglio costituiscono un piccolo mondo incantato ed incantevole, sospeso tra la laguna di Venezia - con cui ha avuto, nei secoli, rapporti molto stretti - e le Dolomiti, di cui costituisce uno degli accessi, se pur defilato rispetto ad altri.
Un mondo in cui elementi magici, misteriosi e fiabeschi si mescolano e ti attraversano continuamente la strada. 
Il cibo (che è un concetto lato) ci viene in aiuto per portare in luce un tessuto umano, storico, sociale intriso di elementi naturali, con tutto l’incanto, il fascino - ciò che possiamo definire “magia” - che si portano appresso. 
A volte, naturale e soprannaturale distano soltanto pochi passi.     
E’ una chiave di lettura che, più di altre, fa emergere connessioni, percorsi emotivi, che toccano non solo i luoghi fisici, ma anche  quelli dell’anima.

Ciò ha permesso alle autrici (Elisabetta veneziana, Roberta bellunese) di tornare in questo piccolo mondo, che pensavano di conoscere bene, riscoprendolo con occhi diversi.

















...In Alpago bastano pochi minuti per passare dalle acque cristalline del lago di Santa Croce alla spettacolare foresta del Cansiglio, a cime amatissime dai grandi dell’alpinismo.
Una delle meraviglie dell’Alpago è la verticalità, perché tra il lago e quelle cime la distanza, in linea d’aria, è breve...








Un labirinto silenzioso in cui perdersi per ritrovarsi.
I faggi dai piedi di velluto ti circondano, un esercito ordinato che sembra volerti avvolgere senza mai arrivare a toccarti.

- Elisabettaaa, non sembrano davvero lunghe zampe di uccelli giganti? - ho strillato nel silenzio umido, quel giorno, mentre ci addentravamo nel "bosco da reme".

Li guardi e stenti a credere ai tuoi occhi, anche quando non è la tua prima esperienza tra di loro. Non sono imponenti, anzi: lunghi e sottili, tenuti accuratamente distanziati, la corteccia chiara. Ma quando lo sguardo spazia tra i tronchi, non si vede altro, all’orizzonte, che altri tronchi; oppure, altrettanto inquietante, un muro grigio che non è fatto di pietra, ma di aria densa e umida. Il sottobosco è pulito, affatto intricato di arbusti; e quelle radici-dita che emergono dal terreno, del più bel verde che si possa immaginare, non riesci a smettere di guardarle, in un misto di fascinazione e timore; non puoi smettere di pensare agli Ent, i personaggi con sembianze di alberi nati dalla fantasia di J.R.R. Tolkien.







PROSSIME PRESENTAZIONI:

  • il giorno SABATO 28 MAGGIO alla sera (con cena), al Rifugio Alpe Madre, in via Col Moschin 2, Solagna (Vi)
  • il giorno VENERDÌ 3 GIUGNO alle ore 18 BELLUNO, presso la Libreria Tarantola, in via Roma (in  centro, in galleria, di fianco al Teatro Comunale).

(continua)

mercoledì 27 aprile 2016

Un piccolo mondo a parte. In viaggio tra Venezia, Alpago e Cansiglio



Ecco, ora è ufficiale: "Un piccolo mondo a parte: In viaggio tra Venezia, Alpago e Cansiglio" è in arrivo!
Dopo un anno di lavoro con Elisabetta Tiveron, chiacchiere, disegni e sopralluoghi in queste terre incantate sospese tra laguna e Dolomiti, sarà in libreria dal prossimo 20 maggio.
Il libro non vuole essere una guida turistica, né un compendio di cucina (la collana editoriale a cui appartiene è La strada del cibo, per Kellermann editore, ed anche questa uscita utilizzerà il cibo come pretesto per esplorare il territorio e scoprirne potenzialità e trascorsi storici), né una raccolta fotografica ad effetto, ma un cahier de voyage di emozioni e suggestioni che, speriamo, possano tradursi anche in desiderio e curiosità nel lettore per esplorare di persona questi luoghi.


