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venerdì 7 settembre 2012

lunario mese di Settembre

Santi e Ricorrenze


8/9



                                                   Natività della B. V. Maria




 (dal sito Santi e Beati)


La celebrazione della Natività di Maria è stata introdotta dal papa Sergio I nel settimo secolo in analogia a quanto già avveniva nella chiesa orientale.

La nascita della Vergine, della discendenza di Abramo, della tribù di Giuda, della stirpe del re Davide, al pari di quella di Giovanni il Battista e del Cristo, viene annunciata dall'Angelo in quanto essenziale per la realizzazione del disegno di Dio in terra.

In alcune località fra cui Firenze si festeggia la Natività della Madonna con cerimonie che hanno come tema la luce perchè secondo i cristiani la nascita della Vergine simboleggia l'alba di una nuova era.









 Nel tardo pomeriggio del 7 settembre migliaia di pellegrini salgono al santuario della Madonna Nera sul colle di Tindari, in Sicilia.
Fra i tanti miracoli attribuiti alla Madonna Nera il più celebre è quello della donna di Patti che si era recata sul colle insieme alla sua bimba, perchè aveva sentito narrare dell'Effigie miracolosa.
Al vedere l'immagine oltre alla delusione provò un senso di repulsione per il colore nero del volto.
Quando uscì dalla chiesa si accorse che la figlia era scomparsa e temette il peggio. Rientrò in chiesa invocando davanti alla Madonna la grazia. Uscita nuovamente, vide che ai piedi della rupe il mare, prosciugatosi improvvisamente, aveva formato tanti laghetti mentre una lingua di terra, che si insinuava nel mare, formava l'immagine della Vergine. La bimba se ne stava in un angolo della spiaggia a giocare con la sabbia.

Dopo la celebrazione della Messa, si svolge sulla piazza del santuario la processione della sacra immagine fra canti, inni sacri e invocazioni, mentre al calar del sole si accendono le fiaccole.








mercoledì 5 settembre 2012

Antologia dei luoghi più belli

Vento a Tindari

Tindari mite ti so
fra larghi colli pensile sull’acque
dell’isole dolci del dio
oggi m’assali
e ti chini in cuore

Salgo vertici aerei precipizi
assorto al vento dei pini
e la brigata che lieve m’accompagna
s’allontana nell’aria
onda di suoni e amore
e tu mi prendi
da cui male mi trassi
e paure d’ombre e di silenzi
rifugi di dolcezze un tempo assidue
e morte d’anima.

A te ignota è la terra
dove ogni giorno affondo
e segrete sillabe nutro
fra la gente petrosa ai sogni:
altra luce ti sfoglia sopra i vetri
nella veste notturna
e gioia non mia riposa
sul tuo grembo.

Fitto è l’esilio
e la ricerca che chiudevo in te
d’armonia oggi si scarna
in ansia precoce di morire
e ogni amore è schermo alla tristezza
tacito passo nel buio
dove m’hai posto
amaro pane a rompere.

Tindari serena torna,
soave amico mi desta
che mi sporga nel cielo
da una rupe e io fingo timore
a chi non sa del vento
che m’ha cercato l’anima.

Salvatore Quasimodo (premio Nobel per la poesia nel 1959)





 Quasimodo scrisse la poesia mentre si trovava per lavoro a Milano ricordando con la suggestione del pensiero la bellezza senza tempo dei luoghi tanto amati e lontani