Elisabetta Tiveron ed io presenteremo il libro al Salone Internazionale del Libro di Torino il giorno venerdì 13 maggio alle ore 20.00, presso Casa Cook Book dove potrà anche essere acquistato in anteprima.





Seguiranno poi a breve altre presentazioni (per cominciare a Belluno, Alpago e Venezia) di cui sarà mia premura aggiornarvi presto qui e su Facebook.





"È una storia di sguardi, pensieri,
profili (di uomini, donne, montagne),

di segni profondi ed indelebili come sentieri che si inerpicano,

o tracce lente ed evanescenti pari a quelle delle s'ciosele..."

















altri post su questo libro, qui



La prossima presentazione sarà a Belluno il giorno venerdì 3 giugno alle ore 18,

presso la Libreria Tarantola in via Roma (in galleria, di fianco al Teatro Comunale).


martedì 19 maggio 2015

La strada del cibo... tra mare e montagna.

Potrebbe sembrare l'incipit di una fiaba:
c'era una volta una valle incantata, verde e ricca, a metà tra laguna veneziana e Dolomiti.
In questa conca è avvenuto l'incontro di due amiche, l'una che scrive e ricerca e l'altra che disegna e fotografa.
Sono così seguite (e seguiranno ancora) passeggiate, chiacchiere, ricerche e sperimentazioni tra gente di mare e di montagna, come noi due.

Chi mi segue in Facebook forse già lo sa, ma ora trovo il tempo per raccontarlo anche qui.
Non è la prima volta che Elisabetta Tiveron mi coinvolge piacevolmente in un progetto interessante (vedi qui).

Questa volta insieme stiamo dando vita invece ad un un libro per Kellermann editore, nella collana che rientra nel progetto La strada del cibo:
nel viaggio il cibo diventa di volta in volta filo d'Arianna, parola chiave, trait d'union, mezzo per conoscere e comprendere, per raccogliere e raccontare storie. 





Ci sono freschi germogli e talvolta ancora un po' di foschia sul nostro sentiero, esattamente come in queste foto della foresta del Cansiglio,





ma il materiale a poco a poco prende forma, tra un boccone e uno schizzo...





(di quest'ultima foto non mi prendo merito: è di Giacomo, il mio bambino)



giovedì 23 aprile 2015

Ieri ed oggi.

Qui il tempo scorre velocissimo e dall'ultimo post ci sono stati un po' di viaggi ed incontri emozionanti, prima alla fiera di Bologna e poi a Parigi e poi ancora qui, tra mare e monti... Insomma, tante cose sul fuoco di cui però non posso ancora parlare (ma qualche scatto è comparso in Facebook).

In questo giorno però, 23 aprile, "Giornata del libro e delle rose", a proposito di scrittura ed artisti mi sovviene alla memoria questo stralcio dell'amato autore conterraneo.
Ve lo lascio, con un piccolo schizzo fatto all'aperto a colazione: si è aperta la stagione della vita outdoor, con la fioritura del nostro adorato glicine.
Colori, matite, parole e profumi... Buongiorno bellezza!





“Sa che lei è proprio bravo? Io letto tutto quello che scrive lei. Sempre interessante. E la sua cosa che mi è piaciuta di più? Aspetti… era un racconto… parlava di una vecchia casa abbandonata…”.
A questo punto capisco. Si tratta di una novella scritta novant’anni fa, quand’ero ancora bambino.
Molta gente, nel complimentare un artista, ha questa cattiveria: di lodare non le sue opere recenti, che sono veramente sue, ma lavori vecchissimi il cui vero autore non esiste più. Perché l’io di vent’anni fa è per me un estraneo, col quale ho ben poco in comune. E se ha scritto qualcosa di veramente bello, quasi mi fa rabbia.
L’io a cui voglio bene è quello di oggi, tutt’al più di ieri, dell’altro ieri. Più in là, è uno straniero sconosciuto i cui meriti non mi fanno né caldo né freddo.
Dino Buzzati





venerdì 6 settembre 2013

La mia Venezia, tra calli e pennelli

Venezia.
Ancora una volta.
La ritrovo ogni volta, ma ogni volta vi scopro qualcosa di nuovo o che invece avevo scordato.
Ho sempre amato ed odiato questa città per la sua singolare capacità di esasperare lo stato d'animo che si possiede mentre la si percorre. Non per "la risposta che dà a una tua domanda", come avrebbe detto forse Calvino, ma per il suo rispondere invece con un'altra domanda, alla tua.
In un labirinto di tali quesiti non ci si può che arrendere e proseguire il percorso ad istinto, con fiducia e pazienza, ma non senza perseveranza.
Sì, così per calli e campielli, proprio come per matite e pennelli.

Venezia è incantevole, magica, romantica, seducente, lo sappiamo tutti, ma anche stagnante, lenta, dolorosa, fané come sa risultare una vecchia attrice di teatro.
Da piccola vi ho versato le prime lacrime a causa dei piccioni che avevo paura di chiamare sulle mie manine a mangiare i chicchi di mais, da grande ci ho vissuto i miei studi tormentati, le amicizie affascinanti, qualche amore assurdo. 
L'ho odiata durante gli ultimi anni di università. La puzza, l'umidità, i turisti... ma poi ho voluto rinconciliarmici, decidendo pure di sposarmi lì. Due montanari in gondola, quasi un paradosso, no? :-) (anzi, non fate l'errore di snobbare la gondola, come ho fatto io per anni: anche fosse solo per un quarto d'ora, è impagabile la prospettiva restituita dal filo dell'acqua!)

La matita, a Venezia, l'ho sempre usata pensando che da grande avrei fatto l'architetto, ma la mia mente ed il mio cuore erano evidentemente sempre altrove, considerate le modalità con cui avevo operato quella scelta.
Quando di recente ho fiutato la possibilità di poterci tornare a disegnare invece finalmente con ben altro intento, con l'insegnamento di una brava illustratrice come Anna Castagnoli, non ho avuto titubanze.


Ci son stati momenti grigi... 

(le foto fatte col cellulare son quel che sono, pardon)


e di vivo colore...


 Matite e pastelli colorati si son mescolati sotto le mani di Anna.


Poi si son aggiunti brindisi, bigoli e girasoli...


  nella leggerezza e la profondità del blu, fuori...


ed il denso caos creativo, dentro.

...

Disorientata, ho "bighellonato" tra stili e tecniche diverse che sentivo dapprima stranieri.
Mi sono arresa poi alla corrente, con fiducia, e mi sono ritrovata questa donnina tra le mani.




- Ecco. Perchè vuoi combattere contro il labirinto? Assecondalo.
E' la matita ad un certo punto a decidere il suo percorso. -  ho pensato rincuorata.


Grazie Anna, per la tua innata comunicatività, la freschezza, il sorriso.
Ho trattenuto nel mio cuore la professionalità che hai nel comunicare la passione verso il tuo mestiere, senza nasconderne la fatica, la solitudine ed il dolore quotidiano che questa ricerca comporta. 
Agli occhi dei più sembrerebbe forse che avere a che fare con fiabe e colori sia davvero sempre e solo una favola, ma sappiamo bene che non è così!
I moti dell'anima non sono sempre dolci e gioiosi.
Comunicarcelo ogni tanto in un abbraccio, giallo come un girasole, fa davvero bene e aiuta a vedere meglio, più in là...
Grazie anche a tutti i compagni di questa maratona.



Del blog di Anna avevo già parlato qui

Altri momenti veneziani qui

lunedì 14 gennaio 2013

Ecchete... sémo (in) pace.

"Si mòro e poi rinasco, prego Dio d'arinasce a Roma..." penso ogni volta che ci torno.
Tu, che hai solo 8 anni e la vedi per la prima volta, mi dici che da grande vuoi andare ad abitarci e magari fare il papa.
Sì, amore mio, vedi di organizzarti meglio, nel frattempo, preciso... ma vederti correre in mezzo a tanta bellezza mi commuove e mi riempie il cuore di gioia che volevo dirlo a tutti.
Te compreso.